Non ho nomi per i miei nuovi nemici, perciò glieli assegno ad libitum. Ho deciso che ti chiami D. Ora, D, non so che faccia hai. Anche se posso supporre che, con buona probabilità, mi assomigli in qualche cosa. Sarà un tratto della mascella, un qualcosa nello sguardo, le mani. Non mi interessa. Eppure sono un po' di giorni che vado a letto e mi trovo a pensare al modo in cui ti potrei fare male. Non c'è nulla effettivamente da pensare. Queste cose seguono l'istinto. Il mio istinto dice che ti devo sbranare la faccia. Perché? Perché sbranare la faccia, mi sa di qualcosa di animalesco, spietato e crudele. Perché non puoi nascondere la tua faccia sbranata, ma una cicatrice altrove la puoi nascondere senza problemi. Perché non ti aspetti che qualcuno venga a sbranarti la faccia. Al massimo ti puoi aspettare che qualcuno venga e ti prenda a pugni o a calci o, nel migliore dei casi, ti dia una coltellata. Invece voglio camminare verso di te, fermarti un attimo, prenderti per i capelli in modo da piegarti la testa verso destra e sbranarti la faccia. Il corpo umano è resistente e crudo, quindi un pensiero che dovrò tenere a mente sarà "mordi dieci volte più forte di quanto pensi servirebbe". Per prima cosa ti strapperò una guancia e poi la sputerò per terra. Voglio sentire il tuo sangue sulle labbra, sul mento e sulla barba. Il problema è che a questo punto sarai ancora in piedi, perciò per un attimo dovrò tornare al vecchio caro calcio nei coglioni. E quando sarai a terra continuerò a darti calci su tutto il corpo finché la smetti di muoverti eccessivamente. Dovrei evitare la faccia, ma sono un tipo che si fa prendere la mano in certi casi. Quando sarai fermo, ti staccherò a morsi orecchie e labbra. Il naso no. Non mi ispira. Ci camminerò sopra. Un'altra cosa bella da mangiare sarebbe un tuo occhio. E poi? Comunque mi hai visto, quindi devo ammazzarti. Gli ultimi morsi saranno al collo. Poi mi siedo e attendo il dissanguamento. Conoscendomi, metterò un po' di musica. Per creare contrasto sarà qualcosa come:
Hai notato che sembra non esserci un perché, D?
Il problema è che hai giocato con il cibo. L'ho fatto anche io. Per questo so quanto sia sbagliato. Pare che tutti i tratti che odiamo nelle altre persone siano in verità tratti di noi che non vogliamo vedere in noi stessi e che quando scorgiamo negli altri ci ricordano quelle parti di noi stessi che odiamo. Quasi nessuno se la prende con se stesso, mentre invece è facile proiettare questo odio sugli altri. E così farò io. Ipocrita, lo so. Ciò non toglie che se ti comporti da coglione, prima o poi qualcosa di brutto accade. Potevi non saperlo, ma era il mio cibo, D.
Purtroppo non accadrà nulla di ciò. Sono sotto copertura, non posso prendere questi rischi. Quindi, accadrà qualcosa di simile, ma solo metaforicamente. E ti assicuro che farà molto più male di morire. Stai sempre all'erta. Non mi vedrai arrivare. L'inferno ti sembrerà un posto simpatico in cui vivere quando sarò passato da te.
A volte mi nutro del dolore altrui. So che non si fa. Sono rimasugli delle mie psicopatie. C'è un sottile piacere nel farlo che mi attira. Leggere dolore, vedere dolore. In video, nella realtà. Non si fa. E' meglio che non si sappia. E la cosa paradossale è che a volte scendo così a fondo nel dolore degli altri e ne cerco sempre di più, sempre di più, finché non finisco per trovare qualcosa che fa male anche a me. Lì capisco che mi sarei dovuto fermare prima. Succede ogni volta. Eppure continuo e continuo in una morbosa analisi fredda di quello che vi fa stare male. E' probabilmente il prezzo da pagare per questo il banchetto di lusso che sono le vostre lacrime e le vostre emozioni negative. Non ragiono sulle motivazioni che mi spingono a farlo. Una sarà comprendere cosa accade e prepararmi per quando sarà il mio turno. L'altra è solo godere e brindare sulle disgrazie altrui. Brindare con il sorriso.
Ho sentito il tuo odore mentre tornavo a casa, passando vicino ai bar. Strano come un profumo possa farti essere contento. Apro le narici e me lo godo tutto, scompare, faccio altri cinque metri e lo sento di nuovo. Per un attimo valuto se fermarmi e restare ancora vicino a te, poi proseguo.
Jacque è svedese, ma non ha nulla che può testimoniarlo a parte la sua lingua. Ha capelli castani e occhi castani e non è neanche eccessivamente alta. E' una fervente femminista, salvo ritrattare tutto perché le piaccio appena le metto la conversazione su un piano logico. E poi non ho voglia di discutere di stronzate con una che si stancherà di me fra 4-5 settimane, quando si accorgerà che non ho assolutamente voglia né bisogno di una relazione come la intende lei. Proprio per il suo attaccamento a queste idee femministe del cazzo ho provato piu' piacere del solito nello stringerle il collo mentre la scopo. E lei è tutta contenta. A parte il femminismo, è simpatica e probabilmente intelligente, ma non mi sono curato di scoprire tutto in fretta perché ho a malapena voglia di vedere gente. L'ho incontrata in un museo perché eravamo rimasti a fissare lo stesso dipinto surrealista. Sono cose che non succedono tutti i giorni. E' inoltre l'unica con cui mi piace restare in silenzio a guardare il soffitto della mia stanza. Poca musica in sottofondo.
Margot è un bel problema: è una stangona nera che parla solo francese e pochissimo inglese. Che è un grande lato positivo perché non dobbiamo comunicare in altri modi che non siano stare a letto o fumare canne. Che poi è forse l'unica cosa che abbiamo in comune. A parte il corpo quando lo condividiamo. E questa cosa è cosi' nuova e diversa che mi piace. Comunichiamo al 90% in maniera non verbale. Sorrisi, pizzicotti, carezze, smorfie strane, baci, fabbricazione di filtrini, apertura di piccole buste di plastica piene di erba. E poi il secondo lato positivo e' che piano piano sto imparando il francese grazie a lei. Anche perché non mi sarei mai messo a studiarlo di mia spontanea volontà senza l'incentivo della figa. Margot fumerebbe piantagioni di erba e per questo ha trovato un compagno di crimine perfetto in me. Ora che ci penso scopiamo tra una canna e l'altra solo perché farne un'altra immediatamente dopo sarebbe uno sbattimento troppo grande (e potrebbe ucciderci, penso ogni volta io che indago sugli effetti della droga sul mio cervello cercando di capire se qualcosa è cambiato, se sono ancora in me, se dovrei smetterla, se non sono immortale come credo di essere). Effettivamente i weekend con lei sono i piu' piacevoli. Zero sforzo e massima felicità.
Giulia non è il mio tipo e non so come sia finita nel mio letto. Ho finto di essere un professionista lavoratore, incravattato a scroccare vino di lusso, attento a sembrare informato sugli ultimi svolgimenti legislativi e politici. Vi assicuro che e' stato difficile. Eravamo già in una piazza piena di gente cosi' e tutti tutti parlavano solo di lavoro. Lei fingeva chiaramente di partecipare a questi scambi di stronzate sociopolitiche. Era palpabile che la cosa quasi la disgustava, allora l'ho avvicinata e l'ho tirata via di li', ma non potevo creare troppo dislivello tra le conversazioni che stava ascoltando prima e quelle che le avrei fatto ascoltare io. Quindi le ho raccontato di quando sono stato invitato ad una cena di alto livello con consulenti finanziari, gente che lavora in commissione, rappresentanti di grossi partiti e di multinazionali, ed io ero li', giovane e sagace. Mentre ho solo un tirocinio non pagato, ma finché non ha indagato...Una storia del genere mi avrebbe interessato solo relativamente, lei invece ne è rimasta impressionata e seguendo la scia del vino l'ho portata a casa. Ha origini italiane e viaggia il piu' spesso possibile, sempre impegnata, pensare che con lei è stato difficile anche fissare un appuntamento. E ora è sul mio letto a dormire. Mi ha preso probabilmente per un bed and dickfast, dopo tutti i soliti discorsi sul non cercare gente che vuole solo scopare. Sono un bed & dickfast. Domani dobbiamo lavorare entrambi e lei dovrebbe anche svegliarsi alle 6.30. Buona fortuna. Rifletto un po' sulla possibilità di svegliarla e mandarla a casa, ma mi fa piacere dormire con lei, perciò metto una sveglia alle 6.30 cosi' male che vada può fiondarsi fuori di casa quando desidera lei. Mentre dorme, salgo sopra in cucina a fumarmi una canna e ascolto Strunk, lasciandomi cullare dalla musica, leggero, e ripensando a Giulia che mi dice 'non possiamo continuare cosi'', a tutte quelle che me l'hanno detto, o hanno tentato di farmelo capire, ai lupi ingabbiati che diventano cagnolini, a Iggy Pop, a Moloch, a Ginsberg, ad Alice Glass, a dov'è finita questa giornata, ai colloqui, a tutte le volte in cui sono stato lasciato, a quelle in cui mi sono comportato male con una ragazza, alle lacrime versate e viste versare e percepite versare, vi ho visto piangere tutte, al tuo sangue sulla strada, alle urla di uomini adulti, a tutte le volte in cui ti sei guardata allo specchio infilandoti la gonna mentre pensavi al fatto che ero lontano, a quando ho fatto una foto delle nostre mani vicine, mie e di Margot, pensando ad un titolo per la foto, 'morte bianca su pelle marrone', al tuo viso, alle tue dita, alle mie regine che mi hanno rubato, ai suicidi, alle lettere di morte, alle lettere d'amore scritte al computer, ma principalmente a mano perché sappiamo di avere a che fare con qualcosa di molto molto grande.
Se neanche ricevere 400 mi piace per la tua foto profilo, non ti salva dal fatto che il tuo ragazzo ti tradisce ripetutamente, non so cosa possa farlo.
Ah, ah, scherzo. So cosa può risolvere una situazione simile.
Nulla.
Comunque mica ho capito come cazzo funzionano 'sti mi piace. C'è qualche regola non scritta che mi sfugge. Devo piazzarli a cazzo a tutti quanti e poi aspettarmeli in ritorno? Devo passare la vita iperconnesso a condividere cose simpatiche?
Perchè sarebbe un problema.
Le cose che mi fanno sorridere sono tipo questa:
E mi sento molto in colpa per non averla postata a pasqua.
Diciamo che non mi trovo molto con il normale senso dell'umorismo.
Cioè, qualche volta coincide con quello di qualche altro, ma di solito no.
Non va. Metto disagio.
Ho la lebbra e la gente mi evita. Ti salvo la vita e comunque mi eviti.
Ma siamo qui per far cambiare idea agli altri? Assolutamente.
Vendesi urno. Da oggi con la lebbra.
Vendesi urno lacrime e sangue.
L'unica cosa sicura che ti può capitare in una relazione con urno sono lacrime e sangue, in un modo o in un altro.
Sentiamo una recente donzella intervistata:
"nessuno mi ha mai trattato male come urno."
Parole forti.
Comunque è un problema, come dice una mia amica: vediamo la persona del sesso opposto prima come persona del sesso opposto e non come persona in sè. Allora quando io parlo con una qualsiasi ragazza, questa pensa che ci provo. Ok, nel mio caso è spesso vero. Ma a loro, povere, si crea il problema inverso: appena danno un minimo di confidenza ad un tipo quello pensa che ha finalmente trovato una che gliela dà. Che situazione.
E ci troviamo ingabbiati con queste animelle del cazzo che non si incontrano mai perchè siamo tutti diffidenti, diffidenti, diffidenti, non ci vogliamo conoscere. Avremo tutti brutte facce? Io di sicuro. Vedi questo mondo davanti a te, questo mondo infilato a pressione e con forza in un piccolo corpo e dici "chissà com'è davvero, chissà com'è dentro." e non riesci quasi mai ad ottenere nulla.
Sarà colpa di questa connessione perenne, dei mille amici su facebook? Ma poi quanti cazzo ne conosci davvero? Con quanti parli? Io ne ho cento e quelle poche volte che apro la chat mi viene da piangere perchè non voglio parlare con nessuno. Piuttosto vado su omegle a confortare depressi e psicopatici. Che poi è quello che faccio già nella realtà.
Abbiamo rinunciato: conosciamo tutti e non conosciamo nessuno. Ok, eccetto i grandi amici di sempre che ci connotano la vita. Le altre sono lievi conoscenze. Lievi mi piace ad una foto della solita tipa che si mette la mano davanti agli occhi. E alla fine ci conosciamo tutti e sappiamo i cazzi di tutti, cosa fai, chi sono i tuoi amici, che musica ascolti, ma quando ci vediamo a malapena ci salutiamo.
Eppure c'ho le foto delle tue tette sul pc! Vedi che paradosso.
Ma magari è un problema solo mio e, state tranquilli, a me non frega nulla di tutto ciò nella maggior parte di casi, ma a volte mi spiace solo che qualcuno non voglia scoprire cosa c'è dietro questi occhi freddi, facendosi strada con le unghie.
Certe mattine ti svegli con l'odio addosso, la morte dentro e tutto ti fa girare i coglioni. La morte. Insoddisfazione. Io adoro il silenzio ed odio i rumori. E odio sentirti parlare e odio sentirti pensare e respirare e ogni giorno desidero, prego, scalpito pensando al momento vicinissimo in cui morirai. Spero che in qualche modo ti saltino le corde vocali, quella tua voce di merda, quelle parole di merda. Deve piovere sangue, devono essere tutti muti. Non si può più sopportare, voglio la fine. Darei tutti i miei soldi per potervi uccidere indiscriminatamente e farvi mangiare merda e buttarvi acido in faccia e sentire le vostre lacrime e cavarvi le ghiandole lacrimali. Rompervi le ossa, strapparvi i genitali, deprivarvi del sonno.
Fremere di gioia mentre state morendo. Sentire il gorgoglio del sangue e vomito che vi intasano la gola.
Sei una puttana.
Sei una puttana perchè hai venduto odio in cambio di un cazzo.
Le persone tristi e depresse, quelle stressate, quelle con problemi pressanti, utilizzano, volontariamente o involontariamente, delle ancore per collegare il cervello a momenti felici o divertenti.
In pratica si ascoltano una canzone, tipo quella con cui hanno scopato la prima volta, o quella di una notte in cui hanno dormito con l'amato/a e si ricordano i momenti e si li immaginano di nuovo e sono contenti. Mettono tutto da parte per qualche decina di minuti prima di risprofondare nella realtà.
Io no.
Io ho ancore di odio.
Mi servono a ricordare di quanto tu, lei, lui, abbiate sbagliato e mi abbiate fatto male. Mi ricordo le parole, i gesti, le puttanate dette per scusarsi, gli sguardi infami e ipocriti. E così vivo benissimo perchè ho memoria.
Mi ricordo cos'hai fatto e, così, non potrai venire a chiedermi scusa neanche il giorno del giudizio, neanche quando l'apocalisse ci smantellerà.
Non sai per quanto tempo, mesi, avevo preparato tutto.
Mi ero informato su dove abitava, sulla sua macchina, sulla strada da fare, sui vestiti da indossare, sul passamontagna, sulla pistola.
Spararlo da finestrino a finestrino, dopo che si fosse fermato per salutarmi.
L'ultima volta che ci eravamo parlati gli avevo suggerito di vendere il culo per fare un po' di soldi.
E tutte le volte che mi passava accanto, pensavo "dai, provaci. Provaci. Salutami. Vediamo cosa succede." e immaginavo di piazzargli una bomba tra le ruote.
Mesi e mesi di sogni che implicavano la sua morte e altre vicine.
Ero io quello che gli ha spaccato lo specchietto.
Come dimenticare tutti i sogni in cui si impiccava in una cantina buia e triste, con la tristezza in volto? Tutto si avvera.
Io immaginavo un incidente stradale che mi avrebbe tolto dalle incombenze di rischiare la galera, ma la provvidenza ha scelto diversamente, ma sempre giustamente.
Chiuso in una stanza, ti sei guardato allo specchio un'ultima volta, con le lacrime agli occhi, con uno sguardo perso e rassegnato, con quella sensazione di freddo in bocca.
Lì, insieme a tutte le mie maledizioni.
Ed ora sono tutti spuntati come funghi a dirti arrivederci. Tutti quelli che ti avevano accusato, tutti quelli che avevano portato prove contro di te, tutti che ti adulano come il mentore che gli ha salvato la vita. Ora tutti ti vogliono un gran bene, vedi? Bisogna sempre aspettare per essere apprezzati.
Non ti fa ridere?
Io ridevo un botto mentre ci fumavo sopra.
Non ho questa empatia che sembra innata nella razza umana, non sono uno di voi. Io mi siedo in camera e rido a voi ed a tutti i miei sogni.
Tutti i risvegli sono
tragici, ma ogni giorno quel momento peggiora.
E’ un giorno in meno che ti
distanzia dall’abisso. Non l’obsoleto timore della morte: non c’è più spazio
per desideri di immortalità, sebbene si speri che qualche scienziato stia
lavorando, se non per noi, per i nostri pronipoti, non c’è più spazio per avere
paura di perderci quella fetta di torta che è una mezza vita passata a
riflettere e a pensare di dominare il nostro corpo. Di morire riesce a tutti e
non sarò da meno.
Di guardarsi allo specchio
come faccio io, forse riesce a pochi: mi scavo negli occhi e cerco di capire
cosa c’è dietro e mi fisso e mi mando a fanculo e il riflesso mi urla
“picchiami fuori di te!” e mi ricorda che non so neanche piangere.
“Questa non è la tua favola,”
mi ripete, “hai speso la tua adolescenza a guardare fuori dalla finestra, ti è
piaciuto il film che scorreva davanti ai tuoi occhi?”.
Mi allontano e cerco di
distrarmi con bei pensieri: sono in un bunker ed ai miei piedi sono legati e
imbavagliati due tizi, già sanguinolenti, mi abbatto su di loro con tutta la
forza che ho, tento di accecarli dando pugni alle sopracciglia, sono fuori di
me e vomito su di loro cazzate come “questa è la carezza di Felix! Questo è il
tuo risarcimento!” e intanto colpisco, sputo e mi fanno male le mani.
Torno nella mia camera e mi
chiedo se qualcuno si senta come me, da qualche parte, in questo mondo, mi
chiedo se ci sia qualcuno pronto ad imparare ogni giorno quello che abbiamo
tentato di dimenticare: dove siamo finiti?
Siamo fottutamente vecchi e
tutta l'infanzia, l'adolescenza, la vita ti passano davanti.
Dove sono finite le nostre
grandi speranze? Volevo diventare calciatore, rockstar, poeta, avvocato,
nullafacente.
Volevo diventare un uomo,
volevo amare, volevo divertirmi. Ma ora siamo sul ciglio del burrone, non si
torna indietro.
Tanto vale risolversi subito,
prima che arrivi il tramonto dei nostri sogni, prima di continuare a vivere
dicendo “avrei potuto farcela, stavo per farcela, ero a tanto così dal farcela”
e tornare ai propri giorni vuoti pieni di lavoro, tipici di chi non ha neanche
il tempo di avere paura.
Quando realizzi che la tua
vita è stata una sconfitta, un nulla insignificante, anche per te che ci
credevi, quando vedi i tuoi sogni morire in uno scambio con la puttana del
denaro, sai che è peggio della morte. Perciò ora passo il tempo a pregare
sapendo che sarò scannato dalla coscienza della sconfitta, come chi accetta di
fare il cameriere tutta la vita, segretamente sperando di ascendere la scala
sociale, cercando di correre per scoprire l’altra parte del mondo che non gli è
dato di vedere.
Ho paura di cadere da dove mi
trovo ora e di ammazzarmi e schifo tutta la merda che c’è nel mio palazzo, nel
mio quartiere, la merda della mia città dove si marcisce come rifiuti, gli
stronzi fumanti del mio paese, tutti doloranti per due pezzi di filigrana e per
poter fottersi un aperitivo e andare a letto senza cena.
Sarebbe meglio essere sotto
una dittatura o in un continente distrutto da fame e carestie, almeno non avrei
delle speranze: sono quelle che ti fottono. Invece questa falsa libertà è
ancora più asfissiante e queste facce sono quanto di più fastidioso io riesca a
mal sopportare.
Vi vedo nelle vostre giacche
e cravatte, vi vedo con le maniche tirate su quando fa caldo, con la camicia,
con i mocassini, le scarpe a punta il sabato sera, il rolex da 300 euro, lo
sguardo che dice "guardami, sto costruendo il mondo".
Ti guardo, ti guardo, ma vedo un pesce che affoga. Se i pesci fossero così
stupidi, inutili e senza senso da affogare, se i pesci avessero delle caviglie
che gli permettessero solo minuscoli passi.
"Guardami, per favore, sto realizzando il mio sogno, sono un uomo fatto e
fortunato. Vedi la classe? Lo stile? Riesci a misurare il mio lavoro dai pori
della mia pelle e dai vestiti sopra essa?"
Vedo solo una ragazzina con un piercing alla lingua che pensa di poter fare
pompini migliori solo per questo.
Ogni tuo passo in questo posto è un fallimento, l'emblema del fallimento, sei
il fallimento più totale, sei il "chi si accontenta gode", sei un
minuscolo mondo, sei un granello di sabbia che spazza i culi dei bagnanti e non
ti basta fallire una volta, ti piace ripeterti fino allo sfinimento, guardarti
allo specchio, sudato, vecchio, brutto e pensare "ce la sto mettendo tutta,
sto facendo davvero il massimo", questo dopo aver concluso la metà della
metà della metà di un ottavo di quello che avresti potuto e dovuto fare.
Non è il fallimento in sè che mi fa ribrezzo, ma la tua soddisfazione triste,
il risultato di anni di fallimenti ingiustificati e di noie e di scelte
sbagliate, ripetute scelte sbagliate, quelle di un insaziabile imbecille.
Mi costringo a guardare
dentro lo specchio lercio, l’abisso del mio inconscio, e di nuovo i miei occhi
mi squadrano per dirmi “bravo, bel discorso, trai le tue conclusioni e prova ad
ammettere la tua paura nel tentativo di distruggerla e di spiazzarla.”
“Le mura che mi circondano
alimentano la mia paura.”
“Non basta. Sei un colpevole
come tutti gli altri, ammetti la tua paura più profonda.”
Siamo di fronte ad un casino di dimensioni cosmiche. Sarà la rivoluzione, sarà la ricchezza, sarà una svolta che ti sega in due. Se non sai come affrontare la morte, non siamo proprio sulla stessa lunghezza d'onda, io ammiro il coraggio degli incoscienti. Essere felici vuol dire avere coraggio. Bisogna rischiare, non ci accontentiamo mai. Accontentarsi è morire su un letto di paglia vivendo con due euro al giorno.
Qua si viaggia mentre i Metallica ti sforano le orecchie, qua le micropunte di morfina ti accompagnano a ridere. Qui ho intenzione di plagiare questa ragazza in quell'abile e felice inferno che sono io.
Tu vieni a un concerto per stare seduto come se fossimo in chiesa?
Tu non hai idea di cosa voglio fare.
E' questo il migliore dei mondi possibili?
Certo che lo è, l'ho creato io. Esco di casa e ti saluto "hey, io governo il mondo" e tu mi guardi come se potessi continuare a camminare o a fare jogging senza di me.
Non è così.
Ci troviamo nelle risse più distruttive, bastoni, bicchieri, sgabelli chiodati, gente che vola dalla finestra, energumeni negri con cui devi evitare di farti mettere all'angolo, le vittime sono tutte in piedi e gli aggressori sono sfregiati e dolenti per terra, capita, a volte.
Sì, manca il video musicale, che tanto non viene cagato da nessuno, men che meno da me, perchè me l'hanno abrogato nell'ultimo referendum. Aggirerò la norma dal prossimo post facendo partire il mio pc con l'audio muto.
8,4%. Secondo le recenti stime la disoccupazione in italia è dell'8,4%. Ora io ho una soluzione di quelle davvero eccezionali per risolvere questo problema: uccidere l'8,4% della popolazione. Potrà sembrare stupido, fascista, banale o come meglio preferite, ma pensateci: uccidendo tutti i disoccupati la disoccupazione scende allo 0%. Perchè cazzo nessuno ci ha pensato prima?
C'è una corrente economica che sostiene che, sì, possiamo essere tutti ricchi e felici. Non mi sovviene il nome ora, ma io non ci credo. Ci penso da parecchio ad un mondo così, ma non riesco a immaginarlo decentemente. Sono tutti ricchi, ergo nessuno si sente in dovere di fare un cazzo, tutti vogliono la meritata vacanza, tutti sono già ricchi, che senso ha continuare a lavorare? O forse mi sto sbagliando io, effettivamente si può fare: basta che ognuno continui a lavorare diligentemente come ha sempre fatto, però è ricco. L'edicolante è ricco, il parrucchiere è ricco, il macellaio è ricco, il pescivendolo è ricco, io sono ricco, il coglione barbone è ricco. E no, non ci sono barboni in una società ricca, perciò per avere questa ricca società per prima cosa bisogna amputare un po' di persone dalla strada e dai quartieri poveri; i rimanenti prendono i loro poveri averi, vendono le loro case e si arricchiscono, distribuendo equamente il denaro a tutti. Oppure potremmo stampare tante banconote fottendocene delle conseguenze economiche e regalandole senza sperequazioni a tutti i cittadini. No, non mi sembra una buona idea.
Non è così semplice: se ti dai da fare diventi ricco, se non fai un cazzo sguazzi nella merda e nessuno ha il dovere di aiutarti. Non saremo mai tutti ricchi e tutti felici per il palese motivo che NON SIAMO TUTTI UGUALI.
Perciò potete rimanere soddisfatti sessualmente dai risultati inutili, e prevedibili, del referendum.
Sessualmente perchè so di per certo che voi non scopate. Prevedibili perchè, ovviamente, non c'era possibilità di raggiungere il quorum senza beccare tutti e quattro i "sì": nel cervello italiano non possono esserci quattro quesiti a cui dare risposte diverse. Sono tutti sì o sono tutti no. Non ci sono vie di mezzo. Non c'è neanche informazione, non ci sono motivi ragionati su cui votare. Ci sono le puttanate che vengono passate su facebook, di cui la più divertente è la stronzata con cui venivano spiegati i quesiti in modo FOTTUTAMENTE DIVERTENTE (sono rimasto a spanciarmi per quattordici ore di fila, quattordici, catorce in spagnolo) "1° quesito: vuoi farti il bidet con il telepass? 2° quesito: vuoi innaffiare le piante con uliveto e rocchetta?". Ahahhahahahahahah, ma siete dei furbacchioni simpatici. Ma io vorrei sapere a chi cazzo è venuto in mente di scrivere queste traduzioni per imbecilli dei quesiti referendari. A chi? Fatti avanti, giusto per guardarti in faccia, è solo curiosità. Figurarsi se qualcuno si andava a vedere le leggi, come funziona il nucleare e tutte le altre stronzate (come il semplice fatto che una direttiva europea DEVE essere recepita da uno stato membro, pochi cazzi). Ahah. E' bastato citare chernobyl e fukushima e tutto è stato risolto in fretta. Chissà i risultati che si sarebbero avuti senza il disastro giapponese, sarebbe bastato citare solo chernobyl per far votare sì? Suppongo di sì.
Suppongo che il nucleare fa male, e sul nucleare ci speculerebbe la mafia sicuramente, almeno così mi ha detto un mio amico mentre si fumava la sua canna giornaliera. Ci speculerebbe la mafia, già. Come se sull'eolico non succedesse.
Mi lasci senza parole, come i quesiti di ballarò. Mi chiedo, anche in questo caso, chi merda sia a fare queste domande del cazzo al comune cittadino italiano.
"Come può fare il governo a guadagnare consensi?"
"Bisogna abbassare le tasse."
Ma non mi dire, non ci sarei mai arrivato.
Bel posto.
Non mi dà fastidio il fatto che tu non metta il casco e non ti fanno la multa. Non me ne frega proprio un cazzo. Mi dà fastidio il fatto che tu non muoia quando non metti il casco. O muori troppo raramente. E' ingiusto. E' ingiusto il fatto che sei disoccupato e non riesci a mangiare, però vai in discoteca, ti compri un pacchetto di sigarette al giorno, fai la benzina al motorino e ogni tanto anche alla macchina se capita. E' ingiusto, ma perchè non ti decidi a morire di fame? Quanto tempo ti ci vuole?
Che fastidio vedere uno stronzo che fa un'impennata e non si schianta al suolo, che fastidio vedere le macchine parcheggiate in divieto di sosta e non poterle spaccare per poi appendergli vicino un foglietto con scritto "impara i segnali stradali", che fastidio non poter avvalersi dell'autotutela.
Quanto tempo mi ci vuole per ergermi su tutti quanti e guardarli dall'alto?
E mi dà fastidio anche tutta la gente di merda che nonostante non abbia un gran cazzo da fare nella sua vita non riesce a connettere le sinapsi per capire che la roba che viene differenziata nei contenitori PLASTICA, VETRO e CARTA, viene riciclata, mentre l'immondizia comune va' a finire nelle discariche. Se tu, esimio stronzo, butti tutto nell'immondizia senza differenziare un cazzo, è OVVIO che la massa di immondizia sarà centuplicata rispetto a ciò che dovrebbe essere normalmente. Perciò non ti lamentare se sotto casa ci sono più rifiuti che macchine.
Grande citazione.
Voi che siete cristiani per eredità se proprio dovete pregare qualcosa, pregate che non sia io a dirigere i corpi paramilitari della prossima dittatura, altrimenti prima che un complotto mi faccia fuori ci lasciate le penne, con gli interessi.
p.s.: sì, sono ripetitivo quando devo esprimere dei concetti incazzosi. Dico sempre cazzo merda cazzo merda merda cazzo. Queste parole sono concise ed esplicative.
Sono orgoglioso di potervi dire di aver ricevuto la mia prima minaccia mafiosa.
Ah, che gaudio, che goduria.
Mi hanno chiamato a casa sproloquiando un po', prima il gaglioffo si è vantato di essere mafioso, poi:
sai di dove sono io?
no.
di drdn (quel suono che si sente quando viene censurato qualcosa di pubblicitario)
ah.
sai dov'è?
no.
in calabria.
ok.
è molto famoso per le faide.
...
ci siamo capiti?
diciamo che un'idea me la sono fatta.
e io so dove abiti.
passi a salutarmi.
e io voglio essere buono stavolta, ho pensato "fammelo chiamare, parliamone con le buone".
saggio da parte sua non piazzarmi una bomba nel culo senza specificato motivo.
clic.
Quante cose si imparano dalla vita. Ad esempio che non è consigliabile flirtare con la moglie di qualcuno che ha collegamenti con la 'ndrangheta, anche se c'è chi lo fa'.
Dopo questa conversazione mi sono sentito così umiliato e sottomesso che, per dare da mangiare (to feed in inglese) al mio ego spropositato, ho dovuto aggiungere due nuovi tipi di narcisismo (i feed, appunto) sulla colonnina a destra. Fidatevi, funziona.
Non chiedetemi perchè. Non voglio sapere.
Non che ci voglia molto a distruggere mafia e affini. Basta andare in tutte le case italiane e uccidere chi ha una pistola in casa e non ha un porto d'armi. Qualcuno lo si lascia vivo per ottenere più informazioni grazie alla tortura. Direi di cominciare in posti dove si spara una volta ogni trenta minuti: purificazione, purificazione amici. Una legge marziale per mettere un finto cliente, armato, in ogni negozio che paga il pizzo e appena arriva il simpaticone che vuole i soldi lo si gambizza. Al cervello. Magari capiscono troppo in fretta e comincia una piccola guerra "mafia vs stato", allora appena arriva il furbone a chiedere soldi lo si gambizza e si porta da qualche parte a morire dissanguato. Minorenni inclusi. Sopratutto.
Quando si prende un mafioso si uccide anche tutta la famiglia per sicurezza, esclusi i neonati che ancora non hanno colpa, a cui nessuno dovrà dire da chi sono nati.
Per sfizio qualcuno lo mandiamo anche in carcere, ma le mazzate dovranno essere periodiche e scandite da un metronomo.
Non dovrebbe neanche richiedere molto tempo. Io l'input ve l'ho dato, non aspettate la mia discesa in politica.
Polizia bvutale!
Notare la polizia bianca vestita di nero che picchia un nero vestito di bianco.
Ammetto che sono passati i tempi in cui quando vedevi un esponente delle forze dell'ordine lo guardavi come per minacciare di ucciderlo da un momento all'altro, così si fa' da queste parti. Ora quando vedo un poliziotto sono felice e mi sento al sicuro. Probabilmente perchè nessuno mi ha ancora fermato ubriaco alla guida del mio automezzo.
Ma chi non vorrebbe essere un poliziotto brutale che picchia un barbone? Che prende il bimbetto alla prima rapina e lo gonfia di calci? Andiamo, vi piacerebbe, lo so. Quello che vi ha fregato la moto sotto casa, siete i primi che vorreste averlo tra le mani per schiantargli i coglioni con una mazza da hockey. E se questo utile servizio fosse garantito dallo stato? Lo so che già lo fa e c'è gente che si diverte a massacrare chi gli stà antipatico, bisognerebbe solo indirizzare bene gli ordini e non brutalizzare a caso il primo ragazzo con dieci grammi d'erba nella tasca. In questo modo il lavoro ritornerebbe in auge e tutti aspirerebbero a farlo pur di cavare un paio di denti ai venticinque ultras che minacciosi avevano circondato la tua camionetta.
Ammettete che vorreste puntare un bel fucilozzo verso qualcuno mentre siete su quei cosi.
Dimenticavo. Se vieni a rapinarmi (a casa, in tabaccheria, nel negozio, in ufficio, in macchina, per strada), armato di luger/mp4/rpg o non (non c'è alcuna differenza), io ho il sacrosanto diritto di ucciderti in qualsiasi maniera mi è più congeniale. Ti inseguo anche per dieci chilometri e poi ti sparo nelle vertebre con un fucile a canne mozze, ti ammazzo subito premendo un bottone che fa' partire un proiettile che colpisce proprio dove dovrebbe trovarsi una persona che stà tentando di agguantare la cassa, ti sperono con il mio tir da diciotto tonnellate, etc.
Io ti ammazzo. Fine.
E nessuno mi può dire nulla, non sarò perseguibile in alcun modo, bensì meriterei applausi a scena aperta.
Ma questo mondo non te lo permette ora, le motivazioni sono molteplici: "capisci il rapinatore, c'è crisi, non ha lavoro, deve fare qualcosa per mangiare!" "eh, ucciderlo sarebbe una reazione esagerata.".
Come no? Io difendo i soldi che mi sono sudato lavorando e tu me li vieni a fottere perchè sei povero.
E a me che cazzo me ne frega che non mangi?
Entropia. I vostri pensieri ci porteranno alla morte.
Stiamo velocizzando la nostra morte pensando.
Stacco politico.
URNO1: Fini è un vincente.
Lettore medio di questo blog: ma come ti vengono certe battute? hahaha. (si picchia forte sullo stomaco, per compassione)
Fine stacco politico. (ci tengo a dire che questa prima parte di post è stata abbozzata il 10 dicembre)
L'entropia che si consuma nel cervello di un uomo comune, che comune non è, come l'amato Felix, è preoccupante: una sintesi di una breve, ma lunga, battaglia tra neuroni.
Neuron 1: Intoniamo cori gaelici!
Neuron 2: Sesso.
Neuron 3: Sono statico, non si può andare avanti così, bisogna fare qualcosa, io rivoluzionerò il mondo!
Neuron 4: Ahahahah.
Neuron 2: Devo scopare assolutamente.
Neuron 1: Allora: ci sono io seduto su una nave vichinga e urlo contro i pigri di mente che non remano a tempo.
Neuron 4: Ahaahhaah. Con quale carisma?
Neuron 3: Io potrei andarmene quando voglio! Io me ne sarei potuto andare! Nessuno mi tiene costretto!
Neuron 4: Sei libero, bravo. Ahr ahr.
Neuron 2: Nessuno mi suc...Miss Blu?
Neuron 1: Presto, thc e lsd, ucciditelo!
(il neuron 2 si contorce fino allo spasmo, pensando all'ultima annuale trombata)
Neuron 3: Perchè, seriamente, bisogna pensare al vivere bene.
Neuron 4: Non hai mai fatto una scelta degna di questo nome nella tua vita.
Neuron 3: E dopotutto sono solo un neurone.
Neuron 1: La verità ti fa male, you know.
Neuron 3: Nego. Ho deciso chi far morire e chi tenere in vita nel mio universo.
Neuron 4: La scelta l'ha fatta il neurone 2. Ricordi?
Neuron 1: Qui casca il cervello.
Neuron 3: Dai fumiamo.
Neuron 4: La devo sempre rullare io.
Neuron 1: Non mi guardate neanche.
Neuron 3: Vado.
Che ridere demenziale.
Ma le cose sono più incasinate di quel che sembra.
La verità è che Felix è egoista, non ama Miss Blu, la parola amare non gli significa assolutamente nulla, mente così tanto da pensare che le sue menzogne siano realtà, le sue stronzate gli sembrano vere, le cose turpi davvero accadute gli sembrano sogni, sbiaditi ricordi di uno stato comatoso. Felix non ha alcun problema a rubare soldi in casa dei suoi amici, può rubare tranquillamente dal bicchiere elemosinante di un cieco a new york senza alcun rimorso. Felix può scopare una ragazza francese e sentirsi dire "i feel sorry for your girlfriend". Fortunatamente per lui, come è giusto che sia per antonomasia, Felix può ubriacarsi e non urlare al mondo nessun minimo particolare che possa inficiare il suo quieto vivere.
Partendo dal presupposto che: io non sono buono.
Ma neanche voi.
Quando sento dire da A a B "sei buono." il mio primo pensiero è "e ora fottiti."
La bontà è degli spiritualisti, la gente che pensa "cazzo, ho fatto del bene, andrò in paradiso/mi trombo delle vergini/il nirvana, cazzo, il nirvana", la gente che rimugina davanti allo specchio della camera "sono buono, cavolo, sono troppo buono, e il mondo come fa a non amarmi?"
E il mondo non ti ama perchè siamo tutti stronzi, mi dispiace. Ora puoi tornare a sporcarti il parabrezza per fartelo pulire dai clandestini così che gli potrai dare 30 centesimi e sentirti un imprenditore che dà lavoro e cibo a centinaia di famiglie.
La bontà è uno scambio equo. Io sono buono con te, perchè tu sei buono con me.
Se ti dò da mangiare e anche un bel tetto e tu hai da ridire su quanto la casa non sia una reggia, io ti mando a fanculo con interessi annui dell'85%.
E se non è uno scambio equo tra te e un altro individuo, non importa chi cominci ad essere gentilmente buono (che carino!), sarà uno scambio equo tra te e il tuo ego. "Cazzo quanto sono buono, sono davvero perfetto." Ma questa seconda opzione è più triste ed egocentrica, siete solo dei piccoli egocentrici virulenti, in verità non conoscete nulla che vada al di là della vostra yard, calcolata dal naso al pollice con il braccio allungato al massimo. Non so se mi sono spiegato.
Più o meno così, ma più a destra.
Insomma, nessuno vi regala niente e gli ingrati sono dappertutto, fatevene una ragione.
E comunque non sarete mai più buoni di madre teresa di calcutta e padre pio divisi a metà.
E anche gandhi, la grande anima. In verità ho saputo che aveva il cazzo lungo come quello di un cavallo, proprio lui che dormiva accanto ad una vergine per dimostare la sua castità.
Secondo me ne ha sfondate tante.
Non siate pretenziosi!
E ricollegandomi alla parola pretenzioso ecco uno scambio di parole che mi fa sventrare dal ridere (solo idealmente):
Una coppia a letto.
Lui: dai girati che te lo tronco in culo...
Lei: si vabbè, esagerato, mi sembra un po' pretenzioso da parte tua....
Lui. Pretenzioso? Che parolone per una bambina di undici anni.....
C'è tanta simpatia per il cornuto principale.
O almeno se esistesse ci sarebbe.
Sono così povero di certezze nella vita che non credo nè in dio, nè in lucifero, e a malapena credo nell'esistenza delle persone che non conosco (su questo tornerò in futuro, remember).
Non credo negli alieni (almeni non i soliti grigi con quegli occhioni grandi che neanche cappuccetto rosso potrebbe descrivere), negli spiriti, nei fantasmi, nelle donne intelligenti.
Questo perchè, a parte il mio scetticismo su queste minchiate, c'è già tanta gente normale che rompe i coglioni che non vedo dove sia il piacere/dovere di aggiungerne altra che non c'è, non si vede, non esiste, nessuno ne sente il bisogno.
Un giorno ti svegli e ti senti poco bene, stai male cazzo. Ti alzi, vai per prendere un bicchiere d'acqua e tac! Muori. Fine. The end.
Sull'aldilà c'è poco da discutere, personalmente sono per la reincarnazione, perchè il nulla come prospettiva eterna mi scaghicchia un po', però fate voi, ad ognuno la sua scelta.
Ma smettetela di usare tavolini che ballano come randagi e bicchieri che si spostano sulle lettere, o lettere che si spostano sui bicchieri, perchè:
- è una perdita di tempo che è l'unica cosa di cui disponete.
- siete comunque facilmente suggestionabili, approfittando dell'effetto placebo di tutte le cose.
- filtrate minchiate attraverso la vostra mente.
E poi mi costringete a leggere le milioni di catene dove una bambina (vedi? sono sempre le donne che rompono i coglioni) muore, risorge ed ammazza tutti; oppure i viaggi astrali che ti portano dove c'è un nano che ti spiega tutto il significato della vita e poi ti dice di stare tranquillo, tu stai sereno che è tutto ok, però voi uomini cazzo siete proprio dei bastardoni, fra 50 anni morirete tutti; oppure la storia di un tizio che va in messico, senza sapere lo spagnolo, e inerpicandosi tra la giungla trova lo stregone (che cercava) che gli dice "ti stavo aspettando" in perfetto italiano e poi gli fa vedere la fine del mondo, ma ovviamente lui non può riferirci questo perchè "è una cosa molto personale"; oppure sentirmi dire che qualche ragazzetto ha sognato il diavolo in persona (wo! mica pizza e fichi!) che parlava in una strana lingua (e grazie al cazzo, se parlava italiano pure lui sarebbe stato un farlocco chiaro e tondo).
Insomma, sono già io il diavolo, devo anche combattere quest'amara concorrenza? Ma hitler, stalin e onlio non ci hanno insegnato che noi siamo più cattivi di qualsiasi demone? Viva l'umanità, abbasso gli spiriti!
Io che ucciderei a remate tutte le foche del mondo, sono forse secondo a qualcuno?
Non mi sembra. Perciò stop. Abbiate simpatia per me e un po' di dignità per voi, smettetela.
Devo ammettere che di tutte le stronzate citate solo i viaggi astrali mi intrigano un po', ma non ho la voglia necessaria per farne uno (o meglio, ho la pigrizia necessaria per non farne uno). Sicuramente colpa del vagabondo delle stelle di London.
Il video è all'inizio. Così almeno vi godete la musica mentre leggete.
A volte la voglia di cazzo fa brutti scherzi. Ma non è il mio caso.
Se comunque la mancanza è brutale e insopportabile, potete sempre sfogarvi insultando crudelmente/pesantemente e sopratutto con sarcasmo usato male male male i primi pivelli che passano. Casualmente saranno vostri conoscenti/amici più o meno stretti. E poi vi trovate zitelle/celibi e in omaggio anche soli senza che nessuno vi abbia avvertito.
Io non vi avverto.
Il problema comune del populus (senatusque quiritus romanus) è che nessuno guarda mai il lateralus/lato positivo delle cose. Sì, ok. Ti è crollata la casa in testa, ma sei ancora vivo. La tua ragazza ti ha tradito con il tuo antagonista da romanzo, ma ne trovi un'altra migliore. Etc. Che esempi di merda. Riprovo. Il tuo criceto è morto affogato nel purè che avevi preparato nella vasca da bagno per scoparci dentro? Danno e beffa? Almeno non dovrai raschiartelo via dai peli del pube e comunque chi cazzo l'avrebbe mangiato tutto?
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Io il lato positivo lo guardo sempre. Per esempio: il tuo dolore non è il mio.
E la gente addolorata è ovunque. Cazzo quanto mi fanno sganasciare dalle risate quelle povere signore piene di merda e chili, grasse, grosse, sporche e piene di merda in faccia e ovunque si possa vedere, con 5-6-10 figli al seguito, casalinghe sconosciute ai preservativi che vanno in tv e dicono "Guardateci! Siamo poveri! Non riesco a sfamare i miei figli! Mio marito prende sì e no 800 euro al mese (ovviamente in un dialetto che sia privo di vocali possibilmente)". E grazie al cazzo. Al decimo figlio te ne accorgi? Dopo che vivi in un box al piano terra con soli 40 metri quadri da pulire? No cara. Non puoi neanche cantare Every sperm is sacred perchè sai a malapena l'italiano. Perciò muori. Dissotterrati e muori di nuovo portandoti dietro la tua stirpe parassita.
A volte mi chiedo. Uccidere e fare del male a chi lo merita o a tutti equamente? Tanto il mio dolore non è il vostro e viceversa. Come sempre credo che deciderò all'istante. Voglio solo farvi male!
Non so neanche io perchè sono così...cattivo (nel diritto positivo delle società odierne). Non ho neanche un brutto rapporto con i miei genitori. Nessuno mi ha mai stuprato da piccolo. Nessuno mi ha mai picchiato. Non ho grandi aspettative dalla vita perciò non sarò mai deluso.
Non continuo solo perchè vi accorgereste che sono fottutamente perfetto/libidinoso/duroancheparecchiotral'altro, perciò stop.
Stop. E andatevene tutti affanculo. Le vostre svolte son sogni di gloria. Non riuscirete mai a scappare da voi stessi. Più lontano andate e più sarà peggio. Unica soluzione: il mass suicide.
Vi prometto un post da ubriaco.
Vi spiegherò come essere vegani di 10° livello (non si permettono di mangiare qualsiasi cosa provenga dalla terra).
Tutto ciò che volete.
Ma aiutatemi.
Ovunque, in ogni città, si senta l'atroce/assordante/sonofabitch rumore delle marmitte dei ciclomotori scardinati della gente che il giorno dopo vende frutta con l'apecar...sparate. Sparate a vista. Insultate, picchiate, distraeteli facendoli schiantare. Ma lo sapete quanti cazzo siamo in Italia? Due. Due persone intelligenti: una sono io e l'altra non sei tu. No, siamo troppi cazzo. Troppi marmittari anticatalitici, troppi frenuli interrotti.
Non ne posso più.
Il mio sogno nel cassetto non è diventare un vip ricco, famoso, troio e con figa a palate per 30 mesi della sua vita e poi morire nell'anonimato come meriterebbe qualcuno di tale caratura. No. Voglio far saltare macchine, motorini, distributori di benzina, case, edifici, autocarri che trasportano clandestini, sachinè e le sue foto, etcetera. Il tutto senza venire scoperto.
Che soddisfazione. Il giorno dopo leggere su qualche giornale l'articolo di un tizio austroungarico trasferitosi per sbaglio in Italia con il titolone "Tragedia. Morte tante tante tante persone". Ci vuole un titolo semplice per far capire ai fruttivendoli che non si scherza.
Vi voglio calpestare brulicanti di vermi. Voglio lavare il mondo con l'atomica.
Sono pure 65 anni di astinenza cazzo.
Io sono represso. Davvero. Non sessualmente (cazzo ride quello lì in fondo? Ma è un uomo almeno?), non ancora. Ma mentalmente.
E soffro, arcipigna come soffro!
Non ci dormo la notte.
Uno dei motivi della mia eterna/eterea/esterna repressione è la mancanza di incidenti automobilistici/motociclistici, ma sopratutto minimotociclistici nel raggio visivo (quant'è, 2-3 metri?) dei miei lungimiranti occhi miopi.
Non si schianta nessuno quando passo io, nessuno.
E' il mio sogno fin da quando ero bambino, al terzo posto dopo calciatore e dittatore (giuro) c'era assistere ad incidenti, anche se non è propriamente un lavoro, ma è sicuramente qualcosa che dà soddisfazioni.
L'idea è questa:
ore tre di notte, URNO1 cammina docilmente per strada con i Nabat nelle sue orecchie che picchiano Imbenino e qualche troia non skinhead (oi! oi! oi! ae eaea eaeaea, ad libidum) e dei bulli, cattivi, brutti, negri gialli pellerossa bianchi (ma lampadati), in sella ai loro motorini verde fosforescente, rosa pisello, giallo canarino sfrecciano davanti a lui in file parallele.
Pubblicità. Fine.
Ma una macchina grigia/metallicazzata/argentata/silver con striature dorate sulle luci di posizione si avvia verso di loro sfrecciando alla paurosa velocità di "due macchine in sosta vietata al secondo". La fauna del mezzo è composta da due impavidi quattordicenni in calore pieni di ganja fino al midollo (perchè noi fumiamo la ganja, mica l'erba, o è l'ascisc? Oh metti più tabacco che mi sdrucio!) con chicca finale di palla di lardo maggiorenne sulla sedia a rotelle sopra il tettuccio, impegnato nella duplice missione di tenersi il cappellino da basket in testa (ma è pelato) e di sniffare dal cilum, legato con mezzi di fortuna quali cingomme e rami secchi.
Ohi poveri noi, non si ha il tempo di pensare: la strada è a senso unico, una striminzita corsia resa più stretta e striminzita dalle macchine in divieto di sosta su entrambi i lati della strada e anche sui marciapiedi.
URNO1 capisce la tragicità della situazione, lo caccia dai pantaloni e cambia musica giocherellando con l'mp4, perdendo tempo dovendo scegliere tra qualcosa di grindcore/heart/death/fuckin' fucking fuck/metal/horrorcore/growl e Ludovico Enaudi e confermando quest'ultimo.
L'impatto è fenomenale e silenzioso nonostante la paurosa sterzata del mezzo di locomozione più grande (che praticamente facilita la morte improvvisa di tutti). La sedia a rotelle finisce al secondo piano di un'abitazione di immigrati clandestini un universitario alcolizzato stupratore di donzelle ubriache sconvolgendo il pompino che in quel momento si stava svolgendo (evito i dettagli sull'incredibile effetto rigatone che quel mio caro amico ha dovuto sopportare), i conducenti del fosforescentscooter e del canarinscooter si incrociano a mezz'aria e poi atterrano su una Panda arancione per morire dopo svariati secondi, il fenomeno sul rosascooter muore per autocombustione spontanea. I due ganjaguys non vanno meglio: il guidatore per un gioco assassino del motore si ritrova con la frizione nelle costole e smette di respirare mentre il passeggero viene sbalzato e atterra ancora vivo (senza denti) ai piedi di URNO1.
A...a...aggiutami di prego.
Un attimo che finisce il pezzo. (11 minuti senza variazioni)
A...a...mbulanza.
Tranquillo, sono un dottore. Hai una scheggia di vetro nell'occhio, fermo, fermo...Via. Ecco fatto.
(Pupilla che penzola come il pendolo di Galilei, non quel pendolo famoso)
E anche la lingua. Pare stia diventando blu. Meglio amputare.
(taglio difficile e lento, purtroppo il coltellino per prendere i ricci sott'acqua è arruginito, ma bando all'igiene, se c'è la vita di un uomo in ballo)
Intanto che qualcuno si curi di arrivare URNO1 ha il tempo di sistemare i cadaveri in posizioni hot ("osè" se siete all'antica), strappare i vestiti, fare un paio di foto e video che metterà su siti porno malfamati, setacciare i cadaveri in cerca di soldi (con triste eccezione del sediarrotellato che finirà in un threesome necrofilo nel succitato caldo ambiente dov'è finito). Poi si allontana soddisfatto, altro che orgasmo da eroina.
Questa sarebbe una situazione che mi farebbe stare calmo e rilassato per il resto dei miei 25 anni da vivere.
Però non sottovaluto mai l'ipotesi di scendere di casa e riempire d'olio e chiodi la stradina che si vede dalla finestra del cesso dove ogni estate, puntualmente alle due di notte, le gare di minimoto impazzano, giuro su desdemona lioce, e soccorrere (alla mia maniera) gli infortunati che respirano (sfortunatamente).
(URNO1 si avvicina all'orecchio di un omino di ormai 53 anni che sanguina copiosamente dalla nuca)
Non potevi dormire come tutti gli altri?
... ... ... (respiro affannosso, gola ostruita dagli escrementi dei cani del quartiere)
No. E allora aspettiamo insieme l'ambulanza.
...
Ti racconto anche una storia interessante.
...
Da ora diventi coprofago.
E ora no. Non vi metto una canzone di gianni morandi.
Ci sono momenti in cui si stà davvero male. Quando anche Le luci della centrale elettrica ti sembrano dire cose sensate o quando con 40 di febbre sei piegato su un cesso con gli occhi aperti, ma non vedi niente.
Oppure ancora quando la gente ti parla con messaggi criptici credendo di farsi comprendere sagacemente.
Ba-na-na.
Cosa?
Banana. Capito?
Eh?
Ma un problema grave della nostra società di benpensanti riscoperti animalisti sono i cani e i gatti.
Non si capisce bene per quale motivo nessuno può toccare cani e gatti, nè vivisezionarli. Ora non so quanto sia utile la vivisezione di tali esseri effimeri (sarebbe molto più soddisfacente quella sugli umani, o meglio quella sugli umani perpetrata dalle cavie da laboratorio), nè me ne frega qualcosa. Però non capisco perchè se viene vivisezionato un cane o un gatto è una tragedia assurda, mentre se è un criceto, un coniglio o un pollo-scimmia nuclearizzato nessuno se ne fotte la minchia. Non vale. Voglio mangiare cani e gatti, li voglio sul mio piatto. Perchè i polli e i maiali sì e i cani e gatti no? Dannati animali da compagnia, come se non dovessi imboccare ogni giorno i vecchi alla ASL del quartiere. E poi non me ne frega un cazzo dei cani e gatti randagi, portano malattie e mordono, sono cattivissimi. Questo lo dite voi tra l'altro.
Caso 1:
Ommioddio! Un cane ha morso/ucciso/ferito mio figlio/mia nonna/mia madre/ un cazzo di superdotato! Sopprimetelo! Ammazzate il bastardo! Ratatatatattatattattatatataaaaaaaa (mimando un mitra).
Caso 2:
Ommyfuckinggod! Quel gatto mi ha mischiato l'aidiesse! Sopprimetelo! Ammazzate il bastardo! Ratatatatattttatatatatatatttatattataa (mimando un lanciarazzi-lanciafiamme).
Ma però (licenza poetica) a noi piace cambiare ogni tanto: ora che si possono vivisezionare cani e gatti randagi i casi cambiano.
Caso 1:
Ommioddio! Volete vivisezionare i santi e buoni cani randagi? Noooooooo. Io mi oppongo. Firmo subito la petizione su facebook! Sì! Ho cambiato il mondo! Come? Non hanno ancora cambiato la legge? Ma io marcio su Roma Brucselles! Parlamentari europei sniffatori di colla!
Caso 2:
Questa ve la faccio leggere perchè è spietatamente pietosa e mi fa ridere un sacco, ma visto che oggi mi sento buono applicherò dei grassettati sulle parti più stupide e romanzate e farò un riassunto breve breve.
Riassunto breve breve:
Un tizio perde un cane la mattina (si suppone) e il giorno dopo questo è già tranciato in due vivisezionato plurimamente e soffre come un cane (ahahah). Tristezza, tanta tristezza. Lui muore alla fine. Il tizio.
Storiella spermicida:
Lo aspettai fino a sera, e scesa la notte corsi per le strade, chiamandolo per nome. Tornai a casa a notte alta, mi buttai sul letto, col viso verso la porta socchiusa.
Ogni tanto mi affacciavo alla finestra, e lo chiamavo a lungo, gridando. All'alba corsi nuovamente per le strade deserte, fra le mute facciate delle case che, sotto il cielo livido, parevano di carta sporca.
(Neanche Tolkien sarebbe stato così descrittivo in un momento così tragico)
Nel pomeriggio tornai all'Università, entrai nella Clinica Veterinaria. Il cuore mi batteva, non potevo quasi camminare, tanto ero debole e oppresso dall'ansia. Chiesi del medico di guardia, gli dissi il mio nome. II medico, un giovane biondo, miope, (questo è razzismo, bastardo) dal sorriso stanco, mi accolse cortesemente e mi fissò a lungo prima di rispondermi che avrebbe fatto tutto il possibile per aiutarmi.
Apri una porta, entrammo in una grande stanza nitida, lucida, dal pavimento di linoleum azzurro. Lungo le pareti erano allineate l'una a fianco dell'altra, come i letti di una clinica per bambini, strane culle in forma di violoncello: in ognuna di quelle culle era disteso sul dorso un cane dal ventre aperto, o dal cranio spaccato, o dal petto spalancato: si vedeva il cuore nudo pulsare, i polmoni dalle venature dei bronchi simili a rami d'albero, gonfiarsi proprio come fa la chioma di un albero nel respiro del vento, il rosso, lucido fegato contrarsi adagio adagio, lievi fremiti correre sulla polpa bianca e rosea del cervello come in uno specchio appannato, il groviglio degli intestini districarsi pigro come un nodo di serpi all' uscir dal letargo. E non un gemito usciva dalle bocche socchiuse dei cani crocifissi.
A un tratto, vidi Febo.
Era disteso sul dorso, il ventre aperto, una sonda immersa nel fegato. Mi guardava fisso, e gli occhi aveva pieno di lacrime. Aveva nello sguardo una meravigliosa dolcezza. Mi guardava fisso, e un dolore atroce mi scavava il petto. "Febo" dissi a voce bassa. E Febo mi guardava con una meravigliosa dolcezza negli occhi. Io vidi Cristo in lui, vidi Cristo in lui crocifisso, vidi Cristo che mi guardava con gli occhi pieni di una dolcezza meravigliosa. (questa bisognerebbe impararsela a memoria) "Febo" dissi a voce bassa, curvandomi su di lui, accarezzandogli la fronte. Febo mi baciò la mano (mafioso di merda), e non emise un gemito.
Il medico mi si avvicinò, mi toccò il braccio: "Non potrei interrompere l'esperienza" , disse, "è proibito (SBRADABAM, lampi e fulmini e tuoni, con sfondo un castello della Transilvania). Ma per voi... Gli farò una puntura. Non soffrirà".
"Un attimo solo" disse il medico, e si allontanò senza rumore, scivolando sul molle tappeto di linoleum (questa parola mi eccita).
A un tratto un grido di spavento mi ruppe il petto: "Perchè questo silenzio?", gridai, "che è questo silenzio?".Era un silenzio orribile. Il medico mi si avvicinò con una siringa in mano: "Prima di operarli", disse, "gli tagliamo le corde vocali" (frase ad effetto/spectaculàr per finire il tutto).
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Vediamo. Non capirò mai come si faccia a non distinguere un cane domestico e ben pulito da un cane randagio, se il tuo cane sembra un randagio merita di essere vivisezionato, per colpa tua. La tua coscienza avrà da scontare per vari anni, finchè ti sfogherai sui tuoi nipoti stuprandoli nel sonno.
Inoltre se chiami il tuo cane Febo meriti che sia il tuo pisello ad essere vivisezionato e se vedi in lui "Cristo con gli occhi meravigliosamente dolci" soffri di visioni mistiche, e questo è un male.
Poi la spectaculàr frase finale in verità è una stronzata ovvia: sarebbe noioso vivisezionare un animale mentre questo si lamenta. Come succede nel video qui sotto.
URNO1: E allora vivisezioniamo quei dannati pesci muti, così evitiamo di tagliargli le corde vocali.