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30/06/18
Se incroci tutti i dati, trovi quasi tutto quello che si può sapere su di me.
Se non succede nulla qui, rimango a guardare il muro e la cenere che vola alta e poi riscende, vola alta, riscende, cerco di afferrarla tra indice e pollice mentre sale in alto. Ho i muscoli del collo ingessati ed è un orario strano, potrei vedere un film, ma non ho nessuna voglia di vedere un film precisamente. Ho una lista enorme e nessuno mi ispira in ogni determinato momento. Se invece riesco a fottermene di questa zero voglia metto un film e mi piace quasi sempre, alla fine la lista è stata compilata con consigli di persone fidate. La situazione è questa: ascolto blank banshee mentre bevo un amaro. Sì, fumo. Fumo e incrocio i dati, ma questo l'ho scritto un paio di settimane fa. Ora non fumo da due settimane. Quasi. A parte ieri che ero ad un ristorante africano e vicino alla mia sedia noto che qualche sprovveduto ha perso una bustina d'erba per terra e allora l'afferro velocemente, ho bevuto vino tutta la sera e sono veloce e scattante, a tratti anche lucido. Un tizio che ho appena conosciuto mi invidia ed è anche più contento di me e mi chiede subito di poter fare una canna. Al tavolo con noi c'è anche un tizio che ha qualche potere in un ufficio qui vicino, ha minimo 40 anni, portati male in qualsiasi caso, e di noi altri dieci nessuno supera i ventotto, mi sto tenendo largo. Comunque due giorni fa eravamo nello stesso posto, nello stesso ristorante dello stesso quartiere, niente busta d'erba per terra quella volta, ed eravamo tutti felici e ubriachi, eppure era un martedì qualunque. In questi giorni mi sento molto più libero e mi preparo a (ri)fare l'amore con una mulatta e una nera, straparlo descrivendo le mie lenzuola sporche di sangue, ho fatto anche una foto al coprimaterasso che fortunatamente ha salvato tutto, ma quelle tre macchie non andranno mai via. Non ero così continuativamente lucido dalle prime tre settimane dell'anno scorso ed è una cosa interessante. Mi sembra vada tutto bene, anche meglio del solito, sarà il sole che fa capolino nel cielo o io che raggiungo qualche obiettivo. Alle vacanze manca un mese circa e in italia ci sono solo due tipe nuove che vorrei vedere. Volevo fare un post pieno di bestemmie e insulti verso tutti, solo perché appunto ora va tutto alla grande (ma sono due anni che va tutto alla grande), poi ci ho ripensato mentre seguivo un culo girando nel centro città. Non mi dire che non hai mai seguito un culo, come in uno stato di trance, mentre cammini. E' quasi una cosa inconscia, ti stregano certi culi e tu li segui per vedere un po' dove andranno a parare, poi ad un certo punto rinvieni in te e torni a fare quello che devi fare. Chiappe, chiappe. Intanto sul mio soffitto volano elicotteri tutto il giorno perché tutti i santi ministri sono qui a decidere del tuo futuro, non del mio, chi cazzo vi ha autorizzato? E non ci si fa neanche tanto più caso, non è un problema tanto ho le casse sempre accese e ora mi sono dato a trap anche più underground, sì, ma giusto da qualche giorno, altrimenti suono la chitarra cercando di imparare e condividere qualche canzone nuova e di mangiare sano. Mi sono anche comprato delle scarpe nuove e ho festeggiato schiantandomi un ginocchio sul bordo del letto, da vero idiota, eppure non mi facevo male da parecchio, ogni tanto è utile per ricordarti che sei vivo. Qualcuno si sta chiedendo perché i giovani si drogano tutti tutti tutti tutti? Erba e cocaina e md dovunque li vedo solo io? E tutti questi nuovi cantanti che cantano di quanta droga si prendono dimostrano solo che la cosa è sdoganata e nessuno ci fermerà mai, probabilmente va bene a tutti così. Però non mi fate i sorpresi del cazzo quando vi arriva il 75 in casa e i vostri figli devono spiegarvi perché (che arriva per la cocaina? Non lo so, probabilmente il numero dello spacciatore). Gli spaccini negri cercano tutti il mio sguardo e richiamano la mia attenzione, se prendi parecchia roba ti danno più di una bustina, ma quasi mai lo stesso tipo, c'è questo neanche troppo tacito accordo per cui ognuno te ne da una così si spartiscono i proventi e sono tutti felici, chissà esattamente quanti soldi si fanno mi chiedo mentre vedo tre ragazzi sbarbati e in camicia, che sicuramente faranno i consulenti politici, a parlare amorevolmente con gli spacciatori ufficiali della ringhiera, posizione strategica e ampiamente visibile, la polizia è a circa venti metri, all'inizio della strada, ma loro se ne fottono tutti il cazzo. Sia chiaro non sto biasimando nessuno, è un business come un altro e noto che questi lavorano probabilmente più di otto ore, come i lavoratori seri, e giustamente se tu vai a cercare da fumare alle due di notte è necessario che qualcuno ti rifornisca. In verità, riconosco il loro gioco e il loro controllo del territorio e apprezzo quello che fanno perché pare essere organizzato molto bene. A tutte le entrate del quartiere c'è sempre qualcuno con un cellulare perennemente in mano che avvisa gli altri di tutti gli spostamenti di persone sospette, ovvero sbirri in borghese e non, clienti e non, ed è un controllo capillare, tanto che si capisce che in quel quartiere crimini stupidi come scippi e furti e rapine nei negozi non ci sono neanche per un cazzo perché chi lo gestisce non vuole queste stronzate ed è il primo a non voler attirare l'attenzione. Qui si spaccia droga, ma poi è solo quello che vedi fare sfacciatamente, certo che dietro c'è qualcosa di più grosso, ma tu non ti immischiare, dopotutto che te ne frega? E' il tuo territorio? No. Comunque per quanto sono tutti simpatici ho deciso di tornarci solo se qualche tipa ha bisogno della scusa di fumare per venire a casa mia. Torno a casa e becco una ragazza che non me l'ha data svariati mesi fa, mi fa capire che il ragazzo si è finalmente rotto le palle di mantenerla a casa sua e si sono lasciati, con quella faccia tipo "minchia che inculata che mi sono presa, aiutami, dammi attenzioni", la saluto cortesemente e salgo le scale, un po' contento che le cose siano andate come previsto e mi dimentico di lei in un nanosecondo, inutile ritardata. Riscendo per uscire e bestemmio ad ogni figa che passa, come apprezzamento ovviamente, e insulto tutti quelli che hanno una faccia di merda e/o che hanno appena figliato e spingono il passeggino tutti contenti sperando di ricordarmi i loro volti e poterli rinotare fra quei 10-15 anni e vederli depressi. Guardate che io so tante tante cose, su tutti tutti voi, però mi frega zero di sputtanarvi contro voi stessi principalmente, e contro gli altri indirettamente, e quindi annuisco e prendo nota perché fra qualche anno si fanno le statistiche e si tirano le somme (e già alcune sono state tirate) e per chi non sarà felice come lo sarò io saranno solo cazzi loro, porgete la mano e chiedete aiuto, magari ci gira di fare qualcosa. O forse no, siamo impegnati.
21/11/17
3-2-1-turbe in sviluppo - Parte 2.
Parte 1
Sono le quattro di pomeriggio e ho trovato la forza di alzarmi dal letto. Devo farmi una doccia prima di poter cominciare questa giornata. Il malessere fisico si unisce al malessere interiore e io lo sostengo e alimento, mettendo musica di dolore e rinascita come colonna sonora per la doccia. Mi spoglio e mi appoggio un attimo il pugno alla nuca mentre mi stiracchio. Mi chiedo quanta forza ci vorrebbe per darmi un pugno che mi faccia perdere coscienza. Sono abbastanza sicuro di poterci riuscire, ma abbandono l'idea subito. Entro nella doccia e la musica mi accompagna dicendomi che ogni giorno è sempre più difficile e che sono uno stronzo nato infelice in un postaccio di merda. La canzone l'ha scritta un mio amico, nato in questo stesso buco. I pensieri mi si accalcano addosso e mentre scorre l'acqua ho già il groppo in gola e penso "come faccio? come faccio? come faccio?". Sono disoccupato da sei mesi e se non trovo qualcosa immediatamente sono costretto a tornare in italia. Non ho le competenze e le capacità per aiutare la mia Dea. Ho rimandato lo studio di cose che mi sarebbero servite perché impegnato in altre cose da studiare e mi sento in ritardo sul mondo, ma principalmente su me stesso. Sono mesi in cui vengo trattato da reietto e lebbroso e mi rinchiudo dentro nubi di droga perché così almeno non ci penso. Fumo e perdo tempo. Fumo e perdo tempo. A volte non mi dà neanche più soddisfazione e lo faccio più per abitudine che altro. A volte mi fa stare male e mi dico "vedi, stai male, devi smetterla di fumare. Almeno cala un po' le dosi, cazzo" e puntualmente fumo il giorno dopo, ogni giorno dopo, come se non fosse successo nulla. Ah, cristo. Un circolo vizioso del cazzo. Tutto questo accade velocemente nel mio cervello mentre con una mano mi copro gli occhi e singhiozzo e piango. C'è un breaking point per tutti. Il futuro lo vedo nero eppure il mio amico mi canta che ce la farò. Bestemmio e sento il peso del mondo addosso. Responsabilità grosse che ho deciso di prendere su di me e non mi sono ancora assunto del tutto. Eppure già le sento sopra le spalle e pesano. Cazzo, cazzo, cazzo, singhiozzo. Come cazzo devo fare. Bestemmio incessantemente. Qualcuno mi dia un segnale da qualche cazzo di parte. Mandate uno spiraglio di luce. Almeno mi torna un minimo la speranza. Non ho neanche la solita forza di insultarmi e di dirmi che sono forte e che devo darmi da fare il più possibile perché tutti gli stronzi lì fuori non restano ad aspettare me. Una mezz'ora di buio totale che continua mentre mi asciugo i capelli e mi vesto per andare fuori a fare dei servizi del cazzo al centro commerciale. Sono incazzato con il mondo, e questa è la normalità, semplicemente perché incazzarmi troppo con me stesso è controproducente. Allora vado in giro camminando con gli occhi iniettati di sangue e ringrazio di non essere nato in america con cinque pistole in casa, perché altrimenti queste finocchiate di gente che uccide meno di dieci persone alla volta sarebbero solo un vago ricordo, per voi. Cerco di guardare sempre dritto ed evitare contatti visivi con questi subumani che mi circondano, ma la cosa è impossibile perché sono troppi e parlano e respirano con queste facce orribili. Geni che chiaramente si sono riprodotti per caso e solo perché la selezione naturale è stata bloccata. Ma non dormite sonni tranquilli perché la selezione naturale tornerà. Stare a stretto contatto con la massa informe di gente mi dà un fastidio orribile, per chi non lo avesse ancora capito. Vado verso a casa e mi rilasso guidando. Devo ancora calmarmi del tutto.
Arrivato a casa, controllo il cellulare. Due mie amiche mi hanno contattato per la serata. Ci penso un attimo e decido di vedermi prima con una e più tardi con l'altra. Va già meglio. Poi accendo il computer mentre rullo una canna. Vado a cercarmi gli occhi di tutte le ragazze che ho amato e mentre fumo dedico uno o due minuti a ogni foto. Deve essere lì la speranza per andare avanti. Sai bene che quando sei fatto pensi a mille cose che ti sembrano, a volte, anche illuminanti e risolutive. Guardo occhi castani, verdi e azzurri. Guardo il mio riflesso sullo schermo del pc, focalizzandomi su quello per un attimo. Passo dai loro occhi al mio riflesso per diverse volte. Gli ingranaggi nel mio cervello tornano a girare correttamente e sussurro
"Mai più."
Il mio riflesso mostra di avere capito e mi dice che sarà lui a tenermi d'occhio e a guidare i miei passi.
Butto il mozzicone dal balcone.
Sono le quattro di pomeriggio e ho trovato la forza di alzarmi dal letto. Devo farmi una doccia prima di poter cominciare questa giornata. Il malessere fisico si unisce al malessere interiore e io lo sostengo e alimento, mettendo musica di dolore e rinascita come colonna sonora per la doccia. Mi spoglio e mi appoggio un attimo il pugno alla nuca mentre mi stiracchio. Mi chiedo quanta forza ci vorrebbe per darmi un pugno che mi faccia perdere coscienza. Sono abbastanza sicuro di poterci riuscire, ma abbandono l'idea subito. Entro nella doccia e la musica mi accompagna dicendomi che ogni giorno è sempre più difficile e che sono uno stronzo nato infelice in un postaccio di merda. La canzone l'ha scritta un mio amico, nato in questo stesso buco. I pensieri mi si accalcano addosso e mentre scorre l'acqua ho già il groppo in gola e penso "come faccio? come faccio? come faccio?". Sono disoccupato da sei mesi e se non trovo qualcosa immediatamente sono costretto a tornare in italia. Non ho le competenze e le capacità per aiutare la mia Dea. Ho rimandato lo studio di cose che mi sarebbero servite perché impegnato in altre cose da studiare e mi sento in ritardo sul mondo, ma principalmente su me stesso. Sono mesi in cui vengo trattato da reietto e lebbroso e mi rinchiudo dentro nubi di droga perché così almeno non ci penso. Fumo e perdo tempo. Fumo e perdo tempo. A volte non mi dà neanche più soddisfazione e lo faccio più per abitudine che altro. A volte mi fa stare male e mi dico "vedi, stai male, devi smetterla di fumare. Almeno cala un po' le dosi, cazzo" e puntualmente fumo il giorno dopo, ogni giorno dopo, come se non fosse successo nulla. Ah, cristo. Un circolo vizioso del cazzo. Tutto questo accade velocemente nel mio cervello mentre con una mano mi copro gli occhi e singhiozzo e piango. C'è un breaking point per tutti. Il futuro lo vedo nero eppure il mio amico mi canta che ce la farò. Bestemmio e sento il peso del mondo addosso. Responsabilità grosse che ho deciso di prendere su di me e non mi sono ancora assunto del tutto. Eppure già le sento sopra le spalle e pesano. Cazzo, cazzo, cazzo, singhiozzo. Come cazzo devo fare. Bestemmio incessantemente. Qualcuno mi dia un segnale da qualche cazzo di parte. Mandate uno spiraglio di luce. Almeno mi torna un minimo la speranza. Non ho neanche la solita forza di insultarmi e di dirmi che sono forte e che devo darmi da fare il più possibile perché tutti gli stronzi lì fuori non restano ad aspettare me. Una mezz'ora di buio totale che continua mentre mi asciugo i capelli e mi vesto per andare fuori a fare dei servizi del cazzo al centro commerciale. Sono incazzato con il mondo, e questa è la normalità, semplicemente perché incazzarmi troppo con me stesso è controproducente. Allora vado in giro camminando con gli occhi iniettati di sangue e ringrazio di non essere nato in america con cinque pistole in casa, perché altrimenti queste finocchiate di gente che uccide meno di dieci persone alla volta sarebbero solo un vago ricordo, per voi. Cerco di guardare sempre dritto ed evitare contatti visivi con questi subumani che mi circondano, ma la cosa è impossibile perché sono troppi e parlano e respirano con queste facce orribili. Geni che chiaramente si sono riprodotti per caso e solo perché la selezione naturale è stata bloccata. Ma non dormite sonni tranquilli perché la selezione naturale tornerà. Stare a stretto contatto con la massa informe di gente mi dà un fastidio orribile, per chi non lo avesse ancora capito. Vado verso a casa e mi rilasso guidando. Devo ancora calmarmi del tutto.
Arrivato a casa, controllo il cellulare. Due mie amiche mi hanno contattato per la serata. Ci penso un attimo e decido di vedermi prima con una e più tardi con l'altra. Va già meglio. Poi accendo il computer mentre rullo una canna. Vado a cercarmi gli occhi di tutte le ragazze che ho amato e mentre fumo dedico uno o due minuti a ogni foto. Deve essere lì la speranza per andare avanti. Sai bene che quando sei fatto pensi a mille cose che ti sembrano, a volte, anche illuminanti e risolutive. Guardo occhi castani, verdi e azzurri. Guardo il mio riflesso sullo schermo del pc, focalizzandomi su quello per un attimo. Passo dai loro occhi al mio riflesso per diverse volte. Gli ingranaggi nel mio cervello tornano a girare correttamente e sussurro
"Mai più."
Il mio riflesso mostra di avere capito e mi dice che sarà lui a tenermi d'occhio e a guidare i miei passi.
Butto il mozzicone dal balcone.
14/02/17
Vera.
Vera.
Ti scrivo in questo modo perché non credo di averlo mai fatto.
Ci siamo conosciuti ad inizio luglio nel mio pub preferito. Era una serata in cui non volevo uscire, ma poi mi sono detto "vediamo come va". Mi sono visto con un'amica e questa ha portato altri amici e amiche. Ci siamo seduti e abbiamo parlato un po'. Ho capito abbastanza subito che non era un gran periodo per te. Per me era un mezzo incubo. Stavo cercando di rimettermi in piedi camminando a tentoni. Ho quasi rimosso quel periodo. Non ricordo molti avvenimenti. Solo tante canne. Avevo molto tempo libero e casa spesso libera. Quell'estate non ho fatto nessuna vacanza, se escludiamo tre giorni al mare, con amici. Comunque, la serata finì. E io decisi di ricontattarti qualche giorno dopo. Ricordo il giorno. Era il 18 sera quando ti ho contattata.
Siamo usciti la prima volta in una piazza che per tanto tempo non mi è andata troppo a genio perché d'estate era pienissima di gente e io volevo evitare. Eppure per qualche giro di amici ci finivo lo stesso e mi trovavo in questo conflitto: begli amici, ma posto di merda. Ci siamo seduti su una panchina e abbiamo cominciato a parlare, così tanto che si è fatta l'una in pochi secondi. E durante la conversazioni mi hai anche rullato una o due canne, ma le ho fumate solo io. Poi ho deciso di andare in un bar, ma arrivati lì erano quasi le due e il posto era chiuso. Siamo rimasti sulla panchina di fronte alla saracinesca per un altro po'. Era carino parlare con te.
Ci siamo visti per altre tre volte. Ricordo che siamo andati al parchetto, su quelle panchine verdi, ad uno dei bar fighetti, ma lontani da casa mia. Tu sei andata in vacanza da qualche parte. Quando sei tornata ci siamo visti e siamo andati a casa mia.
---
Questa canzone mi dava speranza. L'idea di un futuro migliore. Di qualche sorriso, dell'estate.
---
Lì abbiamo ascoltato musica mentre guardavamo le stelle, proprio come avevo previsto tempo addietro nei miei sogni chiari ad occhi aperti che spesso si avverano. Ti ho portata dentro e ci siamo sdraiati sul letto. Quando mi sono chinato a baciarti hai detto qualcosa come "dobbiamo proprio?". Da brava persona, non ho pensato a nulla e ho continuato. E infatti abbiamo passato la notte a vivere. Quella sera la ricollego chiaramente a questa canzone:
(Sulla faccia più forte!)
L'ho infranto altre mille volte
(Sulla faccia più forte!)
io morivo e, invece, davo morte
(Sulla schiena più forte!)
lei moriva ed io restavo inerte
(Sulla schiena più forte!)
La mia mente era da un'altra parte
Il giorno dopo mi sono risvegliato dormendo a pancia in giù. Tu tenevi le ginocchia su ed eri seduta appoggiata allo schienale del letto mentre leggevi un libro. Era una bella scena.
I primi tempi li abbiamo persi mentre cercavo di farti capire quanto si sarebbe potuti stare meglio stando un po' vicini. Poi l'hai compreso e ci siamo goduti il resto dei giorni. Ricordo un ultimo pomeriggio sulle panchine gialle, in quel parco vicino al bar dove andavamo ogni tanto. Avevo la maglietta verde leggerissima e sopra la camicia rossa e blu aperta. Mi hai detto che ero bello.
Ci siamo scambiati decine di canzoni e conversazioni in una specie di mondo parallelo che non avrebbe dovuto esistere, ma l'abbiamo creato lo stesso perché un po' ci piaceva quell'idea pazza.
Mi piaceva leggere quello che scrivevi e trovarmi tra le righe. Io ho scritto pochissimo di te, scrivo sempre a scoppio ritardato. Ora, a freddo, mi riesce più facile analizzare la relazione. Ricordo benissimo il momento in cui pensai "mi piace stare con lei". E' stato bello condividere dei momenti insieme. Grazie per aver rispettato il mio silenzio quando ero sdraiato sulla poltrona e tu sul divano e magari volevi stare più vicina. Era il giorno dopo. Quel giorno dopo.
Ricordo perfettamente i tuoi occhi, vecchi quanto il mondo, quella volta in cui abbiamo fatto l'amore più delle altre volte. Ed è un ricordo che non andrà via mai.
Successivamente, io ho deciso di essere coerente con i miei principi ed è finita così. Sono tornato a casa, ci siamo scambiati le canzoni d'addio, da veri professionisti, e abbiamo messo da parte i messaggi.
Ho pianto per un quarto d'ora e non me l'aspettavo. E questo mi ha fatto stare un po' bene e mi ha fatto anche riflettere. Mi hai aiutato a rialzarmi, in qualche modo. Perciò, anche se l'ho già fatto, ti ringrazio di nuovo.
Ed è stato uno sfizio andare contro alla canzone e ricercarsi d'inverno.
Ti scrivo in questo modo perché non credo di averlo mai fatto.
Ci siamo conosciuti ad inizio luglio nel mio pub preferito. Era una serata in cui non volevo uscire, ma poi mi sono detto "vediamo come va". Mi sono visto con un'amica e questa ha portato altri amici e amiche. Ci siamo seduti e abbiamo parlato un po'. Ho capito abbastanza subito che non era un gran periodo per te. Per me era un mezzo incubo. Stavo cercando di rimettermi in piedi camminando a tentoni. Ho quasi rimosso quel periodo. Non ricordo molti avvenimenti. Solo tante canne. Avevo molto tempo libero e casa spesso libera. Quell'estate non ho fatto nessuna vacanza, se escludiamo tre giorni al mare, con amici. Comunque, la serata finì. E io decisi di ricontattarti qualche giorno dopo. Ricordo il giorno. Era il 18 sera quando ti ho contattata.
Siamo usciti la prima volta in una piazza che per tanto tempo non mi è andata troppo a genio perché d'estate era pienissima di gente e io volevo evitare. Eppure per qualche giro di amici ci finivo lo stesso e mi trovavo in questo conflitto: begli amici, ma posto di merda. Ci siamo seduti su una panchina e abbiamo cominciato a parlare, così tanto che si è fatta l'una in pochi secondi. E durante la conversazioni mi hai anche rullato una o due canne, ma le ho fumate solo io. Poi ho deciso di andare in un bar, ma arrivati lì erano quasi le due e il posto era chiuso. Siamo rimasti sulla panchina di fronte alla saracinesca per un altro po'. Era carino parlare con te.
Ci siamo visti per altre tre volte. Ricordo che siamo andati al parchetto, su quelle panchine verdi, ad uno dei bar fighetti, ma lontani da casa mia. Tu sei andata in vacanza da qualche parte. Quando sei tornata ci siamo visti e siamo andati a casa mia.
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Questa canzone mi dava speranza. L'idea di un futuro migliore. Di qualche sorriso, dell'estate.
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Lì abbiamo ascoltato musica mentre guardavamo le stelle, proprio come avevo previsto tempo addietro nei miei sogni chiari ad occhi aperti che spesso si avverano. Ti ho portata dentro e ci siamo sdraiati sul letto. Quando mi sono chinato a baciarti hai detto qualcosa come "dobbiamo proprio?". Da brava persona, non ho pensato a nulla e ho continuato. E infatti abbiamo passato la notte a vivere. Quella sera la ricollego chiaramente a questa canzone:
(Sulla faccia più forte!)
L'ho infranto altre mille volte
(Sulla faccia più forte!)
io morivo e, invece, davo morte
(Sulla schiena più forte!)
lei moriva ed io restavo inerte
(Sulla schiena più forte!)
La mia mente era da un'altra parte
Il giorno dopo mi sono risvegliato dormendo a pancia in giù. Tu tenevi le ginocchia su ed eri seduta appoggiata allo schienale del letto mentre leggevi un libro. Era una bella scena.
I primi tempi li abbiamo persi mentre cercavo di farti capire quanto si sarebbe potuti stare meglio stando un po' vicini. Poi l'hai compreso e ci siamo goduti il resto dei giorni. Ricordo un ultimo pomeriggio sulle panchine gialle, in quel parco vicino al bar dove andavamo ogni tanto. Avevo la maglietta verde leggerissima e sopra la camicia rossa e blu aperta. Mi hai detto che ero bello.
Ci siamo scambiati decine di canzoni e conversazioni in una specie di mondo parallelo che non avrebbe dovuto esistere, ma l'abbiamo creato lo stesso perché un po' ci piaceva quell'idea pazza.
Mi piaceva leggere quello che scrivevi e trovarmi tra le righe. Io ho scritto pochissimo di te, scrivo sempre a scoppio ritardato. Ora, a freddo, mi riesce più facile analizzare la relazione. Ricordo benissimo il momento in cui pensai "mi piace stare con lei". E' stato bello condividere dei momenti insieme. Grazie per aver rispettato il mio silenzio quando ero sdraiato sulla poltrona e tu sul divano e magari volevi stare più vicina. Era il giorno dopo. Quel giorno dopo.
Ricordo perfettamente i tuoi occhi, vecchi quanto il mondo, quella volta in cui abbiamo fatto l'amore più delle altre volte. Ed è un ricordo che non andrà via mai.
Successivamente, io ho deciso di essere coerente con i miei principi ed è finita così. Sono tornato a casa, ci siamo scambiati le canzoni d'addio, da veri professionisti, e abbiamo messo da parte i messaggi.
Ho pianto per un quarto d'ora e non me l'aspettavo. E questo mi ha fatto stare un po' bene e mi ha fatto anche riflettere. Mi hai aiutato a rialzarmi, in qualche modo. Perciò, anche se l'ho già fatto, ti ringrazio di nuovo.
Ed è stato uno sfizio andare contro alla canzone e ricercarsi d'inverno.
29/01/16
Anedonia.
La testa scoppia scoppia scoppia e tu non puoi fare nulla - la libertà è lontana e si allontana ogni giorno di più.
E l'unica soluzione accettabile sai benissimo qual è.
Ti infili sotto il cuscino e con un braccio te lo tieni poggiato sull'orecchio e cerchi di non sentire le URLA nella tua testa e tutto l'odio che sale sale sale, sempre più carico e sempre più assordante.
Falla finita, falla finita!
E in alternativa devi darti alla droga, non c'è altra soluzione.
Sai benissimo qual è l'altra.
Nebbia, nebbia, nebbia. Tutti fuori dalla mia testa, tutta questa gente reale che si avvicenda nella mia macchina, nella mia vita, in questi locali del cazzo mentre io sono fuori, sono ovunque tranne che lì, e cerco solo di distrarmi e allontanarmi da tutti e tutto.
Distrazioni sempre più pesanti e fuorvianti.
Laceranti fissazioni e apatia e voglia di stare solo e in silenzio lontano dal mondo.
A guardare il pavimento o il soffitto, uniche certezze. Le stelle sono troppo lontane.
Tu sei troppo lontano da te.
E ti chiedi se non ci sia qualche altro psicopatico da qualche parte che si alzi con l'odio in corpo e si trattenga tutto il giorno - e tutti i giorni - dall'ammazzare qualcuno. E so che almeno uno così esiste.
Sai, non è quella sensazione di depressione alla nick drake, alla ian curtis, dove tutto rimane dentro, no. E infatti loro si sono ammazzati. Per evitare questo passo
Evitare cosa? Non puoi fuggire.
bisogna buttare tutto fuori, il più possibile. Anche se significa fare male a qualcuno.
Ma in quel caso, come ben sai, per noi è un piacere. Eppure mi sto trattenendo, mi sto trattenendo.
Ucciditi.
Fidati, non vuoi essere nel mio cervello. Fidati, la nostra follia è depressa a sua volta.
L'abisso in cui guardiamo è BIANCO.
Ci vuole musica più cattiva e più pesante e più martellante che entri nella testa e non esca più, qualcosa come
I beat my machine it's a part of me it's inside of me
I'm stuck in this dream it's changing me I am becoming
the me that you know had some second thoughts
he's covered with scabs and he is broken and sore
the me that you know doesn't come around much
that part of me isn't here anymore
all pain disappears it's the nature of my circuitry
drowns out all I hear there's no escape from this my new consciousness
that me that you know used to have feelings
but the blood has stopped pumping and he's left to decay
the me that you know is now made up of wires
and even when I'm right with you I'm so far away
I can try to get away but I’ve strapped myself in
I can try to scratch away the sound in my ears
I can see it killing away all my bad parts
I don't want to listen but it's all too clear
hiding backwards inside of me I feel so unafraid
Annie, hold a little tighter I might just slip away
it won't give up it wants me dead
goddamn this noise inside my head
it won't give up it wants me dead
goddamn this noise inside my head
it won't give up it wants me dead
goddamn this noise inside my head
IT WON'T GIVE UP IT WANTS ME DEAD
GODDAMN THIS NOISE INSIDE MY HEAD
E l'unica soluzione accettabile sai benissimo qual è.
Ti infili sotto il cuscino e con un braccio te lo tieni poggiato sull'orecchio e cerchi di non sentire le URLA nella tua testa e tutto l'odio che sale sale sale, sempre più carico e sempre più assordante.
Falla finita, falla finita!
E in alternativa devi darti alla droga, non c'è altra soluzione.
Sai benissimo qual è l'altra.
Nebbia, nebbia, nebbia. Tutti fuori dalla mia testa, tutta questa gente reale che si avvicenda nella mia macchina, nella mia vita, in questi locali del cazzo mentre io sono fuori, sono ovunque tranne che lì, e cerco solo di distrarmi e allontanarmi da tutti e tutto.
Distrazioni sempre più pesanti e fuorvianti.
Laceranti fissazioni e apatia e voglia di stare solo e in silenzio lontano dal mondo.
A guardare il pavimento o il soffitto, uniche certezze. Le stelle sono troppo lontane.
Tu sei troppo lontano da te.
E ti chiedi se non ci sia qualche altro psicopatico da qualche parte che si alzi con l'odio in corpo e si trattenga tutto il giorno - e tutti i giorni - dall'ammazzare qualcuno. E so che almeno uno così esiste.
Sai, non è quella sensazione di depressione alla nick drake, alla ian curtis, dove tutto rimane dentro, no. E infatti loro si sono ammazzati. Per evitare questo passo
Evitare cosa? Non puoi fuggire.
bisogna buttare tutto fuori, il più possibile. Anche se significa fare male a qualcuno.
Ma in quel caso, come ben sai, per noi è un piacere. Eppure mi sto trattenendo, mi sto trattenendo.
Ucciditi.
Fidati, non vuoi essere nel mio cervello. Fidati, la nostra follia è depressa a sua volta.
L'abisso in cui guardiamo è BIANCO.
Ci vuole musica più cattiva e più pesante e più martellante che entri nella testa e non esca più, qualcosa come
I beat my machine it's a part of me it's inside of me
I'm stuck in this dream it's changing me I am becoming
the me that you know had some second thoughts
he's covered with scabs and he is broken and sore
the me that you know doesn't come around much
that part of me isn't here anymore
all pain disappears it's the nature of my circuitry
drowns out all I hear there's no escape from this my new consciousness
that me that you know used to have feelings
but the blood has stopped pumping and he's left to decay
the me that you know is now made up of wires
and even when I'm right with you I'm so far away
I can try to get away but I’ve strapped myself in
I can try to scratch away the sound in my ears
I can see it killing away all my bad parts
I don't want to listen but it's all too clear
hiding backwards inside of me I feel so unafraid
Annie, hold a little tighter I might just slip away
it won't give up it wants me dead
goddamn this noise inside my head
it won't give up it wants me dead
goddamn this noise inside my head
it won't give up it wants me dead
goddamn this noise inside my head
IT WON'T GIVE UP IT WANTS ME DEAD
GODDAMN THIS NOISE INSIDE MY HEAD
25/12/15
Un favore alla tua/vostra ADD.
Mi riservo il diritto di non essere coerente
perché qui è tutto allo sbando
e a me non frega un cazzo.
Perché non ho tempo
e non ho voglia di spiegare.
Perché vedo mostri dalle pareti, dagli schermi,
dai soffitti, dal pavimento.
Tutti i giorni.
E voglio davvero che qualcuno
venga a uccidermi
come regalo di natale.
Perché reggo il mondo sul mio atlante mentre faccio squat
e lo faccio affinché i tuoi sogni si realizzino.
I tuoi sogni, non i miei.
Ho fatto australian pull ups per scoparti
e trazioni sfiancanti per averti vicina.
E tu non hai mai retto il mondo
e non sai quant'è pesante.
Perché il segno di un uomo maturo è quella particolare cicatrice che porta.
Perché più una persona è vuota e più pretende
e tu non hai passioni, non hai hobby, non hai interessi
e di bambole gonfiabili se ne trovano mille ai bordi delle strade.
Allora lasciami bere tutta questa vita,
tanto il mio scheletro non ha un fegato.
Che ho sognato per anni di comprare una bomboletta nera
e passare alle tre di notte sotto casa tua
a scrivere qualcosa di simile.
Ma ora non più.
Ora scriverei
"COME AND KILL ME".
Io so che puoi.
perché qui è tutto allo sbando
e a me non frega un cazzo.
Perché non ho tempo
e non ho voglia di spiegare.
Perché vedo mostri dalle pareti, dagli schermi,
dai soffitti, dal pavimento.
Tutti i giorni.
E voglio davvero che qualcuno
venga a uccidermi
come regalo di natale.
Perché reggo il mondo sul mio atlante mentre faccio squat
e lo faccio affinché i tuoi sogni si realizzino.
I tuoi sogni, non i miei.
Ho fatto australian pull ups per scoparti
e trazioni sfiancanti per averti vicina.
E tu non hai mai retto il mondo
e non sai quant'è pesante.
Perché il segno di un uomo maturo è quella particolare cicatrice che porta.
Perché più una persona è vuota e più pretende
e tu non hai passioni, non hai hobby, non hai interessi
e di bambole gonfiabili se ne trovano mille ai bordi delle strade.
Allora lasciami bere tutta questa vita,
tanto il mio scheletro non ha un fegato.
Che ho sognato per anni di comprare una bomboletta nera
e passare alle tre di notte sotto casa tua
a scrivere qualcosa di simile.
Ma ora non più.
Ora scriverei
"COME AND KILL ME".
Io so che puoi.
06/11/15
Come estraniarsi dal mondo esterno quando ci sono rumori, voci e suoni che non vuoi sentire.
Irene sorseggia un cocktail fatto male e mi chiede "allora ti vedi ancora con quella con cui ti ho beccato l'altra volta?"
"Sì, ma niente di serio, da parte mia."
Io bevo un cocktail analcolico perché ho deciso di mettere in atto una vita salutare e morigeratahah.
Intanto ascolto la musica del locale mentre mi vengono ricordi in mente che mi fanno ridere come un idiota.
("Mordimi le orecchie, più forte, più forte, più giù", sussurra la mia amica.
"Mi scopano troppo, mi scopano davvero troppo", sempre lei con voce tra la disperazione e la contentezza.
Avventure di Felix, pag. novecentodieci, edizione whiskey)
Torno al presente e Irene ha continuato a parlare di una sua recente avventura sessuale con un trentenne qualsiasi beccato in un locale alternativo, io annuisco finché non finisce il racconto.
Lei ritorna sull'argomento precedente.
"Non ti starai vedendo solo con lei?"
"No, no, tranquilla, amo un'altra."
Ride contenta e finisce il cocktail e mi propone "andiamo a fumare".
Ci sediamo su di una panchina e grazie alle cartine in cellulosa abbiamo tempo e una situazione rilassante per riflettere. Lei non parla mai della sua relazione attuale, va avanti da fin troppo tempo e finirà a cazzo fra qualche mese. Io lo so, lei lo sa, evitiamo l'argomento. Perciò parliamo di video musicali pazzi che abbiamo visto negli ultimi tempi e di film assurdi che ci hanno solo fatto deprimere di più e di scene di film che ci hanno illuminato, come quella del bar nella grande bellezza. E se non pensate che quella scena sia un capolavoro...non importa. Nel dubbio, andate a fanculo comunque. Poi le chiedo com'è andato il suo ultimo trip e lei, dopo avermi risposto, me lo chiede di rimando.
"Ero su un bel terrazzo lungo e grande, a guardare la luna che era rossa mentre fumavo ascoltando la musica. Tutte buone premesse. Però me la sono fumata con calma e ci avrò messo venti minuti, se non di più. Ogni tanto si spegneva e aspettavo qualche minuto prima di riaccenderla, capisci bene la dinamica. Non ho nessuno a farmi le foto mentre fumo e non posso postarle su facebook, che lurida tragedia. Mi sono seduto per terra e ho pensato a me e a qualche altro mio amico. Siamo belli e dovremmo salvare il mondo, e invece siamo quasi depressi. Nel senso buono del termine. E mi sono chiesto dov'era la soluzione, dov'è la soluzione? Non in una ragazza, ovviamente. Da lì ho fatto una digressione, c'erano botta e risposta tutti nel mio cervello fra varie persone che non hanno nomi, tu sai come funziona il mio cervello, dicevo, la digressione riguardava il fatto che non è che perché io scopo o non scopo questo dimostra qualcosa su quanto io sia figo o abbia valore. Anzi, proprio per niente. Non dimostra assolutamente nulla. Né quanto sia figa la ragazza che mi scopo è importante. Ovvio, ci sono dei gusti personali, per tutti è così, ma cosa cambia se ti scopi una modella o una che per te è appena sufficiente? Intendo, se ci stai bene insieme e si scopa bene, etc. Non cambia nulla, anzi è più un qualcosa per cui ci si autoincensa, pensando di essere più fighi se ci si scopa ragazze più fighe. Ma non dipende da quello, non è così. Io potrei non scopare per mesi e comunque ciò non intaccherebbe nulla del mio valore. Questo in tanti non lo capiscono. Per esempio, qualche settimana fa mi sono fatto una ragazza che non è oggettivamente bella per tutti, ma a me piace. Ed è stato bello per quello che è durato. Mi ha fatto un pompino veramente eccezionale e sono rimasto sorpreso perché è stato uno dei migliori della mia vita e infatti qualche giorno dopo mi sono fatto due calcoli e ho capito che effettivamente lei era quella con più esperienza tra tutte quelle che mi sono mai fatto. L'avrà aiutata il fatto di non essersi quasi mai fidanzata. Robe incredibili, ma perché ho detto questo? Ah, la digressione."
"Ti sei perso."
"Sì, mi sono perso. Sempre in quel caso ho avuto delle illuminazioni clamorose. Ho pensato che in tutto il mondo salverei solo due persone e mi prodigherei per rendere felici solo quelle due persone."
"E perché solo due?"
"Perché non basta un bel culo per essere salvate, non basta essere intelligenti, non bastano tante cose. Bisogna usare altri criteri, una mente aperta e anche voglia di essere salvati. Non tutti ce l'hanno."
"E scommetto che io non sono fra queste due. Ma sto cercando di individuarle e solo due, solo due..."
"Pensaci su."
La canna è finita, faccio un ultimo tiro troppo lungo e mi brucio le labbra, bestemmio. Irene ride.
E' una bella serata.
"Sì, ma niente di serio, da parte mia."
Io bevo un cocktail analcolico perché ho deciso di mettere in atto una vita salutare e morigeratahah.
Intanto ascolto la musica del locale mentre mi vengono ricordi in mente che mi fanno ridere come un idiota.
("Mordimi le orecchie, più forte, più forte, più giù", sussurra la mia amica.
"Mi scopano troppo, mi scopano davvero troppo", sempre lei con voce tra la disperazione e la contentezza.
Avventure di Felix, pag. novecentodieci, edizione whiskey)
Torno al presente e Irene ha continuato a parlare di una sua recente avventura sessuale con un trentenne qualsiasi beccato in un locale alternativo, io annuisco finché non finisce il racconto.
Lei ritorna sull'argomento precedente.
"Non ti starai vedendo solo con lei?"
"No, no, tranquilla, amo un'altra."
Ride contenta e finisce il cocktail e mi propone "andiamo a fumare".
Ci sediamo su di una panchina e grazie alle cartine in cellulosa abbiamo tempo e una situazione rilassante per riflettere. Lei non parla mai della sua relazione attuale, va avanti da fin troppo tempo e finirà a cazzo fra qualche mese. Io lo so, lei lo sa, evitiamo l'argomento. Perciò parliamo di video musicali pazzi che abbiamo visto negli ultimi tempi e di film assurdi che ci hanno solo fatto deprimere di più e di scene di film che ci hanno illuminato, come quella del bar nella grande bellezza. E se non pensate che quella scena sia un capolavoro...non importa. Nel dubbio, andate a fanculo comunque. Poi le chiedo com'è andato il suo ultimo trip e lei, dopo avermi risposto, me lo chiede di rimando.
"Ero su un bel terrazzo lungo e grande, a guardare la luna che era rossa mentre fumavo ascoltando la musica. Tutte buone premesse. Però me la sono fumata con calma e ci avrò messo venti minuti, se non di più. Ogni tanto si spegneva e aspettavo qualche minuto prima di riaccenderla, capisci bene la dinamica. Non ho nessuno a farmi le foto mentre fumo e non posso postarle su facebook, che lurida tragedia. Mi sono seduto per terra e ho pensato a me e a qualche altro mio amico. Siamo belli e dovremmo salvare il mondo, e invece siamo quasi depressi. Nel senso buono del termine. E mi sono chiesto dov'era la soluzione, dov'è la soluzione? Non in una ragazza, ovviamente. Da lì ho fatto una digressione, c'erano botta e risposta tutti nel mio cervello fra varie persone che non hanno nomi, tu sai come funziona il mio cervello, dicevo, la digressione riguardava il fatto che non è che perché io scopo o non scopo questo dimostra qualcosa su quanto io sia figo o abbia valore. Anzi, proprio per niente. Non dimostra assolutamente nulla. Né quanto sia figa la ragazza che mi scopo è importante. Ovvio, ci sono dei gusti personali, per tutti è così, ma cosa cambia se ti scopi una modella o una che per te è appena sufficiente? Intendo, se ci stai bene insieme e si scopa bene, etc. Non cambia nulla, anzi è più un qualcosa per cui ci si autoincensa, pensando di essere più fighi se ci si scopa ragazze più fighe. Ma non dipende da quello, non è così. Io potrei non scopare per mesi e comunque ciò non intaccherebbe nulla del mio valore. Questo in tanti non lo capiscono. Per esempio, qualche settimana fa mi sono fatto una ragazza che non è oggettivamente bella per tutti, ma a me piace. Ed è stato bello per quello che è durato. Mi ha fatto un pompino veramente eccezionale e sono rimasto sorpreso perché è stato uno dei migliori della mia vita e infatti qualche giorno dopo mi sono fatto due calcoli e ho capito che effettivamente lei era quella con più esperienza tra tutte quelle che mi sono mai fatto. L'avrà aiutata il fatto di non essersi quasi mai fidanzata. Robe incredibili, ma perché ho detto questo? Ah, la digressione."
"Ti sei perso."
"Sì, mi sono perso. Sempre in quel caso ho avuto delle illuminazioni clamorose. Ho pensato che in tutto il mondo salverei solo due persone e mi prodigherei per rendere felici solo quelle due persone."
"E perché solo due?"
"Perché non basta un bel culo per essere salvate, non basta essere intelligenti, non bastano tante cose. Bisogna usare altri criteri, una mente aperta e anche voglia di essere salvati. Non tutti ce l'hanno."
"E scommetto che io non sono fra queste due. Ma sto cercando di individuarle e solo due, solo due..."
"Pensaci su."
La canna è finita, faccio un ultimo tiro troppo lungo e mi brucio le labbra, bestemmio. Irene ride.
E' una bella serata.
04/08/15
Everything hurts.
Tutto fa male,
dovunque
qualsiasi cosa
provoca un ricordo
un incubo che non finirà.
Tutto fa male,
tutti i film che ho visto
per esserti più vicino
tutte le canzoni che ho evitato
per starti lontano.
Tutto fa male,
ho visto mardou
e le sono andato incontro,
dentro
ero
privo di sensazioni,
sconvolto in quella visione
un'ombra spezzata
e nulla di più.
Ancora mi sveglio
e tutto fa male.
dovunque
qualsiasi cosa
provoca un ricordo
un incubo che non finirà.
Tutto fa male,
tutti i film che ho visto
per esserti più vicino
tutte le canzoni che ho evitato
per starti lontano.
Tutto fa male,
ho visto mardou
e le sono andato incontro,
dentro
ero
privo di sensazioni,
sconvolto in quella visione
un'ombra spezzata
e nulla di più.
Ancora mi sveglio
e tutto fa male.
27/03/15
Blue.
(Uno scritto non mio, ma nessuno lo leggerà mai e pochi lo leggeranno qui e mi piaceva.)
Non conosci me, nè la mia vita.
Nessuno li conosce e nessuno li conoscerà.
Hai chiesto, ho risposto.
Hai ascoltato, ho parlato.
Qui sei tu, e qui sono io.
Forse capisci, ma non capisci.
Forse senti, ma non senti.
Forse tocchi, ma non tocchi.
Cancella. Fuggi. Sii libero.
Graffiami la pelle. Con un coltello.
Fammi uscire. Rompimi. Lacerami. Strozzami.
Fammi sanguinare.
Sii la mia fortuna.
Sii la mia fine.
Sembra vivo. E non saprai mai cosa possano significare le paure.
Lasciami vivere. Non farmi respirare. Rompimi le ossa. Succhiami il sangue.
Resta vivo e fammi uscire. Respira la mia aria.
Strozzami.
Non importa nulla, fammi sanguinare. Svanisci. Scompari.
Sbiadisci. Non pulire.
Lasciami solo libera. Lasciami sanguinare.
Lasciami uscire.
Nessun sacrificio. Nessun orgoglio. Nessuna gioia.
Polvere. Sono libera.
Non conosci me, nè la mia vita.
Nessuno li conosce e nessuno li conoscerà.
Hai chiesto, ho risposto.
Hai ascoltato, ho parlato.
Qui sei tu, e qui sono io.
Forse capisci, ma non capisci.
Forse senti, ma non senti.
Forse tocchi, ma non tocchi.
Cancella. Fuggi. Sii libero.
Graffiami la pelle. Con un coltello.
Fammi uscire. Rompimi. Lacerami. Strozzami.
Fammi sanguinare.
Sii la mia fortuna.
Sii la mia fine.
Sembra vivo. E non saprai mai cosa possano significare le paure.
Lasciami vivere. Non farmi respirare. Rompimi le ossa. Succhiami il sangue.
Resta vivo e fammi uscire. Respira la mia aria.
Strozzami.
Non importa nulla, fammi sanguinare. Svanisci. Scompari.
Sbiadisci. Non pulire.
Lasciami solo libera. Lasciami sanguinare.
Lasciami uscire.
Nessun sacrificio. Nessun orgoglio. Nessuna gioia.
Polvere. Sono libera.
03/01/15
Reverie.
I morti non parlano. A meno che non vengano resuscitati o contattati con una tavoletta ouja, ma, altrimenti, i morti non parlano. Così mi risulta, poi, se vogliamo cambiare le regole, fatemi sapere.
E i tempi non parlano e queste case non parlano.
Noi non siamo bop. Non viviamo negli anni cinquanta e il jazz non ci riempie le orecchie. Non conosciamo quasi nulla di jazz e per questo non abbiamo molto da parlare. Non siamo più quelli che si siedono attorno ad un cerchio inesistente, per terra o sui divani, e parlano di cosa pensano e di come la pensano. Noi stiamo attaccati al cellulare ad aspettare una scarica di endorfine quando abbiamo una notifica da una delle trenta applicazioni che abbiamo installato. Non sono più quei tempi, quei tempi sono morti, mi dice alene. Nulla ha molto più significato, dice, si condivide il letto, si dorme anche insieme, magari, ma non c'è gusto, non è una bella cosa se poi non c'è un minimo di connessione, se non puoi parlare con qualcuno senza alla fine dire nulla. Hai notato che la maggior parte di tutte le canzoni nuove sono veloci? Non abbiamo quelle canzoni lente lente cantate da negri degli anni trenta. E allora dove ci rifugiamo? Dove finiscono quelli come me e te?
E dove si nascondono, chiedo io, mentre sbatto via la cenere della canna che ho tra indice e medio con un tocco del pollice.
E dov'è finito il romanticismo? C'è mai stato davvero? Davvero qualcuno per la prima volta ha fatto l'amore in spiaggia e c'era musica di sottofondo ed erano tutti e due belli e sorridevano piano, lucenti, come se davvero il mondo attorno non esistesse?
Giuro, pensavo di sì, - rispondo - Varie volte è successo che mi sia stato domandato cos'ho fatto di romantico. Non mi ricordo cosa ho risposto. Non ho episodi da ricordare e mi sono chiesto perchè. Ho concluso che è il complesso. Io ho amato. Ho amato delle ragazze ed ho amato i loro difetti. Non c'era niente di più da fare e niente di meno. Sai che ho parlato di amore con elise? Le ho spiegato come la penso e abbiamo parlato delle nostre relazioni, ridendo e scherzando. Poi mi ha detto di avere amato una volta e i suoi occhi si sono velati per un attimo di malinconia. Non stavo per crederci. L'ho quasi toccata, ho quasi messo le mani su quel velo di superficialità che indossiamo tutti e l'ho sollevato per un momento. Un momento solo. E mi ha fatto capire che c'è qualcosa lì sotto. C'è qualcuno. Qui non ti sembra ci sia nessuno. Hai visto qualcuno piangere?
Nessuno, sibila a bassa voce la mia amica.
Non dico che bisogna essere delle robe trasparenti e mostrarsi a tutti, ma c'è la situazione opposta: non ci si apre con nessuno, siamo rimasti ad un livello base di comunicazione e di conseguenza pensiamo di essere circondati da stronzi idioti e magari è anche vero, ma non puoi saperlo finchè non scavi in profondità.
E come risolviamo questo problema? - pensa alene ad alta voce - Aspetta, non me lo dire. Dobbiamo fare noi il primo passo. Ma così? Gratis? E' rischioso, non saprei. Non so se è utile.
La scelta è tua. - dico - Se vuoi continuare così e questi rapporti ti piacciono così e non te ne frega veramente di conoscere qualcuno, continua, nessuno ti ferma. Ognuno ha i suoi desideri, i suoi scopi. Io voglio qualcosa di più e tutte queste chiacchiere inutili mi hanno rotto, sono diventate insopportabili come andare in un club qualsiasi e ballare ubriachi fino alla mattina. Non puoi farlo per sempre, ci vuole novità, ci vuole varietà, è la vita. Dobbiamo ricrearci spesso e smetterla di definirci o di dire "ecco, sono arrivato, ora mi fermo". Mi fermo un cazzo! - e rido e mi alzo in piedi come se dovessi fare un discorso importante, ma in verità ho finito quello che avevo da dire.
Anche la ragazza si alza, mi strappa la torcia dalle mani, la riaccende con un fiammifero, fa due tiri lunghissimi - fuma, ride e quasi urla - Io ho degli hobby! Io ho un milione di hobby e so come metterli in atto e mi sono organizzata con il tempo, io sono viva e questo momento è mio e solo mio!
Sorrido e ricado sul divano e alzo la musica e il brano è The Hunt di Dexter Gordon.
E per un attimo penso che il nirvana sia lì, a portata di mano, nella nostra felicità e nelle nostre risa e nei nostri discorsi da ventenni e nelle nostre gioie, idee e sogni, in noi che oscilliamo sulle punte dei piedi fingendo di essere pugili e di volerci picchiare, in noi che siamo al quarto album di fila ed ormai sono le cinque di mattina e la luce soffusa illumina il soggiorno e quasi potremmo addormentarci e abbiamo gli occhi pesanti, ma domani non ci sono incombenze, non ce ne saranno mai.
E i tempi non parlano e queste case non parlano.
Noi non siamo bop. Non viviamo negli anni cinquanta e il jazz non ci riempie le orecchie. Non conosciamo quasi nulla di jazz e per questo non abbiamo molto da parlare. Non siamo più quelli che si siedono attorno ad un cerchio inesistente, per terra o sui divani, e parlano di cosa pensano e di come la pensano. Noi stiamo attaccati al cellulare ad aspettare una scarica di endorfine quando abbiamo una notifica da una delle trenta applicazioni che abbiamo installato. Non sono più quei tempi, quei tempi sono morti, mi dice alene. Nulla ha molto più significato, dice, si condivide il letto, si dorme anche insieme, magari, ma non c'è gusto, non è una bella cosa se poi non c'è un minimo di connessione, se non puoi parlare con qualcuno senza alla fine dire nulla. Hai notato che la maggior parte di tutte le canzoni nuove sono veloci? Non abbiamo quelle canzoni lente lente cantate da negri degli anni trenta. E allora dove ci rifugiamo? Dove finiscono quelli come me e te?
E dove si nascondono, chiedo io, mentre sbatto via la cenere della canna che ho tra indice e medio con un tocco del pollice.
E dov'è finito il romanticismo? C'è mai stato davvero? Davvero qualcuno per la prima volta ha fatto l'amore in spiaggia e c'era musica di sottofondo ed erano tutti e due belli e sorridevano piano, lucenti, come se davvero il mondo attorno non esistesse?
Giuro, pensavo di sì, - rispondo - Varie volte è successo che mi sia stato domandato cos'ho fatto di romantico. Non mi ricordo cosa ho risposto. Non ho episodi da ricordare e mi sono chiesto perchè. Ho concluso che è il complesso. Io ho amato. Ho amato delle ragazze ed ho amato i loro difetti. Non c'era niente di più da fare e niente di meno. Sai che ho parlato di amore con elise? Le ho spiegato come la penso e abbiamo parlato delle nostre relazioni, ridendo e scherzando. Poi mi ha detto di avere amato una volta e i suoi occhi si sono velati per un attimo di malinconia. Non stavo per crederci. L'ho quasi toccata, ho quasi messo le mani su quel velo di superficialità che indossiamo tutti e l'ho sollevato per un momento. Un momento solo. E mi ha fatto capire che c'è qualcosa lì sotto. C'è qualcuno. Qui non ti sembra ci sia nessuno. Hai visto qualcuno piangere?
Nessuno, sibila a bassa voce la mia amica.
Non dico che bisogna essere delle robe trasparenti e mostrarsi a tutti, ma c'è la situazione opposta: non ci si apre con nessuno, siamo rimasti ad un livello base di comunicazione e di conseguenza pensiamo di essere circondati da stronzi idioti e magari è anche vero, ma non puoi saperlo finchè non scavi in profondità.
E come risolviamo questo problema? - pensa alene ad alta voce - Aspetta, non me lo dire. Dobbiamo fare noi il primo passo. Ma così? Gratis? E' rischioso, non saprei. Non so se è utile.
La scelta è tua. - dico - Se vuoi continuare così e questi rapporti ti piacciono così e non te ne frega veramente di conoscere qualcuno, continua, nessuno ti ferma. Ognuno ha i suoi desideri, i suoi scopi. Io voglio qualcosa di più e tutte queste chiacchiere inutili mi hanno rotto, sono diventate insopportabili come andare in un club qualsiasi e ballare ubriachi fino alla mattina. Non puoi farlo per sempre, ci vuole novità, ci vuole varietà, è la vita. Dobbiamo ricrearci spesso e smetterla di definirci o di dire "ecco, sono arrivato, ora mi fermo". Mi fermo un cazzo! - e rido e mi alzo in piedi come se dovessi fare un discorso importante, ma in verità ho finito quello che avevo da dire.
Anche la ragazza si alza, mi strappa la torcia dalle mani, la riaccende con un fiammifero, fa due tiri lunghissimi - fuma, ride e quasi urla - Io ho degli hobby! Io ho un milione di hobby e so come metterli in atto e mi sono organizzata con il tempo, io sono viva e questo momento è mio e solo mio!
Sorrido e ricado sul divano e alzo la musica e il brano è The Hunt di Dexter Gordon.
E per un attimo penso che il nirvana sia lì, a portata di mano, nella nostra felicità e nelle nostre risa e nei nostri discorsi da ventenni e nelle nostre gioie, idee e sogni, in noi che oscilliamo sulle punte dei piedi fingendo di essere pugili e di volerci picchiare, in noi che siamo al quarto album di fila ed ormai sono le cinque di mattina e la luce soffusa illumina il soggiorno e quasi potremmo addormentarci e abbiamo gli occhi pesanti, ma domani non ci sono incombenze, non ce ne saranno mai.
21/12/14
Ti spiego il perchè del tuo orribile fallimento.
Ti spiego il perchè del tuo orribile fallimento in un post che, con buona probabilità, tu non leggerai mai.
E' bello avere un hobby, è salutare, è importantissimo. Però non devi cagare il cazzo urlando ai quattro venti robe come:
il mio hobby è il più figo di tutti.
se non segui il mio hobby sei una testa di cazzo.
se non segui il mio hobby perchè non hai una lira sei un minchione.
la gente ha hobby di merda.
il mio hobby è l'unico e supremo.
nessuno capisce un cazzo.
il mondo è una merda e nessuno si caga il mio hobby.
E magari l'hobby che hai è pure bello, ma (come faccio a spiegartelo in modo chiaro e semplice?) non devi scartavetrare i maroni di tutti i tuoi conoscenti perchè poi fai la fine che hai fatto: l'hobby salta completamente e tu te lo prendi in culo.
Perchè, poi, il peggio è che tutti si allontanano da te mentre tu vivi in un presente in cui i giorni sono caratterizzati dal trittico di parole "livore, depressione, rassegnazione" e diventi sempre più vecchio, i capelli bianchi sono più di quelli scuri, la faccia ti si incava come una tartaruga centenaria e cominci ad assomigliare ad un tipo che non mangia perchè il tuo hobby non ti dà da mangiare manco per il cazzo e intanto tua moglie si scopa uno/due/tre altri tizi che non pensano al loro hobby come se fosse la cosa principale della vita e tu torni a casa sfatto e sempre più incazzato con il mondo e non scopi neanche mentre lei adduce scuse improbabili a cui tu credi perchè tanto il mondo è una brutta merda e niente va bene, che tragica vita, che tragica morte.
E il lavoro va male e vieni licenziato e tua moglie ti guarda con degli occhi da vipera proiettando su di te anche i suoi fallimenti di casalinga nullafacente e rinfacciandoti che sei un buono a nulla mentre c'è quel tipo che conosce lei che fa il medico, ha 50 anni, ne dimostra 30 e si scopa le ventenni ed ha la barca e due case e la moto e insomma si è realizzato a livelli che tu non vedrai mai.
Ti rifugi ancora di più nel tuo hobby e non hai tempo per niente altro, eviti il contatto con la tua famiglia, cerchi di stare più tempo possibile fuori casa, hai capito che il matrimonio è andato a puttane ed un giorno ti alzi e lei ha deciso di succhiarti quell'ultimo pezzo di anima chiedendo il divorzio e mentre ti fa firmare le carte - perchè tu hai rinunciato a tutto e non hai neanche la forza di reagire - ti dice "lo sai che tua figlia non è tua figlia, vero?" e in quel momento non ci fai caso, ma poi non ci dormi la notte, ci rimugini sopra e pensi di chiedere il test del dna, ma poi a che pro? Se tanto è tutto, tutto, tutto andato a puttane e forse, sotto sotto, già lo sospettavi e quindi capisci che tutta la tua vita è stata una grossa bugia e hai allevato il bimbo di un altro tipo che si è scopato velocemente quella ragazza di cui eri innamorato e poi è fuggito velocemente lasciando te a provvedere come un fesso ai bisogni di una donna incinta che ti ha accalappiato con i sensi di colpa, quando tu pensavi di aver trovato una persona fantastica con cui condividere il futuro, la vita e 'sto cazzo di hobby.
E' bello avere un hobby, è salutare, è importantissimo. Però non devi cagare il cazzo urlando ai quattro venti robe come:
il mio hobby è il più figo di tutti.
se non segui il mio hobby sei una testa di cazzo.
se non segui il mio hobby perchè non hai una lira sei un minchione.
la gente ha hobby di merda.
il mio hobby è l'unico e supremo.
nessuno capisce un cazzo.
il mondo è una merda e nessuno si caga il mio hobby.
E magari l'hobby che hai è pure bello, ma (come faccio a spiegartelo in modo chiaro e semplice?) non devi scartavetrare i maroni di tutti i tuoi conoscenti perchè poi fai la fine che hai fatto: l'hobby salta completamente e tu te lo prendi in culo.
Perchè, poi, il peggio è che tutti si allontanano da te mentre tu vivi in un presente in cui i giorni sono caratterizzati dal trittico di parole "livore, depressione, rassegnazione" e diventi sempre più vecchio, i capelli bianchi sono più di quelli scuri, la faccia ti si incava come una tartaruga centenaria e cominci ad assomigliare ad un tipo che non mangia perchè il tuo hobby non ti dà da mangiare manco per il cazzo e intanto tua moglie si scopa uno/due/tre altri tizi che non pensano al loro hobby come se fosse la cosa principale della vita e tu torni a casa sfatto e sempre più incazzato con il mondo e non scopi neanche mentre lei adduce scuse improbabili a cui tu credi perchè tanto il mondo è una brutta merda e niente va bene, che tragica vita, che tragica morte.
E il lavoro va male e vieni licenziato e tua moglie ti guarda con degli occhi da vipera proiettando su di te anche i suoi fallimenti di casalinga nullafacente e rinfacciandoti che sei un buono a nulla mentre c'è quel tipo che conosce lei che fa il medico, ha 50 anni, ne dimostra 30 e si scopa le ventenni ed ha la barca e due case e la moto e insomma si è realizzato a livelli che tu non vedrai mai.
Ti rifugi ancora di più nel tuo hobby e non hai tempo per niente altro, eviti il contatto con la tua famiglia, cerchi di stare più tempo possibile fuori casa, hai capito che il matrimonio è andato a puttane ed un giorno ti alzi e lei ha deciso di succhiarti quell'ultimo pezzo di anima chiedendo il divorzio e mentre ti fa firmare le carte - perchè tu hai rinunciato a tutto e non hai neanche la forza di reagire - ti dice "lo sai che tua figlia non è tua figlia, vero?" e in quel momento non ci fai caso, ma poi non ci dormi la notte, ci rimugini sopra e pensi di chiedere il test del dna, ma poi a che pro? Se tanto è tutto, tutto, tutto andato a puttane e forse, sotto sotto, già lo sospettavi e quindi capisci che tutta la tua vita è stata una grossa bugia e hai allevato il bimbo di un altro tipo che si è scopato velocemente quella ragazza di cui eri innamorato e poi è fuggito velocemente lasciando te a provvedere come un fesso ai bisogni di una donna incinta che ti ha accalappiato con i sensi di colpa, quando tu pensavi di aver trovato una persona fantastica con cui condividere il futuro, la vita e 'sto cazzo di hobby.
22/10/14
Gyönyörű.
Volevo rimanesse il tuo odore nel letto e forse un po' è rimasto, ma dovevamo sudarci dentro nudi e non l'abbiamo fatto, abbiamo perso un'occasione. Siamo tornati a casa ubriachi persi e ci siamo seduti a fumare, togliendo quasi tutta l'aria alla stanza.
Ci siamo addirittura addormentati mentre ascoltavamo L'album. Non un album qualsiasi, L'album. Eravamo proprio stanchi.
La modella mi guarda negli occhi e mi dice "che dici funzionerà?", e poi, "ti comporti come un bambino".
E' perchè voglio rimanere giovane. E' inutile che fai la donna vissuta se poi non ti sei neanche mai innamorata. "Ah, sì, ma l'amore, l'amore. Nessuno riesce mai a spiegarmi come ci si sente." Io ci provo e lei ribatte: "sì sì, fai tutto quello che devi per un'altra persona e poi cosa? Tanto finisce."
La disillusa. Secondo me i suoi hanno divorziato quando era piccola. Ha queste labbra grandi così grandi che potrebbe mangiarmi. Pericolosa.
Ma io sono d'accordo, in parte. Anche io non voglio sposarmi per poi comprare una casa in cui la camera da letto ha il cesso in una camera dentro la camera dove poi mi metto sul letto ad aspettare che mia moglie si faccia sexy quando si tratta di scopare.
Noi siamo già sexy, noi scopiamo in giacca e cravatta e vestito da sera, noi scopiamo con i dubbi e mentre piangiamo. A noi non ce ne sbatte un cazzo. Che se poi vado a fare un calcolo sono più le volte che ho scopato in macchina che non su di un letto. A parte i posti strani che escono sempre nei giochi alcolici tipo "non ho mai".
Non ho mai scopato in francia, io e i francesi alziamo le birre.
Non ho mai scopato in spagna, io e gli spagnoli alziamo le birre.
Non ho mai tradito la mia ragazza/il mio ragazzo. Bevo da solo.
E chi vi crede.
Sono in una piscina. Sono in una piscina ed ho una bottiglia di plastica con dentro il contenuto di una bottiglia di vino rosso, bevo, beviamo tutti. E' una bella sensazione. Ci lanciamo sugli scivoli, prendiamo le ragazze sulle spalle e le facciamo combattere. Siamo così ubriachi che quando cadono loro veniamo trascinati sott'acqua, rischio di affogare un paio di volte. Penso che se non ho perso ora le lenti a contatto, non le perderò mai più.
C'è una parte della piscina che è semichiusa, ci vanno tutti a limonare, qualcuno esagera infilando le mani nei costumi, sono fuori di me e sento roba tipo "ti piace?", la ragazza risponde "sì, ma ho il ragazzo!". Almeno ora avrà la coscienza a posto, penso. Intanto continua a baciare il tipo.
So già come finisce la serata, so già come finiscono tutte le serate appena arrivo a destinazione. A volte mi immagino dei discorsi schietti e sinceri tra me e i protagonisti delle avventure, tipo:
Urno: "perchè non te la sbatti subito invece di aspettare la fine della serata?"
Tipo A: "c'è tempo, c'è tempo."
Urno: "perchè non salti subito addosso al tipo? Tanto lo sappiamo che te lo vuoi fare."
Tipa A: "ho bisogno dell'alcol così potrò accusare questa povera vodka e non penserò di essere una bagascia qualsiasi, io non sono come le altre."
Urno: "non ti dà fastidio fare il terzo incomodo?"
Tipo B: "ti prego, urno, è l'unica cosa che so fare."
So già come finisce la serata.
Ma poi, perchè non sono ubriaco? Abbiamo bevuto tutti insieme. Tutti barcollano, qualcuno cade a terra, c'è vomito sul tavolino, prendo un taxi e vado a casa.
Ci siamo tutti dipinti la faccia e le braccia, scrivendo stronzate. La serata era tranquilla fino alle due, più o meno, poi tutti hanno cercato di scopare senza pietà. Nessuno si è riuscito a portare una ragazza a casa. Piano piano la sala da ballo si svuotava, via le più fighe finchè non rimanevano solo gli scarti.
Un russo a cui non darei mezza lira sbatte al muro una stangona bionda, io penso "ma che cazzo..." e intanto mi calo un jim beam e butto il bicchiere in mezzo alla pista. Esco fuori di me e ballo come un dannato tentando di capire come CAZZO fanno questi brasiliani a ballare così bene. Ce l'hanno nel sangue, non c'è altra spiegazione. Sono su un altro livello. Si divertono da morire.
Un tipo strano con una maglietta nera si avvicina ad una gnocca mulatta che ha in mano una birra, cominciano a ballare insieme, piroetta, poi lei si mette a strofinargli il culo sul pacco in una maniera assurda, il tutto senza far cadere un goccio di birra, si girano, si guardano negli occhi e ballano con le fronti sudate vicine, la camicia rosa della ragazza è fradicia di chissà quale tipo di drink, chiudono gli occhi e si baciano, il tipo allunga anche le mani, quasi si violentano, si fanno male, si prendono per la nuca mentre si srotolano le lingue in bocca. Io sto volando come un fantasma su questa scena, forse li sto fissando come un pirla, nessuno bada a nessuno. Si staccano per un'altra volta e lei va verso il bagno, lui la aspetta fuori, ma ci vuole troppo tempo e si va a prendere un drink. Torna in sala e trova la stessa mulatta che sta limonando un ciccione brasiliano e scoppia a ridere, io lo guardo e scoppiamo a ridere insieme perchè abbiamo capito che non andrà avanti. Lo perdo nella folla. Lo ritrovo quando vado a prendere la giacca e lui mi mena uno sguardo come per dire "io quello che dovevo fare l'ho fatto", gli do una gentile pacca sulla spalla e mi perdo nella notte.
Ci siamo addirittura addormentati mentre ascoltavamo L'album. Non un album qualsiasi, L'album. Eravamo proprio stanchi.
La modella mi guarda negli occhi e mi dice "che dici funzionerà?", e poi, "ti comporti come un bambino".
E' perchè voglio rimanere giovane. E' inutile che fai la donna vissuta se poi non ti sei neanche mai innamorata. "Ah, sì, ma l'amore, l'amore. Nessuno riesce mai a spiegarmi come ci si sente." Io ci provo e lei ribatte: "sì sì, fai tutto quello che devi per un'altra persona e poi cosa? Tanto finisce."
La disillusa. Secondo me i suoi hanno divorziato quando era piccola. Ha queste labbra grandi così grandi che potrebbe mangiarmi. Pericolosa.
Ma io sono d'accordo, in parte. Anche io non voglio sposarmi per poi comprare una casa in cui la camera da letto ha il cesso in una camera dentro la camera dove poi mi metto sul letto ad aspettare che mia moglie si faccia sexy quando si tratta di scopare.
Noi siamo già sexy, noi scopiamo in giacca e cravatta e vestito da sera, noi scopiamo con i dubbi e mentre piangiamo. A noi non ce ne sbatte un cazzo. Che se poi vado a fare un calcolo sono più le volte che ho scopato in macchina che non su di un letto. A parte i posti strani che escono sempre nei giochi alcolici tipo "non ho mai".
Non ho mai scopato in francia, io e i francesi alziamo le birre.
Non ho mai scopato in spagna, io e gli spagnoli alziamo le birre.
Non ho mai tradito la mia ragazza/il mio ragazzo. Bevo da solo.
E chi vi crede.
Sono in una piscina. Sono in una piscina ed ho una bottiglia di plastica con dentro il contenuto di una bottiglia di vino rosso, bevo, beviamo tutti. E' una bella sensazione. Ci lanciamo sugli scivoli, prendiamo le ragazze sulle spalle e le facciamo combattere. Siamo così ubriachi che quando cadono loro veniamo trascinati sott'acqua, rischio di affogare un paio di volte. Penso che se non ho perso ora le lenti a contatto, non le perderò mai più.
C'è una parte della piscina che è semichiusa, ci vanno tutti a limonare, qualcuno esagera infilando le mani nei costumi, sono fuori di me e sento roba tipo "ti piace?", la ragazza risponde "sì, ma ho il ragazzo!". Almeno ora avrà la coscienza a posto, penso. Intanto continua a baciare il tipo.
So già come finisce la serata, so già come finiscono tutte le serate appena arrivo a destinazione. A volte mi immagino dei discorsi schietti e sinceri tra me e i protagonisti delle avventure, tipo:
Urno: "perchè non te la sbatti subito invece di aspettare la fine della serata?"
Tipo A: "c'è tempo, c'è tempo."
Urno: "perchè non salti subito addosso al tipo? Tanto lo sappiamo che te lo vuoi fare."
Tipa A: "ho bisogno dell'alcol così potrò accusare questa povera vodka e non penserò di essere una bagascia qualsiasi, io non sono come le altre."
Urno: "non ti dà fastidio fare il terzo incomodo?"
Tipo B: "ti prego, urno, è l'unica cosa che so fare."
So già come finisce la serata.
Ma poi, perchè non sono ubriaco? Abbiamo bevuto tutti insieme. Tutti barcollano, qualcuno cade a terra, c'è vomito sul tavolino, prendo un taxi e vado a casa.
Ci siamo tutti dipinti la faccia e le braccia, scrivendo stronzate. La serata era tranquilla fino alle due, più o meno, poi tutti hanno cercato di scopare senza pietà. Nessuno si è riuscito a portare una ragazza a casa. Piano piano la sala da ballo si svuotava, via le più fighe finchè non rimanevano solo gli scarti.
Un russo a cui non darei mezza lira sbatte al muro una stangona bionda, io penso "ma che cazzo..." e intanto mi calo un jim beam e butto il bicchiere in mezzo alla pista. Esco fuori di me e ballo come un dannato tentando di capire come CAZZO fanno questi brasiliani a ballare così bene. Ce l'hanno nel sangue, non c'è altra spiegazione. Sono su un altro livello. Si divertono da morire.
Un tipo strano con una maglietta nera si avvicina ad una gnocca mulatta che ha in mano una birra, cominciano a ballare insieme, piroetta, poi lei si mette a strofinargli il culo sul pacco in una maniera assurda, il tutto senza far cadere un goccio di birra, si girano, si guardano negli occhi e ballano con le fronti sudate vicine, la camicia rosa della ragazza è fradicia di chissà quale tipo di drink, chiudono gli occhi e si baciano, il tipo allunga anche le mani, quasi si violentano, si fanno male, si prendono per la nuca mentre si srotolano le lingue in bocca. Io sto volando come un fantasma su questa scena, forse li sto fissando come un pirla, nessuno bada a nessuno. Si staccano per un'altra volta e lei va verso il bagno, lui la aspetta fuori, ma ci vuole troppo tempo e si va a prendere un drink. Torna in sala e trova la stessa mulatta che sta limonando un ciccione brasiliano e scoppia a ridere, io lo guardo e scoppiamo a ridere insieme perchè abbiamo capito che non andrà avanti. Lo perdo nella folla. Lo ritrovo quando vado a prendere la giacca e lui mi mena uno sguardo come per dire "io quello che dovevo fare l'ho fatto", gli do una gentile pacca sulla spalla e mi perdo nella notte.
12/07/14
Non è possibile.
Somebody keep me.
Sto volando giù dal balcone.
In un attimo chiedo scusa a tutti quelli che devono saperlo.
No, no, meglio non volare.
Mi do degli schiaffi mentali.
Non ci devo pensare.
Non avrebbe senso.
Mi siedo per terra.
Devo parlare con qualcuno.
Sono tutti impegnati, che orari del cazzo scelgo?
Somebody keep me.
Tu pensi che la razionalità possa aiutarti e sovrastare le emozioni? Pensi che sia facile? Pensi che sia innocuo?
Mi si rivolta lo stomaco, mi si chiude la gola, non ruggisco più. E' nel retro della mia mente, cerco di non tirarla fuori. Non ho più l'età per fare certi errori. La gente è pazza e i tempi sono strani, mi interessava, ma le cose sono cambiate. Stiamo vicini, sudati ed io ho una canzone in testa e la canto sempre, "andiamo a vedere le luci?", finchè lei non se ne accorge, ci guardiamo negli occhi, lei abbassa lo sguardo ed io le chiedo se farà rifare l'asfalto per quando tornerò.
Ma, vedi, è mezzanotte e lo sai che è un brutto orario per me, non ho mai dovuto sopportare certe cose. Vi voglio tutti sempre giovani, per il resto fate quello che volete, però rimaniamo qui, rimaniamo qui e non andiamo avanti, su di un letto di morte. Non ci conviene mica? Ragazzi, questo momento è bello. Sto cercando di ricordare un momento più bello. Chiaro nella mente, ma insapore nei sensi. Perchè questo funzionamento del cervello? Altrimenti staremmo a rivivere quei momenti all'infinito e moriremmo di fame e di sete e non penseremmo mai a cose come lavorare. Guardo le mie vecchie foto. Avevo un sorriso diverso? Avevo dei capelli diversi. Ah, ma state tranquilli: col tempo tutti i ricordi diventano belli. Vero. Ma è presto per questo, serve qualche mese.
La luna non c'è.
Non è possibile.
C'è questo passato dietro di me. Il solito. È strano, a momenti neanche mi ricordo la sua faccia. E poi c'è questo futuro: un'estate principalmente in questa città. È strano anche questo. Le persone che vedo, le rivedrò quando? Qua tutti si incontrano per caso. Poi ci sono 4 lauree. Viaggi, festeggiamenti, poi di nuovo viaggi. Un casino. In tutto ciò c'è tutto ciò. Giusto per concludere.
Sto volando giù dal balcone.
In un attimo chiedo scusa a tutti quelli che devono saperlo.
No, no, meglio non volare.
Mi do degli schiaffi mentali.
Non ci devo pensare.
Non avrebbe senso.
Mi siedo per terra.
Devo parlare con qualcuno.
Sono tutti impegnati, che orari del cazzo scelgo?
Somebody keep me.
Tu pensi che la razionalità possa aiutarti e sovrastare le emozioni? Pensi che sia facile? Pensi che sia innocuo?
Mi si rivolta lo stomaco, mi si chiude la gola, non ruggisco più. E' nel retro della mia mente, cerco di non tirarla fuori. Non ho più l'età per fare certi errori. La gente è pazza e i tempi sono strani, mi interessava, ma le cose sono cambiate. Stiamo vicini, sudati ed io ho una canzone in testa e la canto sempre, "andiamo a vedere le luci?", finchè lei non se ne accorge, ci guardiamo negli occhi, lei abbassa lo sguardo ed io le chiedo se farà rifare l'asfalto per quando tornerò.
Ma, vedi, è mezzanotte e lo sai che è un brutto orario per me, non ho mai dovuto sopportare certe cose. Vi voglio tutti sempre giovani, per il resto fate quello che volete, però rimaniamo qui, rimaniamo qui e non andiamo avanti, su di un letto di morte. Non ci conviene mica? Ragazzi, questo momento è bello. Sto cercando di ricordare un momento più bello. Chiaro nella mente, ma insapore nei sensi. Perchè questo funzionamento del cervello? Altrimenti staremmo a rivivere quei momenti all'infinito e moriremmo di fame e di sete e non penseremmo mai a cose come lavorare. Guardo le mie vecchie foto. Avevo un sorriso diverso? Avevo dei capelli diversi. Ah, ma state tranquilli: col tempo tutti i ricordi diventano belli. Vero. Ma è presto per questo, serve qualche mese.
La luna non c'è.
Non è possibile.
C'è questo passato dietro di me. Il solito. È strano, a momenti neanche mi ricordo la sua faccia. E poi c'è questo futuro: un'estate principalmente in questa città. È strano anche questo. Le persone che vedo, le rivedrò quando? Qua tutti si incontrano per caso. Poi ci sono 4 lauree. Viaggi, festeggiamenti, poi di nuovo viaggi. Un casino. In tutto ciò c'è tutto ciò. Giusto per concludere.
01/05/14
Dentro il nulla.
Il cellulare squilla, apro la chiamata ed è gaetano: "allora, vieni al concerto?".
"Sicuro", rispondo, "mi ripeti dov'è il posto?".
Suona in un pub che è praticamente dall'altra parte della città e stasera sono anche senza macchina.
"Ce la farò, ci vediamo lì", gli dico sicuro.
Rimetto il telefono nella tasca e torno al mondo reale, la situazione non è delle migliori.
C'è questa tipa, che conosco a malapena, con un bicchiere pieno di vino in mano che sta urlando contro il suo ragazzo o forse sta cantando, il confine è sottile, e intanto si cala alla goccia tutto il vino e metà bicchiere le cade addosso. Non se ne può fregare di meno. E il ragazzo anche, non se ne frega un cazzo e continua ad andare avanti con una faccia come "ne ho già viste di scene così". Merda.
Prima del concerto ci rilassiamo un attimo a casa del mio esile pusher.
Lo spacciatore fa: "urno, ci penso io alla tua amica!". Intanto il ragazzo della coppia precedente balla con un clown. Il suo clown. La ragazza di prima: ha delle labbra innaturalmente rosse, non usa il rossetto, e la sua faccia è di un bianco cadaverico, è quasi spaventosa, ma allo stesso tempo potrebbe essere attraente per qualcuno. E infatti è lì, fidanzata. Abbiamo cercato di distoglierlo da lei in tutti i modi, e lei ci provava di più di tutti, ma non c'è stato verso. L'amica tamburella con le dita senza unghie sulla batteria che è nel salone. Un'altra tizia ha i capelli neri e sostiene che stiamo facendo troppo casino e che la puzza di fumo rimarrà sulle tende e la polizia arriverà. La solita paranoia. Tutti sul treno pazzo!
Io torno un attimo in me dopo aver fissato lo spacciatore per un'eternità, non se n'è neanche accorto, impegnato a parlare con la mia amica rossa con questo piercing al naso che dovrebbe farla sembrare almeno un anno più grande di quel che è. Non è il suo tipo, non mi preoccupo, ma sono possessivo. Non fiato, non mi va di parlare.
Il ragazzo e la donna-clown ritornano nella stanza, da dove non si sa, e lei prende ad ammorbarlo: "perchè siamo qui? perchè lei è qui?". Anche marika, capelli neri paranoica, tenta di distrarla, ma non riesce ad ottenere nulla.
Bevo vino, due bicchieri di fila per la mia triste gola secca. Lo spaccia mette della musica orribile: semirapper italiani che fanno canzoni pop e smielate, "ti piace, urno?", il meglio che abbia mai sentito, figurati.
"E' ok."
Meno sillabe possibili. Sono un mago delle interazioni sociali. Sono qui per il fumo gratis. Bussano.
E' un ragazzo basso con i dread, sembra sia qui per caso. Avrà sniffato nell'aria e sarà arrivato come un cazzo di cane antidroga che funziona al contrario? Probabile. Si sente fuori posto e si vede. E' venuto per mangiare. Io non sapevo neanche dovessimo mangiare, ma mi metto all'opera e in dieci minuti cuciniamo 3-4 bistecche, ora siamo sette in casa ed io ho fame. Le ragazze no, ovviamente. Tutte a dieta, attente a non prendere un filo di grasso, non sia mai che poi nessuno le trombi più o non cerchi di seguirle in macchina fischiando. Comunque bene così, bistecche per soli uomini. Il rastafariano compra dieci euro di roba e vola via. Il ragazzo è ancora qui, mi chiedo perchè. Mi chiede di farne un'altra. Come me, è qui per fumare e perchè deve tenere d'occhio la ragazza-pagliaccio. Inaffidabile, chi lo mette in dubbio?
Ora c'è silenzio proprio perchè lei è stesa in camera da letto con marika a sfogarsi sul mondo crudele e contro tutte quelle luride zoccole che hanno una figa, il mondo intero. Discorsi sentiti milioni di volte.
Guardo il ragazzo che espira una nube grigia e lui mi guarda di rimando. Stiamo pensando entrambi alla stessa cosa, sarà la telepatia dei drogati gentili.
"Perchè non la lasci qui e vai via?"
Mi risponde con uno sguardo, "non è un'opzione".
"Sei fottuto, ragazzo."
"Ne sono ben conscio."
Vorrei abbracciarlo. Ci siamo solo io e lui nella stanza, il silenzio delle nostre menti. (Dove sono gli altri?) La sua faccia da kamikaze.
Mi giro e guardo un attimo la rossa, non è bella, ma ti sembrerebbe affascinante, e dico al ragazzo "fattela!". "A breve", sibila.
Allora è molto meglio di come sospettavo, bene così. Resto lì ancora un po', poi lascio ognuno con i suoi fantasmi, o i suoi clown, e vado via.
Non ho voglia di salvare nessuno.
Papà non c'è, tuo fratello non c'è, i nonni sono lontani.
Gli angeli hanno la moto ed io ho molta strada da fare.
"Sicuro", rispondo, "mi ripeti dov'è il posto?".
Suona in un pub che è praticamente dall'altra parte della città e stasera sono anche senza macchina.
"Ce la farò, ci vediamo lì", gli dico sicuro.
Rimetto il telefono nella tasca e torno al mondo reale, la situazione non è delle migliori.
C'è questa tipa, che conosco a malapena, con un bicchiere pieno di vino in mano che sta urlando contro il suo ragazzo o forse sta cantando, il confine è sottile, e intanto si cala alla goccia tutto il vino e metà bicchiere le cade addosso. Non se ne può fregare di meno. E il ragazzo anche, non se ne frega un cazzo e continua ad andare avanti con una faccia come "ne ho già viste di scene così". Merda.
Prima del concerto ci rilassiamo un attimo a casa del mio esile pusher.
Lo spacciatore fa: "urno, ci penso io alla tua amica!". Intanto il ragazzo della coppia precedente balla con un clown. Il suo clown. La ragazza di prima: ha delle labbra innaturalmente rosse, non usa il rossetto, e la sua faccia è di un bianco cadaverico, è quasi spaventosa, ma allo stesso tempo potrebbe essere attraente per qualcuno. E infatti è lì, fidanzata. Abbiamo cercato di distoglierlo da lei in tutti i modi, e lei ci provava di più di tutti, ma non c'è stato verso. L'amica tamburella con le dita senza unghie sulla batteria che è nel salone. Un'altra tizia ha i capelli neri e sostiene che stiamo facendo troppo casino e che la puzza di fumo rimarrà sulle tende e la polizia arriverà. La solita paranoia. Tutti sul treno pazzo!
Io torno un attimo in me dopo aver fissato lo spacciatore per un'eternità, non se n'è neanche accorto, impegnato a parlare con la mia amica rossa con questo piercing al naso che dovrebbe farla sembrare almeno un anno più grande di quel che è. Non è il suo tipo, non mi preoccupo, ma sono possessivo. Non fiato, non mi va di parlare.
Il ragazzo e la donna-clown ritornano nella stanza, da dove non si sa, e lei prende ad ammorbarlo: "perchè siamo qui? perchè lei è qui?". Anche marika, capelli neri paranoica, tenta di distrarla, ma non riesce ad ottenere nulla.
Bevo vino, due bicchieri di fila per la mia triste gola secca. Lo spaccia mette della musica orribile: semirapper italiani che fanno canzoni pop e smielate, "ti piace, urno?", il meglio che abbia mai sentito, figurati.
"E' ok."
Meno sillabe possibili. Sono un mago delle interazioni sociali. Sono qui per il fumo gratis. Bussano.
E' un ragazzo basso con i dread, sembra sia qui per caso. Avrà sniffato nell'aria e sarà arrivato come un cazzo di cane antidroga che funziona al contrario? Probabile. Si sente fuori posto e si vede. E' venuto per mangiare. Io non sapevo neanche dovessimo mangiare, ma mi metto all'opera e in dieci minuti cuciniamo 3-4 bistecche, ora siamo sette in casa ed io ho fame. Le ragazze no, ovviamente. Tutte a dieta, attente a non prendere un filo di grasso, non sia mai che poi nessuno le trombi più o non cerchi di seguirle in macchina fischiando. Comunque bene così, bistecche per soli uomini. Il rastafariano compra dieci euro di roba e vola via. Il ragazzo è ancora qui, mi chiedo perchè. Mi chiede di farne un'altra. Come me, è qui per fumare e perchè deve tenere d'occhio la ragazza-pagliaccio. Inaffidabile, chi lo mette in dubbio?
Ora c'è silenzio proprio perchè lei è stesa in camera da letto con marika a sfogarsi sul mondo crudele e contro tutte quelle luride zoccole che hanno una figa, il mondo intero. Discorsi sentiti milioni di volte.
Guardo il ragazzo che espira una nube grigia e lui mi guarda di rimando. Stiamo pensando entrambi alla stessa cosa, sarà la telepatia dei drogati gentili.
"Perchè non la lasci qui e vai via?"
Mi risponde con uno sguardo, "non è un'opzione".
"Sei fottuto, ragazzo."
"Ne sono ben conscio."
Vorrei abbracciarlo. Ci siamo solo io e lui nella stanza, il silenzio delle nostre menti. (Dove sono gli altri?) La sua faccia da kamikaze.
Mi giro e guardo un attimo la rossa, non è bella, ma ti sembrerebbe affascinante, e dico al ragazzo "fattela!". "A breve", sibila.
Allora è molto meglio di come sospettavo, bene così. Resto lì ancora un po', poi lascio ognuno con i suoi fantasmi, o i suoi clown, e vado via.
Non ho voglia di salvare nessuno.
Papà non c'è, tuo fratello non c'è, i nonni sono lontani.
Gli angeli hanno la moto ed io ho molta strada da fare.
03/02/14
Il mio secondo posto in paradiso.
Presente. Ho voglia di scrivere e non ho il pc. Questo che leggi sta venendo ricopiato in fretta da un block notes. Mio padre ha l'influenza ed è gennaio. Anch'io l'ho avuta a gennaio, tre anni fa. Leggevo trainspotting e tremavo nel letto. Avevo comprato un bel po' di libri che ora sono tutti sullo scaffale sopra il letto. C'era anche "i sotterranei" di kerouac, leggilo. Parla della sua storia con una nera, mardou. E' una storia vera. La tipa ha anche ricopiato a macchina il manoscritto di queer di burroughs, libro che ho appena finito di leggere. Era un mondo piccolo. Mi ricorda il numero che faccio su bowie, sul suo mettere il cazzo dappertutto: ha prodotto iggy pop, ha scritto gran parte della musica di the idiot, ci ha fatto qualche live insieme. Ha aiutato lou reed con trasformer: se ascolti i cori finali sullo sfondo di satellite of love, riesci a sentire la voce di bowie. Due mondi vicini, dove tutti si conoscono. Come la mia città. Come quelli che leggono di straforo il blog e lo interpretano a cazzo giusto per commentare la mia eventuale pazzia, prima di...oh no, questo non posso dirlo. E' un reato. Torniamo ai libri. Quando li comprai, beccai un'amica fuori dalla libreria. Avevamo ricominciato a sentirci da poco, dopo un lieve dissidio. Era dicembre ed ero "tutto contento" a detta sua.
Passato. Il tizio ha i capelli lunghi e fuma una sigaretta, saluto tutti nella stanza e infine lui.
Ci presentiamo:
"felix."
"eddy."
Mi stringe la mano forte come se dovesse dimostrarmi qualcosa. Gente che sta attenta a certi particolari. Ma, tranquillo ragazzo, lo so che sei un bel ribelle e ti scoperai qualche figa dignitosa, ma quello con il bottino pieno sono io. Io non devo stringerti la mano per farti capire che sono un duro. Siamo tutti abituati a giudicare da particolari del cazzo, insignificanti vibrazioni provenienti da altri esseri.
"guarda la piega del pantalone del sindaco."
"e come mi ha dato la mano! era moscia!"
Non c'è nulla di male, ma poi finiamo a curare dettagli stupidi perdendoci tempo come donne allo specchio. Un'ora per sistemarsi la faccia e poi escono dicendo che non vogliono mica farsi rimorchiare, loro. Giusto.
Futuro. Ora, davvero volevo solo una birra con questa tipa, null'altro. Ok, non che non abbia messo in conto di abusare del suo corpo entro la fine di quest'anno, ma oggi sono in versione, incredibile per me, "conosciamoci, sentiamo cosa hai da dire". E proprio per questo risulto più naturale, più liscio. Faccio un po' di numeri con qualche storiella divertente, lei ogni tanto ride. Il locale è vuoto e siamo seduti vicino ad un tavolino con davanti mezza pinta a testa. Finisce a parlarmi di un paio di vecchie relazioni, dell'amante, del ragazzo, giusto per farmi capire che è desiderabile. "Non lo sei tu" penso "è quella cosa che hai lì sotto". La accompagno a casa.
Presente. Ora sto lavorando al mio secondo posto in paradiso, non so con quanta percentuale di successo. Il mio secondo posto in paradiso! Non vedevo l'ora di ottenerlo, l'insindacabile bontà di felix paga, prima o poi. Effettivamente non faccio nulla per migliorare il mondo, oltre all'essere presente fisicamente, e solo fisicamente. Non sto parlando con te, parlo con qualche rimasuglio del tuo cervello, non è difficile. Pare che basti, nella maggior parte dei casi. Non faccio assolutamente nulla, ma tutti vedono dietro i miei occhi milioni di ingranaggi che si muovono perfetti e precisi. La verità è che sto pensando alle mie vite future e passate, a come fare senza i pesetti da mezzo chilo, a quante flessioni fare il giorno dopo. A com'è interessante farsi scandire la vita dalla palestra e dalla cyclette, mi rilassa. Prenderei volentieri dieci chili di muscoli. Prendo le scarpe da ginnastica e intravedo le converse. Voglio che torni la primavera. Intanto lei dorme da dieci ore, è molto stanca, ma ce l'ha fatta. Anch'io ce l'ho fatta. Apro la vodka alla mela verde e facciamo un brindisi, fuori è buio, ma per me il sole splende. Sono felice e non riuscirei neanche a spiegarvelo, siete tutti tristi e cercate di fingere di essere a vostro agio. Molti pensano che non sia vero, ma io vi ammazzerei volentieri.
Così, per sfizio.
Passato. Nel passato mi assumo le colpe degli altri perchè penso che sia mio dovere farlo quando gli altri sono a terra. Tu non ce la fai e io porto il tuo masso. Tutti si fidano di me e pensano che io sia la soluzione. Mi chiamano "senti, noi non riusciamo a fare un cazzo assoluto, TU INVECE...".
E tu pensi "wow, che grosse responsabilità per un bimbo appena nato come me, che potere incredibile ho tra le mani". Invece nelle mani l'unica cosa che puoi tenere è il tuo cazzo. A volte neanche quello.
Quello che fai non ha nessuna utilità: ognuno vive la sua vita e siamo tutti soli con le nostre emozioni. Piatti nel portare avanti noi stessi.
Passato. Il tizio ha i capelli lunghi e fuma una sigaretta, saluto tutti nella stanza e infine lui.
Ci presentiamo:
"felix."
"eddy."
Mi stringe la mano forte come se dovesse dimostrarmi qualcosa. Gente che sta attenta a certi particolari. Ma, tranquillo ragazzo, lo so che sei un bel ribelle e ti scoperai qualche figa dignitosa, ma quello con il bottino pieno sono io. Io non devo stringerti la mano per farti capire che sono un duro. Siamo tutti abituati a giudicare da particolari del cazzo, insignificanti vibrazioni provenienti da altri esseri.
"guarda la piega del pantalone del sindaco."
"e come mi ha dato la mano! era moscia!"
Non c'è nulla di male, ma poi finiamo a curare dettagli stupidi perdendoci tempo come donne allo specchio. Un'ora per sistemarsi la faccia e poi escono dicendo che non vogliono mica farsi rimorchiare, loro. Giusto.
Futuro. Ora, davvero volevo solo una birra con questa tipa, null'altro. Ok, non che non abbia messo in conto di abusare del suo corpo entro la fine di quest'anno, ma oggi sono in versione, incredibile per me, "conosciamoci, sentiamo cosa hai da dire". E proprio per questo risulto più naturale, più liscio. Faccio un po' di numeri con qualche storiella divertente, lei ogni tanto ride. Il locale è vuoto e siamo seduti vicino ad un tavolino con davanti mezza pinta a testa. Finisce a parlarmi di un paio di vecchie relazioni, dell'amante, del ragazzo, giusto per farmi capire che è desiderabile. "Non lo sei tu" penso "è quella cosa che hai lì sotto". La accompagno a casa.
Presente. Ora sto lavorando al mio secondo posto in paradiso, non so con quanta percentuale di successo. Il mio secondo posto in paradiso! Non vedevo l'ora di ottenerlo, l'insindacabile bontà di felix paga, prima o poi. Effettivamente non faccio nulla per migliorare il mondo, oltre all'essere presente fisicamente, e solo fisicamente. Non sto parlando con te, parlo con qualche rimasuglio del tuo cervello, non è difficile. Pare che basti, nella maggior parte dei casi. Non faccio assolutamente nulla, ma tutti vedono dietro i miei occhi milioni di ingranaggi che si muovono perfetti e precisi. La verità è che sto pensando alle mie vite future e passate, a come fare senza i pesetti da mezzo chilo, a quante flessioni fare il giorno dopo. A com'è interessante farsi scandire la vita dalla palestra e dalla cyclette, mi rilassa. Prenderei volentieri dieci chili di muscoli. Prendo le scarpe da ginnastica e intravedo le converse. Voglio che torni la primavera. Intanto lei dorme da dieci ore, è molto stanca, ma ce l'ha fatta. Anch'io ce l'ho fatta. Apro la vodka alla mela verde e facciamo un brindisi, fuori è buio, ma per me il sole splende. Sono felice e non riuscirei neanche a spiegarvelo, siete tutti tristi e cercate di fingere di essere a vostro agio. Molti pensano che non sia vero, ma io vi ammazzerei volentieri.
Così, per sfizio.
Passato. Nel passato mi assumo le colpe degli altri perchè penso che sia mio dovere farlo quando gli altri sono a terra. Tu non ce la fai e io porto il tuo masso. Tutti si fidano di me e pensano che io sia la soluzione. Mi chiamano "senti, noi non riusciamo a fare un cazzo assoluto, TU INVECE...".
E tu pensi "wow, che grosse responsabilità per un bimbo appena nato come me, che potere incredibile ho tra le mani". Invece nelle mani l'unica cosa che puoi tenere è il tuo cazzo. A volte neanche quello.
Quello che fai non ha nessuna utilità: ognuno vive la sua vita e siamo tutti soli con le nostre emozioni. Piatti nel portare avanti noi stessi.
20/01/14
Sociopatici.
Penso che mi piacerebbe torturare qualcuno.
Non qualcuno che non lo meriti, però, toglierebbe via il godimento.
Solo qualcuno che se lo merita, un assassino, o qualcuno che mi stia particolarmente sul cazzo.
Magari negro.
Ci penso spesso.
Ho contratto l'AIDS sei anni e mezzo fa mentre lavoravo nella sicurezza di un istituto psichiatrico.
Ora cerco solo lavori part time da rivenditori di cibo, mi masturbo e vengo sul cibo e mischio il mio sangue ai drink, etc.
Niente ha più effetto su di me.
Invero, mi soddisfa il fatto che la razza umana continui sul suo percorso sconvolto che sono state le centinaia di anni della sua evoluzione. Quando qualcuno muore, è solo un altro corpo nella fossa, un altro essere che soccombe alla sua fine.
Non me n'è mai fregato molto della gente. Non sono un manipolatore o altro, semplicemente non mi piace la gente, per nulla. La odio, ed odio essere in posti dove c'è gente. Mi annoiano da morire e alla fine non hanno nulla da offrire. Ho anche un ego enorme, ma sto cercando di mandarlo a fanculo, così come per le cose materiali che servono solo a rendermi la vita più difficile alla lunga.
Posso essere felice, da solo, nella mia testa, e spesso lo sono. I miei "amici" pensano io sia fottutamente pazzo e ci stiamo distaccando al punto che non sono affatto miei amici. Non me ne frega della gente e della loro vita. Comunque, mi importa parecchio degli animali, se può significarvi qualcosa. Non so perchè. Sento che non hanno l'intelligenza o l'intenzione di essere avari e non si rompono i coglioni tra di loro come facciamo tra di noi. Mi hanno diagnosticato un disturbo antisociale di personalità, ma non mi piace questo titolo. Certo, lo sono. Ma sento che sia un termine che copre troppe cose. Un po' come la schizofrenia. Ma non me ne frega un cazzo di nessun altro. Merda, non me ne frega nulla neanche di me stesso e mi drogo e faccio altre cose che distruggono la mia vita. Ho sempre avuto voti di merda a scuola, per mancanza di motivazione e sono stato licenziato da svariati lavori. Non so qual è il mio posto.
Ho anche rubato roba da sempre, ho rubato soldi, ma mentre crescevo ho smesso di rubare stronzate. Non valeva la pena rubare cose che valevano dieci dollari. Ho cominciato a frodare la gente, sono stato arrestato e dopo di quello ho cominciato a creare droghe illegali e tutte quelle stronzate. E' successo quando avevo più o meno 13 anni, ho creato il mio alcol. Ho smesso quando ho cominciato a rubare alcol da un negozio di liquori. A questo punto ho cominciato ad interessarmi della droga. So che sto andando verso una brutta brutta strada, e probabilmente, finirò morto o in galera, ma, di nuovo, non me ne frega un cazzo di me stesso. So le conseguenze e penso che siano giuste. Credo che chiunque abbia il diritto di fare tutto quello che voglia purchè sia pronto ad accettarne le conseguenze, e questa, amico mio, è libertà.
A volte vorrei relazionarmi con la gente e dargli valore. Vorrei essere contento, ma, per tutta la vita, anche se ho avuto una famiglia che si è sempre presa cura di me, ho sempre sentito come se fossi andato avanti completamente solo. Come se non ci fosse nessun altro, oltre a me, di cui mi possa fidare.
Apatico, egoista e antisociale + adattivo = sociopatico adattivo
Apatico, egoista e antisociale + di sani principi = sociopatico con sani principi
Apatico e antisociale = personalità antisociale
Presuntuoso con uno dei precedenti = personalità narcisistica
Non qualcuno che non lo meriti, però, toglierebbe via il godimento.
Solo qualcuno che se lo merita, un assassino, o qualcuno che mi stia particolarmente sul cazzo.
Magari negro.
Ci penso spesso.
Ho contratto l'AIDS sei anni e mezzo fa mentre lavoravo nella sicurezza di un istituto psichiatrico.
Ora cerco solo lavori part time da rivenditori di cibo, mi masturbo e vengo sul cibo e mischio il mio sangue ai drink, etc.
Niente ha più effetto su di me.
Invero, mi soddisfa il fatto che la razza umana continui sul suo percorso sconvolto che sono state le centinaia di anni della sua evoluzione. Quando qualcuno muore, è solo un altro corpo nella fossa, un altro essere che soccombe alla sua fine.
Non me n'è mai fregato molto della gente. Non sono un manipolatore o altro, semplicemente non mi piace la gente, per nulla. La odio, ed odio essere in posti dove c'è gente. Mi annoiano da morire e alla fine non hanno nulla da offrire. Ho anche un ego enorme, ma sto cercando di mandarlo a fanculo, così come per le cose materiali che servono solo a rendermi la vita più difficile alla lunga.
Posso essere felice, da solo, nella mia testa, e spesso lo sono. I miei "amici" pensano io sia fottutamente pazzo e ci stiamo distaccando al punto che non sono affatto miei amici. Non me ne frega della gente e della loro vita. Comunque, mi importa parecchio degli animali, se può significarvi qualcosa. Non so perchè. Sento che non hanno l'intelligenza o l'intenzione di essere avari e non si rompono i coglioni tra di loro come facciamo tra di noi. Mi hanno diagnosticato un disturbo antisociale di personalità, ma non mi piace questo titolo. Certo, lo sono. Ma sento che sia un termine che copre troppe cose. Un po' come la schizofrenia. Ma non me ne frega un cazzo di nessun altro. Merda, non me ne frega nulla neanche di me stesso e mi drogo e faccio altre cose che distruggono la mia vita. Ho sempre avuto voti di merda a scuola, per mancanza di motivazione e sono stato licenziato da svariati lavori. Non so qual è il mio posto.
Ho anche rubato roba da sempre, ho rubato soldi, ma mentre crescevo ho smesso di rubare stronzate. Non valeva la pena rubare cose che valevano dieci dollari. Ho cominciato a frodare la gente, sono stato arrestato e dopo di quello ho cominciato a creare droghe illegali e tutte quelle stronzate. E' successo quando avevo più o meno 13 anni, ho creato il mio alcol. Ho smesso quando ho cominciato a rubare alcol da un negozio di liquori. A questo punto ho cominciato ad interessarmi della droga. So che sto andando verso una brutta brutta strada, e probabilmente, finirò morto o in galera, ma, di nuovo, non me ne frega un cazzo di me stesso. So le conseguenze e penso che siano giuste. Credo che chiunque abbia il diritto di fare tutto quello che voglia purchè sia pronto ad accettarne le conseguenze, e questa, amico mio, è libertà.
A volte vorrei relazionarmi con la gente e dargli valore. Vorrei essere contento, ma, per tutta la vita, anche se ho avuto una famiglia che si è sempre presa cura di me, ho sempre sentito come se fossi andato avanti completamente solo. Come se non ci fosse nessun altro, oltre a me, di cui mi possa fidare.
Apatico, egoista e antisociale + adattivo = sociopatico adattivo
Apatico, egoista e antisociale + di sani principi = sociopatico con sani principi
Apatico e antisociale = personalità antisociale
Presuntuoso con uno dei precedenti = personalità narcisistica
18/08/13
Un iceberg col cazzo.
Ecco una massa di coglioni piangenti impilata a dovere in un tumblr per la nostra comodità, gioia e ludibrio.
http://marinaabramovicmademecry.tumblr.com/
Per i piccoli froci che nel 2013 si ostinano a non conoscere l'inglese, ecco cosa vi dice il traduttore di google al riguardo:
"Ritratti scattate durante la mostra del MoMA (Museum of Modern Art) di performance artist "Marina Abramovic: The Artist Is Present". Abramović si siede a un tavolo, in silenzio, e gli ospiti del museo può sedersi di fronte a lei e guardare.
Alcune persone non in grado di gestire il calore."
Da gustare con una canzone ad hoc che vi propongo qui di seguito.
http://marinaabramovicmademecry.tumblr.com/
Per i piccoli froci che nel 2013 si ostinano a non conoscere l'inglese, ecco cosa vi dice il traduttore di google al riguardo:
"Ritratti scattate durante la mostra del MoMA (Museum of Modern Art) di performance artist "Marina Abramovic: The Artist Is Present". Abramović si siede a un tavolo, in silenzio, e gli ospiti del museo può sedersi di fronte a lei e guardare.
Alcune persone non in grado di gestire il calore."
Da gustare con una canzone ad hoc che vi propongo qui di seguito.
26/06/13
A lume di cannetta.
Tu puoi anche non conoscere URNO, ma lui conosce te.
E tu puoi essere anche a settecento chilometri dalla sua residenza, ma a lui stai sul cazzo già.
Lui ti odia nel novanta per cento dei casi.
La gente mi fa schifo, mi fa ribrezzo.
Mi disgusta.
Tutta questa gente a camminare per strada come se non fosse nulla, a parlare, a blaterare parole di cui non conoscono il significato, a sfornare figli come se fosse mangiare un gelato, a non vivere di illusioni, a morire ad ogni respiro.
Siete orribili. E disgustosi.
Urno vi odia a prescindere, che voi esistiate o meno.
E troverà difetti in voi e ragioni per disprezzarvi, sempre.
Non ci credete?
Partiamo dai mille amici di un qualsiasi stronzo su facebook.
Troione psicopatico.
Troia emo.
Troia tagliavene.
Orfano pelato e triste.
Simpaticone coglione con gli occhiali cerchiati come lennon.
Ahahhahhahhah, su questo non mi esprimo, sarebbe come fucilare un morto.
Poverina questa, va in giro come se non fosse eccessivamente brutta.
La ninfomane, va benissimo.
Oh lui, pezzo di merda frocio a cui auguro una morte sempiterna.
Lurido ingrifato che ci prova con tutte.
Pazza troia grezza che si tinge i capelli ogni due giorni.
Cogliona che si è divertita a fare la lesbica finchè un gran bel cazzo non l'ha convinta.
Pirla che si crede intelligente come un furetto zoppo.
Nullafacente hipster alternativissima donna vogliosa di pene.
Vabbè, questa è un'idiota patentata.
Poverino questo è un ragazzo represso sessualmente e mi sta pure simpatico.
Questa era carina due anni fa ed ora è peggiorata in maniera incredibile.
Coglionazzo che vuole fare il trentenne a diciotto anni.
Il solito famoso ciccione.
Questa era una giovane promessa ed è diventata una troietta brutta qualunque.
Altra che gioca a fare la bisex.
Comunistella che ama le canne.
Disperata con tette appese.
Tristissimo tizio che vuole fare il metallaro.
Ciotta che si fa le foto solo in faccia.
Ancora con i capelli tinti di colori improbabili ad una certa età? Eh cazzo.
Tu morirai.
Stronza cornuta.
Capelli da emo dopo che la moda è passata da cinque fottuti anni.
Ancora con queste pose di merda, mani in faccia.
Ecco un'altra merdina con gli occhiali cerchiati che cerca di fare il simpaticone.
AAAAAAAAAAAAAH. Porca puttana, la cosa/ragazza più brutta mai partorita.
Caso perso, rifiuto della società.
Tipico ragazzo orrendo che non mette MAI una sua foto.
Lesbica per gioco da anni.
La piccola succhiacazzi moralista.
I baffetti a diciotto anni, porco dio ripigliati, coglione.
Poveraccia, sarà già dura uscire di casa.
Questo è una malattia.
Questa era amica del feticista suicida.
Questo è una merda che si è messo con la ex del suo migliore amico, sparati nel culo.
Minchia come sei ingrassata figlia mia.
Cazzo mi guardi con questa faccia da disperata se sei al mare? SESSANTA MI PIACE, così, gratis.
Lo spacciatore uomo di famiglia, foto con i genitori e tutti vestiti bene, come no.
Moralizzami 'sto cazzo, ipocrita.
Posa da hipster, labbra un po' sollevate come per dire "eh, sai, io sono così".
Questo ha 28 anni e non troverà mai lavoro.
Comunistone ufficiale.
Questa cercava il principe azzurro e si ritrova con 'sto sgorbio, saranno calati gli standard.
Poveraccio, tromberà solo a pagamento.
Famosissima troia in sovrappeso.
Oh lui, tutti lo volevano ed ora è nel dimenticatoio.
Ahr ahr, questo l'ho minacciato con cattiveria.
Vedi com'è contenta di essersi presa le corna? Un sorrisone.
Ricicliamoci dj, magari funziona.
Ah, la ragazza che si voleva suicidare e per compensare ha succhiato cazzi, come dimenticarla.
Il brutto batterista.
Eminentissima puttana.
Cazzo alzi il sopracciglio, merda di cane.
Piccoli drogati crescono.
IL FEDORA IN ITALIA, NO, CRISTO.
E tu puoi essere anche a settecento chilometri dalla sua residenza, ma a lui stai sul cazzo già.
Lui ti odia nel novanta per cento dei casi.
La gente mi fa schifo, mi fa ribrezzo.
Mi disgusta.
Tutta questa gente a camminare per strada come se non fosse nulla, a parlare, a blaterare parole di cui non conoscono il significato, a sfornare figli come se fosse mangiare un gelato, a non vivere di illusioni, a morire ad ogni respiro.
Siete orribili. E disgustosi.
Urno vi odia a prescindere, che voi esistiate o meno.
E troverà difetti in voi e ragioni per disprezzarvi, sempre.
Non ci credete?
Partiamo dai mille amici di un qualsiasi stronzo su facebook.
Troione psicopatico.
Troia emo.
Troia tagliavene.
Orfano pelato e triste.
Simpaticone coglione con gli occhiali cerchiati come lennon.
Ahahhahhahhah, su questo non mi esprimo, sarebbe come fucilare un morto.
Poverina questa, va in giro come se non fosse eccessivamente brutta.
La ninfomane, va benissimo.
Oh lui, pezzo di merda frocio a cui auguro una morte sempiterna.
Lurido ingrifato che ci prova con tutte.
Pazza troia grezza che si tinge i capelli ogni due giorni.
Cogliona che si è divertita a fare la lesbica finchè un gran bel cazzo non l'ha convinta.
Pirla che si crede intelligente come un furetto zoppo.
Nullafacente hipster alternativissima donna vogliosa di pene.
Vabbè, questa è un'idiota patentata.
Poverino questo è un ragazzo represso sessualmente e mi sta pure simpatico.
Questa era carina due anni fa ed ora è peggiorata in maniera incredibile.
Coglionazzo che vuole fare il trentenne a diciotto anni.
Il solito famoso ciccione.
Questa era una giovane promessa ed è diventata una troietta brutta qualunque.
Altra che gioca a fare la bisex.
Comunistella che ama le canne.
Disperata con tette appese.
Tristissimo tizio che vuole fare il metallaro.
Ciotta che si fa le foto solo in faccia.
Ancora con i capelli tinti di colori improbabili ad una certa età? Eh cazzo.
Tu morirai.
Stronza cornuta.
Capelli da emo dopo che la moda è passata da cinque fottuti anni.
Ancora con queste pose di merda, mani in faccia.
Ecco un'altra merdina con gli occhiali cerchiati che cerca di fare il simpaticone.
AAAAAAAAAAAAAH. Porca puttana, la cosa/ragazza più brutta mai partorita.
Caso perso, rifiuto della società.
Tipico ragazzo orrendo che non mette MAI una sua foto.
Lesbica per gioco da anni.
La piccola succhiacazzi moralista.
I baffetti a diciotto anni, porco dio ripigliati, coglione.
Poveraccia, sarà già dura uscire di casa.
Questo è una malattia.
Questa era amica del feticista suicida.
Questo è una merda che si è messo con la ex del suo migliore amico, sparati nel culo.
Minchia come sei ingrassata figlia mia.
Cazzo mi guardi con questa faccia da disperata se sei al mare? SESSANTA MI PIACE, così, gratis.
Lo spacciatore uomo di famiglia, foto con i genitori e tutti vestiti bene, come no.
Moralizzami 'sto cazzo, ipocrita.
Posa da hipster, labbra un po' sollevate come per dire "eh, sai, io sono così".
Questo ha 28 anni e non troverà mai lavoro.
Comunistone ufficiale.
Questa cercava il principe azzurro e si ritrova con 'sto sgorbio, saranno calati gli standard.
Poveraccio, tromberà solo a pagamento.
Famosissima troia in sovrappeso.
Oh lui, tutti lo volevano ed ora è nel dimenticatoio.
Ahr ahr, questo l'ho minacciato con cattiveria.
Vedi com'è contenta di essersi presa le corna? Un sorrisone.
Ricicliamoci dj, magari funziona.
Ah, la ragazza che si voleva suicidare e per compensare ha succhiato cazzi, come dimenticarla.
Il brutto batterista.
Eminentissima puttana.
Cazzo alzi il sopracciglio, merda di cane.
Piccoli drogati crescono.
IL FEDORA IN ITALIA, NO, CRISTO.
Il cappello si chiama fedora.
Quanti cazzo di amici ha questo? Basta.
Devo smetterla di fare danni.
04/05/13
I nemici sono vicini.
Questo è per te che leggi, proprio tu, proprio per te. Personale.
FUCK YOU.
Mi siedo sulla panchina, mi rilasso, apro la lattina di gordon. Il mio amico sta già bevendo una tennent's e resta in piedi, indeciso.
E' più basso di me e già questo dovrebbe dargli fuoco all'autostima, ma non è un brutto ragazzo. Non volevo interazioni umane, ma avevo bisogno di uscire e bere e farlo da solo non mi ispira, piuttosto mi ascolto i problemi mentali e fattuali di altri coglioni come me.
"Urno, non sono innamorato, è un altro sentimento."
"Come no. Senti le farfalle nello stomaco?"
"E' diverso."
"Le dedichi canzoni? Ti masturbi immaginandotela nuda? Hai polluzioni notturne più frequenti del solito?"
Sono a volte insopportabile.
Lui tiene duro e butta giù due sorsi, per fortuna siamo attrezzati con altre tre birre ed una qualche sottomarca di whiskey e della coca.
"No, seriamente, questa mi piace. Non voglio bruciarmela subito, non so come muovermi."
Il posto non è affollato, ma passa una che mi ha dato un due di picche cinque o sei anni fa insieme alla sua orribile migliore amica che sembra un misto tra un palo ricoperto di piscio e un carlino. Lei è ancora una gran figa, ma ha sempre peccato di tette e ricordo sorridendo il fatto che avesse le braccia ricoperte di felici peli biondi. Cristo. Sorrido ancora di più e ingollo la birra.
Anche lui si gira a guardarle il culo ricoperto da un vestito celeste con dei brillantini o dio sa cazzo cosa.
"Bella eh?"
"Fattibile."
"Allora ti piacerà questa storia: svariati anni fa andavo dietro a quella stronza, siamo usciti varie volte e mi ha presentato un milione di sue amiche, qualcuna era anche relativamente figa. Ricordo in particolare una con una quarta non indifferente che, però, mi venne sconsigliata, pare fosse pazza, oh, mi sto dilungando. Tornando a quell'epoca, avevo i capelli corti ed ero un mezzo coglione, più di quanto non lo sia oggi."
"Mm mh."
"Ero riuscito ad avere il suo numero di telefono, di casa, bada, non c'erano questi telefoni cellulari o facebook a facilitare le cose. La chiamai dal nulla più assoluto, ok, ci conoscevamo di vista già prima, e le dissi: ehi bla bla bla, sono io, ti ricordi, vuoi uscire con me? E lei accettò. Minchia. Che conquista. Per farla breve mi dichiarai dopo un mese di uscite e lei cominciò con la solita solfa del "è meglio se restiamo amici", lì me ne andai in un nanosecondo."
"Morale della storia?"
"Morale della storia: ora quella è una troia che ha la figa scoperchiata come un vulcano ed io sono qui con le palle in mano e ogni tanto penso che mi sarebbe piaciuto scoparmela, perciò smettila con queste puttanate del sentimento, del rincoglionimento, del fatto che lei è, lei è. Lei è un cazzo. Guardami negli occhi quando parlo, frocetto e ripeti con me "lei è un cazzo". Piuttosto scopati quella gnocca con cui ti vedi sempre."
"Mannò, è un'amica."
"Meglio."
"No, quella è una situazione complicata."
"E' complicata un cazzo, fossi in te l'avrei stantuffata così forte che avrebbe perso i capelli, le sarei venuto in mezzo agli occhi e le avrei schiaffeggiato il culo fino a farle uscire i lividi."
"Ma non lo faresti mai!"
"Hai ragione, le sarei venuto sulle tette. Fatto sta che hai il dovere morale di scopartela."
"La fai sempli.."
"Urnoooooooooooooooooo!"
Il posto comincia a starmi sui coglioni, mi ha visto e si sta anche avvicinando un tizio che crede di essermi amico, ma a cui io vorrei amputare almeno la mano sinistra per ragioni che esulano dall'esistenza di questo blog, perciò reagisco nell'unico modo possibile.
"Non ti avvicinare o ti sego in due."
Ovviamente pensa che io stia scherzando e rallenta, ancora con un mezzo sorriso su quella bocca di merda e con le braccia a mezz'aria, come se gli avessi bloccato l'abbraccio che voleva darmi.
"Non scherzo, ti sego in due."
Ora è basito. Si ferma un millisecondo, riflette, raggiunge il pensiero che gli serve.
"Nooooooo, urno, io non ho fatto niente!"
"Meglio. Non sei contento così?"
"Noooooooo, ma davvero, non ho fatto niente. Non è come pensi."
"Io non penso, io fra cinque secondi ti prendo a calci e poi amici come prima."
"Ma io non c'entro niente!"
Sono tutti molto lenti a capire, saranno le pasticche che ti danno alla testa.
"PORCO CRISTO, ALLONTANATI SUBITO, NE RIPARLIAMO FRA UN ANNO, E' DIFFICILE DA CAPIRE, DIO CANE?"
Mi alzo per rendere il tutto più credibile, e funziona, amici, funziona. Finalmente si allontana e continua a blaterare sottovoce che lui non c'entra niente, che qualcuno deve avermi detto qualcosa di sbagliato, che sono voci che girano, che nulla è come sembra, che puttanate puttanate puttanate.
"Dicevamo?"
"Sei nervoso, urno?"
"Mai."
FUCK YOU.
Mi siedo sulla panchina, mi rilasso, apro la lattina di gordon. Il mio amico sta già bevendo una tennent's e resta in piedi, indeciso.
E' più basso di me e già questo dovrebbe dargli fuoco all'autostima, ma non è un brutto ragazzo. Non volevo interazioni umane, ma avevo bisogno di uscire e bere e farlo da solo non mi ispira, piuttosto mi ascolto i problemi mentali e fattuali di altri coglioni come me.
"Urno, non sono innamorato, è un altro sentimento."
"Come no. Senti le farfalle nello stomaco?"
"E' diverso."
"Le dedichi canzoni? Ti masturbi immaginandotela nuda? Hai polluzioni notturne più frequenti del solito?"
Sono a volte insopportabile.
Lui tiene duro e butta giù due sorsi, per fortuna siamo attrezzati con altre tre birre ed una qualche sottomarca di whiskey e della coca.
"No, seriamente, questa mi piace. Non voglio bruciarmela subito, non so come muovermi."
Il posto non è affollato, ma passa una che mi ha dato un due di picche cinque o sei anni fa insieme alla sua orribile migliore amica che sembra un misto tra un palo ricoperto di piscio e un carlino. Lei è ancora una gran figa, ma ha sempre peccato di tette e ricordo sorridendo il fatto che avesse le braccia ricoperte di felici peli biondi. Cristo. Sorrido ancora di più e ingollo la birra.
Anche lui si gira a guardarle il culo ricoperto da un vestito celeste con dei brillantini o dio sa cazzo cosa.
"Bella eh?"
"Fattibile."
"Allora ti piacerà questa storia: svariati anni fa andavo dietro a quella stronza, siamo usciti varie volte e mi ha presentato un milione di sue amiche, qualcuna era anche relativamente figa. Ricordo in particolare una con una quarta non indifferente che, però, mi venne sconsigliata, pare fosse pazza, oh, mi sto dilungando. Tornando a quell'epoca, avevo i capelli corti ed ero un mezzo coglione, più di quanto non lo sia oggi."
"Mm mh."
"Ero riuscito ad avere il suo numero di telefono, di casa, bada, non c'erano questi telefoni cellulari o facebook a facilitare le cose. La chiamai dal nulla più assoluto, ok, ci conoscevamo di vista già prima, e le dissi: ehi bla bla bla, sono io, ti ricordi, vuoi uscire con me? E lei accettò. Minchia. Che conquista. Per farla breve mi dichiarai dopo un mese di uscite e lei cominciò con la solita solfa del "è meglio se restiamo amici", lì me ne andai in un nanosecondo."
"Morale della storia?"
"Morale della storia: ora quella è una troia che ha la figa scoperchiata come un vulcano ed io sono qui con le palle in mano e ogni tanto penso che mi sarebbe piaciuto scoparmela, perciò smettila con queste puttanate del sentimento, del rincoglionimento, del fatto che lei è, lei è. Lei è un cazzo. Guardami negli occhi quando parlo, frocetto e ripeti con me "lei è un cazzo". Piuttosto scopati quella gnocca con cui ti vedi sempre."
"Mannò, è un'amica."
"Meglio."
"No, quella è una situazione complicata."
"E' complicata un cazzo, fossi in te l'avrei stantuffata così forte che avrebbe perso i capelli, le sarei venuto in mezzo agli occhi e le avrei schiaffeggiato il culo fino a farle uscire i lividi."
"Ma non lo faresti mai!"
"Hai ragione, le sarei venuto sulle tette. Fatto sta che hai il dovere morale di scopartela."
"La fai sempli.."
"Urnoooooooooooooooooo!"
Il posto comincia a starmi sui coglioni, mi ha visto e si sta anche avvicinando un tizio che crede di essermi amico, ma a cui io vorrei amputare almeno la mano sinistra per ragioni che esulano dall'esistenza di questo blog, perciò reagisco nell'unico modo possibile.
"Non ti avvicinare o ti sego in due."
Ovviamente pensa che io stia scherzando e rallenta, ancora con un mezzo sorriso su quella bocca di merda e con le braccia a mezz'aria, come se gli avessi bloccato l'abbraccio che voleva darmi.
"Non scherzo, ti sego in due."
Ora è basito. Si ferma un millisecondo, riflette, raggiunge il pensiero che gli serve.
"Nooooooo, urno, io non ho fatto niente!"
"Meglio. Non sei contento così?"
"Noooooooo, ma davvero, non ho fatto niente. Non è come pensi."
"Io non penso, io fra cinque secondi ti prendo a calci e poi amici come prima."
"Ma io non c'entro niente!"
Sono tutti molto lenti a capire, saranno le pasticche che ti danno alla testa.
"PORCO CRISTO, ALLONTANATI SUBITO, NE RIPARLIAMO FRA UN ANNO, E' DIFFICILE DA CAPIRE, DIO CANE?"
Mi alzo per rendere il tutto più credibile, e funziona, amici, funziona. Finalmente si allontana e continua a blaterare sottovoce che lui non c'entra niente, che qualcuno deve avermi detto qualcosa di sbagliato, che sono voci che girano, che nulla è come sembra, che puttanate puttanate puttanate.
"Dicevamo?"
"Sei nervoso, urno?"
"Mai."
15/11/12
Anvedi Cazzo A Berlusconi. (ACAB)
"Ci stiamo muovendo, siamo pronti, siamo preparati.
E' facile prendere a mazzate gente senza caschi, vero, sbirri?
Sbirri del cazzo? ACAB.
Dovreste schierarvi con noi, ACAB, al posto di manganellarci il culo.
Vergognatevi."
E con questo mi sono già rotto il cazzo di esprimere il parere di certa gente.
Dopotutto chi non vorrebbe ricevere una bomba carta su per il culo?
Chi non vuole essere preso a sassate?
Non è che quei tizi sopra stessero, leggermente, un pochino, inconsciamente, cercando lo scontro?
Con caschi e quei libri sputtanati come scudi?
Domande lecite.
notav 14 novembre easter sciopero manifestazione scontri egg acab sbirri cortei
Ma non fatelo notare. Loro combattevano e combattono per la nostra LIBERTA'.
Ah, che parola, respiro già a pieni polmoni quando la leggo.
Ed io, stronzo, a casa a farmi i cazzi miei.
Qualcuno prova anche a far notare: non si protesta così, con la violenza non si ottiene niente.
Ma in italia l'uso del precedente fa un baffo ai giudici di common law:
se un tizio ha fatto una cosa VAGAMENTE simile, a ragion veduta, anche nel 1300, ed io la rifaccio, allora ho ragione anch'io. Tanto le circostanze non cambiano un cazzo.
Io non lo sapevo, ma pare che sia grazie a movimenti come questo (cortei contro la crisi economica) che siamo in uno STATO DI DIRITTO (respirate, respirate, sentite la gola gioire). La nuova rivoluzione francese contro gli sbirri ci salverà dalla dittatura della casta, etc.
Per fortuna che ci sono questi salvatori della patria con kefiah e casco a risollevarci dalla nostra merda.
Oppure, se non volete andare così indietro, offriamo anche cose come: "nel '68 i cortei riuscivano ad ottenere dei risultati, quindi anche i nostri lo faranno!".
Quindi la pro vercelli vincerà un paio di scudetti, di qui a breve, giusto?
Anche se, anche se...
Un altro problema è che "gli italiani si lamentano solo, parlano, ma quando si tratta di azione non combinano niente" e per questo non potremo mai risolvere un cazzo con questi cortei.
'Sti cazzo di italiani. Sempre a non fare un cazzo. Sempre loro.
Gli italiani = loro.
Mi chiedo, a questo punto, chi siano gli italiani, se tutti quelli che hanno migliori soluzioni alla risoluzione dei loro problemi (miei non lo sono di certo) si riferiscono a "gli italiani - loro".
Roba che mi verrebbe da chiedere in giro se ce ne siano ancora di italiani.
Non lo è più nessuno.
La politica è una merda!
Eh, sì, ma agli italiani non gliene frega un cazzo.
Siamo in crisi economica!
Gli italiani pensano solo ai cazzi propri.
Ho perso il lavoro!
E che vuoi che facciano gli italiani? Niente, come al solito.
Voi, che parlate, dove cazzo siete nati, invece?
Questi momenti di grande sciopero generale sacrum et profanum mi divertono un botto (cioè, seriamente, rido dietro al pc, mentre gli altri si immaginano un ragazzo che schiuma di rabbia e si incazza come una iena davanti alla tastiera e invitano tutti alla calma e alle camomille), peccato che in una discussione si senta il bisogno di essere necessariamente da una parte.
O con noi o contro di noi.
Non può esistere che ci siano sbirri che non bastonino la gente e poliziotti che invece ne approfittano per sfogarsi un po'.
Come questo.
O quello più simpatico in spagna che ha sentito il bisogno di menare un bambino ed una ragazza, così, gratis.
E invece no: o è bianco o è nero.
Bisogna schierarsi, così si può subito capire chi è il nemico e chi non lo è.
Rimangono spiazzati, questi strani tizi, se non fate parte di nessun gruppo.
Quasi implodono.
Infine, in queste magiche discussioni, esce sempre il tizio che deve dimostare di avercelo più lungo di tutti e dire che lui è troppo intelligente ed ha troppa ragione per poter solo parlarne con noi, miseri profani qualunquisti, che non capiamo una cerbottana di minchia. Lui agisce (non si sa come) e tutti gli altri sono dei fottuti stronzi.
"Ah, non rispondo alle tue infantili provocazioni."
"Ah, non perdo mica tempo davanti al computer per risponderti."
Eh, no. Mica lui si abbassa a queste quisquilie da coglioni.
Dopotutto sta scrivendo con inchiostro e penna e sta commentando grazie all'ausilio di piccioni viaggiatori.
06/09/12
Gusci vuoti.
Il decadimento della società occidentale è cominciato nello stesso istante in cui si è cambiato "campo minato" in "prato fiorito".
Nello stesso momento in cui la maggior parte di voi non è più riuscita a distinguere un jolly da una sigaretta.
Da quando avete rinunciato ad incontrare la vera persona celata dietro queste brute apparenze, quella rivelata da orge di ubriachi e strafatti, la più pura e aperta creatura che potreste mai incontrare.
Tanto che avete bisogno di costruirvi un personaggio per poter dire "ecco chi sono", perchè vi sfugge ora. Tornate a casa e vi mettete in tuta e oziate perchè non c'è altro che possiate fare, vi reclinate, vi addormentate perchè il riposo fa bene e cos'altro dovreste fare? Pensate. Pensate di essere qualcosa di più e siete circondati da personaggi, clown animaleschi che ridono e ballano e danzano ridendo durante un aperitivo. Di nuovo tornate a casa con il fiatone, respirate affannosamente nel vostro incubo peggiore che è la vostra realtà.
Non avete che le più basilari emozioni e non credete in nulla di particolare.
Perchè non vi siete mai posti il problema di credere in qualcosa che non sia già stato scritto e sputtanato ampiamente, perchè non avete mai ideato/creato un pensiero che non sia stato rubato. Non avete condiviso un sogno, perchè non c'era bisogno di sogni quando c'eravate voi: c'erano indagini e misere conquiste.
Non vi preoccupate perchè non avete fatto nulla di male, non avete fatto niente: è questo il punto. Non avete spezzato vite, nè cuori, perchè non c'era nulla da spezzare se non gusci vuoti.
Non mi sento solo, anche se non mi divertite più, ce ne sono altri come me. Piccoli dei e dee (udite, udite: dio ha una controparte femminile: una dea. finalmente finiscono le religioni maschiliste.) che vivono, soffrono e sorridono al posto vostro. Sarebbe quasi tragico, se solo ci fosse qualcuno dall'altra parte disposto/posto a capire, ma non c'è nessuno.
Nessuno che possa ascoltare e rimanere vivo dopo aver capito i suoi angusti limiti, quei paletti che delimitano la tua non-vita di merda che non hai mai vissuto, come il peggior rumore senza ritmo.
Nello stesso momento in cui la maggior parte di voi non è più riuscita a distinguere un jolly da una sigaretta.
Da quando avete rinunciato ad incontrare la vera persona celata dietro queste brute apparenze, quella rivelata da orge di ubriachi e strafatti, la più pura e aperta creatura che potreste mai incontrare.
Tanto che avete bisogno di costruirvi un personaggio per poter dire "ecco chi sono", perchè vi sfugge ora. Tornate a casa e vi mettete in tuta e oziate perchè non c'è altro che possiate fare, vi reclinate, vi addormentate perchè il riposo fa bene e cos'altro dovreste fare? Pensate. Pensate di essere qualcosa di più e siete circondati da personaggi, clown animaleschi che ridono e ballano e danzano ridendo durante un aperitivo. Di nuovo tornate a casa con il fiatone, respirate affannosamente nel vostro incubo peggiore che è la vostra realtà.
Non avete che le più basilari emozioni e non credete in nulla di particolare.
Perchè non vi siete mai posti il problema di credere in qualcosa che non sia già stato scritto e sputtanato ampiamente, perchè non avete mai ideato/creato un pensiero che non sia stato rubato. Non avete condiviso un sogno, perchè non c'era bisogno di sogni quando c'eravate voi: c'erano indagini e misere conquiste.
Non vi preoccupate perchè non avete fatto nulla di male, non avete fatto niente: è questo il punto. Non avete spezzato vite, nè cuori, perchè non c'era nulla da spezzare se non gusci vuoti.
Non mi sento solo, anche se non mi divertite più, ce ne sono altri come me. Piccoli dei e dee (udite, udite: dio ha una controparte femminile: una dea. finalmente finiscono le religioni maschiliste.) che vivono, soffrono e sorridono al posto vostro. Sarebbe quasi tragico, se solo ci fosse qualcuno dall'altra parte disposto/posto a capire, ma non c'è nessuno.
Nessuno che possa ascoltare e rimanere vivo dopo aver capito i suoi angusti limiti, quei paletti che delimitano la tua non-vita di merda che non hai mai vissuto, come il peggior rumore senza ritmo.
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