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12/12/18
2020.
Là dove tutto è cominciato, là dove tutto finirà.
Questo è il post numero 300 da quando ho cominciato questo blog.
Il giorno e l'ora di questo post a te non diranno nulla, perché non ricordi.
Eppure a quell'ora è cominciato tutto e a quest'ora di nuovo dobbiamo ripartire.
Il blog va in stand-by, o muore con me, perché devo morire e risorgere un'altra volta.
Specialmente perché il me del 2020 dev'essere una persona differente e mi serve molto tempo per diventarla.
E quando si muore, ci si lascia tutto alle spalle. Il tempo non esiste più e, di sicuro, il passato non esiste più. Torno nel mio eterno presente.
E' stato molto bello, eppure è finito.
Tutto finito.
E solo io so quanto mi avete rotto i coglioni e quanta merda ho dovuto ingoiare per qualche attimo di felicità, vedendo tutto il mio lavoro che principalmente va a favore di stronzi subumani.
Vedere il mio vomito e i miei incubi dissacrati perché non valgo nulla.
E ne sono conscio, di non valere nulla.
Né perderò tempo a lamentarmi come tutti vuoi. Non c'è più tempo.
Arriverà il nostro momento.
Arriverà.
Ora è il momento di separarci, my friend.
E' sempre stata una missione suicida, dall'inizio.
Penultima riga.
Ultima immagine.
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Eureka,
My future's neat,
Nobel per la pazienza,
Porco Io
10/05/16
Sento il bisogno di scrivere, ma ho ben poco da dire, perciò saluto Joyce prima di andare a dormire.
Volevo scrivere un post su una ragazza, ma dopo i primi righi, che sono questi,
"Tu fumi male,", mi diceva Judy, "quando aspiri si sente il rumore dell'aria e invece devi mettere le labbra cosi' e non si deve sentire nessun rumore. E poi fai sempre tiri piccoli, tira di piu'!"
E Judy aveva ragione e ancora oggi quando fumo so benissimo di star facendo tiri piccoli per un qualsiasi fumatore normale, saranno i miei polmoni che non sono mai stati favorevoli.
Ho deciso che non avevo voglia di continuare e tessere le lodi di delirio e distruzione che accompagnano Judy. E allora mi sono detto: entriamo nei meandri della mia mente scrivendo il piu' velocemente possibile senza pensare a nulla, cosi' vediamo cosa esce fuori. Sai, Judy, qualche tempo fa ho visto una tua foto ed era la prima, dopo tanto tempo, in cui non mi piacevi e ho pensato di essere guarito, ma in verità, come dice Leonard Cohen, non c'è una cura per l'amore (there ain't no cure for love, sentitela). Poi è comunque tornato tutto normale. Ora, io ho a che fare con gente che ha finti hobby di merda e nulla di nulla da dire tanto che mi sto squagliando. Devo ancora capire in quali circoli infilarmi e come o quanta droga mi serve per rimpiazzare le relazioni sociali, non molta, vi assicuro. Vi assicuro che quando resto a casa so bene che voi pensate che io sia triste e scontento, ma in verità sono molto felice di stare lontano da tutti, ho tutto quello che mi serve, mi guardo allo specchio e sono felice, per il resto c'è la droga, a volte riesco anche a scrivere, dovrei tornare a scrivere su carta, ho ben due agende/taccuini per questo scopo, eppure. Si', mi sembra una grande idea, musica, agenda, penna e un parco. Le prossime mattine del weekend sono risolte.
Hello, se non sbaglio giovedi' si torna a casa o comunque uno di questi giorni. Well, welcome back, we all missed you ed io sono solito usare pluralia maiestatis. Senti come casa qualsiasi posto in cui ti poggi, anche per tre o quattro mesi? E nel prossimo posto ti sentirai a casa? Fammi sapere.
Io mi sento a casa, e questo l'avevo già scritto. Mi curo eccezionalmente nel fisico, e sto anche cercando di curare la mente e migliorare piano piano, come piace a noi. (discorsi fatti e rifatti mille volte in cui io mi mantengo sempre vago e nessuno capisce mai un cazzo, ma fidatevi, vi dico, e basta.)
E' uscito il nuovo album dei radiohead, ascoltatelo, io devo ancora maturare un giudizio, sono troppo impegnato a pensare alle ragazze che vedo e alla loro memoria da pesce rosso e ai loro incredibili hobby come ballare fare shopping viaggiare ascoltare musica di merda essere brutte e comunque pensare che tutti se le vogliano scopare, minchia, ma se becchi uno che ti vuole scopare e hai quella faccia, fagli una statua prima di dargliela. E poi non mi fate bestemmiare, 'ste foto con il naso e le orecchie e la bocca da cane fanno cagare calcestruzzo, sono proprio una merda apocalittica e io pensavo che la duckface fosse insuperabile. Cioè, seriamente voi ragazze vi immaginate un ragazzo che guarda la vostra foto con 'sta bocca a culo di gallina e pensa "CHE FIGA ASSURDA, VORREI FIOCINARLA!", no, manco per il cazzo. E, se aspirate ad uno con un qi del genere, vi auguro le cavallette e le cimici nel materasso, porca troia. Comunque c'è tutto un problema di comunicazione e quando devo parlare con una che non ha NULLA da dire mi cadono i coglioni e preferisco parlare al muro o suonare questa chitarra di merda che è costata solo 37 euro ed è irreparabile, eppure è già meglio di nulla, ma non posso presentarmi in un parco a suonarla, figurati non ho neanche la custodia e qui piove da un momento all'altro, anche solo cinque minuti, giusto per dare fastidio, forte. Comunque ti penso sempre, lo sai? Lo sai. Capisci, non posso ricoprirti di attenzioni, per quello hai i mi piace su facebook e le settantacinque persone che ti fanno la corte, io sono al di fuori, guarda ti racconto una storia simpatica al riguardo: una volta mi sono scopato una figa pazzesca e questa il giorno dopo ha messo una sua foto su facebook, nulla di che, era lei, la sua bellissima faccia, non si vedeva neanche una mezza scollatura, era inverno, eppure sono piovuti like e ce n'erano centinaia e vuoi sapere quale mancava? Il mio. Devi sapere dove guardare e dove NON guardare, cosi' puoi capire come funzionano le cose. Kid, kid, kid, kid, kid, kid, kid, kid, kid, kid, my kid, kid, kid, ho qui con me una cosa di qualità che devo condividere (ah, ma ti ricordi tutta la diatriba su questo verbo? Ecco una comoda autocitazione per chi ha voglia di leggere qualcosa di due anni fa.) e abbiamo tre opzioni: o sale Veronica (al 99% lei non legge il blog, ciao Veronica.) o sale Sue (ma sai perché Sue? Ora lo sai.) o la condivido con l'unica altra persona degna che è sicuramente qui. ME STESSO.
Comunque è (era) uno di quei giorni brutti (per me belli) in cui mi alzo la mattina e mi stanno sul cazzo tutte le persone e non voglio sentire nessuno, ma nessuno nessuno nessuno e la cosa tragica è che non c'è nulla da fumare e qua o rimediamo in fretta o divento una brava persona, non mi fate compiere scelte di cui possa pentirmi in futuro, perché in passato ne ho fatte svariate.
Piuttosto, vediti Control. E' il film su Ian Curtis, e se non sai chi è, veramente, fuori dai coglioni. Eccezionale. La sua camera è piena di poster di Bowie, Lou Reed e Iggy Pop (sentitevi il suo ultimo album) e c'è Panic In Detroit di sottofondo in una delle prime scene, poi lui scrive canzoni e poesie e gli sta sul cazzo la gente e va ad un concerto di Bowie e poi a sentire i Sex Pistols. E ricordiamo, saprete benissimo, che si suicida ascoltando l'album The Idiot di Iggy Pop. Era una descrizione breve per dire che Ian mi somiglia molto e poi la chicca è che cita a memoria una poesia di Wordsworth e indovina quale?
My Heart Leaps Up
My heart leaps up when I behold
A rainbow in the sky:
So was it when my life began;
So is it now I am a man;
So be it when I shall grow old,
Or let me die!
The Child is the father of the Man;
And I could wish my days to be
Bound each to each by natural piety.
"Tu fumi male,", mi diceva Judy, "quando aspiri si sente il rumore dell'aria e invece devi mettere le labbra cosi' e non si deve sentire nessun rumore. E poi fai sempre tiri piccoli, tira di piu'!"
E Judy aveva ragione e ancora oggi quando fumo so benissimo di star facendo tiri piccoli per un qualsiasi fumatore normale, saranno i miei polmoni che non sono mai stati favorevoli.
Ho deciso che non avevo voglia di continuare e tessere le lodi di delirio e distruzione che accompagnano Judy. E allora mi sono detto: entriamo nei meandri della mia mente scrivendo il piu' velocemente possibile senza pensare a nulla, cosi' vediamo cosa esce fuori. Sai, Judy, qualche tempo fa ho visto una tua foto ed era la prima, dopo tanto tempo, in cui non mi piacevi e ho pensato di essere guarito, ma in verità, come dice Leonard Cohen, non c'è una cura per l'amore (there ain't no cure for love, sentitela). Poi è comunque tornato tutto normale. Ora, io ho a che fare con gente che ha finti hobby di merda e nulla di nulla da dire tanto che mi sto squagliando. Devo ancora capire in quali circoli infilarmi e come o quanta droga mi serve per rimpiazzare le relazioni sociali, non molta, vi assicuro. Vi assicuro che quando resto a casa so bene che voi pensate che io sia triste e scontento, ma in verità sono molto felice di stare lontano da tutti, ho tutto quello che mi serve, mi guardo allo specchio e sono felice, per il resto c'è la droga, a volte riesco anche a scrivere, dovrei tornare a scrivere su carta, ho ben due agende/taccuini per questo scopo, eppure. Si', mi sembra una grande idea, musica, agenda, penna e un parco. Le prossime mattine del weekend sono risolte.
Hello, se non sbaglio giovedi' si torna a casa o comunque uno di questi giorni. Well, welcome back, we all missed you ed io sono solito usare pluralia maiestatis. Senti come casa qualsiasi posto in cui ti poggi, anche per tre o quattro mesi? E nel prossimo posto ti sentirai a casa? Fammi sapere.
Io mi sento a casa, e questo l'avevo già scritto. Mi curo eccezionalmente nel fisico, e sto anche cercando di curare la mente e migliorare piano piano, come piace a noi. (discorsi fatti e rifatti mille volte in cui io mi mantengo sempre vago e nessuno capisce mai un cazzo, ma fidatevi, vi dico, e basta.)
E' uscito il nuovo album dei radiohead, ascoltatelo, io devo ancora maturare un giudizio, sono troppo impegnato a pensare alle ragazze che vedo e alla loro memoria da pesce rosso e ai loro incredibili hobby come ballare fare shopping viaggiare ascoltare musica di merda essere brutte e comunque pensare che tutti se le vogliano scopare, minchia, ma se becchi uno che ti vuole scopare e hai quella faccia, fagli una statua prima di dargliela. E poi non mi fate bestemmiare, 'ste foto con il naso e le orecchie e la bocca da cane fanno cagare calcestruzzo, sono proprio una merda apocalittica e io pensavo che la duckface fosse insuperabile. Cioè, seriamente voi ragazze vi immaginate un ragazzo che guarda la vostra foto con 'sta bocca a culo di gallina e pensa "CHE FIGA ASSURDA, VORREI FIOCINARLA!", no, manco per il cazzo. E, se aspirate ad uno con un qi del genere, vi auguro le cavallette e le cimici nel materasso, porca troia. Comunque c'è tutto un problema di comunicazione e quando devo parlare con una che non ha NULLA da dire mi cadono i coglioni e preferisco parlare al muro o suonare questa chitarra di merda che è costata solo 37 euro ed è irreparabile, eppure è già meglio di nulla, ma non posso presentarmi in un parco a suonarla, figurati non ho neanche la custodia e qui piove da un momento all'altro, anche solo cinque minuti, giusto per dare fastidio, forte. Comunque ti penso sempre, lo sai? Lo sai. Capisci, non posso ricoprirti di attenzioni, per quello hai i mi piace su facebook e le settantacinque persone che ti fanno la corte, io sono al di fuori, guarda ti racconto una storia simpatica al riguardo: una volta mi sono scopato una figa pazzesca e questa il giorno dopo ha messo una sua foto su facebook, nulla di che, era lei, la sua bellissima faccia, non si vedeva neanche una mezza scollatura, era inverno, eppure sono piovuti like e ce n'erano centinaia e vuoi sapere quale mancava? Il mio. Devi sapere dove guardare e dove NON guardare, cosi' puoi capire come funzionano le cose. Kid, kid, kid, kid, kid, kid, kid, kid, kid, kid, my kid, kid, kid, ho qui con me una cosa di qualità che devo condividere (ah, ma ti ricordi tutta la diatriba su questo verbo? Ecco una comoda autocitazione per chi ha voglia di leggere qualcosa di due anni fa.) e abbiamo tre opzioni: o sale Veronica (al 99% lei non legge il blog, ciao Veronica.) o sale Sue (ma sai perché Sue? Ora lo sai.) o la condivido con l'unica altra persona degna che è sicuramente qui. ME STESSO.
Comunque è (era) uno di quei giorni brutti (per me belli) in cui mi alzo la mattina e mi stanno sul cazzo tutte le persone e non voglio sentire nessuno, ma nessuno nessuno nessuno e la cosa tragica è che non c'è nulla da fumare e qua o rimediamo in fretta o divento una brava persona, non mi fate compiere scelte di cui possa pentirmi in futuro, perché in passato ne ho fatte svariate.
Piuttosto, vediti Control. E' il film su Ian Curtis, e se non sai chi è, veramente, fuori dai coglioni. Eccezionale. La sua camera è piena di poster di Bowie, Lou Reed e Iggy Pop (sentitevi il suo ultimo album) e c'è Panic In Detroit di sottofondo in una delle prime scene, poi lui scrive canzoni e poesie e gli sta sul cazzo la gente e va ad un concerto di Bowie e poi a sentire i Sex Pistols. E ricordiamo, saprete benissimo, che si suicida ascoltando l'album The Idiot di Iggy Pop. Era una descrizione breve per dire che Ian mi somiglia molto e poi la chicca è che cita a memoria una poesia di Wordsworth e indovina quale?
My Heart Leaps Up
My heart leaps up when I behold
A rainbow in the sky:
So was it when my life began;
So is it now I am a man;
So be it when I shall grow old,
Or let me die!
The Child is the father of the Man;
And I could wish my days to be
Bound each to each by natural piety.
03/01/15
Reverie.
I morti non parlano. A meno che non vengano resuscitati o contattati con una tavoletta ouja, ma, altrimenti, i morti non parlano. Così mi risulta, poi, se vogliamo cambiare le regole, fatemi sapere.
E i tempi non parlano e queste case non parlano.
Noi non siamo bop. Non viviamo negli anni cinquanta e il jazz non ci riempie le orecchie. Non conosciamo quasi nulla di jazz e per questo non abbiamo molto da parlare. Non siamo più quelli che si siedono attorno ad un cerchio inesistente, per terra o sui divani, e parlano di cosa pensano e di come la pensano. Noi stiamo attaccati al cellulare ad aspettare una scarica di endorfine quando abbiamo una notifica da una delle trenta applicazioni che abbiamo installato. Non sono più quei tempi, quei tempi sono morti, mi dice alene. Nulla ha molto più significato, dice, si condivide il letto, si dorme anche insieme, magari, ma non c'è gusto, non è una bella cosa se poi non c'è un minimo di connessione, se non puoi parlare con qualcuno senza alla fine dire nulla. Hai notato che la maggior parte di tutte le canzoni nuove sono veloci? Non abbiamo quelle canzoni lente lente cantate da negri degli anni trenta. E allora dove ci rifugiamo? Dove finiscono quelli come me e te?
E dove si nascondono, chiedo io, mentre sbatto via la cenere della canna che ho tra indice e medio con un tocco del pollice.
E dov'è finito il romanticismo? C'è mai stato davvero? Davvero qualcuno per la prima volta ha fatto l'amore in spiaggia e c'era musica di sottofondo ed erano tutti e due belli e sorridevano piano, lucenti, come se davvero il mondo attorno non esistesse?
Giuro, pensavo di sì, - rispondo - Varie volte è successo che mi sia stato domandato cos'ho fatto di romantico. Non mi ricordo cosa ho risposto. Non ho episodi da ricordare e mi sono chiesto perchè. Ho concluso che è il complesso. Io ho amato. Ho amato delle ragazze ed ho amato i loro difetti. Non c'era niente di più da fare e niente di meno. Sai che ho parlato di amore con elise? Le ho spiegato come la penso e abbiamo parlato delle nostre relazioni, ridendo e scherzando. Poi mi ha detto di avere amato una volta e i suoi occhi si sono velati per un attimo di malinconia. Non stavo per crederci. L'ho quasi toccata, ho quasi messo le mani su quel velo di superficialità che indossiamo tutti e l'ho sollevato per un momento. Un momento solo. E mi ha fatto capire che c'è qualcosa lì sotto. C'è qualcuno. Qui non ti sembra ci sia nessuno. Hai visto qualcuno piangere?
Nessuno, sibila a bassa voce la mia amica.
Non dico che bisogna essere delle robe trasparenti e mostrarsi a tutti, ma c'è la situazione opposta: non ci si apre con nessuno, siamo rimasti ad un livello base di comunicazione e di conseguenza pensiamo di essere circondati da stronzi idioti e magari è anche vero, ma non puoi saperlo finchè non scavi in profondità.
E come risolviamo questo problema? - pensa alene ad alta voce - Aspetta, non me lo dire. Dobbiamo fare noi il primo passo. Ma così? Gratis? E' rischioso, non saprei. Non so se è utile.
La scelta è tua. - dico - Se vuoi continuare così e questi rapporti ti piacciono così e non te ne frega veramente di conoscere qualcuno, continua, nessuno ti ferma. Ognuno ha i suoi desideri, i suoi scopi. Io voglio qualcosa di più e tutte queste chiacchiere inutili mi hanno rotto, sono diventate insopportabili come andare in un club qualsiasi e ballare ubriachi fino alla mattina. Non puoi farlo per sempre, ci vuole novità, ci vuole varietà, è la vita. Dobbiamo ricrearci spesso e smetterla di definirci o di dire "ecco, sono arrivato, ora mi fermo". Mi fermo un cazzo! - e rido e mi alzo in piedi come se dovessi fare un discorso importante, ma in verità ho finito quello che avevo da dire.
Anche la ragazza si alza, mi strappa la torcia dalle mani, la riaccende con un fiammifero, fa due tiri lunghissimi - fuma, ride e quasi urla - Io ho degli hobby! Io ho un milione di hobby e so come metterli in atto e mi sono organizzata con il tempo, io sono viva e questo momento è mio e solo mio!
Sorrido e ricado sul divano e alzo la musica e il brano è The Hunt di Dexter Gordon.
E per un attimo penso che il nirvana sia lì, a portata di mano, nella nostra felicità e nelle nostre risa e nei nostri discorsi da ventenni e nelle nostre gioie, idee e sogni, in noi che oscilliamo sulle punte dei piedi fingendo di essere pugili e di volerci picchiare, in noi che siamo al quarto album di fila ed ormai sono le cinque di mattina e la luce soffusa illumina il soggiorno e quasi potremmo addormentarci e abbiamo gli occhi pesanti, ma domani non ci sono incombenze, non ce ne saranno mai.
E i tempi non parlano e queste case non parlano.
Noi non siamo bop. Non viviamo negli anni cinquanta e il jazz non ci riempie le orecchie. Non conosciamo quasi nulla di jazz e per questo non abbiamo molto da parlare. Non siamo più quelli che si siedono attorno ad un cerchio inesistente, per terra o sui divani, e parlano di cosa pensano e di come la pensano. Noi stiamo attaccati al cellulare ad aspettare una scarica di endorfine quando abbiamo una notifica da una delle trenta applicazioni che abbiamo installato. Non sono più quei tempi, quei tempi sono morti, mi dice alene. Nulla ha molto più significato, dice, si condivide il letto, si dorme anche insieme, magari, ma non c'è gusto, non è una bella cosa se poi non c'è un minimo di connessione, se non puoi parlare con qualcuno senza alla fine dire nulla. Hai notato che la maggior parte di tutte le canzoni nuove sono veloci? Non abbiamo quelle canzoni lente lente cantate da negri degli anni trenta. E allora dove ci rifugiamo? Dove finiscono quelli come me e te?
E dove si nascondono, chiedo io, mentre sbatto via la cenere della canna che ho tra indice e medio con un tocco del pollice.
E dov'è finito il romanticismo? C'è mai stato davvero? Davvero qualcuno per la prima volta ha fatto l'amore in spiaggia e c'era musica di sottofondo ed erano tutti e due belli e sorridevano piano, lucenti, come se davvero il mondo attorno non esistesse?
Giuro, pensavo di sì, - rispondo - Varie volte è successo che mi sia stato domandato cos'ho fatto di romantico. Non mi ricordo cosa ho risposto. Non ho episodi da ricordare e mi sono chiesto perchè. Ho concluso che è il complesso. Io ho amato. Ho amato delle ragazze ed ho amato i loro difetti. Non c'era niente di più da fare e niente di meno. Sai che ho parlato di amore con elise? Le ho spiegato come la penso e abbiamo parlato delle nostre relazioni, ridendo e scherzando. Poi mi ha detto di avere amato una volta e i suoi occhi si sono velati per un attimo di malinconia. Non stavo per crederci. L'ho quasi toccata, ho quasi messo le mani su quel velo di superficialità che indossiamo tutti e l'ho sollevato per un momento. Un momento solo. E mi ha fatto capire che c'è qualcosa lì sotto. C'è qualcuno. Qui non ti sembra ci sia nessuno. Hai visto qualcuno piangere?
Nessuno, sibila a bassa voce la mia amica.
Non dico che bisogna essere delle robe trasparenti e mostrarsi a tutti, ma c'è la situazione opposta: non ci si apre con nessuno, siamo rimasti ad un livello base di comunicazione e di conseguenza pensiamo di essere circondati da stronzi idioti e magari è anche vero, ma non puoi saperlo finchè non scavi in profondità.
E come risolviamo questo problema? - pensa alene ad alta voce - Aspetta, non me lo dire. Dobbiamo fare noi il primo passo. Ma così? Gratis? E' rischioso, non saprei. Non so se è utile.
La scelta è tua. - dico - Se vuoi continuare così e questi rapporti ti piacciono così e non te ne frega veramente di conoscere qualcuno, continua, nessuno ti ferma. Ognuno ha i suoi desideri, i suoi scopi. Io voglio qualcosa di più e tutte queste chiacchiere inutili mi hanno rotto, sono diventate insopportabili come andare in un club qualsiasi e ballare ubriachi fino alla mattina. Non puoi farlo per sempre, ci vuole novità, ci vuole varietà, è la vita. Dobbiamo ricrearci spesso e smetterla di definirci o di dire "ecco, sono arrivato, ora mi fermo". Mi fermo un cazzo! - e rido e mi alzo in piedi come se dovessi fare un discorso importante, ma in verità ho finito quello che avevo da dire.
Anche la ragazza si alza, mi strappa la torcia dalle mani, la riaccende con un fiammifero, fa due tiri lunghissimi - fuma, ride e quasi urla - Io ho degli hobby! Io ho un milione di hobby e so come metterli in atto e mi sono organizzata con il tempo, io sono viva e questo momento è mio e solo mio!
Sorrido e ricado sul divano e alzo la musica e il brano è The Hunt di Dexter Gordon.
E per un attimo penso che il nirvana sia lì, a portata di mano, nella nostra felicità e nelle nostre risa e nei nostri discorsi da ventenni e nelle nostre gioie, idee e sogni, in noi che oscilliamo sulle punte dei piedi fingendo di essere pugili e di volerci picchiare, in noi che siamo al quarto album di fila ed ormai sono le cinque di mattina e la luce soffusa illumina il soggiorno e quasi potremmo addormentarci e abbiamo gli occhi pesanti, ma domani non ci sono incombenze, non ce ne saranno mai.
09/12/14
Smettetela di darmi droghe mistiche che poi finisce così.
Il mio spacciatore si chiama come il mio incubo più bello. Quante probabilità c'erano che capitasse una cosa del genere? E mentre mi parla mi dice "felix! Ieri sono riuscito a portarmi lei, la più bella di tutte, a casa e poi forse me la sono anche fatta e figurati che è la prima volta che mi scopo una che non sia interessata a me solo per la droga.". Io mi prendo cinque grammi, per il mio eccezionale progetto natalizio di scrivere "merry christmas" con quattordici o sedici canne, e fumo in silenzio prima di andarmene via.
Volo a casa di amici dove trovo gente che sfiamma senza soluzione di continuità, sono alla quinta torcia quando arrivo a dare fastidio. Nessuno parla.
Uno è al pc, la ragazza guarda il cellulare, io ne preparo un'altra. Un altro torna nella sua stanza appena arrivo e non lo vedo più. Mentre fumiamo c'è il gatto di casa, cucciolo, che scorrazza per la stanza attirato da ogni nostro piccolo movimento. Si attacca ad una mia scarpa, poi gli muovo una mano davanti e lui cerca di arpionarmela. Mi meraviglio dei miei riflessi più veloci dei suoi, ma magari è perchè è ancora un cucciolo. Ha qualche mese. Dopo mezz'ora la ragazza chiama un taxi e va via. Conquisto la poltrona dov'era seduta e il gatto mi sale tra le gambe, ci si mette in mezzo e si addormenta lì mentre io lo accarezzo con la mano libera e sento di amarlo dal profondo del cuore. L'uomo del pc dice che deve studiare e sale di sopra. Rimango nella stanza con una chitarra e il gatto.
Mi sposto sul divano, gli suono tante canzoni chiedendogli ogni volta quale debba essere la successiva, lui prima mi sale sulla gamba sinistra e mi guarda incuriosito mentre canto prima a bassa voce, per non disturbare nessuno, e poi via via con tonalità leggermente più alte. Dopo un po' si accoccola vicino al bracciolo del divano e comincia a dormire. Le mie ninne nanne funzionano. Suono un'ultima canzone e vado via.
Comincia tutto a girare ed è dura rimanere in me stesso ed è dura muoversi, perciò principalmente oscillo a ritmo di musica, finchè dal nulla arriva l'angelo del signore, che quindi è il mio, di angelo. Arriva e si presenta e per puro caso ha il nome di un mio vecchio nemico che, stranamente, non ho mai desiderato uccidere perchè l'avevo sconfitto in battaglia conquistando le sue canzoni ed i suoi ricordi, o almeno così mi sembrava. E l'avevo anche rivisto in un film questo tipo, come chiaro messaggio che lui era sempre stato nei paraggi a guardarmi morire piano piano. L'angelo del signore si presenta e mi dice che è qui per salvarmi e per farmi capire delle cose, io gli do una pacca sulla spalla e lo invito a bere. Mi perdo tra la folla, poca, e a quanto ricordo non abbiamo bevuto insieme. Lo ritrovo poco tempo dopo mentre parla con le mie paure.
"Felix, non devi avere paura, guarda, la situazione è tranquilla e te lo voglio dimostrare". Io sbraito ubriaco "bravo! Queste paure sono fottutamente fighe da vedere, eh? Sono le mie migliori!" e lui mi guarda con un sorriso di comprensione come il grande gatsby e mi parla dentro la testa dicendo "sei ubriaco, vai a casa e riflettici sopra, qui ci penso io".
Prende le mie paure per mano e le allontana da me e le trasforma in gioia ed io capisco che non c'è nulla da temere, che lui merita, che lui ha ragione. Questa visione mi rompe dentro, mi spezza lo stomaco già abbruttito dall'alcol e mi fa venire in mente idee assurde di colpevolezza e redenzione e vorrei finalmente risolvere tutti i miei cazzi, ma la soluzione più vicina che trovo è di tornare a casa mentre lancio un ultimo sguardo all'angelo che è seduto sui divanetti, lui arrivato dal nulla in una sera di dicembre è lì a fare tutto quello che io sto evitando di fare perchè non riesco più a guardare i tuoi occhi lucidamente.
Torno a casa e penso di fare pace con me stesso, ma ho solo il tempo di abbracciare il cesso per risvegliarmi nuovo, conscio di non rivedere mai più l'angelo e che la sua apparizione sia stata un importante punto di svolta. Dormo contento.
Volo a casa di amici dove trovo gente che sfiamma senza soluzione di continuità, sono alla quinta torcia quando arrivo a dare fastidio. Nessuno parla.
Uno è al pc, la ragazza guarda il cellulare, io ne preparo un'altra. Un altro torna nella sua stanza appena arrivo e non lo vedo più. Mentre fumiamo c'è il gatto di casa, cucciolo, che scorrazza per la stanza attirato da ogni nostro piccolo movimento. Si attacca ad una mia scarpa, poi gli muovo una mano davanti e lui cerca di arpionarmela. Mi meraviglio dei miei riflessi più veloci dei suoi, ma magari è perchè è ancora un cucciolo. Ha qualche mese. Dopo mezz'ora la ragazza chiama un taxi e va via. Conquisto la poltrona dov'era seduta e il gatto mi sale tra le gambe, ci si mette in mezzo e si addormenta lì mentre io lo accarezzo con la mano libera e sento di amarlo dal profondo del cuore. L'uomo del pc dice che deve studiare e sale di sopra. Rimango nella stanza con una chitarra e il gatto.
Mi sposto sul divano, gli suono tante canzoni chiedendogli ogni volta quale debba essere la successiva, lui prima mi sale sulla gamba sinistra e mi guarda incuriosito mentre canto prima a bassa voce, per non disturbare nessuno, e poi via via con tonalità leggermente più alte. Dopo un po' si accoccola vicino al bracciolo del divano e comincia a dormire. Le mie ninne nanne funzionano. Suono un'ultima canzone e vado via.
Comincia tutto a girare ed è dura rimanere in me stesso ed è dura muoversi, perciò principalmente oscillo a ritmo di musica, finchè dal nulla arriva l'angelo del signore, che quindi è il mio, di angelo. Arriva e si presenta e per puro caso ha il nome di un mio vecchio nemico che, stranamente, non ho mai desiderato uccidere perchè l'avevo sconfitto in battaglia conquistando le sue canzoni ed i suoi ricordi, o almeno così mi sembrava. E l'avevo anche rivisto in un film questo tipo, come chiaro messaggio che lui era sempre stato nei paraggi a guardarmi morire piano piano. L'angelo del signore si presenta e mi dice che è qui per salvarmi e per farmi capire delle cose, io gli do una pacca sulla spalla e lo invito a bere. Mi perdo tra la folla, poca, e a quanto ricordo non abbiamo bevuto insieme. Lo ritrovo poco tempo dopo mentre parla con le mie paure.
"Felix, non devi avere paura, guarda, la situazione è tranquilla e te lo voglio dimostrare". Io sbraito ubriaco "bravo! Queste paure sono fottutamente fighe da vedere, eh? Sono le mie migliori!" e lui mi guarda con un sorriso di comprensione come il grande gatsby e mi parla dentro la testa dicendo "sei ubriaco, vai a casa e riflettici sopra, qui ci penso io".
Prende le mie paure per mano e le allontana da me e le trasforma in gioia ed io capisco che non c'è nulla da temere, che lui merita, che lui ha ragione. Questa visione mi rompe dentro, mi spezza lo stomaco già abbruttito dall'alcol e mi fa venire in mente idee assurde di colpevolezza e redenzione e vorrei finalmente risolvere tutti i miei cazzi, ma la soluzione più vicina che trovo è di tornare a casa mentre lancio un ultimo sguardo all'angelo che è seduto sui divanetti, lui arrivato dal nulla in una sera di dicembre è lì a fare tutto quello che io sto evitando di fare perchè non riesco più a guardare i tuoi occhi lucidamente.
Torno a casa e penso di fare pace con me stesso, ma ho solo il tempo di abbracciare il cesso per risvegliarmi nuovo, conscio di non rivedere mai più l'angelo e che la sua apparizione sia stata un importante punto di svolta. Dormo contento.
30/03/13
I am a bad motherfucker.
Godetevi il video, luridi.
Mi chiedo perchè non ci sia una pubblicità che ci renda noto che gli uomini si lavano il pacco con il palmolive o qualche altro prodotto, mentre 'sta tizia che si sciacqua la faccia bagnando tutto il cesso ci tieni a farmi sapere che si ravana la vagina con chilly.
18/01/13
Edie.
"E' questo il momento in cui ti prendo a schiaffi, e già ti odio.", sto leggendo, da un foglio strappato ad un enorme block notes, a Edie.
Si sta guardando allo specchio, si pettina i capelli cercando di districare i nodi, e senza girarsi chiede "l'hai scritto tu?".
"Scritto, tempo fa."
"Significa qualcosa in particolare?"
"Cosa vuoi che significhi, passamela."
Il rimanente della canna sta morendo sul posacenere e lei non ci bada, io invece la stavo guardando per tutto il tempo della conversazione. Lei si gira, capisce, e piano piano e stancamente si muove e si avvicina per porgermela.
"Finalmente."
"Pensi di averne davvero bisogno?"
"Mi rilassa, mi dà qualcosa da fare, potremmo ballare come pazzi, come se ci stessimo divertendo davvero, ci penso spesso. E poi quando arriva la musica adatta, mi viene solo voglia di stare fermo ad ascoltarla, tenere un bicchiere in mano e bere continuamente e riempirlo e bere di nuovo continuamente."
Edie si appoggia allo schienale della poltrona e mi indica con lo sguardo, sta per dire qualcosa, si ferma, ci pensa un po' su; io sono seduto, con le scarpe sul pianoforte, butto la cenere in un bicchiere pieno d'acqua e aspetto che il suo pensiero si formi.
"I tuoi pensieri nascono e muoiono, a volte sembra tu non abbia voglia di fare un cazzo."
"Direi che è proprio così."
"A me piace ballare."
"A me sentirti parlare, c'è così poca conversazione al giorno d'oggi", faccio un tiro lunghissimo, trattengo tutto dentro per venti secondi e rilascio, "potremmo morire annegati nei nostri pensieri, se ce li tenessimo solo per noi, non trovi?"
Non voglio una risposta e lei non me la dà, mi fulmina con gli occhi, che occhi che si ritrova Edie, potrebbe convincerti a fare qualsiasi cosa quando ti guarda così e ti squadra il cervello e chissà a che diavolo pensa.
"Non mi hai mai parlato bene dell'amore" mi dice, come se non le importasse saperlo davvero. So che non è così, è già troppo coinvolta.
Ma non mi va di glissare, come al solito, vediamo dove ci porta la nostra amata amica di merda, la sincerità.
"Forse non l'ho fatto. Hai più bisogno di me di quanto mi ami."
"Cosa?"
"Sono nella tua vita," mi correggo, "mi hai fatto entrare facilmente nella tua vita perchè hai bisogno di riempire un vuoto. Alternativamente sarà la morte del tuo ex o il fatto che ti stai sul cazzo quando ti guardi allo specchio."
E' già incazzata visibilmente, ma cerca di trattenersi per vedere dove voglio andare a parare, prima di mandarmi a fanculo o di piangere, o entrambe le cose, e di uscire dalla stanza sbattendo la porta.
"E non ci vedo nulla di male, non sto dicendo questo. E' che mi diverte quando fai finta che non sia così, quando menti a te stessa, te lo leggo in faccia, ma ora sarò io lo stronzo perchè ho avuto le palle di dirti quello che è e quello che penso, vedi, la tua tanto auspicata sincerità non ti ha portato da nessuna parte, ora fai quello che devi, prendimi a schiaffi, insultami, vattene, tanto non cambierà nulla, perchè sai che ho ragione, so che tornerai e faremo finta che non sia successo nulla. In effetti, per me, non è successo nulla. Ho solo messo un mattone in più nel solito vaso che dovrebbe traboccare, ne mettiamo così tanti che non ha più importanza, ci si rivede quando te la senti, ti voglio bene, Edie."
Lei non la prende troppo male, sembra che non sia neanche più inquieta, si alza, se ne va e non chiude neanche la porta.
Si sta guardando allo specchio, si pettina i capelli cercando di districare i nodi, e senza girarsi chiede "l'hai scritto tu?".
"Scritto, tempo fa."
"Significa qualcosa in particolare?"
"Cosa vuoi che significhi, passamela."
Il rimanente della canna sta morendo sul posacenere e lei non ci bada, io invece la stavo guardando per tutto il tempo della conversazione. Lei si gira, capisce, e piano piano e stancamente si muove e si avvicina per porgermela.
"Finalmente."
"Pensi di averne davvero bisogno?"
"Mi rilassa, mi dà qualcosa da fare, potremmo ballare come pazzi, come se ci stessimo divertendo davvero, ci penso spesso. E poi quando arriva la musica adatta, mi viene solo voglia di stare fermo ad ascoltarla, tenere un bicchiere in mano e bere continuamente e riempirlo e bere di nuovo continuamente."
Edie si appoggia allo schienale della poltrona e mi indica con lo sguardo, sta per dire qualcosa, si ferma, ci pensa un po' su; io sono seduto, con le scarpe sul pianoforte, butto la cenere in un bicchiere pieno d'acqua e aspetto che il suo pensiero si formi.
"I tuoi pensieri nascono e muoiono, a volte sembra tu non abbia voglia di fare un cazzo."
"Direi che è proprio così."
"A me piace ballare."
"A me sentirti parlare, c'è così poca conversazione al giorno d'oggi", faccio un tiro lunghissimo, trattengo tutto dentro per venti secondi e rilascio, "potremmo morire annegati nei nostri pensieri, se ce li tenessimo solo per noi, non trovi?"
Non voglio una risposta e lei non me la dà, mi fulmina con gli occhi, che occhi che si ritrova Edie, potrebbe convincerti a fare qualsiasi cosa quando ti guarda così e ti squadra il cervello e chissà a che diavolo pensa.
"Non mi hai mai parlato bene dell'amore" mi dice, come se non le importasse saperlo davvero. So che non è così, è già troppo coinvolta.
Ma non mi va di glissare, come al solito, vediamo dove ci porta la nostra amata amica di merda, la sincerità.
"Forse non l'ho fatto. Hai più bisogno di me di quanto mi ami."
"Cosa?"
"Sono nella tua vita," mi correggo, "mi hai fatto entrare facilmente nella tua vita perchè hai bisogno di riempire un vuoto. Alternativamente sarà la morte del tuo ex o il fatto che ti stai sul cazzo quando ti guardi allo specchio."
E' già incazzata visibilmente, ma cerca di trattenersi per vedere dove voglio andare a parare, prima di mandarmi a fanculo o di piangere, o entrambe le cose, e di uscire dalla stanza sbattendo la porta.
"E non ci vedo nulla di male, non sto dicendo questo. E' che mi diverte quando fai finta che non sia così, quando menti a te stessa, te lo leggo in faccia, ma ora sarò io lo stronzo perchè ho avuto le palle di dirti quello che è e quello che penso, vedi, la tua tanto auspicata sincerità non ti ha portato da nessuna parte, ora fai quello che devi, prendimi a schiaffi, insultami, vattene, tanto non cambierà nulla, perchè sai che ho ragione, so che tornerai e faremo finta che non sia successo nulla. In effetti, per me, non è successo nulla. Ho solo messo un mattone in più nel solito vaso che dovrebbe traboccare, ne mettiamo così tanti che non ha più importanza, ci si rivede quando te la senti, ti voglio bene, Edie."
Lei non la prende troppo male, sembra che non sia neanche più inquieta, si alza, se ne va e non chiude neanche la porta.
24/11/12
Niente compromessi.
BAM! BAM! BAM!
Tre volte. Il rumore è quello di un tizio che prende una scala, sale fino all'ultimo scalino e sbatte il pugno destro sul soffitto. BAM! BAM! BAM!
Quest'uomo vive nel piano inferiore del tuo cervello, ogni tanto ti ricorda di esserci con questo rumore.
Per me è un rumore così caratteristico che quasi mi dispiace tenermelo dentro la testa.
E' IL rumore che mi accompagna quando ti guardo negli occhi o quando mi infilo nel letto da solo. Quando guardo il soffitto della mia camera, aspettando invano che qualche amico si presenti con una bottiglia di whiskey per festeggiare senza motivo, e capisco di aver aspettato troppo, lo sento.
C'è solo una soluzione a questa merda in cui affondiamo e affoghiamo, ogni giorno, ripetutamente: resistere.
Resistiamo a colpi di musica e scopate.
Qualsiasi sia il mezzo, il fine dev'essere il resistere ed il divertimento.
Non fatevi domande e non createvi finti sensi di colpa, dateci dentro fino a non averne più, sfruttate la giovinezza.
Ridete in faccia al fango che vi è attorno mentre aspettate di essere rapinati, picchiati, maltrattati e svenati. Resistete.
Resistiamo a colpi di dopamine ed endorfine.
Al freddo che ci attanaglia, al vuoto che riempie ogni merduomo che esiste, anche i milionari che saremo in futuro, anche i ceo meno depressi del mondo, tutti che dormono con la paura di non aver fatto abbastanza e si rigirano nel letto sentendo il solito BAM BAM BAM che gli urla nelle orecchie ogni giorno che passa.
Resistiamo a colpi di alcol e droghe.
Andiamo in vacanza in iran per chiedere ad Ahmadinejad di sganciare una bomba atomica su di noi, sulla nazione degli uomini simpatici, del buon cibo, dei musei e della storia, tutte cose molto belle. Ma noi siamo vivi.
Resistete a denti stretti e con gli amici.
Abbattete i muri di vergogna che vi fermano, i pregiudizi, i preconcetti, gli sguardi accusatori, abbattetevi e rinascete nuovi. Affrontate i rischi ogni mattina e ridete sputando sangue sulle difficoltà.
Resistiamo agli idealismi, alla sufficienza ed all'accontentarsi.
Spingi al massimo in tutto. Schiaccia chiunque e non fregartene. Sei nato per stupire e per strafare: scavati la via con le unghie, se necessario. Nulla ti può spaventare e nessuno può fermarti, fai più del massimo, lanciati verso la gloria.
Resistete e non state fermi, non vi abbandonate, non mollate quando non ce la fate più, resistete per sempre, alla morte, al dolore, ai tradimenti, ai pezzi di merda, alle vite storte e sole. Niente compromessi. Sorridete ai primi fallimenti.
Camminate spavaldi verso il destino e lasciatevi abbattere solo da colpi di kalashnikov.
Tre volte. Il rumore è quello di un tizio che prende una scala, sale fino all'ultimo scalino e sbatte il pugno destro sul soffitto. BAM! BAM! BAM!
Quest'uomo vive nel piano inferiore del tuo cervello, ogni tanto ti ricorda di esserci con questo rumore.
Per me è un rumore così caratteristico che quasi mi dispiace tenermelo dentro la testa.
E' IL rumore che mi accompagna quando ti guardo negli occhi o quando mi infilo nel letto da solo. Quando guardo il soffitto della mia camera, aspettando invano che qualche amico si presenti con una bottiglia di whiskey per festeggiare senza motivo, e capisco di aver aspettato troppo, lo sento.
C'è solo una soluzione a questa merda in cui affondiamo e affoghiamo, ogni giorno, ripetutamente: resistere.
Resistiamo a colpi di musica e scopate.
Qualsiasi sia il mezzo, il fine dev'essere il resistere ed il divertimento.
Non fatevi domande e non createvi finti sensi di colpa, dateci dentro fino a non averne più, sfruttate la giovinezza.
Ridete in faccia al fango che vi è attorno mentre aspettate di essere rapinati, picchiati, maltrattati e svenati. Resistete.
Resistiamo a colpi di dopamine ed endorfine.
Al freddo che ci attanaglia, al vuoto che riempie ogni merduomo che esiste, anche i milionari che saremo in futuro, anche i ceo meno depressi del mondo, tutti che dormono con la paura di non aver fatto abbastanza e si rigirano nel letto sentendo il solito BAM BAM BAM che gli urla nelle orecchie ogni giorno che passa.
Resistiamo a colpi di alcol e droghe.
Andiamo in vacanza in iran per chiedere ad Ahmadinejad di sganciare una bomba atomica su di noi, sulla nazione degli uomini simpatici, del buon cibo, dei musei e della storia, tutte cose molto belle. Ma noi siamo vivi.
Resistete a denti stretti e con gli amici.
Abbattete i muri di vergogna che vi fermano, i pregiudizi, i preconcetti, gli sguardi accusatori, abbattetevi e rinascete nuovi. Affrontate i rischi ogni mattina e ridete sputando sangue sulle difficoltà.
Resistiamo agli idealismi, alla sufficienza ed all'accontentarsi.
Spingi al massimo in tutto. Schiaccia chiunque e non fregartene. Sei nato per stupire e per strafare: scavati la via con le unghie, se necessario. Nulla ti può spaventare e nessuno può fermarti, fai più del massimo, lanciati verso la gloria.
Resistete e non state fermi, non vi abbandonate, non mollate quando non ce la fate più, resistete per sempre, alla morte, al dolore, ai tradimenti, ai pezzi di merda, alle vite storte e sole. Niente compromessi. Sorridete ai primi fallimenti.
Camminate spavaldi verso il destino e lasciatevi abbattere solo da colpi di kalashnikov.
13/11/12
#14NOV per 14 concubine a NOVanta gradi.
Mentre domani sarò a casa a studiare silenziosamente per diventare un futuro neoturbosexydickcapitalista, con la mia mente vi sarò vicino.
Marciate, ragazzi.
I migliori di voi finiranno in politica.
Gli altri nel pd.
06/09/12
Gusci vuoti.
Il decadimento della società occidentale è cominciato nello stesso istante in cui si è cambiato "campo minato" in "prato fiorito".
Nello stesso momento in cui la maggior parte di voi non è più riuscita a distinguere un jolly da una sigaretta.
Da quando avete rinunciato ad incontrare la vera persona celata dietro queste brute apparenze, quella rivelata da orge di ubriachi e strafatti, la più pura e aperta creatura che potreste mai incontrare.
Tanto che avete bisogno di costruirvi un personaggio per poter dire "ecco chi sono", perchè vi sfugge ora. Tornate a casa e vi mettete in tuta e oziate perchè non c'è altro che possiate fare, vi reclinate, vi addormentate perchè il riposo fa bene e cos'altro dovreste fare? Pensate. Pensate di essere qualcosa di più e siete circondati da personaggi, clown animaleschi che ridono e ballano e danzano ridendo durante un aperitivo. Di nuovo tornate a casa con il fiatone, respirate affannosamente nel vostro incubo peggiore che è la vostra realtà.
Non avete che le più basilari emozioni e non credete in nulla di particolare.
Perchè non vi siete mai posti il problema di credere in qualcosa che non sia già stato scritto e sputtanato ampiamente, perchè non avete mai ideato/creato un pensiero che non sia stato rubato. Non avete condiviso un sogno, perchè non c'era bisogno di sogni quando c'eravate voi: c'erano indagini e misere conquiste.
Non vi preoccupate perchè non avete fatto nulla di male, non avete fatto niente: è questo il punto. Non avete spezzato vite, nè cuori, perchè non c'era nulla da spezzare se non gusci vuoti.
Non mi sento solo, anche se non mi divertite più, ce ne sono altri come me. Piccoli dei e dee (udite, udite: dio ha una controparte femminile: una dea. finalmente finiscono le religioni maschiliste.) che vivono, soffrono e sorridono al posto vostro. Sarebbe quasi tragico, se solo ci fosse qualcuno dall'altra parte disposto/posto a capire, ma non c'è nessuno.
Nessuno che possa ascoltare e rimanere vivo dopo aver capito i suoi angusti limiti, quei paletti che delimitano la tua non-vita di merda che non hai mai vissuto, come il peggior rumore senza ritmo.
Nello stesso momento in cui la maggior parte di voi non è più riuscita a distinguere un jolly da una sigaretta.
Da quando avete rinunciato ad incontrare la vera persona celata dietro queste brute apparenze, quella rivelata da orge di ubriachi e strafatti, la più pura e aperta creatura che potreste mai incontrare.
Tanto che avete bisogno di costruirvi un personaggio per poter dire "ecco chi sono", perchè vi sfugge ora. Tornate a casa e vi mettete in tuta e oziate perchè non c'è altro che possiate fare, vi reclinate, vi addormentate perchè il riposo fa bene e cos'altro dovreste fare? Pensate. Pensate di essere qualcosa di più e siete circondati da personaggi, clown animaleschi che ridono e ballano e danzano ridendo durante un aperitivo. Di nuovo tornate a casa con il fiatone, respirate affannosamente nel vostro incubo peggiore che è la vostra realtà.
Non avete che le più basilari emozioni e non credete in nulla di particolare.
Perchè non vi siete mai posti il problema di credere in qualcosa che non sia già stato scritto e sputtanato ampiamente, perchè non avete mai ideato/creato un pensiero che non sia stato rubato. Non avete condiviso un sogno, perchè non c'era bisogno di sogni quando c'eravate voi: c'erano indagini e misere conquiste.
Non vi preoccupate perchè non avete fatto nulla di male, non avete fatto niente: è questo il punto. Non avete spezzato vite, nè cuori, perchè non c'era nulla da spezzare se non gusci vuoti.
Non mi sento solo, anche se non mi divertite più, ce ne sono altri come me. Piccoli dei e dee (udite, udite: dio ha una controparte femminile: una dea. finalmente finiscono le religioni maschiliste.) che vivono, soffrono e sorridono al posto vostro. Sarebbe quasi tragico, se solo ci fosse qualcuno dall'altra parte disposto/posto a capire, ma non c'è nessuno.
Nessuno che possa ascoltare e rimanere vivo dopo aver capito i suoi angusti limiti, quei paletti che delimitano la tua non-vita di merda che non hai mai vissuto, come il peggior rumore senza ritmo.
07/08/12
Jackpot is my middle name.
Non è mai troppo, finchè ce la fai, esagera, prendine più che ne poi, inala il fumo in tutti i modi, non siamo qui per vivere bene. Siamo qui per esagerare. Siamo qui per strafare e mangiarci tutto il piatto, non ce n'è per nessuno, c'è spazio solo per noi, vogliamo il mondo e lo vogliamo ora.
Non c'è tempo da perdere, bruciamo le tappe e bandiamo i freni della società dalle nostre menti, ti conosco in due ore, ti scopo dopo averti salutata, vieni a casa mia il giorno dopo, ci ubriachiamo e andiamo al cinema e ridere come dei coglioni ed a baciarci appassionatamente, devi leggermi gli occhi, devi captare i segnali di interesse in tre minuti, devi abbracciarmi senza vergogna, devi mantenere lo sguardo, devi toccarmi le mani, è una vita oramai che ci conosciamo.
Non c'è spazio da perdere, viaggiamo e facciamo l'amore su spiagge diverse, visitiamo i peggiori bar, dimmi subito cosa ti dà fastidio, chiarisci subito che sei per la montagna o che sei a favore dell'interrail, fammi sapere se ti piace bere, proviamo i cocktail di quattro continenti diversi, riversami addosso le tue battute migliori e le tue conoscenze, portami a casa tua, fammi vedere dove dormi e addormentati.
Non dobbiamo farci mancare nulla, ci alziamo all'alba e tiriamo finchè si può, più che si può, perchè bisogna esagerare e dare il massimo, non ci sono più spazi per le mezze misure, bere, bere, bere fino a svenire mentalmente, fumare, fumare, fumare, fumare fino a diventare buddha, il più rilassato degli dei, e mangiare cipolle e uova alle due di notte, devi rincorrere e uccidere alle spalle, la tua vita dev'essere straordinaria.
Non è un problema perdere la memoria di tutte le persone, non è un problema fuggire, si rinasce ogni giorno e si vive all'istante, si programmano i prossimi quattro mesi ad occhio e croce e nessuno se ne fotte se le time-tables vengono rispettate, non siamo qui per preoccuparci, siamo qui per strafare, siamo qui per urlare JACKPOT.
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Il più grande spettacolo dopo il big mac
10/07/12
E' meglio se mi vieni a trovare ed anche subito.
L'indiano non ha capito come funziona con le donne.
L'indiano è convinto che agendo da migliore amico abbia qualche possibilità e che gli occhiali e i baffetti da cinese gli diano un tocco da intellettuale.
Non mi dispiace neanche un po', sono errori che bisogna pagare caro e da cui bisogna imparare, e infatti me lo vedo con il cazzo in mano che pensa a lei e mentre se lo mena ci ripensa e rimugina "che cosa sto facendo? tutto questo è sbagliato...o no?" e continua, non si lasciano le cose a metà.
Non è l'unico ad aver sbagliato con lei, io invece l'ho chiusa in un solo pomeriggio: eravamo in ascensore e non mi sono comportato da filosofo professionista, non ho cacciato argomenti interessanti, perchè è proprio quello che si aspetta, di poterti giudicare subito e criticare nel suo ambito preferito, ma se non le dai quest'opportunità, allora ti si scioglie tra le braccia.
E infatti aveva la pelle d'oca e i suoi occhi castani brillavano mentre ritmicamente si soffiava via i capelli dal viso, le ho sfiorato un braccio per accompagnarla fuori, sul terrazzo a prendere il sole, ma ormai era notte, perciò abbiamo solo dormito e il giorno dopo si è svegliata da sola.
Io sono andato via a girovagare ed a riflettere: se fosse lei la sintesi?
"La sintesi è il momento conclusivo, speculativo e razionale, in cui si coglie finalmente l’unità e la concretezza delle determinazioni opposte ed il positivo che emerge dalla loro sintesi. La sintesi per Hegel è così Aufhebung, cioè superamento che toglie l’opposizione tra tesi e antitesi, ma anche conservazione, nello stesso tempo, della verità di entrambe e della loro precedente opposizione. In altre parole, gli opposti non vengono eliminati ma considerati ad un livello superiore, nell’unità che risolve il loro carattere di opposizione."
29/03/12
Misantropi in discoteca: l'Emblema.
Mentre ero impegnato a farmi investire da un'autovettura, con connesse visioni di danzatrici del ventre su una spiaggia che ballavano a ritmi caraibici, ho riflettuto molto sulle persone che dicono di odiare il genere umano, ma puntualmente ogni sera sono a sgambettare come trote che respirano ossigeno in luoghi claustrofobici con luci stroboscopiche.
Ma non è di incoerenza che siamo qui a discutere, dopotutto chi non è mai stato incoerente scagli il primo ciuingam, come disse il Mahatma Gandhi prima di infilare il suo cazzo enorme nelle tre vergini che gli dormivano vicino.
[Siamo all'assurdo.]
Il nuovo problema è la "giustificazione per assurdo".
Essa consiste in giustificarsi per una mirabolante CAZZATA (grande), che si è compiuta, attraverso argomenti stile s.Tommaso che dimostra l'esistenza di dio: in particolare il primo "ex motu et mutatione rerum" ovvero risalire all'infinito alle prime cause adducibili a giustificare una cazzata.
Questa definizione tecnica potrebbe risultare un po' ostica, perciò parto con un esempio:
"No, non è che io sia ferocemente arrapato e ci abbia provato con la tua ragazza, io non sono così, mi dispiace e ti chiedo scusa, è che mia madre ha un tumore."
In base ad una causa completamente sconnessa dall'azione compiuta successivamente, l'essere umano tenta di giustificarsi biecamente, spesso facendo leva sulla pietà/compassione del suo interlocutore.
Perciò si può andare dalla cause più generiche come:
"Scusa se ti ho distrutto la bottiglia di vino in testa, mi dispiace di essermi comportato in tal modo, è che ho problemi in famiglia."
A qualcuna leggermente meno banale:
"Ti ho fatto aspettare due ore sotto casa e poi non sono più uscita perchè ho avuto un diverbio con mia sorella."
Alcuni esagerano:
"Ho scopato la tua migliore amica, è stato un errore, sì, ma ero poco lucido dato che il gatto ieri è scappato."
Queste persone credono praticamente di poter fare qualsiasi cosa e poterla giustificare con puttanate terribili, a cui credono a malapena loro stessi, tentando di risvegliare il tuo lato umano (ecco, con me è un caso perso) e farti esclamare "pover'uomo, povero figlio, povero ex sano virgulto di un'incredibile stirpe! Costretto a subire tali angherie dal destino, e purtroppo commette qualche cazzata, ma chi sono io per giudicare e per non riflettere sui problemi che ci sono dietro a questi comportamenti del cazzo e perdonare come il buon gesù?".
No.
Il metodo della "giustificazione per assurdo" potrebbe anche/forse/magari essere capito (giustificato) per assurdo (ah!), se fosse usato con discrezione una volta ogni otto/nove mesi, ma no! L'usuale utilizzatore del metodo ne approfitta almeno una volta a settimana, o comunque non sotto le tre volte al mese (dati ISTAT 2010/2011), facendovi cadere i coglioni (a quelle poche persone a cui sono ancora rimasti, come ricorderete cliccando qui, io ne sono esente) ripetutamente.
Per evitare una tale atroce conclusione ci sono due soluzioni:
1) La più utilizzata è un mix tra "vaffanculo" e ignorare il soggetto.
2) La più divertente è usare la "giustificazione per assurdo" contro di loro e sfiziarvi come meglio potete.
"Scusa se ti ho fatto andare fuori città di sabato sera durante un acquazzone in quella superba pizzeria dove ho prenotato e poi non sono venuto, è che le tartarughe non mangiavano da ieri sera e mi sono preoccupato."
23/03/12
14/03/12
Storiella.
Un quindicenne a Los Angeles. Il padre pensa che è arrivato il momento che si faccia la prima gnocca. Il ragazzo è sdraiato sul prato a leggere fumetti; il padre esce e fa: "Figliolo, eccoti venti dollari. Voglio che tu vada da una brava puttana a farti il tuo primo pezzo di gnocca".
Così vanno in questo bordello di gran lusso e il padre dice: "Bene, figliolo. Ora entra da solo. Suona il campanello e quando la donna ti apre le dai venti dollari e le dici che vuoi farti un bel pezzo di gnocca".
"Capito, papi".
Un quarto d'ora dopo il ragazzo esce:
"Ebbene, figliolo, te lo sei fatto un bel pezzo di gnocca?".
"Sì. 'Sta gran figona apre la porta e io le dico che voglio farmi un bel pezzo di gnocca e le do i due deca. Saliamo di sopra e lei si leva gli accessori. Io allora tiro fuori la lama e le taglio un bel pezzo di gnocca, lei caccia un urlo e allora sono costretto a togliermi una scarpa e a stordirla a forza di botte. Poi me la sono pure inculata, così tanto per divertirmi".
19/02/12
It takes a lot to laugh, it takes a train to cry.
Mi siedo sul cesso e mi guardo le mani, sono strane quando ci fai caso, penso a come sarebbero se non avessero le dita, questa specie di quadrato di pelle.
Le mie mani in particolare sono piene di linee, rughe, mi dicono tutti che ho le mani di un vecchio, non me ne frega molto, a me piacciono e ho sempre pensato (e tentato di spiegare, senza successo) che semplicemente chiunque ha le stesse linee/rughe, ma molto meno visibili.
Sono seduto sul cesso e rifletto sul fatto che se qualcuno mi attaccasse in questo momento sarei restio a difendermi. Dev'essere una cosa orribile: sei lì, tutto rilassato, e un tizio entra e ti molla un pugno sul grugno, tu cadi su un fianco con i pantaloni abbassati e il cazzo all'aria e sei contrariato dall'avvenimento. Non si fa.
E nello stesso modo non si uccide qualcuno mentre stà mangiando o durante una doccia calda, o peggio, durante una megascopata. Ci vogliono dei paletti anche in casi di guerra, ci sono limiti che nessuno dovrebbe oltrepassare: ok, ammazzami, ma non mentre sto cagando. E' indegno per me e per te, è irrispettoso, figlio mio.
Quando sono seduto sul cesso e non leggo qualcosa, penso che un giorno moriranno tutti i nostri idoli e con loro anche tutti i piccoli stronzetti diventati famosi grazie ai media di quest'ultimo secolo e moriranno piano piano, come già stanno facendo. Cantanti, chitarristi, batteristi semisconosciuti, calciatori, politici, opinionisti tv, comici, attori, comparse, imprenditori, magistrati, direttori d'orchestra, ballerini, cioè, sto parlando di quando morirà bolle, muti, di pietro, berlusconi, rutelli, bersani, del piero, thiago silva, ronaldinho, messi, fornero, peter north, rocco siffredi, sunny leone, ivana, pitbull, bruce springsteen, bruce willis, brad pitt e la moglie, di caprio, bisio, jessica alba, paris hilton, chinaski, i commentatori del mio blog, i visitatori anonimi, obama, clinton, josh beech, natalia vodianova, mark callaway, triple h, e così via.
Con la televisione siamo arrivati a dare l'appellativo di "famoso" a praticamente chiunque, e quindi dovremo piangerli tutti nel tg all'ora di pranzo, fra quaranta/cinquanta/settanta anni, qualcuno avrà una piccola citazione, mentre qualcun'altro si becca un intero servizio, ad ognuno il suo, dipenderà dalla quantità di amici avuta prima del trapasso.
E tu, minuscolo essere terreno, ti accorgerai ogni giorno di più che tutti questi stanno morendo e sentirai il fiato della bastarda sul collo e ti affretterai a finire i tuoi coglioni programmini a breve termine, correndo qui e lì con il bastone o in carrozzella, sempre connesso con il tuo pc portatile, prima di arrivare a non poterti più muovere e a schiattare strozzandoti con la tua stessa bava mentre pensi ai fumetti ed ai cartoni che hai letto e visto per anni.
Le mie mani in particolare sono piene di linee, rughe, mi dicono tutti che ho le mani di un vecchio, non me ne frega molto, a me piacciono e ho sempre pensato (e tentato di spiegare, senza successo) che semplicemente chiunque ha le stesse linee/rughe, ma molto meno visibili.
Sono seduto sul cesso e rifletto sul fatto che se qualcuno mi attaccasse in questo momento sarei restio a difendermi. Dev'essere una cosa orribile: sei lì, tutto rilassato, e un tizio entra e ti molla un pugno sul grugno, tu cadi su un fianco con i pantaloni abbassati e il cazzo all'aria e sei contrariato dall'avvenimento. Non si fa.
E nello stesso modo non si uccide qualcuno mentre stà mangiando o durante una doccia calda, o peggio, durante una megascopata. Ci vogliono dei paletti anche in casi di guerra, ci sono limiti che nessuno dovrebbe oltrepassare: ok, ammazzami, ma non mentre sto cagando. E' indegno per me e per te, è irrispettoso, figlio mio.
Quando sono seduto sul cesso e non leggo qualcosa, penso che un giorno moriranno tutti i nostri idoli e con loro anche tutti i piccoli stronzetti diventati famosi grazie ai media di quest'ultimo secolo e moriranno piano piano, come già stanno facendo. Cantanti, chitarristi, batteristi semisconosciuti, calciatori, politici, opinionisti tv, comici, attori, comparse, imprenditori, magistrati, direttori d'orchestra, ballerini, cioè, sto parlando di quando morirà bolle, muti, di pietro, berlusconi, rutelli, bersani, del piero, thiago silva, ronaldinho, messi, fornero, peter north, rocco siffredi, sunny leone, ivana, pitbull, bruce springsteen, bruce willis, brad pitt e la moglie, di caprio, bisio, jessica alba, paris hilton, chinaski, i commentatori del mio blog, i visitatori anonimi, obama, clinton, josh beech, natalia vodianova, mark callaway, triple h, e così via.
Con la televisione siamo arrivati a dare l'appellativo di "famoso" a praticamente chiunque, e quindi dovremo piangerli tutti nel tg all'ora di pranzo, fra quaranta/cinquanta/settanta anni, qualcuno avrà una piccola citazione, mentre qualcun'altro si becca un intero servizio, ad ognuno il suo, dipenderà dalla quantità di amici avuta prima del trapasso.
E tu, minuscolo essere terreno, ti accorgerai ogni giorno di più che tutti questi stanno morendo e sentirai il fiato della bastarda sul collo e ti affretterai a finire i tuoi coglioni programmini a breve termine, correndo qui e lì con il bastone o in carrozzella, sempre connesso con il tuo pc portatile, prima di arrivare a non poterti più muovere e a schiattare strozzandoti con la tua stessa bava mentre pensi ai fumetti ed ai cartoni che hai letto e visto per anni.
28/11/11
Damn! What you've got!
Antepost: questo post sarebbe praticamente inutile leggerlo senza conoscere Lily, Rosemary and the Jack of Hearts di Bob Dylan, dall'album Blood On The Tracks.
Ovviamente su youtube non c'è un cazzo, c'è solo questo (clicca!), che è un early take, ma la versione dell'album è trentacinque volte alla tredicesima meglio, perciò procuratevelo se non l'avete (è già una grossa mancanza in tal caso).
Lei entra nella hall e sapientemente si è messa una minigonna per fargli buttare gli occhi sulle sue splendide gambe, ma felix tiene duro e non guarda tutto il tempo che lei potrebbe vederlo, appena lei si gira le squadra il culo come un architetto farebbe con il suo progetto, poi la ragazza si volta e lui distoglie lo sguardo e guarda, che ne so, il soffitto, le crepe sul muro, le scarpe di uomini indaffarati che camminano.
Dopo anni passati a idealizzare tutte le donne possibili che gli capitavano fra le mani, solamente per qualche gusto musicale in comune o per imprecisate connessioni mentali o per qualsiasi altra cosa gli garbasse, in questo momento era facilissimo per felix far volare la sua mente verso fantasie mal riciclate dove loro due si conoscevano con battute argute e poi finivano a essere felici e a ridere tutte le sere etc. etc.
Comincia sempre così. Non c'è mai un periodo in cui felix non abbia almeno una ragazza nella sua vita, questa oscilla tra lily e rosemary a seconda di vari fattori che sarebbero il rompere i coglioni, la presenza di una più attraente e più vicina a lui mentalmente, il fatto che la ragazza lo tradisca, la lontananza.
Partono tutte quante come lily, giovane, principessa, affettuosa, arguta, e si contrappongono a rosemary che oramai si specchia nel coltello e pensa al fare una buona azione dopo tutti i casini che ha combinato (la buona azione sarebbe togliersi dalle palle).
La nuova lily è una di quelle ragazze che amano farsi guardare, perchè sa di essere un gran pezzo di figa, e sa anche quanto e quando viene guardata e da chi. E lui la rimira, ma al suo fianco c'è rosemary che con il suo settimo senso (tipico di tutte le rosemary, ma particolarmente di questa) capisce tutto in un battito d'ali di un colibrì e allora corre subito ai ripari: costruisce una barricata attorno a lily e ci piazza anche una telecamera per ogni lato con registrazione non-stop, al che felix, che comunque aveva previsto tutto questo, rimane spiazzato e riflette sul come approcciare la bella di turno senza creare scompiglio (perchè, ricordiamo, se va male almeno gli rimane rosemary).
I giorni passano e, mentre lui guarda la regina, pensa alla principessa e il suo cervello, quel poco che ne rimane, si divide tra l'amore per la vecchia strada e la curiosità di conoscere la nuova, perciò si fa forza e scavalca le barriere per arrivare dalla bella mentre pensa che "oh, è troppo perfetta, è troppo bella, dev'esserci qualcosa che non va." e comincia a immaginare tutte le possibili problematiche che una tal donzella potrebbe presentare, questo durante tutta la durata del caffè in un bar dall'atmosfera intima. A fine serata trae le sue conclusioni e i suoi dubbi su ella su un foglio spiegazzato le cui prime parole sono "era quasi perfetta" e li elenca in questo modo:
- è lesbica (ma no, banale)
- è un trans rumeno mandato da rosemary per dimostrarti di quanto sei inconsciamente frocio.
- è stata ripetutamente violentata dal cugino in giovane età (ovvero qualche anno fa, plausibile).
- nasconde un terribile segreto (sicuro).
- si è fatta scopare da tutta la città e per ogni cazzo cittadino se n'è presa tre dalla provincia.
- non le piace il sesso.
- è stupida.
- ha problemi di egocentrismo.
- è una di quelle persone orrende a cui piace tutto indiscriminatamente.
- è una di quelle persone che sa i nomi di tutte le cose, ma non sa descriverle.
- sicuramente non è vergine.
- serve del silicone nelle tette.
Tutti questi sarebbero buonissimi motivi per farlo desistere, ma alla fine del foglio campeggia una scritta in maiuscolo:
IL TEMPO DI ROSEMARY E' FINITO.
22/10/11
Thiago. Dialogo platonico.
Felix: Io vivrò per sempre.
Socrate: Ci puoi giurare cazzo!
Felix: Non tornerò mai su questa via.
Socrate: Perchè no? E' una bella via.
Felix: Non questa.
Socrate: Sono solo una persona che vede il mondo dal suo punto di vista.
Felix: Mai stato tradito?
Socrate: Dipende, in che modo?
Felix: In qualsiasi modo, vita, amici, relazioni.
Socrate: Ho degli "amici", avevo, che facevano questo tipo di cose. Quando ero giovane, più giovane, non che io sia vecchio, avevo molti amici, ma ora non è rimasto nessuno.
Felix: Più o meno lo stesso, più o meno, non tutto. Qualcosa del genere. E' una brutta cosa.
Socrate: Conosco molta gente, è bello, ma a volte, quando penso a qualcuno da invitare ad un simposio a casa mia non so chi chiamare. Nessuno mi viene in mente. Solo filosofi.
Felix: Lo stesso, conosco molta gente, ma non voglio condividere il mio tempo con loro. Perciò, fai il filosofo?
Socrate: Già, è quello che ho sempre voluto fare.
Felix: E' fantastico che tu abbia un lavoro che ami fare.
Socrate: Sì, è una cosa difficile da avere.
Felix: Nonostante questo sembra tu non sia molto felice.
Socrate: E tu lavori?
Felix: Studio, mi piacerebbe consocere a fondo la filosofia (significherebbe imparare a morire), ma non ho il tempo, devi scegliere nella vita. Allora, sei felice?
Socrate: Nel lavoro, sì.
Felix: Nella vita no?
Socrate: Nella vita? E' una domanda difficile. L'indole umana è qualcosa che vogliamo sempre di più, è la bellezza di noi esseri umani quello che ci muove, ma anche quello che ci fa cadere.
Felix: Non hai trovato l'amore?
Socrate: A volte penso di sì, ma non negli altri. Ho una ragazza che amo, con cui voglio passare un po' di bei momenti e con cui farmi una vita, ma voglio anche altro, molto di più. Vorrei qualcosa come: prendere uno zaino e vagare per il mondo.
Socrate: Hai trovato l'amore, Felix?
Felix: Purtroppo sì.
Socrate: Perchè purtroppo?
Felix: Perchè ho sempre voluto un amore, lo sognavo quando ero un bambino, ma ora non è tempo per l'amore. L'amore dovrebbe arrivare dopo e l'amore non è una cosa semplice da maneggiare. Penso che questo sia il momento per esplorare il mondo e la gente. Se resti bloccato con qualcuno, anche se lo ami, ti perderai qualcosa nella vita.
Socrate: Sfortunatamente devo concordare.
Felix: Come puoi dire che una persona è perfetta per te se non hai mai provato altro? E' come se tu leggessi un libro e pensassi che sia perfetto, ma non hai letto gli altri milioni di libri che esistono, qualcuno potrebbe piacerti di più, potrebbe essere fatto meglio per te.
Socrate: Avevo una ragazza, sono stato con lei per cinque anni, e poi sono stato solo per due anni. Questa cosa mi ha fatto incontrare molta gente e ha radicalmente cambiato la mia vita, e ho conosciuto la ragazza con cui sono ora, da sei mesi, mi pare. Abbiamo bisogno di altra gente nella nostra vita prima di decidere di mettere tutto in unico dipinto. E' come se tu amassi il dolce e il salato, ma non hai esperienza. Ma come sai che non ti piace il sale? Sono scoppiato, ho rotto con lei, ho cambiato corso all'università, ho cambiato lavoro e ora è tutto sui binari, che siano giusti o meno non lo so ancora, ma per ora ci sono.
Felix: La vita è basata tutta sull'esperienza, se te la perdi è un bel problema.
Socrate: Se te la perdi, sarai sempre soddisfatto con quello con cui lo sei sempre stato, se questo finisce e non l'hai più tra le mani, il tuo mondo collassa e cosa farai dopo?
Felix: Comincerò una nuova vita, è quello a cui miro inconsciamente.
Socrate: Ma non hai esperienza, sarà molto difficile. Dopo aver avuto una relazione di cinque anni ho imparato una cosa: dopo due/tre anni o ami davvero quella persona o ti sei solo abituato a lei. Sarò onesto con te, ci sono voluti due anni per mettermi quella relazione dietro le spalle, perchè sapevo che avrei sofferto. Ed è successo mentre lei si frequentava con un altro ragazzo, con cui è ora. Non so se mi faceva male o mi rendeva felice.
Felix: Probabilmente entrambe le cose.
Socrate: Sì, ma, sai, c'è un solo modo per saperlo, se tu la ami e lei ti ama e avete bisogno di stare insieme, il tempo ti farà capire, ma se non fai nulla, avrai sempre quella sensazione nel cuore, penserai a cosa potresti aver fatto di diverso, per tutta la vita e questo ti renderà un robot.
Felix: Esttamente quella sensazione, a volte l'amore non è abbastanza.
Socrate: Veramente, abbiamo bisogno anche di soffrire nella vita. La vita è un vaso di pandora.
Felix: Dove vivi ora, hai una casa tua?
Socrate: Quasi, ma non ci porterò la mia ragazza e non la sposerò ora. Devo sapere com'è vivere da solo e devo sapere com'è avere un'altra ragazza. Ma a volte vorrei semplicemente correre e andare a vivere in montagna con nessuno vicino, capisci?
Felix: Capisco, abbiamo bisogno di stare da soli, a volte.
Socrate: Quello di cui hai bisogno nella tua vita è: sperimenta la vita.
Felix: Lo so, bel consiglio, sfortunatamente non è facile da seguire. Ci proverò, promesso.
Socrate: So che non lo è, ma avrai il tuo tempo, tutto il tempo per te.
Felix: Ti piacciono le stelle cadenti? Le piogge di meteore? Spesso penso alle persone come alle meteore, attraversano il tuo cielo, la tua vita, e poi vanno via e nulla rimane, se non il ricordo che lasciano.
Socrate: Triste, ma vero. Tu hai la fiamma, esploderà prima o poi, te lo assicuro, vivi ogni singolo istante della tua vita e presta attenzione ai minimi dettagli, questo è ciò che rende la vita meravigliosa: le piccole cose, non le grandi.
Felix: Un giorno ci incontreremo di nuovo, addio.
08/09/11
Sei tu? Mblr.
Prima cosa da fare per creare un tumblr figo ed eccitante è essere una ragazza con età tra gli undici e i ventiquattro anni.
N.B.: se il ragazzo ti ha lasciata o ti stà lasciando o hai un ragazzo che comunque prima o poi ti lascerà il blog è superiore a tutti gli altri. In caso contrario puoi sempre inventare.
Fase uno: il nome.
Il nome dev'essere tra il depresso e il trascendente, devi pensarci almeno un paio di settimane e cambiarlo almeno tre volte prima di giungere a quello definitivo altrimenti non sei una persona che pensa e che si adatta al mondo e non cambi direzione quando il vento soffia. E che sia originale.
Esempi palesi/palesati: nontiscordardime, nuvolaapois, rantolodisole, lallegroporcospinonelmondodeimieisogni, ilfioredelginocchio, capellibagnatiperchèilfonononmifunziona, riattaccamiiltelefono, unluckygirl, lapezzolinainfondoalcuore.
Se proprio non ce la fate basta rubare un titolo qualsiasi a band alternative come i verdena, le luci della centrale elettrica, dente, marta sui tubi, la luce di camilla, il buio di camilla, la bolletta del gas di camilla, i genitori di camilla perchè non pagano le bollette, camilla sotto un treno, etc.
Fase due: descrizione.
Descrivetevi come meglio sapete fare, ma come farebbe una scrittrice dopo una vita di sgrillettate mancate, cioè usando termini insensati e frasi con una punteggiatura che mostri il più possibile l'attenzione che avete prestato alle medie durante le ore di italiano.
Esempio:
Giorgia, 18 aprile, nonchè il mese dei mandorli in fiore. un paio di converse in pieno inverno, una matita ed un libro sempre in borsa. ha gli iridi menta ed i capelli corti come un maschietto. té e limone. pelle bianca come la luna. una soffice e calda sciarpa celeste. più filosofie che calcoli matematici. un neo sulla guancia destra e un cuor di marzapane. alterna momenti di impaccio e di estrema audacia. autoironica, perchè se c'è una ciliegia col verme spesso capita a lei. si ritrova una cicatrice sulla mano sinistra, lentiggini e testardaggine cronica. a volte le manca il coraggio di affrontare tante cose, ma sta rimediando, sta imparando sul serio a mettersi in gioco, a sfidare gli eventi. leggere e scrivere sono maniere alternative di far silenzio. datele da vivere in una biblioteca, sarebbe il suo habitat ideale. capita che assuma un'aria un po' snob nell'affrontare certi argomenti. essenza di vaniglia e stelle. cristallo e punte di gesso. un caos quieto, un uragano assopito.
Esempio due (per chi vuole invece essere breve):
Marika, 17 anni
Sono solo un piccolo mostriciattolo antipatico a cui dicono spesso di essere strano.
Esempio tre:
Olga, 14 anni
Sono un flusso di parole che circumnaviga il sole finchè tu non verrai a trovarmi. Lasciate i vostri pensieri al vento, lui sa dove portarli.
Fase tre: following.
Seguite settantaduemila tumblr che in fondo sono TALI E QUALI al vostro, copiategli le foto, annuite, mettete mi piace, parlatene con le amiche e mormorate sottovoce che quelle sgualdrine fanno cagare e si piangono addosso, mentre solo voi siete delle blogger serie e avrete un successo planetario. Loro ricambieranno in tutto e per tutto. Magari nascerà una bella amicizia chissà. Magari sarà una di queste a farvi lasciare col ragazzo.
Fase quattro: postare e ripostare.
Alternare post senza senso brevi a foto di coppie che trombano, foto di gente che si lascia, foto di altre ragazze depresse come voi, foto di emo con le converse, foto di prati in fiore in un mondo assolato, gif da film, gente qualsiasi senza motivo, etc.
Esempio:
Sì, il bianco e nero aiuta a rendere tutto più vintage.
Riguardo ai contenuti le poesie/scrittine che potete mettere nel post sono le più disparate:
Volevo un bacio, volevo un abbraccio.
Volevo che mi dicessi: tu sei paranoica perchè io ti rendo fottutamente paranoica.
Ma andrà tutto bene.
Risolviamola insieme.
Solo un abbraccio e un bacio sulla fronte.
Solo questo.
Ma niente.
Ma andrà tutto bene.
Risolviamola insieme.
Solo un abbraccio e un bacio sulla fronte.
Solo questo.
Ma niente.
Le persone sono come il latte, hanno una data di scadenza. E la mia é già passata da un pezzo. Sono una persona scaduta. Non vado bene.
Oggi ero seduta su una panchina e la mia amica ha detto: 'strano il mondo quando lo guardi da qui' e io ho pensato che fumo cemento da questa prospettiva e tutto è rosso e blu.
I fiori non disturbano la quiete se salgono su spighe di grano.
Love will tear us apart.
Non eri tu, non ero io, non eri per me.
How could you?
La mia gatta odora di percoche e quando sibila accanto a me il mouse si spaventa.
La cosa più preziosa che possiamo offrire a qualcuno è il racconto del tempo che abbiamo vissuto prima di essere insieme.
Aprire il libro di matematica e accorgersi di non averlo mai letto per un intero anno rischiando addirittura il debito.
Alla fine me la sono cavata durante l’anno grazie ai miei compagni che 10 minuti prima di entrare a scuola mi dicevano come fare gli esercizi (LOL), ma quest’anno non sarà così dai (credici).
se mi chiedi di andare a mangiare una bruschetta ti dico sì; se mi chiedi, su due piedi, in qualsiasi stagione, di andare al mare ti rispondo sì; se mi chiedi di andare a bere qualcosa ce ne restiamo a casa.
Le ragazze quando vengono lasciate diventano vedove.
Potrei andare avanti per ore.
Ma è necessaria la fase cinque: foto e flickr.
Dovete per forza farvi comprare dai vostri sessualmente disagiati genitori una canon/nikon/una qualsiasi macchina fotografica che abbia un costo superiore ai 600 euro (non importano i megapixel e tutte le caratteristiche e stronzate varie: la macchina è migliore se costa di più).
Fate foto a qualsiasi baggianata vi si presenti davanti (esempio: i vostri amici in tutte le posizioni, mille foto uguali di gente seduta) e createvi un flickr per postarle tutte lì, pubblicando il link anche nel tumblr.
Fase sei (ultima): ripetere fase quattro e fase cinque, fino alla maggiore età mentale.
Che nel vostro caso potrebbe non arrivare mai.
Postato da batuffolodimenticatonelsottoscala.
19/04/11
Io sborro petrolio.
SHOUT! SHOUT! SHOUT! SHOUT AT THE DEVIL!
Mi sono fatto trascinare. Volevate lo "scusate" prima? Col cazzo.
Disclaimer: questo post è tratto da una storia vera.
Sono andato all'ipermercato per capire come gestire la situazione grigliata della pasquetta (il solito: benzina, carne macellata dal pagliacco del mcdonald, ettolitri di etanolo) e sono stato aggredito visivamente e sensorialmente: mi giro intorno nella sezione uovi di pasqua e tra i gormiti, i kinder, l'uovo gigante e quello fatto a mano mi ritrovo l'uovo biologico.
Non un uovo qualsiasi biologico. E' un uovo ecologico e biologico al 100%! Capite? La panna di cacao, lo zucchero di canna e il burro di cacao sono biologici al 100%.
Non vedo l'ora di omaggiare la natura comprandolo.
Ma finchè si rimane nel cibo, il biologico è d'obbligo per poter aiutare la gente green come i green day e i greellini.Poi giro l'angolo e tra i giocattoli dei bambini mi becco la solar car. La solar car.
Le batterie inquinano, choose the solar car.
La macchinina che avevo da piccolo andava a benzina. Superpiombo. E ora i bimbi hanno la solar car.
Cazzo ti compri la solar car a milano poi? La userai meno di quanto ferrara usa il cesso. Giuliano, non ciro.
Vado un po' più avanti.
La casa ecologica! Sì. Guarda! Il sole dà energia, ti scalda l'acqua, risparmi, sei ricco! E poi muori di diabete.
Bastardo. E non trovo la foto della casa ecologica da costruire con il cartone. La casetta per i bambini si fa' con il legno, uccidendo personalmente alberi direttamente dalla foresta dell'amazzonia.
Fin qui tutte queste stronzate non sarebbero un problema. Il problema viene dopo, quando vado a pagare e la busta ECOLOGICA costa quindici centesimi e non regge per un cazzo le mie birre. Quindici centesimi. Dammi la busta da cinque centesimi che hai recuperato dalla gola di una balena. Voglio la busta di plastica, quella che regge due kg di più. Me ne fotto della busta ecologica.
Come ripicca contro l'ecologia mi sono fiondato al mcdonald prendendo un panino con hamburger e scorie nucleari e patatine fritte con olio di oliva sfruttata e cresciuta con più pesticidi e antipulci che si potesse trovare. E per avere quell'hamburger una mucca è stata sacrificata a delle altre mucche. Sì, una mucca viene messa al centro della stanza mentre le altre la mangiano. Erbivori un cazzo. Poi la carne ruminata viene presa direttamente dallo stomaco di queste ultime, mentre sono ancora vive. Lo stomaco si apre con un coltello rozzo e non affilato, perchè il dolore aumenta il gusto dell'hamburger. Ah, che sballo.
Per concludere la giornata in bellezza, non per colpa mia, ho assistito alle stronzate di un bamboccio americano al "senso della vita". Noi giovani moriremo con dieci anni di anticipo per colpa di quello che mangiamo. Soluzione? Ma ovvio, mangiare ecologico.
Bambinochealpostodiravanarsidiseghegiocareaivideogamesamericaniemangiareciboinscatoladicecazzate:
sono stato in una fattoria, dove un agricoltore, che tutti dicono pazzo, cresce i suoi ortaggi senza pesticidi e senza nulla di chimico, questo è il paradiso. Io faccio anche il volontario, spremo le tette delle mucche (le uniche che spremerai in vita tua) e vedo i maiali che si rotolano nel fango. Sì, nel fango! Mentre invece dalle altre parti sono tenuti rinchiusi e non si rotolano nel fango e quindi soffrono.
Urno1: Sì, brutto stronzo, ma hai dimenticato di dire che quel coglione dell'agricoltore produce quaranta (quelli che rimangono, gli altri sono dilaniati dagli insetti malefici capitalisti) pomodori. All'anno. E io mangio pasta al sugo tre volte a settimana, perciò non mi bastano. Non mi faccio problemi a morire dieci anni prima, ma voglio mangiare come cazzo dico io.
Voglio che i vitellini siano macellati mentre ascoltano musica gore e non che vengano soffocati nel sonno, con annessa anestesia, quando prima di addormentarsi tu, ebete della minchia, gli hai letto neruda accarezzandoli e piangendo sommessamente. Voglio che gli alberi siano abbattuti a mani nude, voglio che la plastica spopoli, voglio un cazzo di plastica (merda, già esistono). Voglio mangiare panini con scorie nucleari, voglio mangiare un bel doner kebab, me ne fotto della provenienza della carne, di come sono morti i polli, i galletti.
Ammazza la foca!
Ve lo dico io. Quell'uomo è felice.
E voi siete invidiosi della sua felicità.
Avete sfracassato i coglioni. No al nucleare, no ai fast food, no alla pelliccia, no all'uccidere cuccioli di foca, no alla benzina, no al petrolio, no al facial.
Io inquino quanto voglio e bevo sangue di foca e volpe e mangio cibo in scatola, patatine fritte, chicken nuggets, cheeseburger, hot dog, zucchine con pesticidi, mele conservate in capannoni per anni, etc.
Ed è inutile che mi diciate con quale merda sono fatte o trattate queste cose (secondo voi tra l'altro), io ci godo un mondo a mangiare così.
Non so se è chiaro.
Io sborro petrolio.
27/03/11
Calcola il tuo cazzo ideale.
Calcola il tuo cazzo ideale insieme al tuo peso ideale e alla tua ragazza ideale.
Infine ecco un breviario per l'italiano chesicredeintelligente medio.
E' una merda, questo paese è una merda!
E voi pensate a quante troie si scopa berlusconi! (di fronte ad un problema che non riguardi berlusconi)
E voi pensate ai cazzi vostri mentre lui fa i suoi comodi! (di fronte ad un problema che riguardi berlusconi)
E' inutile che tirate fuori la 'ndrangheta, lo stato è la vera mafia!
La chiesta è straricca e se ne fotte il cazzo dei poveri!
Berlusconi è uno psicopatico, mafioso, mitomane, pedofilo!
Questa classe politica deve andarsene!
Facciamo la rivoluzione cazzo!
I politici si prendono 20.000 euro al mese e io non arrivo a fine mese!
Sono un operaio, non arrivo a fine mese, ma sono fiero dello spirito operaio!
Mi vergogno di essere italiano!
Io me ne vado da questo paese!
Dov'è la giustizia?
Io guadagno mille euro al mese e quando mi arriva lo stipendio so per certo che i soldi me li sono guadagnati, non mi permetterei mai di accettare una barca di soldi per non fare un cazzo!
Ci stanno fottendo il cervello con la tv!
Il problema è la gente che guarda il grande fratello e uomini e donne!
Dobbiamo integrare gli immigrati! (detto mentre si lascia l'usuale metro di spazio al semaforo per poter accelerare ed evitare il lavavetri)
Bossi è un coglione!
Il figlio di bossi si è comprato la laurea ed ora lavora e io sono disoccupato!
Non c'è lavoro da nessuna parte, sono mesi che lo cerco!
Io amo mia moglie e non la tradirei mai!
Uccidi o stupri qualcuno e stai in galera meno di tre mesi!
In italia non funziona nulla!
Sono tutti corrotti!
Berlusconi te ne devi andare fuori dai coglioni!
Berlusconi hai rotto il cazzo!
La politica è tutta una merda!
Destra, sinistra, sono tutti corrotti!
Per fortuna ci sono benigni e saviano!
Amo l'italia!
Imparate in fretta tutte queste locuzioni e potrete sbelinare facendo i fighi sui commenti di youtube, su qualsiasi forum vogliate e su tutti i blog che volete, per il prossimo livello ne parliamo in un altro post.
(i poverimafelici, e anche i poverifamelici, sono pregati di piangere in silenzio in luoghi appartati)
Non so, a volte penso che il giuramento della pallacorda sia stata una terribile minchiata.
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