21/09/17

The Project. Iman - Part 2.

Devo scendere di casa alle 2.30. La mattina ho ben poco da fare quindi mi alzo alle 11, organizzo la valigia e mi rilasso. Vinile dei Pink Floyd e ultima torcia sull'amaca. Si va.

Scendo dall'aereo e visto che sono quasi tutti turisti non parte il solito applauso. E' già un buon segno. E' tardi e mi dirigo verso Doc che mi viene incontro sulla strada principale. Arriviamo a casa e ne accendiamo una. Ceniamo con calma verso mezzanotte e intanto cazzeggiamo, fumiamo, fumiamo, fumiamo. Bellissima serata, ma ci distraiamo un attimo e si fanno le 2.30. Lui domani deve andare in palestra presto e allora ognuno nella sua camera. Rimango sveglio fino alle 3.30 perché non ho sonno e parlo con Iman organizzando un breve appuntamento di conoscenza la mattina dopo. Me lo piazza alle 10.30, ma per una serie di motivi arriva circa un'ora dopo. Doesn't matter.
Ho dormito solo 4 ore perché non sono abituato a questo caldo. Terrificante. Io sostengo sempre che 30 gradi sia la temperatura perfetta e dovrebbe essere perenne. Qui c'è troppa umidità, però.
L'appuntamento è al colosseo. Ci sediamo in un parchetto vicino. E' la prima volta che ci vediamo. L'ho conosciuta mesi fa su internet. Siti strani che frequento che hanno portato a coincidenze assurde, una strana chimica, per cui Iman dovevo assolutamente incontrarla. Il caso vuole che lei sia nella capitale per una laurea proprio quando io ritorno in italia. Fucking fantastic. Ci siamo organizzati per passare un giorno insieme, ma quello è domani. Oggi parliamo di stronzate. Iman ha diciotto anni ed è mulatta. Insomma, è il paradiso. Cerco di non guardarla troppo negli occhi. Credo di mettere troppa pressione perché tecnicamente io non distoglierei mai lo sguardo. Devo sembrare una persona affidabile, sebbene tutto sia palesemente chiaro tra di noi. Ha delle belle gambe e delle belle labbra. In foto è una cosa, di persona è molto meglio di quello che speravo. Dopo mezz'ora devo tornare a casa perché sono uscito con l'unico mazzo di chiavi e Doc deve tornare a casa dopo la palestra. L'idea era di portarla immediatamente a casa, ma lei aveva il pranzo di laurea e non poteva scapparne, quindi mi accompagna sotto casa e poi torna in metro.
Il pomeriggio io e Doc vediamo una serie tv, prima di andare a fare la spesa e, ad ora di cena, c'è un fantastico posto greco dove fanno dei cazzo di gyros eccezionali. Ne prendo due, valutando anche un terzo. Li mangio in cinque minuti e sono ampiamente soddisfatto. La sera la passiamo con un paio di amiche, a fumare e a guardare video del cazzo su youtube. Sicuramente meglio di qualche b movie che era stato proposto. Per l'una e mezza loro vanno via e anche noi cerchiamo di fare i bravi. Canna della buonanotte.

In tutto ciò, Iman deve venire a casa il giorno dopo e passare la giornata e la notte con me. Fin qui, tutto ok. Solo che non mi ha dato un orario preciso e doveva darmelo in serata. Attendo un po'. Non la contatto. O forse un messaggio glielo mando, non ricordo. Alle 2.30 nessun segno di vita. Mi serve sapere se posso dormire, o meno, e recuperare un po' di sonno. Il problema non si pone perché mi sveglio ogni mezz'ora e verso le 5 non riesco ad addormentarmi più. Alle 8 sono in piedi. Ore di sonno: 3, massimo 4. Faccio sogni inquieti di cui ricordo solo il principale: sto scopando con Iman e va tutto alla grande, ma il sogno, da gran bastardo, finisce prima che io possa venire. Cazzo, non si fa. Mi sveglio incazzato come una iena. Il cellulare non presenta notifiche degne di nota. Mi viene in mente qualcosa come "DEVO PORTARE NELLA VITA REALE LA GUERRA CHE HO IN TESTA". Voglio organizzare delle stragi. Per rilassarmi un attimo faccio 70 flessioni di fila. Sto già meglio. Alle 9 Iman si fa viva e mi dice che è disponibile solo per le 2.30. Va bene. Più o meno. Non mi dovete dare troppo tempo! Organizzo stragi, cazzo. Per fortuna mi chiamano per un colloquio e quindi perdo un po' di tempo a preparare qualche informazione da sparare a qualche business man quando sarà necessario. Alle 2.30 vado a prenderla in metro. Si porta dietro uno zaino grigio ed una valigia nera. Pantaloncini corti e una camicetta sottilissima rossa che non le copre neanche l'ombelico. E' difficile non guardarle le gambe. Doc è in casa, chiuso in camera, ma fingiamo che non lo sia per non mettere pressione alla ragazza. La mia camera è completamente dalla parte opposta della casa, quindi non ci sono problemi di rumori. Le faccio poggiare la valigia vicino al balcone, poi Iman va in bagno. Chiaramente in preparazione di quello che tutti stiamo aspettando. Brava ragazza. Io ballo un po' mentre metto 3-4 album di fila al pc, così non devo interrompermi per cambiare musica. Appena torna, io sono sul letto a cantare, rilassato e contento. Lei mette in ordine qualcosa, non ci faccio caso. Poi si siede sul letto, io mi sono alzato intanto e le salto addosso. Da lì, è tutto in discesa. Passiamo il pomeriggio a sudare e venire, ripetutamente. Non c'è aria condizionata e non si può tenere la finestra aperta perché sarebbe peggio. Fuori il suole impazza. Fumiamo un paio di canne nel pomeriggio. Io non ho pranzato e non pranzerò, ma a metà pomeriggio prendo una tavoletta di cioccolato che ho comprato solo per lei e gliela offro, ne mangiamo qualche pezzo insieme. Mentre parla, quando ci riposiamo, le accarezzo le guance e le gambe. E' perfetta. Ha un corpo perfetto. La sera lei cucina per me e ceniamo prima di andare sul balcone a fumare e parlare un po' di noi. E' bello parlare con lei. E' fresca, è viva. La faccio uscire dalla camera e metto delle candele in giro per la stanza. Già le altre volte pomeridiane erano state belle, ma la sera facciamo veramente l'amore. In faccia a voi che crediate non sia possibile. E lei sta per svenire un paio di volte. E anche io per un attimo rischio l'infarto perché la giornata è stata stancante e il mio cuore per un attimo dice "cristo, basta!". Crolliamo abbracciati per l'ennesima volta. Questa era l'ultima. Lei ha il bus per tornare a casa il giorno dopo alle 9. La sveglia è stata messa alle 7 e qualcosa, credo. Io dormo pochissimo, lei un po' di più. Non posso dormire con lei vicino. Resto sveglio a guardarla dormire e ad abbracciarla e ad accarezzarla e a sistemare il lenzuolo sopra di lei quando sembra avere freddo alle spalle. Quando si sveglia, facciamo qualche foto ricordo. Mi guarda con gli occhi a cuoricino e si prepara. Mi fa uscire dalla stanza e mi lascia un bigliettino, infilandolo in uno dei miei taccuini, ringraziandomi per la giornata passata insieme. Come fai a non innamorarti? Ci baciamo le ultime volte. La accompagno alla metro e ci salutiamo. Ci rivedremo in futuro, garantito.

20/08/17

3-2-1-turbe in sviluppo.

Sono le tre di pomeriggio e ancora non mi sono alzato dal letto. La notte è stata passata tra incubi gentili e mal di stomaco. Probabilmente la droga che c'è qui non è buona abbastanza. Ho ancora mal di stomaco. Sono sdraiato sul letto e mi manca l'aria, troppa afa. Fatico a respirare, ma non mi crea troppi problemi. Guardo il muro e il lampadario analizzandone ogni dettaglio. Sono su una barca in mezzo al mare e il mare e le onde mi cullano. E' un relax mortuario. Come essere vivo mentre spingono la mia barca nel mare per il mio funerale vichingo. Niente schiave vicino a me. Non sono così egoista. E sopratutto non voglio nessuno vicino a me quando sto per morire e sto per rilassarmi per sempre. Guardo il cielo farsi scuro piano piano. Arrivano le stelle e io sono in balia delle acque. E' tutto così calmo. Mi rimane solo da pensare alla mia vita. Sono ormai due anni che sostengo di poter morire già felice, per quello che ho fatto e vissuto. Da quest'estate morirò ancora più felice perché sono cresciuto e diventato grande. Chiudo gli occhi e mi addormento.

Mi sono organizzato con diverse persone per la giornata di oggi, ma ho deciso che non contatterò nessuno. Non mi va. Voglio solo la mia Dea e lei verrà sicuramente. E' così bella e la amo così tanto che quasi ho paura a sfiorarla. E' come un tempio sacro, una statua sacra. Non ti puoi avvicinare senza avere le dovute accortezze. E vorrei farla stare il più bene possibile e non so come fare, ancora. Lei si sistema i capelli con attenzione e meticolosità. Fantastica. Le faccio un paio di foto. Io sto ancora male. Per stare meno male, la soluzione che trovo è dire a lei di venire a letto, di togliersi le scarpe e di farsi fare un po' di coccole. Nessuno le fa le coccole. Questo è terribile. Dovrei ammazzarvi tutti. La accarezzo per due ore mentre ascoltiamo musica. Non sto meglio fisicamente, ma non me ne accorgo. Le sue guance sono tutto quello che conta.




22/07/17

Modelli organizzativi - prequel.

E' arrivata la descrizione perfetta:

"Abbastanza narcisista da vergognarti troppo per gettare la spugna.

Ma non così tanto da preferire di vivere in una stanza con cento persone che ti danno ragione, se puoi scegliere una stanza con cinque persone che non hanno idee simili alle tue, ma con cui c'è un dialogo costruttivo e di confronto."

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La spugna non la getto mai. Ammetterò che sto andando a rilento in alcune cose che dovevo tenere più sotto controllo, ma ho avuto altre cose da fare nel frattempo. I need time. E il tempo più o meno ce l'ho. Ho almeno altri due anni. Ma fra due anni devo essere fottutamente pronto. Il che fa ridere un botto, sai? Ho un block notes qui e il 26/06/2016 ho scritto proprio lì una delle illuminazioni più grandi mai avute. E ora è passato un anno e non mi sembra sia cambiato molto. Eppure è un'opinione mia che non significa molto. Perché io mi vedo tutti i giorni e quindi i cambiamenti non li noto. Bisogna vedere chi non mi vede da parecchio tempo se noterà cambiamenti. Ai posteri.
Le giornate non vanno bene, non vanno bene per un cazzo e sono lì, quasi tramortito, nella mia caverna a leccarmi le ferite, prima di poter uscire di nuovo. Ho un'ultima settimana di relax e poi cominciano le vacanze. Tu dici "ah cazzo cominciano le vacanze! Allora ci sarà più relax" e invece non è così. Vacanze vuol dire: modelli organizzativi. E quindi quest'ultima settimana serve per organizzare bene tutto il prossimo mese e tutti i piccoli preparativi prendono tempo, serve organizzazione. Quell'organizzazione che ti chiedono sul lavoro quando ti dicono "praticamente il nostro cliente viene qui in città solo due giorni e tu in quei due giorni devi organizzargli meeting per ogni momento della giornata". Pivelli del cazzo. Che cazzo ci vuole? In DUE, solo DUE, fottute ore, ti organizzo THE PROJECT. Una cosa che tu, coglione del cazzo, non riesci a organizzare neanche in una settimana.

La parte più bella di fare un colloquio è la canna dopo il colloquio. Relax. E ti senti appagato come se avessi fatto chissà cosa. E in effetti ti sei dovuto prendere lo sbattimento di vestirti bene, preparare qualche cosa da dire, fingere che sia PROPRIO quel posto ad interessarti, quando non te ne può fregare un cazzo.

Veramente questo cazzo di luglio è volato via. Mi piacerebbe sapere cosa ci ho fatto. Ho comprato l'amaca, ci ho fumato sopra ed è una cosa fantastica come mi aspettavo. Rilassante. Il pomeriggio guardo il panorama e gli uccelli che volano e le scie degli aerei che si intersecano. La sera guardo le stelle. Dove sono io non c'è inquinamento luminoso quasi per nulla, quindi riesco a vedere tutte le, poche, costellazioni che conosco. Una meraviglia. Ho ascoltato ettolitri di musica. Dalla mattina alla sera. Ho visto svariati film e quello che mi ha fatto commuovere è stato Matrix Revolutions, che ricordavo molto poco (questa è la parte dove dovrei scrivere perché mi ha fatto commuovere) (ma non lo farò). E' stato un mese altalenante perché sembrava finalmente quello della svolta e invece non è successo un cazzo. Poi ho preso il telefono e il pc e ho organizzato cose veramente deliranti e sono successe cose carine come aver conosciuto gente nuova, fatto qualche festa carina. Una tipa ha detto che sono uguale a Nadal. Chissà. Devo tagliarmi i capelli, ma lo faccio quando torno in italia. A breve.


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E infatti ora ho dei capelli di merda. Ho ballato parecchio in un posto dove non c'era spazio per respirare. La serata era partita con un pre-party a casa di un amico greco. Mi sono scolato mezza bottiglia di vino e poi siamo andati in centro, camminando un po', per incontrare Emma, ragazza inglese che festeggiava il compleanno, insieme ad altre amiche. Finiamo in un pub irlandese, di nuovo, e beviamo ancora prima di andare nel disco-pub successivo. Un inferno. Ho bevuto tequila, cosa che non dovevo fare. Torno a casa a piedi. Alle 4 sono sull'amaca a fumare e a guardare le stelle. E' bellissimo. C'è un silenzio fantastico. Metto un po' di musica, Nitro, e mi rilasso. In attesa, guardo al futuro. All'odore di Giulia, agli occhi di Anna, alla bellezza di Alex (sì, è una ragazza), alla perfezione di Iman. Ci sarebbe anche Francesca. Ma non voglio esagerare. THE PROJECT è già troppo ampio e già inserito sui binari in un modo per cui non posso lamentarmi.









27/06/17

Ti assicuro che è stato un mese complicato.

Questo post fa schifo.

E' un'accozzaglia di cose a caso che non mi andava di sviluppare troppo, ma che comunque avevo già scritto.

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Julia si chiama Julia perché sembra un po' Julia Roberts, quando era giovane e figa con i capelli bruni e relativamente corti. L'ho conosciuta ad una festa a casa di una collega. Aveva un vestito nero e una voce stupenda. L'ho invitata al party successivo a casa mia. E' venuta, ma è scappata via all'una perché doveva viaggiare il giorno dopo. Long story short, prima di riuscire a rivederci passa un mese. La invito ad uscire e andiamo in un locale fighetto con un terrazzino per bere un po' di vino. Ci diciamo un po' di cazzate, cambiamo locale e prendiamo un'altra bottiglia di vino. Mi fa dei complimenti che non ricordo e mi dice che non ha la più pallida idea di cosa voglia fare nella vita. Proprio nessuna idea. Di solito le persone hanno almeno qualche cazzata da dire tipo "voglio fare lo scrittore, voglio lavorare in quell'azienda", ma lei nulla. Sperduta nel mondo, e senza voglia di fare nulla, era arrivata in questa città per un tirocinio che però era finito. Aveva cercato qualche lavoro, ma senza entusiasmo e quindi non ha trovato nulla, ma ammette di non volere neanche fare quel lavoro di ufficio che aveva fatto fino ad ora. E' laureata in qualcosa come cinema, cinematografia, gente che scrive sceneggiature. E allora le dico "scrivi!" e Julia risponde che non crede di scrivere bene. La porto a casa e beviamo altro vino, bianco stavolta. Entriamo in camera mia. Lei fuma una sigaretta, io una canna, il posacenere è sul letto e noi siamo sdraiati a guardare il soffitto mentre fumiamo. Questo è il momento preciso in cui dovrei baciarla. Facilissimo. Percentuale di successo: 95%. Ascoltiamo la musica. Lei riempie i silenzi parlando di qualcosa che non ascolto. E' bella e mi piace. Ma parte domani e non tornerà. Non c'è tempo per nulla e vorrei vivermela bene una cosa con una che mi piace. Quindi in quel momento preciso in cui avrei dovuto, non la bacio e lascio scorrere la serata via.

Mi ha scritto qualche giorno fa per chiedermi i giorni precisi in cui ci siamo visti. Vuole scrivere un libro su tutte le esperienze con i suoi ragazzi. "Ma aveva appena detto che non voleva scrivere!", dirai tu. Ragazzi, ragazzi. Ancora cercate logica e coerenza nelle donne? Nuovo bestseller, guys, e ci sarò anche io. Peccato che risulterò come un frocio dal suo punto di vista. E' il prezzo da pagare per l'essere romantici. Me lo prendo tutto.

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La verità. Un po' di verità che non fa mai male. Non so se l'amore si può "sviluppare", nascere, verso tutti. Nel senso: non so se chiunque può innamorarsi e amare chiunque. Per quanto riguarda me, la mia esperienza mi dice che riesco a capire da relativamente subito, durante una frequentazione, se potrò amare quella ragazza. Me ne accorgo. C'è quella con cui capisco che qualcosa potrebbe nascere, se ci fossero le circostanze adatte e il tempo per viverle, e quella con cui so che non accadrà mai nulla da parte mia a livello sentimentale. Non sento quella chimica e non c'è quell'attrazione completa per l'altra persona. E so che se non la sento subito, non può arrivare dopo. Potrò voler bene, anche tanto, alla ragazza, ma non potrò mai amarla. Ognuno è diverso, dopotutto.

Trai tu le tue conclusioni, se riesci a fare uno più uno.

(Non ci riesci)

(Che è lo stesso motivo per cui non hai mai avuto speranza)

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Ora potrei parlarvi di come mi sono scopato una figa diciottenne di origini africane o di come è andato l'ultimo party devastante dove ci siamo ritrovati in cinque sconosciuti alle 4.30 di mattina a casa di un altro sconosciuto a farci offrire da mangiare, ma non è interessante come potrebbe esserlo per me.

Quindi vi porto dentro la mia testa. Cosa accade quando vi leggo, quando vi vedo, quando vi ascolto? Nel 90% dei casi c'è una sola frase nella mia mente. Ed è:

Non capite un cazzo.

Non capite un cazzo.

Non capite un cazzo.

Non capite un cazzo.

Un mantra semplice ed efficace che poi utilizza anche corollari leggermente più elaborati come:

Che gli spiego a fare questa cosa? Tanto non capisce un cazzo.

E' troppo complicato da spiegare e poi tanto non cambierebbe idea perché non capisce un cazzo.

Porca puttana, niente, non gli arriva proprio. Non capisce un cazzo.

Allora tu mi dirai: "vai a frequentare la tua gente, se noi altri non capiamo un cazzo".

E io ti rispondo che non devi augurarti questo, perché questo sarebbe la tua fine. Fine. Fine. Fine.

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Saranno mesi che non scrivo un post da ubriaco. E' che bevo pochissimo recentemente. Probabilmente è più di un anno che non scrivo un post da ubriaco. Ma se non lo scrivo ora, non si scriverà da solo. Mi sembra una buona occasione.
Di che parlo? Di che parlo? Di che parlo?

LOVE LOVE LOVE LOVE LOVE. (Queen + David Bowie - Under Pressure)

No, no. Love is gone, love is lost, diceva Bowie nel penultimo album.

E' quasi l'alba. Stanotte ho visto una stella cadente ed è stato bellissimo perché è giugno e non me l'aspettavo.

I PROMISE. (Radiohead - I promise)

Even when the ship is wreck, I promise
Tie me to the rotten deck, I promise

Le promesse che faccio io, le faccio solo perché so di poterle mantenere. In verità non prometto neanche. Perché dire "prometto" significherebbe dire che tutte le altre volte che parlo le mie parole abbiano un significato minore. Invece le mie parole hanno un valore, sempre.

Dice lui (LUI! Lui a cui dobbiamo tutto!) che se i tuoi sogni non ti spaventano, allora non sono abbastanza grandi. I miei sogni mi spaventano. Ho una paura fottuta. Al tempo stesso non vedo l'ora di realizzarli.

WE DO NEVER GIVE UP.

Stay with us, babe. C'è tanto da scoprire, tanto da vivere.

Domani è un altro giorno. E sarà bellissimo, come tutti gli altri.

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La canzone del mese è:





Ho addosso un peso che nessuno regge /

Ho scritto una lettera alla vita che nessuno legge.




27/05/17

Bianco.

Ho incontrato una ragazza che aveva completamente ragione. Incredibile. Sarà stato un caso fortuito? Eppure aveva ragione. Mi ha spiegato perché era meglio non vedersi più per un po' di tempo. Dicendomi che continuando a vederci saremmo finiti nel baratro. Ora ho capito perfettamente. Dovrei ringraziarla adesso che ho avuto questa realizzazione, ma l'ho già fatto a modo mio. Non ci sentiamo più, ma so che è viva. Non so dov'è e non so se sono sue le chiamate anonime che mi arrivano circa ogni sette o dieci giorni sul mio numero italiano. Fa comunque piacere sapere che c'è qualcuno che ti pensa sempre. Anche io penso sempre a qualcuna e quelle manco se lo immaginano, se non glielo ricordo. Non se lo immaginano. Ma possono sentirlo?


Look at the time.



Sentire in italiano non equivale perfettamente al significato della parola "feel" in inglese. Feel, è quello che intendo.

A volte I feel things.

Le sento nella mia mente, le percepisco come reali e so che sono esperienze reali. Non sono sempre mie. Le sento in due modi diversi. Il primo è al livello della pancia, quando riguarda il mio futuro, e quando ho questa sensazione sono certo, al 100%, che quello che ho sentito accadrà. E accade. Non posso controllare questo tipo di sensazione in modo da avere quello che voglio, come vincere alla lotteria, ma quando arriva so che quello che me l'ha "causato", cioè l'idea che quella sensazione mi dà, è in procinto di accadere.

Ti faccio un esempio: una volta incontro una ragazza, una sera, con alcuni amici. Mai vista prima. Ci presentiamo e parliamo un po', mi piace, ma per quella sera finisce lì. Il giorno dopo devo andare a fare un servizio in un determinato posto dall'altra parte della città. Prima di scendere da casa, mi arriva quella sensazione alla pancia. La sensazione che incontrerò quella ragazza. E' certo. Allora cammino per mezza città e mi chiedo quando i nostri sentieri si incroceranno. Immagino di vederla per strada a fare shopping con la madre, o qualcosa del genere. Non avevo una motivazione precisa per immaginare anche la madre nel nostro incontro. Questo la pancia non me l'aveva detto. Eppure, cammino, cammino e arrivo alla mia destinazione. Mi siedo e attendo il mio turno. E penso "strano non sia già accaduto". Dopo cinque minuti esce dalla stessa stanza in cui poi entrerò io. Anche la madre è lì. La saluto. Avrà pensato sarà stata una coincidenza. Non era assolutamente una coincidenza. Ero sicuro al 100% che l'avrei incontrata. Ed è successo.

Il secondo modo in cui sento è più mentale e riguarda il passato o il presente. Vedo una scena davanti ai miei occhi, come se la stessi vivendo io, ma so che non sono io il protagonista perché non sono nel mio corpo, ma in un altro, e i particolari della situazione me lo fanno capire. Questo accade quando c'è una connessione di sangue o emotiva con quest'altra persona.

Exempli gratia: sono nella mia camera, non ricordo cosa stessi facendo, quando all'improvviso ho un'immagine chiarissima di essere una ragazza che conosco bene, nella sua camera, in cui non sono mai stato. Fa una determinata cosa ed io, nel mio corpo e nella mia mente, sento le sue sensazioni mentre la fa. Ci vediamo solo alcuni mesi dopo. Le chiedo di farmi vedere le foto della sua stanza, ma prima scrivo su un foglio tutti i dettagli che ricordo e le scrivo esattamente cosa ho visto lei stesse facendo. Lei non ci crede. Non lo sapeva nessuno che aveva fatto quella cosa e di sicuro non potevo saperlo io che non la sentivo affatto da mesi e mesi. Così come non potevo conoscere i dettagli della sua stanza. Tutti confermati. L'ho sentito. Io ero lì. Io sono stato te per un breve momento.

Non accadono spesso queste cose, ma a volte succedono. Sarà accaduto una manciata di volte nella mia vita. Puoi non crederci. E per me è meglio se non ci credi, perché altrimenti un giorno qualcuno verrà a darmi fuoco perché sono il demonio. E siamo ancora all'inizio.

Siamo ancora all'inizio, sto lavorando per voi. Non avete idea di quanto. Ci sarà da soffrire, ci sarà da bere sangue e da mangiare cenere, ma fidatevi. Trust us, dice la maglietta che ho addosso in questo momento. Gli dei avranno paura di me. Trust me.

We'll come to the rescue, babe.