18/04/18

Cold turkey. / Five minutes before death.

Cold turkey.

Se devi staccare con una dipendenza, farlo completamente da un giorno all'altro sembra un metodo abbastanza effettivo, ma richiede parecchia forza di volontà e pochi ne hanno. La questione della forza di volontà vale per tutte le cose. Quando ti serve ottenere un obiettivo alla fine hai due scelte, se davvero hai bisogno di arrivare a raggiungerlo: o hai una forza volontà che riesci a controllare internamente o hai bisogno di qualcuno che ti tenga sulla retta via pedissequamente. Che sia il tuo nutrizionista per la dieta, il tuo trainer della palestra, il tuo coach mentale. Devi capire quale delle due scelte è adatta a te e poi darci dentro in entrambi i casi.

Non parlo solo di dipendenze di droga. Ci sono anche quelle affettive. Che sia la città in cui sei nato e vissuto, che sia la tua ultima ex che non rinunci a vedere nella tua vita. O di tutti gli altri tipi possibili che tu possa immaginare. La gente dipende anche da stati mentali, da emozioni. Pensate a tutte quelle persone che vivono nel ruolo di vittima in modo da deresponsabilizzarsi dalle loro scelte e azioni.


 Five minutes before death.

Tre ore all'ora X. Tutto è preparato. Non ricordo cosa ho fatto ieri sera. Ah, sì. Sono stato tutta la notte in giro con una miriade di amici. Ora sono in un bar a prendere un caffè con un amico e mentre lui mi fa ascoltare una canzone mi concentro sul testo. Il mio cellulare vibra. Leggo chi ha scritto. Capisco che è tutto andato a puttane senza neanche aver bisogno di aprire il messaggio. Sposto la tazza di caffè vuota alla mia destra e mi butto sul tavolino con la testa. Non ho neanche la forza di insultare il mondo. Mi servono cinque minuti di nulla. La mia mente è completamente bianca. Dopo cinque minuti comincio a pensare a soluzioni per salvarmi il cervello.

Sei ore all'ora X. Mi sono svegliato da poco, non ho fatto colazione perché ormai il pranzo sarà relativamente vicino. Mi infilo nella doccia e mi pulisco per bene mentre ascolto musica. Mi taglio le unghie e mi vesto già da ora per la serata. Un amico mi chiama e vuole chiedermi un parere su qualcosa di importante. Non ho altro da fare e mi incammino verso il centro della città con le cuffie nelle orecchie, cercando di rilassarmi.

Ventiquattro ore all'ora X. Sono con un amico che è come un fratello a discutere di come risolvere la situazione logistica per il giorno dopo. Non ho portato il pc e lui mi sta facendo usare il suo. Contatto un po' di persone. Problemi tecnici su problemi tecnici. Alla fine riesco a sistemare tutto. E' tutto pronto, ora dipende solo da me. Almeno questo mi piaceva pensare.

Ora X. Il mio cervello è andato a puttane come tutto il grande progetto che avevo messo su. Era preventivato. Alla fine ci sono cause di forza maggiore che ti possono far imputtanare tutto. Però c'è sempre una possibilità di salvare qualcosa di piccolo. Per questo sto cercando fra tutti i miei contatti rimasti in città qualcuno che possa sbrogliare la situazione, anzi, non richiedo neanche questo. Voglio una semplice compagnia perché non mi va di affrontare questo momento da solo. Potrei farcela e l'ho fatto più volte. Ma oggi non mi va. La botta è stata troppo forte e mi serve non pensare per un po', in modo da attutire la cosa o di ritardare la sua considerazione ad un momento in cui sono riposato e/o più lucido. Nessuno dei miei contatti può o vuole aiutarmi. Va bene anche questo. Cose già capitate. Quelli fidati sono pochissimi e davvero non possono. Penso che non c'è nulla più per me da queste parti. Mi viene in mente la scena di nuovo cinema paradiso, quella della stazione. Dove il protagonista parte per la grande città e il suo mentore gli dice di non voltarsi mai, di non tornare più, di dimenticare tutti loro e di guardare sempre avanti. Mi chiedo se io non debba fare questo e rinunciare ai miei collegamenti qui. Penso, che cazzo, che tutte le volte in cui queste persone avevano bisogno io ero lì in due secondi. Ma non posso aspettarmi i miei stessi comportamenti da altri, non da loro sicuramente. E di conseguenza i loro comportamenti non devono influenzarmi in questo modo. Non me ne frega nulla perché non mi aspetto che voi siate come me. Esco e mi metto in macchina.

Sette ore dopo l'ora X. Sono nel pub in cui andavo quando avevo 15-16 anni a bere il cocktail della casa, con un mio fratello a discutere delle rispettive vite e situazioni e io sono lì che gli spiego tutto quanto descritto prima e parliamo dei nostri genitori e della vita e di quando ci si sente uomini, temporalmente intendo, e comunque siamo persone anche abbastanza diverse in gusti e stile di vita, ma il mindset mentale è lo stesso quindi ci capiamo perfettamente e tutti e due vogliamo cambiare il nostro mondo. Certo, la botta è ancora dentro il mio cervello, ma queste tre ore sono state mentalmente rilassanti e ne avevo bisogno. Accompagno il mio amico a casa e do un ultimo sguardo al luogo in cui dovevo finalizzare il mio progetto. Dubito di andarci mai più.

Torno a casa e mi metto a letto pensando che un'altra morte è ora alle spalle.

Cavalco verso la prossima. E poi parlo con il mondo, con la vita, con la natura, con gli dei, come volete chiamarlo voi:

"Anche io ti odio mondo. Voglio tu sappia che è reciproco. E' che non hai capito con chi hai a che fare. Io ti do fuoco dall'interno e ti salirò in faccia con le mie scarpe. Ti farò vedere chi sono e ti schiaccerò come la merda che sei. Fosse l'ultima cosa che faccio."

Fuck this world up.







16/03/18

Deve essere pazzo, se no non si spiega.

Cammino per strada, ore nove di mattina, tutti belli ingiacchettati e vestiti da lavoro, cravatte ovunque e piove e comunque sono tutti incazzati, credo sia giovedì, io mi guardo intorno e scorgo facce tristi e desolate perché si lavora e fa freddo e che due coglioni, a me non frega un cazzo di tutto ciò, non ho mood specifici, ed è proprio in quel preciso momento in cui vedo un nero con una barba superdefinita che esce felice dal suo portone e sorride così tanto che il suo sorriso ingloba il mondo, è particolare a vedersi come cosa, e poi focalizzo l'attenzione sul fatto che in mano ha una canna enorme e lui ha percepito questo mio focus perciò guarda la canna, la canna gli sorride, lui sorride alla canna, bom! Big bang di felicità. Mi sveglio innamorato e nel mio letto c'è un solo cuscino, ho sognato di abbracciarti e di odorare il tuo profumo sul collo, questo mi scatena dopamina direttamente dal sogno, una cosa incredibile che se si potesse in qualche modo gestire significherebbe praticamente droga gratis e senza troppi effetti collaterali, ci pensi? Mi sveglio innamorato, sarà perché l'ultima di cui mi sono innamorato mi ha mollato e io non ho fatto una piega, dicevamo: alien mood = sempre stessa faccia, poche emozioni all'interno, raramente le vedrai. "E ogni giorno una nuova ragazza che mi rimpiazza / un'altro più forte lo devi trovare / cane di razza" dice il cantante. Poi ho fatto un po' di danni, che sto pure pagando io. Un casino da queste parti. Ma sopratutto, manca poco tempo e io ho un altro obiettivo clamoroso, questa volta veramente clamoroso, livello auto blu, eppure ho solo due weekend per gestire la cosa e preparare la strada che mi porterà verso eccezionali gambe. Stop. Ah sì, insomma ho fatto questa festa e abbiamo invitato una marea di persone, i miei amici hanno fatto un concerto serio con tanto di microfono e ovviamente amplificatori due chitarre e un basso, abbiamo cominciato a bere e fumare dalle nove senza mai interrompere, la gente cominciava a venire e nel giro di un paio d'ore siamo stati sessanta, sessanta, un casino tanto che ad un certo punto non si poteva più entrare nella stanza senza sbattere la porta su uno dei presenti. Gente di tutti i tipi, c'era questa mezza siriana mezza turca mezza bulgara mezza italiana, e mi sa che continuava anche, che spiegava di essere stata sette anni in siria durante la guerra e che dopo un po' ci fai l'abitudine e il rumore perenne non ti dà più fastidio e non ci pensi neanche troppo che ogni giorno puoi prenderti una bomba mentre sei in strada a comprare qualcosa da mangiare o mentre aspetti il bus per tornare a casa da lavoro. E' interessante da sapere. Insomma, la festa procede tantissimo e io bevo vino e la gente beve qualsiasi cosa sia su un tavolo, si parla, si fuma principalmente dentro, ma anche sul terrazzo. In uno dei tanti passaggi al piano inferiore becco un mio amico con una greca ed un'italiana che stanno parlando di nasi e di come siano riconoscibili e una di loro chiede al mio amico se si sia rifatto il naso. Cioè, è anche possibile, ma mi ha fatto ridere come minchiata. Alle tre e mezzo sono giù seduto su un mobile e questa ragazza, Fabrizia, si è seduta sull'unica sedia presente, io non voglio risalire sopra nel casino e non voglio continuare a bere perché la festa deve finire prima o poi, allora resto qui a parlare con lei, ci scambiamo due stronzate, saremo stati entrambi abbastanza brilli ora che ci penso. Eppure la guardo un attimo negli occhi e ho l'illuminazione e vedo chiaramente dentro il suo cervello il pensiero per cui ha già deciso che stasera vuole scopare con me. La cosa mi fa rilassare più di quanto non lo sia. Passano due suoi amici per andare via e lei mi propone di andare su a bere qualcosa. Saliamo e becco un tipo che sta lavando i bicchieri di carta con il sapone dei piatti, in maniera meticolosa e me lo dice anche candidamente "sono finiti i bicchieri", tutto ok gli dico. Io ho conservato il mio bicchiere e lo condivido con Fabrizia, avremo bevuto qualsiasi cosa fosse rimasta, forse un bicchiere di vino bianco, e poi arriva un altro suo amico a chiederle se lei rimane o va via con lui, che tra l'altro la ospitava a casa in quei giorni, e lei mi chiede fino a quando dura la festa, cinque cinque e mezza baby tranquilla, il tipo riceve l'amara notizia, io rido internamente, l'abbraccia facendomi capire chiaramente che voleva scoparsela lui stasera, ma ti assicuro bro vedo la situazione e capisco che comunque non ce l'avresti fatta, te l'assicuro. Lui va via e io e Fabrizia balliamo qualsiasi canzone stia suonando e la bacio lì e le tocco il culo per qualche minuto, poi le prendo una mano e scendiamo giù, la spingo in una camera, non la mia, e comincio a spogliarla e finisce bene perché lei sta urlando e sopra stanno ancora venti persone con la musica a livelli incredibili e che sbattono i piedi ballando sopra il nostro soffitto, finiamo e vado di sopra a indicare ad un mio amico di buttare via tutti da casa e di non contarmi più nella serata, lui capisce e fa effettivamente come detto mentre io e Fabrizia siamo sotto le coperte e ascoltiamo l'ultima persona chiudere la porta, lei non si vuole muovere dal letto perché fa freddo, io voglio andare in camera mia e la prendo di peso, si mette a dormire esattamente al centro e io sono alla sua sinistra, lei supina con la testa girata un po' a sinistra, io sul mio fianco destro con le gambe intrecciate, lei è caldissima, non riesco a prendere sonno neanche per sbaglio, allora resto sveglio per quelle tre ore che ci separano dalla sveglia che si è messa lei, ascolto il suo respiro e la osservo, ogni tanto le accarezzo la guance e le labbra, ha una pellicina sulle labbra, si potrebbe staccare facilmente, ma sicuro la sveglierebbe. Si sveglia e sembra fresca e riposata, io sono sempre frastornato e devo pulire tutta la casa, ci metterò un paio d'ore, e la guardo vestirsi e andarsene velocemente via e mi chiedo se ci rivedremo mai.


15/02/18

This bitch.

Questa stronza mi ha fatto conoscere questa canzone che è in questo album. E l'album è ogni tanto serio, ogni tanto cazzone, ma a tratti riflessivo. Il cantante ci infila qualche frase che ti regala una sensazione magari anche banale che però ti fa pensare al momento della tua vita in cui hai vissuto la stessa cosa e allora ti metti a pensare. Per poter pensare, devi essere possibilmente lontano dal cellulare. Troppe app, troppe distrazioni che mettono a tacere il cervello. Io ci perdo tempo, come tutti, e questo mi fa schifo. Piano disintossicazione in arrivo. Allora lasci il cellulare da un'altra parte, spento se proprio vuoi osare, e ti metti a guardare il soffitto mentre ascolti la musica, davvero. Come si ascolta davvero la musica. E ti perdi nei pensieri e ti chiedi se l'obiettivo di questo mese non sia troppo alto e poi magari non riuscire a raggiungerlo ti porterà in basso. Si vedrà. Eppure già delle cose belle sono previste per il mese e ora un raggio di sole illumina il pc, chi se l'aspettava? Oggi ha anche nevicato, svariati fiocchi di neve e poi una lieve grandine e poi pioggia e ora questo sole che ci illumina e riscalda pochissimo, ma va bene così. Io, qui. Anche troppo presto per una solita domenica, il posacenere con la canna dentro e l'accendino rosso. La prossima cosa da fare è la doccia. Oh, è finalmente successo: dopo cinque mesi di musica sparata a palla, il vicino ha chiamato per lamentarsi e dire che non ce la fa più. Praticamente la sua stanza da letto è vicina alla mia doccia. Insomma, mi hai sopportato cinque mesi prima di impazzire, complimenti. Io mi sarei lamentato molto prima. Però t'ho fatto sentire buona musica, dai. C'è sempre musica. Ora ci sono gli smashing pumpkins, esattamente bullet with butterfly wings: despite all my rage, I'm still just a rat in a cage. Ma non è più così.

Questa stronza mi ha fatto conoscere questo album riflessivo e questo è l'ultimo dei problemi che mi ha già causato. Quando ho visto un paio di sue foto, in cui si vedeva bene il fisico e le gambe e le braccia e il volto e questi occhi e quei capelli e quello sguardo che pensa "ti ho in pugno, lo so, ma fingo di non saperlo così ci divertiamo tutti di più" (o magari davvero non lo sa di avere in pugno tutti con quel viso), i miei occhi si sono impallati e il mio cervello ha impresso a fuoco quei colori e quelle forme dentro di sé. Terrificante. Ci ho messo due settimane a farmela uscire dalla testa, poi ho avuto altre cose belle da fare e altre ragazze con cui fare l'amore e questo ha attutito la cosa, ma è stato comunque un bel pugno nello stomaco. Quando l'ho vista dal vivo, ho capito che avrei dovuto farla mia immediatamente, prenderla almeno per una sera e portarla via con me e vivere un amore lungo e intenso di venti ore. Poi è successo e mentre la abbracciavo, per un attimo mi sono distratto e ho pensato al fatto che non avrei potuto dormire con lei quella notte. Non si può avere tutto, ma ho avuto già tanto. A volte sembra troppo e aspetto la vendetta del cosmo sulla mia nuca indifesa. Ho riempito la stanza di petali di rosa che facevano una linea dalla porta al comodino, un po' erano sui cuscini e un po' sul letto, si sono incastrati tra i suoi capelli e io non gliel'ho detto perché la cosa mi faceva sorridere. Era troppo bella e il mio cervello era strapieno di endorfine e pensava che sarebbe stata un'ottima idea prenderla e portarla da me e vivere insieme. Vivere insieme? Pazzo furioso. Fortunatamente non ne ho la possibilità e capisco che mi serve qualche amico fidato che possa fermarmi dal prendere decisioni simili. Altro che. E io farò lo stesso con lui.

Questa stronza mi ha fatto andare in un altro mondo e ora mi contatta anche troppo spesso, il problema è che quasi mi piace parlarle, ma siamo troppo lontani. Mentre ascolto un album dream pop mi trovo fatto e affamato a mangiare cioccolato e una banana. Penso che dovrei stare attento a cosa mangio ancora di più del solito perché ora non vado in palestra, mi sono infortunato, e devo tenere il fisico in forma. Ricorda l'obiettivo alto del mese, ricordalo. D'altra parte due, o tre, mie amanti mi faranno perdere tutti i liquidi in eccesso nel giro di un mese e quindi gli addominali saranno ancora visibili. Poi esco e vado ad un concerto post punk e oscillo un po' tra la folla mentre un biondo impasticcato non riesce a stare fermo e balla come un raver. Torno a casa all'una e cucino la cena, poi vedo un film lungo tre ore e a metà di questo una ragazza della casa di fronte torna e accende la luce in camera, si toglie la collana, forse sta per spogliarsi. Magari è ubriaca, magari no. Ritorno a guardare il film, ma la visione periferica ha già deciso cosa tenere d'occhio e infatti dopo dieci minuti vedo movimenti strani. Da qui, non mi sono neanche dovuto spostare dal divano, si vede solo la faccia che va avanti e indietro, mi chiedo dove si trovi il letto in quella stanza e per quale motivo dovrebbe essere vicino alla finestra. Eppure ogni tanto lei va giù e su, come se stesse sopra. Sempre se sta scopando. La cosa dura credo venti minuti e ogni tanto lei si ferma e non si vede per un po'. Alla fine si alza e si scopre che è sempre stata vestita con un pigiama leggero e non c'è nessun altro nella stanza, quindi si è solo fatta una sessione di vibratore intensa come buonanotte, giustissimo così. A saperlo, potevo farmi vivo e propormi. La prossima volta.

Questa stronza è qui vicino a me e le tengo i capelli stretti e per la prima volta in un po' di tempo non sto a pensare ad un'altra, ma sono concentrato su di lei e solo su di lei. La musica è sempre la stessa e io le faccio qualche foto perché il mio cervello non può ricordare perfettamente, per quanto lui si sforzi, ogni dettaglio della sua pelle e del suo viso. Devo guidare fino a casa e stare attento a non distrarmi per guardare questo diamante che è sul sedile del passeggero. Mi chiedo se sia io a volerci vedere troppo dentro di lei o se la stia idealizzando solo perché è una figa terribile. E quindi vorrei avere davvero del tempo per conoscerla, per vedere se quel fiore può essere coltivato, se c'è speranza per il futuro e per il mondo. Ci vedremo fra quattro o cinque mesi e forse lei si ricorderà di me. E' tutto da vedere, per ora è andata bene così.

Questa stronza mi ha consigliato la canzone che proprio ora metto prima di chiudere il post, ballo sul posto e muovo le braccia, in una mano l'accendino, nell'altra la torcia. Che poi l'ho chiamata stronza, ma è per me è un termine positivo, è di quella che ha capito un paio di cose importanti della vita e di quella di cui mi sono innamorato in due secondi.




31/01/18

-24.

(L'ultimo post dell'anno doveva chiamarsi "odio conclusivo". E parlava di gente che mi ha fatto leggeri sgarri e i miei pensieri su come avrei potuto ucciderla. Poi ho deciso che non me ne frega un cazzo di loro e quindi ho cancellato la bozza. Non l'ho mai fatto. Di solito, se scrivo un post, lo pubblico. Ho solo tre bozze e sono lì da quando ho tentato di scrivere quelle cose. Per un motivo o per un altro non li ho mai portati a conclusione, ma sono lì perché magari mi torna la voglia di scriverli.)

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L'obiettivo che dovresti porti è quello di limitare gli autosabotaggi. Ovvero evitare di crearti problemi da solo ed evitare di fare cazzate che incidentalmente portino a problemi. Perché tanto già la vita te ne mette davanti mille ed è lì pronta ad aspettarti per darti le mazzate. Ho detto che per avere un minimo di esperienza e poter parlare a dovere, se ne debbano subire almeno 25. E dovrei scordarmi questo numero perché magari il mio cervello decide di andarsele a cercare, ma poi si torna al punto primo. Evitare gli autosabotaggi.

Il giorno dopo averlo detto, sono andato a letto ad un orario insolito, mezzanotte circa. E' stato l'unico giorno in cui ho fatto un'eccezione perché il giorno sarebbe dovuto essere una cosa bella e invece ho dovuto risolvere problemi. Va bene, è il mio lavoro.

Quando sono andato a letto, mi sono messo sotto le lenzuola e ho sussurrato: -24.




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Oggi è Maggio. Ho sognato tutte le mie amanti e ho visto il futuro. Ho visto come si sarebbero evolute tutte le situazioni. Ho visto te che mi salutavi e che partivi e che poi ti andavi a infilare esattamente in quelle situazioni che mi hai descritto appena ci siamo visti. Vedere te e te e te e te. E nel sogno vedere volti che si mischiano e pensare a tutte le volte in cui ho fatto l'amore con una ragazza e piano piano il suo volto sfumava perfettamente nel volto di un'altra. E' capitato ogni tanto. Mi chiedo sempre se in quel momento dovrei sentirmi in colpa. Ma è un pensiero fugace. In colpa per cosa? Finché lo tengo per me non si fa male nessuno. E infatti sono ancora tutte vive. E qualcuna la amo ancora e di qualcuna mi sto innamorando. Cambio di location. Eravamo in una casa in cui dovevo organizzare una festa e tu venivi ad abbracciarmi da dietro mentre ero indaffarato nei preparativi. Mi hai cinto alla vita e io sapevo che eri tu. Mi hai detto qualche parola di circostanza o forse qualcosa che riguardava dei tuoi amici di cui non me ne può fregare di meno. Io ti ho ignorata. E tu allora mi hai chiesto se a Marzo avevo una settimana libera così potevi venirmi a trovare. Sembrava una buona idea. Sono andato a dormire anche nel sogno. Al mio risveglio sapevo che non saresti venuta. Ma non ha importanza, mi ripetevo. Verrai lo stesso, solo in un altro corpo. E ti abbraccerò attraverso un'altra persona pensando un po' di abbracciare te. Magari lo sentirai, o magari no. E io continuerò a non sentirmi in colpa per tutto ciò. L'ultima che ho sognato mi portava in un bar a bere, ma io non volevo bere. Stavo accusando una botta recente di cui non volevo parlare e lei comunque non avrebbe capito neanche se le avessi spiegato la situazione. Spezzato in due, ma dopo un po' ci fai il callo. Eravamo al bar e ho tirato fuori un cioccolatino dalla tasca del jeans. L'avevo preso qualche giorno prima e già sapevo che l'avrei dato a lei. Quando ha visto il cioccolatino, ragazzi, che visione: ha fatto un sorriso che mi ha guarito e da lì sono stato meglio. Perché in quel sorriso c'era tutto quello che volevo. Poco dopo lei mi ha chiesto "e tu il cioccolatino?", ma io non lo avevo per me e non me ne fregava niente del cioccolatino. Avrei voluto dirle altro. Avrei voluto avere le parole al momento per poter descrivere il fatto che vedere il suo sorriso sorpreso per me vale milioni di volte di più. Avrei voluto poterle dire che io rinuncerei al cioccolato per sempre, se sapessi che quel sorriso è sempre lì, ovunque lei sia.

Mi sono svegliato e ho vomitato ed è finita lì.






21/12/17

Grazie, carne da macello, mi servivano due anni liberi.

Grazie, carne da macello, mi servivano due anni liberi. Perché ho da fare e per alcuni sacrifici, che poi non hanno neanche portato a chissà cosa, quest'anno ho combinato relativamente poco. Richiedo sempre il meglio da me stesso. Grazie. Mi farebbe piacere sapere se mi leggessi, magari per studiarmi o per capirmi meglio. Vedi che narcisista sono? Mi farebbe piacere anche perché ti darei qualche spunto o qualche indizio per salvarti la vita. Ma ovviamente non voglio. Anzi, attendo con molta calma il momento in cui salterai in aria. Non l'hai letto cosa c'è scritto sulla mina che hai vicino?

FRONT TOWARDS ENEMY





E' messa lì volutamente. E tu ti sei avvicinato come un fesso. Fesso. Era proprio lì che ti volevamo. Innocuo. Senza possibilità di darci fastidio. Un morto che cammina ignaro nel mondo.

KABOOM.







In verità, si tratta di un buon periodo di merda. E proprio per questo rinnovo il mio odio gentile verso il mondo. Ogni sera canto urlo sopra le canzoni che ascolto, recentemente trap italiana. I vicini verranno ad internarmi presto, immagino, ma intanto devono ascoltarsi

VESTITI BENE FRATE LUCCICHIAMO /
QUESTI RAPPERS LI UCCIDIAMO

LI VOGLIO MORTI 'STI PEZZI DI MERDA

NON HO MAI IMPARATO A STARE AL MONDO /
FUMO
SOLO
A CASA
AL BUIO
E SPROFONDO
MI STA SUL CAZZO IL MONDO /
QUINDI MI INDISPONGO /
VISUALIZZO, MA NON RISPONDO


Lo sapete che potrei continuare. Ho anche analizzato la questione. Non ho mai ascoltato troppa musica italiana né questo genere, prima d'ora. A parte Fabri Fibra quando avevo 15 anni. E' passato un po' di tempo. Ho compreso che mi piacciono questi nuovi tizi, che poi se li ascolti da fuori magari ti sembrano tutti uguali, ma questa accusa si può muovere praticamente a qualsiasi genere, esattamente perché in tutti i testi sono anche loro in guerra col mondo. Ognuno di loro ribadisce in ogni canzone che lui è il migliore e gli altri sono solo stronzi e falliti. Check. Si spaccano tutti di canne. Check. Scopano il più possibile e gli piace la figa. Check. Hanno il gruppo storico di amici/fratelli fedelissimi. Check. Vogliono dare fuoco al mondo. Check.
Insomma, ci ritroviamo in molti punti in comune. E poi mi piacciono le rime. Sempre piaciute. La sonorità. E anche l'ironia e autoironia, che hanno alcuni, fa sempre piacere. Inoltre, quando sono fuori all'italia mi risulta sempre più facile ascoltare musica italiana. Senza contare che non si tratta di ascolti difficili, cosa che non fa mai male quando serve relax. A me ne serve abbastanza. Ogni tanto torno ad ascoltare i generi che magari potresti aver intravisto nella comoda box che ho messo qui sulla destra (ah, non l'hai mai letta? E' perché sei una brutta persona. E io anche di più dato che non la aggiorno da anni).

Ho piano piano realizzato completamente che il mondo è in guerra con me. Dovresti capirlo anche tu. Solo che ora ho deciso di rispondere al fuoco, amico o nemico che sia. Quindi me lo sono scritto su uno dei miei post it per averlo davanti tutti i giorni:

THIS IS WAR.

Io lo so che non ne esco vivo. Ma qualcun altro ne esce sicuro peggio.

Overkilling 2018.