12/07/14

Non è possibile.

Somebody keep me.

Sto volando giù dal balcone.

In un attimo chiedo scusa a tutti quelli che devono saperlo.

No, no, meglio non volare.

Mi do degli schiaffi mentali.

Non ci devo pensare.

Non avrebbe senso.

Mi siedo per terra.

Devo parlare con qualcuno.

Sono tutti impegnati, che orari del cazzo scelgo?

Somebody keep me.

 Tu pensi che la razionalità possa aiutarti e sovrastare le emozioni? Pensi che sia facile? Pensi che sia innocuo?

Mi si rivolta lo stomaco, mi si chiude la gola, non ruggisco più. E' nel retro della mia mente, cerco di non tirarla fuori. Non ho più l'età per fare certi errori. La gente è pazza e i tempi sono strani, mi interessava, ma le cose sono cambiate. Stiamo vicini, sudati ed io ho una canzone in testa e la canto sempre, "andiamo a vedere le luci?", finchè lei non se ne accorge, ci guardiamo negli occhi, lei abbassa lo sguardo ed io le chiedo se farà rifare l'asfalto per quando tornerò.

Ma, vedi, è mezzanotte e lo sai che è un brutto orario per me, non ho mai dovuto sopportare certe cose. Vi voglio tutti sempre giovani, per il resto fate quello che volete, però rimaniamo qui, rimaniamo qui e non andiamo avanti, su di un letto di morte. Non ci conviene mica? Ragazzi, questo momento è bello. Sto cercando di ricordare un momento più bello. Chiaro nella mente, ma insapore nei sensi. Perchè questo funzionamento del cervello? Altrimenti staremmo a rivivere quei momenti all'infinito e moriremmo di fame e di sete e non penseremmo mai a cose come lavorare. Guardo le mie vecchie foto. Avevo un sorriso diverso? Avevo dei capelli diversi. Ah, ma state tranquilli: col tempo tutti i ricordi diventano belli. Vero. Ma è presto per questo, serve qualche mese.
La luna non c'è.
Non è possibile.




C'è questo passato dietro di me. Il solito. È strano, a momenti neanche mi ricordo la sua faccia. E poi c'è questo futuro: un'estate principalmente in questa città. È strano anche questo. Le persone che vedo, le rivedrò quando? Qua tutti si incontrano per caso. Poi ci sono 4 lauree. Viaggi, festeggiamenti, poi di nuovo viaggi. Un casino. In tutto ciò c'è tutto ciò. Giusto per concludere.

11/07/14

Ossitocina = ossigeno.

L'acqua nelle orecchie. Il suono del mare per un momento, un minuto, il rumore del nulla.
Poi si riemerge per prendere una lunga boccata d'ossigeno.

Ballo, respiro, balliamo, respiro di nuovo. Per lei non significa nulla.
Non vedo più niente, sono accecato. Sono annebbiato. Dovrei smetterla di fumare.
Dovrei smetterla di fumare?
Ma fumare mi dà ossigeno. Tu che ne sai?

E' ancora presto: torniamo molto indietro.

(avete visto Enter the void? No? Vedetevelo. E' un film dove uno spacciatore viene ammazzato nei primi cinque minuti di film e passa il tempo svolazzando sul mondo e vedendo cosa accade. Nello stesso tempo ha dei flashback della sua vita. Perchè questa parentesi? Perchè è così che funziona il mio cervello ed è così che va letto questo post.)

Apro gli occhi. Filtra un po' di luce dalla finestra semiaperta, mi giro su un fianco e prendo il cellulare sul comodino, premo un tasto e la luce mi acceca un po'. Sono le 5.36. Lo poso di nuovo e mi giro verso Judy. E' sveglia anche lei, non dice nulla, mi guarda e mi salta addosso.
Quattro ore dopo ci alziamo davvero e non c'è un cazzo per colazione perchè figurati se ci avevamo pensato. C'è una lattina di birra su di una sedia. Judy la prende e sorride, "la colazione dei campioni!" e butta giù due lunghi sorsi. Rido e le bacio la fronte.

Apro la porta di casa e penso "buon compleanno, amore, ovunque tu sia!", faccio entrare Judy per prima, ho la mia maglietta preferita addosso e mi chiedo se dovrei vergognarmi di questo. Decido di no e poggio la felpa sul divano, sistemo il computer e faccio partire la musica.

Caccio dalla tasca la chiave con quel portachiavi rosa rotto e penso "di nuovo qui", intanto dico a Laura, ha lo stesso colore di capelli di quella di prima, che dopo andremo a fare un po' di spesa, birra e qualcos'altro che potrà esserci utile. Entriamo e lei mi fa "bella!", io salgo i cinque scalini e butto lo zaino per terra. Tiro fuori il grinder e glielo metto in mano: "Su, al lavoro.".
Dopo cinque minuti abbiamo messo dei cuscini a terra e stiamo fumando mentre guardiamo il soffitto, la cenere la scoperemo via con calma. Per fortuna le piace stare zitta, è bello godersi il momento. Penso a come l'ho inquadrata in mezzo secondo, come ho capito che sarebbe finita qui, a quando l'avevo vista su facebook e l'avevo mentalmente silurata pensando che era una mezza cessa e invece di persona ha questi begli occhi e una carnagione da impazzire. Penso che se non fossi ora qui con lei, sarei con un'altra amica ancora e mi vengono i brividi, ho evitato un brutto proiettile. C'è musica, c'è sempre musica. C'è questo cantante italiano che piace ad entrambi ed è triste e la musica pare invernale, ma siamo a luglio. Le piazze sono mute, il balcone è aperto e ogni tanto qualche corvo gracchia per farsi sentire dai suoi amici. Ormai è buio.

Arriviamo in questo grande parco, quello con i campi da basket, dopo che finalmente sono riuscito a sbolognare la terza incomoda. Voglio una birra, mi avvicino al camioncino che le vende e prendo una heineken, sto per mettere la mano al portafoglio, ma Anna mi ferma e dice "pago io". Sorrido. Ci andiamo a sedere su una panchina, bevo e dico stronzate, le tocco il braccio, la faccio alzare, la abbraccio, mi avvicino alle sue labbra, lei si scosta dicendo che sono pazzo e che il posto non le piace perchè il suo ex veniva spesso qui e che le hanno detto che sono fidanzato. Io dico che sono frocio e sono fidanzato con un bel ragazzo. E so bene che se davvero non volesse, si incazzerebbe o se ne andrebbe via, e invece rimane lì ad evitare ogni volta i miei baci, per circa quaranta volte, se non di più. Alla fine le copro gli occhi con una mano e ne assaporo la lingua, dopo cinque minuti andiamo in macchina mentre mi ripete che sono un buffone, un coglione e che non si metterebbe mai con uno stronzo come me, tutto questo mentre è sopra di me. Ci stacchiamo solo verso le tre e mezza e la accompagno al suo portone, ci diamo un ultimo bacio e poi confessa: "lo so bene che hai la ragazza, ora è a [nome di città]". E poi vogliono fare le moraliste con dei sani principi. Come si può non amarle?





Libertà, ossigeno.