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05/09/18

Spigoli.




E' che sono successe tante cose, ma non voglio parlare delle vacanze, né in verità voglio parlare di niente. Non che sia apatico, o forse sì, ma sto cercando di riprendermi mentre le giornate mi scorrono veloci e più scorrono veloci più devo scrivere veloce per darti l'idea che non c'è un cazzo di minuto libero e va tutto di fretta. Insomma, un weekend l'abbiamo passato ad amsterdam e abbiamo girato troppi coffee shop fottendocene della fauna locale e di questa tipa del '98 (l'ho scoperto dopo che era del '98) che ci seguiva in ogni dove, con nostro piacere, sia chiaro, e quindi potrei aver dimenticato tante cose che sono successe, ma è successo ben poco, era un weekend relax in cui io e il mio amico abbiamo fumato il più possibile cercando anche di girare la città, quando capitava. La colazione domenica l'abbiamo fatta a casa della ragazza succitata, mezzi zombie, mezzi uomini, mezzi alieni, e mi sono ritrovato a fissarle le gambe e pensare che finirci dentro sarebbe stato molto bello, ma non avevo alcuna voglia di muovermi, di parlare, di fare cose. Ho bisogno di stare seduto e decedere, almeno per un po'. E non è facile uscire da questo loop, scrivo ora mentre sono in astinenza psicologica da bravo idiota, è tanto bello stare annebbiati, ma sto cercando di ricordarmi che alla lunga è deleterio e io ho cose importanti da fare nella vita, mica come voi che siete stronzi e pensate che cose come, cazzo ne so, la politica e gli influencers di instagram e la televisione siano cose fottutamente importanti. Non lo sono, sono tutte cazzate, coglioni.

Poi sono tornato a casa e appena sono tornato non ho avuto tempo per me, per stare solo un po', perché prima Chloé e poi Naomi sono venute a dormire da me, non insieme, non ancora. Ovviamente la cosa non mi è dispiaciuta troppo, però c'è sempre bisogno di tempo per se stessi. Mi sveglio ogni volta e le trovo vicino a me a guardarmi con occhi sognanti, Chloé un po' di più, forse perché sono la sua prima relazione e perché è più giovane e quindi si starà vivendo quell'innamoramento pazzo che pensi non possa finire mai. Mi chiedo quando la vedrò piangere. Chloé è più alta di me e ha queste gambe lunghissime e il suo odore rimane nella stanza e sulle lenzuola per parecchio tempo. Dovevo specificare che sono entrambe africane? Naomi è minuscola e ha un corpo perfetto, di lei mi innamoro sicuro, se resta abbastanza nei paraggi. La cosa più bella di lei è che quando siamo a letto, mi fa tornare un animale. Perdo qualsiasi controllo e capacità di articolare parole e ringhio e non sono più in me. Che è una cosa stupenda. Ci dimentichiamo spesso di essere animali solo perché sappiamo parlare di cazzate e abbiamo la tecnologia. Eppure il 98.8% del nostro DNA è lo stesso delle scimmie. Tornare animali è importante per ricordarsi cosa davvero ci da piacere, che sono poi le cose basilari: scopare, mangiare, dormire, giocare. Niente di più. E se fai queste cose con più persone che fanno parte della tua cerchia, il piacere aumenta. Io te l'ho detto, fai tu.

Anyway, torniamo a noi. Oggi stavo tornando a casa e una ragazza che avrà avuto diciott'anni scarsi camminava verso di me, ha sollevato gli occhi dal cellulare ed erano azzurrissimi, mi ha guardato e ha accennato un sorriso e io anche stavo sorridendo lievemente, i nostri sguardi si sono incrociati e io ho desiderato di spararmi in testa perché non ho fatto nulla per fermarla.

Non torniamo a noi, ci torniamo prossimamente, babe, piuttosto ascoltiamo la canzone di su che dice:

'sti soldi che c'ho in tasca non mi risolvono il macello che c'ho in testa
ho sempre lei in testa
soldi in tasca e occhi spillati a fine d'a festa

21/12/17

Grazie, carne da macello, mi servivano due anni liberi.

Grazie, carne da macello, mi servivano due anni liberi. Perché ho da fare e per alcuni sacrifici, che poi non hanno neanche portato a chissà cosa, quest'anno ho combinato relativamente poco. Richiedo sempre il meglio da me stesso. Grazie. Mi farebbe piacere sapere se mi leggessi, magari per studiarmi o per capirmi meglio. Vedi che narcisista sono? Mi farebbe piacere anche perché ti darei qualche spunto o qualche indizio per salvarti la vita. Ma ovviamente non voglio. Anzi, attendo con molta calma il momento in cui salterai in aria. Non l'hai letto cosa c'è scritto sulla mina che hai vicino?

FRONT TOWARDS ENEMY





E' messa lì volutamente. E tu ti sei avvicinato come un fesso. Fesso. Era proprio lì che ti volevamo. Innocuo. Senza possibilità di darci fastidio. Un morto che cammina ignaro nel mondo.

KABOOM.







In verità, si tratta di un buon periodo di merda. E proprio per questo rinnovo il mio odio gentile verso il mondo. Ogni sera canto urlo sopra le canzoni che ascolto, recentemente trap italiana. I vicini verranno ad internarmi presto, immagino, ma intanto devono ascoltarsi

VESTITI BENE FRATE LUCCICHIAMO /
QUESTI RAPPERS LI UCCIDIAMO

LI VOGLIO MORTI 'STI PEZZI DI MERDA

NON HO MAI IMPARATO A STARE AL MONDO /
FUMO
SOLO
A CASA
AL BUIO
E SPROFONDO
MI STA SUL CAZZO IL MONDO /
QUINDI MI INDISPONGO /
VISUALIZZO, MA NON RISPONDO


Lo sapete che potrei continuare. Ho anche analizzato la questione. Non ho mai ascoltato troppa musica italiana né questo genere, prima d'ora. A parte Fabri Fibra quando avevo 15 anni. E' passato un po' di tempo. Ho compreso che mi piacciono questi nuovi tizi, che poi se li ascolti da fuori magari ti sembrano tutti uguali, ma questa accusa si può muovere praticamente a qualsiasi genere, esattamente perché in tutti i testi sono anche loro in guerra col mondo. Ognuno di loro ribadisce in ogni canzone che lui è il migliore e gli altri sono solo stronzi e falliti. Check. Si spaccano tutti di canne. Check. Scopano il più possibile e gli piace la figa. Check. Hanno il gruppo storico di amici/fratelli fedelissimi. Check. Vogliono dare fuoco al mondo. Check.
Insomma, ci ritroviamo in molti punti in comune. E poi mi piacciono le rime. Sempre piaciute. La sonorità. E anche l'ironia e autoironia, che hanno alcuni, fa sempre piacere. Inoltre, quando sono fuori all'italia mi risulta sempre più facile ascoltare musica italiana. Senza contare che non si tratta di ascolti difficili, cosa che non fa mai male quando serve relax. A me ne serve abbastanza. Ogni tanto torno ad ascoltare i generi che magari potresti aver intravisto nella comoda box che ho messo qui sulla destra (ah, non l'hai mai letta? E' perché sei una brutta persona. E io anche di più dato che non la aggiorno da anni).

Ho piano piano realizzato completamente che il mondo è in guerra con me. Dovresti capirlo anche tu. Solo che ora ho deciso di rispondere al fuoco, amico o nemico che sia. Quindi me lo sono scritto su uno dei miei post it per averlo davanti tutti i giorni:

THIS IS WAR.

Io lo so che non ne esco vivo. Ma qualcun altro ne esce sicuro peggio.

Overkilling 2018.






31/10/16

Cut up - you're so fucking boring.

Va bene, va bene.

Il tavolo si muove mentre lo osservo, sushi di traverso. Avevamo deciso di non fumare durante la settimana, il proposito è durato ben poco. Sono impegnato a fare cose che mi servono/piacciono mentre conosco gente che lavora 14 ore al giorno sostenendo che è una figata non vedere i propri amici se non una volta al mese. Psicopatici alla festa di halloween. Solo una tipa era vestita da harley queen. Io, come Joker, mi butterei nella merda per venirti a riprendere. Non tu, l'altra dietro di te.

Ti costa tanto essere creativa? Non ti piacerebbe lasciare un messaggio subliminale, o non, nelle cose che fai?

YOU'RE SO FUCKING BORING, MY FRIEND.

Mi dicono che sono troppo ottimista e troppo sicuro di me. Siete voi che puntate nei buchi neri. Gli umani mi fanno schifo. Non avete la benché minima percezione di come funzionate, di come vi muovete e del perché fate qualsiasi cosa. E in tutto ciò andate avanti come se niente fosse. Rivoltanti.

URNO1 significa letteralmente che ognuno di noi è intercambiabile.

Lo so che la mamma ti ha detto che sei speciale e sei un unico fiocco di neve, ma la verità è che

NON LO SEI.

Quindi smettila di essere infradiciato dal tuo personaggio, dalla tua depressione, dalla tua tristezza, insomma non fare come me quando scrivo, perché io lo scrivo, ma nella vita reale non lo esterno. Ci vuole tanto? La cosa diventa noiosa, come te.

O come le emozioni che dovrei avere e non ho. Indagherò anche su questo, perché in effetti un quadro mi fa commuovere, una canzone mi fa piangere, un film mi lascia catatonico, ma il fatto che tu stia soffrendo non mi fa provare nulla.

Allora mi sono appuntato su un foglietto:

WHY SO DETACHED?

(distaccato/indifferente/freddo)

E passerò qualche giorno ad interrogarmi sulla questione.

(Ricorda, non me ne fotte davvero di sapere la risposta. E' un simpatico esercizio mentale e non c'è nulla dietro. Sto bene nel mio distacco. E infatti mi sveglio e sorrido allo specchio. Poi perdo tempo, perdo tempo, perdo tempo, perdo tempo, perdo tempo, perdo tempo, perdo tempo, come se il tempo che mi separa dal baratro sia poi così lontano e i miei obiettivi così lontani, e i miei obiettivi, i miei obiettivi...

BRUCIAMI O PORTAMI A CASA.

BRUCIAMI E PORTAMI A CASA.

Le cose sono collegate.

Solo se mi brucio, mi sento a casa.

Stasera mi ubriaco fradicio di nuovo e poi ascolto queste due canzoni in loop:










Poi mi brucio perché ho troppe poche cicatrici.


08/07/16

Un pugno nello stomaco.

Siamo io e Dave nella sua stanza, a parlare di come siamo finiti ad essere li' quando fuori c'è il sabato sera che ci aspetta. Dave mi racconta di come e quando ha perso le certezze e le credenze nelle relazioni. Mi racconta di quando con V. ha capito che la relazione stava andando verso la fine e allora, appena si è trovato in una buona situazione per farsi un'altra, si è scopato un'altra. E mi dice:
"sai, Felix, credevo fermamente nella fedeltà e pensavo sempre che se almeno io avevo questa morale, questa base in cui credere, ci sarebbe stata qualcuna che l'avrebbe pensata allo stesso modo. E invece se io per primo mi sono tolto questa certezza, non ha senso continuare a cercare. E poi ho scoperto che anche lei si era fatta un altro successivamente. Abbiamo deciso senza troppi problemi di lasciarci."
Dopo di ciò Dave si è fatto qualche mese di alcol in endovena per tentare di recuperarsi e recuperare la situazione. Lui ha il conforto dell'alcol, io quasi non bevo piu'. Non ho quella dose di felicità e cupa tristezza che ti prende quando bevi. Io ho 'ste canne che sono mazzate. Come quelle che ci stiamo fumando ora. E mentre lui mi parla di V., io rifletto sul fatto che questo amico che ho davanti, una delle persone piu' simili a me, sia rimasto incastrato e spaccato da una ragazza che ha lo stesso nome di quella che mi ha incastrato e spaccato. Coincidenze. Per altre cose siamo diversi. Ad esempio io mi sono sempre fatto ragazze tendenzialmente alte quanto me, lui ha beccato solo ragazze piu' basse. Con la prima ragazza storica ha vissuto due anni e mezzo in simbiosi. Lei non aveva amici al di fuori di lui e del suo gruppo e anche quando la storia è finita hanno continuato ad uscire nella stessa comitiva. Sono cose strane che io ho vissuto solo di striscio.
"Ma raccontami tu, Felix. Quella Judy, come cazzo hai fatto?", mi chiede lui. Nessuno sa come cazzo ho fatto, non ho mai detto a nessuno quali corde esatte ho toccato per avere una delle ragazze piu' fighe della città. Judy aveva una fila di ragazzi che le ronzavano intorno, una fila. Io sono apparso dal nulla dopo averla vista un paio di volte in giro con amici. Le ho inviato un messaggio dopo otto mesi che non ci sentivamo e l'ho invitata a prenderci una birra. Mi ricordo ancora la panchina dove eravamo seduti a bere, mentre lei mi raccontava cosa faceva all'università e io le percorrevo la pelle con il dito dal collo al petto per andare a indagare sulla sua collana. La venne a prendere un amico. Siamo andati tutti insieme a prenderci un cicchetto, ma io mi sono defilato e sono tornato a casa e lei mi chiede "non mi offri nulla?" e io rispondo "fatti offrire qualcosa dal tuo ragazzo". Mi manda a quel paese ridendo e rientra nel bar.

"Mi piaceva molto. Aveva questi occhi incredibili azzurri. Era bellissima. E non gliel'ho mai detto perché sono un coglione. E avrebbe fatto di tutto per me. L'ho portata a casa per fumare insieme e sentire musica e poi ci siamo sdraiati sul letto. Ero fattissimo e avevo il cuore a mille. Eravamo semisdraiati vicini con i cuscini dietro la schiena. Ognuno perso nel suo trip. Poi comincio a toccarle una mano. Ci sdraiamo a cucchiaio e lei mi accarezza la mano di rimando. Mi giro all'improvviso, le giro la faccia verso di me, abbozza un sorriso, e la bacio una volta. Da li' è cominciato tutto. Non facemmo l'amore la prima volta. La riaccompagnai a casa e ci lasciammo con un bacio. Non parlammo di nulla e ci salutammo. Ci siamo visti per una settimana e poi la portai in un parco con le altalene a bere vino, a parlare di musica mentre lei fumava. Non ricordo i discorsi ora e mi dispiace. Siamo andati in macchina e abbiamo fatto l'amore. Ho preso con me una cosa sacra. Era sopra di me ed era tesa e spaventata, ad ogni movimento o parola mi innamoravo. Dave, Judy non è stata la prima, né l'ultima e la nostra storia è stata una cosa incredibilmente pazza e scriteriata e problematica, ma cazzo, Dave, se non la penso tutti i giorni, quasi."
"Felix, cosi' ti fai male al cervello. Ma ammetto che mi capita la stessa cosa. E perche' succede?"
"Il cervello mi fa male comunque. Perche', perche', perche'...", aspiro il tiro piu' lungo che i miei polmoni mi concedono, "perche' la sua bellezza e' un pugno nello stomaco e il suo sorriso ti fa vedere il paradiso. Sara' per quello. Non che non ce ne siano state altre, lo sai. Ma lei era una cosa a parte."
Guardo fuori dalla finestra e ripenso ai capelli di Judy e alle mani di Judy. Piano piano mi ci sto allontanando mentalmente, ne sono convinto.

"E ora si butta in relazioni di un anno o un anno e mezzo, prendendo gente che mi assomiglia e mollandola senza pieta'. Il vero perche' non lo sapremo mai. Forse una sorta di vendetta per come si e' sentita trattata da me. E ogni volta che c'e' un nuovo ragazzo, e lo vedo per strada con lei e sono entrambi felici, so gia' che quel tipo si crede l'ennesimo furbo che ci ha fregati tutti, ma dopo un anno sono io a vederlo raccogliere i cocci della sua anima. E penso che a fregarli tutti sono stato io che l'ho lasciata andare prima di farmi distruggere. E vivo nel what if  della situazione."
"Non ho capito. Te ne penti o no di averla lasciata?"
"Nah. Ho fatto la scelta piu' incredibilmente razionale della mia vita e, per come le cose sono andate successivamente, penso che sia stata una grande scelta. E mi stupisco della lucidita' con la quale l'ho presa. Ogni volta che vedo i suoi ex distrutti, penso che potevo esserci io al loro posto. E in quel periodo storico una cosa del genere non so cosa mi avrebbe provocato. Forse ora starei ingollando antidepressivi uno dietro l'altro mentre mi taglio le vene."

Dave ride di gusto e mi dice che non sono il tipo: "non sei il tipo. Ti saresti iscritto probabilmente a qualche corso di muay thai o krav maga o pugilato per dare e prendere botte tremende per sfogarti e saresti andato in giro a cercare risse piu' o meno inconsciamente per calmarti. Ah, e secondo me avresti anche violentato un paio di ragazze, ma sul serio. Gia' ti vedo con gli occhi iniettati di odio."
"Non sarebbe stato un universo parallelo troppo grave, non credi?"
"No, sicuramente ci sono cose peggiori."






14/12/15

Dave.

Ma basta parlare di successi tipo di gente che piange mentre mi incensa per meriti che non ho, parliamo di fallimenti come quella volta che sono uscito con D ed ero rimasto ammaliato dalle sue gambe e insomma lei era partita prevenuta, e 'sti cazzi pensate voi e anche io lo pensai non vi preoccupate, e quindi non ho voluto insistere perché davvero volevo conoscerla, poi non me ne ha più dato l'opportunità e...come è finita? come è finita, papà Urno? Niente, non me la sono scopata, ma mi sogno le sue gambe tutte le notti e dovrei agire prima che diventi vecchia. Non che non ci siano altre gambe allo stesso livello, o oserei dire anche migliori, ma qui sto osando veramente, però ci tengo a questo sfizio.
Un'altra che non sono riuscito a farmi si chiamava M e mi era stata incollata tutta una sera, ma vivevamo in città diverse e c'era poco tempo e non mi andava di prendermi un inutile bacio o una mezza limonata, che me ne facevo? Ho una certa età. E quindi ho cercato di recuperarla in seguito attraverso dei messaggi ed era anche quasi fatta, ma poi mi mancavano i soldi per andare a trovarla e quindi niente. La tragedia è che non avevo capito fosse minorenne, all'epoca. Se l'avessi saputo, avrei insistito molto di più. Ma è andata così.
Anche con un'altra ci sono uscito un paio di volte, forse anche di più ora che ci penso, ed ho avuto svariate opportunità, ma non ci ho combinato nulla. Eppure me la sbomberei senza alcuna pietà, ma questa è ancora sotto i radar, perciò non diamo nulla per perduto. Anzi, salutiamo C che ci segue da casa sua mentre si masturba fumando narghilè. 'sta tipa è troppo forte e nella sua piccolezza mi ha insegnato un paio di trucchetti. E poi anche lei pare sia una grande stronza, e questo mi piace parecchio. Stronza nel senso buono. Forse si dice "tagliata" dalle vostre parti.
Effettivamente non sono fallimenti gravi. I fallimenti più gravi sono quando non ci provi proprio con una tipa. Quando sei imbalsamato per la droga o per l'alcool e non reagisci e non approfitti delle opportunità, ce ne avrei mille da raccontare. Ricordo una ragazza con i capelli celesti, chissà che fine ha fatto (so benissimo che fine ha fatto, mi ricordo tantissimi volti e tantissimi nomi), e una con i capelli viola chiaro, una roba da far girare la testa e non perché tutte le volte che l'ho vista ero ubriaco fradicio.

Dovrei prepararmi, fra poco devo uscire perché c'è il giubileo quindi devo pregare, aprire porte sante e sappiamo tutti che per porte sante intendo ragazze come Nikki (avete letto i post precedenti? No? E allora che cazzo mi fate rompere il quarto muro senza motivo? Esiste un quarto muro tra un post e l'altro?).

Vado a trovare Dave, o Dave viene a trovare me, che è uguale. Ora, Dave non si ferma davanti a nulla e ha tutte concezioni pazze su tutto e potrebbe vivere da solo senza problemi e parlare da solo e discutere da solo e potrebbe anche farcela.
E' impalpabile.
Fumiamo insieme e io lo guardo con un misto di curiosità e stima perché Dave è molto simile a me, per questo mi piace. Ogni volta che lascia casa mia mi preoccupo che tornando a casa possa morire in macchina strafatto dopo essersi schiantato da qualche parte. E' incredibile che non gli sia ancora accaduto. Fuma come una ciminiera e fosse per lui non si fermerebbe mai. Allo stesso tempo è paranoico al punto giusto e determinato nei suoi obiettivi.
"Vedi, da un punto di vista esterno, potresti pensare che quella che chiunque penserebbe sia la mia ragazza fosse la mia ragazza. E invece no. Io sono fidanzato, sì, ma con un'altra. Vedi, quella che sembra la mia ragazza è la mia amante e la mia amante è invece la mia ragazza."
"Ah, pare complicato, ma giusto. Alla fine, se funziona e tutti sono d'accordo, va benissimo."
"Nessuno è del tutto d'accordo e sai benissimo che è sempre difficile esprimersi e comunicare, far capire esattamente cosa si prova in un determinato momento, lo sai, Urno, lo sai. Effettivamente è tutto dentro la mia testa.", dice mentre strappa un filtrino da un biglietto della metropolitana.

Dopo un paio d'ore ci spostiamo a casa di un mio amico per continuare a rilassarci in compagnia. Gli presento gli altri quattro ragazzi e lui dopo due secondi si defila, si butta sul divano e resta in silenzio ad analizzare le nostre conversazioni. Ogni tanto lo guardo e sento che sta assorbendo qualsiasi minima informazione. Posso "vedere" le sue sinapsi che si uniscono dando vita a nuovi processi mentali. Qualcuno dei miei amici si lamenta di avere le palle piene, mentre il proprietario di casa racconta di come ha rifiutato una scopata, so benissimo che Dave non ha di questi problemi e secondo me lo percepiscono anche i miei amici. Lui ride quando c'è da ridere e non si rifugia mai nel cellulare, mi ha spiegato una volta che lo considera una questione di rispetto, finché Simone non gli chiede "e tu come stai messo?".
"Bene. Sono eccessivamente contento di essere in compagnia di soli uomini stasera.", e poi continua a fumare come se la risposta fosse stata esauriente.
"Hai la tipa?", incalza un altro.
"E' una situazione molto complessa", risponde brevemente.
Allora intervengo io e spiego agli altri la sua visione, che mi ha illustrato solo un'oretta prima. Lo leggo nei loro occhi: c'è chi non ci crede, chi sembra quasi invidioso, chi ha fiducia solo perché io sembro garantire per lui.

Non direi che Dave sia un bel ragazzo oggettivamente, ma nella sua mente c'è un universo che è diverso dal nostro. Questa cosa fa molta presa sulle ragazze. Lui cerca di scoparsene più che può e più sono giovani e più gli piacciono e in ogni cazzo di periodo tra tutte c'è almeno una che è innamorata pazza di lui. L'ho visto in giro con la sua ultima innamorata. Lei ha venti anni e sebbene dall'esterno sembrino due amici qualsiasi, si vede che l'anima di lei è completamente appoggiata su di lui, in una specie di strano rituale di venerazione perenne. Non so come Dave faccia, ma lui lo sa benissimo.
Se mi incontra quando è con una ragazza, si ferma, non me la presenta neanche e parla con me come se lei non esistesse, anche cinque, dieci minuti, poi va via come se non fosse accaduto nulla. Lei non ha da ridire e non mostra segni di stizza o altro, nulla. Non l'ho mai visto dare la mano ad una delle sue ragazze quando è in pubblico. Sembra quasi che per lui loro siano un fastidio in più nella vita che, però, è necessario.
C'è da considerare che non l'ho mai visto con quella che considera la sua vera ragazza. Nessuno di noi l'ha mai visto con lei. Sappiamo solo il nome: V. E' quasi come se non esistesse, un fantasma che ora c'è e ora non c'è. Anche lui ne parla pochissimo, ma non dubitiamo assolutamente che esista. Non ricordo l'ultima volta che Dave mi ha detto una bugia. Saranno passati quasi dieci anni. E non è solo questo: quando lui scompare per qualche giorno, o anche una settimana, ed è completamente irrintracciabile su qualsiasi mezzo e poi ricompare dal nulla come se non fosse mai andato via, Dave torna visibilmente cambiato. E' la persona più rilassata e felice del mondo. Come se fosse stato su di un pianeta dove i problemi non esistono, in un luogo fuori dallo spazio e dal tempo. Gli potrei chiedere metà del suo stipendio mensile e me lo darebbe senza battere ciglio, in quei momenti.
Perciò, sebbene non mi preoccupi mai per la fine di una delle sue, anche lunghe, storie con una di quelle ragazze che si innamorano perdutamente di lui, mi preoccupo piuttosto se in qualche modo finisca con V. Una volta mi sono azzardato a chiedergli cosa accadrebbe in tale situazione.
"Non importa.", mi ha risposto lui come se fosse la cosa più ovvia da dire.
"Non importa, davvero."
Io non chiedo oltre, per rispetto o riverenza. Sarebbe come andare a toccare qualcosa di sacro, qualche dogma che bisogna accettare in quanto tale.
E Dave è così maledettamente sicuro di quello che dice che non puoi non credergli.









02/10/15

Diventa difficile spiegare.

Siamo in macchina e fa freddo. Il parabrezza è appannato e lei vi traccia una linea verticale sopra. Poi dice "questo è il confine tra la sanità mentale e la pazzia". Con l'indice tocca un punto a sinistra della linea, "qui è quando non sono con te". Cambia mano e disegna un punto a destra, "questo sarebbe tornare con te. Sarebbe follia".
"Ma tu sei pazza, amore mio", penso io.
Fa freddo ed io ho un maglione blu largo, mai messo prima di oggi e mai messo dopo. Lei esce dalla macchina e si fuma una sigaretta. Io resto dentro e penso a calcoli matematici ed ai giorni della settimana. Poi torna con uno sguardo risoluto e facciamo l'amore.
Siamo folli entrambi, ma lo siamo insieme.

I giorni volano via, scorrono in un via vai di persone, amici, conoscenti che entrano ed escono da casa, si fermano a parlare, tutti si fermano a fumare.
"Io avevo capito che avessi smesso", dice un amico mentre apro un tiretto mostrando il contenuto verde dell'ex barattolo della marmellata. Ci scambiamo opinioni pazze su video musicali e parliamo di musica e solo di musica, tutta la notte.
Ragazze che si avvicendano sul letto che non rifaccio mai. Odori che si mischiano, capelli lunghi di colori diversi. Mi infilo in macchina duecento volte, faccio trecento chilometri solo stando in città, solo a volte mi viene la nausea e la butto giù fumando alle tre di notte mentre guardo le stelle. Piano piano vanno tutti via e rimango da solo. Urla in testa di sottofondo come The Becoming dei Nine Inch Nails. Cosa ho fatto stamattina, cosa ho fatto ieri sera? Dov'ero? Con chi ero? Cosa ho detto e a chi? Va tutto veloce, ma felicemente. Confusione e nebbia, necessaria e superflua al tempo stesso.

Ti bacio, ti abbraccio e dietro le tue spalle c'è una ragazza dai capelli verdi che sorride, non puoi vederla. Lei forse ha capito. Mostriamo a questi passanti cosa vuol dire amore. Regaliamoci un addio degno di nota. Lettere e lacrime: "avrei dovuto scrivere una lettera, spiegando cosa sento, quel sentimento vuoto". Non c'è cura per l'amore e il cantante non vuole essere curato, noi non ne abbiamo bisogno. E non ce ne importa, che siano tre, quattro giorni o una settimana o due ore.
Brindiamo su tutti i cuori che abbiamo spezzato.
Diamoci la mano e facciamo saltare in aria questa città.




04/12/14

In pasto ai maiali.

Sono in salotto e c'è un francese che sta sniffando cocaina, sta seduto sulla mia poltrona e sniffa cocaina sul tavolino. Ora, io sto col posacenere sulle gambe che ho sdraiate sul tavolino e sono stravaccato sul divano e sto fumando e a ogni tiro c'è questa nebbia - questa nuvola - che mi attraversa il campo visivo. Intanto il francese sta lì. Poi si alza e mi guarda con gli occhi di uno spiritato e mi dice "cazzo, dovevo prenderli quelli ieri, dovevo ammazzarli". Ieri stavamo semplicemente camminando e c'erano due tizi che pisciavano in giro e lui sosteneva che bisognasse ammazzarli. Giusto o sbagliato che sia, io annuisco. Lui si calma in un secondo, così come si era eccitato. Una ragazza mi bussa sulla spalla, è ubriaca dopo solo due cocktail e comincia a parlarmi della sua vita passata, ma tutto ciò a bassa voce e nell'orecchio. Mi dice che è stata all'estero a lavorare come ballerina e che quando tornava nel camerino trovava tutte le sue amiche a sniffare e queste la prendevano anche per il culo perchè lei si calava solo le paste. Non sono cose che ti puoi inventare, penso io. "E' stupido!", urla adam mentre torna dalla cucina, "non c'è un cazzo da mangiare!", Che possiamo farci, adam, non so neanche dove mi trovo. La ragazza mi continua a parlare nell'orecchio, mi tocca una gamba, e mi racconta di quando tutta la discoteca ci ha provato con lei e lei ha saggiamente e moralmente rifiutato tutti perchè era fidanzata. Mi giro verso di lei e dico "non sto capendo nulla. Non ho idea di cosa stia accadendo.", ma lei l'italiano non lo sa, perciò mi ripeto in inglese, lei realizza, ride e si butta sul divano affondando la faccia in un cuscino. Neanche due secondi e uno spagnolo comincia a provarci con lei come se fosse l'unica donna al mondo e cosa più importante del secolo. O magari finge bene. Comunque dopo due ore di contrattazioni verbali il responso è che lei non è al punto di ubriacatura giusto per accettare le sue proposte. Son cose che vanno così. Non puoi fregarti da solo, sei venuto al mondo da solo. Arriva altra gente, varie ragazze attraversano la soglia della porta. Entra anche alex, un tipo perfettamente muscoloso quanto incredibilmente tenero - scusate il linguaggio homo - si avvicina immediatamente a me, quando mi nota, con una lattina di birra in mano, mi alza di peso, abbracciandomi, e mi presenta le sue amiche/conoscenti. Una, isabella, ha una camicia rossa e le converse, secondo me è qui per sbaglio, avrà 17 anni. L'altra è una ragazza in carne con un rossetto troppo vistoso e un vestito nero, ma il nero snellisce fino ad un certo punto. Ci sediamo e apro una bottiglia di limoncello, riempio tutti i bicchieri che mi capitano a tiro. Mi avvicino ad isabella e le chiedo da dove viene, che studia, se vuole fumare. Le prime due risposte le scordo dopo due minuti, per la terza chiedo al francese di prepararne una. C'è una strana connessione tra me e questo tipo. C'è una strana riconoscenza che deriva non so da cosa, forse dal fatto che gli offerto qualche panino, qualcosa da fumare, e lui mi ha fatto entrare in un giro di conoscenze interessanti. Insomma ci vogliamo bene ad un livello inconscio, ma non ce lo diremo mai, sicuro. Quando è pronta, la fumiamo in tre minuti e rimaniamo dieci minuti a incassare la botta mentre evitiamo di guardare i bicchieri pieni di alcol. Botta tremenda, io prendo il cellulare, vado su internet e trovo una cosa che mi fa ridere tantissimo, e rido per cinque minuti cercando di trattenere le risate perchè altrimenti tutti gli altri mi chiederebbero cosa mi faccia tanto ridere e io dovrei spiegare un inside joke, cosa impossibile già in condizioni normali. Isabella mi tocca la gamba come se la volesse uncinare, con l'indice come se fosse un uncino, dico. Mi dice che sono "faisi" o qualcosa del genere. Ci mette un quarto d'ora a spiegarmi che in portoghese faisi vuol dire sia "falce" sia "è andato/andata", come passato prossimo del verbo andare, e insomma il gioco di parole è che "è andato" vuol significare "è partito/è fatto" e quindi in questo momento sono "faisi". Aaaaaaaaaaaaaah, capito.
C'è musica e tutta questa gente fa un po' di casino, la cosa comincia quasi ad annoiarmi, perciò prendo isa per mano e la porto in camera, chiudo la porta e faccio un gran respiro godendomi quel pizzico di quiete che si è venuta a creare nella mia testa. Lei mi guarda incuriosita e io mi sdraio sul letto. Comincio a guardare il soffitto e le dico di fare lo stesso. Si sdraia vicino a me dopo essersi tolta le scarpe, ogni tanto vedo con la coda dell'occhio che mi guarda chiedendosi chiaramente cosa io voglia fare nei successivi istanti. Le chiedo come si sente e mi risponde che è fatta, a me non pare, mi sembra normalissima. Le prendo una mano e penso che se qualcuno ci riprendesse dall'alto sembrerebbe la scena di un qualche stupido film romantico filosofico.
E invece a me non frega un cazzo e penso "ti dovrei scopare massimo cinque volte e poi darti in pasto ai maiali". La forza di questo pensiero mi fa alzare dal letto e tornare in salotto, mi guardo intorno spaesato mentre un caos indistinto di gente beve, balla, fuma e ride. Vado in cucina e trovo due ragazze mulatte che si spalmano della marmellata sul pane, per un attimo mi sembrano delle massaie di inizio novecento, poi metto a fuoco un po' meglio e noto che una delle due non l'ho mai vista. Ha i capelli raccolti in testa ed una carnagione perfetta. Non ha quel solito brutto naso da negra, insomma. Vedi, questo basta. Che altro c'è da descrivere? I suoi occhi vecchi quanto il mondo? Le sue mani? Non c'è niente altro da dire, per me. Mi innamoro in circa quindici secondi e questo mi ferma. Non mi avvicino, non le parlo. La voglio lasciare lì, perfetta com'è. Aspettare, aspettare un'altra volta in cui ci incontreremo di nuovo, magari nel suo dormitorio, chissà. Domani, dopodomani o mai più.
Che differenza fa?


24/09/14

So sorry.

E quindi, fino a un po' di tempo fa, cantavo e suonavo, ma principalmente per cazzi miei e mi dava quasi fastidio/imbarazzo farmi ascoltare anche dalla ragazza del momento. Finchè non sei arrivata tu e ho pensato che meritassi di sentire la voce di questo stronzo, ma solo perchè era una cosa bella da fare, era un momento eccezionale da vivere tra un orgasmo e l'altro.
Grazie.
Ora non me ne frega più nulla e canto davanti a chiunque, tanto nessuno ti ascolta, nessuno conosce le canzoni, che importa?
Sono tutti ubriachi e giocano a carte per bere ancora di più. Ridono tutti, questi brasiliani sono troppo avanti. E' un'altra mentalità: ballano, sorridono, cazzeggiano, sembra stiano sempre a fare festa. Poi per sbaglio scopri che qualcuno fa medicina, qualcuno fa ingegneria. Io non mi fiderei mai di un dottore perennemente fatto, ma come si fa a non amare quel ragazzo?
Saranno le tre ormai, il tavolino è pieno di posacenere stracolmi e strani vini e un milione di lattine di birra, un tizio si è chiuso in bagno e non riesce ad uscire e noi da dietro gli facciamo il tifo "GIRA LA CHIAVEEEEE!", ma lui non capisce perchè è in un universo parallelo. Dopo dieci minuti esce e io ed amici ci premiamo con una pasta al tonno notturna. Non possiamo coinvolgere i brasiliani perchè sono troppi e abbiamo solo mezzo chilo di pasta. Allora chiudiamo la porta della cucina e cuciniamo quasi in silenzio. Non che ce ne sia bisogno dato il casino nell'altra stanza. Addirittura apparecchiamo la tavola in modo serio, mettiamo anche la tovaglia e finalmente è pronto. Mangiamo come degli indemoniati in fame chimica e, mentre restiamo immobili a cercare di non morire e a far assestare lo stomaco con tutta la roba più il fumo che c'è dentro, ci troviamo a guardare la scena surreale di un brasiliano che entra in cucina barcollando e sorridendo, apre uno scaffale, prende una tazza e la infila sotto il lavandino. Ovviamente non si accorge di aver riempito il bicchiere più del dovuto e dopo due passi finisce tutta l'acqua per terra. Sembra scosso per un attimo. Poi riprende a sorridere e dice "sorry, so sorry!" e di nuovo ripete il procedimento: tazza, lavandino, acqua. Penso in un millisecondo "non ce la farà neanche stavolta.", e infatti...
Cade di nuovo l'acqua e lui ancora "sooooo sorry", con una cadenza lenta impigliata sul "so". Noi stiamo immobili con un sorriso da fattoni, non abbiamo neanche i neuroni per scoppiare a ridere.
Lui esce dalla stanza, va in bagno, prende il primo asciugamano che trova e torna a pulire per terra, ripetendo il mantra "so sorry so sorry so sorry". A quel punto mi piego in due dal ridere e non mi riprendo più.



10/08/14

All'inferno crescono le rose.

E' tutto allenamento.

Stendo il telo sulla sabbia e mi ci butto sopra a pancia in giù, cominciando a cantare senza ritegno canzoni indie italiane che nello stesso preciso istante un ragazzo svariati chilometri più in su sta ascoltando identificandosi nel testo e dicendo "questo sono io, questo mi descrive".

Cazzo dici.

Chiudo gli occhi un attimo e l'abbinata droga-sonno-vino mi fa partire dei film gratuiti con personaggi credibili e situazioni improbabili: io che ballo, io seduto su un divano con una bionda con la faccia da bimba che prima mi dice "rivediamoci presto" e dopo due minuti "le emozioni della notte sono andate perdute nelle conversazioni semirazionali con la mia migliore amica, non se ne fa più niente". Io rispondo "guarda, è a causa mia che non se ne fa più niente.". Mi viene la pelle d'oca per la musica mentre il cantante mi rende noto che non c'è più tempo. Non c'è più tempo e spingo tutto al limite mentre conto i soldi ed organizzo le nottate che diventano via via più impossibili e più lunghe e ogni volta c'è più gente più gente più gente e sbrattano tutti mentre bevo con calma e penso "ma io a 17 anni non ero così coglione, magari frocio, ma non coglione".
Mi addormento sulla spiaggia e sogno di quella volta in cui andai al circolo privato del cazzo della mia città a comprare una dieci di erba e davanti ad un garage c'era l'amico spacciatore con un marsupio e tante piccole bustine, gli passo i soldi direttamente in mano mentre lo saluto, avrò pensato che fosse una grande figata. Poi una settimana dopo ero io lì a infilare della roba in un pacchetto di sigarette ed a venderla ad un quindicenne.

Mi risveglio e mi fiondo tra le onde, torno bambino per almeno venti minuti, poi tutto finisce e ci prepariamo per la serata. Beviamo ancora vino bianco e poi andiamo alle giostre, conquisto qualche livido sulle macchine da scontro e intanto è tutto un trip veloce e luminoso mentre i miei amici sono su una roba che gira con fumo e musica di merda e mi sento come quando in paura e delirio a las vegas loro sono in quel circo allucinante tutti strafatti. Un viaggio lungo ed intenso mentre mi chiedo "ma dove cazzo sono? dove sono finito?".
Si avvicina una zingara dal nulla e mi spara una cold-reading dicendomi che ho avuto problemi in amore. Queste sono forti, fanno peggio di me quando sparo i miei numeri, ma col cazzo che gli rifilo qualche moneta. Non ho soldi neanche per fare colazione.




11/07/14

Ossitocina = ossigeno.

L'acqua nelle orecchie. Il suono del mare per un momento, un minuto, il rumore del nulla.
Poi si riemerge per prendere una lunga boccata d'ossigeno.

Ballo, respiro, balliamo, respiro di nuovo. Per lei non significa nulla.
Non vedo più niente, sono accecato. Sono annebbiato. Dovrei smetterla di fumare.
Dovrei smetterla di fumare?
Ma fumare mi dà ossigeno. Tu che ne sai?

E' ancora presto: torniamo molto indietro.

(avete visto Enter the void? No? Vedetevelo. E' un film dove uno spacciatore viene ammazzato nei primi cinque minuti di film e passa il tempo svolazzando sul mondo e vedendo cosa accade. Nello stesso tempo ha dei flashback della sua vita. Perchè questa parentesi? Perchè è così che funziona il mio cervello ed è così che va letto questo post.)

Apro gli occhi. Filtra un po' di luce dalla finestra semiaperta, mi giro su un fianco e prendo il cellulare sul comodino, premo un tasto e la luce mi acceca un po'. Sono le 5.36. Lo poso di nuovo e mi giro verso Judy. E' sveglia anche lei, non dice nulla, mi guarda e mi salta addosso.
Quattro ore dopo ci alziamo davvero e non c'è un cazzo per colazione perchè figurati se ci avevamo pensato. C'è una lattina di birra su di una sedia. Judy la prende e sorride, "la colazione dei campioni!" e butta giù due lunghi sorsi. Rido e le bacio la fronte.

Apro la porta di casa e penso "buon compleanno, amore, ovunque tu sia!", faccio entrare Judy per prima, ho la mia maglietta preferita addosso e mi chiedo se dovrei vergognarmi di questo. Decido di no e poggio la felpa sul divano, sistemo il computer e faccio partire la musica.

Caccio dalla tasca la chiave con quel portachiavi rosa rotto e penso "di nuovo qui", intanto dico a Laura, ha lo stesso colore di capelli di quella di prima, che dopo andremo a fare un po' di spesa, birra e qualcos'altro che potrà esserci utile. Entriamo e lei mi fa "bella!", io salgo i cinque scalini e butto lo zaino per terra. Tiro fuori il grinder e glielo metto in mano: "Su, al lavoro.".
Dopo cinque minuti abbiamo messo dei cuscini a terra e stiamo fumando mentre guardiamo il soffitto, la cenere la scoperemo via con calma. Per fortuna le piace stare zitta, è bello godersi il momento. Penso a come l'ho inquadrata in mezzo secondo, come ho capito che sarebbe finita qui, a quando l'avevo vista su facebook e l'avevo mentalmente silurata pensando che era una mezza cessa e invece di persona ha questi begli occhi e una carnagione da impazzire. Penso che se non fossi ora qui con lei, sarei con un'altra amica ancora e mi vengono i brividi, ho evitato un brutto proiettile. C'è musica, c'è sempre musica. C'è questo cantante italiano che piace ad entrambi ed è triste e la musica pare invernale, ma siamo a luglio. Le piazze sono mute, il balcone è aperto e ogni tanto qualche corvo gracchia per farsi sentire dai suoi amici. Ormai è buio.

Arriviamo in questo grande parco, quello con i campi da basket, dopo che finalmente sono riuscito a sbolognare la terza incomoda. Voglio una birra, mi avvicino al camioncino che le vende e prendo una heineken, sto per mettere la mano al portafoglio, ma Anna mi ferma e dice "pago io". Sorrido. Ci andiamo a sedere su una panchina, bevo e dico stronzate, le tocco il braccio, la faccio alzare, la abbraccio, mi avvicino alle sue labbra, lei si scosta dicendo che sono pazzo e che il posto non le piace perchè il suo ex veniva spesso qui e che le hanno detto che sono fidanzato. Io dico che sono frocio e sono fidanzato con un bel ragazzo. E so bene che se davvero non volesse, si incazzerebbe o se ne andrebbe via, e invece rimane lì ad evitare ogni volta i miei baci, per circa quaranta volte, se non di più. Alla fine le copro gli occhi con una mano e ne assaporo la lingua, dopo cinque minuti andiamo in macchina mentre mi ripete che sono un buffone, un coglione e che non si metterebbe mai con uno stronzo come me, tutto questo mentre è sopra di me. Ci stacchiamo solo verso le tre e mezza e la accompagno al suo portone, ci diamo un ultimo bacio e poi confessa: "lo so bene che hai la ragazza, ora è a [nome di città]". E poi vogliono fare le moraliste con dei sani principi. Come si può non amarle?





Libertà, ossigeno.

08/06/14

Non è colpa tua.

Mi fa male la testa, ma ho già preso appuntamento. Incontro Elena vicino alla biblioteca, andavamo alle medie insieme e lei era una ragazzetta piccolina, con un bel naso all'insù e con una bella carnagione scura. E' una rimpatriata, penso io e magari anche lei. Ma non è mai una rimpatriata, sappiamo cosa stiamo andando a fare. Ci vediamo e dopo i convenevoli le offro una birra, un gelato e poi un caffè, tutti in posti diversi. Camminiamo per tre ore e ci riaggiorniamo sugli avvenimenti delle nostre vite: l'università, le relazioni, la famiglia, i viaggi. Le solite cazzate, e non ci allarghiamo mentalmente perchè c'è poco da dire. Mi allargo fisicamente: prima una mano sul braccio, poi una tra i capelli, un massaggio alle spalle, un abbraccio, un bacio e finiamo in macchina. E' nuda ed ha un corpo fantastico, ma dice che non vuole farlo lì.
La coscienza? Il fatto che è fidanzata da tre anni con quel tipo con cui ho giocato varie volte a calcetto? Nah, vuole andare a casa. Casa mia.

Siamo di nuovo rivestiti, lei è seduta davanti al pc e mi guarda curiosa, mi perdo nei suoi occhi. Dice "non posso farlo", mentre le tolgo le scarpe e la faccio sedere sul letto. La spoglio piano piano ed è un momento strano perchè non ci sono rumori in tutto il quartiere. E' come se fossimo in una bolla, non sentiamo neanche i nostri respiri. Le sue gambe sono fottutamente lisce e io mi ci infilo con la testa dentro, lei scalcia un po' prima di cedere. Scopiamo e sappiamo entrambi che non succederà più, che è stata una cosa così di una notte e non si ripeterà. Ci va bene perchè sappiamo apprezzare le piccole cose, ci salutiamo un po' malinconici come chi sa che non rivedrà un amico per qualche anno. La vita è anche questa.

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"La tua ragazza mena?", mi chiede Alessia, sforzandosi di sorridere. Ma è quella risata nervosa che mi fa capire che in fondo un po' di paura ce l'ha.
"Non so, non penso. Tu stai tranquilla.", rispondo senza pensarci.

Tre settimane dopo sono con la mia ragazza e stiamo camminando vicino ad una chiesa per andarci a prendere un pezzo di pizza in un posticino che conosco, quando da una stradina dissestata spunta fuori proprio Alessia. Mi avvicino a salutarla, mentre la mia ragazza si blocca diventando di ghiaccio, io non me ne accorgo se non quando si è già avventata a tirare i capelli alla malcapitata. Povera.
Non urla neanche niente, me lo sarei aspettato, invece cerca di dare qualche schiaffo alla mia amante, ma si sa come vanno certi scontri tra donne: sono più i colpi che prende il vento, che non quelli che fanno centro. Ci vorrà un po'. Alessia sbraita "smettila, smettila!" mentre io mi siedo per terra a gambe incrociate come un indiano qualsiasi. Non c'è nessuno nei paraggi, facciamo sfogare la ragazza. E' una scena surreale.
Qualcuno mi tocca la spalla. E' Saverio, un mio buon amico, ragazzo alto e secco, biondo e occhi azzurri, che mi chiede "qualche problema Urno?". "No, hanno quasi finito.", dico con calma.
Lui scoppia in una piccola risata e dice "ok." e continua per la sua strada. Mi è molto simpatico, ma per una strana coincidenza di eventi una sua ex storica ci ha provato con me ed ora io ci sto provando con la sua ex più recente. Non dovrebbe prendersela troppo.

Mi alzo e stacco la mia ragazza da Alessia, non si sono fatte quasi nulla, ma la cosa non può durare troppo. "Dai, dai basta, andiamo a prenderci un pezzo di pizza", le dico piano. Lei si è sfogata abbastanza e si rimette in sesto sistemandosi i capelli come se non fosse accaduto nulla mentre Alessia si rialza con una mezza lacrimuccia negli occhi, le chiedo scusa per l'accaduto. Non risponde e si allontana a passo svelto.

Va bene, la mia ragazza menava, non potevo mica saperlo.

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Io ero qua, qualche giorno fa.

E mentre questa band, che, tra varie altre, mi ha segnato gli ultimi due anni della vita, suonava e cantava solo per me in una notte di giugno stranamente fredda, ha cominciato a diluviare sopra le nostre teste ed io sorridevo e cantavo a squarciagola circondato da altri pulcini bagnati fino alle ossa ed è stato un momento magico perchè Jeff era lì per noi mentre il cielo ci lacrimava addosso cosciente del fatto che stiamo vivendo una bugia, una bella bugia.

29/04/14

Ci mancava poco che non succedesse mai.



Questo è per tutti i futuri, i piani, le promesse che avete fatto o ricevuto e che, per qualche motivo, non si sono realizzate.

Magari quei tempi arriveranno in futuro o forse non li vedrete mai.

Penso che, comunque, come tutti, li avete vissuti in un attimo nella vostre mente, ne avete sentito gli odori, avete toccato l'erba, i tessuti, la pelle. Un attimo per non tornare mai più.








"Se staremo insieme
ci terremo per mano tutti i giorni,
andrò a lezione felice,
ci ubriacheremo insieme
e ci faremo delle gran canne,
gli inverni dormiremo in mezzo a piumoni enormi.
Cucinerò per te quando vorrai
e non mi tirerò mai indietro quando mi chiederai di fare l'amore.
D'estate andremo al mare
e in primavera porterò qualche vecchia tovaglia in mezzo ad un prato
e faremo dei pic-nic lunghissimi.
Quando finiremo di mangiare ci sdraieremo l'uno sull'altro
e guarderemo il cielo e il sole e così sarà per sempre.
Se solo tu sapessi chi sono."

04/12/13

La vittoria della sconfitta.

"E anche una franziskainer", ordino. La cameriera prende appunti e se ne va sgattaiolando.
Matteo continua a raccontare le sue avventure sessuali estive che suonano all'incirca così: "e poi mi sono trombato questa e poi mi sono inculato quest'altra e poi eravamo in spiaggia e mi hanno inculato ho vomitato sul falò."
Io e giuliano vorremmo applaudire, ma siamo troppo presi dalla fame ed ascoltiamo felici. Dai, in verità il racconto è divertente. Non si risparmia sui dettagli degli schizzi di seme un po' ovunque e di quando una tipa aveva il ciclo e lui se n'è fregato il cazzo. Giustamente.
Ci siamo seduti da cinque minuti e già siamo a fare a gara a chi ha scopato di più. Ok, è da parecchio che non ci vediamo tutti e tre e siamo anche uno strano trio, ma possibile che...? Chi voglio prendere in giro. Ogni cazzo di volta che due o più maschi si riuniscono, si finisce volenti o nolenti a parlare di figa.
Ora è il turno di giuliano: si è lasciato con la ragazza mesi fa, ma ancora ci pensa e il discorso presenta almeno dieci volte le parole "la mia ex, la mia ex, la mia ex".

"La tua ex è morta, non ci devi pensare."
"L'ho rivista e stava con uno che conosco, ma che figlio di troia, neanche a chiedermi il permesso."
"Non c'è più il codice morale di una volta.", aggiungo.

Nonostante questo, ora sta contrattando con una e sembra sia quasi fatta, devono solo scopare, ma chissà. Fanno un po' le imprevedibili, quando gli garba.
Ci descrive tutta la situazione. Matteo fa commenti interessati e sembra preso dalla chiacchierata. Io immagino questa qui che mi fa un bocchino.
E poi penso a come sarebbe scoparsi la sua famosa ex. O magari potrei farmele tutte e due in una stanza chiusa, con una cappa di fumo sopra le nostre teste.
A due tavoli dal nostro ci sono un tizio stempiato e una che mi sono scopato anni fa. Sono grandi amici, lo so. Lei non mi parla più, non che mi dispiaccia. Sono stato uno stronzo cattivello, si dice. Cazzate.
Rizzo le orecchie e origlio quello che dicono.

"cazzo, sono due settimane che non trombo!"
"e io sono due mesi!", dice il prossimo calvo, "inoltre mi sveglio arrapatissimo tutti i giorni."
Ridono.
Ahahahahah.
Come se non fosse sotteso il suo "dai, ci starebbe trombare noi due" e come se non fosse chiara la risposta "ma sei un mio grande grande amico!".

"Felix? Felix?"
Torno con il cervello al mio tavolo.
"Felix, e tu?"
E io.
E io?
"Mah. Una settimana fa mi sono bruciato una perchè non l'ho baciata subito. E' che avevo la testa altrove, ma tanto tornerà. Intanto mi sto lavorando lisa, quella che mi ha presentato giuliano."
"Ah, quella! Facile, facile. Tranquillo che anche tu ti farai un giro in giostra.", dice matteo convinto.
"E infatti domani vado ad una festa dove conosco praticamente solo il festeggiato, solo perchè dovrebbe esserci lei."

Mi vibra il telefono.
Come se si fosse ricordato all'improvviso qualcosa, matteo parte in quarta "ah, ragazzi, ma non ve l'ho detto? Questo weekend ho casa libera perchè i miei partono. Organizziamo un festacchione, facciamo una cazzo di orgia. Invito qualche amica e poi ci ubriachiamo e poi ce le trombiamo tutte."
Io sono lievemente interessato, giuliano non tanto.

"Seriamente, felix, ci sei?"
"Ci sono sempre, fammi sapere."

Arriva il mio hot dog e dopo cinque minuti già non c'è più. Scomparso nel mio stomaco, magicamente. Mi ricordo della vibrazione del cellulare. Lo prendo e leggo "grazie per ieri sera, è stato bellissimo, è significato molto per me", alessandra. Non rispondo e prendo in mano il bicchiere di birra. Bevo.


Davvero qui alla festa non c'è un cazzo di nessuno. Una roba alla buona: pizza e birra. Qualche faccia conosciuta. Il festeggiato, paolo, mi intrattiene ringraziandomi per essere qui. Io mi guardo intorno. Sono arrivato in ritardo e lisa non c'è. Aspetto un po'. Parlo di musica con un ragazzo di cui non mi ricordo il nome, poi lo lascio tranquillo dato che sta con una bionda che pende dalle sue labbra. Mi avvicino al tavolo dove ci sono le birre. Bevo senza quasi mai fermarmi. Vicino a me ci sono due ragazzi che probabilmente stanno vivendo la mia stessa situazione. Conoscono paolo, ma non conoscono altri. E stanno ad aspettare gentilmente che tutto finisca. Sembrano simpatici. Siamo tutti e tre a guardare le birre e sento un forte senso di empatia. Dovremmo presentarci. Dovremmo stringerci le mani e chiederci "e tu che fai nella vita?", ma leggo nei nostri occhi che non lo faremo. Sento che provano la stessa sensazione. Strana la vita. Ma il silenzio è un'interazione più che sufficiente per me. Ogni tanto ci inseriamo nei discorsi dei passanti.

Un ragazzo grande e grosso chiede a paolo dove sia un altro amico.
"Oh, arriva più tardi, aveva da fare."
"Ah, starà scopando!"
"No, no, aveva davvero da fare."
"Ahahah, scusami, sono un po' fossilizzato su una cosa."
"Per fortuna è la più importante", dico velocemente.
"Felix, tu sì che hai capito tutto della vita.", risponde lui.

Come cazzo conosceva il mio nome?
Continuo a bere. Oramai è mezzanotte e lisa non arriverà. Non fa nulla. Ho scroccato abbastanza. Anche se scroccato non è il termine esatto, ho cacciato dieci euro e non so neanche quale sia il regalo. Nè lo saprò. Stritolo il bicchiere di plastica che ho in mano e saluto il festeggiato con una pacca sulla spalla.
Mi risponde quando sono già di spalle, impegnato a parlare con due ragazze. Esco dalla casa e chiamo l'ascensore.
Fuori piove. Apro l'ombrello e mi immergo nella notte. Cammino verso casa, non è lontano.
Prendo il cellulare e mando un messaggio a matteo "allora, per il weekend?". La risposta è praticamente immediata "scusami, caro, non è che non vorrei è che..." e una sequela di cazzate che io traduco con "no, guarda, nessun rancore, ma non voglio tu venga perchè poi ti scopi le ragazze e io voglio scoparmele da solo o con qualche amico più fidato di te". Però me la pone bene, la scusa è credibile e io sorrido perchè mi sento di nuovo giovane. Come quando non venivo invitato alle feste delle superiori perchè ci provavo con tutte.
Mica male. Cominciavo a sentirmi vecchio.
Poi arriva un altro messaggio, è laura: "stronzo, domani non ci vediamo.".
Non rispondo.
Oramai prendo complimenti e insulti come se fossero la stessa identica cosa.
Scoppio in una risata e poi continuo ad avere un mezzo sorriso da ebete per tutto il tragitto.

23/10/13

State bassi, state giù.

Dall'altra parte della barricata noi confezioniamo illusioni. Illusioni, illusioni. Te le porgiamo gentilmente e tutti saranno in giro a chiedersi "opperbacco, ma chi è questo ragazzo?" facendo finta che gli interessi poco.
Non gli interessa poco, la gente fa la fila alla mia porta per menarmi prima di complimentarsi come la farebbe da uno spacciatore qualsiasi. Come fa la fila per ballare da strafatta, sempre sulla stessa mattonella, a proteggere gli zaini di tutti, dove sono tutti? C'è questa tipa che balla esattamente come uma thurman in pulp fiction, dai, la scena con travolta. Cazzo, uguale con trenta cm in meno, ma è uguale. Io sono qui che le ballo di fronte tentato dal saltarle addosso, ma questa tipa è la ragazza del mio amico. E il mio amico è scomparso a fumare chissà dove con qualche francese o giapponese impasticcato. Entro in questa casa enorme, libri per terra, cd per terra, letti per terra, un cesso che non funzionerà mai più, sul lavandino ci sono rasoi, shampoo, sigarette. Entro in questa casa e su due grandi divani dei giamaicani emettono nuvole di fumo, piantagioni di nuvole di fumo, dalla bocca facendo dei tiri assurdi, non riuscirei neanche a trattenere il fiato per quel tempo. E la roba passa e la roba passa e ho gli occhi appannati e non ci vedo più e dov'è casa mia, dovevo, dovrei bere, ma con che faccia da cazzo si ripresenta questa a chiedere di chi, di come, ah ah, sei tu! Ti ho vista, lì dietro. Il braccio, il braccio sinistro mi fa un male cane. Tornando a noi, rilassati, va tutto bene. Ma non rilassarti troppo, la tua sofferenza è la tua felicità, e non voglio che vada tutto bene. Negozio, libreria, vedere quella tipa, troppe cose da fare, solo una vita e troppe cose. Dice questo tizio, mi guarda e fa un gesto come per dire "che vuoi che sia?" e intanto mi butta addosso grandi banconote, le sventola per aria, le fa volare, cadono a terra e allora mi alzo e dico "ti ricordi quel coglione che diceva che sarebbero dovuti piovere soldi a breve?" e lui "sìsì, era qui qualche tempo fa, poi sappiamo tutti com'è andata a finire".
"Alla morte!", brindiamo.

20/10/12

L’uomo che insegnò al suo buco del culo a parlare.




Probabilmente qualcuno già la conosce, ma, altrettanto probabilmente, qualcun'altro no. Perciò direttamente da William Lee, ecco a voi.


(Non vorrei fare il puntiglioso, ma la canzone è molto importante.)

(Ehi tu, eccentrico ed accanito lettore californiano, mostrati e dimmi se sei un avvocato di successo, in tal caso, mandami un'email per proposte di lavoro. Se invece sei un barbone qualsiasi che ruba la connessione da un mcdonald's, inviami gentilmente un crispy mcbacon.)

(Sì, ci sono favoritismi tra i lettori.)





Dr. Benway: “Perché non un blob per tutti gli usi? Ti ho mai raccontato dell’uomo che insegnò al proprio buco del culo a parlare? Il suo intero addome si muoveva su e giù, capisci, scoreggiando parole. Come nient’altro che avessi mai sentito.
“Questa voce dal culo aveva una specie di frequenza intestinale. Ti colpiva laggiù come quando devi andare di corpo. Hai presente quando il buon vecchio colon ti dà di gomito, e senti quella specie di freddo dentro, e sai che tutto quello che puoi fare è correre a liberarti? Be’ questa voce ti beccava proprio laggiù, un gorgogliante, denso suono stagnante, un suono che potevi odorare.
“Questo tizio lavorava in un luna park, capisci, e a prima vista sembrava una specie di innovativo spettacolo da ventriloquo. Anche divertente, all’inizio. Faceva un numero intitolato “Il buco migliore”, che era un portento, te lo assicuro. L’ho dimenticato quasi del tutto, ma era brillante. Cose tipo, “Sei ancora lì sotto, vecchio mio?” “No! Sono dovuto andare di corpo”.
Dopo un po’ il buco del culo cominciò a parlare per conto suo. Lui saliva sul palco senza aver preparato nulla, e il suo culo improvvisava e gli restituiva le battute ad ogni colpo.
“Poi gli spuntarono delle specie di piccoli uncini incurvati, che raspavano come denti, e cominciò a mangiare. All’inizio lui pensò che fosse carino, e ci imbastì sopra un numero, ma il buco del culo si faceva strada mangiando attraverso i suoi pantaloni, e si metteva a parlare per strada, urlando che voleva parità di diritti. Si ubriacava, anche, e aveva certe sbornie tristi in cui frignava che nessuno lo amava, e che voleva essere baciato proprio come ogni altra bocca. Alla fine parlava sempre, giorno e notte, potevi sentire da isolati di distanza che lui gli gridava di stare zitto, e lo picchiava con il pugno, ci ficcava su le candele, ma non serviva a niente e il buco del culo ribatteva: ‘Sei tu che starai zitto, alla fine. Non io. Perché non abbiamo più bisogno di te, qui attorno. Posso parlare e mangiare e cacare‘.
“Poco dopo lui cominciò a svegliarsi la mattina con una gelatina trasparente come la coda di un girino sulla bocca. Questa gelatina era quella che gli scienziati chiamano T.n-D., Tessuto non Differenziato, che può crescere trasformandosi in qualsiasi tipo di carne su un corpo umano. Lui la strappava dalla bocca e i lembi gli rimanevano attaccati alle mani come nafta incendiata e lì crescevano, crescevano in ogni punto in cui cadeva una goccia. Quindi alla fine la sua bocca restò sigillata, e la sua intera testa si sarebbe amputata spontaneamente — (sai che c’è una malattia che attecchisce in alcune parti dell’Africa e solo tra popolazioni di colore, che porta alla caduta spontanea del mignolo del piede?) — se non fosse stato per gli occhi, capisci. L’unica cosa che il buco del culo non poteva fare era vedere. Aveva bisogno degli occhi. Ma le connessioni nervose erano bloccate e infiltrate e atrofizzate così che il cervello non potesse più dare ordini. Era intrappolato nel cranio, sigillato dentro. Per un po’ si poteva vedere la silenziosa, disperata sofferenza del cervello dietro gli occhi, poi infine il cervello deve essere morto, perché gli occhi si spensero… e in loro non c’era più sentimento di quanto ve ne sia nell’occhio di un granchio sulla punta d’una antenna”.

07/08/12

Jackpot is my middle name.



Non è mai troppo, finchè ce la fai, esagera, prendine più che ne poi, inala il fumo in tutti i modi, non siamo qui per vivere bene. Siamo qui per esagerare. Siamo qui per strafare e mangiarci tutto il piatto, non ce n'è per nessuno, c'è spazio solo per noi, vogliamo il mondo e lo vogliamo ora.

Non c'è tempo da perdere, bruciamo le tappe e bandiamo i freni della società dalle nostre menti, ti conosco in due ore, ti scopo dopo averti salutata, vieni a casa mia il giorno dopo, ci ubriachiamo e andiamo al cinema e ridere come dei coglioni ed a baciarci appassionatamente, devi leggermi gli occhi, devi captare i segnali di interesse in tre minuti, devi abbracciarmi senza vergogna, devi mantenere lo sguardo, devi toccarmi le mani, è una vita oramai che ci conosciamo.

Non c'è spazio da perdere, viaggiamo e facciamo l'amore su spiagge diverse, visitiamo i peggiori bar, dimmi subito cosa ti dà fastidio, chiarisci subito che sei per la montagna o che sei a favore dell'interrail, fammi sapere se ti piace bere, proviamo i cocktail di quattro continenti diversi, riversami addosso le tue battute migliori e le tue conoscenze, portami a casa tua, fammi vedere dove dormi e addormentati.

Non dobbiamo farci mancare nulla, ci alziamo all'alba e tiriamo finchè si può, più che si può, perchè bisogna esagerare e dare il massimo, non ci sono più spazi per le mezze misure, bere, bere, bere fino a svenire mentalmente, fumare, fumare, fumare, fumare fino a diventare buddha, il più rilassato degli dei, e mangiare cipolle e uova alle due di notte, devi rincorrere e uccidere alle spalle, la tua vita dev'essere straordinaria.

Non è un problema perdere la memoria di tutte le persone, non è un problema fuggire, si rinasce ogni giorno e si vive all'istante, si programmano i prossimi quattro mesi ad occhio e croce e nessuno se ne fotte se le time-tables vengono rispettate, non siamo qui per preoccuparci, siamo qui per strafare, siamo qui per urlare JACKPOT.





21/07/12

Free ride.




Mi dò un altro giorno di tempo prima di impazzire, devo trovarmi un lavoro.
"Un lavoro limita i danni che può fare il tuo tempo libero." (cit. anonima?)

Questo non è tempo libero, è riflessione becera e genuina sul giocare o meno, su aspettare o meno, sui problemi che concernono la verità e sulla solitudine meschina.
Stiamo parlando di un punto di partenza, non ho un punto di partenza, come lo trovo? Faccio un viaggio e passo in rassegna la mia mente, con dei colori? Odio i colori. Senza colori, senza disegni. Torno? Muoio al largo della costa. Se torno, ti renderai conto che non ne avrò voglia? Serve pratica, servono scelte, servono parole e nuovi linguaggi, serve arrivare in fondo alla pagina. E' solo un piccolo esercizio per il punto d'arrivo, una risoluzione o la morte delle preoccupazioni. Non ho bisogno di motivi, agisco senza, per autonomia, o per uguaglianza. Non ho bisogno di motivi perchè ho una miriade di scelte di cera pongo e colorate per capire che non ti puoi distaccare completamente dal passato, lo modifichi per renderlo presente.
Viviamo sempre tentando di fare fare fare fare, ma ogni tanto devi porti la domanda "sono in grado di aspettare?".

E' veramente fantastico avere la pappina pronta e un caldo giaciglio in cui dormire e qualcuno nel letto che ti sveglia con un bacio tenero e che se ne frega di sapere come riempi il tuo tempo, però ad un certo punto dovrai farti strada a colpi di unghie ed è meglio abituarsi da subito. La paura è un'insegnante e c'è un solo modo per imparare: ammettere al mondo che ce l'hai.

"Ecco, vedi, il problema è che ho paura."

A questo punto la paura si trova spiazzatissima, tutti hanno PAURA di aver paura e di sentirsi sbeffeggiati per averlo ammesso, ed è proprio qui che devi colpire, tu sai che hai paura, devi solo ammetterlo e condividerlo (se la cosa fosse facile e divertente la farebbero tutti).

In questo momento il vostro dio preferito ha paura.


01/05/12

Il ramingo che non credi.





Penso che partirò.
Penso che andrò ramingo per il mondo.

Sarò uno di quegli stronzi avventurieri che piacciono tanto a tutti.
Che coraggio che ha, bravo.
Oh sì, anche io lo farei.
E stronzate simili.

E andrò in tutta europa, non so con quali soldi, a fare il cameriere in tutte le città.
E porterò un milione di taccuini su cui scrivere le mie cazzate e ci farò un libro e sarò ricco, forse è così che si vive.
Poi mi devo vaccinare per mille malattie e il tagliaunghie me lo porto sicuramente.
Poi torno in patria e vado a scalare l'everest e non mi farò sentire per mesi dai miei amici, così che quando tornerò tutti avranno una grande stima di me.

Ma io non di loro.
Faranno la fila per parlarmi per quelle poche settimane che sarò nella mia città natale, mi inviteranno a casa loro, mi inviteranno a bere un caffè e rifiuterò dicendo che in siria non si usa fare così.
Dirò che il nordafrica non era come me l'aspettavo, che ad amsterdam non ho fumato come avrebbe fatto chiunque altro, che il big eye e il big ben sono meglio di parigi, che le strade di san francisco vanno prima su e poi giù e in kenya sono stato in un safari.

Tutti penderanno dalle mia labbra e io farò come se non fosse nulla, come se fosse tutto normale e sotto controllo, che è un piccolo viaggetto di due anni e non ho fatto nulla di eccezionale; ti guarderò dalla mia posizione a mezz'aria, dall'alto verso il basso, come se stessi rischiando la vita a petto nudo solo per te, e tu cadrai bastonata sotto questi colpi e prenderai il numerino per potermi soddisfare e non avrai abbastanza parole di ammirazione e non avrai abbastanza tempo per dirmele e per guardarmi come fossi il messia che è tornato per lanciare uno sguardo di luce sulla tua misera vita schizofrenica, con quegli occhi traboccanti che dicono "raccontami un'altra storia", ma non è di questo che mi curo dato che potresti non vedermi domani.



Soldi, non c'è nulla che non possano curare,
neanche la tua voglia di andare ramingo.





01/03/12

I'm on a boat, motherfucker!






Aww shit, get your towels ready it's about to go down (shorty, yeah)
Everybody in the place hit the fucking deck (shorty, yeah)
But stay on your motherfucking toes
We running this, let's go

I'm on a boat (I'm on a boat)
I'm on a boat (I'm on a boat)
Everybody look at me 'cause I'm sailing on a boat (sailing on a boat)
I'm on a boat (I'm on a boat)
I'm on a boat
Take a good hard look at the motherfucking boat (boat, yeah)

I'm on a boat motherfucker take a look at me
Straight flowing on a boat on the deep blue sea
Busting five knots, wind whipping out my coat
You can't stop me motherfucker cause I'm on a boat

Take a picture, trick (trick)
I'm on a boat, bitch (bitch)
We drinking Santana champ,
Cause it's so crisp (crisp)
I got my swim trunks
And my flippie-floppies
I'm flipping burgers, you at Kinko's
Straight flipping copies

I'm riding on a dolphin, doing flips and shit
The dolphin's splashing, getting everybody all wet
But this ain't Seaworld, this is real as it gets
I'm on a boat, motherfucker, don't you ever forget

I'm on a boat and
It's going fast and
I got a nautical themed
Pashmina afghan
I'm the king of the world
On a boat like Leo
If you're on the shore,
Then you're sure not me-oh

Get the fuck up, this boat is REAL!

Fuck land, I'm on a boat, motherfucker (motherfucker)
Fuck trees, I climb buoys, motherfucker (motherfucker)
I'm on the deck with my boys, motherfucker (yeah)
This boat engine make noise, motherfucker

Hey ma, if you could see me now (see me now)
Arms spread wide on the starboard bow (starboard bow)
Gonna fly this boat to the moon somehow (moon somehow)
Like Kevin Garnett, anything is possible

Yeah, never thought I'd be on a boat
It's a big blue watery road (yeah)
Poseidon
Look at me, oh (all hands on deck)

Never thought I'd see the day
When a big boat coming my way
Believe me when I say
I fucked a mermaid

I'm on a boat
I'm on a boat
Everybody look at me 'cause I'm sailing on a boat (woah)
I'm on a boat
I'm on a boat
Take a good hard look at the mothafuckin' boat (sha-sha-shorty, shorty, yeah)