Giacca e cravatta, vestito blu navy. Sono vicino casa per un colloquio con il boss per un posto di lavoro. Il boss chiaramente vuole prendere un maschio perché si sente solo nel suo ufficio pieno di donne, tra l'altro brutte. Ci stringiamo la mano e mi dice che mi farà sapere. Mi hanno praticamente già preso, ma prima di dirgli di sì attendo qualche offerta migliore. Guardo l'orologio. Ore 9.45. Ho il tempo per tornare a casa e togliermi il vestito e mettermi qualcosa di comodo come jeans e maglietta. Poi via in metro perché, incredibilmente, oggi mi viene a trovare Nikki. E' da parecchio che non ci vediamo. Un anno e mezzo o due anni. Come cazzo passa il tempo. Arrivo nella stazione malfamata della città, nel quartiere in cui ci sono le amate puttane, bulgare, nigeriane, rumene. Lei non è ancora arrivata e io rimango ad ascoltare musica mentre guardo i passanti. Brutti passanti. Il bus arriva e Nikki scende con uno zaino grigio e mi sorride quando mi scorge. Ci abbracciamo. Andiamo a casa a sistemarci un attimo prima di riscendere. Facciamo due metri e ci fermiamo subito al wine bar sotto casa. Bottiglia di vino rosso e si comincia. Ne prendiamo una e poi due e ridiamo e parliamo di come l'universo e tutti noi esserini che ci siamo dentro siamo collegati, come se fossimo una cosa sola. E sentiamo di essere una cosa sola quando stiamo con qualcuno con cui ci capiamo benissimo e con cui ci piace stare. Nikki è una scheggia impazzita e non l'ho mai vista ferma. Probabilmente ha anche lei giornate normali e tranquille in cui vai al lavoro, torni a casa e ti guardi una serie sul divano. Mi piace pensarlo. Proseguiamo con del sushi e poi torniamo al wine bar, fedelissimi. Conosciamo la cameriera marocchina, grande figa, Nikki le parla in francese mentre io capisco una frase ogni tre. Prendiamo altre due bottiglie di vino, stavolta bianco. Siamo di nuovo a casa, musica a palla mentre parliamo degli ultimi due anni e di come sono andati. Lei si è fidanzata con un tipo, non so quanto durerà, ma le piace la tranquillità del momento. Al lavoro le cose le vanno così così. Però a volte conosce gente interessante, come un cinquantacinquenne israeliano ex musicista, che ora vive di rendita su delle case di famiglia, che entra nel bar dove lavora Nikki e comincia a consigliarle musica jazz e blues spettacolare e mai sentita prima. Anni '70 e '80, quando ti producevano tutto. Crolliamo a dormire e ci rialziamo alle 10. Giriamo per la città e arriviamo nel punto panoramico con i giardini che danno verso il centro della città. Faccio una foto alle nostre mani. Prima foto del Project. Continuiamo verso la piazza principale, fermandoci ad ascoltare un chitarrista vagabondo per un attimo. Compriamo cioccolato in un posto lussuoso, solo perché possiamo. Giriamo per chilometri e ci fermiamo in un bar a prendere una birra. Un signore si avvicina cantando house of the rising sun, in francese. Nikki cerca di capire gli accordi della canzone e il signore le mostra e le canta gli accordi. Lei gli rifila qualche moneta, io mi guardo attorno, mi alzo, faccio acquisti dai neri piazzati sugli scalini e ritorno al bar a finire la mia birra. Visitiamo un negozio di vinili. Compro un 45 giri dei pink floyd, alcune canzoni embrionali e inedite del '68-'69. Lei compra un paio di vinili di un jazzista. Ti direi Duke Ellington, ma non mi pare giusto. Era un altro. Dick...Dixie...non ricordo. Torniamo a casa ad ascoltarli mentre io fumo e lei beve una birra presa in un altro negozio ancora. Siamo stanchi dei due giorni perennemente in giro, ma la pacchia sta già per finire perché Nikki lavora già domani e quindi deve ripartire la sera. Prepara lo zaino e si scende. La accompagno in stazione, la abbraccio fortissimo e le dico che ci si vede appena possibile. Chissà quando. Lei parte.
Domani parto io.
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24/09/17
22/07/17
Modelli organizzativi - prequel.
E' arrivata la descrizione perfetta:
"Abbastanza narcisista da vergognarti troppo per gettare la spugna.
Ma non così tanto da preferire di vivere in una stanza con cento persone che ti danno ragione, se puoi scegliere una stanza con cinque persone che non hanno idee simili alle tue, ma con cui c'è un dialogo costruttivo e di confronto."
"Abbastanza narcisista da vergognarti troppo per gettare la spugna.
Ma non così tanto da preferire di vivere in una stanza con cento persone che ti danno ragione, se puoi scegliere una stanza con cinque persone che non hanno idee simili alle tue, ma con cui c'è un dialogo costruttivo e di confronto."
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La spugna non la getto mai. Ammetterò che sto andando a rilento in alcune cose che dovevo tenere più sotto controllo, ma ho avuto altre cose da fare nel frattempo. I need time. E il tempo più o meno ce l'ho. Ho almeno altri due anni. Ma fra due anni devo essere fottutamente pronto. Il che fa ridere un botto, sai? Ho un block notes qui e il 26/06/2016 ho scritto proprio lì una delle illuminazioni più grandi mai avute. E ora è passato un anno e non mi sembra sia cambiato molto. Eppure è un'opinione mia che non significa molto. Perché io mi vedo tutti i giorni e quindi i cambiamenti non li noto. Bisogna vedere chi non mi vede da parecchio tempo se noterà cambiamenti. Ai posteri.
Le giornate non vanno bene, non vanno bene per un cazzo e sono lì, quasi tramortito, nella mia caverna a leccarmi le ferite, prima di poter uscire di nuovo. Ho un'ultima settimana di relax e poi cominciano le vacanze. Tu dici "ah cazzo cominciano le vacanze! Allora ci sarà più relax" e invece non è così. Vacanze vuol dire: modelli organizzativi. E quindi quest'ultima settimana serve per organizzare bene tutto il prossimo mese e tutti i piccoli preparativi prendono tempo, serve organizzazione. Quell'organizzazione che ti chiedono sul lavoro quando ti dicono "praticamente il nostro cliente viene qui in città solo due giorni e tu in quei due giorni devi organizzargli meeting per ogni momento della giornata". Pivelli del cazzo. Che cazzo ci vuole? In DUE, solo DUE, fottute ore, ti organizzo THE PROJECT. Una cosa che tu, coglione del cazzo, non riesci a organizzare neanche in una settimana.
La parte più bella di fare un colloquio è la canna dopo il colloquio. Relax. E ti senti appagato come se avessi fatto chissà cosa. E in effetti ti sei dovuto prendere lo sbattimento di vestirti bene, preparare qualche cosa da dire, fingere che sia PROPRIO quel posto ad interessarti, quando non te ne può fregare un cazzo.
Veramente questo cazzo di luglio è volato via. Mi piacerebbe sapere cosa ci ho fatto. Ho comprato l'amaca, ci ho fumato sopra ed è una cosa fantastica come mi aspettavo. Rilassante. Il pomeriggio guardo il panorama e gli uccelli che volano e le scie degli aerei che si intersecano. La sera guardo le stelle. Dove sono io non c'è inquinamento luminoso quasi per nulla, quindi riesco a vedere tutte le, poche, costellazioni che conosco. Una meraviglia. Ho ascoltato ettolitri di musica. Dalla mattina alla sera. Ho visto svariati film e quello che mi ha fatto commuovere è stato Matrix Revolutions, che ricordavo molto poco (questa è la parte dove dovrei scrivere perché mi ha fatto commuovere) (ma non lo farò). E' stato un mese altalenante perché sembrava finalmente quello della svolta e invece non è successo un cazzo. Poi ho preso il telefono e il pc e ho organizzato cose veramente deliranti e sono successe cose carine come aver conosciuto gente nuova, fatto qualche festa carina. Una tipa ha detto che sono uguale a Nadal. Chissà. Devo tagliarmi i capelli, ma lo faccio quando torno in italia. A breve.
---
E infatti ora ho dei capelli di merda. Ho ballato parecchio in un posto dove non c'era spazio per respirare. La serata era partita con un pre-party a casa di un amico greco. Mi sono scolato mezza bottiglia di vino e poi siamo andati in centro, camminando un po', per incontrare Emma, ragazza inglese che festeggiava il compleanno, insieme ad altre amiche. Finiamo in un pub irlandese, di nuovo, e beviamo ancora prima di andare nel disco-pub successivo. Un inferno. Ho bevuto tequila, cosa che non dovevo fare. Torno a casa a piedi. Alle 4 sono sull'amaca a fumare e a guardare le stelle. E' bellissimo. C'è un silenzio fantastico. Metto un po' di musica, Nitro, e mi rilasso. In attesa, guardo al futuro. All'odore di Giulia, agli occhi di Anna, alla bellezza di Alex (sì, è una ragazza), alla perfezione di Iman. Ci sarebbe anche Francesca. Ma non voglio esagerare. THE PROJECT è già troppo ampio e già inserito sui binari in un modo per cui non posso lamentarmi.
La parte più bella di fare un colloquio è la canna dopo il colloquio. Relax. E ti senti appagato come se avessi fatto chissà cosa. E in effetti ti sei dovuto prendere lo sbattimento di vestirti bene, preparare qualche cosa da dire, fingere che sia PROPRIO quel posto ad interessarti, quando non te ne può fregare un cazzo.
Veramente questo cazzo di luglio è volato via. Mi piacerebbe sapere cosa ci ho fatto. Ho comprato l'amaca, ci ho fumato sopra ed è una cosa fantastica come mi aspettavo. Rilassante. Il pomeriggio guardo il panorama e gli uccelli che volano e le scie degli aerei che si intersecano. La sera guardo le stelle. Dove sono io non c'è inquinamento luminoso quasi per nulla, quindi riesco a vedere tutte le, poche, costellazioni che conosco. Una meraviglia. Ho ascoltato ettolitri di musica. Dalla mattina alla sera. Ho visto svariati film e quello che mi ha fatto commuovere è stato Matrix Revolutions, che ricordavo molto poco (questa è la parte dove dovrei scrivere perché mi ha fatto commuovere) (ma non lo farò). E' stato un mese altalenante perché sembrava finalmente quello della svolta e invece non è successo un cazzo. Poi ho preso il telefono e il pc e ho organizzato cose veramente deliranti e sono successe cose carine come aver conosciuto gente nuova, fatto qualche festa carina. Una tipa ha detto che sono uguale a Nadal. Chissà. Devo tagliarmi i capelli, ma lo faccio quando torno in italia. A breve.
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E infatti ora ho dei capelli di merda. Ho ballato parecchio in un posto dove non c'era spazio per respirare. La serata era partita con un pre-party a casa di un amico greco. Mi sono scolato mezza bottiglia di vino e poi siamo andati in centro, camminando un po', per incontrare Emma, ragazza inglese che festeggiava il compleanno, insieme ad altre amiche. Finiamo in un pub irlandese, di nuovo, e beviamo ancora prima di andare nel disco-pub successivo. Un inferno. Ho bevuto tequila, cosa che non dovevo fare. Torno a casa a piedi. Alle 4 sono sull'amaca a fumare e a guardare le stelle. E' bellissimo. C'è un silenzio fantastico. Metto un po' di musica, Nitro, e mi rilasso. In attesa, guardo al futuro. All'odore di Giulia, agli occhi di Anna, alla bellezza di Alex (sì, è una ragazza), alla perfezione di Iman. Ci sarebbe anche Francesca. Ma non voglio esagerare. THE PROJECT è già troppo ampio e già inserito sui binari in un modo per cui non posso lamentarmi.
27/06/17
Ti assicuro che è stato un mese complicato.
Questo post fa schifo.
E' un'accozzaglia di cose a caso che non mi andava di sviluppare troppo, ma che comunque avevo già scritto.
---
Julia si chiama Julia perché sembra un po' Julia Roberts, quando era giovane e figa con i capelli bruni e relativamente corti. L'ho conosciuta ad una festa a casa di una collega. Aveva un vestito nero e una voce stupenda. L'ho invitata al party successivo a casa mia. E' venuta, ma è scappata via all'una perché doveva viaggiare il giorno dopo. Long story short, prima di riuscire a rivederci passa un mese. La invito ad uscire e andiamo in un locale fighetto con un terrazzino per bere un po' di vino. Ci diciamo un po' di cazzate, cambiamo locale e prendiamo un'altra bottiglia di vino. Mi fa dei complimenti che non ricordo e mi dice che non ha la più pallida idea di cosa voglia fare nella vita. Proprio nessuna idea. Di solito le persone hanno almeno qualche cazzata da dire tipo "voglio fare lo scrittore, voglio lavorare in quell'azienda", ma lei nulla. Sperduta nel mondo, e senza voglia di fare nulla, era arrivata in questa città per un tirocinio che però era finito. Aveva cercato qualche lavoro, ma senza entusiasmo e quindi non ha trovato nulla, ma ammette di non volere neanche fare quel lavoro di ufficio che aveva fatto fino ad ora. E' laureata in qualcosa come cinema, cinematografia, gente che scrive sceneggiature. E allora le dico "scrivi!" e Julia risponde che non crede di scrivere bene. La porto a casa e beviamo altro vino, bianco stavolta. Entriamo in camera mia. Lei fuma una sigaretta, io una canna, il posacenere è sul letto e noi siamo sdraiati a guardare il soffitto mentre fumiamo. Questo è il momento preciso in cui dovrei baciarla. Facilissimo. Percentuale di successo: 95%. Ascoltiamo la musica. Lei riempie i silenzi parlando di qualcosa che non ascolto. E' bella e mi piace. Ma parte domani e non tornerà. Non c'è tempo per nulla e vorrei vivermela bene una cosa con una che mi piace. Quindi in quel momento preciso in cui avrei dovuto, non la bacio e lascio scorrere la serata via.
Mi ha scritto qualche giorno fa per chiedermi i giorni precisi in cui ci siamo visti. Vuole scrivere un libro su tutte le esperienze con i suoi ragazzi. "Ma aveva appena detto che non voleva scrivere!", dirai tu. Ragazzi, ragazzi. Ancora cercate logica e coerenza nelle donne? Nuovo bestseller, guys, e ci sarò anche io. Peccato che risulterò come un frocio dal suo punto di vista. E' il prezzo da pagare per l'essere romantici. Me lo prendo tutto.
---
La verità. Un po' di verità che non fa mai male. Non so se l'amore si può "sviluppare", nascere, verso tutti. Nel senso: non so se chiunque può innamorarsi e amare chiunque. Per quanto riguarda me, la mia esperienza mi dice che riesco a capire da relativamente subito, durante una frequentazione, se potrò amare quella ragazza. Me ne accorgo. C'è quella con cui capisco che qualcosa potrebbe nascere, se ci fossero le circostanze adatte e il tempo per viverle, e quella con cui so che non accadrà mai nulla da parte mia a livello sentimentale. Non sento quella chimica e non c'è quell'attrazione completa per l'altra persona. E so che se non la sento subito, non può arrivare dopo. Potrò voler bene, anche tanto, alla ragazza, ma non potrò mai amarla. Ognuno è diverso, dopotutto.
Trai tu le tue conclusioni, se riesci a fare uno più uno.
(Non ci riesci)
(Che è lo stesso motivo per cui non hai mai avuto speranza)
---
---
Ora potrei parlarvi di come mi sono scopato una figa diciottenne di origini africane o di come è andato l'ultimo party devastante dove ci siamo ritrovati in cinque sconosciuti alle 4.30 di mattina a casa di un altro sconosciuto a farci offrire da mangiare, ma non è interessante come potrebbe esserlo per me.
Quindi vi porto dentro la mia testa. Cosa accade quando vi leggo, quando vi vedo, quando vi ascolto? Nel 90% dei casi c'è una sola frase nella mia mente. Ed è:
Non capite un cazzo.
Non capite un cazzo.
Non capite un cazzo.
Non capite un cazzo.
Un mantra semplice ed efficace che poi utilizza anche corollari leggermente più elaborati come:
Che gli spiego a fare questa cosa? Tanto non capisce un cazzo.
E' troppo complicato da spiegare e poi tanto non cambierebbe idea perché non capisce un cazzo.
Porca puttana, niente, non gli arriva proprio. Non capisce un cazzo.
Allora tu mi dirai: "vai a frequentare la tua gente, se noi altri non capiamo un cazzo".
E io ti rispondo che non devi augurarti questo, perché questo sarebbe la tua fine. Fine. Fine. Fine.
---
Saranno mesi che non scrivo un post da ubriaco. E' che bevo pochissimo recentemente. Probabilmente è più di un anno che non scrivo un post da ubriaco. Ma se non lo scrivo ora, non si scriverà da solo. Mi sembra una buona occasione.
Di che parlo? Di che parlo? Di che parlo?
LOVE LOVE LOVE LOVE LOVE. (Queen + David Bowie - Under Pressure)
No, no. Love is gone, love is lost, diceva Bowie nel penultimo album.
E' quasi l'alba. Stanotte ho visto una stella cadente ed è stato bellissimo perché è giugno e non me l'aspettavo.
I PROMISE. (Radiohead - I promise)
Even when the ship is wreck, I promise
Tie me to the rotten deck, I promise
Le promesse che faccio io, le faccio solo perché so di poterle mantenere. In verità non prometto neanche. Perché dire "prometto" significherebbe dire che tutte le altre volte che parlo le mie parole abbiano un significato minore. Invece le mie parole hanno un valore, sempre.
Dice lui (LUI! Lui a cui dobbiamo tutto!) che se i tuoi sogni non ti spaventano, allora non sono abbastanza grandi. I miei sogni mi spaventano. Ho una paura fottuta. Al tempo stesso non vedo l'ora di realizzarli.
WE DO NEVER GIVE UP.
Stay with us, babe. C'è tanto da scoprire, tanto da vivere.
Domani è un altro giorno. E sarà bellissimo, come tutti gli altri.
---
La canzone del mese è:
Ho addosso un peso che nessuno regge /
Ho scritto una lettera alla vita che nessuno legge.
E' un'accozzaglia di cose a caso che non mi andava di sviluppare troppo, ma che comunque avevo già scritto.
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Julia si chiama Julia perché sembra un po' Julia Roberts, quando era giovane e figa con i capelli bruni e relativamente corti. L'ho conosciuta ad una festa a casa di una collega. Aveva un vestito nero e una voce stupenda. L'ho invitata al party successivo a casa mia. E' venuta, ma è scappata via all'una perché doveva viaggiare il giorno dopo. Long story short, prima di riuscire a rivederci passa un mese. La invito ad uscire e andiamo in un locale fighetto con un terrazzino per bere un po' di vino. Ci diciamo un po' di cazzate, cambiamo locale e prendiamo un'altra bottiglia di vino. Mi fa dei complimenti che non ricordo e mi dice che non ha la più pallida idea di cosa voglia fare nella vita. Proprio nessuna idea. Di solito le persone hanno almeno qualche cazzata da dire tipo "voglio fare lo scrittore, voglio lavorare in quell'azienda", ma lei nulla. Sperduta nel mondo, e senza voglia di fare nulla, era arrivata in questa città per un tirocinio che però era finito. Aveva cercato qualche lavoro, ma senza entusiasmo e quindi non ha trovato nulla, ma ammette di non volere neanche fare quel lavoro di ufficio che aveva fatto fino ad ora. E' laureata in qualcosa come cinema, cinematografia, gente che scrive sceneggiature. E allora le dico "scrivi!" e Julia risponde che non crede di scrivere bene. La porto a casa e beviamo altro vino, bianco stavolta. Entriamo in camera mia. Lei fuma una sigaretta, io una canna, il posacenere è sul letto e noi siamo sdraiati a guardare il soffitto mentre fumiamo. Questo è il momento preciso in cui dovrei baciarla. Facilissimo. Percentuale di successo: 95%. Ascoltiamo la musica. Lei riempie i silenzi parlando di qualcosa che non ascolto. E' bella e mi piace. Ma parte domani e non tornerà. Non c'è tempo per nulla e vorrei vivermela bene una cosa con una che mi piace. Quindi in quel momento preciso in cui avrei dovuto, non la bacio e lascio scorrere la serata via.
Mi ha scritto qualche giorno fa per chiedermi i giorni precisi in cui ci siamo visti. Vuole scrivere un libro su tutte le esperienze con i suoi ragazzi. "Ma aveva appena detto che non voleva scrivere!", dirai tu. Ragazzi, ragazzi. Ancora cercate logica e coerenza nelle donne? Nuovo bestseller, guys, e ci sarò anche io. Peccato che risulterò come un frocio dal suo punto di vista. E' il prezzo da pagare per l'essere romantici. Me lo prendo tutto.
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La verità. Un po' di verità che non fa mai male. Non so se l'amore si può "sviluppare", nascere, verso tutti. Nel senso: non so se chiunque può innamorarsi e amare chiunque. Per quanto riguarda me, la mia esperienza mi dice che riesco a capire da relativamente subito, durante una frequentazione, se potrò amare quella ragazza. Me ne accorgo. C'è quella con cui capisco che qualcosa potrebbe nascere, se ci fossero le circostanze adatte e il tempo per viverle, e quella con cui so che non accadrà mai nulla da parte mia a livello sentimentale. Non sento quella chimica e non c'è quell'attrazione completa per l'altra persona. E so che se non la sento subito, non può arrivare dopo. Potrò voler bene, anche tanto, alla ragazza, ma non potrò mai amarla. Ognuno è diverso, dopotutto.
Trai tu le tue conclusioni, se riesci a fare uno più uno.
(Non ci riesci)
(Che è lo stesso motivo per cui non hai mai avuto speranza)
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Ora potrei parlarvi di come mi sono scopato una figa diciottenne di origini africane o di come è andato l'ultimo party devastante dove ci siamo ritrovati in cinque sconosciuti alle 4.30 di mattina a casa di un altro sconosciuto a farci offrire da mangiare, ma non è interessante come potrebbe esserlo per me.
Quindi vi porto dentro la mia testa. Cosa accade quando vi leggo, quando vi vedo, quando vi ascolto? Nel 90% dei casi c'è una sola frase nella mia mente. Ed è:
Non capite un cazzo.
Non capite un cazzo.
Non capite un cazzo.
Non capite un cazzo.
Un mantra semplice ed efficace che poi utilizza anche corollari leggermente più elaborati come:
Che gli spiego a fare questa cosa? Tanto non capisce un cazzo.
E' troppo complicato da spiegare e poi tanto non cambierebbe idea perché non capisce un cazzo.
Porca puttana, niente, non gli arriva proprio. Non capisce un cazzo.
Allora tu mi dirai: "vai a frequentare la tua gente, se noi altri non capiamo un cazzo".
E io ti rispondo che non devi augurarti questo, perché questo sarebbe la tua fine. Fine. Fine. Fine.
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Saranno mesi che non scrivo un post da ubriaco. E' che bevo pochissimo recentemente. Probabilmente è più di un anno che non scrivo un post da ubriaco. Ma se non lo scrivo ora, non si scriverà da solo. Mi sembra una buona occasione.
Di che parlo? Di che parlo? Di che parlo?
LOVE LOVE LOVE LOVE LOVE. (Queen + David Bowie - Under Pressure)
No, no. Love is gone, love is lost, diceva Bowie nel penultimo album.
E' quasi l'alba. Stanotte ho visto una stella cadente ed è stato bellissimo perché è giugno e non me l'aspettavo.
I PROMISE. (Radiohead - I promise)
Even when the ship is wreck, I promise
Tie me to the rotten deck, I promise
Le promesse che faccio io, le faccio solo perché so di poterle mantenere. In verità non prometto neanche. Perché dire "prometto" significherebbe dire che tutte le altre volte che parlo le mie parole abbiano un significato minore. Invece le mie parole hanno un valore, sempre.
Dice lui (LUI! Lui a cui dobbiamo tutto!) che se i tuoi sogni non ti spaventano, allora non sono abbastanza grandi. I miei sogni mi spaventano. Ho una paura fottuta. Al tempo stesso non vedo l'ora di realizzarli.
WE DO NEVER GIVE UP.
Stay with us, babe. C'è tanto da scoprire, tanto da vivere.
Domani è un altro giorno. E sarà bellissimo, come tutti gli altri.
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La canzone del mese è:
Ho addosso un peso che nessuno regge /
Ho scritto una lettera alla vita che nessuno legge.
31/10/16
Cut up - you're so fucking boring.
Va bene, va bene.
Il tavolo si muove mentre lo osservo, sushi di traverso. Avevamo deciso di non fumare durante la settimana, il proposito è durato ben poco. Sono impegnato a fare cose che mi servono/piacciono mentre conosco gente che lavora 14 ore al giorno sostenendo che è una figata non vedere i propri amici se non una volta al mese. Psicopatici alla festa di halloween. Solo una tipa era vestita da harley queen. Io, come Joker, mi butterei nella merda per venirti a riprendere. Non tu, l'altra dietro di te.
Ti costa tanto essere creativa? Non ti piacerebbe lasciare un messaggio subliminale, o non, nelle cose che fai?
YOU'RE SO FUCKING BORING, MY FRIEND.
Mi dicono che sono troppo ottimista e troppo sicuro di me. Siete voi che puntate nei buchi neri. Gli umani mi fanno schifo. Non avete la benché minima percezione di come funzionate, di come vi muovete e del perché fate qualsiasi cosa. E in tutto ciò andate avanti come se niente fosse. Rivoltanti.
URNO1 significa letteralmente che ognuno di noi è intercambiabile.
Lo so che la mamma ti ha detto che sei speciale e sei un unico fiocco di neve, ma la verità è che
NON LO SEI.
Quindi smettila di essere infradiciato dal tuo personaggio, dalla tua depressione, dalla tua tristezza, insomma non fare come me quando scrivo, perché io lo scrivo, ma nella vita reale non lo esterno. Ci vuole tanto? La cosa diventa noiosa, come te.
O come le emozioni che dovrei avere e non ho. Indagherò anche su questo, perché in effetti un quadro mi fa commuovere, una canzone mi fa piangere, un film mi lascia catatonico, ma il fatto che tu stia soffrendo non mi fa provare nulla.
Allora mi sono appuntato su un foglietto:
WHY SO DETACHED?
(distaccato/indifferente/freddo)
E passerò qualche giorno ad interrogarmi sulla questione.
(Ricorda, non me ne fotte davvero di sapere la risposta. E' un simpatico esercizio mentale e non c'è nulla dietro. Sto bene nel mio distacco. E infatti mi sveglio e sorrido allo specchio. Poi perdo tempo, perdo tempo, perdo tempo, perdo tempo, perdo tempo, perdo tempo, perdo tempo, come se il tempo che mi separa dal baratro sia poi così lontano e i miei obiettivi così lontani, e i miei obiettivi, i miei obiettivi...
BRUCIAMI O PORTAMI A CASA.
BRUCIAMI E PORTAMI A CASA.
Le cose sono collegate.
Solo se mi brucio, mi sento a casa.
Stasera mi ubriaco fradicio di nuovo e poi ascolto queste due canzoni in loop:
Poi mi brucio perché ho troppe poche cicatrici.
Il tavolo si muove mentre lo osservo, sushi di traverso. Avevamo deciso di non fumare durante la settimana, il proposito è durato ben poco. Sono impegnato a fare cose che mi servono/piacciono mentre conosco gente che lavora 14 ore al giorno sostenendo che è una figata non vedere i propri amici se non una volta al mese. Psicopatici alla festa di halloween. Solo una tipa era vestita da harley queen. Io, come Joker, mi butterei nella merda per venirti a riprendere. Non tu, l'altra dietro di te.
Ti costa tanto essere creativa? Non ti piacerebbe lasciare un messaggio subliminale, o non, nelle cose che fai?
YOU'RE SO FUCKING BORING, MY FRIEND.
Mi dicono che sono troppo ottimista e troppo sicuro di me. Siete voi che puntate nei buchi neri. Gli umani mi fanno schifo. Non avete la benché minima percezione di come funzionate, di come vi muovete e del perché fate qualsiasi cosa. E in tutto ciò andate avanti come se niente fosse. Rivoltanti.
URNO1 significa letteralmente che ognuno di noi è intercambiabile.
Lo so che la mamma ti ha detto che sei speciale e sei un unico fiocco di neve, ma la verità è che
NON LO SEI.
Quindi smettila di essere infradiciato dal tuo personaggio, dalla tua depressione, dalla tua tristezza, insomma non fare come me quando scrivo, perché io lo scrivo, ma nella vita reale non lo esterno. Ci vuole tanto? La cosa diventa noiosa, come te.
O come le emozioni che dovrei avere e non ho. Indagherò anche su questo, perché in effetti un quadro mi fa commuovere, una canzone mi fa piangere, un film mi lascia catatonico, ma il fatto che tu stia soffrendo non mi fa provare nulla.
Allora mi sono appuntato su un foglietto:
WHY SO DETACHED?
(distaccato/indifferente/freddo)
E passerò qualche giorno ad interrogarmi sulla questione.
(Ricorda, non me ne fotte davvero di sapere la risposta. E' un simpatico esercizio mentale e non c'è nulla dietro. Sto bene nel mio distacco. E infatti mi sveglio e sorrido allo specchio. Poi perdo tempo, perdo tempo, perdo tempo, perdo tempo, perdo tempo, perdo tempo, perdo tempo, come se il tempo che mi separa dal baratro sia poi così lontano e i miei obiettivi così lontani, e i miei obiettivi, i miei obiettivi...
BRUCIAMI E PORTAMI A CASA.
Le cose sono collegate.
Solo se mi brucio, mi sento a casa.
Stasera mi ubriaco fradicio di nuovo e poi ascolto queste due canzoni in loop:
Poi mi brucio perché ho troppe poche cicatrici.
Etichette:
Al Cool,
Il più grande spettacolo dopo il big mac
15/11/15
Non è buio, è un buco nero.
Cosa vuoi dire a Nikki? Cosa puoi dire a Nikki, penso. Nikki ti attraversa la strada davanti e ha pantaloni strappati, capelli cortissimi e due labbra enormi e lo capisci da come cammina che a letto è un qualcosa di indescrivibile. E a conferma di tutto ciò, è una di quelle pazze che urla e sbraita quando litiga, poi dopo dieci minuti si calma, fuma una canna e vuole scopare. Le ho proposto una volta di sposarci e di vivere insieme. Giusto come facciata per quelle relazioni sociali o lavorative. Poi in privato ognuno avrebbe avuto la sua vita. Nessun altro matrimonio, nessun altro divorzio, nessun casino. Nessuno dei due vuole figli. Era un crimine perfetto. La proposta vale ancora.
Spesso mi piace stare con lei. A volte, però, è ingestibile. Può tranquillamente prendere e andarsene di punto in bianco, magari durante una discussione. Puoi rivederla due mesi dopo o dopo una mezz'ora. Per lei è indifferente.
Ah, Nikki.
Ho sempre cercato di evitare di portarla a qualche festa con me, ma a volte è così insistente che cedo. Non stiamo insieme. Lei non sta con nessuno.
In una festa in particolare, eravamo a casa di un tipo che a malapena conosco, ma che lei sostiene di conoscere bene, si è bevuta tre litri di vino e ovviamente è stata male e mi chiamava sempre "Felix, Felix". Sopratutto mentre parlavo con altre persone. Non riuscivo a tenere un discorso con qualcuno che "Felix, Felix, vieni qua". Lei stava seduta con la schiena al muro e le gambe piegate verso di sé. Con una mano disegnava cerchi su un ginocchio. Era così ubriaca e arrapata che se ne sarebbe accorto chiunque.
"Ho bisogno di te", disse lei.
Io volevo solo parlare con le persone che conoscevo, c'erano un paio di vecchie amiche che non vedevo da una vita.
"Dai, stai male, ti porto in una stanza, ti butto su un letto e poi ti vengo a prendere fra un'ora", rispondevo con indifferenza.
"Ma tu non capisci davvero? Davvero stai facendo così?", quasi supplicante.
Oh, ma lo so benissimo che per qualche buonissimo e sgargiante motivo hai voglia di scopare proprio ora. E' che proprio ora non si può, non è neanche casa mia, pensai.
"Stai bene?", chiesi.
"No!"
"Ok, resta qui e riprenditi, tienimi aggiornato", e me ne tornai dagli altri.
Senza dire nulla dopo dieci minuti, o un quarto d'ora, la vidi salire di sopra, in stanze chiaramente non adibite alla festa, nessuno se ne curò. Forse pensavano stesse andando in bagno.
La seguii per evitare che rompesse qualcosa.
Una volta ubriaca ha lanciato un profumo contro uno specchio. Siamo dovuti scappare velocemente. Per fortuna la situazione era così incasinata che non si trovava qualcuno da accusare con precisione. Nessuno pagò mai quel cazzo di specchio. Comunque era relativamente piccolo.
Aprii una stanza da letto per cercarla. Occupata. Coperte che si muovevano inequivocabili. Quanti cazzo di invitati c'erano? La porta successiva ero uno sgabuzzino. Anche qui una coppia ci stava dando giù pesante. La ragazza era in ginocchio di spalle e il ragazzo le teneva una mano sopra la testa. Mi guardò un attimo, gli feci un occhiolino veloce che nel buio non avrà neanche visto e chiusi la porta.
Mi stavo avvicinando ad un'altra porta quando questa si aprì e Nikki mi tirò dentro con forza. Chiuse la porta a chiave. Era eccessivo, pensai, non è casa mia. Lei aveva solo un reggiseno nero e i jeans. Aveva delle tette migliori rispetto all'ultima volta. Era passato tempo.
Arrivati a questo punto, non si può dire di no. Ci infilammo velocemente sotto le coperte del letto matrimoniale, ma rimasi sulle mie. Forse volevo farmi desiderare o forse volevo scopare più in là nella serata. Mi agguantò la faccia e me la portò vicino alle sue labbra. Più cerchi di evitarla, più si eccita. Ho dimenticato di dire che anche io non ero affatto sobrio. Non mi si alzava facilmente, ma Nikki si impegnò con la bocca e arrivati al dunque le sfilai i jeans e mi disse "ah, no no, ho il ciclo!". Non feci una piega, ascoltai qualche altro "no" mentre mettevo da parte le sue mutandine e lo infilavo dentro. Mentre lo facevamo, a tratti pensavo al povero festeggiato che avrebbe dovuto spiegare macchie di sangue sulle lenzuola dei suoi genitori. Sono rischi che bisogna correre per avere un party di tutto rispetto. Pensai anche alla ragazza con la quale dovevo vedermi domani e a cosa avrebbe pensato di tutto ciò. Per un momento me la immaginai sopra di me. Per un pelo non scoppiai a ridere. La scopata non fu nulla di eccezionale, eravamo troppo ubriachi e fatti per cambiare posizione. Ad un momento dall'orgasmo, lo tirai fuori e le venni sulla pancia. Rotolai di lato dopo cinque secondi.
Un attimo di relax, un solo attimo.
Nikki scoppiò a piangere.
Potevo solo lontanamente immaginare cosa le passasse per la testa, ma sapevo per certo che nel 50% dei casi il pianto di una donna è insensato e nell'altro 50% è un preludio per mettertelo nel culo. Perciò non dissi nulla e la feci sfogare. Due minuti dopo fece una battuta su di sé o su di noi, non ricordo, e rise come una matta.
E' pazza, pensai.
Mi raccontò velocemente le sue ultime due scopate.
Io volevo andare a casa. La festa era finita per me. Non potevo avere molto di più. Prima o poi qualcuno avrebbe anche bussato alla porta.
"Dai, rivestiamoci", le dissi.
Di tutta risposta, si girò su di un fianco come se volesse dormire lì. Pensava che così mi avrebbe fatto incazzare. Invece mi venne voglia di abbracciarla. Cercai di farlo, ma mi fermò mandandomi a fanculo.
Ah, ma non mi pagano per capire queste situazioni, dissi tra me e me. Mi infilai il jeans e la camicia e mi avviai verso la porta. Nikki mi lanciò l'unica cosa che aveva a portata di mano, il suo reggiseno.
Mi scansai, girai la chiave e andai a prendere un cicchetto di amaro.
Dopotutto, guidavo io.
Spesso mi piace stare con lei. A volte, però, è ingestibile. Può tranquillamente prendere e andarsene di punto in bianco, magari durante una discussione. Puoi rivederla due mesi dopo o dopo una mezz'ora. Per lei è indifferente.
Ah, Nikki.
Ho sempre cercato di evitare di portarla a qualche festa con me, ma a volte è così insistente che cedo. Non stiamo insieme. Lei non sta con nessuno.
In una festa in particolare, eravamo a casa di un tipo che a malapena conosco, ma che lei sostiene di conoscere bene, si è bevuta tre litri di vino e ovviamente è stata male e mi chiamava sempre "Felix, Felix". Sopratutto mentre parlavo con altre persone. Non riuscivo a tenere un discorso con qualcuno che "Felix, Felix, vieni qua". Lei stava seduta con la schiena al muro e le gambe piegate verso di sé. Con una mano disegnava cerchi su un ginocchio. Era così ubriaca e arrapata che se ne sarebbe accorto chiunque.
"Ho bisogno di te", disse lei.
Io volevo solo parlare con le persone che conoscevo, c'erano un paio di vecchie amiche che non vedevo da una vita.
"Dai, stai male, ti porto in una stanza, ti butto su un letto e poi ti vengo a prendere fra un'ora", rispondevo con indifferenza.
"Ma tu non capisci davvero? Davvero stai facendo così?", quasi supplicante.
Oh, ma lo so benissimo che per qualche buonissimo e sgargiante motivo hai voglia di scopare proprio ora. E' che proprio ora non si può, non è neanche casa mia, pensai.
"Stai bene?", chiesi.
"No!"
"Ok, resta qui e riprenditi, tienimi aggiornato", e me ne tornai dagli altri.
Senza dire nulla dopo dieci minuti, o un quarto d'ora, la vidi salire di sopra, in stanze chiaramente non adibite alla festa, nessuno se ne curò. Forse pensavano stesse andando in bagno.
La seguii per evitare che rompesse qualcosa.
Una volta ubriaca ha lanciato un profumo contro uno specchio. Siamo dovuti scappare velocemente. Per fortuna la situazione era così incasinata che non si trovava qualcuno da accusare con precisione. Nessuno pagò mai quel cazzo di specchio. Comunque era relativamente piccolo.
Aprii una stanza da letto per cercarla. Occupata. Coperte che si muovevano inequivocabili. Quanti cazzo di invitati c'erano? La porta successiva ero uno sgabuzzino. Anche qui una coppia ci stava dando giù pesante. La ragazza era in ginocchio di spalle e il ragazzo le teneva una mano sopra la testa. Mi guardò un attimo, gli feci un occhiolino veloce che nel buio non avrà neanche visto e chiusi la porta.
Mi stavo avvicinando ad un'altra porta quando questa si aprì e Nikki mi tirò dentro con forza. Chiuse la porta a chiave. Era eccessivo, pensai, non è casa mia. Lei aveva solo un reggiseno nero e i jeans. Aveva delle tette migliori rispetto all'ultima volta. Era passato tempo.
Arrivati a questo punto, non si può dire di no. Ci infilammo velocemente sotto le coperte del letto matrimoniale, ma rimasi sulle mie. Forse volevo farmi desiderare o forse volevo scopare più in là nella serata. Mi agguantò la faccia e me la portò vicino alle sue labbra. Più cerchi di evitarla, più si eccita. Ho dimenticato di dire che anche io non ero affatto sobrio. Non mi si alzava facilmente, ma Nikki si impegnò con la bocca e arrivati al dunque le sfilai i jeans e mi disse "ah, no no, ho il ciclo!". Non feci una piega, ascoltai qualche altro "no" mentre mettevo da parte le sue mutandine e lo infilavo dentro. Mentre lo facevamo, a tratti pensavo al povero festeggiato che avrebbe dovuto spiegare macchie di sangue sulle lenzuola dei suoi genitori. Sono rischi che bisogna correre per avere un party di tutto rispetto. Pensai anche alla ragazza con la quale dovevo vedermi domani e a cosa avrebbe pensato di tutto ciò. Per un momento me la immaginai sopra di me. Per un pelo non scoppiai a ridere. La scopata non fu nulla di eccezionale, eravamo troppo ubriachi e fatti per cambiare posizione. Ad un momento dall'orgasmo, lo tirai fuori e le venni sulla pancia. Rotolai di lato dopo cinque secondi.
Un attimo di relax, un solo attimo.
Nikki scoppiò a piangere.
Potevo solo lontanamente immaginare cosa le passasse per la testa, ma sapevo per certo che nel 50% dei casi il pianto di una donna è insensato e nell'altro 50% è un preludio per mettertelo nel culo. Perciò non dissi nulla e la feci sfogare. Due minuti dopo fece una battuta su di sé o su di noi, non ricordo, e rise come una matta.
E' pazza, pensai.
Mi raccontò velocemente le sue ultime due scopate.
Io volevo andare a casa. La festa era finita per me. Non potevo avere molto di più. Prima o poi qualcuno avrebbe anche bussato alla porta.
"Dai, rivestiamoci", le dissi.
Di tutta risposta, si girò su di un fianco come se volesse dormire lì. Pensava che così mi avrebbe fatto incazzare. Invece mi venne voglia di abbracciarla. Cercai di farlo, ma mi fermò mandandomi a fanculo.
Ah, ma non mi pagano per capire queste situazioni, dissi tra me e me. Mi infilai il jeans e la camicia e mi avviai verso la porta. Nikki mi lanciò l'unica cosa che aveva a portata di mano, il suo reggiseno.
Mi scansai, girai la chiave e andai a prendere un cicchetto di amaro.
Dopotutto, guidavo io.
24/09/14
So sorry.
E quindi, fino a un po' di tempo fa, cantavo e suonavo, ma principalmente per cazzi miei e mi dava quasi fastidio/imbarazzo farmi ascoltare anche dalla ragazza del momento. Finchè non sei arrivata tu e ho pensato che meritassi di sentire la voce di questo stronzo, ma solo perchè era una cosa bella da fare, era un momento eccezionale da vivere tra un orgasmo e l'altro.
Grazie.
Ora non me ne frega più nulla e canto davanti a chiunque, tanto nessuno ti ascolta, nessuno conosce le canzoni, che importa?
Sono tutti ubriachi e giocano a carte per bere ancora di più. Ridono tutti, questi brasiliani sono troppo avanti. E' un'altra mentalità: ballano, sorridono, cazzeggiano, sembra stiano sempre a fare festa. Poi per sbaglio scopri che qualcuno fa medicina, qualcuno fa ingegneria. Io non mi fiderei mai di un dottore perennemente fatto, ma come si fa a non amare quel ragazzo?
Saranno le tre ormai, il tavolino è pieno di posacenere stracolmi e strani vini e un milione di lattine di birra, un tizio si è chiuso in bagno e non riesce ad uscire e noi da dietro gli facciamo il tifo "GIRA LA CHIAVEEEEE!", ma lui non capisce perchè è in un universo parallelo. Dopo dieci minuti esce e io ed amici ci premiamo con una pasta al tonno notturna. Non possiamo coinvolgere i brasiliani perchè sono troppi e abbiamo solo mezzo chilo di pasta. Allora chiudiamo la porta della cucina e cuciniamo quasi in silenzio. Non che ce ne sia bisogno dato il casino nell'altra stanza. Addirittura apparecchiamo la tavola in modo serio, mettiamo anche la tovaglia e finalmente è pronto. Mangiamo come degli indemoniati in fame chimica e, mentre restiamo immobili a cercare di non morire e a far assestare lo stomaco con tutta la roba più il fumo che c'è dentro, ci troviamo a guardare la scena surreale di un brasiliano che entra in cucina barcollando e sorridendo, apre uno scaffale, prende una tazza e la infila sotto il lavandino. Ovviamente non si accorge di aver riempito il bicchiere più del dovuto e dopo due passi finisce tutta l'acqua per terra. Sembra scosso per un attimo. Poi riprende a sorridere e dice "sorry, so sorry!" e di nuovo ripete il procedimento: tazza, lavandino, acqua. Penso in un millisecondo "non ce la farà neanche stavolta.", e infatti...
Cade di nuovo l'acqua e lui ancora "sooooo sorry", con una cadenza lenta impigliata sul "so". Noi stiamo immobili con un sorriso da fattoni, non abbiamo neanche i neuroni per scoppiare a ridere.
Lui esce dalla stanza, va in bagno, prende il primo asciugamano che trova e torna a pulire per terra, ripetendo il mantra "so sorry so sorry so sorry". A quel punto mi piego in due dal ridere e non mi riprendo più.
Grazie.
Ora non me ne frega più nulla e canto davanti a chiunque, tanto nessuno ti ascolta, nessuno conosce le canzoni, che importa?
Sono tutti ubriachi e giocano a carte per bere ancora di più. Ridono tutti, questi brasiliani sono troppo avanti. E' un'altra mentalità: ballano, sorridono, cazzeggiano, sembra stiano sempre a fare festa. Poi per sbaglio scopri che qualcuno fa medicina, qualcuno fa ingegneria. Io non mi fiderei mai di un dottore perennemente fatto, ma come si fa a non amare quel ragazzo?
Saranno le tre ormai, il tavolino è pieno di posacenere stracolmi e strani vini e un milione di lattine di birra, un tizio si è chiuso in bagno e non riesce ad uscire e noi da dietro gli facciamo il tifo "GIRA LA CHIAVEEEEE!", ma lui non capisce perchè è in un universo parallelo. Dopo dieci minuti esce e io ed amici ci premiamo con una pasta al tonno notturna. Non possiamo coinvolgere i brasiliani perchè sono troppi e abbiamo solo mezzo chilo di pasta. Allora chiudiamo la porta della cucina e cuciniamo quasi in silenzio. Non che ce ne sia bisogno dato il casino nell'altra stanza. Addirittura apparecchiamo la tavola in modo serio, mettiamo anche la tovaglia e finalmente è pronto. Mangiamo come degli indemoniati in fame chimica e, mentre restiamo immobili a cercare di non morire e a far assestare lo stomaco con tutta la roba più il fumo che c'è dentro, ci troviamo a guardare la scena surreale di un brasiliano che entra in cucina barcollando e sorridendo, apre uno scaffale, prende una tazza e la infila sotto il lavandino. Ovviamente non si accorge di aver riempito il bicchiere più del dovuto e dopo due passi finisce tutta l'acqua per terra. Sembra scosso per un attimo. Poi riprende a sorridere e dice "sorry, so sorry!" e di nuovo ripete il procedimento: tazza, lavandino, acqua. Penso in un millisecondo "non ce la farà neanche stavolta.", e infatti...
Cade di nuovo l'acqua e lui ancora "sooooo sorry", con una cadenza lenta impigliata sul "so". Noi stiamo immobili con un sorriso da fattoni, non abbiamo neanche i neuroni per scoppiare a ridere.
Lui esce dalla stanza, va in bagno, prende il primo asciugamano che trova e torna a pulire per terra, ripetendo il mantra "so sorry so sorry so sorry". A quel punto mi piego in due dal ridere e non mi riprendo più.
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Al Cool,
Il più grande spettacolo dopo il big mac
18/03/14
La mia vita è dèjà vu: io sono morto e lo sei anche tu.
Se vivessi a pescara avrei molte più routine da utilizzare per incontrarti e per convincerti di essere il più desiderabile del mondo, il ragazzo perfetto che stai cercando. Andrei in qualche locale dove sparano musica techno e mi farei tutte quelle ragazze da rave party con i capelli fucsia, celesti e verdi che vogliono divertirsi e dimenticarsi di essere state abbandonate dal loro primo dio e dal mondo. Farei mille passeggiate sulla spiaggia e prenderei un caffè con te in tutti i bar.
Comunque mi pare sia chiaro che non vivo a pescara.
Invece sono qui a guidare con un'ectoplasma sul sedile del passeggero che mi sorride strano, allucinazioni, l'erba è caduta sul tappetino, chi cazzo pulirà, chi cazzo pulirà, si leccano acidi mentre il cellulare squilla. Il cellulare squilla è lì avviene tutto il casino. Mai far squillare i telefoni e sopratutto mai rispondere. Flash. Sono in questa piazza e 'sta ragazza che puntavo da soli TRE, e dico TRE, anni mi sta toccando la coscia. E io non faccio nulla, non faccio nulla perchè mi sono fumato una canna nel cesso con la finestra aperta, nel nulla più assoluto del mio panico. PANICO.
Lettera del principe alla sua, ormai ex, ragazza:
cara Cara, lo sai che ti amo alla follia. Ti ho amato alla follia, ma non riesco più ad andare avanti: non mi va che ti veda con il tuo ex. Strano, vero? Solo amici, solo amici. Dopo che mi hai raccontanto solo duecentosettantadue volte tutta la vostra storia e lui così e lui colà e il cazzo lungo e mi trattava male, mi ha sputato in faccia, mi ha lasciata in mezzo alla strada ad un semaforo rosso solo perchè avevamo litigato. E con questo ti vuoi anche rivedere? "Non essere geloso." Come faccio a non esserlo? Abbracci e baci? E vi ubriacate insieme come se non fosse nulla. Lo sanno tutti che ti vuole ancora scopare. (Come tutti in questo mondo meschino.) E' stato un anno e mezzo davvero bello, ma non ce la faccio più. Tanto lo so che tornerai con lui. "No, ma come, ma io. So come andrebbe a finire, so com'è andata a finire, no no no, non lo faccio."
Stronzate. Addio.
Il principe.
Allucinazioni e dèjà vu: un tale va in giro dicendo che sono una persona orribile, vero, ma io non ho mai nè visto nè sentito lui, vero, c'è qualcosa che non torna, falso. Per fortuna mi hanno già rassicurato: è un timido frocetto spastico. Sono ad una festa e un gentiluomo mi passa una canna, fumo e allucino: ricordo le prove generali che abbiamo fatto tra una fumata e l'altra. Sai che poi lo spettacolo ufficiale è andato alla grande? Grazie mille. Flash, ritorno in me ed una ragazza mi bacia la fronte e mi tocca il pacco. E' solo molto aperta, ma mi segno il suo nome.
Di nuovo dentro la mia mente, tra me e me: "allora mi fermai e la guardai negli occhi. Mi ero fatto serio tutto ad un tratto e lei se n'era accorta. Con voce ferma e sottilmente incazzata le dissi: lei ti mangia. Ti violenta. Ti dà due schiaffi sul culo. E poi ti risputa fuori. Perciò non farmi più proposte del cazzo.".
Siamo troppo vicini, troppo vicini e devo restare fermo e non saltarti addosso perchè forse ti faresti male e non va bene. La tua faccia mi prende a pugni il cuore, come quando eravamo giovani. Come quando sei anni fa (sono vecchio), ci siamo visti per la prima volta ed eravamo lì, io, tu e lui. Il perfetto triangolo. Tutti innocenti, tutti con i capelli lunghi, lei fumava e io le prestai un accendino, lui mi raccontava qualche cazzata e poi quella serata è svanita e dopo sei anni ci guardiamo di nuovo, tutti e tre nella stessa stanza, come se non fosse accaduto nulla, come se non ci fosse una tensione enorme. Chi vuole uccidere chi?
"Che fai, vai già via?"
No, resto un altro pochino, se me lo chiedi così gentilmente.
E mi siedo qui, e vicino a me c'è questo ragazzone tutto depresso che prenderei a martellate in faccia quando dice "ah, quello che ho passato io, io cosa ho subito, a me capitano tutte, la mia ragazza si è quasi suicidata, sono morto già due volte, ma, sai, non c'è due senza tre". E' ipersensibile e mi sorride, ma non mi parla mai. Per fortuna.
Ricordi che si ripetono: a morire ci riescono tutti, non posso essere da meno. Intanto fumo una canna dentro la stazione, siamo spavaldi. Fumiamo tutto il weekend e torniamo devastati. Gli racconto una precedente serata altalenante con una persona (un'amica, una conoscente, una ragazza?) e siamo già scoppiati mentre scoppiamo di nuovo a ridere per l'ennesima volta:
"mi ha distrutto! non sapevo cosa fare, ero nervoso, e questa teneva tutta la situazione sotto controllo, ahahahah, cristo, a me, a me succedono queste cose? dove siamo finiti?"
"non gliel'hai fatto vedere?"
giù risate, come se piovessero,
"non me ne ha dato l'opportunità, io ero pronto a tutto e me ne sono dovuto andare, poi ho chiamato un'altra e ho concluso lo stesso!"
non riusciamo a restare in piedi, siamo piegati in due, come se stessi facendo il discorso più divertente del mondo.
"e lei lo sa?"
recupero il fiato.
"no, ma è questo il bello, lei pensa che io vada solo dietro a lehahahahahahah"
mi butto sul letto e piango mentre non riesco a respirare.
Flashback. Sono appoggiato alla macchina e stiamo fumando.
"perchè non scrivi un post su questa serata?"
"tipo inception."
"sìsì, poi così me lo leggo e me lo ricordo."
"giustamente ora sei troppo di fuori."
"ancora per poco, è finita la roba, tu da chi la prendi?"
"ah, da nessuno più, ho litigato con il mio pusher."
"ti sei scopato la sua ragazza, vero?"
"..."
"e lo sapevo! non riesci mai a tenerti il cazzo nei pantaloni, ma che cazzo hai nel cervello?"
"ehi, ehi, niente moralismi a quest'ora, bella, fanne un'altra."
14/06/13
C'è un eremita del cazzo in ognuno di noi.
Non mi importa se fa male.
Mi spiace, ragazzo, ma ci sei cascato. Ci sei cascato, ti sei fatto fregare. Sei stato gabbato, ma non ti affligere, zio, non sei il primo. E' capitato ad altri.
Ti sei fatto gabbare.
Tu pensavi che sarebbe stato ok dire la verità. Certo, tutti apprezzano la sincerità. Ancora, ancora questi pensieri del cazzo ad una certa età? La verità non deve essere conosciuta. E non usare scuse del cazzo, non ti crediamo.
Quando si tradisce si è sempre ubriachi, e certo. Tutti ubriachi. C'è qualcuno che scopa da sobrio? Fatemelo sapere. Riportiamo le testuali parole, o simili:
"eh no, ma sai, ti assomigliava, PENSAVO FOSSI TU"
Cristo, ragazzo, mi fai morire dal ridere. TI ADORO.
"è stata colpa dell'alcol"
Se sono finito dentro ad un'orgia spettacolare in cui ho goduto come un maiale.
Ragazzo, sei un idolo.
Colpa dell'alcol. Sei un fenomeno.
Sei me? Peggio.
Non è mai colpa dell'alcol, la verità è che le donne sono tutte troie, ma il fatto che siano tutte troie implica che non lo sia nessuna: è la loro natura essere in quel certo modo che noi, poveri maschi, definiamo "troie dai pompini lini". Mentre noi, noi abbiamo le nostre colpe: ovunque ci tira il cazzo andiamo a colpire. C'è poco da fare.
Quando una cessa vuole dartela dirai "no, guarda, sono fidanzato" e ti sentirai anche un figo perchè sei una persona dalla grandissima moralità.
Moralità cosa?
AHR AHR.
Fammi ridere.
Appena viene una più fattibile del normale, le salti addosso e te la trombi in macchina, a casa tua, a casa sua. Non hai ritegno e non vuoi averlo. Dopotutto, cosa te ne frega? Non dare conto a nessuno.
Non porti limiti, figlio di puttana, MAI PORSI LIMITI. Non funziona così.
Davanti a tutti ci sei sempre tu.
Ricordalo.
Ricordalo quando non riceverai la giusta fiducia o il giusto rispetto dalla tua donna angelicata del cazzo. Quando lei crederà ad altri e non a te. Ricordati queste parole e pensa a vivere la tua vita perfetta, come te la sei immaginata.
Non farti fermare da nulla.
Non fare discorsi come "sai, ora ho una famiglia e quindi..."
"sai ora ho un figlio e quindi..."
"sai, dobbiamo sposarci e quindi..."
Limiti.
Sono solo limiti alla tua felicità.
Fottitene e investi tutti con il tuo carro armato.
Fottitene.
Ti sei fatto fregare. Per cosa? Per una figa qualsiasi?
Per una qualsiasi che per dimostrati di essere la migliore ha dovuto farsi vedere nuda davanti a tutti?
Eri geloso, ragazzo?
E poi cos'hai fatto?
Hai inculato una troia qualsiasi per rifarti? Le sei venuto addosso? Titjob? Titfuck? Queste puttanate qui?
Hai fatto bene.
Io ti capisco, tu non mi leggerai, ma io ti capisco.
Non fare cazzate ora, non provare a recuperare ora. Non c'è nulla da recuperare. Non dirle quelle stronzate che usiamo noi come "sai, nessuno mi ha mai dato niente, ho dovuto sempre LOTTARE per avere un briciolo di dignità, ho lavorato, sto lavorando, volevo vederti, etc.", no, no. Fregatene.
Non esiste nulla che meriti la nostra attenzione perenne. Siamo molto più avanti.
Non hai capito un cazzo. Io non ti penso, non sei tu nei miei pensieri. E neanche nei miei post, smettila di farti mille flash come "oh, guarda quel post era su di me! COSA NE PENSI?", ne penso un cazzo.
Stai calma, nessuno ti caga a parte stronzi pelati.
Sì, dico a te, troia, no, non tu, quella dietro. Sì, sì, tu, sei la troia ufficiale.
Non hai capito un cazzo, lo ripeto. Renditi conto di non aver capito un cazzo.
Perciò non presentarti in strada a dire "questo è pazzo, questo è malato", non è così. Sono altri i malati, ad esempio i ciccioni che fanno la fila per scopare le tue membra esposte. Ciccioni di merda. Ahr ahr.
Stiamo divagando, torniamo a te ragazzo. Anzi, torniamo a te ragazza.
Sai qual è il problema?
La moralità, il rispetto, la sincerità.
Questi sono i problemi. I problemi sono quando tu pensi "e va bene, da oggi in poi mi comporterò bene", NO. NO.
Non ha senso, non buttare il tuo tempo nel cesso in questo modo. Non ti fidare, risolvi il problema alla radice: non ti fidare. Non ti fidare neanche di te stesso.
Non dare fiducia, non dare rispetto.
Tutti hanno qualcosa da nascondere e lavoreranno duro per nascondertelo.
Non esiste nulla di vero, qualcuno dovrà pur sapere la verità, ma tu non la saprai mai. Allora mettiti in una posizione difensiva, fai capire che non potrai essere attaccato. Fai capire che non hai problemi di personalità e che hai le palle al contrario di altri.
Sfida il mondo, combatti, LOTTA. Lotta per sempre e quando sarai morto, deceduto, tre metri sotto terra o in una bara qualsiasi in un cimitero buco di culo, almeno avrai la coscienza di essere sempre stato coerente con te stesso e godrai per l'infinità del tempo.
E gli altri stronzi ti guarderanno dal basso e penseranno "però, questo figlio di puttana ci ha fregati tutti" e tu sarai lì: a goderti il nero più nero del tutto.
A FLUTTUARE NEL NULLA SAPENDO DI ESSERE IL MIGLIORE.
20/04/13
Sono il figlio del rock 'n roll.
Sarò schietto.
Per me potrebbe esserci chiunque sul mio letto, non farebbe
alcuna differenza.
Abituati ad aspirare al massimo ed a sbattere contro quella
puttaniera che è la vita.
Non ricordo come ci siamo conosciuti, voglio non ricordare.
Era tutto sotto controllo finchè ti assumevi tutte le tue colpe, ma io
profetizzai "un giorno mi sputerai addosso tutte le tue colpe e dirai 'è
colpa tua, tutto' " e così è successo.
Scherzo, ricordo. Ho conosciuto alexandra in uno di quei
party dove eravamo tutti sfondati e io, più o meno, saltavo addosso a qualsiasi
ragazza mi capitasse a tiro e parlavo con tutti ed ero socievole.
Insomma, non ero io.
La storia andò avanti relativamente bene, io ero entusiasta
di avere una figa e lei era entusiasta di avere una sicurezza, qualcuno che
poteva prendersi cura di lei.
Andò bene i primi mesi.
Premetto che io ero un ubriacone del cazzo, come sono
tutt'ora, ma lei era quasi peggio, avvantaggiata dal fatto che, essendo una
ragazza, riusciva ad ubriacarsi con molto poco. I casini fuoriusciti dalla
bottiglia erano infiniti: alcuni derivavano da me, altri dalle sue luride
paranoie psicologiche dettate da un'infanzia probabilmente disastrata e vissuta
male.
Era tutto sotto controllo, finchè ad una festa in cui era
presa male, non cominciai a prenderla a schiaffi per farla riprendere. Odiavo
il fatto di dover essere io a gestire una persona come se fosse un figlio e
dover dire "non fare così, smettila di bere, non fare cazzate"; mi
sarebbe piaciuto stare con qualcuna che fosse riuscita a badare a se stessa.
Ma, piano piano, la mia libertà si andò restringendo fino a soffocarmi senza pietà. Non potevo fare più nulla senza essere sotto controllo, peggio di come si deve sentire un cittadino nordcoreano qualunque. Non potevo uscire senza rendere note le persone che frequentavo, non potevo parlare dei cazzi miei con i miei amici, non potevo guardare altre donne. Non potevo.
Implodevo leggermente dentro di me, ogni giorno andando ad
aggiungere una lurida goccia a quel vaso che già traboccava, ma me ne fottevo
perchè ero innamorato. Questo mi teneva in piedi, in bilico, ma in piedi.
Bevevo e fumavo e scopavo sperando ci fosse solo questo di
mezzo, nulla di più.
E scopavamo, felici, tantissimo. Un quarto d'ora, venti
minuti, mezz'ora di felicità, senza problemi. Fin lì andava tutto bene. Era per
quello che ero in quella situazione.
Ma già alla fine della scopata temevo si presentasse qualche
situazione di merda come "ho saputo cos'hai fatto ieri/parli ancora con
quella?/ho sentito la tua amichetta". Cristo, l'avrei presa a testate, ma
sono un gentiluomo.
Per evitare di picchiare lei, prendevo a pugni me stesso.
Tantissimi pugni in testa per cercare di neutralizzare i
litigi e le discussioni che portava avanti praticamente da sola, a breve mi sarei
causato una commozione cerebrale, ne ero sicuro.
Lei quasi si dispiaceva, piangeva: "non lo fare,
smettila!".
E io continuavo a darmi pugni.
Ero completamente di fuori, ma non potevo più sopportare la
situazione.
Era una relazione piena di periodi:
periodo di merda,
periodo di merda,
periodo buono che durava massimo una settimana,
periodo di merda per una mia cazzata come tentare di uscire
con una vecchia amica,
periodo di merda per discutere della mia cazzata,
periodo di merda per sentirmi dire "io non sono una
persona cattiva, perchè mi tratti così? Cosa ho fatto per meritarmi
questo?"
E io rimanevo lì, a sorbirmi tutte queste cose per il
semplice motivo che lei era la mia vita ed io ero la sua e non sapevo neanche
dove andare senza di lei.
Il mio mondo si era chiuso su una persona e non sapevo come
uscirne.
Ci svenavamo tutti i giorni per quei brevi momenti di
perfezione. Ora ho capito cosa c’era dietro.
12/03/13
La trilogia: il party-parte 2.
Ho finito di bestemmiare, sento quasi freddo e ho ripassato il vialetto più volte, sono uscito in mezzo alla strada per scoprire che non c'è un cazzo di nessuno nel raggio di chilometri, la città è morta e mi resta una sola cosa da fare: tornare nel capanno. Gli amanti sono ancora avvinghiati, ma devo interromperli, busso sulla spalla di stefano, "sai dove sono gli altri?"
"sono in casa, nella camera."
"quale camera?"
si riprende anche rebecca e mi dà indicazioni: "la prima porta di fronte all'entrata." o qualcosa del genere.
Miracolo. E' tutto sotto controllo, tutto è ancora possibile. Entro nella stanza e sono quasi tutti lì: alessandra ed elisabetta sdraiate sul letto mentre giulio e la ragazza senza nome fanno delle foto alle altre ragazze che cazzeggiano. Mi sdraio sul letto anch'io, faccio foto con il cellulare, parlo un po', ma biascico e preferisco stare zitto, non riesco ad inquadrare la camera nè i discorsi. Alessandra messaggia e noname fa battute incomprensibili, giulio se la ride dall'alto della sua gaiezza. Resto sul letto e mi sento in panne come un auto di formula 1 all'ultimo giro.
Passano minuti e vedo le persone muoversi ad altissima velocità: entrano, escono, parlano, come nella scena delle scopate in arancia meccanica, stessa velocità, poi tutto si ferma.
Sono rimaste elisabetta e rebecca nella stanza ed io sono ancora sul letto.
E' arrivato il momento di mettersi a letto, anzi nel sacco a pelo, e quindi le ragazze si mettono in pigiama. Per farlo devono spogliarsi e lo fanno mentre io sono lì, sono ubriache e non ci fanno caso finchè non sono rimaste in reggiseno e jeans.
"ma c'è lui nella stanza!", riflette ad alta voce elisabetta.
Rebecca ride come un'ebete e fa capire che non fa niente.
Continuano e si tolgono i jeans, la mia mascella arriverebbe a terra come nei cartoni, ma sono paralizzato dall'alcol.
Elisabetta ha un fisico allucinante. Una figa pazzesca.
Anche rebecca se la cava. Dura poco, ma sembra un tempo infinito. Si rivestono. Ho ancora i pensieri sconvolti positivamente da queste due. Cazzo, cazzo, cazzo perchè non gli sono saltato addosso?
Il tempo scorre di nuovo. Entro ed esco dalla casa, bevo, torno, devo lavarmi i denti, si sistemano tutti nei sacchi a pelo, posiziono il mio striminzito sacco a pelo vicino ad alessandra e dico a stefano "tienila d'occhio, io mi metto lì, torno subito". Vado in bagno, mi lavo i denti. Ci metto circa tre minuti, forse, forse di meno, esco dal cesso e sono tutti ancora lì, tutti in preparazione, tutti svegli.
Tranne alessandra.
E' piombata in un sonno profondo in mezzo secondo e io mi incazzo con stefano e mi incazzo con tutti, e cazzo com'è possibile che si sia addormentata in due secondi? Che mondo di merda è?
Mi infilo nel sacco a pelo, mi spoglio, mi tolgo la cinta e comincio a parlare con noname che è accanto ad ale e le chiedo di girarla dalla mia parte. Si è addormentata dandomi le spalle, stronza.
Il discorso dura circa mezz'ora.
"girala"
"no"
"girala dai"
"no, girala tu"
"ma tu sei la sua amica"
"e tu vuoi girarla per scoparla"
"non potrei con tutti questi in giro"
"non la giro"
"e suvvia"
"girala tu"
"capito, capito"
Non faccio nulla. Parlo ancora con gli altri, giulio è l'unico fortunato che si è beccato un divano, stefano e rebecca sono spariti nella stanza di lei e probabilmente staranno scopando o almeno me lo auguro mentre in effetti sono invidioso della sua sorte. Gli altri sono posizionati a cazzo nel salone di casa.
Aspetto che si addormenti un po' di gente e comincio a baciare il corpo inerte di alex.
Noname mi sente e prima di crollare mi fa: "è come scoparsi un morto, svegliala".
Quando sento silenzio comincio a darmi da fare come solo un ubriaco insensibile al più comune sentimento della vergogna può fare: mi sono ormai abituato al buio pesto e vedo il sonno silenzioso della ragazza che ho puntato e i suoi capelli biondi e la sua faccia che sembra dieci volte meglio di ciò che è realmente, grazie alcol, e comincio a baciarla in un ordine che è
guancia
collo
seno
guancia
collo
seno
guancia
collo
seno
Miracolosamente si gira verso di me e perciò il ritmo viene cambiato in
labbra
collo
seno
labbra
collo
seno
finchè non apre la bocca e finalmente sento il sapore della sua lingua.
Qualche dolce alcol per cui cado in paradiso e si limona per tanto tempo, ci tocchiamo, le stringo le tette, le prendo il viso tra le mani, intrecciamo le lingue per un'eternità che non tornerà mai più, mai più, mai più.
"sono in casa, nella camera."
"quale camera?"
si riprende anche rebecca e mi dà indicazioni: "la prima porta di fronte all'entrata." o qualcosa del genere.
Miracolo. E' tutto sotto controllo, tutto è ancora possibile. Entro nella stanza e sono quasi tutti lì: alessandra ed elisabetta sdraiate sul letto mentre giulio e la ragazza senza nome fanno delle foto alle altre ragazze che cazzeggiano. Mi sdraio sul letto anch'io, faccio foto con il cellulare, parlo un po', ma biascico e preferisco stare zitto, non riesco ad inquadrare la camera nè i discorsi. Alessandra messaggia e noname fa battute incomprensibili, giulio se la ride dall'alto della sua gaiezza. Resto sul letto e mi sento in panne come un auto di formula 1 all'ultimo giro.
Passano minuti e vedo le persone muoversi ad altissima velocità: entrano, escono, parlano, come nella scena delle scopate in arancia meccanica, stessa velocità, poi tutto si ferma.
Sono rimaste elisabetta e rebecca nella stanza ed io sono ancora sul letto.
E' arrivato il momento di mettersi a letto, anzi nel sacco a pelo, e quindi le ragazze si mettono in pigiama. Per farlo devono spogliarsi e lo fanno mentre io sono lì, sono ubriache e non ci fanno caso finchè non sono rimaste in reggiseno e jeans.
"ma c'è lui nella stanza!", riflette ad alta voce elisabetta.
Rebecca ride come un'ebete e fa capire che non fa niente.
Continuano e si tolgono i jeans, la mia mascella arriverebbe a terra come nei cartoni, ma sono paralizzato dall'alcol.
Elisabetta ha un fisico allucinante. Una figa pazzesca.
Anche rebecca se la cava. Dura poco, ma sembra un tempo infinito. Si rivestono. Ho ancora i pensieri sconvolti positivamente da queste due. Cazzo, cazzo, cazzo perchè non gli sono saltato addosso?
Il tempo scorre di nuovo. Entro ed esco dalla casa, bevo, torno, devo lavarmi i denti, si sistemano tutti nei sacchi a pelo, posiziono il mio striminzito sacco a pelo vicino ad alessandra e dico a stefano "tienila d'occhio, io mi metto lì, torno subito". Vado in bagno, mi lavo i denti. Ci metto circa tre minuti, forse, forse di meno, esco dal cesso e sono tutti ancora lì, tutti in preparazione, tutti svegli.
Tranne alessandra.
E' piombata in un sonno profondo in mezzo secondo e io mi incazzo con stefano e mi incazzo con tutti, e cazzo com'è possibile che si sia addormentata in due secondi? Che mondo di merda è?
Mi infilo nel sacco a pelo, mi spoglio, mi tolgo la cinta e comincio a parlare con noname che è accanto ad ale e le chiedo di girarla dalla mia parte. Si è addormentata dandomi le spalle, stronza.
Il discorso dura circa mezz'ora.
"girala"
"no"
"girala dai"
"no, girala tu"
"ma tu sei la sua amica"
"e tu vuoi girarla per scoparla"
"non potrei con tutti questi in giro"
"non la giro"
"e suvvia"
"girala tu"
"capito, capito"
Non faccio nulla. Parlo ancora con gli altri, giulio è l'unico fortunato che si è beccato un divano, stefano e rebecca sono spariti nella stanza di lei e probabilmente staranno scopando o almeno me lo auguro mentre in effetti sono invidioso della sua sorte. Gli altri sono posizionati a cazzo nel salone di casa.
Aspetto che si addormenti un po' di gente e comincio a baciare il corpo inerte di alex.
Noname mi sente e prima di crollare mi fa: "è come scoparsi un morto, svegliala".
Quando sento silenzio comincio a darmi da fare come solo un ubriaco insensibile al più comune sentimento della vergogna può fare: mi sono ormai abituato al buio pesto e vedo il sonno silenzioso della ragazza che ho puntato e i suoi capelli biondi e la sua faccia che sembra dieci volte meglio di ciò che è realmente, grazie alcol, e comincio a baciarla in un ordine che è
guancia
collo
seno
guancia
collo
seno
guancia
collo
seno
Miracolosamente si gira verso di me e perciò il ritmo viene cambiato in
labbra
collo
seno
labbra
collo
seno
finchè non apre la bocca e finalmente sento il sapore della sua lingua.
Qualche dolce alcol per cui cado in paradiso e si limona per tanto tempo, ci tocchiamo, le stringo le tette, le prendo il viso tra le mani, intrecciamo le lingue per un'eternità che non tornerà mai più, mai più, mai più.
10/03/13
Why don't you...
Interrompiamo l'incredibile messa in atto della trilogia che, essendo la seconda parte divisa in due pari, diventa praticamente una lurida quadrilogia. E sappiamo bene che le quadrilogie fanno cagare e nessuno le caga.
Come è giusto che sia, come è giusto che sia a questo mondo mentre java tenta di installare l'ennesimo aggiornamento nel raggio di due giorni.
Mi oppongo a java, a c++, ai monthy python e alle fumate che si faranno al conclave.
Anche io con i miei amici metto in atto delle fumate, ma non ci viene dato tanto risalto nella stampa e nei giornali web online come il cazzo interquotidiano. Non lo trovo giusto.
YOU ARE NOT IN ORDER, PLEASE BE SEATED.
I pawn short breaths. Eyes lid. I need to sun to RE...
PENT.
Hai spaccato il pavimento spaccandoti le ginocchia.
"le mie ginocchia!"
"di nuovo!"
"siamo macchinosi."
"andiamo in scivolata."
"se mi dai una testata, fa male anche se non ho i coglioni."
"così scivolo."
"ho la figa bassa."
Stiamo ripetendo le stesse cose da tre giorni e ci siamo spezzati le gambe, tutti con le stampelle e tutti a ricevere pioggia dalla bottiglia del borghetti.
Roulette russa.
Sto cominciando a pensare che non voglia dire nulla. (io è il soggetto.)
Grazie per l'attenzione.
Come è giusto che sia, come è giusto che sia a questo mondo mentre java tenta di installare l'ennesimo aggiornamento nel raggio di due giorni.
Mi oppongo a java, a c++, ai monthy python e alle fumate che si faranno al conclave.
Anche io con i miei amici metto in atto delle fumate, ma non ci viene dato tanto risalto nella stampa e nei giornali web online come il cazzo interquotidiano. Non lo trovo giusto.
YOU ARE NOT IN ORDER, PLEASE BE SEATED.
I pawn short breaths. Eyes lid. I need to sun to RE...
PENT.
Hai spaccato il pavimento spaccandoti le ginocchia.
"le mie ginocchia!"
"di nuovo!"
"siamo macchinosi."
"andiamo in scivolata."
"se mi dai una testata, fa male anche se non ho i coglioni."
"così scivolo."
"ho la figa bassa."
Stiamo ripetendo le stesse cose da tre giorni e ci siamo spezzati le gambe, tutti con le stampelle e tutti a ricevere pioggia dalla bottiglia del borghetti.
Roulette russa.
Sto cominciando a pensare che non voglia dire nulla. (io è il soggetto.)
Grazie per l'attenzione.
27/02/13
La trilogia: il party-parte 1.
In macchina, guida tommaso, andiamo a comprare il beveraggio: litri di birra, jack daniels, coca, una robaccia verde, vodka a fiumi, bibite gasate per cocktail, wurstel e patatine per spuntini che non saranno mai mangiati. Per ora siamo io, stefano, il già citato guidatore, rebecca e davide.
La festa è stata organizzata da rebecca per non mi ricordo quale motivo e stefano si è infilato appena l'ha saputo per il semplice motivo di tentare di recuperare la relazione con lei, finita malamente mesi fa; io sono lì solo per ubriacarmi ed abusare di qualche altrettanto brilla ragazza, ma non conosco nessuno, e tommaso e davide sono due amici gay che, però, non sono attratti l'uno dall'altro. Eppure oggettivamente sono dei bei ragazzi: tommy è alto, ha una faccia pulita, due occhi verdi e capelli neri, mentre davide è un biondo magrolino con iridi azzurri. "Meno concorrenza", penso io.
A parte noi cinque, si attende altra gente, non meglio identificata, non si sa quanti, non si sa neanche se verranno. Va piuttosto bene.
Arriviamo a casa di rebecca e buttiamo tutte le buste su un tavolo dentro una specie di capanno grande quanto un soggiorno; dentro è stato già posizionato un computer collegato a due casse enormi che pomperanno musica per ore e ore. Al di fuori del capanno accendiamo del fuoco in un barile (come quelli dei barboni che si vedono nei film), ridiamo e ci riscaldiamo le mani, cominciamo a bere e ci conosciamo tra un bicchiere e l'altro.
Poco dopo l'inizio della festa compare giulio, altro amico gay della cricca noto per il fatto di essere fottutamente divertente e snodabile (lavora in un circo), solo che rimarrà l'unico sobrio proprio perchè il giorno dopo deve lavorare e quindi non lo vedrò mai in azione. Compaiono anche due ragazzi strani con dei cappellini piantati in testa, entrano, parlano con tutti, bevono due birre e dopo dieci minuti sono via, non ricordo neanche i loro nomi.
Continuiamo tutti a bere come ossessi e riusciamo a scrollarci il freddo di dosso, ci sediamo ogni tanto, chi per terra, chi su una sedia a sdraio, chi su delle normalissime sedie e parliamo del più e del meno, commentiamo la musica, cambiamo canzoni, che fai, cosa non fai. Tommaso comincia a raccontare la sua vita sessuale mentre davide lo guarda tra il divertito e lo sconvolto.
"forse non dovrei dirvi questa cosa...ma chi se ne fotte, ve la dico lo stesso" e ci rende noto che è stato felicemente inculato da un amico alla tenera età di quindici anni. Poi mi guarda negli occhi, si alza e dice "se fossi gay, ti scoperei", sono lusingatissimo, ma rifiuto la proposta sottintesa ridendo e spillandomi la vodka sulla felpa. Stefano non si allontana quasi mai da rebecca che se ne sbatte la minchia e deve comunque intrattenere tutti.
Siamo in una fase di stasi, mi preparo ad assaggiare quella cosa alcolica verde quando sento delle voci. Voci di ragazze.
Balzo fuori dal capanno, comincio a camminare barcollando leggermente verso di loro, le vedo, sono tre: una bruna, una bionda e una con i capelli neri. Mentre mi avvicino piano piano per il vialetto, sento una mano sulla spalla sinistra, è davide:
"vedi quella bruna? è fidanzata."
"cazzo, va bene."
Faccio altri due passi, altro tocco sulla spalla, è giulio:
"anche la nera è fidanzata."
"porca puttana."
Prima che stefano possa anticiparmi, mi giro verso di lui e chiedo "la bionda è fidanzata?" "no." "e finalmente, cazzo."
Mi presentano la nera, elisabetta, e la bionda, alessandra. Probabilmente anche l'altra, ma non ne ricordo il nome, perciò la chiameremo noname.
Ignorando quasi completamente le altre, comincio a parlare con alessandra, che non sembra dal canto suo, particolarmente interessata, le preparo un drink, ma non è intenzionata ad ubriacarsi come mi auspicherei io. Fa nulla, si procede.
Vado un attimo al cesso e becco stefano che si sciacqua la faccia e mi chiede come va, come se lui fosse stato da tutt'altra parte nell'ultima mezz'ora, magari è così davvero.
"ti piace qualcuna?", chiede lui.
"l'unica che si può, alessandra."
"ah, grande scelta, grande scelta." e mi incoraggia con una pacca sulla spalla.
"e a te come va con rebecca?"
"ci sto lavorando, ce la farò."
"bene."
Poi mi guarda come avesse avuto un'improvvisa illuminazione o come se si fosse appena risvegliato ed esclama "sì, cazzo, abbiamo degli obiettivi, abbiamo dei bersagli, dobbiamo farcela tutti e due, dai!", annuisco sorridendo come un ebete e lo caccio fuori per pisciare.
A questo punto il mio equilibrio è molto precario e l'annebbiamento della mia mente è simile ad una mattinata invernale milanese. Forse sono stato nel cesso a guardarmi allo specchio per un quarto d'ora o solo per cinque minuti, o mi sono perso magicamente nella casa guardando una bottiglia di candeggina e immaginando di scolarmela per fare la fine di un tizio che conoscevo, fatto sta che quando esco sembra che siano tutti scomparsi: nel capanno ci sono solo stefano e rebecca che limonano sdraiati a terra, con lui sopra.
Non voglio disturbarli, perciò cerco di riflettere, "dove cazzo possono essere andati tutti? Nel giardino non c'è nessuno, dalla casa sono appena uscito...merda. Sono andati via. Senza dire un cazzo. Bastardi infami puttane, senza dire nulla. Senza salutare. Come cazzo è possibile?". Comincio a bestemmiare in tutte le lingue, TUTTE, anche quelle che non conosco, mi ricordo perfettamente il pensiero dopo aver finito le bestemmie in italiano e in inglese: "ora bestemmio in aramaico: ALLAH SHTAZAR! ALLAH SCHAR!".
01/11/12
La droga sociale.
Pare che drogarsi sia diventato giusto e lecito in praticamente tutti gli ambienti, dai borghesi ai fighetti, dagli universitari ai politici, dai comunisti ai fascisti, dai cattolici ai musulmani, dagli atei agli agnostici, ma ad un'unica condizione: bisogna farlo in compagnia, divertendosi.
Dal favoritissimo alcol allo speed, dal crack alla coca, passando per gli allucinogeni, le pasticche, l'MDMA ed i funghetti, tutte devono essere utilizzate non per l'effetto in sè, ma per stare in allegria fra amici, per conoscere nuova gente, mai che 'sta roba sia utilizzata a fini introspettivi. Orrore al solo nominarne la possibilità.
- Sono stato a farmi un paio di canne a casa.
- Cazzo, sei un drogato!
- Dai, ho portato una venti euro di fumo e ora ce la spippiamo!
- Sei un idolo. - Spettacolo! - Scopaci con le orecchie!
(Per la masturbazione è il contrario.)
Anche per i divertimenti ci sono delle regole. La droga deve servire.
Bevo per essere meno timido, meno introverso. Fumo erba perchè voglio essere parte di voi; i funghetti devo provarli almeno una volta nella vita e poi stiamo insieme tutti in trip prima di schiantarci sul letto (mezz'ora).
Inconcepibile che sia fine a se stesso, il drogarsi.
E' la più nuova forma di ipocrisia, che deve allargarsi, perchè non si può più evitare di dire "eh, ma la droga non fa malissimo e io giusto ogni tanto, quando sto in compagnia", ma qualcosa da dire per essere integerrimi anche in quest'ambito deve esserci sempre. Ora sei integerrimo se va benissimo drogarsi, e finalmente siamo tutti d'accordo, ma solo in gruppo.
- Ho bevuto quattro birre a casa.
- Cazzo, sei un ubriacone!
- Sono alla quindicesima ragazzi!
- Idolo! - L'anima della festa! - Balla sul tavolo! - Scopaci con le ciglia!
Ci sono momenti sì e momenti no.
Ma non disperiamo. Già prevedo un nuovo trend che sarà "è ok sballarsi in privato, ma solo se c'è un buon motivo".
- Ho bevuto una bottiglia di vino da solo.
- Sei proprio triste.
- Ho bevuto una bottiglia di vino da solo perchè la mia ragazza mi ha lasciato/perchè sono depresso/perchè mio nonno è in coma.
- Cavolo, mi dispiace, continua pure.
Certo che puoi essere diverso, ma non troppo.
Non ti allontanare, ché perdi la strada.
Casa tua è sempre casa tua.
E noi siamo i tuoi amici.
01/10/12
Jack e i meandri dei 21 anni.
Esattamente in quel momento nacque tutta la psichedelia a cui dobbiamo i pink floyd e relativi.
13/01/12
Il programma della serata: "se tutto va bene dovremmo morire".
Giorno prima della serata:
finisco l'ultimo esame del semestre, faccio un po' di spesa per la serata: quattro bottiglie di vino scadente, cerco la particolare marca di vodka con qualche frutto richiesta da paolo, ma non la trovo, perciò prendo la prima cosa che trovo, una bottiglia di whiskey e della coca cola. Io e pietro raggiungiamo giulio per farci consegnare ben due bustine di erba, gentile concessione (neanche tanto perchè l'abbiamo pagata) del suo coinquilino, che saranno una sorpresa per le ragazze, ma sopratutto per fabrizia.
Giorno della serata:
Io e giulio raccattiamo paolo alla stazione, mentre il povero pietro stà studiando per l'esame che ha fra qualche giorno, e lo aggiorniamo sulle ultime vicende e sull'organizzazione della serata: fabrizia, daniela, claudia, marianna (da non contare poichè cozza e fidanzata), giorgia e infine caterina (ragazza di giulio).
- fai come se fossi a casa tua! - dico a paolo, detto "l'esterno", appena oltrepassiamo la porta di casa. e lui mi prende in parola, si butta sul divano - grazie fabietto. - e si accende una sigaretta con aria noncurante.
Ma gli vogliamo bene lo stesso.
Torneo di fifa per stemperare la tensione, qualche bestemmia, la prima bottiglia di vino si apre, il torneo lo vince pietro rinvenuto magicamente dai libri di ingegneria e per punizione decidiamo di insultarlo platealmente durante la serata e gli auguriamo di non trombare nessuna delle tizie che abbiamo invitato apposta per questo scopo (ma loro non lo sanno).
Intanto paolo scarica a giulio la fatica di rullare tre canne, preoccupandosi unicamente di fare il tifo da dietro le sue spalle: - vai vai, no, no, togli un po' di tabacco, tieni il filtro bello stretto, vai vai lecca su su dai ok bravo. - Per sua fortuna l'altro è così concentrato da non potersi muovere e trucidarlo all'istante e io colgo i suoi pensieri dallo sguardo e dico - non si disturba chi lavora, cazzo! -; attendiamo pazientemente che il processo sia finito e ci poggiamo tutti sul balcone e cominciamo a fumare la prima, quando daniela fa il suo ingresso in casa, con le sue grosse tette a distrarci un po' e noi la invitiamo a cominciare a bere, ma preferisce aspettare le amiche "che saranno qui a momenti" sostiene.
Paolo si avvicina allo zaino, mette una mano dentro ed estrae con fatica - un gioco fenomenale per bere, ragazzi, ci sfondiamo e dopo le sfondiamo! - dice, felice del simpatico gioco di parole, che però non fa ridere nessuno.
Il gioco è questo:
finisco l'ultimo esame del semestre, faccio un po' di spesa per la serata: quattro bottiglie di vino scadente, cerco la particolare marca di vodka con qualche frutto richiesta da paolo, ma non la trovo, perciò prendo la prima cosa che trovo, una bottiglia di whiskey e della coca cola. Io e pietro raggiungiamo giulio per farci consegnare ben due bustine di erba, gentile concessione (neanche tanto perchè l'abbiamo pagata) del suo coinquilino, che saranno una sorpresa per le ragazze, ma sopratutto per fabrizia.
Giorno della serata:
Io e giulio raccattiamo paolo alla stazione, mentre il povero pietro stà studiando per l'esame che ha fra qualche giorno, e lo aggiorniamo sulle ultime vicende e sull'organizzazione della serata: fabrizia, daniela, claudia, marianna (da non contare poichè cozza e fidanzata), giorgia e infine caterina (ragazza di giulio).
- fai come se fossi a casa tua! - dico a paolo, detto "l'esterno", appena oltrepassiamo la porta di casa. e lui mi prende in parola, si butta sul divano - grazie fabietto. - e si accende una sigaretta con aria noncurante.
Ma gli vogliamo bene lo stesso.
Torneo di fifa per stemperare la tensione, qualche bestemmia, la prima bottiglia di vino si apre, il torneo lo vince pietro rinvenuto magicamente dai libri di ingegneria e per punizione decidiamo di insultarlo platealmente durante la serata e gli auguriamo di non trombare nessuna delle tizie che abbiamo invitato apposta per questo scopo (ma loro non lo sanno).
Intanto paolo scarica a giulio la fatica di rullare tre canne, preoccupandosi unicamente di fare il tifo da dietro le sue spalle: - vai vai, no, no, togli un po' di tabacco, tieni il filtro bello stretto, vai vai lecca su su dai ok bravo. - Per sua fortuna l'altro è così concentrato da non potersi muovere e trucidarlo all'istante e io colgo i suoi pensieri dallo sguardo e dico - non si disturba chi lavora, cazzo! -; attendiamo pazientemente che il processo sia finito e ci poggiamo tutti sul balcone e cominciamo a fumare la prima, quando daniela fa il suo ingresso in casa, con le sue grosse tette a distrarci un po' e noi la invitiamo a cominciare a bere, ma preferisce aspettare le amiche "che saranno qui a momenti" sostiene.
Paolo si avvicina allo zaino, mette una mano dentro ed estrae con fatica - un gioco fenomenale per bere, ragazzi, ci sfondiamo e dopo le sfondiamo! - dice, felice del simpatico gioco di parole, che però non fa ridere nessuno.
Il gioco è questo:
Le altre ragazze arrivano verso le nove meno un quarto, tutte insieme, e entrano in casa con fare circospetto, fabrizia squadra subito le bottiglie sul tavolo e io e paolo ne approfittiamo per guardarle il culo, nulla di eclatante a quanto pare, mentre giulio accoglie calorosamente caterina, perciò nessuno li caga di striscio, pietro e daniela salutano le altre tre e le fanno accomodare su qualche sedia e sul divano e tutti quanti cominciano a blaterare, blaterare, blaterare.
Per fare la conoscenza di tutte in fretta, paolo comincia a versare bicchieri di vino ed a distribuirli, aprendo nel contempo le bevute con ludibrio della folla, e chiama a raccolta tutti per accendersi gli altri due cannoni e passarseli ridendo e scherzando; addirittura fabrizia si offre volontaria per rullare il complessivo rimanente di erba e paolo quasi la bacia per mostare il suo entusiasmo (scatta il feeling).
Tre ore dopo...
02/11/11
Leggende metropolitane che poi non sono mai vere.
Succede che in certi momenti hai una grande illuminazione nella tua vita e dopo esserti ubriacato ti metti a letto. Ora, quando mi metto a letto dopo aver bevuto come un procione nel deserto del gobi, già so che appena mi muovo un po' più bruscamente mi viene da vomitare, perciò devo stare fermo e tentare di dormire con lo stomaco che gorgoglia come una puttana a cui glielo infilano di forza in bocca e sperare di addormentarmi presto, ma, anche se riuscissi in questo primo intento, so bene che mi sveglierò durante la notte a sentire il mio cuore battere e a pensare di vomitare di nuovo. Che palle.
Allora la grande illuminazione è stata quella di alzarsi subito dal letto, affrontare la casa che oscillava come la virginian durante la tempesta e andare subito a vomitare, è durato poco, è stato tutto ok, sono tornato a letto e ho dormito come un angioletto.
Mi sa che sarà questa la tecnica per le prossime volte.
Come in ogni buon blog che si rispetti.
Le piccole leggende che circolano su di me sono di due tipi:
A) Sono un ubriacone del cazzo che stà sempre a bere e sono sempre ubriaco e non è possibile trovarmi sobrio.
B) Sono un fattone del cazzo che stà sempre a fumare e sono sempre strafatto e non è possibile trovarmi lucido.
Certo per la questione A sicuramente dò parecchi spunti: come tutti ho avuto un periodo in cui ho bevuto un po' più del dovuto e venivo beccato in giro per la città con un borghetti in mano, una vodka in tasca, uno strano miscuglio in una bottiglietta, una sambuca, una bottiglia d'acqua con dentro vodka e coca cola e cose del genere, sicuramente vino bianco e lambrusco non si risparmiavano ai tempi, la birra era d'ordine, etc. etc. Ma poi questo periodo finisce e si beve solo nelle grandi occasioni come le feste di compleanno, le feste qualsiasi, i capodanni e qualche altra piccola occasione in cui si può o è preferibile farlo.
Certa gente vive proprio nel passato. Mi fermano e appena dico "cazzo, a capodanno devo sfondarmi" subito partono in quarta con "eh, ma il tuo fegato come stà messo?" "eh, ma tu dovresti smettere di bere" "ma stai sempre a bere, cazzo", è finita ragazzi, state tranquilli che non vi frego più le birre, non mi importa più, l'ultimo rimasuglio di quei tempi è solo una tolleranza all'alcool di poco superiore alla norma, fine.
Che poi se eravate con me lì a bere, anche voi non dovevate essere completamente astemi.
Riguardo alla lettera B, la cosa è più strana perchè nessuno mi ha mai visto con una sigaretta in mano (non può proprio accadere), ma nonostante questo la voce che io sia un fattone di erba, solo perchè ti ho rullato cinque canne nel box, perchè quel mio lontano amico è un pusher e perchè quel tizio offre il fumo a tutti e una volta sono uscito con il suo gruppo, mi sembra esagerata. Anche perchè evito praticamente sempre di fumare in pubblico, e inoltre il mio stash è finito da un bel pezzo e il mio tempo da pusher è passato e non è mai nato.
Perciò capirete che mi sorprende se arrivo alla festa e uno sconosciuto, di cui so il nome e che ho visto solo una volta, mi prende da parte per offrirmi un cannone dicendo "ma solo tu fumi nel gruppo?" mentre affaccendato caccia tutto l'occorrente e poi ti trovi a parlare dei cazzi tuoi e del più e del meno e ad augurare buona fortuna al tizio dopo che ti offre anche la seconda canna gratis, mi sorprende e mi fa piacere sì, scroccare è sempre bello, ma è inaspettata come cosa.
Un tizio sconosciuto, ma che cazzo di voci girano su di me?
30/09/11
Bevo un cannone, fumo un caffè.
La parte più bella è quando vai a pisciare e ti accorgi di quanto sei ubriaco, è proprio paradisiaco, ma credo di averlo già detto.
La parte più tragica è togliersi le lenti a contatto, quando già non mi reggo in piedi, e tu pretendi che io mi tolga le lenti, ma come ti permetti? Eppure mi sono tolto le suddette in luoghi e orari indicibili, in momenti in cui faticavo a reggermi in piedi e in posti dove non sapevo neanche dove fosse il bagno e magari mi lavavo anche i denti, che è un'altra cosa innaturale: torno straubriaco e mi devo lavare i denti per consuetudine, no, no, non può esistere qualcosa del genere.
Ho voglia di bere un fracco, anche se sono già ubriaco, e sono barbuto parecchio, mi stanco a farmi la barba, ho pure i baffi oramai, forse domani, domani, domani ci potrei pensare, ma domani finalmente si dorme un po' di più e godiamoci la dormita.
E ho voglia di provare tutte le droghe esistenti dal 1543, proprio tutte, me le faccio tutte, non me ne frega nulla, tanto una volta passo di qua, se non provo niente non ha assolutamente senso, perciò tenetemi da parte l'adrenocromo e tutti gli altri acidi e una speedball giusto per gradire, me le frego una volta e poi passo avanti.
Cazzo, le mie gambe hanno appena avuto un orgasmo, è una strana sensazione, è proprio come se fossero venute, mai capitato? E' proprio strano, ecco di nuovo, ma più leggermente, sono proprio fuori di qua, ho furiosi orgasmi alle gambe.
Mi ricordo che c'erano serate in cui una mia amica spendeva cento dollari e passa in vodka red bull e io spendevo cinquanta dollari in jack 'n coke, che ordinavo con un certo stile: mi appoggiavo al bancone barcollante (io, non il bancone) e dicevo "gieccccc en coch" e il tizio "what?" e io "JECH EN COCHEEEEEEEEEEEE" e lui "yes" e in un minutino (mannò, di meno) mi preparava la sbobba e mi piazzava il ghiaccio nel drink e io in due minutini me lo finivo e mi buttavo mezzo morto sul divanetto e ridevo, ero felice ed ero contento e guardavi tutti gli altri che ridevano, erano felici ed erano contenti ed io ero felice, ridevo ed ero contento per loro, ed eravamo tutti felici, contenti e ridevamo e forse eravamo veramente felici e contenti e ridevamo di gusto, che periodo.
Quasi due anni fa.
25/09/11
She's too much.
E' questo il momento. Se andassi ora via dal pc sarebbe tutto mandato a puttane. E' questo il momento!
Lei è troppo.
Ma quante volte vedendo una troia qualsiasi pensate questo? Quante volte vedete una tizia che vi piace e vi sminuite fino a morire per il dislivello? La guardate e lei è lì, bella, gnocca, e voi le sbavate dietro, e lei se ne accorge, perchè le donne hanno questo sesto senso (pagato però con ampi sbalzi nel cervello), e vi snobba. Perchè la loro arte è snobbarvi, non vi cagano e non vi guardano, ed è inutile che tentate di imitare le sue mosse per far notare quanto siete uguali a poggiarvi le mani sulle coscie o sulla guancia sinistra perchè siete mezzi annoiati. E' inutile, loro lo capiscono e non vi calcolano, pensano solo che siete degli sfigati.
E voi di rimando pensate "lei è troppo per me".
Quale bassa, minima, sottoterra, autostima avete per pensare questo?
Che sensazione e pensiero avete di voi stessi quando vi guardate allo specchio per pensare "lei è troppo per me"? Troppo cosa? Non esiste assolutamente. Lei è come tutte le altre, non fatevi infinocchiare, è una comune mortale, troppo cosa?
Non c'è nulla di troppo. Non siate timidi. Avvicinatevi e parlate, non vi ucciderà (il cervello).
Troppo cosa? Respira come tutti, non è mica un alieno, anche se a volte lo pensate, è una donna, una ragazza come le altre.
Quale considerazione di merda avete del vostro ego?
Ipocriti, prima pensate di essere dei e poi pensate che non siete abbastanza per un'altra persona. Incoerenti del cazzo.
Ora tu vai là e le dici una stronzata, la prima che ti viene in mente, e cominci a parlarle e poi succede quel che succede (cit. puttana), cosa hai da perdere? NULLA.
Ma è una figura di merda, poi il mondo non mi guarderà più con gli stessi occhi!
E davvero te ne frega del mondo? (sì) Ma se dici sempre di no! Vigliacco, stupido coglione.
Ho detto di andare da lei, ti avvicini alla sua schiera di amiche e le dici virtualmente "lo so che sei una persona come milioni di altre, parliamo, tanto NON SEI TROPPO PER ME", virtualmente però; il discorso dev'essere qualcosa tipo "ciao, anche tu qui? che astuta coincidenza e bla bla bla bla bla bla al quadrato".
E credici un poco, smettila di sminuirti, che hai rotto le palle, non devi niente a NESSUNO, vai lì e falle vedere che sai gestirla, falle vedere che non hai paura di mostrarti per come non sei e che non hai vergogna per la disfatta imminente.
Io non ti temo, troia!
Credi di potercela fare? Io ho fiducia in te.
07/09/11
Da 32 mb a 1 gb.
intro: capitemi, il mio vecchio pc ha servito la patria per sette lunghi anni. Sette anni fa la scheda video che avevo era di 32 mb che vuol dire che non mi partiva neanche rome total war, a malapena max payne e il fifa dell'anno successivo neanche. Insomma non gioco da sette anni più o meno, causa ps2 rottasi troppo presto, e sono usciti giochi fenomenali. Ora DEVO recuperare TUTTO.
Non ci saranno sventolii di bacchette in questo post, come è chiaro.
Adrenaline kissed me in a gameeeeeeeeeeeeeeee
adrenaline you don't even feel the painnnnnnnnnn
wilder then your wildest dreammmmmmmmmmmm
etc. extremeeeeeeeeeeeeeeeeeeeee
it's etc. adrenalineeeee.
Praticamente la marijuana è un afrodisiaco. Io mi aspettavo di volare, vedere gigio berciotti, volare, avere un paio di allucinazioni e di sbrattare sul comodino arrancando tra pezzi di tabacco.
Non è così semplice.
Prima di tutto bisogna distinguere tra fumo e maria.
Ecco, il fumo mi stà sulle palle. Il fumo non puoi farlo in casa e quindi è chiaramente frutto della criminalità e già dare soldi a certa gente mi stà sul cazzo, ma poi sapere che la roba viene allungata con cera per le scarpe e altra merda e che il giorno dopo non riesco a respirare senza arrecare dolore alla cassa toracica non mi è di grande aiuto. Perciò via il fumo.
L'erba la puoi crescere comodamente in campagna, sul balcone di casa o ovunque tu ritenga opportuno, ti organizzi, ti leggi due stronzate su internet che dicono che NEL PLENILUNIO la pianta cresce velocemente in soli quindici giorni e te la puoi spippare subito subito.
E con l'erba stai sicuro che non sarà mai di merda nè allungata in qualche modo scrauso (anche se origano e rosmarino fanno la comparsa quando a comprare sono dei pivelli).
Ma in giro c'è troppa gente e io non sono un tipo che va nella piazza dei drogati e si rulla una canna e fuma (sì, sono anche quel tipo, ma leggermente di meno), preferisco fare tutto a casa mia. Perchè devo gestire tutto io, voglio tutto sotto controllo e sono un mezzo paranoico.
Anche perchè quando hai cento euro d'erba in tasca pensi che siano tutti poliziotti quelli intorno a te (e non la tua banca, come è di solito).
Poi se sei furbo prendi metà di questi cento euro e li vendi a cento euro e così fumi gratis tutto il resto. Tanto la gente non sa distinguere un grammo da mezzo grammo (nè io saprei farlo in effetti, ma questa è un'altra storia). Però io il pusher non posso proprio farlo perchè sono un ragazzo puntuale. Ed è improponibile che sia il pusher a dover aspettare i clienti anche per soli due minuti.
Dopo aver finito tutta questa roba penso che, sì, dopo aver fumato erba sto più tranzollo, ma non vedo chissà quali emozionanti cambiamenti, a parte il fatto che fumare mi rende ARRAPATO in una maniera incredibile e se fumo da solo la cosa è triste perchè voglio scopare, ma devo aspettare e comincio a mandare messaggi tipo "vieni a casa kate, dai cazzoooooooo".
Forse sarà colpa mia che ho dei piccoli/lievi problemi di respirazione e fumare non mi aiuta tanto, perciò ho smesso (ahahahahahahahhahahahahahahahahah) (smettetela di ridere, voci nella mia testa!) felicemente e mi sono dedicato PEDISSEQUAMENTE all'alcol (chiarisco subito che non mi ricordo cosa significhi pedissequamente) (apprezzate comunque il fatto che riesca a piazzare bene tutti i congiuntivi!).
L'alcol. La nostra storia cominciò tanto tempo fa,
Il bere è su un altro pianeta. Qui davvero perdi FOTTUTAMENTE il controllo e spari cazzate a vanvera e ti senti LEGGERO e FELICE che è una delle cose più belle al mondo e arrivato al punto di non ritorno continui a bere, bere, bere, bere, bere, bere, bere finchè cazzo sei nel paradiso più in alto.
Mi trovo sdraiato su un letto a muovere le mani come un coglione e a pensare che questa cosa sia la più figa del mondo, mentre al tempo stesso penso che se ora venisse qualcuno a guardarmi penserebbe che io sia un coglione ubriaco (l'ho già scritto questo fatto? non ricordo).
Mi trovo in un sacco a pelo a pensare che tutte le ragazze sono andate via, merda, ma c'è l'ultima rimasta che è un cesso scandaloso, ma mi vorrei scopare anche quella, solo che se mi alzo vomito l'anima di dieci persone.
Mi trovo a guidare in macchina imprudentemente, però va tutto liscio e non ci sono problemi e cazzo come guido bene.
Mi trovo a suonare e a cantare canzoni sbagliando qualche accordo, ma con una vivida passione e senza nessuna vergogna e nessuna preoccupazione.
Mi trovo a dire stronzate senza senso e a ridere e a pestare i piedi a chiunque, ma penso che comunque non faccio male a nessuno perchè sono leggerissimo cavolo, sto quasi fluttuando.
Mi trovo a scopare da ubriaco e mi sbucano gli occhi dal cazzo e ci vedo da lì e il giorno dopo non mi ricordo un cazzo e magari era tutto un sogno.
Mi trovo ferite inspiegabili e lividi in parti del corpo che non hanno contatto con il mondo esterno.
Mi trovo i racconti degli amici che mi dicono cosa cazzo ho combinato e perchè ero quasi vicino al buttarmi dal terrazzo mentre tentavo di prendere un accendino.
Mi trovo a baciare una ragazza che ho conosciuto da circa tre secondi e questa subito mi chiama puttaniere senza un preciso motivo.
L'alcol è più avanti del fumare cannabis e derivati, per me non ci sono cazzi, stai peggio dopo, ma cavolo se ne vale la pena, passare la notte insonne a pensare "non bevo più, mai più cazzo" (è successo solo una volta) o a pensare mille metodi per vomitare senza sporcare nulla (ora prendo quella busta là e ci vomito dentro, ora mi alzo corro al cesso e vomito, apro la finestra e vomito) o a tentare di non vomitare stando immobile nel letto mentre il cuore mi batte a 7/8 e lo stomaco urla "VOMITOOOOOOOOOO IS COMINGGGGGGGGGGG" mentre sento un cazzo di freddo. eppure siamo in estate.
L'alcol è legale, ti ubriachi un po' dove vuoi ed è tutto ok, certo, non fate come me, non prendete la macchina (mai fatto!), anche se a quanto pare dalle notizie il guidatore non muore mai, qualcuno dovrà spiegarmi questa roba, non fate a botte con chi ha un coltello o una pistola e filerà tutto liscio.
E poi con l'alcol è impossibile subire un buco in testa, non ti possono mica dare corteccia d'albero e non te lo possono mica mischiare con la merda.
La cosa più curiosa di tutto il post è che oggi non ho bevuto.
Credi di non essere bloccato invano!
14/07/11
Ci vorrebbe un continente per rimettermi in sesto.
Dopo esserci sistemati in casa e aver apprezzato un po' di mare, compresa una bella puntura di vespa per me e un incontro ravvicinato del terzo tipo con qualche medusa per le ragazze, vediamo cosa cazzo combinare la sera. Forti degli agganci che jenna ha nella città riusciamo subito a sapere che il giorno dopo il caro vittorio compirà diciotto anni, evviva! evviva! Ora, dico io, figurarsi se si può festeggiare un sacrosanto diciottesimo senza mettere a disposizione la casa in campagna, un milione di alcolici e musica techno-dubstep. Non può esistere, giammai.
Perciò la sera seguente siamo di fronte al pub di punta del paese che mena fuori musica da yoga, seduti su una panchina, e aspettiamo di trovare qualche buon'anima che dia un passaggio a queste tre persone. Chiamiamo a vari numeri di conoscenti paesani, al dj (che per ovvi motivi deve essere lì prima di tutti), a gente che a) non aveva la macchina b) veniva più tardi c) mi sto facendo una sega con un dildo su per il culo, prego non disturbare grazie. E non ci accorgiamo che a soli trenta metri di distanza si radunano un po' di auto, della gente scende e parla e cazzeggia, chi sorseggia una coca, chi arriva in motorino sgommando. Non ce ne accorgiamo, infatti qualcuno ce lo dice via telefono e ci aggreghiamo alla cricca sperando in un passaggio che venga dal cielo.
Dal cielo è sicuramente caduto qualcosa di più grosso, ed è celeste, di cui evito descrizioni e lascio parlare un'immagine:
In dimensione originale avrei sformato lo schermo.
La vichinga bionda in questione ci butta in una macchina con una coppia di fidanzati e si parte risoluti all'avventura senza neanche presentarci come vuole il buon costume. Non ci sarebbero stati neanche scambi di parole tra i sedili posteriori e anteriori se non ci fosse stata l'interruzione della ragazza che urla sopra la musica dei black eyed peas "vi piace la musica napoletana?", al che personalmente rabbrividisco mentre kate sviene e jenna azzarda un "diciamo che non è il nostro genere." "va bene! fabri fibra?" "perfetto.". Perciò dopo una discussione sugli uomini che ragionano col cazzo e dopo un'attesa sotto casa della madre del festeggiato, che deve guidare questa bella fila di macchine e motorini (furbi, furbissimi) per una strada impervia, ci avviamo e arriviamo dopo circa un quarto d'ora. Prima di fiondarci nel vivo della festa abbiamo l'accuratezza di domandare il passaggio per il ritorno alla stessa coppia dell'andata: "certo, nessun problema". Sembra troppo facile.
Il posto è illuminato da qualche lucetta e da qualche candela piazzata per terra, ci sono due tavoli fuori, in quello che si potrebbe chiamare un porticato, con sopra piatti, bicchieri, tovaglioli, pizza, insalata di riso, anguria e qualche bevanda analcolica. Sotto il porticato c'è un tavolino con il pc del deejay e vicino a questo due casse che sparano bassi come un americano durante la guerra del golfo, da qui si può entrare nella casa, la parte visibile al pubblico è la cucina, con un frigo ed un cesso sulla destra, qualche sedia e tanti superalcolici tra cui distinguo rum, pampero, whiskey, vodka, borghetti, un qualche tipo di amaro, sangria e spumante. Ci sono anche due vaschette con del ghiaccio piazzate per terra che contengono coca cola e qualche crest, mentre nel frigo c'è l'amata super tennent's. La madre del festeggiato cerca di organizzare tutto, piazzando una o due torte in frigo e rimproverando il figlio per essere già ubriaco. E' il suo compleanno signora, suvvia! In effetti barcolla parecchio. Durante questi preparativi prendiamo confidenza con il posto, la parte coperta del porticato è aperta su entrambi i lati e dalla parte opposta all'entrata c'è uno spazio con della terra e tre sedie e poi un capannone con vari mattoncini/piastrelle buttati qua e là, posto ideale per pisciare, si vede.
Appunto jenna e kate cominciano a parlare con la vichinga e le sue amiche tra cui distinguiamo valentina, una cattiva pseudopunk bionda cattiva (ripetiamolo) con un po' di piercing qua e là, bionda, cattiva tossica, con le vans ai piedi ed esperta rullatrice di canne; mary vicky, una semilesbobisex con capelli corti e neri (quel che mi ricordo) a cui jenna vorrebbe succhiare i capezzoli e altre tizie di cui non ho mai saputo e/o non ricordo i nominativi.
Essendoci imbucati alla festa per l'ovvio motivo di fumare et bere (più un altro motivo che sarà in seguito svelato) chiediamo informazioni sul fumo e le altre girls ci fanno segno di aspettare che la madre del festeggiato vada via per dare inizio alle danze. Tale madre capisce che la situazione sarà al limite del collasso e preferisce fare subito le foto con la torta, saggia decisione. Poi scompare nel nulla.
Concedendo che all'ultimo party serio ero finito così.
Senza neanche la necessità di notare che le super tennent's sono finite dopo che tra me e kate ne abbiamo finite tre e che il tentativo di finire una crest si rivela impossibile perchè LA CREST E' MERDA CON IL LUPPOLO, jenna ha già preso una cinque euro di fumo che basterà per due semplici joint, ma non vogliamo finire tutto subito, perciò comincio ad abbuffarmi di cibo per reggere la botta successiva che arriverà allo stomaco (e sopratutto perchè dopo due giorni di vacanza i soldi scarseggiavano già, come capirete successivamente) e dopo che la pancia mi grida "STOP!" vado a bere per far scendere il malloppo, evitando accuratamente tre-quattro ragazzi, più una ragazza, che pogano/ballano muovendo i piedi, in una maniera che definire blasfema è dir poco, (e io ballo male, e solo da ubriaco comunque) al ritmo (ritmo? ahahahahahahahah) della musica e mi porto dietro anche kate e cominciamo con rum e cola per poi passare ad un bel bicchierone di borghetti (mio ex acerrimo nemico) e uno ancora più grande di sangria. Intanto una punk con i dread si infila nell'unica camera, da letto, accessibile dalla cucina e caccia un bong enorme più una buona quantità di fumo, la gente si affolla nella stanza e noi visto che siamo dei semplici imbucati del cazzo rimaniamo fuori appiccicati alle bottiglie e sentiamo gente che urla e sbraita, ogni tanto la porta si apre, esce qualcuno, entra qualcun'altro. Noi usciamo fuori, ci facciamo rollare una canna, ne scrocchiamo un paio, parliamo con qualche tizia, qualche tizio, intanto jenna prova l'ebbrezza di una molestia di gruppo e si rifugia in bagno, poi esce viene e racconta che "cazzo mi hanno circondata mi toccavano il culo è stato bruttissimo blabla blabla rara bla bla" e comincia a fumare anche lei e la festa continua così, intanto in cucina il pavimento è diventato uno sfacelo di quelli orrendi, tutto bagnato, pedate, merda, schifo, bicchieri per terra, vetri rotti, qualcuno apre il freezer prende una manata di torta e se la mangia, c'è chi sviene sul letto, chi si sente male, chi traballa, chi zoppica, chi tenta di toccare culi, chi ha la camicia inondata di sangria.
Le ragazze vogliono ballare e allora devo stare lì vicino, perchè, sebbene di jenna fottesega, devo proteggere kate dagli altri maschi gamma e quindi mi metto a ballare con lei, che poi avrei potuto tranquillamente fare come i cani che pisciano attorno alla loro proprietà, ma magari mandavo in corto la ciabatta che collegava le casse alla corrente. Quando è sazia di ballare torno dentro e mi complimento col festeggiato per la festa, tanto già non capisce un cazzo, intanto prendo un cicchetto di vodka e andiamo a fumare l'altra canna, ma quella pirla di jenna essendo già ubriaca fradicia ha perso il fumo, lo cerchiamo vicino ad una staccionata dove le ragazze hanno appoggiato le borse, nella borsa, per terra, non c'è luce, non si vede un cazzo, e insomma l'abbiamo perso e nel mentre della constatazione jenna si mette in ginocchio a sboccare e noi le portiamo qualche tovagliolo e ok resta lì e sti cazzi. Intanto io e kate, come diabolik ed eva o bonnie e clyde o come i tizi di natural born killers, preleviamo nel mezzo del casino della roba da portare a casa e rubiamo nell'ordine: tovaglioli e piatti (quasi finiti a casa), una bottiglia vergine di vodka, una bottiglia di borghetti, dei bicchieri e una bottiglia d'acqua; appoggiamo tutta questa roba vicino alla staccionata dove ci sono le borse, dopo vedremo cosa fare, intanto jenna si riprende, io e kate scrocchiamo una canna e ci mettiamo a fumare per cazzi nostri ammirando il panorama di stelle notturno.
La nostra coppia di accompagnatori, che era l'unica sobria tra l'altro, decide di levarsi dai coglioni e ci lascia appiedati e allora cerchiamo un altro passaggio e tra una canna e l'altra la suddetta mary vicky con il ragazzo (?), o forse era solo un amico, dice che sarà lei a guidarci through the night, io pattuisco invece che a guidare sia il ragazzo, che sembra nettamente più lucido di tutti, mentre mary aveva fumato troppo per i miei gusti da guidatore sbronzo, intanto compatisco quei poveri froci in motorino che dovranno tornare chissà come e in che condizioni (purtroppo a fine serata non morirà nessuno in un brutale incidente schiantandosi contro il guardrail).
A risolvere la situazione di stallo (cioè fine del fumo e fine della voglia di bere) arriva la mamma di vittorio (il festeggiato) che scatena un panico di cortesia del tipo "via via la mamma di vittorio!" con gente che fa finta di fuggire correndo per due passi, rendendosi conto che non ha senso scappare e ricordandosi che la madre di vittorio si fa le canne peggio di tutti noi messi insieme; allora mentre jenna si allontana per verificare la dotazione di un tizio con la maglia della duff, io e kate vediamo di sistemare la roba rubata nella borsa, ma prima io entro in cucina e trovo dei santi ragazzi, tra cui il festeggiato, che cercano di pulire il casino; dò anche un mano a buttare un paio di bicchieri e con la scusa che devo pulire fuori mi frego un intero rotolo di scottex (che anche serviva a casa), esco fuori e cominciamo ad infilare le bottiglie e le altre cose nella borse, una bottiglia d'acqua in mano e la bottiglia di borghetti finisce nei pantaloni, perfetti per questo scopo come può dimostrare una precedente esperienza keglevicchana:
La nostra coppia di accompagnatori, che era l'unica sobria tra l'altro, decide di levarsi dai coglioni e ci lascia appiedati e allora cerchiamo un altro passaggio e tra una canna e l'altra la suddetta mary vicky con il ragazzo (?), o forse era solo un amico, dice che sarà lei a guidarci through the night, io pattuisco invece che a guidare sia il ragazzo, che sembra nettamente più lucido di tutti, mentre mary aveva fumato troppo per i miei gusti da guidatore sbronzo, intanto compatisco quei poveri froci in motorino che dovranno tornare chissà come e in che condizioni (purtroppo a fine serata non morirà nessuno in un brutale incidente schiantandosi contro il guardrail).
A risolvere la situazione di stallo (cioè fine del fumo e fine della voglia di bere) arriva la mamma di vittorio (il festeggiato) che scatena un panico di cortesia del tipo "via via la mamma di vittorio!" con gente che fa finta di fuggire correndo per due passi, rendendosi conto che non ha senso scappare e ricordandosi che la madre di vittorio si fa le canne peggio di tutti noi messi insieme; allora mentre jenna si allontana per verificare la dotazione di un tizio con la maglia della duff, io e kate vediamo di sistemare la roba rubata nella borsa, ma prima io entro in cucina e trovo dei santi ragazzi, tra cui il festeggiato, che cercano di pulire il casino; dò anche un mano a buttare un paio di bicchieri e con la scusa che devo pulire fuori mi frego un intero rotolo di scottex (che anche serviva a casa), esco fuori e cominciamo ad infilare le bottiglie e le altre cose nella borse, una bottiglia d'acqua in mano e la bottiglia di borghetti finisce nei pantaloni, perfetti per questo scopo come può dimostrare una precedente esperienza keglevicchana:
A portata di mano.
E usciamo cercando di non dare nell'occhio (ahahahahaha), riuscendoci anche. Arriviamo alla macchina del tizio che ci stà già aspettando e piazziamo borse e bottiglie dietro, andiamo a recuperare jenna che oramai passata a miglior mente sbraita "ce l'aveva lungo era enorme bla bla bla" e partiamo.
Evitando dettagli sul viaggio caratterizzato da uno scambio pedissequo di baci tra jenna e mary vicky, ci facciamo buttare direttamente sotto casa per salire e poggiare la refurtiva sostenendo che "certo, torniamo subito e poi continuiamo l'uscita". Ahahahahahah. Infatti dopo aver sconfitto un paio di insetti enormi che si annidavano in casa, scendiamo e ci avviamo esattamente dalla parte opposta, sul lungomare, incontrando per pura casualità alex e giuseppe (nomi fittizi) e con una crest uscita casualmente dalla borsa di kate ci avviamo verso la spiaggia per sederci un po', scoprendo che jenna vuole scoparsi alex e lui, fidanzato, ricambia. Perciò, dopo un quarto d'ora di cazzeggio, giuseppe si fa da parte andandosene in culonia e anche io e kate preferiamo farci dare le chiavi e andare a casa a fare i cazzi nostri.
Dopo un'oretta veniamo raggiunti da jenna che ci racconta i dettagli della scopata in spiaggia, al che rispondiamo all'unisono "ma vaffanculo".
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