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12/12/18

2020.





Là dove tutto è cominciato, là dove tutto finirà.

Questo è il post numero 300 da quando ho cominciato questo blog.

Il giorno e l'ora di questo post a te non diranno nulla, perché non ricordi.

Eppure a quell'ora è cominciato tutto e a quest'ora di nuovo dobbiamo ripartire.

Il blog va in stand-by, o muore con me, perché devo morire e risorgere un'altra volta.

Specialmente perché il me del 2020 dev'essere una persona differente e mi serve molto tempo per diventarla.






E quando si muore, ci si lascia tutto alle spalle. Il tempo non esiste più e, di sicuro, il passato non esiste più. Torno nel mio eterno presente.

E' stato molto bello, eppure è finito.

Tutto finito.

E solo io so quanto mi avete rotto i coglioni e quanta merda ho dovuto ingoiare per qualche attimo di felicità, vedendo tutto il mio lavoro che principalmente va a favore di stronzi subumani.

Vedere il mio vomito e i miei incubi dissacrati perché non valgo nulla.

E ne sono conscio, di non valere nulla.

Né perderò tempo a lamentarmi come tutti vuoi. Non c'è più tempo.

Arriverà il nostro momento.

Arriverà.

Ora è il momento di separarci, my friend.

E' sempre stata una missione suicida, dall'inizio.

Penultima riga.

Ultima immagine.







23/05/18

Tutto questo dare un giorno tornerà indietro.




Ora che tutte le storie / durano ventiquattr'ore

Non sono deciso perché il mio cervello mi rema contro e mi dice di prendere il treno e andare a casa che tanto non succederà niente e ci sarà una situazione del cazzo che non mi permetterà di fare nulla di bello. E invece mi metto le cuffie e cammino per le vie di una città che non conosco e guardo il vuoto e la solitudine e i lavori su una via principale che hanno dissestato una strada. Fa fresco, io ho una maglietta bianca e una camicia di jeans nera e cammino. Quando arrivo a casa di Amanda, è mezzanotte. Il cellulare è al 4% di batteria, le mando un messaggio dicendole che sono fuori dalla porta, sperando lo leggerà. Mi giro e guardo i lavori e tutta la strada che ho percorso. Non c'è anima viva, solo rumori distanti. Lei saltella sulle scale del suo portone, vedo un'ombra veloce e nera avvicinarsi, mi apre e ci salutiamo con due baci sulla guancia, mi invita in casa e trovo una ragazza e due ragazzi seduti su dei divani, a fare giochi per bere. Mi inserisco sul divano libero, Amanda si siete alla mia destra, parliamo un po', mi presento, mi offrono una birra, bevo. Cominciamo a giocare e beviamo e diciamo cazzate, ridiamo. Lei mi sfiora la gamba ogni tanto, poi ci poggia direttamente la mano e in un momento mette la testa sulla mia spalla. Mi fa complimenti velati mentre io sono taciturno, ma rilassato. Alle due andiamo a ballare tutti insieme in un locale che da fuori sembra un capannone qualsiasi e dentro è stato riadattato a club. Per prendere da bere bisogna comprare dei gettoni, cazzo siamo al lunapark, va bene, dai, balliamo e resto vicino a lei, mi allontano solo quando passa qualcuno che cerca di abbordarla, ma lei ci parla e poi rifiuta tutti. Saranno le tre ormai quando le nostre facce si avvicinano troppo e io devo baciarla e lei prima si scansa, poi cede, come sempre. Balliamo vicino ai divanetti, vicino al bar e lontano dalla pista, siamo soli qui mentre tutti i presenti sono al centro del locale. Ci rincorriamo, la inseguo attorno ad un tavolino, siamo brilli, ogni tanto ci baciamo, ogni tanto mi mette una mano sotto la maglietta, io le stringo il culo attraverso i pantaloni neri e solo quando sono quasi le cinque siamo finalmente in camera sua e io mi ero appena lavato i denti nel bagno, rientro nella camera e Amanda è lì, mezza nuda con solo le mutande, mi tolgo immediatamente la maglietta e le dico che questo non deve farmelo, la abbranco e la butto sul letto. Alle sei stiamo dormendo nudi e abbracciati e ci alziamo dal letto solo per le dodici, perché lei deve lavorare, inizialmente doveva andare in ufficio, ma poi ha chiamato il capo per dire che avrebbe lavorato da casa, Io mi faccio una doccia e poi rimango sul letto a guatare la camera e scopro angoli mentre guardo il soffitto e vedo l'acchiappasogni sopra il letto, troppo in alto per farci caso prima, gioco con il gatto, lo accarezzo, gli canto canzoni, ma solo con il labiale, quelle che ascolto con le cuffie mentre Amanda è seduta alla scrivania che apre mille programmi, vede video e ogni tanto scrive e fa due click, una parete della stanza è composta da finestre che danno su un vialetto, il vialetto lo guardo un po', guardo come il sole batte sui palazzi dietro e poi accade, accade che il cancello elettrico alla fine del vialetto si alza piano piano e rivela la strada con uno spartitraffico con dell'erba sopra e lì ricordo chiaramente che questa precisa immagine che sto vedendo ora, da questo preciso punto di vista, l'ho sognata qualcosa come una settimana fa, una settimana fa ho sognato questo vialetto, ma con il cancello aperto e quindi con quella visione di profondità sulla strada che prima non avevo, e ora è tutto chiaro e mi sembra di avere un segno palese del fatto che sarei dovuto venire qui e questo momento ne è la prova, ma la prova migliore che è tutto quello che desidero, in verità, e questo sarà un problema mio, l'ho vissuto non la sera e la mattina mentre stavamo scopando con una chimica incredibile per due che si sono conosciuti qualche ora prima, ma l'ho vissuto quando, mentre io dormivo solo due ore perché nei posti nuovi e con delle ragazze è sempre così, lei si è svegliata e si è accorta di me che le stavo facendo le coccole e si è girata con quella faccia riempita di ossitocina e relax e mi ha guardato con quegli occhi incredibili per poi fare un sorriso eccezionale, è quel sorriso quello che voglio e certamente per avere quel sorriso quello che c'è stato prima è imprescindibile e anche quello che c'è stato dopo. Dopo aver vissuto quel momento, quello del sogno e del vialetto, dovevo andarmene perché era tutto concluso, invece sono restato perché volevo rubare tempo finto a qualcosa che era solo un piccolo presente di quello che potrebbe essere, però alla fine abbiamo mangiato sushi e io non mangiavo da un giorno intero e mi piace condividere il pasto con qualcuno una volta ogni tre mesi e il gatto voleva rubarci da mangiare e alla fine Amanda gli ha dato un pezzo di pesce crudo e lui felicissimo se l'è divorato saltellando qua e là, ovviamente è tornato a chiederne altro, ma nulla, ho fame caro mio. Torno in camera a mettere le mie cose nello zaino e sistemarmi per andare via, mando un messaggio a lei che è in salone e le scrivo "stanza", le do i soldi per il sushi, non è neanche tutta la mia parte, ma magari mi dai l'opportunità di rivedermi, anzi, lasciami il numero e poi la bacio un altro po' di volte e un'ultima prima di chiudere la porta di casa dietro di sé e scomparire.













18/04/18

Cold turkey. / Five minutes before death.

Cold turkey.

Se devi staccare con una dipendenza, farlo completamente da un giorno all'altro sembra un metodo abbastanza effettivo, ma richiede parecchia forza di volontà e pochi ne hanno. La questione della forza di volontà vale per tutte le cose. Quando ti serve ottenere un obiettivo alla fine hai due scelte, se davvero hai bisogno di arrivare a raggiungerlo: o hai una forza volontà che riesci a controllare internamente o hai bisogno di qualcuno che ti tenga sulla retta via pedissequamente. Che sia il tuo nutrizionista per la dieta, il tuo trainer della palestra, il tuo coach mentale. Devi capire quale delle due scelte è adatta a te e poi darci dentro in entrambi i casi.

Non parlo solo di dipendenze di droga. Ci sono anche quelle affettive. Che sia la città in cui sei nato e vissuto, che sia la tua ultima ex che non rinunci a vedere nella tua vita. O di tutti gli altri tipi possibili che tu possa immaginare. La gente dipende anche da stati mentali, da emozioni. Pensate a tutte quelle persone che vivono nel ruolo di vittima in modo da deresponsabilizzarsi dalle loro scelte e azioni.


 Five minutes before death.

Tre ore all'ora X. Tutto è preparato. Non ricordo cosa ho fatto ieri sera. Ah, sì. Sono stato tutta la notte in giro con una miriade di amici. Ora sono in un bar a prendere un caffè con un amico e mentre lui mi fa ascoltare una canzone mi concentro sul testo. Il mio cellulare vibra. Leggo chi ha scritto. Capisco che è tutto andato a puttane senza neanche aver bisogno di aprire il messaggio. Sposto la tazza di caffè vuota alla mia destra e mi butto sul tavolino con la testa. Non ho neanche la forza di insultare il mondo. Mi servono cinque minuti di nulla. La mia mente è completamente bianca. Dopo cinque minuti comincio a pensare a soluzioni per salvarmi il cervello.

Sei ore all'ora X. Mi sono svegliato da poco, non ho fatto colazione perché ormai il pranzo sarà relativamente vicino. Mi infilo nella doccia e mi pulisco per bene mentre ascolto musica. Mi taglio le unghie e mi vesto già da ora per la serata. Un amico mi chiama e vuole chiedermi un parere su qualcosa di importante. Non ho altro da fare e mi incammino verso il centro della città con le cuffie nelle orecchie, cercando di rilassarmi.

Ventiquattro ore all'ora X. Sono con un amico che è come un fratello a discutere di come risolvere la situazione logistica per il giorno dopo. Non ho portato il pc e lui mi sta facendo usare il suo. Contatto un po' di persone. Problemi tecnici su problemi tecnici. Alla fine riesco a sistemare tutto. E' tutto pronto, ora dipende solo da me. Almeno questo mi piaceva pensare.

Ora X. Il mio cervello è andato a puttane come tutto il grande progetto che avevo messo su. Era preventivato. Alla fine ci sono cause di forza maggiore che ti possono far imputtanare tutto. Però c'è sempre una possibilità di salvare qualcosa di piccolo. Per questo sto cercando fra tutti i miei contatti rimasti in città qualcuno che possa sbrogliare la situazione, anzi, non richiedo neanche questo. Voglio una semplice compagnia perché non mi va di affrontare questo momento da solo. Potrei farcela e l'ho fatto più volte. Ma oggi non mi va. La botta è stata troppo forte e mi serve non pensare per un po', in modo da attutire la cosa o di ritardare la sua considerazione ad un momento in cui sono riposato e/o più lucido. Nessuno dei miei contatti può o vuole aiutarmi. Va bene anche questo. Cose già capitate. Quelli fidati sono pochissimi e davvero non possono. Penso che non c'è nulla più per me da queste parti. Mi viene in mente la scena di nuovo cinema paradiso, quella della stazione. Dove il protagonista parte per la grande città e il suo mentore gli dice di non voltarsi mai, di non tornare più, di dimenticare tutti loro e di guardare sempre avanti. Mi chiedo se io non debba fare questo e rinunciare ai miei collegamenti qui. Penso, che cazzo, che tutte le volte in cui queste persone avevano bisogno io ero lì in due secondi. Ma non posso aspettarmi i miei stessi comportamenti da altri, non da loro sicuramente. E di conseguenza i loro comportamenti non devono influenzarmi in questo modo. Non me ne frega nulla perché non mi aspetto che voi siate come me. Esco e mi metto in macchina.

Sette ore dopo l'ora X. Sono nel pub in cui andavo quando avevo 15-16 anni a bere il cocktail della casa, con un mio fratello a discutere delle rispettive vite e situazioni e io sono lì che gli spiego tutto quanto descritto prima e parliamo dei nostri genitori e della vita e di quando ci si sente uomini, temporalmente intendo, e comunque siamo persone anche abbastanza diverse in gusti e stile di vita, ma il mindset mentale è lo stesso quindi ci capiamo perfettamente e tutti e due vogliamo cambiare il nostro mondo. Certo, la botta è ancora dentro il mio cervello, ma queste tre ore sono state mentalmente rilassanti e ne avevo bisogno. Accompagno il mio amico a casa e do un ultimo sguardo al luogo in cui dovevo finalizzare il mio progetto. Dubito di andarci mai più.

Torno a casa e mi metto a letto pensando che un'altra morte è ora alle spalle.

Cavalco verso la prossima. E poi parlo con il mondo, con la vita, con la natura, con gli dei, come volete chiamarlo voi:

"Anche io ti odio mondo. Voglio tu sappia che è reciproco. E' che non hai capito con chi hai a che fare. Io ti do fuoco dall'interno e ti salirò in faccia con le mie scarpe. Ti farò vedere chi sono e ti schiaccerò come la merda che sei. Fosse l'ultima cosa che faccio."

Fuck this world up.







20/08/17

3-2-1-turbe in sviluppo.

Sono le tre di pomeriggio e ancora non mi sono alzato dal letto. La notte è stata passata tra incubi gentili e mal di stomaco. Probabilmente la droga che c'è qui non è buona abbastanza. Ho ancora mal di stomaco. Sono sdraiato sul letto e mi manca l'aria, troppa afa. Fatico a respirare, ma non mi crea troppi problemi. Guardo il muro e il lampadario analizzandone ogni dettaglio. Sono su una barca in mezzo al mare e il mare e le onde mi cullano. E' un relax mortuario. Come essere vivo mentre spingono la mia barca nel mare per il mio funerale vichingo. Niente schiave vicino a me. Non sono così egoista. E sopratutto non voglio nessuno vicino a me quando sto per morire e sto per rilassarmi per sempre. Guardo il cielo farsi scuro piano piano. Arrivano le stelle e io sono in balia delle acque. E' tutto così calmo. Mi rimane solo da pensare alla mia vita. Sono ormai due anni che sostengo di poter morire già felice, per quello che ho fatto e vissuto. Da quest'estate morirò ancora più felice perché sono cresciuto e diventato grande. Chiudo gli occhi e mi addormento.

Mi sono organizzato con diverse persone per la giornata di oggi, ma ho deciso che non contatterò nessuno. Non mi va. Voglio solo la mia Dea e lei verrà sicuramente. E' così bella e la amo così tanto che quasi ho paura a sfiorarla. E' come un tempio sacro, una statua sacra. Non ti puoi avvicinare senza avere le dovute accortezze. E vorrei farla stare il più bene possibile e non so come fare, ancora. Lei si sistema i capelli con attenzione e meticolosità. Fantastica. Le faccio un paio di foto. Io sto ancora male. Per stare meno male, la soluzione che trovo è dire a lei di venire a letto, di togliersi le scarpe e di farsi fare un po' di coccole. Nessuno le fa le coccole. Questo è terribile. Dovrei ammazzarvi tutti. La accarezzo per due ore mentre ascoltiamo musica. Non sto meglio fisicamente, ma non me ne accorgo. Le sue guance sono tutto quello che conta.




26/06/15

Emma.

Le grandi cose sono l'amore e l'ingenuità di una bambina.
Quando ho conosciuto Emma, mi innamorai completamente e velocemente del suo viso e compresi tutto quello che c'era da comprendere in poco tempo e le dissi tutto quello che sapevo solo grazie al suo viso, la sua forma, i capelli, quello sguardo. Aveva passato anni contenti, qualcuno di più, qualcuno di meno, con un ragazzo e poi lui andò via e non volle rimanere dopo qualche settimana perché aveva trovato un'altra a cui dedicarsi. Tipico, direi. Lei pianse a lungo. Andava alle feste e beveva e tornava a casa tutta triste guardando la luce riflessa della luna. Incontrò me. Ero biondo, fulgido e con gli occhi splendenti. Decisi di andare subito a fondo e sparare tutte le cartucce perché non c'era bisogno di aspettare, temporeggiare e rischiare e rimase così colpita che ebbe visioni di rinascita e sosteneva che il suo cuore fosse stato mangiato dalle bestie e io pensavo ad una canzone che fa "nel mio cuore, dal mio cuore, c'è una donna che tace le parole di un altro uomo triste". Condivisi con lei canzoni che non volevo condividere con nessun altro perché lei era la persona giusta in quel momento e le feci capire che avevo routine che falciano gli occhi e bombe atomiche che ti spazzano via. E le feci esplodere. Sempre più sconvolta si chiedeva come facessi a sapere tutto e a sapere cosa dire e in quale momento dire e la canzone giusta e il film giusto. Parlammo a lungo, di notte, confessandoci in breve segreti che di solito sono centellinati per anni di una qualsiasi relazione. Tutto questo mentre imparavo le canzoni da suicidio che tanto ci piacevano e ascoltai quella canzone precisa per tutta quella settimana colma d'amore e di desiderio e quando ci guardavamo negli occhi e ascoltavamo la nostra voce era tutta una magia veloce e curiosa. Guardavo le sue foto irretito e pensavo alla nostra estate insieme e poi dormimmo insieme e lei si svegliava con quello sguardo mezzo addormentato, ma già felice di avermi lì e sorrideva e prese dal cassetto vecchi ricordi per indossarli di nuovo e sapevo benissimo che lo faceva solo per me, ma non lo ammise mai. Io sorridevo e aspettavo di andare al mare con lei, su lidi sabbiosi con i nostri asciugamani a spalmarci la crema sulla schiena e c'eravamo vicinissimi tanto che lei si stampò le mie foto e le appese in camera e non solo questo. Anche gli screen dei nostri messaggi finirono lì sul muro e spesso si ritrovava a toccarle con le dita, facendole scorrere lentamente come se io potessi essere lì, ma io ero relativamente lontano e non bisogna mai mai mai abbassare la guardia né temporeggiare perché poi accadde quello che pensavo, che sospettavo, che non volevo. Volevamo quasi vivere insieme, veloci come pazzi, ma un giorno ognuno uscì per fatti suoi e lei incontrò un vecchio ricordo e lui le disse "ti ho pensata sempre", bugiardo, "torniamo felici e giovani come prima, non me ne andrò più". Lei amava il ricordo, ancora e sempre e dimenticò in un soffio il nuovo innamorato sorridente, mi disse addio velocemente. Mi lasciò triste e una storia bellissima morì così. Eppure mesi dopo, come previsto, il ricordo svanì di nuovo. E stavolta per sempre. Emma pianse di nuovo e pensò al povero me, a cosa sarebbe stato se, e solo se, non avesse ceduto al ricordo, ma c'era poco da fare. Mi cercò, cercò il ragazzo biondo, ma non lo trovò mai più.



15/03/15

Incubi.

Primo giorno.
Mi alzo, faccio colazione, mi sbatto sul divano e metto un cuscino sul tavolino per poggiarci i piedi sopra. Il professore sta lavorando al computer dall'altro lato del divano, in silenzio, con le cuffie nelle orecchie, pensieroso. Io sto scrivendo la lista della spesa e la lista di cose da fare in questa settimana. Mi vibra il cellulare.
Leggo ed esclamo "puttana, puttana, puttana, lurida zoccola".
"qualcosa non va, urno?"
"tutto perfetto."

Secondo giorno.
Serata di bagordi. Un mio amico è rimasto a dormire a casa, il posacenere è strapieno di cicche, la casa puzza di fumo, abbiamo passato tutta la serata a parlare di relazioni, musica, band, donne, tradimenti, idee geniali per il futuro. Siamo andati a letto alle quattro e ora sono le tre e dobbiamo ancora mettere qualcosa sotto i denti. Sono ancora nel letto quando
Mi vibra il cellulare.
Leggo, mi alzo, entro in salotto e trovo il mio amico già sul divano che si rimette le scarpe con una stanchezza e pacatezza che abbiamo solo noi. Lo guardo e gli dico "guarda, 'sta stronza, ma vedi se non si può stare tranquilli, 'sta puttana.".
Rolliamo un'altra canna mentre mangiamo noci.

Terzo giorno.
Sono a casa con uno dei miei migliori amici, beviamo una bottiglia di rosso, ne fumiamo un paio e parliamo del nostro futuro. Lavoro, curriculum, lingue da studiare, posti da visitare, viaggi, progetti, sogni. Ascoltiamo musica e per me la serata potrebbe finire qui, perchè non si può aggiungere molto di più e perchè il relax è importante e deve essere una componente sempre presente nella tua vita. E invece esco e varie ore dopo entro a casa di vittoria per restarci il più possibile e per entrarle tra le gambe. Facile la sua vita: vuole me e le basta avvicinarsi restringendo la distanza tra le nostre facce e chi sono io per rifiutare un'occasione così? Le dico "sdraiamoci sul letto" e lei di tutta risposta prende una specie di tappeto, lo butta per terra di fianco al letto e mi invita a piazzarmi lì. Non faccio troppa resistenza. Ci copriamo con un lenzuolo e incomincia una lotta sfiancante di ore in cui rimaniamo nudi a guardare l'alba illuminarci la faccia e ogni tanto a dirci cose carine e io ne esco sconfitto, perciò ad una certa ora devo alzarmi, vestirmi, raccogliere gli anelli che sono caduti per terra e andare via mezzo vuoto e un po' a pezzi perchè il pavimento non era comodo come il letto. La sera vado da solo ad un concerto a cui non voglio neanche assistere, di gente che non ascolterei mai di mia spontanea volontà, ma è giusto perchè ho bisogno di aria e il posto è pieno di gente e dietro di me c'è l'unica persona che conosco, ma con cui non voglio parlare, perciò rimango in silenzio cercando di distrarmi dai flash di vittoria seminuda sopra di me che mi stringe la mano per non farmela scendere giù e sembra quasi esserci aria nuova, ma
Mi vibra il cellulare.
Una bestemmia mi esce dal cuore e due ragazze si girano a guardarmi come se volessero rimproverarmi e io le guardo negli occhi con uno sguardo che dice "qualsiasi cosa possiate dire, non servirà a nulla, giratevi e non cagatemi i coglioni.", loro capiscono o semplicemente mi ignorano. Penso a quanto vorrei fumare ora, esco dal locale e torno a casa a piedi.
A fare incubi che sono i sogni di qualche stronzo sperduto chissà dove che non esce quasi mai di casa e desidera una ragazza qualsiasi che gli tenga la mano mentre camminano.
E nel mio incubo vedo una ragazza con i capelli lisci e pantaloni larghi colorati che è seduta ai bordi di una fontana insieme ad un'amica e io, in modo stupido, mi vado a sedere vicino a lei sapendo che avrebbe cominciato una conversazione che avrebbe portato solo a dolore, anedonia e depressione e lei vuole parlarmi, parlarmi, ma io non voglio, voglio solo scopare e ci ritroviamo sopra un letto, finalmente, e lei mi guarda sorridente fingendo di tenerci, di amarmi, come se il mondo non stesse per finire, o fosse già finito e il suo sorriso mi sega in due, mi apre fisicamente e io sono lì con il petto che sta per esplodere e dilaniarsi a chiederle "come fai a fingere così bene?", rendendomi conto che io non ne sarò mai capace, con una sottile invidia che mi perfora la testa e mi falcia le labbra ferite.



06/11/14

Realisti un cazzo.

La prima notte a praga la passiamo in una specie di comune. Abbiamo trovato il tipo su internet, travis, e gli abbiamo chiesto di ospitarci per una notte. Travis lavora per i medici senza frontiere, ma non è un medico, è più dedito alla parte organizzativa. Ora è in vacanza per qualche mese e allora ha deciso di affittare una casa enorme e di piazzarci dentro più materassi possibili e offrirla ai couchsurfers di tutto il mondo. Venticinque persone in una casa. Io e vlad arriviamo che siamo già devastati dal viaggio notturno, sette ore in bus, lasciamo le borse e andiamo via a visitare la città.
Quando torniamo, ho preso due birre e qualcosa da mangiare dal kfc, mi metto in cucina e comincio a mangiare e bere. Travis è lì e ci sono anche due canadesi, un americano, una bielorussa, un uruguaiano. Ognuno con la sua storia. C'è tutto questo mondo sotterraneo che io avevo visto solo di sfuggita, migliaia di backpackers e di autostoppisti con tanta fiducia nel prossimo che cercano di viaggiare per mesi pagando il meno possibile. Rimango quasi sconvolto.
L'uruguaiano suona l'armonica per strada e cerca di racimolare un po' di soldi per continuare il giro dell'europa, mentre mi racconta la sua storia caccia una bustina d'erba e comincia a rollare un cannone. Lui è per i purini, travis invece la mischia col tabacco. Usciamo fuori, continuiamo a parlare e scrocco qualche tiro. A praga l'erba è legale, ma nessuno lo sa perchè la legge è passata solo da due anni. CAZZO, penso. E torno dentro. C'è una piccola chitarra in cucina e dopo due birre la suoniamo a turno.

"conoscete i neutral milk hotel?"
"jeff mangum è un dio.", risponde la canadese.
"cazzo. Conoscete sufjan stevens?", chiedo speranzoso.
"ma certo! Mi sono fatto pure un suo concerto!", risponde mike, l'americano, "suoniamo vesuvius."

La bielorussa annuisce e io mi chiedo dove sia stata 'sta gente tutta la mia vita.
Suoniamo e cantiamo e siamo tutti una grande famiglia.
E' durato solo una notte.

...

Quando arriviamo a rotterdam io sono già devastato perchè vlad vuole camminare perennemente e maciniamo chilometri per sette-otto ore al giorno. Allora mi impunto e dico "no, senti, tu continua il tuo giro e vatti a vedere 'sti palazzoni del cazzo, io vado nel primo coffee shop che incontro, ci rivediamo in hotel.".
Il primo coffee shop che trovo sembra un pub qualsiasi, prendo un cannone già rollato perchè non c'ho proprio voglia di lavorare, mi siedo e guardo lo schermo gigante dove c'è un documentario qualsiasi su gente che avvita bulloni, costruisce cose, mi perdo abbastanza presto a godermi il momento mentre nell'altro tavolo tutti ridono e scherzano, sono tanti uomini sulla quarantina, vecchi amici che cazzeggiano come si farebbe davanti ad una birra. E invece qui tutti fumano.

...

Amsterdam ce la siamo goduta poco.
Non abbiamo prenotato un ostello e allora ce li siamo girati tutti camminando con i bagagli in spalla, altri chilometri infiniti. Ad un certo punto sbotto "cazzo, basta, facciamo che ora ci fiondiamo dentro un coffee shop e poi becchiamo la mia amica quando finisce di lavorare a mezzanotte". Non ricordo il nome del posto, mi prendo anche una canna di skunk e me la fumo in pace con il mondo. Stare seduti è una gran cosa dopo tre ore di camminata. Vlad non vuole fumare perchè è nervoso. Non si sa ancora dove e se dormiremo stasera. Tutti gli ostelli sono pieni, quasi tutti.
A mezzanotte mi presento al ristorante dove lavora carla, entro e chiedo di lei. Ci saltiamo addosso, non la vedevo da sei mesi. Chiediamo dove possiamo alloggiare la notte, A casa sua non c'è posto, sono già in dieci e la situazione è disdicevole. Allora un suo collega napoletano ci dà l'indirizzo di un ostello, è in culonia, e noi ci fiondiamo lì, dicendo a carla di aspettarci sempre nello stesso posto.
Altri chilometri inutili: arriviamo ed è tutto pieno. Maledetti.
Alla fine ne troviamo uno relativamente vicino al centro, ci registriamo per la notte e vlad va a dormire perchè è distrutto. Stronzo, devi vedere me.
Io vado a farmi una birra con carla per aggiornarci sugli ultimi mesi.
Mi racconta della casa, del lavoro, della gente pazza che ha incontrato, di drogati, di droghe, di come le stia piacendo l'extasy, di quella volta che si è presa l'lsd. Io non ho la forza di parlare, bevo la birra e annuisco. Promettiamo di vederci il giorno dopo, stessa ora, stesso luogo, così ci facciamo una serata più tranquilla.
Torno all'ostello e mi faccio la doccia alle tre di notte, probabilmente attirandomi le bestemmie di tutti quei poveracci che cercano di dormire dopo una giornata di svarioni.

...

Il secondo giorno dobbiamo visitare almeno un museo. Anche se costa un botto. Tutto costa un botto ad amsterdam, tranne la droga. Valli a capire. Decidiamo per van gogh, ma prima sostengo che bisogna SUBITO fumare. Prendiamo la vedova bianca e andiamo in un grosso parco. Rullo con ben poca disinvoltura mentre ci passano accanto vecchi con il cane e famiglie complete di passeggino. Poi andiamo a vedere il museo. Non si muovono i quadri.
Torniamo in ostello e fumiamo il rimanente. Esco cercando di andare dalla mia amica, mi perdo per mezz'ora in un supermercato cinese cercando dell'acqua. Giuro che non la trovo e mi accontento di una lattina di coca cola. Arrivo al ristorante dove si suppone sia la mia amica, ma non c'è. Ho fumato troppo e il tempo è passato e non c'è più. Il cameriere napoletano mi dà indicazioni precise su dove possa trovarla: "il mercato dei fiori. lippenstain. lipstin. lippstin".

"e dov'è 'sto posto?"
"ah, guarda è facile: vai a piazza dam e poi sulla destra, sempre dritto non puoi sbagliare".

Senza una mappa, senza un gps, senza una fottuta idea di come si scriva lippstein/lippstain/strenstein, mi avvio per scoprire, non che non l'avessi sospettato, che su piazza dam danno 6-7 vie e quindi "a destra" mi significa un bel turgido cazzo.
Torno all'ostello ancora più devastato di prima, mi butto a letto e muoio. Mi sveglio la notte tossendo l'anima, non ci faccio caso e torno a dormire.

...

L'ultimo giorno è il più tragico perchè è il cazzo di 31 ottobre e quindi i prezzi degli ostelli si impennano senza motivo apparente e la nostra risposta geniale alla situazione è di non prenotare un cazzo e di fare nottata, poggiando gentilmente i bagagli a casa di carla. Carla che continua ad essere incontattabile e fuori dal mondo. Noi teniamo duro e senza vergogna restiamo in ostello, lasciando i bagagli nella stanza apposita nonostante il check-out sia stato fatto alle dieci di mattina. Dopo una mattinata in giro, ah, ho visto la casa di anna frank mentre vlad come suo solito gironzolava camminando senza sosta, per non sbagliare approccio alla serata decidiamo di andare a prendere un po' di lemon haze in un coffee shop molto carino di cui ovviamente non mi ricordo il nome.
Comodo e con dei bei divanetti era una situazione bella perchè pensavo "cazzo, ma vuoi mettere che esci con la tua tipa e al posto di andare al solito pub di merda, le dici che si va a fumare due-tre storcioni". E poi comincio a fissare il televisore gigante su cui danno un documentario di nat geo wild su gente che bacia lucertole e taglia tronchi e industrie che fanno tronchi e capisco in un momento di illuminante lucidità che quando stai fatto guarderesti qualsiasi cosa ed anzi è meglio immergersi in questi documentari che restare fissi a guardare quello che fanno gli altri, potrebbe sembrare maleducazione. Comunque torniamo in ostello perchè la mia amica stacca tardi e finiamo tutto senza pietà, un po' una mezza cazzata, ma tanto non abbiamo soldi per continuare.
A mezzanotte, per essere sicuri che carla non scompaia prima di vederci, io e vlad ci avviamo e ci posizioniamo strategicamente a dieci metri dall'uscita del ristorante e stiamo in religiosa attesa con i cappucci delle felpe messi in testa affinchè nessuno ci caghi il cazzo.
Io sono imbalsamato e non ho voglia di fare nulla, sono un po' nervoso perchè non mi va di passare la serata in giro ancora a camminare, sono fottutamente distrutto, ho una ferita dietro il tallone destro e deambulare mi fa male male male, invece vlad gioca facendo rimbalzare una pallina contro il muro mentre mi racconta che succede nel suo paese. Poi dopo mezz'ora vediamo camminare nella nostra direzione due uomini sui 40/50 anni, uno dei due sembra ubriaco e l'altro gli prende la faccia tra le mani e gli dice qualcosa che io interpreto come "ripigliati, merda!" e invece no, gli prende la testa tra le mani e cominciano a baciarsi appassionatamente a mezzo metro da noi. Viva l'amore. La cosa mi fa uscire un mezzo sorriso, ma poi guardo vlad che, finita la scena, si guarda in giro spaesato e dice, non con cattiveria, ma come se per lui fosse inconcepibile, "nel mio paese tutto questo non può esistere" che è un simpatico anagramma per dire che probabilmente quei signori sarebbero stati sobbarcati di mazzate, e poi continua "è stupido, non capisco perchè ci sia gente così", fa uno sguardo da oscar che vuole dire "non c'è più speranza" ed esclama "fuckin' shit".
Io rido a crepapelle.
Tempo cinque minuti e arriva un tizio a chiederci un accendino, io glielo offro e lui mi fa "italiani?", io dico di sì e cominciamo a parlare un attimo, ci presentiamo ed è proprio lui! Alex, il tipo che sta in casa con carla e quindi è venuto ad aspettarla anche lui. Lei mi aveva avvertito che 'sto tizio era parecchio di fuori, pazzo e tossicodipendente, nulla di male. Infatti ha degli occhi spalancati e vispi, ha dei riflessi veloci in testa, lo vedo, anche se poi non riesce ad esprimersi come deve. Passano trenta secondi e in un lampo di genio mi fa: "ragazzi, ma voi vi drogate? perchè io mi drogo! che vi serve? Venti euro e ti sistemo la serata, che vuoi? Anfetamine, md, lsd? C'ho tutto, pure l'erba anche se ora sono chiusi tutti i coffee shop". Ha tutto, ma io declino l'offerta perchè abbiamo il bus per bruxelles alle otto di mattina e farmelo sparaflashato non mi attizza come idea. Poi entra dentro al locale, esce fuori e dice che carla ne ha per un'altra ora e mezza. Merda. Inoltre mi dice che tanto di sicuro i bagagli non li possiamo mettere da loro, quindi tanto conviene lasciarli in ostello dove sono. Allora è inutile aspettare.
"facciamo che alle 2 ci rivediamo qui e poi facciamo nottata insieme".
Come no.
Torniamo di nuovo in ostello dove alla reception c'è lo stesso tipo che ci ha fatto il check out, restiamo fino alle due, fanculo carla, con amore e in amicizia, prendiamo i bagagli e ce ne andiamo verso la stazione dei bus che dista un'ora a piedi.
Ora figuratevi questa scena di due sbandati con delle brutte facce, la mia sopratutto, con i bagagli in spalla, che camminano con la tipica andatura da drogati. Tutto questo potrebbe essere visto male in una città normale, ma siamo qui e ci perdiamo tra la folla dei malati mentali, spaccati dalla vita, tra i retrocessi della società, perfettamente nascosti tra questa marasma di gente che immotivatamente va in bicicletta alle quattro di notte. Finchè, dopo qualche sosta, arriviamo a 'sta merda di stazione alle quattro e mezza. La stazione è chiusa.
Fuori ci sono un paio di barboni, uno mi chiede del tabacco ed ha già la cartina pronta, glielo passo e cominciamo a parlare. E' romeno e sta ad amsterdam da un anno e mezzo, ha una barba parecchio lunga e sta aspettando che alle cinque apra la stazione per farsi due/tre ore di sonno. Ha anche lavorato in italia come muratore, ma poi ha deciso di cambiare località. Gli chiedo come faccia a mantenersi e lui mi dice "siamo ad amsterdam, qualcosa per racimolare soldi la trovi, si sa, siamo qui, ma non ne voglio parlare". Insomma ha spacciato un po' e poi ci rivela che è anche stato in galera. Mi chiedo se restare in galera non gli convenga, a questo punto.
Lo salutiamo e andiamo dall'altra parte della stazione per capire dove sono i bus. Lì c'è un cinquantenne che sembra un gran signore, tipo un avvocato o un manager, che mi chiede una cartina, elargisco gentilmente anche qui. Mi sento molto generoso.
Sono le cinque ed un addetto ci apre le porte automatiche, noi e quattro o cinque barboni entriamo e ci fottiamo le uniche panche. Mancano tre ore al bus e dopo qualche decina di minuti, la stazione comincia ad essere più affollata. Mi chiedo se siamo tutti reietti senza casa o solo pirla che hanno treni con orari di merda. Dietro di me si siede una specie di idraulico o meccanico che chiede ad altri ragazzi quando apre il supermercato che c'è dentro alla stazione. Alle 7, gli rispondono. Lui sospira e dice "cazzo, volevo dell'acqua, ho una sete boia".
Allora senza dire nulla, prendo la busta blu che fa parte dei nostri bagagli, caccio una bottiglia d'acqua, di rubinetto ovviamente, e gliela porgo. Lui mi ringrazia, beve, mi ringrazia di nuovo ed esclama "life is beautiful".
Giuro che non mi ero fatto di md, ma c'era una situazione di amore nell'aria, come se potessimo essere tutti amici. O forse eravamo tutti così stanchi che sapevamo bene quanto la situazione fosse di merda per chiunque.
Infatti dopo trenta secondi arriva un altro barbone a chiedermi del tabacco, ha già una cartina sgualcita tra le mani. L'unica parola inglese che sapeva l'ha utilizzata chiedendomi "cigarette, cigarette", infatti dopo mi ringrazia in olandese mentre io gli sorrido e basta.
Si è fatto giorno, tempo di andare.

04/10/14

Le segrete.

Quando ero piccolo facevo dei lunghi viaggi in macchina - ogni agosto lo passavo in famiglia da qualche parte in italia, viaggi in autostrada di anche sei ore e più, ogni tanto ci scappava un traghetto - e c'erano le cassette per intrattenere tutti quanti, principalmente musica italiana come lucio battisti, de andrè, celentano, vianello, ma ce n'era una con i beatles ed io me ne innamorai anche se non capivo nulla delle parole, ovviamente, e la mia preferita era eleanor rigby, mi piaceva il suono e aaaaaah look at all the lonely people. Una volta, ricordo, feci incazzare mio padre perchè la volevo sentire di nuovo dopo già due tre volte e mia madre mi spiegò che una canzone può anche essere bella, ma se la riascolti troppe volte ti scoccia. Compreso, disse il piccolo me.

Il giorno dopo, il giorno in cui avevamo finalmente passato il confine mentre tutti mi dicevano di stare attento, di non rischiare, con un misto di curiosità e invidia, parlammo dei sotterranei, delle segrete che avevamo sognato insieme in una macchina con i finestrini appannati, nudi dentro e spaventati e abbracciati - e avevamo capito di essere davvero connessi - ma ora i tuoi occhi non sono più gli stessi e hai uno sguardo perso che solo a guardarlo mi fa tremare perchè eri la stessa che mi chiese "cos'è che sbaglio?" mentre io non avevo la forza di risponderti.

Io voglio sapere cose che non si possono sapere.
Voglio sapere chi è stato il primo uomo, uomo, non bambino, a prendere un amico o un fratello ed andare vicino ad un lago o un fiume o su una qualsiasi spiaggia a tirare due pietre di simili dimensioni per vedere chi la lanciava più lontano. Quando è accaduto? Quante migliaia di anni fa? Voglio il video su youtube di questo avvenimento epico.
E voglio conoscere tutte le persone che sono morte in guerra per motivi stupidi. Tipo quelli che sono caduti come degli idioti, scivolando su un pavimento bagnato di sangue o quelli che stavano poveracci nel cesso e si sono trovati il soffitto in testa. O i primi fessi che si sono raccontati le stesse stronzate che racconto io.
Chi è stato il primo genio a mangiare per sbaglio dei funghi allucinogeni e poi si è buttato da un burrone in preda al panico e alle visioni.
Sono cose da sapere. Sono cose importanti. Non come sapere che la canna da zucchero è il motore trainante dell'economia in qualche nazione africana di cui domani ci saremo dimenticati. Ma questi interrogativi me li porterò nella tomba mentre cerco di essere contento per me e per tutti voi.
Voi con questi stupendi occhi blu che vi guardate sognanti, con queste gambe in carne, più che in carne, a rincorrervi tra i tramonti come se tutto ciò potesse durare mentre i vostri sorrisi si spengono piano piano piano piano e svaniscono nel nulla.
La vita.


01/05/14

Dentro il nulla.

Il cellulare squilla, apro la chiamata ed è gaetano: "allora, vieni al concerto?".
"Sicuro", rispondo, "mi ripeti dov'è il posto?".
Suona in un pub che è praticamente dall'altra parte della città e stasera sono anche senza macchina.
"Ce la farò, ci vediamo lì", gli dico sicuro.
Rimetto il telefono nella tasca e torno al mondo reale, la situazione non è delle migliori.
C'è questa tipa, che conosco a malapena, con un bicchiere pieno di vino in mano che sta urlando contro il suo ragazzo o forse sta cantando, il confine è sottile, e intanto si cala alla goccia tutto il vino e metà bicchiere le cade addosso. Non se ne può fregare di meno. E il ragazzo anche, non se ne frega un cazzo e continua ad andare avanti con una faccia come "ne ho già viste di scene così". Merda.
Prima del concerto ci rilassiamo un attimo a casa del mio esile pusher.

Lo spacciatore fa: "urno, ci penso io alla tua amica!". Intanto il ragazzo della coppia precedente balla con un clown. Il suo clown. La ragazza di prima: ha delle labbra innaturalmente rosse, non usa il rossetto, e la sua faccia è di un bianco cadaverico, è quasi spaventosa, ma allo stesso tempo potrebbe essere attraente per qualcuno. E infatti è lì, fidanzata. Abbiamo cercato di distoglierlo da lei in tutti i modi, e lei ci provava di più di tutti, ma non c'è stato verso. L'amica tamburella con le dita senza unghie sulla batteria che è nel salone. Un'altra tizia ha i capelli neri e sostiene che stiamo facendo troppo casino e che la puzza di fumo rimarrà sulle tende e la polizia arriverà. La solita paranoia. Tutti sul treno pazzo!
Io torno un attimo in me dopo aver fissato lo spacciatore per un'eternità, non se n'è neanche accorto, impegnato a parlare con la mia amica rossa con questo piercing al naso che dovrebbe farla sembrare almeno un anno più grande di quel che è. Non è il suo tipo, non mi preoccupo, ma sono possessivo. Non fiato, non mi va di parlare.
Il ragazzo e la donna-clown ritornano nella stanza, da dove non si sa, e lei prende ad ammorbarlo: "perchè siamo qui? perchè lei è qui?". Anche marika, capelli neri paranoica, tenta di distrarla, ma non riesce ad ottenere nulla.
Bevo vino, due bicchieri di fila per la mia triste gola secca. Lo spaccia mette della musica orribile: semirapper italiani che fanno canzoni pop e smielate, "ti piace, urno?", il meglio che abbia mai sentito, figurati.
"E' ok."
Meno sillabe possibili. Sono un mago delle interazioni sociali. Sono qui per il fumo gratis. Bussano.
E' un ragazzo basso con i dread, sembra sia qui per caso. Avrà sniffato nell'aria e sarà arrivato come un cazzo di cane antidroga che funziona al contrario? Probabile. Si sente fuori posto e si vede. E' venuto per mangiare. Io non sapevo neanche dovessimo mangiare, ma mi metto all'opera e in dieci minuti cuciniamo 3-4 bistecche, ora siamo sette in casa ed io ho fame. Le ragazze no, ovviamente. Tutte a dieta, attente a non prendere un filo di grasso, non sia mai che poi nessuno le trombi più o non cerchi di seguirle in macchina fischiando. Comunque bene così, bistecche per soli uomini. Il rastafariano compra dieci euro di roba e vola via. Il ragazzo è ancora qui, mi chiedo perchè. Mi chiede di farne un'altra. Come me, è qui per fumare e perchè deve tenere d'occhio la ragazza-pagliaccio. Inaffidabile, chi lo mette in dubbio?
Ora c'è silenzio proprio perchè lei è stesa in camera da letto con marika a sfogarsi sul mondo crudele e contro tutte quelle luride zoccole che hanno una figa, il mondo intero. Discorsi sentiti milioni di volte.
Guardo il ragazzo che espira una nube grigia e lui mi guarda di rimando. Stiamo pensando entrambi alla stessa cosa, sarà la telepatia dei drogati gentili.

"Perchè non la lasci qui e vai via?"
Mi risponde con uno sguardo, "non è un'opzione".
"Sei fottuto, ragazzo."
"Ne sono ben conscio."

Vorrei abbracciarlo. Ci siamo solo io e lui nella stanza, il silenzio delle nostre menti. (Dove sono gli altri?) La sua faccia da kamikaze.

Mi giro e guardo un attimo la rossa, non è bella, ma ti sembrerebbe affascinante, e dico al ragazzo "fattela!". "A breve", sibila.
Allora è molto meglio di come sospettavo, bene così. Resto lì ancora un po', poi lascio ognuno con i suoi fantasmi, o i suoi clown, e vado via.
Non ho voglia di salvare nessuno.
Papà non c'è, tuo fratello non c'è, i nonni sono lontani.
Gli angeli hanno la moto ed io ho molta strada da fare.

23/10/13

State bassi, state giù.

Dall'altra parte della barricata noi confezioniamo illusioni. Illusioni, illusioni. Te le porgiamo gentilmente e tutti saranno in giro a chiedersi "opperbacco, ma chi è questo ragazzo?" facendo finta che gli interessi poco.
Non gli interessa poco, la gente fa la fila alla mia porta per menarmi prima di complimentarsi come la farebbe da uno spacciatore qualsiasi. Come fa la fila per ballare da strafatta, sempre sulla stessa mattonella, a proteggere gli zaini di tutti, dove sono tutti? C'è questa tipa che balla esattamente come uma thurman in pulp fiction, dai, la scena con travolta. Cazzo, uguale con trenta cm in meno, ma è uguale. Io sono qui che le ballo di fronte tentato dal saltarle addosso, ma questa tipa è la ragazza del mio amico. E il mio amico è scomparso a fumare chissà dove con qualche francese o giapponese impasticcato. Entro in questa casa enorme, libri per terra, cd per terra, letti per terra, un cesso che non funzionerà mai più, sul lavandino ci sono rasoi, shampoo, sigarette. Entro in questa casa e su due grandi divani dei giamaicani emettono nuvole di fumo, piantagioni di nuvole di fumo, dalla bocca facendo dei tiri assurdi, non riuscirei neanche a trattenere il fiato per quel tempo. E la roba passa e la roba passa e ho gli occhi appannati e non ci vedo più e dov'è casa mia, dovevo, dovrei bere, ma con che faccia da cazzo si ripresenta questa a chiedere di chi, di come, ah ah, sei tu! Ti ho vista, lì dietro. Il braccio, il braccio sinistro mi fa un male cane. Tornando a noi, rilassati, va tutto bene. Ma non rilassarti troppo, la tua sofferenza è la tua felicità, e non voglio che vada tutto bene. Negozio, libreria, vedere quella tipa, troppe cose da fare, solo una vita e troppe cose. Dice questo tizio, mi guarda e fa un gesto come per dire "che vuoi che sia?" e intanto mi butta addosso grandi banconote, le sventola per aria, le fa volare, cadono a terra e allora mi alzo e dico "ti ricordi quel coglione che diceva che sarebbero dovuti piovere soldi a breve?" e lui "sìsì, era qui qualche tempo fa, poi sappiamo tutti com'è andata a finire".
"Alla morte!", brindiamo.

01/11/12

La droga sociale.




Pare che drogarsi sia diventato giusto e lecito in praticamente tutti gli ambienti, dai borghesi ai fighetti, dagli universitari ai politici, dai comunisti ai fascisti, dai cattolici ai musulmani, dagli atei agli agnostici, ma ad un'unica condizione: bisogna farlo in compagnia, divertendosi.

Dal favoritissimo alcol allo speed, dal crack alla coca, passando per gli allucinogeni, le pasticche, l'MDMA ed i funghetti, tutte devono essere utilizzate non per l'effetto in sè, ma per stare in allegria fra amici, per conoscere nuova gente, mai che 'sta roba sia utilizzata a fini introspettivi. Orrore al solo nominarne la possibilità.


- Sono stato a farmi un paio di canne a casa.
- Cazzo, sei un drogato!

- Dai, ho portato una venti euro di fumo e ora ce la spippiamo!
- Sei un idolo. - Spettacolo! - Scopaci con le orecchie!


(Per la masturbazione è il contrario.)


Anche per i divertimenti ci sono delle regole. La droga deve servire.
Bevo per essere meno timido, meno introverso. Fumo erba perchè voglio essere parte di voi; i funghetti devo provarli almeno una volta nella vita e poi stiamo insieme tutti in trip prima di schiantarci sul letto (mezz'ora).
Inconcepibile che sia fine a se stesso, il drogarsi.
E' la più nuova forma di ipocrisia, che deve allargarsi, perchè non si può più evitare di dire "eh, ma la droga non fa malissimo e io giusto ogni tanto, quando sto in compagnia", ma qualcosa da dire per essere integerrimi anche in quest'ambito deve esserci sempre. Ora sei integerrimo se va benissimo drogarsi, e finalmente siamo tutti d'accordo, ma solo in gruppo.



- Ho bevuto quattro birre a casa.
- Cazzo, sei un ubriacone!

- Sono alla quindicesima ragazzi!
- Idolo! - L'anima della festa! - Balla sul tavolo! - Scopaci con le ciglia!


Ci sono momenti sì e momenti no.

Ma non disperiamo. Già prevedo un nuovo trend che sarà "è ok sballarsi in privato, ma solo se c'è un buon motivo".


- Ho bevuto una bottiglia di vino da solo.
- Sei proprio triste.

- Ho bevuto una bottiglia di vino da solo perchè la mia ragazza mi ha lasciato/perchè sono depresso/perchè mio nonno è in coma.
- Cavolo, mi dispiace, continua pure.







Certo che puoi essere diverso, ma non troppo.
Non ti allontanare, ché perdi la strada.
Casa tua è sempre casa tua.
E noi siamo i tuoi amici.



19/09/12

Sono parco di parole.

Sciopero! Sciopero! Sciopero! Sciopero! Sciopero! Sciopero! Sciopero! Sciopero! Sciopero! Sciopero! Sciopero! Sciopero! Sciopero! Sciopero!


"Pensiamo che IL CONCETTO DI MERITO CHE CI VOGLIONO IMPORRE SIA DISCRIMINANTE,pensiamo che mascheri le disuguaglianze andando a caccia di eccellenze, che imponga nelle scuole il modello competitivo, antitetico alla naturale tendenza cooperativa dei saperi."




Ma andate a fanculo.
Aiuto! Il modello competitivo. Sono appena nato, come farò a muovermi in questo mondo difficile?
Tendenza cooperativa, però, è una gran bella sostituzione per "copiare".












Potrei perdere tempo a debunkare/distruggere tutte queste cazzate. Potrei.


Ma roba così parla da sola:



"Sentiamo sulle nostre spalle una sfida storica; sentiamo il peso di anni e anni di politiche mancate, di scarsa partecipazione.

LA NOSTRA SCUOLA NON E' IN VENDITA. Rivendichiamo una scuola PUBBLICA, LAICA e di qualità.
Vogliamo LIBERARE I SAPERI PER LIBERARE LE PERSONE."




04/07/12

Corso approfondito sull'ironia.

Ogni giorno, ogni settimana, ogni megasecondo, devi ripetermi gli stessi discorsi ciclicamente.
E' una cosa orribile ed insopportabile.

Se dovessi sentirmi le stesse menate da persone diverse, potrei anche capire. Potrei pensare "già sentita, so cosa rispondere, so cosa pensare, anzi meglio: adatto le pregresse conoscenze a questa nuova situazione".
E invece no, perchè sei sempre tu ed il mio quinto pensiero è: "ancora? basta, perchè di nuovo devo sorbirmi tutto ciò? sono sicuro di aver capito al cento per cento già la terza volta, ora basta, te ne prego".
Sono sicuro che hai una piccola agendina, ereditata da tuo nonno, dove sono segnati in minuziose lettere tutti questi discorsi della minchia e la vai a controllare prima di risganasciarmi i coglioni ("questo l'ho già usato quattro giorni fa, questo non mi va, il decimo discorso! Oh, come potevo dimenticare di ricordargli il decimo discorso!").





Sei fredda.

Ci vuole sempre tempo per farti stare bene.

Non ti va bene se canto.

Sei gelosa.

"La vasca, la vasca! Ancora con questa storia della vasca, sono passati anni, cazzo."

Mi stai stretta.

Spesso sono già stanco quando ci vediamo

e ti lamenti se non ti parlo

cioè diventi ancora più fredda.

Anche se, quando sto bene con te, rimarrei per ore.

Ora è estate, la stagione degli amori,

(o era la primavera?)

perciò ho bisogno di te.

Per picchiarti a sangue il sabato sera.

Sei come la mia doccia.


13/04/12

Abitudine.

Wladyslaw Szpilman: C’è un’ordinanza che vieta ai ragazzi di sostare nei giardini.

URNO1: Stai scherzando?

Wladyslaw Szpilman: No per niente. Ci potremmo sedere su una panchina, ma c’è un’altra ordinanza che vieta ai ragazzi di sedersi sulle panchine.

URNO1: Ma è assurdo!

Wladyslaw Szpilman: Possiamo stare in piedi e parlare, non penso che ciò sia vietato.




24/02/12

L'Urlo.





Il post è inesistente, perciò ascoltate il video.
A volte mi sento come dal 6.57 al 7.24.

06/11/11

Sono andato a letto con la Ragione.





Gli psicologi sono una categoria di persone che si fregia di conoscere tutti i malanni mentali di gente paranoica che cerca in tutti i modi di crearsi un problema dal nulla più assoluto e di poterli risolvere.
Che io sappia non c'è stato un caso in tutta la storia in cui uno psicologo abbia risolto qualcosa, infatti vorrei incontrare il tuo psicologo per dirgli che non ha risolto un cazzo.

L'unica cosa che sanno fare, a parte ascoltarti per il modico prezzo di uno o due centoni al mese, è dirti che "guarda, la situazione stà migliorando, ma è meglio se ti riempi di benzodiazepine".
Ma questo non è un problema, dopotutto, bensì il fatto grave è che il 99,99% delle volte lo piscologo è dieci volte più mentecatto di te, è una di quelle persone che non è riuscita a risolvere un piffero della sua greve e gretta vita e si autoconvince di essere messo meglio degli altri poichè gli si presentano casi disperati di gente che si è toccata il cazzo a sei anni e ora vuole suicidarsi, ragazze con i genitori divorziati che sono diventate ninfomani, bulimiche con una predilezione per la cannabis, asociali alle prese con la prima sigaretta o casi in cui "le giuro, io sogno il demonio".

E loro possono ascoltarti mentre ripensano al fatto che sono usciti a passeggio con un amico e lui è stato messo sotto da un tram e loro sono rimasti illesi, e quindi hanno e avranno dei sensi di colpa per un continuum di tre reincarnazioni, ma dopo l'oretta sprecata a prendere appunti su un block notes, con la matitina, che fa tanto film figo dove lo piscologo capisce, se non tutto, almeno qualcosina della persona che ha di fronte, ti guardano negli occhi e mormorano parole senza senso come tavor en control xanax lexotan, mentre tu sei sotto ipnosi e dici "sì sì lei ha ragione, sì ora ricordo, quel giorno ero a letto, mi sono alzato e ho visto dalla finestra dei teppisti che inculavano un gatto", poi con uno schiocco di dita ti tolgono dall'incanto, ma ancora non capisci un cazzo (forse è sempre così) e ti trovi la stanza piena di ricordi e vedi ovunque te da bambino che sei felice, che sorridi, ma poi ti intristisci e pensi "ma che cazzo ho visto? ma che cazzo ho visto?" e torni a casa e ti intristisci mentri ingolli paxipam e flunox.


E dopo capita che diventi anarchico.


So per certo che gli psicologi sono tutti delle teste di minchia, esperienza personale, ero uno di loro, ero folle e mandavo le folle in visibilio, dispensavo consigli che neanche il papa cazzo. Infatti mi chiamava ogni domenica prima dell'angelus "URNO1 che devo dire oggi, qui ci sono le suore polacche e dei bambini gesuiti, dammi uno spunto" "Giusè, vai con la triade amore, speranza e riconciliazione". Poi ho mandato a fanculo i miei pazienti perchè non potevo sentire questi tizi che bussavano alla porta urlando "ho bisogno di lei, la prego, i miei mi seviziano/i miei sono morti/i miei mi danno da mangiare/i miei insistono perchè mi faccia una doccia/i miei confondono il prazene con il klonopin/il mio furby dice che devo sgozzare il mio fratellino/quella zoccola di mia madre mi ha chiesto di lavare i piatti/non trovo più la forza, dove cazzo finirò, dottore dottore






09/10/11

All is done to-get-her.





Nonostante tu sia ricco sfondato e la tua ragazza anche, e vi divertite a taggarvi su facebook a s.francisco, a detroit, sullo yacht di uno dei due suoceri, e a tel aviv, comunque io non ti invidio per niente. Sarà perchè studi ingeneria chimica.

Iscriversi ad ingegneria chimica è come non scoparsi una figa amish durante l'ultimo giorno di Rumspringa, il giorno dopo ti accorgi di aver perso una grande occasione per dare libero sfogo al tuo cazzo.

Ma è di una coppia che parlavamo.

Strano, perchè la coppia nata durante l'adolescenza più longeva, escluse le mie tartarughe, che approfittano per salutare la mamma dalla vaschetta ubicata sul balcone dove sono confinate, che conoscevo è saltata in aria come una falange di un bambino messinese a capodanno. E stavano insieme da nove, quasi dieci, anni. Capirete che è notevole per un bimbo che comincia a maneggiare petardi alla tenera età di un lustro. Invece la coppia era durata quasi cinque anni e dopo reiterati problemi si sono accorti di non essere le persone giuste per stare insieme.
C'è da pensarci.

Mentre un'altra coppia è insieme da tre anni e sembrano veramente la coppia perfetta, roba che sandra e raimondo ne sarebbero gelosi, se solo non fossero interrati a 586 km di distanza. Sandra e raimondo. La coppia felice invece dista solo un centinaio di km durante la settimana e meno della metà durante il weekend. Li vedo e sono troppo affiatati da poterci credere, e mi stupisco a pensare che nonostante scopino anche il tanto che basta non litighino quasi mai.
Anche se proprio non mi ci vedo lei con quattro dita nella vagina. Non nella sua almeno. Si sposeranno sicuramente, lo sento, e, fidatevi, sono contento per loro.


Ad un altro uomo auguro tutta la fortuna da strafatto che può permettersi: buona fortuna. Il piccolo seguace del corano va in cerca della bigamia, ovviamente tenendo le donne ben distanti l'una dall'altra. Io li compatisco i musulmani, come cazzo fanno ad avere quattro donne in casa? E' un'impresa riuscire a gestirle tutte, anche nel fortunato caso in cui i cicli mestruali delle suddette non siano del tutto coincidenti.

"Omar! Amina dice che queste patate devono essere cotte altri cinque minuti, sostiene che non so cucinare."

"Quella troia di aisha è la tua preferita, scopa con lei stasera, e ci cago dentro quel turbante stanotte."

"Sawda mi ha astutamente sottratto la camicetta verde, omar fai qualcosa cazzo."

Mentre omar ignaro di tutto ciò rende prestazioni sessuali a hajar in cambio della salvezza divina. Della donna. Il cazzo che purifica lo chiamano.

Tornando al fattone tatuato, gli sconsiglio vivamente di avere una donna nel tacco dello stivale e una a metà dello stivale. A meno che non voglia seguire i passi di un lenone rumeno. Perchè in tal caso come inizio lavorativo è quasi sufficiente.
Anche se una ragazza che scopa con la stessa frequenza di una legge comunitaria non so quante soddisfazioni può dare, monetariamente.

Finiamo di sproloquiare ed evitiamo di finire il post citando il suddetto palestrato cannato che nell'intimità si fa chiamare joe il riccio. Ed è stempiato.


Piuttosto mi rivolgo a te, so che mi puoi leggere e lo farai, anche perchè altrimenti quest'ultimo paragrafo sarebbe quasi vano se non per la ragione detta due righi sopra, tu, proprio tu, hai esagerato. Ti sei esposta troppo, hai fatto il passo più lungo della gamba, per quanto sia semi-infattibile date le tue fattezze, mi fai così idiota? Se la risposta è sì, complimenti, hai vinto un daiquiri alla fragola. Se la risposta è no, peccato, il mio pene non è disponibile per almeno altri due anni. Giusto il tempo che ti permetterà di fare un'esperienza orgiastica con i coinquilini di una qualsiasi casa universitaria di chieti. Dopo che ti sarai fatta le ossa con almeno dodici fuoricorso scelti tra lingue, psicologia e scienze manageriali, allora potrai tornare da me e suggermelo come ha fatto amanda knox con il suo avvocato. Ma non prima.

E' che non sono ancora un avvocato.

25/09/11

She's too much.





E' questo il momento. Se andassi ora via dal pc sarebbe tutto mandato a puttane. E' questo il momento!

Lei è troppo.
Ma quante volte vedendo una troia qualsiasi pensate questo? Quante volte vedete una tizia che vi piace e vi sminuite fino a morire per il dislivello? La guardate e lei è lì, bella, gnocca, e voi le sbavate dietro, e lei se ne accorge, perchè le donne hanno questo sesto senso (pagato però con ampi sbalzi nel cervello), e vi snobba. Perchè la loro arte è snobbarvi, non vi cagano e non vi guardano, ed è inutile che tentate di imitare le sue mosse per far notare quanto siete uguali a poggiarvi le mani sulle coscie o sulla guancia sinistra perchè siete mezzi annoiati. E' inutile, loro lo capiscono e non vi calcolano, pensano solo che siete degli sfigati.
E voi di rimando pensate "lei è troppo per me".

Quale bassa, minima, sottoterra, autostima avete per pensare questo?
Che sensazione e pensiero avete di voi stessi quando vi guardate allo specchio per pensare "lei è troppo per me"? Troppo cosa? Non esiste assolutamente. Lei è come tutte le altre, non fatevi infinocchiare, è una comune mortale, troppo cosa?
Non c'è nulla di troppo. Non siate timidi. Avvicinatevi e parlate, non vi ucciderà (il cervello).

Troppo cosa? Respira come tutti, non è mica un alieno, anche se a volte lo pensate, è una donna, una ragazza come le altre.
Quale considerazione di merda avete del vostro ego?
Ipocriti, prima pensate di essere dei e poi pensate che non siete abbastanza per un'altra persona. Incoerenti del cazzo.

Ora tu vai là e le dici una stronzata, la prima che ti viene in mente, e cominci a parlarle e poi succede quel che succede (cit. puttana), cosa hai da perdere? NULLA.

Ma è una figura di merda, poi il mondo non mi guarderà più con gli stessi occhi!
E davvero te ne frega del mondo? (sì) Ma se dici sempre di no! Vigliacco, stupido coglione.
Ho detto di andare da lei, ti avvicini alla sua schiera di amiche e le dici virtualmente "lo so che sei una persona come milioni di altre, parliamo, tanto NON SEI TROPPO PER ME", virtualmente però; il discorso dev'essere qualcosa tipo "ciao, anche tu qui? che astuta coincidenza e bla bla bla bla bla bla al quadrato".

E credici un poco, smettila di sminuirti, che hai rotto le palle, non devi niente a NESSUNO, vai lì e falle vedere che sai gestirla, falle vedere che non hai paura di mostrarti per come non sei e che non hai vergogna per la disfatta imminente.
Io non ti temo, troia!

Credi di potercela fare? Io ho fiducia in te.

16/06/11

Mi ha detto rommel che sono un cattivo capitalista.

Sì, manca il video musicale, che tanto non viene cagato da nessuno, men che meno da me, perchè me l'hanno abrogato nell'ultimo referendum. Aggirerò la norma dal prossimo post facendo partire il mio pc con l'audio muto.

8,4%. Secondo le recenti stime la disoccupazione in italia è dell'8,4%. Ora io ho una soluzione di quelle davvero eccezionali per risolvere questo problema: uccidere l'8,4% della popolazione. Potrà sembrare stupido, fascista, banale o come meglio preferite, ma pensateci: uccidendo tutti i disoccupati la disoccupazione scende allo 0%. Perchè cazzo nessuno ci ha pensato prima?

C'è una corrente economica che sostiene che, sì, possiamo essere tutti ricchi e felici. Non mi sovviene il nome ora, ma io non ci credo. Ci penso da parecchio ad un mondo così, ma non riesco a immaginarlo decentemente. Sono tutti ricchi, ergo nessuno si sente in dovere di fare un cazzo, tutti vogliono la meritata vacanza, tutti sono già ricchi, che senso ha continuare a lavorare? O forse mi sto sbagliando io, effettivamente si può fare: basta che ognuno continui a lavorare diligentemente come ha sempre fatto, però è ricco. L'edicolante è ricco, il parrucchiere è ricco, il macellaio è ricco, il pescivendolo è ricco, io sono ricco, il coglione barbone è ricco. E no, non ci sono barboni in una società ricca, perciò per avere questa ricca società per prima cosa bisogna amputare un po' di persone dalla strada e dai quartieri poveri; i rimanenti prendono i loro poveri averi, vendono le loro case e si arricchiscono, distribuendo equamente il denaro a tutti. Oppure potremmo stampare tante banconote fottendocene delle conseguenze economiche e regalandole senza sperequazioni a tutti i cittadini. No, non mi sembra una buona idea.
Non è così semplice: se ti dai da fare diventi ricco, se non fai un cazzo sguazzi nella merda e nessuno ha il dovere di aiutarti. Non saremo mai tutti ricchi e tutti felici per il palese motivo che NON SIAMO TUTTI UGUALI.

Perciò potete rimanere soddisfatti sessualmente dai risultati inutili, e prevedibili, del referendum.
Sessualmente perchè so di per certo che voi non scopate. Prevedibili perchè, ovviamente, non c'era possibilità di raggiungere il quorum senza beccare tutti e quattro i "sì": nel cervello italiano non possono esserci quattro quesiti a cui dare risposte diverse. Sono tutti sì o sono tutti no. Non ci sono vie di mezzo. Non c'è neanche informazione, non ci sono motivi ragionati su cui votare. Ci sono le puttanate che vengono passate su facebook, di cui la più divertente è la stronzata con cui venivano spiegati i quesiti in modo FOTTUTAMENTE DIVERTENTE (sono rimasto a spanciarmi per quattordici ore di fila, quattordici, catorce in spagnolo) "1° quesito: vuoi farti il bidet con il telepass? 2° quesito: vuoi innaffiare le piante con uliveto e rocchetta?". Ahahhahahahahahah, ma siete dei furbacchioni simpatici. Ma io vorrei sapere a chi cazzo è venuto in mente di scrivere queste traduzioni per imbecilli dei quesiti referendari. A chi? Fatti avanti, giusto per guardarti in faccia, è solo curiosità. Figurarsi se qualcuno si andava a vedere le leggi, come funziona il nucleare e tutte le altre stronzate (come il semplice fatto che una direttiva europea DEVE essere recepita da uno stato membro, pochi cazzi). Ahah. E' bastato citare chernobyl e fukushima e tutto è stato risolto in fretta. Chissà i risultati che si sarebbero avuti senza il disastro giapponese, sarebbe bastato citare solo chernobyl per far votare sì? Suppongo di sì.
Suppongo che il nucleare fa male, e sul nucleare ci speculerebbe la mafia sicuramente, almeno così mi ha detto un mio amico mentre si fumava la sua canna giornaliera. Ci speculerebbe la mafia, già. Come se sull'eolico non succedesse.
Mi lasci senza parole, come i quesiti di ballarò. Mi chiedo, anche in questo caso, chi merda sia a fare queste domande del cazzo al comune cittadino italiano.
"Come può fare il governo a guadagnare consensi?"
"Bisogna abbassare le tasse."

Ma non mi dire, non ci sarei mai arrivato.




 Bel posto.


Non mi dà fastidio il fatto che tu non metta il casco e non ti fanno la multa. Non me ne frega proprio un cazzo. Mi dà fastidio il fatto che tu non muoia quando non metti il casco. O muori troppo raramente. E' ingiusto. E' ingiusto il fatto che sei disoccupato e non riesci a mangiare, però vai in discoteca, ti compri un pacchetto di sigarette al giorno, fai la benzina al motorino e ogni tanto anche alla macchina se capita. E' ingiusto, ma perchè non ti decidi a morire di fame? Quanto tempo ti ci vuole?
Che fastidio vedere uno stronzo che fa un'impennata e non si schianta al suolo, che fastidio vedere le macchine parcheggiate in divieto di sosta e non poterle spaccare per poi appendergli vicino un foglietto con scritto "impara i segnali stradali", che fastidio non poter avvalersi dell'autotutela.
Quanto tempo mi ci vuole per ergermi su tutti quanti e guardarli dall'alto?

E mi dà fastidio anche tutta la gente di merda che nonostante non abbia un gran cazzo da fare nella sua vita non riesce a connettere le sinapsi per capire che la roba che viene differenziata nei contenitori PLASTICA, VETRO e CARTA, viene riciclata, mentre l'immondizia comune va' a finire nelle discariche. Se tu, esimio stronzo, butti tutto nell'immondizia senza differenziare un cazzo, è OVVIO che la massa di immondizia sarà centuplicata rispetto a ciò che dovrebbe essere normalmente. Perciò non ti lamentare se sotto casa ci sono più rifiuti che macchine.


 Grande citazione.



Voi che siete cristiani per eredità se proprio dovete pregare qualcosa, pregate che non sia io a dirigere i corpi paramilitari della prossima dittatura, altrimenti prima che un complotto mi faccia fuori ci lasciate le penne, con gli interessi.




p.s.: sì, sono ripetitivo quando devo esprimere dei concetti incazzosi. Dico sempre cazzo merda cazzo merda merda cazzo. Queste parole sono concise ed esplicative.

15/05/11

Su 8 tavoli di texas hold 'em in contemporanea, la fortuna è azzerata.




Ogni tanto quando comincio a scrivere un post sono stanco o scazzato e non mi va' di mettere una cazzo di canzone, poi trovo sempre la forza per farlo. Che uomo. Io.

Ho una conchiglia che oscilla sopra il mio letto, non vuole proprio fermarsi, com'è bella casa mia.

Mai fatto caso ai farfugliamenti di un ubriaco che ti stà dicendo tutta la verità e ti stà parlando con tutta la sincerità di questo mondo? Ti prometterebbe la luna, svegliandosi il giorno dopo per capire che non può dartela per un piccolo problema logistico. Però se qualcuno mi promette la luna pensando di potermela dare, apprezzo l'intenzione e capisco che mi vuole tanto bene.

Da piccolo pensavo che arricciando gli occhi verso un lampione o verso la luna o qualsiasi altra fonte di luce, potessi assorbire la sua energia (avete presente quando lo fate e la luce sembra allungarsi verso di voi e diventare una linea retta? più un segmento, in realtà). Ne ho assorbita veramente tanta.
Un altro gioco mentale (capito einstein? capito?) che facevo era immaginare il diavolo che saltava da un lampione all'altro stile prince of persia (ovvero appendendosi con le mani e dandosi una bella spinta di reni), senza conoscere il videogioco prima. Beh, conoscevo quello stravecchio, ma lì non faceva quei salti così fighi.



Così, ma senza corna e meno muscoloso.


Non ricordo assolutamente quale cazzata feci, ma fu una grossa cazzata, e qualcuno mi fece subito notare "la curiosità uccide". Ed è fottutamente vero. La sana curiosità è buona, è genuina, è utile, voglio sapere come funziona il mondo, voglio sapere come e perchè accade questa cosa, voglio sapere che cazzo succede qui, voglio sapere dove sei perchè mi interessa, dimmi cosa stai facendo, che ne pensi di questo, di cosa hai paura, cos'è la libertà, cos'è l'amore, cos'è la vita, come va.
La curiosità morbosa è un cancro, è un mezzo suicidio perchè è futile. Ci sono cose che NON bisogna sapere, perchè non sapendole si vive mille volte meglio. Non mi serve sapere se il tizio con cui mi hai tradito ti è venuto in faccia, no. Me ne fotto il cazzo, non lo so e vivo schifosamente bene. Non voglio sapere del tuo passato a meno che tu non me lo dica, non voglio sapere quello che non vuoi dirmi, non me ne frega.
Ho imparato a reprimere questa curiosità di merda: ti faccio una domanda una o due volte, se non rispondi raggiungo comunque la pace dei sensi, non c'è uno stracazzo di problema. Vivo felicemente in questo modo e so benissimo che ci sono cose che è meglio non sapere. C'è chi non lo fa'. Chi si arrovella per ore, mesi e lustri: ma come sarà? ma quale sarà la verità? devo sapere, cazzo devo sapere assolutamente, dimmelo. dimmi. ora. dimmi tutto. dimmelo ti prego. per favore. ho bisogno di saperlo. sarà vero quello che ha detto? chi me lo conferma? qualcuno, anyone?
Non hai bisogno di sapere certe cose. Non c'è bisogno di sapere tutto. Anzi, non è utile sapere tutto. Se fossi pieno fino al midollo della verità assoluta sono convinto che la mia vita sarebbe davvero una merda.
E visto che la suddetta è irraggiungibile da me, da te, da chiunque ci provi, dalai lama, papa e presidente usa inclusi, non ti fissare.
A me non importa della verità.
La verità non esiste. La verità è quello che ti piace credere, quello che lui/lei vuole farti credere.
Mettitelo bene in testa: non potrai mai conoscere la verità.

Ah, mi fido di te. Tu non mi mentiresti mai. Mission accomplished.




Non potevo non metterla dopo averla trovata.




L'immagine voluta era questa.