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12/12/18

2020.





Là dove tutto è cominciato, là dove tutto finirà.

Questo è il post numero 300 da quando ho cominciato questo blog.

Il giorno e l'ora di questo post a te non diranno nulla, perché non ricordi.

Eppure a quell'ora è cominciato tutto e a quest'ora di nuovo dobbiamo ripartire.

Il blog va in stand-by, o muore con me, perché devo morire e risorgere un'altra volta.

Specialmente perché il me del 2020 dev'essere una persona differente e mi serve molto tempo per diventarla.






E quando si muore, ci si lascia tutto alle spalle. Il tempo non esiste più e, di sicuro, il passato non esiste più. Torno nel mio eterno presente.

E' stato molto bello, eppure è finito.

Tutto finito.

E solo io so quanto mi avete rotto i coglioni e quanta merda ho dovuto ingoiare per qualche attimo di felicità, vedendo tutto il mio lavoro che principalmente va a favore di stronzi subumani.

Vedere il mio vomito e i miei incubi dissacrati perché non valgo nulla.

E ne sono conscio, di non valere nulla.

Né perderò tempo a lamentarmi come tutti vuoi. Non c'è più tempo.

Arriverà il nostro momento.

Arriverà.

Ora è il momento di separarci, my friend.

E' sempre stata una missione suicida, dall'inizio.

Penultima riga.

Ultima immagine.







29/07/18

Colazione all'inglese.

Fate attenzione, qua i conoscenti coetanei, o quasi, cominciano a fare figli e sposarsi. Il che allarga il numero di campione utile per fare statistiche fra 10-15 anni. Good. Ho appena interrotto l'ottima striscia di "nessuna malattia" durata ben tre anni. Che incazzatura. E ora vorrei solo guarire.

Comunque, sono passato da Amsterdam e non ci andavo da una vita, ho girato la città e non ho visitato nessun museo. Ho fatto un bel barbecue in un parco e la situazione era ovviamente costellata di vino e canne e buona carne, è stato divertente ed è durato tutto il pomeriggio, fino alle dieci di sera. Il giusto tempo, dato che comunque il sole c'era ancora. Poi sono volato in ostello per prendere qualcosa per coprirmi dal cazzo di vento che c'era, mi sono dato una sistemata e sono uscito con Agathe, ci siamo visti in un bar, lei aveva appena staccato dal lavoro, un negozio di souvenir dove si vendono le solite cose da drogati per turisti, e stava parlando con due ragazzi polacchi, o cechi, non ricordo. Li salutiamo e andiamo a comprare erba in un coffee shop, una classica lemon haze per partire con tranquillità, poi andiamo in un bar tappezzato di stickers in cui si può fumare dentro, che come saprete bene non è scontato ad Amsterdam. Birra che non desidero neanche e mi tocca anche rullare, alright. Mi racconta un po' come le va lì e, che palle, ci tiene a farmi captare che è una donna di mondo e che ha avuto esperienze con le droghe. Non devi fare la grande con me, non me ne frega un cazzo. Certo, l'idea iniziale era provarci e portarla a scopare in un parco qualsiasi, figurati che è legale lì, sì, ripeto, legale scopare nei parchi di notte, ma mi sono affondato nella poltrona e il tempo è passato velocemente ed erano già le due ormai e attorno a noi c'erano persone simpatiche e tanti cocainomani. L'unica volta che vado in bagno fatico a trovarlo tra un corridoio e l'altro e un tipo mi dice "è qui il bagno" e mi precede aprendo una porta, poi entra nell'unico bagno che ha la porta, per il resto solo pisciatoi e io ho problemi a farla se non ho le spalle coperte. Il tipo ci mette una vita perché chiaramente sta pippando e si crea una fila che è chiaramente in attesa di sverniciare le narici, io non batto ciglio, finché non cagate il cazzo siamo tutti amici. Quando ritorno da Agathe, un altro cocainomane si è seduto vicino a lei e cerca di comunicare e parlare, sta fumando un cannone gigante e si addormenta immediatamente tanto che dopo tre minuti arriva un buttafuori, prende il suo telefono e gli dice di andare a dormire a casa, ma con gentilezza, dopotutto non era lui a rischiare gli fottessero il telefono o altro. Noi anche dopo poco ci direzioniamo ad una stazione metro in cui lei può tornare a casa, neanche provo ad andare da lei, mi rompe le palle dicendo che il giorno dopo deve lavorare, baci piccola. Torno in ostello cercando di fare poco casino e dormo qualche ora. Mi risveglio, prendo il mio zaino e faccio il check out, mi sento più tranquillo ad avere tutte le mie cose con me mentre giro. Non mi fido di nessuno, retaggio ancestrale della mia città natale. Cammino e faccio colazione a tappe, senza mai sedermi da nessuna parte, mangiando cose dolci mentre mi muovo, servono zuccheri per riprendermi un po' dal poco sonno che mi perseguita da circa una o due settimane, per ottime ragioni sia chiaro, e ovviamente dopo aver guardato un po' la città, decido di fermarmi  in un coffee shop con dei tavoli stile '800, non prendo nulla da bere anche se valuto un tè per qualche minuto. Prendo una sativa perché ho voglia di rilassarmi e me la fumo tutta con tranquillità.

In questi giorni sono un mezzo ameba e sono sempre in giro in appuntamenti a caso, spendendo soldi per queste piccole e grandi ragazze principalmente africane e portandomele a casa a turno. Scorre tutto bene, ma dovrei cominciare a preparare la mia discesa in italia e organizzare bene quei pochi giorni che ho. Oltre ad essere produttivo come desidero, ma per questo mi scudo dietro la mia malattia attuale. Voglia di fare nulla, voglia di fare zero. Ascolto musica tutto il giorno e cerco di distrarmi con qualche film.

Tra una cosa e l'altra, amici, viaggi per lavoro o per piacere, ragazze e il giusto tempo per me stesso, saranno due mesi che sono impegnato praticamente sempre e la quantità di sonno di quest'ultimo periodo è minima, ma non mi pesa, almeno per ora. Ho calcolato che fra sole tre settimane potrei tornare ad una vita più tranquilla, anche se è un progetto che può essere tranquillamente sballato da quanta voglia avrò di stare in giro e sfoggiare vestiti nuovi e anello nuovo. Sono stato a Londra e solo cinque tossici/barboni/barboni-tossici mi hanno chiesto qualche spiccio. Inutilmente perché ho ritirato giusto le sterline che mi servivano e ho maneggiato tre monete di numero in tutto il weekend. Ho girato camden per trovare qualcosa di originale e spettacolare da inserire nel guardaroba e ci sono riuscito con una maglietta disegnata da un'artista israeliano e un anello nuovo per l'indice destro. Per ora ne mettevo uno che era un rimpiazzo. Un rimpiazzo durato quasi quattro anni. E questo anello è nero e semplice e di tungsteno. E' la mia fase nera che tenta di bilanciare tutte queste nuove magliette bianche. I capovolgimenti della vita. Mentre camminavo per la città per esternare uno dei miei hobby preferiti che è essere solo in mezzo alla gente e camminare ascoltando musica per non permettere alla mia realtà di essere troppo inficiata dagli essere umani, pensavo al fatto che qui c'è stato un punto di svolta della mia vita. Esattamente nella stessa stanza in cui ho dormito di nuovo. E curiosamente a Londra nacque l'idea del mio blog e anche del nome, mentre leggevo una magazine anarchica, se non sbaglio, il nome era modeerf. Su internet non si trova più nulla al riguardo. E invece io ho i pdf, probabilmente scaricati anni fa. Ora torno nello stesso luogo e sono un uomo e posso parlare con il mio amico con più cognizione di causa sulla vita e un po' più ragionamenti filati e logici. Ma non è quando ho creato il blog che c'è stata la svolta, quella è venuta due anni dopo quando sono tornato a Londra. Ci sono rimasto un mese e ora che leggo i post di quel periodo noto i piccoli particolari. Erano i primi post in cui avevo uno stile diverso e che mi piaceva davvero. Trovato in mezzo alle esperienze vissute, con un'incredibile voglia di spaccare il mondo, di eccedere e di aprirsi alle novità e allo sconosciuto, e tra i libri che leggevo e le realtà che venivo a conoscere. E il mio cervello ricordava la zona e mi ha guidato in automatico verso la fermata dove prendere il bus per andare a Brixton. Con quel vago senso di un posto che hai conosciuto e analizzato già e ti suona relativamente familiare. Abbiamo concluso in un locale gestito una famiglia di ciprioti con una colazione all'inglese di quelle che ti riempiono per una giornata: due uova, bacon, salsiccia, toast, patatine. E il tè finale con i biscotti. Sono sicuro di non aver mai bagnato i biscotti nel tè prima di ora. Sono questi i piccoli dettagli che mi sfiziano. O da cui mi piace farmi sfiziare. Magari ho dimenticato un giorno di una decina di anni fa in cui ho fatto la stessa cosa e non l'ho ritenuto abbastanza importante come ricordo da registrarlo. Si cresce e non si può ricordare tutto. I punti fermi comunque li ricordo.




30/03/17

Qualcuno le palle dovrà pure averle, e non possono averle certo gli human.

Questo è il foglio di carta su cui non ho tempo per scrivere e non ho la possibilità di lasciarlo in un tiretto per leggerlo quando mi va. Quindi lo scrivo qui. Tanto è il mio taccuino.

Fra due settimane io non ci sarò più e tu, non ti ho mai visto in faccia, ti godrai la primavera e l'estate per me. Come tante altre estati che vi ho regalato, figli di puttana. E a me non è stata regalata mai non solo un'estate, neanche una settimana. Da nessuno stronzo. Nessuno stronzo lavora per me. E lavorare come lavoro io è difficile. E' usurante. Sto spezzato. Ti guardo negli occhi e sai che ci sono. Non ti importa, non te ne accorgi. Non importa. Lo sai che il tempo è l'unica cosa che ho e te ne do di più di quanto ne abbia. Mi fa piacere farlo, non sto dicendo il contrario. Ma è usurante cazzo. Se avessi una pistola in casa me la punterei più e più volte alla testa e con l'indice sinistro accarezzerei il grilletto, solo per vedere quanta pressione devo metterci per non esserci più. Troverei divertente farlo con un solo proiettile, così da avere quel brivido di far scattare il meccanismo e sentire il CLICK che non mi darà la morte. Perché quando noi siamo stressati, davvero, non stiamo a cazzeggiare come fate voi. Noi prendiamo una pistola e ce la puntiamo alla testa mentre nel nostro cervello si alternano voci

Fallo!

Resta!

Non hai le palle. Fallo!

Non è per questo che serve avere le palle. Le palle servono per vivere con coerenza.

Ti piace vivere con coerenza?

Ora devi stare fermo dietro le tue parole e andare fino in fondo.

Piangerai.

Farà male.

Sto quasi piangendo ora.

Lo senti?

Ma qualcuno le palle dovrà pure averle.


E questi umani di merda non ce le hanno. Quindi tocca a me. Si va fino in fondo e tu non sarai con me. Mi tocca fare tutto da solo e non è un problema perché è sempre stato così. Tocca a me essere lì e non battere ciglio mentre con un cacciavite fai cerchi a cazzo nel mio costato. Tu non puoi reggere una cosa simile, ragazzo. Non credo neanche tu possa reggere il processo grazie al quale io sono arrivato a reggere cose simili. Dormo male e mi sveglio peggio. A volte perdo la speranza. A volte ho paura anche io di soffrire. Ma so che io devo, per principio. Tu non lo meriti. Qualcuno dovrà pur avere le palle, qualcuno dovrà pure avere la forza e farsi carico di tutto questo.

Fosse l'ultima cosa che faccio.

Mi sarebbe piaciuto avere una cazzo di estate come le ho regalate a voi.



20/05/16

Cronache da un nuovo letto.

Ho sentito il tuo odore mentre tornavo a casa, passando vicino ai bar. Strano come un profumo possa farti essere contento. Apro le narici e me lo godo tutto, scompare, faccio altri cinque metri e lo sento di nuovo. Per un attimo valuto se fermarmi e restare ancora vicino a te, poi proseguo.

Jacque è svedese, ma non ha nulla che può testimoniarlo a parte la sua lingua. Ha capelli castani e occhi castani e non è neanche eccessivamente alta. E' una fervente femminista, salvo ritrattare tutto perché le piaccio appena le metto la conversazione su un piano logico. E poi non ho voglia di discutere di stronzate con una che si stancherà di me fra 4-5 settimane, quando si accorgerà che non ho assolutamente voglia né bisogno di una relazione come la intende lei. Proprio per il suo attaccamento a queste idee femministe del cazzo ho provato piu' piacere del solito nello stringerle il collo mentre la scopo. E lei è tutta contenta. A parte il femminismo, è simpatica e probabilmente intelligente, ma non mi sono curato di scoprire tutto in fretta perché ho a malapena voglia di vedere gente. L'ho incontrata in un museo perché eravamo rimasti a fissare lo stesso dipinto surrealista. Sono cose che non succedono tutti i giorni. E' inoltre l'unica con cui mi piace restare in silenzio a guardare il soffitto della mia stanza. Poca musica in sottofondo.

Margot è un bel problema: è una stangona nera che parla solo francese e pochissimo inglese. Che è un grande lato positivo perché non dobbiamo comunicare in altri modi che non siano stare a letto o fumare canne. Che poi è forse l'unica cosa che abbiamo in comune. A parte il corpo quando lo condividiamo. E questa cosa è cosi' nuova e diversa che mi piace. Comunichiamo al 90% in maniera non verbale. Sorrisi, pizzicotti, carezze, smorfie strane, baci, fabbricazione di filtrini, apertura di piccole buste di plastica piene di erba. E poi il secondo lato positivo e' che piano piano sto imparando il francese grazie a lei. Anche perché non mi sarei mai messo a studiarlo di mia spontanea volontà senza l'incentivo della figa. Margot fumerebbe piantagioni di erba e per questo ha trovato un compagno di crimine perfetto in me. Ora che ci penso scopiamo tra una canna e l'altra solo perché farne un'altra immediatamente dopo sarebbe uno sbattimento troppo grande (e potrebbe ucciderci, penso ogni volta io che indago sugli effetti della droga sul mio cervello cercando di capire se qualcosa è cambiato, se sono ancora in me, se dovrei smetterla, se non sono immortale come credo di essere). Effettivamente i weekend con lei sono i piu' piacevoli. Zero sforzo e massima felicità.

Giulia non è il mio tipo e non so come sia finita nel mio letto. Ho finto di essere un professionista lavoratore, incravattato a scroccare vino di lusso, attento a sembrare informato sugli ultimi svolgimenti legislativi e politici. Vi assicuro che e' stato difficile. Eravamo già in una piazza piena di gente cosi' e tutti tutti parlavano solo di lavoro. Lei fingeva chiaramente di partecipare a questi scambi di stronzate sociopolitiche. Era palpabile che la cosa quasi la disgustava, allora l'ho avvicinata e l'ho tirata via di li', ma non potevo creare troppo dislivello tra le conversazioni che stava ascoltando prima e quelle che le avrei fatto ascoltare io. Quindi le ho raccontato di quando sono stato invitato ad una cena di alto livello con consulenti finanziari, gente che lavora in commissione, rappresentanti di grossi partiti e di multinazionali, ed io ero li', giovane e sagace. Mentre ho solo un tirocinio non pagato, ma finché non ha indagato...Una storia del genere mi avrebbe interessato solo relativamente, lei invece ne è rimasta impressionata e seguendo la scia del vino l'ho portata a casa.  Ha origini italiane e viaggia il piu' spesso possibile, sempre impegnata, pensare che con lei è stato difficile anche fissare un appuntamento. E ora è sul mio letto a dormire. Mi ha preso probabilmente per un bed and dickfast, dopo tutti i soliti discorsi sul non cercare gente che vuole solo scopare. Sono un bed & dickfast. Domani dobbiamo lavorare entrambi e lei dovrebbe anche svegliarsi alle 6.30. Buona fortuna. Rifletto un po' sulla possibilità di svegliarla e mandarla a casa, ma mi fa piacere dormire con lei, perciò metto una sveglia alle 6.30 cosi' male che vada può fiondarsi fuori di casa quando desidera lei. Mentre dorme, salgo sopra in cucina a fumarmi una canna e ascolto Strunk, lasciandomi cullare dalla musica, leggero, e ripensando a Giulia che mi dice 'non possiamo continuare cosi'', a tutte quelle che me l'hanno detto, o hanno tentato di farmelo capire, ai lupi ingabbiati che diventano cagnolini,  a Iggy Pop, a Moloch, a Ginsberg, ad Alice Glass, a dov'è finita questa giornata, ai colloqui, a tutte le volte in cui sono stato lasciato, a quelle in cui mi sono comportato male con una ragazza, alle lacrime versate e viste versare e percepite versare, vi ho visto piangere tutte, al tuo sangue sulla strada, alle urla di uomini adulti, a tutte le volte in cui ti sei guardata allo specchio infilandoti la gonna mentre pensavi al fatto che ero lontano, a quando ho fatto una foto delle nostre mani vicine, mie e di Margot, pensando ad un titolo per la foto, 'morte bianca su pelle marrone', al tuo viso, alle tue dita, alle mie regine che mi hanno rubato, ai suicidi, alle lettere di morte, alle lettere d'amore scritte al computer, ma principalmente a mano perché sappiamo di avere a che fare con qualcosa di molto molto grande.

15/04/16

New home.

Io non volevo venire e vederti. Non volevo venire da te perché sapevo che avrei incontrato qualche faccia qualsiasi di gente che vale meno della metà di me, però con quel sorrisino di merda che sottintende "io questa me la sono fatta/me la faccio e tu non potrai farci proprio nulla". E invece sono venuto lo stesso. Ma erano altri tempi. Ora non mi creerebbe problemi.

Le cose cambiano e, a volte, ci si trova dalla parte giusta della barricata. Un mesetto fa sono andato a trovare Cassie nella città in cui studia, muovendomi come un fantasma tra i corridoi del suo dormitorio, cercando di uscire il meno possibile dalla sua stanza. E comunque prima o poi qualcuno dovevo incontrarlo, tipo il suo ragazzo. Mentre guardavo su facebook le foto in cui loro due erano abbracciati e contenti nel mio cervello sguazzava un

"ma quella è la mia ragazza, cosa ci fa con un altro?"

"ah, è il suo ragazzo."

C'è uno sconvolgimento di ruoli nella mia mente che non hai idea.

Ma non ho voluto infierire e ho mantenuto un basso profilo con tutti, anche con quei tipi che prima, e dopo, se la sono scopata. Forse ho perso ore di treno solo per fare quello stesso sorrisino di merda che anni fa rimproveravo ad altri e di cui avevo paura. Ed è l'ennesima dimostrazione che sono una persona orribile.







Basta quisquilie. Il tempo era maturo and so I left. Ho trovato una nuova casa e mi sono costruito una nuova stanza e già la amo. La città si schiuderà piano piano fra le mie mani e anche se non lo farà non me ne frega un cazzo, perché ho già svariati progetti che ho intenzione di portare a termine nei prossimi mesi. Ho addirittura una voglia matta di lavorare, chissà se mi passerà.

Qualche giorno prima di partire Valeria mi ha chiamato e abbiamo parlato un po'. Mi ha chiesto se mi stessi lasciando dietro qualcosa di importante. Traduzione "esattamente chi ti stai scopando adesso?". La mia risposta è stata vaga, perché una risposta sincera, che poi non vuole mai nessuno, avrebbe portato ad una spiegazione troppo lunga come, ad esempio:

"guarda, c'è una che è interessante e con cui avrei rifatto volentieri l'amore, ma non ho il tempo di beccarla, la rivedrò chissà quando. C'è una figa e che dovrei farmi perché il suo ex si è scopato una mia ex, e questa è solo una motivazione in piu', me la vorrei fare comunque. Un'altra è giovane e gnocca, ma allo stesso tempo terribilmente innocente, e la cosa mi aggradava molto. Una gioca a fare la lesbica e non ho tempo da perdere a smontare le sue puttanate interiori, però una botta se la sarebbe meritata. Con una eravamo rimasti una sera vicini vicini e con quella tensione che saliva, saliva, ma non avevo voglia di farla rimanere una notte sola, fottuto romanticismo, e allora non ci ho combinato nulla, sapendo che prima o poi sarà anche il suo turno e andrà tutto bene. Poi ci sarebbero due vecchie situazioni che si potevano gestire bene. Ah, ho anche un paio di storie relativamente stabili. A parte questo, non c'è nulla di importante. Si', gli amici, ovviamente. Ora vado a scrivere una lettera d'amore, ci sentiamo."

Invece ci siamo solo augurati buona fortuna, che comunque non è poco. Voglio bene a Valeria. La nostra relazione è stata carina e istruttiva, almeno ora che la vedo a posteriori. Quando è finita, ho messo un paio di canzoni e ho pianto cinque minuti, o forse un quarto d'ora, è bello perché non mi capita quasi mai. La sera stessa sono uscito con un'altra per portarla nel mio personale inferno.




Quando sono con te, non è sicuro che io sia davvero con te. A volte mi concentro sulla musica, a volta mi immagino che sopra di me, o sotto, ci sia un'altra. Dal passato o qualcuna che non ho neanche mai sfiorato.
Come quando facemmo l'amore per tutti i mesi dell'anno e ogni volta avevi una faccia diversa.

30/03/16

Il mattino ha l'odio in bocca.




La follia.

Lei c'è sempre. Ci sarà sempre. Voi non lo capite e io sono folle.

Il mattino ha l'odio in bocca e luci blu. Io volevo la luce verde, quella luce verde del grande gatsby e del narcisismo. Ne arrivano altre, ne arrivano tante. Esplosioni, attentati, a me frega poco. Cinque minuti a piedi o mille chilometri di distanza, è uguale. Mi sono fatto una nuova casa e una nuova stanza e so già che sarà un bel periodo. Mi sento piu' a casa di quando sono a casa mia. E chissà se questa volta qualcuno mi verrà a trovare.

Tutto sta nel crearsi qualche routine.

E nel conoscere gente che sia un minimo appagante, che rappresenti un minimo di sfida, con cui si possa discutere di qualcosa che non sia alcol e droga. Già il lavoro mi sembra un argomento piu' interessante.

Sapere come funzionano le cose rende inutili un'enormità di discussioni. Tutte si riducono nella mia testa a "che cazzo continuiamo a parlare se tu non capisci un cazzo? Non hai mai uno stimolo. Non mi accendi il cervello".

Forse sono stato abituato troppo bene. O forse devo uscire di casa piu' spesso.







In verità sono molto contento.

12/02/16

Arianna e i Moderat.

Ho sognato Arianna.
Eravamo (perché i sogni li descriviamo sempre al passato?) in un hotel dove c'erano mille ragazzi come noi, come se fosse una gita scolastica. E la mia stanza era la numero 160. La dividevo con altri due amici, ma non saprei dire quali. La stanza aveva un televisore enorme e letti e mobili come un qualsiasi college americano che si rispetti. Era una gita di piacere e a pranzo eravamo tutti insieme in questa enorme sala mensa con tavolate lunghe e piene di cibo. Arianna si viene a sedere vicino a me ed ha degli occhi luminosi e mi tocca la gamba mentre io sbuccio un mandarino. Poi mi sussurra all'orecchio che vuole vedermi e stare con me. Le dico il numero della stanza, ma per errore le dico 116 e non 160. E le dico di presentarsi alle 16-16.30 perché prima devo vedere un film con un amico.
Torno in stanza a vedere il film con il mio amico e mi accorgo che il film dura più di due ore. Non vorrei far aspettare Arianna, ma, d'altro canto, non voglio interrompere il film. Controllo l'ora, sono le 16.30. Controllo quanto manca al film, tre minuti. Metto in pausa, esco dalla stanza e trovo Arianna sulla soglia della stanza 116 che è incredibilmente di fronte alla mia, la 160. Sorride. Le dico di aspettare un attimo. Torno, finisco di vedere il film e il mio amico va nel bagno. Faccio entrare Arianna, si poggia un attimo sul letto. Il mio amico esce dal bagno, li presento e poi va via. Lo accompagno alla porta e ci scambio due chiacchiere. Rientro in stanza e Arianna ha messo insieme due letti creando un enorme letto matrimoniale, ha sistemato per bene lenzuola e cuscini e l'ha messo in mezzo alla stanza. E' una cosa ben fatta e carina. Sembra proprio un atto d'amore. Di quelle cose che faresti per una persona a cui vuoi bene. La prendo in braccio, la sollevo un attimo facendo attenzione a stringerle una gamba e poi la butto sul letto mentre ridiamo.

Arianna esiste. Dall'esterno la vedo come una barca senza timone in giro per questo mondo in cerca di una guida o di qualche porto sicuro. E' un po' incasinata, e questo le piace sottilmente. Ho passato un pomeriggio, e mi ricordo benissimo la data ed è quasi passato un anno, con il cuore a mille e l'adrenalina e il cervello in pappa perché mi piaceva il suo viso e in un attimo lessi tutto quello che c'era dietro. Ci scoprimmo in poco tempo e stavamo quasi per vederci. Poi le cose sono andate diversamente, ma non c'è nessuno da biasimare per questo. Lei pensò di avermi ferito, ma non fu così. Io mi ripresi solo successivamente dal vuoto di quel periodo. Però per una settimana fu molto carino conversare con lei come due idioti che si sarebbero sicuramente innamorati e pensare a dove andare e a come vedersi. Mi diede la speranza di guardare oltre il presente del cazzo che esisteva. (Esagero, ma mi piace farlo.) Ora sapevo che da qualche parte c'era qualcuna come lei e un giorno mi sarei innamorato di nuovo. E qualcosa di simile è anche accaduto. E un giorno forse ci vedremo anche, ma, come tutto, non ha molta importanza se sia domani o fra due o tre anni. L'ho sognata un altro paio di volte e non accadeva nulla di eccezionale, forse a malapena ci riconoscevamo. Nonostante non l'abbia ancora mai vista di persona, ho realizzato che le voglio bene.
La speranza è importante. E Arianna non leggerà questo scritto.





C'è un concerto dei Moderat il 29 aprile, a Roma. Io non so dove sarò, perciò non posso comprare il biglietto. E penso che la gente che va a sentire i Moderat sia bella gente. Qualcuno con cui mi piacerebbe stare accalcato. Sicuramente è pieno di strane fighe elettroniche.

Se potete, fateci un pensiero.
Ma prima ascoltate il secondo album dei Moderat.

18/07/15

E' l'effetto collaterale della cocaina.



Chiudo gli occhi, vedo le stelle. Nessuno mi ha picchiato, è che proprio vedo il cielo stellato chiudendo gli occhi. Curioso.
Cerco di immaginare dei volti, delle cose e non capisco dove esattamente si posizioni l'immagine nel mio cervello. O se l'immagine esista effettivamente. Vedo solo buio, eppure i ricordi li vedo in qualche modo. Dove li vedo? In alto a destra? In basso a sinistra? Al centro? Non riesco a capirlo, sto andando in paranoia e riapro gli occhi, il soffitto mi salva per un attimo. Sono sdraiato sul divano intento ad ascoltare la musica, distante da tutto e da tutti, ripensando alla notte prima.

E' l'effetto collaterale della cocaina.

Sono le nove e mezza, doc e mister sono arrivati e ci mettiamo a fumare sul balcone cercando di programmare delle vacanze che non si realizzeranno in gran parte. Poco male. Sono le undici e dobbiamo metterci in macchina. E' uno sforzo immane alzarsi dal letto, ma la notte chiama. Sono completamente in un altro mondo, sul sedile del passeggero, guardo fuori dal finestrino cercando di restare concentrato nella realtà.

Perso nell'infinito.

Faccio un viaggio lunghissimo e mi sembra di essere tornato bambino quando viaggiavamo per ore e ore in macchina e verso la fine pensavo "quasi arrivati, quasi arrivati" e qui invece avremo fatto sì e no un chilometro, ma la sensazione è la stessa. Sembra una strada infinita. In un momento di lucidità mi chiedo come stiano messi i miei compagni. Spero non come me. Se doc che guida sta messo come me, è finita. E' proprio finita.
Altro momento di lucidità e mi accorgo del silenzio.

Merda.

La macchina rallenta clamorosamente trecento metri prima del semaforo. Doc e mister sono con tutta probabilità ancora sul balcone di casa mia. Finalmente ci fermiamo.
Doc mi guarda un millisecondo e poi si mette le mani in faccia dicendo "porca puttana".
Scoppiamo a ridere per rilasciare la tensione e scopriamo di aver vissuto tutti lo stesso identico trip.
Il peggio è passato e proseguiamo. Quando parcheggiamo la macchina, noto un terrazzo di una casa, primo piano, dove ci sono una ventina di persone. La grande bellezza nella mia città. Con la differenza che nel film il terrazzo dava sul colosseo, qui su una piazza dove si spaccia poco e male e i giovani si radunano per bere.

E' l'effetto collaterale della cocaina.

Giorno: c'è.
Maglietta grigia: c'è.
Il locale dove voglio andare è inaspettatamente chiuso: c'è.
Birra: c'è.
Vestiti bagnati di birra: ci sono.
Laila: c'è.

Stavolta non mi ha portato un libro, mi ha portato ricordi. E restiamo a parlare per ore e ore e io non me ne andrei mai e lo so bene cosa dovrei fare con lei: girare un po', agguantarla, sollevarla e baciarla e sentire la musica in testa mentre tutto questo succede.
Invece no.
Parliamo per un'eternità e mi va bene così perché Laila ha dei sogni, ha delle idee e delle passioni e quando parla le si illuminano gli occhi e la pensiamo in modo simile e ha gli anni che io vorrei avere e che ogni tanto mi sento quando non mi ricordo il mio passato.
Allora non avevo niente, solo i miei sogni. Adesso ho tutto, ma non ho più i miei sogni.
Lei ha i capelli lunghissimi, mossi e ride spesso. E' stata un po' sballottata dalla vita e ha un sorriso grandissimo. Io rido di più e guardo il mondo piano piano e commentiamo tutto quello che passa davanti a noi.
Rimaniamo abbracciati per un po', lei si aggrappa al mio braccio, sono felice, ma è troppo tardi per baciarla. Rimando.

Non è l'effetto collaterale della cocaina.

12/07/14

Non è possibile.

Somebody keep me.

Sto volando giù dal balcone.

In un attimo chiedo scusa a tutti quelli che devono saperlo.

No, no, meglio non volare.

Mi do degli schiaffi mentali.

Non ci devo pensare.

Non avrebbe senso.

Mi siedo per terra.

Devo parlare con qualcuno.

Sono tutti impegnati, che orari del cazzo scelgo?

Somebody keep me.

Tu pensi che la razionalità possa aiutarti e sovrastare le emozioni? Pensi che sia facile? Pensi che sia innocuo?

Mi si rivolta lo stomaco, mi si chiude la gola, non ruggisco più. E' nel retro della mia mente, cerco di non tirarla fuori. Non ho più l'età per fare certi errori. La gente è pazza e i tempi sono strani, mi interessava, ma le cose sono cambiate. Stiamo vicini, sudati ed io ho una canzone in testa e la canto sempre, "andiamo a vedere le luci?", finchè lei non se ne accorge, ci guardiamo negli occhi, lei abbassa lo sguardo ed io le chiedo se farà rifare l'asfalto per quando tornerò.

Ma, vedi, è mezzanotte e lo sai che è un brutto orario per me, non ho mai dovuto sopportare certe cose. Vi voglio tutti sempre giovani, per il resto fate quello che volete, però rimaniamo qui, rimaniamo qui e non andiamo avanti, su di un letto di morte. Non ci conviene mica? Ragazzi, questo momento è bello. Sto cercando di ricordare un momento più bello. Chiaro nella mente, ma insapore nei sensi. Perchè questo funzionamento del cervello? Altrimenti staremmo a rivivere quei momenti all'infinito e moriremmo di fame e di sete e non penseremmo mai a cose come lavorare. Guardo le mie vecchie foto. Avevo un sorriso diverso? Avevo dei capelli diversi. Ah, ma state tranquilli: col tempo tutti i ricordi diventano belli. Vero. Ma è presto per questo, serve qualche mese.
La luna non c'è.
Non è possibile.




C'è questo passato dietro di me. Il solito. È strano, a momenti neanche mi ricordo la sua faccia. E poi c'è questo futuro: un'estate principalmente in questa città. È strano anche questo. Le persone che vedo, le rivedrò quando? Qua tutti si incontrano per caso. Poi ci sono 4 lauree. Viaggi, festeggiamenti, poi di nuovo viaggi. Un casino. In tutto ciò c'è tutto ciò. Giusto per concludere.

03/02/14

Il mio secondo posto in paradiso.

Presente. Ho voglia di scrivere e non ho il pc. Questo che leggi sta venendo ricopiato in fretta da un block notes. Mio padre ha l'influenza ed è gennaio. Anch'io l'ho avuta a gennaio, tre anni fa. Leggevo trainspotting e tremavo nel letto. Avevo comprato un bel po' di libri che ora sono tutti sullo scaffale sopra il letto. C'era anche "i sotterranei" di kerouac, leggilo. Parla della sua storia con una nera, mardou. E' una storia vera. La tipa ha anche ricopiato a macchina il manoscritto di queer di burroughs, libro che ho appena finito di leggere. Era un mondo piccolo. Mi ricorda il numero che faccio su bowie, sul suo mettere il cazzo dappertutto: ha prodotto iggy pop, ha scritto gran parte della musica di the idiot, ci ha fatto qualche live insieme. Ha aiutato lou reed con trasformer: se ascolti i cori finali sullo sfondo di satellite of love, riesci a sentire la voce di bowie. Due mondi vicini, dove tutti si conoscono. Come la mia città. Come quelli che leggono di straforo il blog e lo interpretano a cazzo giusto per commentare la mia eventuale pazzia, prima di...oh no, questo non posso dirlo. E' un reato. Torniamo ai libri. Quando li comprai, beccai un'amica fuori dalla libreria. Avevamo ricominciato a sentirci da poco, dopo un lieve dissidio. Era dicembre ed ero "tutto contento" a detta sua.

Passato. Il tizio ha i capelli lunghi e fuma una sigaretta, saluto tutti nella stanza e infine lui.
Ci presentiamo:
"felix."
"eddy."
Mi stringe la mano  forte come se dovesse dimostrarmi qualcosa. Gente che sta attenta a certi particolari. Ma, tranquillo ragazzo, lo so che sei un bel ribelle e ti scoperai qualche figa dignitosa, ma quello con il bottino pieno sono io. Io non devo stringerti la mano per farti capire che sono un duro. Siamo tutti abituati a giudicare da particolari del cazzo, insignificanti vibrazioni provenienti da altri esseri.
"guarda la piega del pantalone del sindaco."
"e come mi ha dato la mano! era moscia!"
Non c'è nulla di male, ma poi finiamo a curare dettagli stupidi perdendoci tempo come donne allo specchio. Un'ora per sistemarsi la faccia e poi escono dicendo che non vogliono mica farsi rimorchiare, loro. Giusto.

Futuro. Ora, davvero volevo solo una birra con questa tipa, null'altro. Ok, non che non abbia messo in conto di abusare del suo corpo entro la fine di quest'anno, ma oggi sono in versione, incredibile per me, "conosciamoci, sentiamo cosa hai da dire". E proprio per questo risulto più naturale, più liscio. Faccio un po' di numeri con qualche storiella divertente, lei ogni tanto ride. Il locale è vuoto e siamo seduti vicino ad un tavolino con davanti mezza pinta a testa. Finisce a parlarmi di un paio di vecchie relazioni, dell'amante, del ragazzo, giusto per farmi capire che è desiderabile. "Non lo sei tu" penso "è quella cosa che hai lì sotto". La accompagno a casa.

Presente. Ora sto lavorando al mio secondo posto in paradiso, non so con quanta percentuale di successo. Il mio secondo posto in paradiso! Non vedevo l'ora di ottenerlo, l'insindacabile bontà di felix paga, prima o poi. Effettivamente non faccio nulla per migliorare il mondo, oltre all'essere presente fisicamente, e solo fisicamente. Non sto parlando con te, parlo con qualche rimasuglio del tuo cervello, non è difficile. Pare che basti, nella maggior parte dei casi. Non faccio assolutamente nulla, ma tutti vedono dietro i miei occhi milioni di ingranaggi che si muovono perfetti e precisi. La verità è che sto pensando alle mie vite future e passate, a come fare senza i pesetti da mezzo chilo, a quante flessioni fare il giorno dopo. A com'è interessante farsi scandire la vita dalla palestra e dalla cyclette, mi rilassa. Prenderei volentieri dieci chili di muscoli. Prendo le scarpe da ginnastica e intravedo le converse. Voglio che torni la primavera. Intanto lei dorme da dieci ore, è molto stanca, ma ce l'ha fatta. Anch'io ce l'ho fatta. Apro la vodka alla mela verde e facciamo un brindisi, fuori è buio, ma per me il sole splende. Sono felice e non riuscirei neanche a spiegarvelo, siete tutti tristi e cercate di fingere di essere a vostro agio. Molti pensano che non sia vero, ma io vi ammazzerei volentieri.
Così, per sfizio.

Passato. Nel passato mi assumo le colpe degli altri perchè penso che sia mio dovere farlo quando gli altri sono a terra. Tu non ce la fai e io porto il tuo masso. Tutti si fidano di me e pensano che io sia la soluzione. Mi chiamano "senti, noi non riusciamo a fare un cazzo assoluto, TU INVECE...".
E tu pensi "wow, che grosse responsabilità per un bimbo appena nato come me, che potere incredibile ho tra le mani". Invece nelle mani l'unica cosa che puoi tenere è il tuo cazzo. A volte neanche quello.
Quello che fai non ha nessuna utilità: ognuno vive la sua vita e siamo tutti soli con le nostre emozioni. Piatti nel portare avanti noi stessi.

26/09/13

Ancore di odio.

Sei una puttana.
Sei una puttana perchè hai venduto odio in cambio di un cazzo.

Le persone tristi e depresse, quelle stressate, quelle con problemi pressanti, utilizzano, volontariamente o involontariamente, delle ancore per collegare il cervello a momenti felici o divertenti.
In pratica si ascoltano una canzone, tipo quella con cui hanno scopato la prima volta, o quella di una notte in cui hanno dormito con l'amato/a e si ricordano i momenti e si li immaginano di nuovo e sono contenti. Mettono tutto da parte per qualche decina di minuti prima di risprofondare nella realtà.
Io no.
Io ho ancore di odio.
Mi servono a ricordare di quanto tu, lei, lui, abbiate sbagliato e mi abbiate fatto male. Mi ricordo le parole, i gesti, le puttanate dette per scusarsi, gli sguardi infami e ipocriti. E così vivo benissimo perchè ho memoria.
Mi ricordo cos'hai fatto e, così, non potrai venire a chiedermi scusa neanche il giorno del giudizio, neanche quando l'apocalisse ci smantellerà.

Non sai per quanto tempo, mesi, avevo preparato tutto.
Mi ero informato su dove abitava, sulla sua macchina, sulla strada da fare, sui vestiti da indossare, sul passamontagna, sulla pistola.
Spararlo da finestrino a finestrino, dopo che si fosse fermato per salutarmi.
L'ultima volta che ci eravamo parlati gli avevo suggerito di vendere il culo per fare un po' di soldi.
E tutte le volte che mi passava accanto, pensavo "dai, provaci. Provaci. Salutami. Vediamo cosa succede." e immaginavo di piazzargli una bomba tra le ruote.
Mesi e mesi di sogni che implicavano la sua morte e altre vicine.
Ero io quello che gli ha spaccato lo specchietto.
Come dimenticare tutti i sogni in cui si impiccava in una cantina buia e triste, con la tristezza in volto? Tutto si avvera.
Io immaginavo un incidente stradale che mi avrebbe tolto dalle incombenze di rischiare la galera, ma la provvidenza ha scelto diversamente, ma sempre giustamente.
Chiuso in una stanza, ti sei guardato allo specchio un'ultima volta, con le lacrime agli occhi, con uno sguardo perso e rassegnato, con quella sensazione di freddo in bocca.
Lì, insieme a tutte le mie maledizioni.

Ed ora sono tutti spuntati come funghi a dirti arrivederci. Tutti quelli che ti avevano accusato, tutti quelli che avevano portato prove contro di te, tutti che ti adulano come il mentore che gli ha salvato la vita. Ora tutti ti vogliono un gran bene, vedi? Bisogna sempre aspettare per essere apprezzati.
Non ti fa ridere?
Io ridevo un botto mentre ci fumavo sopra.
Non ho questa empatia che sembra innata nella razza umana, non sono uno di voi. Io mi siedo in camera e rido a voi ed a tutti i miei sogni.

Io sono altrove, babe.

15/07/13

Scelte.

Il mio amico sembra un attore. Quando non ha la barba sembra robert pattinson in cosmopolis, là dove fa quel giovane supermiliardario che si gira la città in limousine e si tromba qualche ragazza e poi la moglie lo molla etc., non voglio sputtanarvi tutto il film, comunque lo consiglio.
E un po' anche pete doherty, ma senza l'aria da drogato.

Il mio amico è figo e ha deciso di mandare a fanculo l'università, piuttosto fa lavoretti in giro tentando di scalare la società e di farsi un po' più soldi dell'ultima volta.
Si mette spesso camicie oppure una maglietta e sopra un cardigan e ha un certo fascino naturale che voi non avrete mai.

E' anche fidanzato da ormai due anni e più, penso.
La ragazza è chiaramente pazza, e lui lo sa. Non è neanche eccessivamente bella, ma sembrano stare bene insieme. Comunque come tutte le ragazze pazze...scusate, ho aggiunto una parola di troppo: come tutte le ragazze, crea un casino dal nulla per puttanate minuscole, lui la ignora un po' e la lascia sbollire. Torna a casa e la tipa vuole litigare, ma lui fa capire di essere stanco per il lavoro e non se ne fa nulla.

Di sicuro tromberà come una matta. Intanto loro ascoltano la loro musica ed io ne sono fuori e quando ascolto la stessa musica mi sento come se potessi essere lì con loro a bere birra in casa con gli amici dopo un concerto. O in un pub. Un concerto dopo l'altro e la vita scorre così. E tutti ridono e tutti si fanno foto e tutti sembrano felici ed escono anche bene, 'sti stronzi.
Scherzano spesso. Magari incellofanano la loro vita in quei brevi istanti e per il resto del tempo si grattano i coglioni e restano seduti ad aspettare la paga bisettimanale.

Questo mi fa sentire come se volessi essere in una città che dia milioni di possibilità quando poi resto a casa a farmi le canne, se non ho appoggi.
Il problema della mia vita è che le persone che già conosco mi stanno sul cazzo e le evito volentieri, mentre quelle da conoscere non mi interessano o non valgono il rischio di perderci del tempo assieme.

O forse pretendo troppo dalla mia vita da ragazzo nei twenties. Dopotutto una tizia mi disse "nessuno fa cose eccezionali a venti anni" e probabilmente aveva ragione. Chi lo sa.

Ripenso a quando l'ho conosciuto: eravamo due ragazzi alle prime armi con il mondo e ci siamo divertiti e passavamo le notti insieme e ci raccontavamo il nostro minuscolo passato ed i nostri progetti, le nostre strade diverse.

Ed ora sono qui durante un brutto trip e mi chiedo quale sia la scelta giusta.
Ditemelo voi.

13/12/12

Il programma della serata ha cambiato volto, ma non nome.




Vi dico io come sarà.

Mi laureo e poi mi toccano due anni di pratica nella mia città. Darò l'esame scritto e partirò per un master. Non negli stati uniti, costa troppo. Offrono delle borse di studio, ma non penso di riuscire ad averle, non ho i contatti giusti e comunque non coprono neanche la metà dei 50-70.000 euro richiesti. Londra neanche la vedo fattibile, la vita costa troppo. Allora mi dirigerò a singapore od a hong kong o qualcosa del genere. Un anno di studio e troverò un lavoro da quelle parti. In seguito, forse, arriverà qualche offerta da altri posti, magari america o australia. Guadagnerò un fracco di soldi, ma lavorerò come un mulo. Tornando a casa da solo, senza amici, se non i colleghi di lavoro. La relazione a distanza che porterò avanti da anni mi creerà problemi. "Trasferisciti da me." e affini.
Tornerò ogni tanto in italia, nel periodo di natale, per salutare i parenti, i nuovi nati ed i vecchi amici. Non per vantarmi che "io ce l'ho fatta", al massimo che "ve l'avevo detto che ci sarei riuscito". Non sarà un mondo migliore, ma diverso. Un altro tipo di merda, più inzuccherata in un certo modo.

Oppure potrei essere notato per caso, in strada, da qualche stronzissimo produttore cinematografico: "sei tu il nuovo attore, sei il nuovo johnny depp, il nuovo stronzetto che tutti adoreranno". Fantastico.
Mi scriverei monologhi da solo. Quelli che si recitano alla fine mentre scorrono tante immagini molto significative sulla vita del personaggio.
Roba così: script cinematografico.
E tutti quelli come me, e come voi, guarderebbero il film e penserebbero "cavolo, ha proprio ragione, resistiamo, non siamo speciali, il mondo è davvero così" e andando su wikipedia potreste leggere che "l'attore URNO1 si scrive da solo la gran parte dei dialoghi e monologhi" e rimuginereste "allora è un grande proprio lui" e le ragazzine mi sbaverebbero dietro sognando di scoparmi. Intanto groupie tettone si farebbero trovare nella camera dell'hotel per accogliermi tra le lenzuola ed io sarò ancora fidanzato.





Tralasciando la parentesi hollywoodiana, sono preoccupato dal fatto di dover, probabilmente, lavorare più di otto ore al giorno. Certo, arriveranno palate di soldi, ma che cazzo ci farò, anzi, quando?

Come quando mi giro i forum di aspiranti avvocati e ci trovo avvocati vissuti ed ogni loro post trasuda di "io guadagno MOLTO, MOLTO, MOLTO PIU' di quanto tu possa anche immaginare", questo quando non lo dicono apertamente.
"Sai quanto guadagna il fondatore della law firm dove lavoro? Se te lo dicessi, non ci crederesti, pivello."
E cazzo me ne frega, se un tizio a 65 anni guadagna un milione di euro all'anno?
Cosa ci fa, dopo essersi impasticcato di viagra per scopare la solita escort e per farsi accompagnare dall'autista a casa, per poter cenare con la moglie che sa tutto, ma se ne fotte pensando all'eredità?
Che invidia. Scopare a 65 anni è la caricatura di una memoria che vive, respira e cammina. Non me ne importa di diventare ricco a 65 anni, cosa ci faccio, se non felici i miei figli? A te cosa rimane, a parte la possibilità di sorridere e guardarci dall'alto in basso?


Altre possibilità non sono contemplate.
Come quando un povero coglione mi chiese "se ti mettono 20, accetti?"
"E' impossibile."

31/08/12

Microparty! Cuffia - musica e codeina.




Siamo affamati, siamo assetati, siamo vogliosi.
Siamo intelligenti, liberi e, per ora, scevri di difetti.
Siamo sciolti, siamo assoluti, siamo vivi, siamo egoisti, siamo impazienti, siamo intonati ascoltatori, siamo veloci, siamo intimi, siamo felici.
Siamo belli, siamo possenti, siamo grandi, siamo in movimento, siamo amanti, siamo sicuri, siamo miglioramenti, siamo spavaldi, siamo saggi, siamo festanti, siamo giovani, siamo ardenti, siamo bacco e arianna.





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Due comunicazioni di servizio: ho inserito l'etichetta Best (clicca clicca) per raggruppare i post migliori (variano a seconda del mio tasso alcolico), ma più importante di tutto il resto è la mia imminente scomunica, come potete ammirare





Comunque non mi permetto di discutere le letture di joseph.

03/08/12

Bruciamo le tappe.



 
Latte e nesquik, canna, pasta aglio olio e peperoncino, birra, vino, canna, birra, vino.

Ti sembra di poter fare tutto insieme e senza soluzione di continuità, ti sembra di poter avere una vita in cui è tutto un casino e sei un fattone che chissà se ci arriva a domani (certo che ci arrivo) e non sai dove dormire e ti butti sopra un divano dove non puoi neanche stendere completamente le gambe e la mattina dopo ti trovi tutto rattrappito, ti svegli alle nove, distruggi l'allarme e dormi per altre due ore, doccia ghiacciata prima di fare colazione e pranzo diretto per riprendersi, camminata sotto la pioggia verso casa del tuo uomo e chiacchiere discrete e dirette con il vostro spliff che gira, giocate a beer pong (senza pong) e stappate un vino bianco, torni a casa ubriaco e per la strada entri in un pub per strisciare al bancone e prendere una ale, esci come sei entrato, hai fame e mangi hamburger e patatine, ti schianti sul divano e ti addormenti in centotrenta secondi.

Ti sembra che questa tizia sia troppo semplice e che quell'altra sappia ragionare anche troppo. Ti sorridono per la strada e ti cambia la giornata, esce un raggio di sole e ti senti figo, ti fai accompagnare dagli stone roses, i tuoi film mentali si profilano lungimiranti verso nuove prede e vecchi giochi, ti senti bisognoso di parlare con quell'uomo, ti pare quasi ragionevole dire la verità per occultare un'altra verità, parli, parli, parli e non la smetti più, capisci che per questo motivo devi trovare o qualcuno che risponda alla grande o un pazientissimo ascoltatore, ma poi che palle sarebbe parlare senza nessuno che interagisce?

Puoi spruzzare di fiducia e sincerità e cominciare a scrivere le tue avventure egocentriche e maniache e rileggere vecchie conversazioni per analizzare la personalità della controparte, puoi pensare che se qualcuno è sincero con te, chiaramente hai sbagliato qualcosa nell'impostare la direzione di questa conoscenza, è che sei solo un fottuto paranoico che fa scivolare fiumi e si allontana dagli argomenti che tagliano le gambe, cominci a studiare una lingua e poi un'altra lingua ed un'altra ancora come se ti servisse sapere il più possibile, i sogni sono i desideri del giorno trascorso, la tua testa vorrebbe farti intendere che è improbabile che un magazziniere nero ti chiuda nel cesso dell'aeroporto mentre scopi una tipa solo perchè vuole dei soldi in cambio, tu invece hai ancora dei dubbi su questo.

Non hai dubbi sulle tue possibilità, quando il piatto è alto e tu non hai un cazzo in mano devi per forza bluffare se questa è la tua unica opportunità di vincere (a parte il gamma-idrossibutirrato).

(e questa è la fine di un discorso impostato male.)





Devi essere versatile, ragazzo, devi andare nel locale migliore e non battere ciglio se la bottiglia di vino costa mezza settimana di lavoro, devi agire tranquillo e rilassato perchè 'it's no big deal', perchè tu sei già nel posto giusto nella vita, hai già tutto e il resto è superfluo, stai calmo e non tremare, non mostrare che sei nervoso, tu questa situazione l'hai vissuta centinaia di volte, hai sentito tante volte dire 'io, io, io' che oramai ti scivola addosso e guardi le birre che cozzano con nonchalance, prendila piano, chi ha fretta quando è tutto sotto controllo?
Chiama il taxi anche se non hai i soldi, fatti offrire un drink a casa sua e ripeti che stasera non se ne fa niente.

20/07/12

Perdonami, Erik, perchè ho molto peccato.

In kino, parole, opere e omissioni.
E' che sono rimasto sconvolto da lei, è tutti i miglioramenti del mio passato e la mia ebbra/ebrea testolina ha cominciato ad immaginare, immaginare, immaginare, fantasticare (sarò mica diventato una donna da film?) e mi sono ripetuto "URNO, non ancora quell'errore", ma c'è stato poco da fare.
Eravamo vecchi amici perchè tutto questo era già successo, non c'è stato bisogno di spiegare nulla, e come quando c'incontrammo la prima volta anche stavolta mi tocca partire e nello stesso modo vedo un po' a che punto mentale sono arrivato, bisogna mettersi ogni tanto davanti allo specchio e domandarsi "chi sono?", senza ricevere risposta per qualche mese.

Tornando alle tue mani, so che le passi da corpo a corpo, a seconda di quello che ti va di frequentare in un dato momento. I capelli stanno bene così, gli occhi li ho guardati, ci ho scavato, ma non mi sovviene il colore esatto, vi darò uno sguardo quando ci rivediamo. Il sorriso è grandioso, è quello del momento giusto e dei mesi estivi, è quello del ritorno.

Finisco la razionalità, mi alzo e canto con la pinta rivolta verso il soffitto "IRELAND IIIIIIIRELAND TOGHETER STANDING TAAAAAAAAAALL, SHOULDER TO SHOULDER WE DRINK A LITTLE MOREEEEEEE", mi risiedo stranito, comincio ad ammiccare verso me stesso ed ad accarezzarmi le mani, ho sempre gli occhi sgranati e resto in silenzio - cosa sto facendo - , urla qualcuno nella mia testa, poi faccio un sorso e poggio il bicchiere per terra. Ripenso e ricordo tutte le mosse che devo fare, poi urlo con la mia testa, faccio un bicchiere e mi poggio per terra e mi chiedo perchè non resto giovane. Tu mi guardi di rimando e ritengo che sarebbe opportuno approfittare di te ora che sei semi-innocente, prima che un treno di cazzi volenti e violenti ti faccia riflettere sulla vita di coppia, mi guardi, metti un dito davanti alla bocca in posizione pensierosa, alzi gli occhi e dici che la mia stanza è carina, però sei a disagio e preferisco vederti i capelli volare e il tuo sorriso enorme che stà dietro di loro in stile vedo-non vedo, allora usciamo e siamo al solito posto e nella solita situazione, solo che ora ho mezzo collo spellato perchè ho molto peccato.
E anche tu, cambi espressione e mi lanci l'occhiata tipica del "come si è permesso?", torno ad allontanarmi, trenta secondi e mi rifaccio sotto ricordando che "se insisti e resisti, raggiungi e conquisti" (l'altro è "bevi, bevi, che non migliora") ed ottengo il risultato che volevo, mi faccio prendere dal boost al superego e perdo di vista le mie priorità. Errori da principiante, ma lei non la perdi più.



25/05/12

Si muore di gloria.

Il mio inconscio ha le idee chiare.
Altrimenti non sognerei ogni notte di uccidere e torcere le budella e picchiare e farmi pregare in ginocchio mentre colpisco sopracciglia.
Il mio inconscio richiede organizzazione.
Lo sento che tu sei il solito stronzo last miniut (è così scritto per evitarti la difficoltà della pronuncia inglese) i cui progetti più grandi e nobili sono per l'apericena del giorno dopo, lo vedo che nella tua mente c'è scritto "c'è tempo, c'è tempo, c'è tempo".
Ma ho delle brutte notizie per te (semicit.): qui non c'è tempo e non c'è il "ci organizziamo con calma", perchè altrimenti sarei finito come te a gattonare per terra in mezzo al mio vomito cercando un lavoro, e non è così, a quanto pare.

Capiscilo una buona volta:
gli obiettivi si stabiliscono, la strada si programma e il risultato si raggiunge.

Non c'è altra via e non c'è altro modo, è tutta una questione di organizzazione.
E' l'intelligenza che ti distingue e ti allontana dalla plebe, è la ricchezza; e dato che i soldi non piovono dal cielo, nel 93% dei casi se ce li hai, vuol dire che te li sei meritati programmando.
Sono queste le cose che ci separano, sono queste le cose in cui ti impegni ogni giorno per elevarti dalla massa, non sei qui per non stupire.

Allora organizziamoci, perchè non mi sembra giusto, nei confronti del sacro bene della vita, non commettere almeno un omicidio in questi 35.000 giorni; sarebbe oltraggioso: hai una vita e non ne togli un'altra?

C'è davvero qualcuno di voi che non ha mai elaborato un omicidio nei minimi dettagli? Travertirsi, agire di notte, accoltellare, strangolare, con una mazza da baseball, con un cric, spazzolarsi i capelli prima, mettersi i guanti, fuggire senza destare sospetti, sorridere mentre si legge il giornale, commentare con circostanza l'avvenuto, "non posso dire che mi dispiace".








19/02/12

It takes a lot to laugh, it takes a train to cry.

Mi siedo sul cesso e mi guardo le mani, sono strane quando ci fai caso, penso a come sarebbero se non avessero le dita, questa specie di quadrato di pelle.
Le mie mani in particolare sono piene di linee, rughe, mi dicono tutti che ho le mani di un vecchio, non me ne frega molto, a me piacciono e ho sempre pensato (e tentato di spiegare, senza successo) che semplicemente chiunque ha le stesse linee/rughe, ma molto meno visibili.

Sono seduto sul cesso e rifletto sul fatto che se qualcuno mi attaccasse in questo momento sarei restio a difendermi. Dev'essere una cosa orribile: sei lì, tutto rilassato, e un tizio entra e ti molla un pugno sul grugno, tu cadi su un fianco con i pantaloni abbassati e il cazzo all'aria e sei contrariato dall'avvenimento. Non si fa.
E nello stesso modo non si uccide qualcuno mentre stà mangiando o durante una doccia calda, o peggio, durante una megascopata. Ci vogliono dei paletti anche in casi di guerra, ci sono limiti che nessuno dovrebbe oltrepassare: ok, ammazzami, ma non mentre sto cagando. E' indegno per me e per te, è irrispettoso, figlio mio.

Quando sono seduto sul cesso e non leggo qualcosa, penso che un giorno moriranno tutti i nostri idoli e con loro anche tutti i piccoli stronzetti diventati famosi grazie ai media di quest'ultimo secolo e moriranno piano piano, come già stanno facendo. Cantanti, chitarristi, batteristi semisconosciuti, calciatori, politici, opinionisti tv, comici, attori, comparse, imprenditori, magistrati, direttori d'orchestra, ballerini, cioè, sto parlando di quando morirà bolle, muti, di pietro, berlusconi, rutelli, bersani, del piero, thiago silva, ronaldinho, messi, fornero, peter north, rocco siffredi, sunny leone, ivana, pitbull, bruce springsteen, bruce willis, brad pitt e la moglie, di caprio, bisio, jessica alba, paris hilton, chinaski, i commentatori del mio blog, i visitatori anonimi, obama, clinton, josh beech, natalia vodianova, mark callaway, triple h, e così via.

Con la televisione siamo arrivati a dare l'appellativo di "famoso" a praticamente chiunque, e quindi dovremo piangerli tutti nel tg all'ora di pranzo, fra quaranta/cinquanta/settanta anni, qualcuno avrà una piccola citazione, mentre qualcun'altro si becca un intero servizio, ad ognuno il suo, dipenderà dalla quantità di amici avuta prima del trapasso.

E tu, minuscolo essere terreno, ti accorgerai ogni giorno di più che tutti questi stanno morendo e sentirai il fiato della bastarda sul collo e ti affretterai a finire i tuoi coglioni programmini a breve termine, correndo qui e lì con il bastone o in carrozzella, sempre connesso con il tuo pc portatile, prima di arrivare a non poterti più muovere e a schiattare strozzandoti con la tua stessa bava mentre pensi ai fumetti ed ai cartoni che hai letto e visto per anni.

07/02/12

Un giorno di questi ci incontriamo e tu mi spieghi come si fa.

Quanti anni ho, quanti anni ho? Devo andare subito a controllare. Apro il portafoglio, le mani mi tremano, guardo la patente e leggo la data di nascita, faccio un rapido calcolo, con le dita, sono un'idiota patentato (ahahah, patentato, capito?), e scopro che come minimo ci sono due cifre.

Oh merda. Due cifre.
Solo ora capisco la gravità del problema.
Eppure qualcuno avrà vissuto nella mia stessa situazione, ma c'è poco tempo per pensare ora: il dato di fatto è chiaro.
Due cifre: minimo 10 e massimo 99.
Questo può significare solo una cosa.





I MIEI COGLIONI


NON SONO PIU'


IN GARANZIA.

02/11/11

Leggende metropolitane che poi non sono mai vere.





Succede che in certi momenti hai una grande illuminazione nella tua vita e dopo esserti ubriacato ti metti a letto. Ora, quando mi metto a letto dopo aver bevuto come un procione nel deserto del gobi, già so che appena mi muovo un po' più bruscamente mi viene da vomitare, perciò devo stare fermo e tentare di dormire con lo stomaco che gorgoglia come una puttana a cui glielo infilano di forza in bocca e sperare di addormentarmi presto, ma, anche se riuscissi in questo primo intento, so bene che mi sveglierò durante la notte a sentire il mio cuore battere e a pensare di vomitare di nuovo. Che palle.
Allora la grande illuminazione è stata quella di alzarsi subito dal letto, affrontare la casa che oscillava come la virginian durante la tempesta e andare subito a vomitare, è durato poco, è stato tutto ok, sono tornato a letto e ho dormito come un angioletto.

Mi sa che sarà questa la tecnica per le prossime volte.


Come in ogni buon blog che si rispetti.


Le piccole leggende che circolano su di me sono di due tipi:
A) Sono un ubriacone del cazzo che stà sempre a bere e sono sempre ubriaco e non è possibile trovarmi sobrio.
B) Sono un fattone del cazzo che stà sempre a fumare e sono sempre strafatto e non è possibile trovarmi lucido.


Certo per la questione A sicuramente dò parecchi spunti: come tutti ho avuto un periodo in cui ho bevuto un po' più del dovuto e venivo beccato in giro per la città con un borghetti in mano, una vodka in tasca, uno strano miscuglio in una bottiglietta, una sambuca, una bottiglia d'acqua con dentro vodka e coca cola e cose del genere, sicuramente vino bianco e lambrusco non si risparmiavano ai tempi, la birra era d'ordine, etc. etc. Ma poi questo periodo finisce e si beve solo nelle grandi occasioni come le feste di compleanno, le feste qualsiasi, i capodanni e qualche altra piccola occasione in cui si può o è preferibile farlo.
Certa gente vive proprio nel passato. Mi fermano e appena dico "cazzo, a capodanno devo sfondarmi" subito partono in quarta con "eh, ma il tuo fegato come stà messo?" "eh, ma tu dovresti smettere di bere" "ma stai sempre a bere, cazzo", è finita ragazzi, state tranquilli che non vi frego più le birre, non mi importa più, l'ultimo rimasuglio di quei tempi è solo una tolleranza all'alcool di poco superiore alla norma, fine.
Che poi se eravate con me lì a bere, anche voi non dovevate essere completamente astemi.


Riguardo alla lettera B, la cosa è più strana perchè nessuno mi ha mai visto con una sigaretta in mano (non può proprio accadere), ma nonostante questo la voce che io sia un fattone di erba, solo perchè ti ho rullato cinque canne nel box, perchè quel mio lontano amico è un pusher e perchè quel tizio offre il fumo a tutti e una volta sono uscito con il suo gruppo, mi sembra esagerata. Anche perchè evito praticamente sempre di fumare in pubblico, e inoltre il mio stash è finito da un bel pezzo e il mio tempo da pusher è passato e non è mai nato.
Perciò capirete che mi sorprende se arrivo alla festa e uno sconosciuto, di cui so il nome e che ho visto solo una volta, mi prende da parte per offrirmi un cannone dicendo "ma solo tu fumi nel gruppo?" mentre affaccendato caccia tutto l'occorrente e poi ti trovi a parlare dei cazzi tuoi e del più e del meno e ad augurare buona fortuna al tizio dopo che ti offre anche la seconda canna gratis, mi sorprende e mi fa piacere sì, scroccare è sempre bello, ma è inaspettata come cosa.

Un tizio sconosciuto, ma che cazzo di voci girano su di me?