Visualizzazione post con etichetta I wanna be well. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta I wanna be well. Mostra tutti i post

16/09/24

Cerco satelliti amici, ma tutti mi guardano strano.

Quattro anni e mezzo di pausa, quattro anni e mezzo di buio. Ogni tanto provo a riemergere, ogni tanto ci riesco per una settimana, due, un mese, due, massimo tre. Poi torno nel mio buio. E vivere da solo aiuta parecchio. Almeno, di base vivo da solo. Ci sono periodi in cui nel giro di ragazze e relazioni che ho non riesco ad avere mezza giornata libera. Che poi non è la giornata il problema. Più o meno. Per me è più importante e bello stare solo la sera, la notte. Certo, è bello svegliarsi e stare da solo tutto il giorno e farlo per una settimana di fila o più. Solo che in queste situazioni guardo il mio specchio, ci parlo, gli urlo contro, principalmente gli dico di stare zitto. A volte ridiamo insieme, a volte ci guardiamo un po' in cagnesco, ma alla fine voglio bene a quel tizio. I vicini penseranno che sia pazzo dato che ogni volta che mi incazzo, per qualsiasi cosa, piccola (la manica della felpa si incastra nella maniglia della porta per un mezzo secondo) o grande (non mi arrivano i soldi che quello stronzo mi ha promesso da nove mesi), urlo e bestemmio. Ma tanto bestemmio in italiano e qui non mi capisce un cazzo di nessuno. Almeno nel mio palazzo. Nei giorni più belli/brutti fumo da quando mi sveglio fin quando vado a dormire.

Ti spiego: sveglia, canna, caffè, canna, colazione, canna canna canna, pranzo verso le quattro o cinque di pomeriggio, solo perché ho abbastanza fame e non riesco più a rimandare la poca voglia di cucinare che ho. Infatti tante volte ordino da mangiare e visto che sto ordinando qualcosa per ammortizzare il costo della consegna prendo il doppio del menù o il doppio della roba che mi serve e quindi una parte la mangio a pranzo e l'altra se capita a cena. Molto più spesso la mangio a colazione il giorno dopo perché dopo il pranzo si ritorna a fare caffè canna canna canna canna. A questo punto sarebbe il momento di cenare, ma preferisco fumare piuttosto che mangiare e ormai la mia capacità di deglutire cibo è andata via e quindi anche se volessi mangiare lo farei con molta fatica e un'alta probabilità di morire strozzato perché perdo quella poca capacità che avevo di deglutire. Qualche problema con i muscoli del collo o cose così, non si è ancora capito. E nonostante tutto questo vada ad inficiare i miei sacrosanti e lunghissimi obiettivi di andare in palestra, prendere muscoli e massa, me ne fotto il cazzo perché è bello fumare e sono da solo a casa e nessuno mi può dire nulla. Al massimo il mio specchio mi può parlare, o il mio soffitto se mi sento particolarmente estroverso. La libertà è importante. E' quando la perdi che te ne accorgi. Quando hai una tipa in casa che dice "oh, adesso devi fumare?". Sì che adesso devo fumare, sono a casa mia, mi piace farlo, faccio il cazzo che voglio e tu mi dici cosa posso e non posso fare a casa mia? Dio maledetto. Sono comunque un bravo host e quindi se sei mia ospite, va bene, si fa come dici tu. Però nel mio inconscio, e neanche troppo inconscio, ti odio e mi stai sul cazzo. Libertà. Se volevo essere incatenato potevo cominciare a convivere già svariati anni fa, come fa il 90% della gente. In parte perché non hanno i soldi per vivere da soli, in parte perché credono che vivere insieme sia una bella figata e l'amore crescerà, invece vanno solo incontro ad uno schianto di proporzioni bibliche. Oppure magari vogliono fare una famiglia e figli. A me dei figli non frega un cazzo di nulla. Eh, ma poi da vecchio sei solo. Invece i tuoi genitori da vecchi vivono con te, vero? E li passi a trovare spesso, specialmente se vivi in un'altra città, vero? Testa di cazzo.

Comunque a volte esco, devo uscire, per prendere da mangiare o cose simili, e dato che ho fumato come un nero qualsiasi, mi disturba essere in giro e mi sento come se tutto il mondo potesse attaccarmi e sarebbe tragico perché non avrei neanche la voglia e la possibilità di difendermi. Fortunatamente vivo in una zona tranquilla e il peggio che capita è che chi mi passa vicino possa sentire me che puzzo d'erba in maniera abissale. Io non la sento più perché ci sono abituato. Casa mia puzza d'erba, ma tanto in quei giorni non ci entra nessuno, quindi al massimo il problema è, di nuovo, dei vicini. Che però sono quattro anni che non dicono un cazzo. Se avessero voluto dire qualcosa, l'avrebbero già detta. O forse se ne fottono il cazzo perché è uso personale. Abuso personale. Oh poi non metto neanche musica ad alto volume o la tv che urla, magari apprezzano questo e stanno zitti. Io nel mio piccolo cerco di evitarli.

Poi almeno il lunedì devo andare al lavoro, in ufficio. Quando mi rompo il cazzo prendo un bus e in 10-15 minuti sono arrivato. Se ho voglia di camminare e magari la giornata è gestibile e non troppo fredda o non mi diluvia addosso, sono 25 minuti a piedi. Guardo brutta gente mentre cammino. Donne grasse vestite come insegnanti delle elementari o come stronze che lavorano nelle risorse umane e si vede da un chilometro che sono stupide come la merda e dentro il loro cervellino c'è solo il pensiero di che schifo mangiarsi oggi a pranzo o delle unghie che devono rifarsi. Brutte, stupide e grasse. Quanto mi fanno schifo 'ste balene non hai idea. Poi passo davanti ad un teatro, luogo di eventi, posto concerti, cazzo ne so, ci fanno un po' di tutto. E leggo l'agenda: tra le altre cose c'è sempre una discussione antifascista. Madonna. Se 'ste discussioni ve le fate sempre tra di voi, che cazzo di senso ha? "Allora noi siamo contro il fascismo e vorrei anche fare un applauso a tutti gli immigrati che sono venuti qui, braaaavi, e non dimentichiamo la lotta delle nostre compagne femministe in questo tragico mondo governato dal patriarcato". Mi chiedo se ci sia ogni tanto qualche discorso nuovo in questi eventi del cazzo o se siano le stesse masturbazioni mentali di sessanta anni fa. Ma poi che originalità deve avere qualcuno che sta ancora a parlare di antifascismo in un paese che neanche ha mai conosciuto il fascismo. Sicuramente la sola parola fa arrapare tutti i partecipanti. Come al solito, qualche fregna ci crede davvero mentre i maschi ci vanno sperando di scopare prima o poi. Più poi che prima. E come al solito le stesse tipe vengono scopate da energumeni palestrati o neri o arabi che ogni tanto le menano e questo le piace di più. Gli stessi tizi che se potessero apertamente discutere delle loro, poche, idee sarebbero etichettati come maschilisti, misogini e fascistoni. Un piccolo paradosso.

Alla fine torno a casa e appena arrivo ne faccio una e i primi tiri dopo il lavoro sono così belli e soddisfacenti. Ok, lo so, mi sto uccidendo, i polmoni hanno da ridire. Io penso di non fumare tanto perché non fumo sigarette e non fumo uno o due pacchetti al giorno. D'altra parte, le sigarette hanno un filtro grosso mentre le canne hanno un filtro di cartone che fa passare di tutto. Quindi forse le nove o dieci canne giornaliere, nei giorni peggiori, sono di più di un pacchetto. Non lo so. Non so se qualcuno abbia mai fatto il calcolo. A me non interessa. Oh, se mi vuole venire un tumore mi poteva venire già a tredici anni come ad un mio vecchio compagne di classe. Tranquilli, poi è sopravvissuto e non penso se la passi malissimo. Anche se probabilmente non ha mai avuto gli stessi problemi che ho io nel bere semplicemente un bicchiere d'acqua o respirare. Cosa che mi diventa difficile quando l'erba mi prende parecchio male. Ma adesso tutto ok. Sono passato al fumo e noto un netto miglioramento. Anche se non sono fatto. Da anni. Fumare per me è come per te farti un tè. Mi rilassa un po', mi sento ok, mi piace, ma non perdo le capacità cerebrali, almeno non sul breve termine. Posso lavorare, posso guidare la macchina, posso scopare. A questo punto tu dirai "allora che cazzo fumi a fare?". Mi piace. E' come se prendessi un momento, o una giornata, per me. Per stare chiuso dentro me stesso col mondo fuori. Come se mi fossi meritato questo relax. E sono quattro anni di questo relax e penso che ad un certo punto dovrei smettere e lo so che starei meglio se smettessi.

Forse voglio solo ammazzarmi lentamente e questo è il modo più simpatico che ho trovato. C'è gente che beve, io bevo poco o nulla. Ridicolo se ti leggi i vecchi post, ma ormai sono passati dieci anni e più dall'inizio di questo blog, eppure è così. Ogni tanto mi chiedo il perché. Nel senso, è solo un problema di dipendenza o c'è qualche problema più grande sotto che evito di capire o indagare? Bella domanda, mi dice il mio specchio. Forse sei solo un coglione, ci hai mai pensato? E' una buona ipotesi. E' un'ottima ipotesi, rispondo. Alla fine grandi traumi non ce ne ho e non credo nella stronzata per cui i grandi traumi te li puoi scordare o li rimuovi dal tuo cervello e rimangono in una parte sopita che viene a galla solo pagando tra i 150 e 200 euro all'ora a qualche puttana che è chiaramente più pazza di te e il cui trauma è qualcosa come "mio padre non mi toccava da piccola e questo ha creato in me un senso di inadeguatezza perché le mie amiche sono state tutte violentate, forse non ero figa abbastanza a undici anni?".

Sembra che non sto davvero a fare un cazzo, in verità lavoro il giusto, cioè circa una o due ore al giorno, massimo, e il resto del tempo lo passo a scopare o comunque intrattenere e sostenere ragazze che almeno sono più fighe di quelle che scopi tu, questo sicuro al 100%. Solo che, a seconda dei periodi, dopo aver passato tre o quattro notti, o anche cinque, a settimana con loro, alla fine voglio tornare da solo e staccare dal mondo. E per staccare dal mondo il metodo è stare da solo per più giorni possibile mentre fumo e gioco a carte online o alla playstation, e non ci gioco neanche troppo quanto potrei. Non vedo serie, non vedo film. Le serie che voglio vedere sono troppo lunghe e quindi non ho il giusto livello di dedizione per cominciarne una. Ho una lunghissima lista di film ed ogni volta che la apro penso che non ho voglia di vedere un cazzo. Quelle poche volte in cui sono ispirato e prendo uno qualsiasi dei film, scopro che mi piace, grazie al cazzo, e mi chiedo perché non l'abbia visto prima. Un loop di merda. A malapena ascolto musica. Quando lo faccio mi accorgo che mi fa stare bene saltellare per casa e urlare cantando. Leggo poco e nulla e nei giorni migliori non parlo con nessuno, neanche via telefono. Ignoro tutti ed è una bella sensazione. Anche se il telefono lo guardo. Arrivo a fine giornata e penso di averla buttata e che un giorno rivorrò indietro tutto questo tempo buttato, magari quando sarò vecchio e penserò, cazzo ho sprecato quattro anni a farmi le canne senza soluzione di continuità. Avrei potuto gestire meglio le mie tipe, avrei potuto portarle in giro e vivere belle esperienze. E invece tirarmi fuori di casa è un'impresa e quando sono fuori penso solo a quando sarò di nuovo a casa. Stessa cosa quando sono in vacanza, quasi conto i giorni che mi separano dal tornare a casa e farmi finalmente una bella canna da solo. Da solo da solo da solo. I mostri non escono dalle pareti, solo dal mio cervello. Li saluto, ultime due canne e vado a dormire.


11/11/17

Qualcosa non va nel mio cervello, ma stiamo cercando di capire cosa. Attendere prego.

Quando è fidanzata lei.


La sera, io, Eva e Aurore usciamo insieme, avendo deciso di andarci a sbronzare da qualche parte. Non ricordo neanche il primo pub in cui siamo stati. Forse abbiamo cominciato a bere a casa mia. Eva l'ho conosciuta in Erasmus. E' francese e ha un modo particolare di pronunciare la S che può risultare carino, se ci presti attenzione. Aurore è una sua amica, mai vista prima. E' piccola, con uno sguardo da bambina, capelli neri lunghi e occhi castani. Durante la serata parliamo di musica. Ho qualche gusto in comune con Eva e spesso ci siamo passati delle canzoni da ascoltare. Ad Aurore piace la musica elettronica, ma non disdegna l'indie rock. Scavando tra serie tv, film e libri letti, scopro di avere più cose in comune con Aurore che con Eva, che avevo ospitato con il precipuo scopo di abusare ripetutamente del suo corpo. Ma non sono abbastanza bravo da provocare un threesome, sopratutto con due amiche. L'amicizia tra donne sfocia in un odio più o meno velato mischiato con una quantità incredibile di argomenti confidenziali da usare come ricatto o insulto in qualsiasi dato momento. Quindi tocca scegliere, e bene. Mentre la serata va avanti, tra vino e birre che vengono buttate giù, ci infiliamo in un discopub dove tutti ballano strafatti nel pieno della notte. Ballo con entrambe. Guardo Aurore negli occhi e nella mia vista periferica c'è Eva che fa una smorfia velocissima. Oh, cara. Appena Aurore va in bagno, Eva mi salta addosso e si mette a due centimetri dalla mia bocca cosicché meccanismi abbastanza naturali facciano il loro corso. Mi avvicino e la bacio. Poco male. Quando la sua amica torna, fingiamo non sia successo nulla. Ogni volta che la perdiamo tra la folla, ricominciamo a baciarci. Alle 4.30 decidiamo di andare via. Aurore prende un uber e io ed Eva torniamo a casa. Accendo una candela mentre ci spogliamo. Ha delle tette fantastiche e un paio di piercing nascosti. Dieci minuti dopo aver finito di scopare, prende il telefono e sale su. Io mi rivesto con calma e metto in ordine la stanza. Quando salgo, la trovo intenta a parlare con il suo ragazzo. Come se fosse la cosa più naturale del mondo. Nessuna vibrazione della sua voce potrebbe dare anche un minimo indizio al tipo. La guardo un attimo, come si guarda un dipinto, e penso che è perfetta. Quando chiude la chiamata, torniamo sul letto.


Quando sono fidanzato io.


Premessa: in quei pochi casi in cui io sembri fidanzato, non sono fidanzato come pensate voi. Importante è chiarire subito che la ragazza deve andare immediatamente fuori dal cazzo appena cominci a mettere in atto comportamenti come: 1) chiamare ripetutamente per sapere dove sono, cosa faccio, con chi sono; 2) aprire bocca sulle mie frequentazioni femminili; 3) pretendere risposte veloci a messaggi inutili. Seguendo queste semplici direttive, potrete fare cose come quelle che sto per scrivere.

"Stasera esco con un'amica", scrivo a Serena. Mi faccio una doccia ed entro in macchina. Colonna sonora di Drive sul cd. Mi muovo nella città volando, anche se non c'è fretta perché io sono una persona puntuale. Supero con disinvoltura un paio di semafori rossi solo perché si può. Parcheggio sotto casa di Giulia e attendo. Lei scende dopo cinque minuti. Una perfezione balistica di meno di cinquanta chili, due labbra con una forma unica e due occhi che brillano. La abbraccio e le particelle del suo profumo mi entrano piano piano nel naso e mi salgono al cervello come una botta di cocaina non riuscirebbe a fare. Da questo preciso momento fino a quando la riaccompagnerò a casa, chiunque avesse tentato di frapporsi in qualche modo tra me e lei sarebbe saltato in aria e i suoi discendenti sarebbero stati maledetti, oltraggiati e ostracizzati fino alla fine dei loro giorni. Questo perché non sono vendicativo. Saliamo in macchina e guido con una mano sola mentre con l'altra accarezzo i capelli di lei. Arriviamo a casa e apro il computer che era in standby. La colonna sonora già era pronta. Ci sediamo sul divano e parliamo probabilmente troppo. Poi mi avvicino piano verso le sue labbra. Lei scappa due o tre volte. Lo sa che c'è una ragazza. Le voci girano. Però se noi siamo qui, a casa mia, da soli, è perché io posso farlo e non ci sono problemi. Le cose le gestisco io. Non c'è un cazzo da discutere. Giulia lo sa bene e infatti non si scosta più. La bacio, la spoglio, "è perfetta", penso. Lei sorride in un modo incredibile e io muoio e risorgo la mattina dopo, quando da un altro universo ritorno nel mondo reale.

La sera esco con Serena e vado ad un pub per vedermi con alcuni amici. Probabilmente avrò scopato Serena in macchina prima di andare al pub. La serata è tranquilla e divertente. C'è Luigi che è ubriaco ed è disperato perché la sua ragazza l'ha lasciato prima dell'estate e non è riuscito a scoparsi fighe altrettanto valide. Va detto che la ragazza era una scassaminchia incredibile. Secondo me, ci ha solo guadagnato. Comunque, guarda Serena chiedendosi come abbia fatto uno come me a stare con una così. Dopo aver pagato, addirittura si avvicina a me e mi fa i complimenti per la ragazza. Io gli rispondo "non è neanche la migliore di quelle con cui mi sto vedendo". Sicuramente non mi crede. Penserà che l'avrò sparata grossa, ma non posso dare più dettagli, non faccio così. Torno in macchina con Serena e andiamo a casa sua per stare svegli fino alle quattro.









21/10/17

The Project. Laura - Part 4.

Sono appena tornato a casa dopo una giornata felicemente stancante. L'orologio indica le tre e mezza di pomeriggio, mi sdraio un attimo sul letto mentre cazzeggio al cellulare. Proprio in quel momento, Laura mi manda un messaggio inaspettato chiedendomi un piccolo favore. Il favore è trovare qualcosa da fumare e portarglielo a casa, dove è ora da sola. Certo che si può fare, dico. Eppure non ho un cazzo a casa e a quest'ora non so come procurarmi la roba. Chiedo un po' in giro tra amici, ma nessuno ha una soluzione, quindi devo girarmi parchi, parchetti e piazze per vedere chi c'è in giro. Esco alle quattro e mezza. Ci sono 45 gradi e sono tutti giustamente chiusi in casa. Al parco non c'è nessuno, a parte due bambini che mi chiedono una sigaretta. In un paio di piazze non c'è nessuno. L'ultima piazza è anche l'ultima possibilità. Ci sono due ragazzi seduti su una panchina e uno di loro lo conosco anche. Minchia, che culo. Vado lì per chiedere informazioni e incredibilmente l'altro ragazzo è fornito. Però ha paura di fare lo scambio lì perché "ci sono le telecamere, qua mi arrestano". Allora, pivello, o fai lo spacciatore, e te ne fotti, o non lo fai perché hai paura di essere preso. E ti prenderanno, tranquillo. Perciò non farmi il finocchietto, che è ridicola come situazione. Il tipo che conosco è parecchio più esperto e scafato e non batte ciglio. Si fa dare i soldi lui, mi fa passare la bustina e poi si alza per andarsene. Io torno alla macchina e vado da Laura. Appunto perché fa un caldo tremendo, mi apre la porta con dei pantaloncini ed una canotta. Le gambe di Laura. Tu ammazzeresti per finire tra le gambe di Laura. Ci penso un attimo prima di cominciare subito a rullare mentre ascoltiamo un po' di musica e poi usciamo sul balcone per questa cannetta veloce, mentre mi racconta di come le va l'università. Non ci sentiamo da un po' di mesi. Fumiamo sul balcon, prima di rientrare dentro. Io mi sdraio sul divano. Dentro casa c'è un climatizzatore e si sta abbastanza bene. Lei si siede all'altro capo del divano. Restiamo ad ascoltare un po' di musica. Silenzio. Cinque minuti. La prendo e la porto giù, sdraiata con me, e le accarezzo i capelli. La bacio e assaporo le sue labbra. Le tolgo quei pochi vestiti che ha. Noto reggiseno e intimo coordinati. Bambini, se vi succede una cosa così, ricordate che lei sapeva già come voleva che la cosa finisse. Facciamo l'amore e restiamo a ridere sul letto. Mi dice che sono cambiato, probabile, e che stare lì con me le fa strano. A me non fa strano fare cose che mi fanno stare bene, le dico. Infatti sono contento di essere lì. La sera devo vedermi con qualcun'altro, perciò vado via prima di cena.

Una volta andiamo a vedere le stelle cadenti, a prendere freddo sul mio terrazzo. Trascorriamo tutta la serata in casa, a letto principalmente. Faccio incetta mentale dei suoi occhi chiari quando siamo vicini con le facce. Bella. Ceniamo con una pizza e dormiamo insieme, contenti. Io parto per un po' di giorni, ma nelle due settimane successive ci vediamo più volte. A casa mia, a casa sua. Beviamo del vino in un pub nascosto dietro una piazzetta e ci raccontiamo qualche altro trascorso. Giriamo qualche posto in cui andavamo tempo fa, prima di andare a casa.

Ci rivediamo un'ultima volta dopo una serata passata a fumare a casa con amici e la porto in un parchetto su delle altalene per riprendermi un po' e stare all'aria aperta, per far respirare i polmoni. Non c'è nessuno in giro, è già l'una di notte. Faccio una foto delle nostre mani. Due anni fa eravamo nello stesso parchetto. Allora provavo a baciarla e lei si scansava. Trovai la cosa molto carina. Mi piace venire inizialmente rifiutato. La volta dopo andò tutto liscio. Ora siamo di nuovo qui e ci stiamo baciando mentre lei è seduta sull'altalena. Le prendo una mano, la faccio alzare e mi dirigo verso la macchina. Destinazione casa sua. Penso sia successo quando eravamo già nudi e mi sono ritrovato a guardare lei seduta sul divano, con i capelli sciolti e il rossetto scuro, a pensare che fosse bellissima in quel momento. Perciò glielo dico "sei gnocchissima". Bisogna dirle certe cose, o l'attimo si perde. Ci addormentiamo tardissimo, ma alle sei e mezza ho la sveglia per andare via, dato che i genitori sarebbero tornati in poco tempo. Lascio Laura a dormire e le do un bacio in testa prima di chiudermi la porta dietro le spalle.







01/10/17

The Project. Anna - Part 3.

Vado a prendere Anna in stazione ed ho una rosa rossa in mano. La rosa purtroppo l'ho comprata, sebbene le avessi detto, e quando dico una cosa, faccio quella cosa, che ne avrei colta una. Il fatto è che rose selvatiche non erano nei paraggi di casa. Nei paraggi di casa, però, c'è una schiera di villette dove andavo a fare allenamento e ricordavo di aver intravisto rose rosse in qualche giardino. Ho violato la proprietà privata, in orari notturni e condizioni mentali abbastanza bieche, di tre di queste villette, ma senza trovare nessuna rosa. Un giorno successivo, ero passato davanti ad un fioraio, facendo una strada mai fatta, e mi sono detto che forse l'intuito messo nelle mie gambe mi voleva dire qualcosa. Mi voleva dire di comprare quella rosa. Anna scende dal treno con i suoi occhi azzurri, uno zaino ed una canotta. Già sorride. Io le presento la rosa che avevo dietro la schiena e sorrido nel vedere la sua faccia mezza sorpresa. Ci aspetta un piccolo viaggetto per raggiungere casa mia. Ci mettiamo in macchina e ascoltiamo la musica e parliamo un po' di noi, di quello che facciamo, di Bruxelles. Fa un caldo incredibile quando arriviamo a casa. Entriamo e metto della musica al pc, tipico. Cazzeggiamo. Io parlo un po' troppo prima di baciarla, però il tempo c'è. Da lì non facciamo molto altro e i due giorni scorrono belli e veloci. Prendiamo una pizza per cena, dormiamo e il giorno dopo Anna mi cucina delle uova strapazzate per colazione. Non so se vi possa sembrare poco, ma è una cosa molto carina. Sono stato bene e anche parecchio. Quando siamo andati sul terrazzo a sdraiarci e bere vino è stato bello parlare con lei. La riaccompagno in stazione e le do un ultimo bacio.

La settimana dopo siamo di nuovo lì. Dopo esserci riscaldati due volte, usciamo nel paese per cercare del cibo. Io volevo pizza o qualcosa del genere, ma era un orario troppo pomeridiano per trovare qualcosa di aperto, quindi alla fine ripieghiamo su alcuni taralli e del vino bianco. Sul terrazzo c'è un caldo favoloso e io sono in pantaloncini corti ed una maglietta verde sottilissima. Lei ride o sorride spesso ed è una risata che ha un bel suono. I condizionatori sono accesi dentro casa, altrimenti sarebbe impossibile sopravvivere. La sera andiamo a cenare in un ristorante. Io ero già abbastanza pieno dalla marea di taralli mangiati. Mangiamo un botto di roba tra secondo e antipasti. Torniamo a casa a vedere un bel film e dopo di questo facciamo l'amore in silenzio, guardandoci negli occhi. Uno dei momenti per cui vale la pena vivere. Non serve conoscersi da tanto tempo, non è necessario. A volte capita ci sia quella chimica che ti fa arrivare direttamente a destinazione, direttamente all'attivazione dei recettori della dopamina e sei felice e connesso con te stesso. Quando ci salutiamo il giorno dopo, si capisce che c'è stato quel piccolo scatto di emozioni che si sono attivate e stanno interagendo tra i due corpi.

L'ultima volta, Anna mi raggiunge di nuovo, stavolta restiamo in città, in un altro pomeriggio afoso. Restiamo al letto tutto il giorno e usciamo solo per prendere qualcosa da mangiare. Ascoltiamo la musica, facendo la spola tra la doccia e il letto e restiamo a guardare il soffitto e il lampadario mentre parliamo e scherziamo, ci facciamo foto. Sarà l'una quando mi prendo una pausa per fumare sul balcone. Anna resta a piedi nudi dentro la cucina e mi guarda buttare nuvole nella notte. Ci addormentiamo nudi e ci risvegliamo abbracciati e abbiamo poco tempo prima che debba riportarla in stazione. Pranziamo direttamente e torniamo a letto fino a quando davvero Anna sta per perdere il treno e dobbiamo correre a prepararci velocemente. Valutiamo quando ci rivedremo, relativamente presto. Anna se ne va e mi lascia in testa quella bella sensazione per cui so che c'è qualcuno, da qualche parte, con cui sai che puoi stare bene, senza doverti preoccupare di cosa succede al resto del mondo che è fuori dalla stanza.











27/05/17

Bianco.

Ho incontrato una ragazza che aveva completamente ragione. Incredibile. Sarà stato un caso fortuito? Eppure aveva ragione. Mi ha spiegato perché era meglio non vedersi più per un po' di tempo. Dicendomi che continuando a vederci saremmo finiti nel baratro. Ora ho capito perfettamente. Dovrei ringraziarla adesso che ho avuto questa realizzazione, ma l'ho già fatto a modo mio. Non ci sentiamo più, ma so che è viva. Non so dov'è e non so se sono sue le chiamate anonime che mi arrivano circa ogni sette o dieci giorni sul mio numero italiano. Fa comunque piacere sapere che c'è qualcuno che ti pensa sempre. Anche io penso sempre a qualcuna e quelle manco se lo immaginano, se non glielo ricordo. Non se lo immaginano. Ma possono sentirlo?


Look at the time.



Sentire in italiano non equivale perfettamente al significato della parola "feel" in inglese. Feel, è quello che intendo.

A volte I feel things.

Le sento nella mia mente, le percepisco come reali e so che sono esperienze reali. Non sono sempre mie. Le sento in due modi diversi. Il primo è al livello della pancia, quando riguarda il mio futuro, e quando ho questa sensazione sono certo, al 100%, che quello che ho sentito accadrà. E accade. Non posso controllare questo tipo di sensazione in modo da avere quello che voglio, come vincere alla lotteria, ma quando arriva so che quello che me l'ha "causato", cioè l'idea che quella sensazione mi dà, è in procinto di accadere.

Ti faccio un esempio: una volta incontro una ragazza, una sera, con alcuni amici. Mai vista prima. Ci presentiamo e parliamo un po', mi piace, ma per quella sera finisce lì. Il giorno dopo devo andare a fare un servizio in un determinato posto dall'altra parte della città. Prima di scendere da casa, mi arriva quella sensazione alla pancia. La sensazione che incontrerò quella ragazza. E' certo. Allora cammino per mezza città e mi chiedo quando i nostri sentieri si incroceranno. Immagino di vederla per strada a fare shopping con la madre, o qualcosa del genere. Non avevo una motivazione precisa per immaginare anche la madre nel nostro incontro. Questo la pancia non me l'aveva detto. Eppure, cammino, cammino e arrivo alla mia destinazione. Mi siedo e attendo il mio turno. E penso "strano non sia già accaduto". Dopo cinque minuti esce dalla stessa stanza in cui poi entrerò io. Anche la madre è lì. La saluto. Avrà pensato sarà stata una coincidenza. Non era assolutamente una coincidenza. Ero sicuro al 100% che l'avrei incontrata. Ed è successo.

Il secondo modo in cui sento è più mentale e riguarda il passato o il presente. Vedo una scena davanti ai miei occhi, come se la stessi vivendo io, ma so che non sono io il protagonista perché non sono nel mio corpo, ma in un altro, e i particolari della situazione me lo fanno capire. Questo accade quando c'è una connessione di sangue o emotiva con quest'altra persona.

Exempli gratia: sono nella mia camera, non ricordo cosa stessi facendo, quando all'improvviso ho un'immagine chiarissima di essere una ragazza che conosco bene, nella sua camera, in cui non sono mai stato. Fa una determinata cosa ed io, nel mio corpo e nella mia mente, sento le sue sensazioni mentre la fa. Ci vediamo solo alcuni mesi dopo. Le chiedo di farmi vedere le foto della sua stanza, ma prima scrivo su un foglio tutti i dettagli che ricordo e le scrivo esattamente cosa ho visto lei stesse facendo. Lei non ci crede. Non lo sapeva nessuno che aveva fatto quella cosa e di sicuro non potevo saperlo io che non la sentivo affatto da mesi e mesi. Così come non potevo conoscere i dettagli della sua stanza. Tutti confermati. L'ho sentito. Io ero lì. Io sono stato te per un breve momento.

Non accadono spesso queste cose, ma a volte succedono. Sarà accaduto una manciata di volte nella mia vita. Puoi non crederci. E per me è meglio se non ci credi, perché altrimenti un giorno qualcuno verrà a darmi fuoco perché sono il demonio. E siamo ancora all'inizio.

Siamo ancora all'inizio, sto lavorando per voi. Non avete idea di quanto. Ci sarà da soffrire, ci sarà da bere sangue e da mangiare cenere, ma fidatevi. Trust us, dice la maglietta che ho addosso in questo momento. Gli dei avranno paura di me. Trust me.

We'll come to the rescue, babe.




07/02/17

404: pain not found.

Aspettavi me, babe?

Sono stato un attimo impegnato e tu eri implicata.

Ho salutato tutti gli amici perché non so quando li rivedrò.

Ho fatto le solite follie apparentemente immotivate.

Ho esplorato un altro universo.

Ho mandato una ragazza a fanculo scrivendole, mentre lei era a due centimetri da me, GET THE FUCK OUT (OF MY CAR).

Mi sono ossessionato con un'altra per cui spenderò soldi che non dovrei avere.

Ho mietuto tutti i "come volevasi dimostrare" e i "quod erat dimostrandum" in anticipo.

Ho spotify e sono perso tra troppe cose che posso ascoltare, non bisogna darmi troppa musica a disposizione, vado in overdose.

Non suono la chitarra da un pezzo.

Ho capito la questione biologica alla base del fatto che io voglia ammazzare quasi tutti.

Torniamo a noi.

404: pain not found.

Nulla di nulla. Eppure ti avevo detto di bruciarmi e portarmi a casa. Davvero volevo ci riuscissi.





Possiamo supporre che migliori post arriveranno in futuro. Ora non ho molto tempo libero.

Studio mille cose e sacrifico con piacere la maggior parte dei miei hobby. Tutto per me.

Forse.

Il fatto è che immaginarmi tra le fiamme dell'inferno non mi crea molti problemi. O, se vuoi una cosa più materiale e possibile, immaginarmi solo contro il mondo a prendere gioie e mazzate, in maniera alternata, e prenderle tutte io, non mi crea molti problemi.

E' immaginare te che non mi va giù.

Perciò, io ti salverò.

E se non sarò io a farlo personalmente, sarà qualcuno che ha ricevuto la mia autorizzazione.

Vero, sembra una minaccia. Sarà che non siamo abituati.

Sempre sulla  cresta dell'onda.




You'll find me
In a sea of dreams
Where no one cares about my words
I hear her voice
She laughs now
She loves me now and always did

08/07/16

Un pugno nello stomaco.

Siamo io e Dave nella sua stanza, a parlare di come siamo finiti ad essere li' quando fuori c'è il sabato sera che ci aspetta. Dave mi racconta di come e quando ha perso le certezze e le credenze nelle relazioni. Mi racconta di quando con V. ha capito che la relazione stava andando verso la fine e allora, appena si è trovato in una buona situazione per farsi un'altra, si è scopato un'altra. E mi dice:
"sai, Felix, credevo fermamente nella fedeltà e pensavo sempre che se almeno io avevo questa morale, questa base in cui credere, ci sarebbe stata qualcuna che l'avrebbe pensata allo stesso modo. E invece se io per primo mi sono tolto questa certezza, non ha senso continuare a cercare. E poi ho scoperto che anche lei si era fatta un altro successivamente. Abbiamo deciso senza troppi problemi di lasciarci."
Dopo di ciò Dave si è fatto qualche mese di alcol in endovena per tentare di recuperarsi e recuperare la situazione. Lui ha il conforto dell'alcol, io quasi non bevo piu'. Non ho quella dose di felicità e cupa tristezza che ti prende quando bevi. Io ho 'ste canne che sono mazzate. Come quelle che ci stiamo fumando ora. E mentre lui mi parla di V., io rifletto sul fatto che questo amico che ho davanti, una delle persone piu' simili a me, sia rimasto incastrato e spaccato da una ragazza che ha lo stesso nome di quella che mi ha incastrato e spaccato. Coincidenze. Per altre cose siamo diversi. Ad esempio io mi sono sempre fatto ragazze tendenzialmente alte quanto me, lui ha beccato solo ragazze piu' basse. Con la prima ragazza storica ha vissuto due anni e mezzo in simbiosi. Lei non aveva amici al di fuori di lui e del suo gruppo e anche quando la storia è finita hanno continuato ad uscire nella stessa comitiva. Sono cose strane che io ho vissuto solo di striscio.
"Ma raccontami tu, Felix. Quella Judy, come cazzo hai fatto?", mi chiede lui. Nessuno sa come cazzo ho fatto, non ho mai detto a nessuno quali corde esatte ho toccato per avere una delle ragazze piu' fighe della città. Judy aveva una fila di ragazzi che le ronzavano intorno, una fila. Io sono apparso dal nulla dopo averla vista un paio di volte in giro con amici. Le ho inviato un messaggio dopo otto mesi che non ci sentivamo e l'ho invitata a prenderci una birra. Mi ricordo ancora la panchina dove eravamo seduti a bere, mentre lei mi raccontava cosa faceva all'università e io le percorrevo la pelle con il dito dal collo al petto per andare a indagare sulla sua collana. La venne a prendere un amico. Siamo andati tutti insieme a prenderci un cicchetto, ma io mi sono defilato e sono tornato a casa e lei mi chiede "non mi offri nulla?" e io rispondo "fatti offrire qualcosa dal tuo ragazzo". Mi manda a quel paese ridendo e rientra nel bar.

"Mi piaceva molto. Aveva questi occhi incredibili azzurri. Era bellissima. E non gliel'ho mai detto perché sono un coglione. E avrebbe fatto di tutto per me. L'ho portata a casa per fumare insieme e sentire musica e poi ci siamo sdraiati sul letto. Ero fattissimo e avevo il cuore a mille. Eravamo semisdraiati vicini con i cuscini dietro la schiena. Ognuno perso nel suo trip. Poi comincio a toccarle una mano. Ci sdraiamo a cucchiaio e lei mi accarezza la mano di rimando. Mi giro all'improvviso, le giro la faccia verso di me, abbozza un sorriso, e la bacio una volta. Da li' è cominciato tutto. Non facemmo l'amore la prima volta. La riaccompagnai a casa e ci lasciammo con un bacio. Non parlammo di nulla e ci salutammo. Ci siamo visti per una settimana e poi la portai in un parco con le altalene a bere vino, a parlare di musica mentre lei fumava. Non ricordo i discorsi ora e mi dispiace. Siamo andati in macchina e abbiamo fatto l'amore. Ho preso con me una cosa sacra. Era sopra di me ed era tesa e spaventata, ad ogni movimento o parola mi innamoravo. Dave, Judy non è stata la prima, né l'ultima e la nostra storia è stata una cosa incredibilmente pazza e scriteriata e problematica, ma cazzo, Dave, se non la penso tutti i giorni, quasi."
"Felix, cosi' ti fai male al cervello. Ma ammetto che mi capita la stessa cosa. E perche' succede?"
"Il cervello mi fa male comunque. Perche', perche', perche'...", aspiro il tiro piu' lungo che i miei polmoni mi concedono, "perche' la sua bellezza e' un pugno nello stomaco e il suo sorriso ti fa vedere il paradiso. Sara' per quello. Non che non ce ne siano state altre, lo sai. Ma lei era una cosa a parte."
Guardo fuori dalla finestra e ripenso ai capelli di Judy e alle mani di Judy. Piano piano mi ci sto allontanando mentalmente, ne sono convinto.

"E ora si butta in relazioni di un anno o un anno e mezzo, prendendo gente che mi assomiglia e mollandola senza pieta'. Il vero perche' non lo sapremo mai. Forse una sorta di vendetta per come si e' sentita trattata da me. E ogni volta che c'e' un nuovo ragazzo, e lo vedo per strada con lei e sono entrambi felici, so gia' che quel tipo si crede l'ennesimo furbo che ci ha fregati tutti, ma dopo un anno sono io a vederlo raccogliere i cocci della sua anima. E penso che a fregarli tutti sono stato io che l'ho lasciata andare prima di farmi distruggere. E vivo nel what if  della situazione."
"Non ho capito. Te ne penti o no di averla lasciata?"
"Nah. Ho fatto la scelta piu' incredibilmente razionale della mia vita e, per come le cose sono andate successivamente, penso che sia stata una grande scelta. E mi stupisco della lucidita' con la quale l'ho presa. Ogni volta che vedo i suoi ex distrutti, penso che potevo esserci io al loro posto. E in quel periodo storico una cosa del genere non so cosa mi avrebbe provocato. Forse ora starei ingollando antidepressivi uno dietro l'altro mentre mi taglio le vene."

Dave ride di gusto e mi dice che non sono il tipo: "non sei il tipo. Ti saresti iscritto probabilmente a qualche corso di muay thai o krav maga o pugilato per dare e prendere botte tremende per sfogarti e saresti andato in giro a cercare risse piu' o meno inconsciamente per calmarti. Ah, e secondo me avresti anche violentato un paio di ragazze, ma sul serio. Gia' ti vedo con gli occhi iniettati di odio."
"Non sarebbe stato un universo parallelo troppo grave, non credi?"
"No, sicuramente ci sono cose peggiori."






05/02/16

Il primo weekend.

Oggi che sono bello incazzato vi regalo uno di quei post che vi piace tanto (ma a chi?): donne, scopate e un tocco di poesia. E la droga.

(Perchè, ci sono momenti in cui non sei incazzato, urno?)
(FUORI DAI COGLIONI! HO DETTO FUORI!)

Disclaimer:
The stories and information posted here are artistic works of fiction and falsehood.
Only a fool would take anything posted here as fact.

-----------------------------------------------------------

Ho mal di testa. Non voglio uscire. Aurora mi chiama e cerca di strapparmi un appuntamento. Le dico che le farò sapere il prima possibile. Appena butto giù la chiamata, mando un messaggio a Caterina. Lei non risponde, come sempre. E allora vaffanculo, non posso stare a perdere tempo dietro a te, penso. Mi chiedo se sarà davvero l'ultima volta che la cerco. Chi se ne fotte. Ricontatto Aurora e dico che va bene. Una scopata svogliata e torno a casa.

Sue, Sue, Sue.
Farei follie per Sue e le follie peggiori non le conosce neanche lei, sono troppo troppo alte anche per noi squilibrati. Sue, Sue, Sue, le dico mentre la prendo per mano e la guido verso casa mia. Sue viene mille volte e ha degli orgasmi potentissimi che quasi mi cacciano il cazzo fuori da lei. Facciamo l'amore cinque, sei, sette, nove, dieci volte. Lo farei fino a morire. Tra una pausa e l'altra parliamo di noi e dei nostri progetti, intanto fumiamo canne oggettivamente grosse per noi, e mi balenano davanti alla mente pensieri assurdi come "parlare con Sue è bello come scoparla", perché Sue ha tanto da dire e sopratutto sono cose che non hai mai sentito prima, o almeno non da una donna. E dirò di più: ha capito come sono, sa come sono e mi accetta per questo. Questo è molto di più di quello che voi avrete mai. La sera guardiamo un film e siamo fattissimi e senza pensarci ci stringiamo le mani e mi sembra di avere le mani completamente fuse con le sue. Come se fosse la stretta perfetta, un connubio incredibile che sarà difficile ripetere. Dormiamo insieme e ripetiamo il tutto il giorno seguente finché non si fa veramente tardi e devo volare via.

Mi infilo in macchina e affronto spavaldo un traffico asfissiante, arrivo a casa e non ho neanche il tempo di farmi una doccia, "meglio, arrivo con chissà quale odore di ormoni e sesso addosso", penso, e corro di nuovo giù perché Cassie ha casa libera per una mezza sera e l'ultima volta che ci eravamo visti non me l'aveva data e ora mi ha invitato lei quindi secondo me, secondo me, secondo me, avete capito. La piccola Cassie si fa trovare seminuda, ma di smollarla non se ne parla, nonostante io stia insistendo come un assatanato, per quanto possa insistere qualcuno che ha passato gli ultimi due giorni a scopare dalla mattina alla sera. La motivazione è che "Felix, so benissimo che tu hai altre", brava, penso io, "e non mi va. Non sarai mica fidanzato?" "Se mi davi del frocio mi insultavi molto di meno". Per inciso, mi ha dato del frocio per tutta la serata, curiosamente in tutti i casi in cui è capitato ho sempre concluso bene con la ragazza. Allora l'unica cosa che resta da fare è, prima che arrivino i genitori a trovarci sul divano con la mia mano nei leggins della loro adorata figlia, cambiare luogo. Entriamo in macchina e andiamo in un pub, io prendo un cocktail e lei una birra e qui decido di rilassarmi, ho bisogno di riposo anche io, e di sentire cosa ha Cassie da dire. E' piacevole parlare con lei, non che non me lo aspettassi, ma è più piacevole di quanto potessi immaginare. Mi parla di come sono andate a puttane le sue ultime relazioni, di come il mondo non sia più lo stesso da quando siamo cresciuti e non contiamo più i giorni che ci separano da un obiettivo, un regalo, una visita di un amico, no, ora andiamo avanti a mesi e ci sembra normale. "Ci rivediamo tra due mesi, quante volte l'hai detto a qualcuno, o ti è stato detto?", e ci sembra anche poco, aggiunge lei. Ma non è così ed entrambi lo sappiamo. Ci spostiamo nuovamente in macchina. Mi infilo in una stradina appartata e ricomincio a cercare di spogliarla, con crescente successo, finché non mi ribadisce più volte di avere il ciclo. Sai che problema. Mi sfilo la canottiera, la metto sotto di noi e vado a segno. Cassie è dolce a livelli assurdi, in senso positivo, e mi chiede "ancora, ancora!" ed è anche leggermente pazza. Scrive solo cose ansiogene e ha una bella fantasia malata. Mi piace e punterò a rivederla il più presto possibile. Ha quel tanto che basta a poter farmi pensare di rivivere un amore pazzo. Organizzazione permettendo. La canottiera è impregnata di sangue e non vale la pena salvarla. Ci appallottolo dentro i fazzoletti usati per pulirci e la butto fuori dal finestrino. Au revoir, il tuo sacrificio è stato utile per la causa.

La sera dopo è la volta di Aurora. Di nuovo. Aurora mi richiede sempre come se non potesse fare a meno di me. Io posso fare assolutamente a meno di lei. Non mi piace stare con lei. Non mi dà soddisfazione, non mi interessa quello che dice nel 90% dei casi, però vive da sola e ha sempre casa libera. Ok, ok, sembra che stia essendo troppo critico. Aurora ha dei grandi lati positivi: si comporta da donna, nel senso buono, e non rompe i coglioni. Queste due qualità insieme sono così difficili da trovare che non posso buttarle via solo perché quando apre la bocca cerco di pensare ad altro. Che poi è una cosa che faccio comunque. "Felix, mi stai ascoltando?", ripete lei. Odio anche quando mi chiama per nome. Chi cazzo sei? Chi cazzo ti conosce? "Tu sei vuota!", vorrei urlargli, ma poi scoppierebbe a piangere e la cosa mi darebbe ancora più fastidio. Guardo la porta della sua camera e penso a quando finalmente uscirò da lì. Ovvio che tutti questi pensieri non me li faccio mentre scopiamo, ah, dimenticavo, scopa anche bene, siamo a tre qualità grazie alle quali posso soprassedere su tutto il resto. Ciò non toglie che dopo i cinque-dieci minuti di baci e carezze after sex il mio desiderio più recondito sarebbe quello di stare da solo, da qualche altra parte. Non è neanche colpa sua, non può farci assolutamente niente. Povera Aurora, nessuno la salverà dall'inferno. Si sentirà molto in colpa, prima di scoparsi il prossimo cretino. E probabilmente sarò ancora dalle sue parti quando succederà.

Domenica è la fine di tutto e per fare qualcosa di bello decido di metterle tutte e tre insieme in scaglioni di tempo, perciò la mattina corro da Sue, prendo un suo taccuino e le scrivo dediche che non leggerà mai o che non capirà mai profondamente e penso che forse le sto scrivendo per me stesso. "Se ogni carezza che diamo, fosse quella di cui avessimo bisogno?", mi balena in mente, ma questo non lo scrivo. Il pomeriggio prendo Cassie e lei mi fa leggere delle cose che ha scritto e di nuovo cerco di sacrificare qualche indumento pur di entrare dentro di lei e di fottere quel cazzo di ciclo, ma stavolta non devo buttare via nulla. La sera mi vedo velocemente con Aurora, così velocemente che mette il muso lungo mentre mi rivesto senza guardarla. "Ho un appuntamento", le dico di corsa e lei sospetta e mi chiede "Con una più figa di me?" "Molto meglio, con un mio amico. Maschio.". Mi chiudo quella dannata porta alle spalle e volo da Dave. Mi sono scordato di pisciare e ho la vescica che scoppia, arrivo a casa sua e mi fiondo in bagno salutandolo a malapena e godendo terribilmente mentre mi svuoto. Mi ricompongo e gli butto una busta di erba sul tavolo. Mi accorgo che anche lui è abbastanza trafelato. Si è fatto una corsa per tornare a casa in tempo per il nostro appuntamento. Stava ovviamente scopando prima.
"Facciamo qualche canna e poi usciamo, andiamo a quel concerto di cui ti dicevo."
"Assolutamente, Felix, assolutamente, però una la fumiamo qui."
I nostri progetti cambiano molto spesso e molto velocemente. Mi chiama Irene e mi invita ad una festa privata in casa di gente sconosciuta. Sembra interessante, pare ci sarà un bel casino. Mi informo sulla situazione per quello che mi interessa: "posso fumare lì?" "Sì, non c'è problema", risponde lei. "Perfetto", e chiudo la chiamata.
"Dave, dobbiamo andare ad una festa."
Dave scoppia a ridere.
"Ma io ho già scopato!"
"Anche io, Dave, fottesega. Andiamo a drogarci."

E così è: finiamo in questa festa in cui non conosciamo nessuno, a parte Irene e un paio di sue amiche, e restiamo in cucina a fumare per la maggior parte del tempo, senza neanche incrociare gli sguardi della gente che è lì nel salone a parlare di università, università, università. Ogni tanto ballano anche. Noi invece siamo i perfetti asociali. E io ed il mio amico ignoriamo perfettamente quelle poche fighe che ci sono alla festa perché non abbiamo nessuna voglia di ascoltare stronzate o di guardare una negli occhi fingendo che ci interessi quello che ha da dire. Non ce ne fotte un cazzo. Io ho i miei giri, Dave ha i suoi. Due scoppiati nella notte, silenziosi, mistici, che pensano all'unisono e fumano senza soluzione di continuità.

24/01/16

Del vostro amore me ne sbatto il cazzo.

Del vostro amore me ne sbatto il cazzo.

Ho già chi amare e ho già chi mi ama.

E forse non me ne fotte in entrambi i casi.

Mi sono ritrovato sdraiato vicino a te,

era estate,

e per un attimo,

per un solo attimo,

ho cercato di capire i tuoi sentimenti.

Poi ho guardato con occhi trasparenti

al di là del muro,

i campi e le case

ed ho realizzato che non me ne fregava nulla.

Nel senso buono che tu sai.

Cos'ho che non va in me?

Lo stesso che non va in te.

Andiamo a farci venire le rughe

e a vivere d'insonnia

mentre parliamo delle tue dita bianche.

E poi tagliamoci le vene come piace a noi.

A farci del male,

ad innamorarci,

a fonderci le mani,

a far piangere il mondo.







30/11/15

Ulisse e il suicidio sociale.

Stiamo qui a drogarci come se non ci facesse male. Rifletto mentre sono in pigiama e la stanza è vuota. Mi guardo i piedi nudi e fumo beato. Abbiamo speso 70 euro per avere quello che in posti civili ti danno con 40. Ma almeno ho scoppiato l'accendino allo spacciatore.  Mi sono innamorato solo una volta, in questi giorni: ci siamo incontrati per strada mentre tornavo dal supermercato e per circa due o tre secondi ci siamo guardati negli occhi come avrebbero fatto due anime gemelle. Un amore di anni in pochi secondi, perso nel nulla delle solite occasioni. Come cinque anni fa, alla sala da bowling, con le ragazze romane. E c'era Caterina che mi guardava mentre era stesa sulle mie gambe. Ora saprei perfettamente riconoscere quello sguardo che chiede un bacio, la finestra aperta per inserirsi. Allora ero inesperto. Fingiamo che ciò vada bene e siano tutte lezioni imparate.

Io sono in giacca e cravatta cinque giorni a settimana. Non dovrebbe credermi nessuno. Ed io e i miei amici siamo ancora qui, a pagare le tasse, seri e rispettabili al telefono mentre c'è erba sulla scrivania e il posacenere è pieno.  Sperando che almeno tre o quattro weekend all'anno siano sempre così. Parliamo di progetti futuri, cercando di individuare chi sarà quello messo meglio a trovare lavoro e a costruire qualsiasi cosa voglia costruire. Ognuno dice di non essere lui.
In verità nessuno sa cosa farsene del suo futuro. E sopratutto non lo sa la gente sui treni.

Fumiamo fino a non ricordarci più niente e beviamo anche. Usciamo solo per comprare roba e una volta per fare un giro. A fine serata Doc mi rimbocca le coperte come farebbe mia madre. Gli amici mi fanno respirare. Penso sempre che dovremmo approfittare del vino per fare un simposio e discutere della vita, dell'amore e quant'altro. E invece siamo troppo contenti e storditi per pensarci. Meglio non interromperci e darci a qualcosa di meno serio come guardare vecchie foto e foto di gente mai vista e tette di tipe che conosciamo. Foto seminude fatte qualche anno fa da qualche conoscente.
"Guarda com'era figa a 16 anni, questa! E ora..."

Mister dice che tutte le ragazze che mi piacciono hanno lo stesso sorriso. Forse è vero. Sarà qualche imprinting ricevuto durante la prima cotta. Gli devo far vedere l'ultima scoperta, così vediamo se conferma. Vorrei poter confermare anche io e gli dico che il lato positivo di diventare adulti è vedere che fine fanno tutti gli altri e i loro sogni. Quelli delle ragazze mediamente belle non valgono. Troveranno tranquillamente qualcuno che le mantenga e quando si stancheranno di lui ne troveranno un altro e un altro ancora. Con qualche momento di scoramento nei minuscoli spazi vuoti.

Tira un vento maledetto, sono all'inizio di una campagna e cerco di farmi una canna. Il fumo è durissimo, ho messo l'mp3 nella tasca perché voglio stare concentrato e paranoico, cerco di scioglierlo con poco successo, ci metto una vita. Alla fine ho preparato tutto, ma una folata di vento mi fa cadere metà tabacco per terra. Imperterrito continuo e chiudo quel che è rimasto. La canna più triste della storia e nessuno nel raggio di cinque chilometri potrebbe fare da testimone a questa immensa tristezza. Siamo già nati e morti e anche tante volte, quindi qualcuno si sarà già sentito così, avrà già vissuto una situazione del genere. Eppure sono sicuro che a nessuno dei miei amici sia mai capitato. Metto gli auricolari e fumo.

Nella metro c'è una coppia bellissima. O almeno, lei è bellissima. Non se ne fregano di tutti gli altri che ci sono attorno. C'è un posto vuoto tra di noi e lui le sussurra una sottile dichiarazione d'amore che spero vada a buon fine.
"Senti, mettimi nei casini. A capodanno andiamo da qualche parte solo noi due, prendiamo una camera in un hotel o qualcosa del genere. Mentre tutti stanno brindando con lo champagne, noi stiamo sotto le coperte così facciamo l'amore da un anno all'altro. E non mi importa se tutti mi chiederanno dov'ero a capodanno e perché non ho fatto nessuna foto alla festa a cui sono andato. Quella notte sarà solo nostra."
"E la tua ragazza?"
"Non importa, voglio solo te. Mettimi nei casini."
La ragazza sorride e non risponde. Conosco bene quella luce. Procrastinerà la risposta per un po', ma accetterà. Non per lui, ma per andare contro alla sua fidanzata. Eppure, finché il risultato è lo stesso, gli auguro che la cosa vada come desidera. Se è bravo, riuscirà anche a superare i casini conseguenti. Mi alzo e scendo a Policlinico insieme ai miei amici.

Non c'è casa. Non è più casa mia, dicevano gli Smiths e diceva Faina. Io mi ripeto.
Casa mia è lontana, ma so bene dov'è.
Non è posto per noi questo, non dovrebbe essere posto per nessuno. Cammino a mezzanotte e in giro non c'è nessuno e sono conscio di essermi appena comportato da coglione davanti a gente che mi conosce solo molto vagamente. A due di quei ragazzi ho fottuto la fidanzata. Chissà quanto mi hanno pensato dopo averlo saputo. Mi manca la dopamina. Non mi farò cacciare in quelle trappole che vi prendono tutti. Se volete qualcosa da addomesticare, prendetevi un cane. Sono buoni amici. Lasciatemi libero, meglio solo e libero.



15/06/14

Il ghiaccio sottile.

Se neanche ricevere 400 mi piace per la tua foto profilo, non ti salva dal fatto che il tuo ragazzo ti tradisce ripetutamente, non so cosa possa farlo.

Ah, ah, scherzo. So cosa può risolvere una situazione simile.

Nulla.

Comunque mica ho capito come cazzo funzionano 'sti mi piace. C'è qualche regola non scritta che mi sfugge. Devo piazzarli a cazzo a tutti quanti e poi aspettarmeli in ritorno? Devo passare la vita iperconnesso a condividere cose simpatiche?
Perchè sarebbe un problema.
Le cose che mi fanno sorridere sono tipo questa:





E mi sento molto in colpa per non averla postata a pasqua.
Diciamo che non mi trovo molto con il normale senso dell'umorismo.
Cioè, qualche volta coincide con quello di qualche altro, ma di solito no.

Non va. Metto disagio.

Ho la lebbra e la gente mi evita. Ti salvo la vita e comunque mi eviti.
Ma siamo qui per far cambiare idea agli altri?
Assolutamente.

Vendesi urno. Da oggi con la lebbra.
Vendesi urno lacrime e sangue.
L'unica cosa sicura che ti può capitare in una relazione con urno sono lacrime e sangue, in un modo o in un altro.

Sentiamo una recente donzella intervistata:

"nessuno mi ha mai trattato male come urno."

Parole forti.





Comunque è un problema, come dice una mia amica: vediamo la persona del sesso opposto prima come persona del sesso opposto e non come persona in sè. Allora quando io parlo con una qualsiasi ragazza, questa pensa che ci provo. Ok, nel mio caso è spesso vero. Ma a loro, povere, si crea il problema inverso: appena danno un minimo di confidenza ad un tipo quello pensa che ha finalmente trovato una che gliela dà. Che situazione.
E ci troviamo ingabbiati con queste animelle del cazzo che non si incontrano mai perchè siamo tutti diffidenti, diffidenti, diffidenti, non ci vogliamo conoscere. Avremo tutti brutte facce? Io di sicuro. Vedi questo mondo davanti a te, questo mondo infilato a pressione e con forza in un piccolo corpo e dici "chissà com'è davvero, chissà com'è dentro." e non riesci quasi mai ad ottenere nulla.
Sarà colpa di questa connessione perenne, dei mille amici su facebook? Ma poi quanti cazzo ne conosci davvero? Con quanti parli? Io ne ho cento e quelle poche volte che apro la chat mi viene da piangere perchè non voglio parlare con nessuno. Piuttosto vado su omegle a confortare depressi e psicopatici. Che poi è quello che faccio già nella realtà.
Abbiamo rinunciato: conosciamo tutti e non conosciamo nessuno. Ok, eccetto i grandi amici di sempre che ci connotano la vita. Le altre sono lievi conoscenze. Lievi mi piace ad una foto della solita tipa che si mette la mano davanti agli occhi. E alla fine ci conosciamo tutti e sappiamo i cazzi di tutti, cosa fai, chi sono i tuoi amici, che musica ascolti, ma quando ci vediamo a malapena ci salutiamo.
Eppure c'ho le foto delle tue tette sul pc! Vedi che paradosso.
Ma magari è un problema solo mio e, state tranquilli, a me non frega nulla di tutto ciò nella maggior parte di casi, ma a volte mi spiace solo che qualcuno non voglia scoprire cosa c'è dietro questi occhi freddi, facendosi strada con le unghie.




29/04/14

Ci mancava poco che non succedesse mai.



Questo è per tutti i futuri, i piani, le promesse che avete fatto o ricevuto e che, per qualche motivo, non si sono realizzate.

Magari quei tempi arriveranno in futuro o forse non li vedrete mai.

Penso che, comunque, come tutti, li avete vissuti in un attimo nella vostre mente, ne avete sentito gli odori, avete toccato l'erba, i tessuti, la pelle. Un attimo per non tornare mai più.








"Se staremo insieme
ci terremo per mano tutti i giorni,
andrò a lezione felice,
ci ubriacheremo insieme
e ci faremo delle gran canne,
gli inverni dormiremo in mezzo a piumoni enormi.
Cucinerò per te quando vorrai
e non mi tirerò mai indietro quando mi chiederai di fare l'amore.
D'estate andremo al mare
e in primavera porterò qualche vecchia tovaglia in mezzo ad un prato
e faremo dei pic-nic lunghissimi.
Quando finiremo di mangiare ci sdraieremo l'uno sull'altro
e guarderemo il cielo e il sole e così sarà per sempre.
Se solo tu sapessi chi sono."

20/01/14

Sociopatici.

Penso che mi piacerebbe torturare qualcuno.
Non qualcuno che non lo meriti, però, toglierebbe via il godimento.
Solo qualcuno che se lo merita, un assassino, o qualcuno che mi stia particolarmente sul cazzo.
Magari negro.
Ci penso spesso.


Ho contratto l'AIDS sei anni e mezzo fa mentre lavoravo nella sicurezza di un istituto psichiatrico.
Ora cerco solo lavori part time da rivenditori di cibo, mi masturbo e vengo sul cibo e mischio il mio sangue ai drink, etc.



Niente ha più effetto su di me.
Invero, mi soddisfa il fatto che la razza umana continui sul suo percorso sconvolto che sono state le centinaia di anni della sua evoluzione. Quando qualcuno muore, è solo un altro corpo nella fossa, un altro essere che soccombe alla sua fine.

Non me n'è mai fregato molto della gente. Non sono un manipolatore o altro, semplicemente non mi piace la gente, per nulla. La odio, ed odio essere in posti dove c'è gente. Mi annoiano da morire e alla fine non hanno nulla da offrire. Ho anche un ego enorme, ma sto cercando di mandarlo a fanculo, così come per le cose materiali che servono solo a rendermi la vita più difficile alla lunga.
Posso essere felice, da solo, nella mia testa, e spesso lo sono. I miei "amici" pensano io sia fottutamente pazzo e ci stiamo distaccando al punto che non sono affatto miei amici. Non me ne frega della gente e della loro vita. Comunque, mi importa parecchio degli animali, se può significarvi qualcosa. Non so perchè. Sento che non hanno l'intelligenza o l'intenzione di essere avari e non si rompono i coglioni tra di loro come facciamo tra di noi. Mi hanno diagnosticato un disturbo antisociale di personalità, ma non mi piace questo titolo. Certo, lo sono. Ma sento che sia un termine che copre troppe cose. Un po' come la schizofrenia. Ma non me ne frega un cazzo di nessun altro. Merda, non me ne frega nulla neanche di me stesso e mi drogo e faccio altre cose che distruggono la mia vita. Ho sempre avuto voti di merda a scuola, per mancanza di motivazione e sono stato licenziato da svariati lavori. Non so qual è il mio posto.
Ho anche rubato roba da sempre, ho rubato soldi, ma mentre crescevo ho smesso di rubare stronzate. Non valeva la pena rubare cose che valevano dieci dollari. Ho cominciato a frodare la gente, sono stato arrestato e dopo di quello ho cominciato a creare droghe illegali e tutte quelle stronzate. E' successo quando avevo più o meno 13 anni, ho creato il mio alcol. Ho smesso quando ho cominciato a rubare alcol da un negozio di liquori. A questo punto ho cominciato ad interessarmi della droga. So che sto andando verso una brutta brutta strada, e probabilmente, finirò morto o in galera, ma, di nuovo, non me ne frega un cazzo di me stesso. So le conseguenze e penso che siano giuste. Credo che chiunque abbia il diritto di fare tutto quello che voglia purchè sia pronto ad accettarne le conseguenze, e questa, amico mio, è libertà.

A volte vorrei relazionarmi con la gente e dargli valore. Vorrei essere contento, ma, per tutta la vita, anche se ho avuto una famiglia che si è sempre presa cura di me, ho sempre sentito come se fossi andato avanti completamente solo. Come se non ci fosse nessun altro, oltre a me, di cui mi possa fidare.






Apatico, egoista e antisociale + adattivo = sociopatico adattivo
Apatico, egoista e antisociale + di sani principi = sociopatico con sani principi
Apatico e antisociale = personalità antisociale
Presuntuoso con uno dei precedenti = personalità narcisistica

12/03/13

La trilogia: il party-parte 2.

Ho finito di bestemmiare, sento quasi freddo e ho ripassato il vialetto più volte, sono uscito in mezzo alla strada per scoprire che non c'è un cazzo di nessuno nel raggio di chilometri, la città è morta e mi resta una sola cosa da fare: tornare nel capanno. Gli amanti sono ancora avvinghiati, ma devo interromperli, busso sulla spalla di stefano, "sai dove sono gli altri?"
"sono in casa, nella camera."
"quale camera?"
si riprende anche rebecca e mi dà indicazioni: "la prima porta di fronte all'entrata." o qualcosa del genere.

Miracolo. E' tutto sotto controllo, tutto è ancora possibile. Entro nella stanza e sono quasi tutti lì: alessandra ed elisabetta sdraiate sul letto mentre giulio e la ragazza senza nome fanno delle foto alle altre ragazze che cazzeggiano. Mi sdraio sul letto anch'io, faccio foto con il cellulare, parlo un po', ma biascico e preferisco stare zitto, non riesco ad inquadrare la camera nè i discorsi. Alessandra messaggia e noname fa battute incomprensibili, giulio se la ride dall'alto della sua gaiezza. Resto sul letto e mi sento in panne come un auto di formula 1 all'ultimo giro.
Passano minuti e vedo le persone muoversi ad altissima velocità: entrano, escono, parlano, come nella scena delle scopate in arancia meccanica, stessa velocità, poi tutto si ferma.
Sono rimaste elisabetta e rebecca nella stanza ed io sono ancora sul letto.
E' arrivato il momento di mettersi a letto, anzi nel sacco a pelo, e quindi le ragazze si mettono in pigiama. Per farlo devono spogliarsi e lo fanno mentre io sono lì, sono ubriache e non ci fanno caso finchè non sono rimaste in reggiseno e jeans.

"ma c'è lui nella stanza!", riflette ad alta voce elisabetta.
Rebecca ride come un'ebete e fa capire che non fa niente.
Continuano e si tolgono i jeans, la mia mascella arriverebbe a terra come nei cartoni, ma sono paralizzato dall'alcol.
Elisabetta ha un fisico allucinante. Una figa pazzesca.
Anche rebecca se la cava. Dura poco, ma sembra un tempo infinito. Si rivestono. Ho ancora i pensieri sconvolti positivamente da queste due. Cazzo, cazzo, cazzo perchè non gli sono saltato addosso?







Il tempo scorre di nuovo. Entro ed esco dalla casa, bevo, torno, devo lavarmi i denti, si sistemano tutti nei sacchi a pelo, posiziono il mio striminzito sacco a pelo vicino ad alessandra e dico a stefano "tienila d'occhio, io mi metto lì, torno subito". Vado in bagno, mi lavo i denti. Ci metto circa tre minuti, forse, forse di meno, esco dal cesso e sono tutti ancora lì, tutti in preparazione, tutti svegli.
Tranne alessandra.
E' piombata in un sonno profondo in mezzo secondo e io mi incazzo con stefano e mi incazzo con tutti, e cazzo com'è possibile che si sia addormentata in due secondi? Che mondo di merda è?

Mi infilo nel sacco a pelo, mi spoglio, mi tolgo la cinta e comincio a parlare con noname che è accanto ad ale e le chiedo di girarla dalla mia parte. Si è addormentata dandomi le spalle, stronza.
Il discorso dura circa mezz'ora.

"girala"
"no"
"girala dai"
"no, girala tu"
"ma tu sei la sua amica"
"e tu vuoi girarla per scoparla"
"non potrei con tutti questi in giro"
"non la giro"
"e suvvia"
"girala tu"
"capito, capito"

Non faccio nulla. Parlo ancora con gli altri, giulio è l'unico fortunato che si è beccato un divano, stefano e rebecca sono spariti nella stanza di lei e probabilmente staranno scopando o almeno me lo auguro mentre in effetti sono invidioso della sua sorte. Gli altri sono posizionati a cazzo nel salone di casa.
Aspetto che si addormenti un po' di gente e comincio a baciare il corpo inerte di alex.
Noname mi sente e prima di crollare mi fa: "è come scoparsi un morto, svegliala".

Quando sento silenzio comincio a darmi da fare come solo un ubriaco insensibile al più comune sentimento della vergogna può fare: mi sono ormai abituato al buio pesto e vedo il sonno silenzioso della ragazza che ho puntato e i suoi capelli biondi e la sua faccia che sembra dieci volte meglio di ciò che è realmente, grazie alcol, e comincio a baciarla in un ordine che è

guancia
collo
seno
guancia
collo
seno
guancia
collo
seno

Miracolosamente si gira verso di me e perciò il ritmo viene cambiato in

labbra
collo
seno
labbra
collo
seno

finchè non apre la bocca e finalmente sento il sapore della sua lingua.
Qualche dolce alcol per cui cado in paradiso e si limona per tanto tempo, ci tocchiamo, le stringo le tette, le prendo il viso tra le mani, intrecciamo le lingue per un'eternità che non tornerà mai più, mai più, mai più.

27/02/13

La trilogia: il party-parte 1.





In macchina, guida tommaso, andiamo a comprare il beveraggio: litri di birra, jack daniels, coca, una robaccia verde, vodka a fiumi, bibite gasate per cocktail, wurstel e patatine per spuntini che non saranno mai mangiati. Per ora siamo io, stefano, il già citato guidatore, rebecca e davide.
La festa è stata organizzata da rebecca per non mi ricordo quale motivo e stefano si è infilato appena l'ha saputo per il semplice motivo di tentare di recuperare la relazione con lei, finita malamente mesi fa; io sono lì solo per ubriacarmi ed abusare di qualche altrettanto brilla ragazza, ma non conosco nessuno, e tommaso e davide sono due amici gay che, però, non sono attratti l'uno dall'altro. Eppure oggettivamente sono dei bei ragazzi: tommy è alto, ha una faccia pulita, due occhi verdi e capelli neri, mentre davide è un biondo magrolino con iridi azzurri. "Meno concorrenza", penso io.
A parte noi cinque, si attende altra gente, non meglio identificata, non si sa quanti, non si sa neanche se verranno. Va piuttosto bene.
Arriviamo a casa di rebecca e buttiamo tutte le buste su un tavolo dentro una specie di capanno grande quanto un soggiorno; dentro è stato già posizionato un computer collegato a due casse enormi che pomperanno musica per ore e ore. Al di fuori del capanno accendiamo del fuoco in un barile (come quelli dei barboni che si vedono nei film), ridiamo e ci riscaldiamo le mani, cominciamo a bere e ci conosciamo tra un bicchiere e l'altro.
Poco dopo l'inizio della festa compare giulio, altro amico gay della cricca noto per il fatto di essere fottutamente divertente e snodabile (lavora in un circo), solo che rimarrà l'unico sobrio proprio perchè il giorno dopo deve lavorare e quindi non lo vedrò mai in azione. Compaiono anche due ragazzi strani con dei cappellini piantati in testa, entrano, parlano con tutti, bevono due birre e dopo dieci minuti sono via, non ricordo neanche i loro nomi.
Continuiamo tutti a bere come ossessi e riusciamo a scrollarci il freddo di dosso, ci sediamo ogni tanto, chi per terra, chi su una sedia a sdraio, chi su delle normalissime sedie e parliamo del più e del meno, commentiamo la musica, cambiamo canzoni, che fai, cosa non fai. Tommaso comincia a raccontare la sua vita sessuale mentre davide lo guarda tra il divertito e lo sconvolto.
"forse non dovrei dirvi questa cosa...ma chi se ne fotte, ve la dico lo stesso" e ci rende noto che è stato felicemente inculato da un amico alla tenera età di quindici anni. Poi mi guarda negli occhi, si alza e dice "se fossi gay, ti scoperei", sono lusingatissimo, ma rifiuto la proposta sottintesa ridendo e spillandomi la vodka sulla felpa. Stefano non si allontana quasi mai da rebecca che se ne sbatte la minchia e deve comunque intrattenere tutti.
Siamo in una fase di stasi, mi preparo ad assaggiare quella cosa alcolica verde quando sento delle voci. Voci di ragazze.
Balzo fuori dal capanno, comincio a camminare barcollando leggermente verso di loro, le vedo, sono tre: una bruna, una bionda e una con i capelli neri. Mentre mi avvicino piano piano per il vialetto, sento una mano sulla spalla sinistra, è davide:
"vedi quella bruna? è fidanzata."
"cazzo, va bene."
Faccio altri due passi, altro tocco sulla spalla, è giulio:
"anche la nera è fidanzata."
"porca puttana."
Prima che stefano possa anticiparmi, mi giro verso di lui e chiedo "la bionda è fidanzata?" "no." "e finalmente, cazzo."
Mi presentano la nera, elisabetta, e la bionda, alessandra. Probabilmente anche l'altra, ma non ne ricordo il nome, perciò la chiameremo noname.
Ignorando quasi completamente le altre, comincio a parlare con alessandra, che non sembra dal canto suo, particolarmente interessata, le preparo un drink, ma non è intenzionata ad ubriacarsi come mi auspicherei io. Fa nulla, si procede.
Vado un attimo al cesso e becco stefano che si sciacqua la faccia e mi chiede come va, come se lui fosse stato da tutt'altra parte nell'ultima mezz'ora, magari è così davvero.
"ti piace qualcuna?", chiede lui.
"l'unica che si può, alessandra."
"ah, grande scelta, grande scelta." e mi incoraggia con una pacca sulla spalla.
"e a te come va con rebecca?"
"ci sto lavorando, ce la farò."
"bene."
Poi mi guarda come avesse avuto un'improvvisa illuminazione o come se si fosse appena risvegliato ed esclama "sì, cazzo, abbiamo degli obiettivi, abbiamo dei bersagli, dobbiamo farcela tutti e due, dai!", annuisco sorridendo come un ebete e lo caccio fuori per pisciare.

A questo punto il mio equilibrio è molto precario e l'annebbiamento della mia mente è simile ad una mattinata invernale milanese. Forse sono stato nel cesso a guardarmi allo specchio per un quarto d'ora o solo per cinque minuti, o mi sono perso magicamente nella casa guardando una bottiglia di candeggina e immaginando di scolarmela per fare la fine di un tizio che conoscevo, fatto sta che quando esco sembra che siano tutti scomparsi: nel capanno ci sono solo stefano e rebecca che limonano sdraiati a terra, con lui sopra.
Non voglio disturbarli, perciò cerco di riflettere, "dove cazzo possono essere andati tutti? Nel giardino non c'è nessuno, dalla casa sono appena uscito...merda. Sono andati via. Senza dire un cazzo. Bastardi infami puttane, senza dire nulla. Senza salutare. Come cazzo è possibile?". Comincio a bestemmiare in tutte le lingue, TUTTE, anche quelle che non conosco, mi ricordo perfettamente il pensiero dopo aver finito le bestemmie in italiano e in inglese: "ora bestemmio in aramaico: ALLAH SHTAZAR! ALLAH SCHAR!".

28/07/12

Bagniamoci, amiamoci.





Ci sono due tipi di persone normali di cui non dovete fidarvi: chi beve acqua mentre è ad un concerto (non importa se stia suonando o solo apprezzando la performance) e una ragazza che non soffre il solletico.


E' vero, lo ammetto: non me ne frega un cazzo di niente e di nessuno. Ma non bisogna interpretare questa frase come una specie di cattiveria verso il mondo e verso le persone, semplicemente la mia mente ha un'incredibile autonomia (come il mio piccolo corpo quando bevo, non lo diresti mai che non sono riuscito a sentirmi neanche a malapena brillo) e non mi faccio problemi o questioni se domani scappi in marocco o in tunisia o in brasile o in portogallo, per me è quasi indifferente. Non è che non me ne freghi un cazzo di te, è che la gente va e la gente viene, non è un gran problema, non ci penso.
Dovete davvero smetterla di prendervi seriamente e di prendere seriamente tutte le vostre cazzate, di focalizzarvi sui pensieri, sulla vostra mente, senza avere un occhio di riguardo alla realtà. Vi trovate un lavoro e aspettate di morire, in tutto il mondo. Io spremo il tempo come un limone per ottenere il massimo che posso, per ottenere il mio fisso miglioramento, per ottenerti sdraiata sul mio parquet.

Per ottenerti sdraiata sul mio pavimento è bastato invitarti a casa mia e farti il solletico, quando la tua schiena ha toccato terra, eri così rilassata che morderti il collo è stato facilissimo (e sensuale), dopo alcuni morsi mi avresti scopato lì e subito, ma ho preferito baciare il tuo sorriso da ninfa (ahr ahr ahr ahr ahr ahr ahr ahr ahr ahr ahr ahr ahr ahr ahr ahr ahr ahr ahr ahr ahr ahr ahr ahr ahr ahr ahr) per procedere dopo qualche minuto.
E' un atteggiamento poco rispettoso nei confronti della mia ball and chain, così dice la regina d'inghilterra, io non mi trovo d'accordo, ci sono momenti in cui devi fare un passo bello grande e se il passo lo fai mentre stai scoprendo con la lingua due nuove labbra (chiediti QUALI, ora) è anche meglio.





09/05/12

Ti sei perso? Anche Rambo. Vi siete entRAMBO persi.





Non sarebbe un problema, se non vi vedessi, ma io vi vedo, ed è quello il problema. Vi vedo nelle vostre giacche e cravatte, vi vedo con le maniche tirate su quando fa caldo, con la camicia, con i mocassini, le scarpe a punta di sabato sera, il rolex da 300 euro, lo sguardo che dice "guardami, sto costruendo il mondo".
Ti guardo, ti guardo, ma vedo un pesce che affoga. Se i pesci fossero così stupidi/inutili/senza senso da affogare, se i pesci avessero delle caviglie che gli permettessero solo minuscoli passi.
"Guardami, per favore, sto realizzando il mio sogno, sono un uomo fatto e fortunato. Vedi la classe? Lo stile? Il mio lavoro dai pori della mia pelle e dai vestiti sopra essa?"
Vedo solo una ragazzina con un piercing alla lingua che pensa di poter fare pompini migliori solo per questo.
Ogni tuo passo in questo posto è un fallimento, l'emblema del fallimento, sei il fallimento più totale, sei il "chi si accontenta gode", sei un minuscolo mondo, sei un granello di sabbia che spazza i culi dei bagnanti e non ti basta fallire una volta, ti piace ripeterti fino allo sfinimento, guardarti allo specchio, sudato, vecchio, brutto e pensare "ce la sto mettendo tutta, sto facendo davvero il massimo", questo dopo aver concluso la metà della metà della metà di un ottavo di quello che avresti potuto e dovuto fare.
Non è il fallimento in sè che mi fa ribrezzo, ma la tua soddisfazione triste, il risultato di anni di fallimenti ingiustificati e di noie e di scelte sbagliate, ripetute scelte sbagliate, quelle di un insaziabile imbecille.

Ma io...
Però io...
C'è da dire che io...

Non devi, tranquillo. Non devi giustificarti con te stesso attraverso di me, non importa a me, non ci credi tu, ti vuoi autoconvincere? Bel tentativo.
Puoi continuare a fare progetti, a designare obiettivi, a darti date di scadenza, a darti orari precisi, a focalizzarti sulle azioni da compiere, ma hai già decretato la tua sconfitta, in partenza, dalla nascita, dal diploma.

Io avrei...
Io potrei...
Io potrei aver avuto...
Io avrei potuto...


Non lo metto in dubbio, dall'alto delle tue estreme ed infinite possibilità, dall'immenso potere e dalle grandi responsabilità mentali che ti spettano, sicuramente avresti potuto. Ma (ora ce lo metto io il "ma")

NON L'HAI FATTO,

perciò
affoga
soffoca
crepa
e guardami
fare ciao ciao
con la manina
vedi?
sorrido.











24/02/12

L'Urlo.





Il post è inesistente, perciò ascoltate il video.
A volte mi sento come dal 6.57 al 7.24.

28/01/12

Still my guitar gently weeps.




Siamo seduti su una panca, all'università, e ora stiamo discutendo di come il blues e il jazz siano sottovalutati, dopotutto siamo nel 2012, dopo aver bypassato le solite frasi fatte su quest'esame o su quel professore. Al secondo piano del palazzo non c'è nessuno, lei non ha capito che sto cercando di ghermirla usando tutti i miei (pochi) trucchi e mi guarda interessata mentre cito Leadbelly, Jimmy Reed e Little Richard e fingo di conoscere a menadito le loro canzoni più famose; intanto faccio passare il mio braccio dietro la sua schiena e lo appoggio piano piano sul suo maglione rosso, mentre con la mano sinistra le sfioro le dita che ha poggiato su una gamba, poi tiro indietro la mano e lei me la cerca, la trova e me la stringe, ora mi guarda con certi occhi grandi e allora la faccio stendere, altrimenti so già come va a finire.
Le faccio mettere la testa sulle mie gambe e le accarezzo i capelli e le leggo negli occhi che si aspetta un bacio e io sono un po' in imbarazzo perchè non posso spiegarle, nè farle capire, che ho provato un casino di gusto nella conquista e ora non mi interessa quasi più andare oltre, non ora almeno; perciò sorrido e parlo di altro e lei si alza e mi guarda e sorride anche lei e pensa "allora cosa vuoi fare?" ed è in quel momento esatto che entra in scena laura, che è la sua amica che viene dalla provincia e quindi non conosce nessuno ed è timida e insomma senza lei non sa che fare, e dice - mi hai lasciata da sola, non sapevo che fare, fra poco comincia la lezione, andiamo a prendere i posti.-
Lei si alza, leggermente scocciata, e il maglione si alza un pochino in quest'azione e si vede la schiena nuda, mi alzo anch'io e le sussurro - vergognati! lasciare la tua amica in balia del corridoio! -, scherzando. Entriamo in aula e loro prendono posto al centro, ma non mi va di sedermi con loro, preferendo la sedia vicino ad un amico, perciò lei mi mette il broncio, ma io guardo avanti.










Straordinarie avventure.

04/11/11

Farò una lunga passeggiata per riprendermi i miei pensieri.





Ora potresti parlarmi e stupirmi ancora con la tua fredda lucidità, quella che non ho mai avuto, e per cui mi complimento con te. Potresti chiedermi se sono felice o un parere sul tuo cervello o incazzarti perchè abbandoni qualche certezza.
Potremmo sentire le nostre voci in questo momento, ridere e cantare canzoni di merda senza una linea ritmica, ma potremmo anche criticare le malattie e le teste di cazzo.

Non c'è nulla di nuovo nel lasciare qualcuno per la strada, non è un problema, mica siamo scesi sulla terra per dipendere da qualcuno.
Il problema è quando veniamo lasciati noi, e ci giriamo intorno e non rinunciamo e non capiamo, ma perchè? Il motivo lo sa chi ti ha sfanculato e probabilmente lo sai anche tu, ma non ti va bene lo stesso e se dopo un po' riesci a fartene una ragione consciamente, inconsciamente cerchi di nuovo quella persona e la riconosci negli altri, nei loro atteggiamenti, nelle loro movenze, e la vedi in strada e ti giri a guardare sconosciuti perchè ricordano un po' lei e poi ci pensi e ci ripensi, ma se è finita, è finita, lascia perdere.

Ma tu non ti dai per vinto, no, perciò acchiappi la prima persona simile alla precedente conoscenza e ti ci attacchi come un dattero ad una roccia, e così via: ti ritrovi con una persona simile a quella di prima, ma a cui rimprovererai sempre i suoi difetti, cioè quelle cose che la differenziano dall'altra persona.

E queste sono le tue conoscenze più intime, un filo del telefono di persone, parti dall'originale e vai cercando i suoi simili fino ad arrivare, dopo anni, a qualcuno che non c'entra più un cazzo con la prima persona, ma piano piano ti sei abituato a tutti i cambiamenti, ti sei guardato indietro e ti sei lasciato il passato alle spalle, complimenti ragazzo.