27/11/13

Siamo re a cui hanno rubato le regine.




Bam! Due mondi due asteroidi si scontrano si rincontrano si riscontrano mi piace la tua nuova faccia si fanno male si separano nasce una grande e stupenda stella sotto l'egida della paura cambi per fare capire che sei cambiata bam! Dopo lo scontro c'è il rimbalzo come l'abbandono più veloce del previsto e il rimorso e pensi che sia tutto finito e corri il grosso grosso rischio "ripigliati ripigliati" ti urla qualcuno di razionale al di fuori di te ripigliati e stai tranquillo e aspetta mezza giornata. L'invidia i bastoni tra le ruote vedi come ride quello sperando che vada tutto a puttane sperando che. Intanto fumo devo camminare mi prende male cammino il cuore non sto bene cosa dici? Mi siedo ci guardiamo posso? Sì che puoi ti attacchi al mio braccio non devo fossilizzarmi non devo non devo. Dormiamo insieme nudi corro in macchina perchè non c'è tempo ci guardiamo allo specchio ridiamo ci siamo persi siamo confinati in questo posto che grosso rischio le tue idee folli "e ora tu non dire niente" non riesco quasi a respirare mi batte il cuore troppo forte ma vorrei spiegarti come funziono come funzioni. Mangiamo vuoi un caffè ne faccio un'altra non mi credi gli asteroidi si allontanano con degli anni consolidati in breve tempo condensate tutta la musica tutte le carezze. Sbagliato tutto nel reparto musical questa è la mia era te l'avevo detto vita eterna avrei potuto e avrei potuto cambiarti e non sarei e non mi sentirei consumato da pensieri egoisti ma io sono stato fatto per la vita quel bel casino sulla tua faccia. Io cantavo tu cantavi c'era il tuo sorriso soffocato in un abbraccio abbiamo già deciso le nostre canzoni le nostre playlist and I will try to fix you solite cose io sono lo stesso e tu non sei cambiata di molto, lo giuro su karma police ho dato il massimo e sono felice ci siamo ripetuti ma senza incazzarci stavolta. Ti ho lasciata troppo ad aspettare e tutti i giorni si sono fatti lunghissimi dice l'angelo della speranza che loro sono più felici di aver amato e perso un re che di essere rimaste in mezzo ai mediocri per tutta la storia della loro vita sono dieci volte di fila che questo mi ripete "perchè non c'è niente altro da fare".

16/11/13

I dubbi hanno un nome ed un cognome: weekend.

Ho le labbra in fiamme, bruciano come se avessi baciato uno scorpione. Bacio persone dalla dubbia morale e queste mi rinfacciano di avere una dubbia morale. Parlo nel locale quando stanno tutti zitti, staranno ad ascoltare le stronzate che dico. Questa ragazza mi guarda e vuole mangiarmi ed io me la rido perchè mi immagino il suo cervello in quel momento.

"che facciamo? Facciamo la prima mossa?"
"No, no, sono una donna, non si fa."
"lo voglio scopare, scopare, scopare."
"chiaramente ci proverà lui prima o poi."

Prima o mai. Ci salutiamo e scappo via.
E' tardi: c'è una festa e devo essere lì. Arrivo e sono in ritardo, stanno già bevendo tutti. Mi offrono vodka lemon e sambuca e vino rosso. Non conosco quasi nessuno e nessuno vuole conoscere me, perfetto. Mi lasciano in pace e io guardo il fondo del bicchiere e butto giù. Guardo il culo di una che è fidanzata, apprezzo, ma la faccia non mi ispira. Bevo ancora, guardo il cellulare, c'è un messaggio, è nadia: "vuoi venire a casa, stanotte?".
Lunga notte, devo prima vedermi con altri amici. Perciò il compleanno può finire qui: ingollo altri due bicchieri e mi avvio verso la macchina, ma una ragazza, con cui ho parlato solo svariati mesi fa, mi dà un colpetto sulla spalla e mi chiede un passaggio. E va bene, so io dove andrà a finire questo passaggio. Casa sua è in culonia e nonostante questo faccio una deviazione per prendere un paio di birre, lei ha quasi subito capito la situazione, ma sta tentando di resistere.

La sua bocca sa di monetine. Non mi viene un altro modo per descrivere il suo sapore. L'ho già sentito su qualche altra bocca, ma non ricordo quale, giuro.
Un'ora dopo siamo sui sedili posteriori, lei nuda con le spalle verso il finestrino ed io seduto in mezzo con le gambe sopra i sedili anteriori vicino ai poggiatesta, solo con i jeans. Lei parla di qualcosa, di me, mi promette fedeltà, ma sai a me cosa cazzo frega? Io sto pensando al fatto che mi sento Iggy Pop: in questa posizione gli addominali sono più accentuati, mi guardo, mi guardo e mi ricordo che qualcuna mi sta ancora aspettando, gli amici capiranno. Mollo l'altra a casa e mi fiondo verso nadia. Imbocco un controsenso e parcheggio esattamente sotto il suo portone. Salgo e questa si fa trovare in pantaloncini e con una canna in mano. Se non è una proposta questa... Fumiamo sul balcone e saliamo sul letto pieno di cuscini, mettiamo un po' di musica. Ci provo ripetutamente, ma niente, non me la vuole dare. Dopo un paio d'ore di cazzate, mi ritrovo a palparle le tette mentre dorme e poi mi addormento anch'io. Ho un sonno nervoso e mi risveglio varie volte. Nadia respira pianissimo quando dorme, è un soffio. Mi fermo a guardarla pensando che sto realizzando tutti i sogni di qualche verginello incallito: dormire abbracciato ad una ragazza, fantastico.
Fantastico il cazzo. Ma questa stronza mi becca sempre quando ho già scopato e sono abbastanza soddisfatto e non mi va di insistere più del dovuto. Ti ho sotto controllo.
Mi arrovello il cervello per decidere se andarmene mentre dorme, stile film, o restare immotivatamente a casa sua fino alla mattina. Ma sto comodo, sto bene, anche se ho dormito con le lenti a contatto. Per le nove si alza e per le dieci sono in macchina che torno a casa, mi schianto sul letto e dormo tre ore.

Mi sveglio e mi ripeto che oggi faccio il bravo, oggi niente casino, niente bere, niente canne, niente fighe di legno. Questo mood dura un paio d'ore, inevitabilmente rotto da un messaggio su facebook di giada, ex baldracca indemoniata ora riscopertasi fedele al ragazzo, o almeno questo è quello che ci vuole far credere: "ti va di stare a casa del mio ragazzo, oggi pomeriggio?".
Potrei dire mai di no?
Alle quattro e mezza sono puntualmente sotto casa sua, lei mi indica la strada, mi fa vedere il mazzo di chiavi che le è stato lasciato dal tipo, e in cinque minuti siamo in questo tipico appartamento da single, c'è un casino assurdo: vestiti per terra, pile di piatti nel lavandino, erba e fumo in bella vista, accendini e cartine un po' ovunque. Non è una brutta situazione, sebbene mi aspetti che il tizio torni con un'ascia e chiedo subito dove potrei nascondermi, giada risponde ridendo che non succederà. Meglio essere cauti.

In un paio d'ore ci siamo fumati tre grammi e scolati qualche birra. Questa roba è pesante e sono rimasto imbalsamato sul divano, anche lei non è messa benissimo, siamo abbracciati e facciamo lunghi discorsi mormorando monosillabi. Tento di baciarla e si richiude a guscio, ma resta lì. La prendo a cuscinate e poi le illumino la faccia con l'accendino e lei mi dice "sei un cazzone".
"In parte è vero", rispondo.
O questo le fa scattare una scintilla o è il combinato di thc e etanolo che le raggiunge il cervello facendo uscire la troia che è in lei, che in tanti abbiamo adorato in passato, e finalmente mi concede nell'ordine le labbra, la lingua, le grandi labbra, le piccole labbra.
Giusto cinque/dieci minuti dopo il ragazzo la chiama e perdono un quarto d'ora al telefono. Apprezzo sempre la capacità di dimostrarsi subdole e disinibite, spudorate e senza vergogna, in questi momenti topici. Cammina su e giù per la stanza e mi lancia anche delle occhiate languide. Io, come sempre, guardo altrove e mi rivesto e rubo cartine, accendino e qualche moneta. Giada finisce di parlare, sistemiamo il casino eccedente e andiamo via.

Oramai sono le nove, sono a casa e, visto il weekend, decido di stare quieto e di vedere un film. Anzi, un documentario su David Bowie: cracked actor. Sono a venti minuti dall'inizio quando mi chiama la tipa del passaggio finito bene e mi chiede se voglio una birra.
No no no no no no no: oggi faccio il bravo, oggi niente casino, niente bere, niente canne, basta fighe.





Scherzo. Poi me la sono scopata.



12/11/13

Sarò il miglior fantasma.




Lexi gli rende noto di trovarsi molto bene a parlare con il proprio specchio. "Non mi dire", pensa felix, "mai successo a nessuno", ma non le risponde.
A malapena l'ascolta. Non l'ascolta mai, magari ad un occhio disattento può sembrare che lui stia mai ascoltando qualcuno, non è così. Mentre lexi parla, guarda altrove e pensa alla strada da fare, alle cose da dire, ad altre ragazze che deve addentare, come fare come fare come fare.
Non ascolta, ma sente. Quindi ogni tanto qualche informazione arriva, come quella dello specchio, anche se lui non avrebbe voglia di sentirla.

Sono nudi e sul letto, felix è sopra, quasi eccitato, leggermente svogliato, tocca lexi e trova vecchi ricordi. Lei ride e dice "te l'avevo detto prima".  Vero, chissà a cosa stava pensando il ragazzo. Le tocca l'interno coscia e trova vecchi ricordi e i suoi occhi si accendono di una luce omicida. Con le gambe le sta stringendo i fianchi e le informazioni arrivano troppo veloci al suo cervello e i neuroni si scontrano, si capiscono, arrivano ad una soluzione.


(il vecchio felix)
stringe ancora di più i fianchi con le gambe, le piazza due sonori schiaffi, si alza, si riveste, lei non piange, l'azione è stata troppo repentina, si mette a sedere, lo guarda, sta quasi per capire, ma lui è già uscito dalla stanza, senza spendere una parola.


(il nuovo felix)
quasi ride e pensa che tanto lui non è EFFETTIVAMENTE lì, in quel momento. Non solo: non ci sarà mai. Grazie ai nuovi software percepiti e capiti dal suo cervello, la sua reazione è pacata e tranquilla. Proiettili evitati, tante volte, e rischi all'orizzonte. L'uomo di ghiaccio continua il suo lavoro, lexi gli prende la testa tra le mani e lo fissa negli occhi per riprendersi l'anima, senza successo, e intanto rovescia gli occhi all'indietro.