12/11/13

Sarò il miglior fantasma.




Lexi gli rende noto di trovarsi molto bene a parlare con il proprio specchio. "Non mi dire", pensa felix, "mai successo a nessuno", ma non le risponde.
A malapena l'ascolta. Non l'ascolta mai, magari ad un occhio disattento può sembrare che lui stia mai ascoltando qualcuno, non è così. Mentre lexi parla, guarda altrove e pensa alla strada da fare, alle cose da dire, ad altre ragazze che deve addentare, come fare come fare come fare.
Non ascolta, ma sente. Quindi ogni tanto qualche informazione arriva, come quella dello specchio, anche se lui non avrebbe voglia di sentirla.

Sono nudi e sul letto, felix è sopra, quasi eccitato, leggermente svogliato, tocca lexi e trova vecchi ricordi. Lei ride e dice "te l'avevo detto prima".  Vero, chissà a cosa stava pensando il ragazzo. Le tocca l'interno coscia e trova vecchi ricordi e i suoi occhi si accendono di una luce omicida. Con le gambe le sta stringendo i fianchi e le informazioni arrivano troppo veloci al suo cervello e i neuroni si scontrano, si capiscono, arrivano ad una soluzione.


(il vecchio felix)
stringe ancora di più i fianchi con le gambe, le piazza due sonori schiaffi, si alza, si riveste, lei non piange, l'azione è stata troppo repentina, si mette a sedere, lo guarda, sta quasi per capire, ma lui è già uscito dalla stanza, senza spendere una parola.


(il nuovo felix)
quasi ride e pensa che tanto lui non è EFFETTIVAMENTE lì, in quel momento. Non solo: non ci sarà mai. Grazie ai nuovi software percepiti e capiti dal suo cervello, la sua reazione è pacata e tranquilla. Proiettili evitati, tante volte, e rischi all'orizzonte. L'uomo di ghiaccio continua il suo lavoro, lexi gli prende la testa tra le mani e lo fissa negli occhi per riprendersi l'anima, senza successo, e intanto rovescia gli occhi all'indietro.

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