21/12/14

Ti spiego il perchè del tuo orribile fallimento.

Ti spiego il perchè del tuo orribile fallimento in un post che, con buona probabilità, tu non leggerai mai.

E' bello avere un hobby, è salutare, è importantissimo. Però non devi cagare il cazzo urlando ai quattro venti robe come:

il mio hobby è il più figo di tutti.
se non segui il mio hobby sei una testa di cazzo.
se non segui il mio hobby perchè non hai una lira sei un minchione.
la gente ha hobby di merda.
il mio hobby è l'unico e supremo.
nessuno capisce un cazzo.
il mondo è una merda e nessuno si caga il mio hobby.

E magari l'hobby che hai è pure bello, ma (come faccio a spiegartelo in modo chiaro e semplice?) non devi scartavetrare i maroni di tutti i tuoi conoscenti perchè poi fai la fine che hai fatto: l'hobby salta completamente e tu te lo prendi in culo.
Perchè, poi, il peggio è che tutti si allontanano da te mentre tu vivi in un presente in cui i giorni sono caratterizzati dal trittico di parole "livore, depressione, rassegnazione" e diventi sempre più vecchio, i capelli bianchi sono più di quelli scuri, la faccia ti si incava come una tartaruga centenaria e cominci ad assomigliare ad un tipo che non mangia perchè il tuo hobby non ti dà da mangiare manco per il cazzo e intanto tua moglie si scopa uno/due/tre altri tizi che non pensano al loro hobby come se fosse la cosa principale della vita e tu torni a casa sfatto e sempre più incazzato con il mondo e non scopi neanche mentre lei adduce scuse improbabili a cui tu credi perchè tanto il mondo è una brutta merda e niente va bene, che tragica vita, che tragica morte.
E il lavoro va male e vieni licenziato e tua moglie ti guarda con degli occhi da vipera proiettando su di te anche i suoi fallimenti di casalinga nullafacente e rinfacciandoti che sei un buono a nulla mentre c'è quel tipo che conosce lei che fa il medico, ha 50 anni, ne dimostra 30 e si scopa le ventenni ed ha la barca e due case e la moto e insomma si è realizzato a livelli che tu non vedrai mai.
Ti rifugi ancora di più nel tuo hobby e non hai tempo per niente altro, eviti il contatto con la tua famiglia, cerchi di stare più tempo possibile fuori casa, hai capito che il matrimonio è andato a puttane ed un giorno ti alzi e lei ha deciso di succhiarti quell'ultimo pezzo di anima chiedendo il divorzio e mentre ti fa firmare le carte - perchè tu hai rinunciato a tutto e non hai neanche la forza di reagire - ti dice "lo sai che tua figlia non è tua figlia, vero?" e in quel momento non ci fai caso, ma poi non ci dormi la notte, ci rimugini sopra e pensi di chiedere il test del dna, ma poi a che pro? Se tanto è tutto, tutto, tutto andato a puttane e forse, sotto sotto, già lo sospettavi e quindi capisci che tutta la tua vita è stata una grossa bugia e hai allevato il bimbo di un altro tipo che si è scopato velocemente quella ragazza di cui eri innamorato e poi è fuggito velocemente lasciando te a provvedere come un fesso ai bisogni di una donna incinta che ti ha accalappiato con i sensi di colpa, quando tu pensavi di aver trovato una persona fantastica con cui condividere il futuro, la vita e 'sto cazzo di hobby.


09/12/14

Smettetela di darmi droghe mistiche che poi finisce così.

Il mio spacciatore si chiama come il mio incubo più bello. Quante probabilità c'erano che capitasse una cosa del genere? E mentre mi parla mi dice "felix! Ieri sono riuscito a portarmi lei, la più bella di tutte a casa e poi forse me la sono anche fatta e figurati che è la prima volta che mi scopo una che non sia interessata a me solo per la droga.". Io mi prendo cinque grammi, per il mio eccezionale progetto natalizio di scrivere "merry christmas" con quattordici o sedici canne, e fumo in silenzio prima di andarmene via.
Volo a casa di amici dove trovo gente che sfiamma senza soluzione di continuità, sono alla quinta torcia quando arrivo a dare fastidio. Nessuno parla.
Uno è al pc, la ragazza guarda il cellulare, io ne preparo un'altra. Un altro torna nella sua stanza appena arrivo e non lo vedo più. Mentre fumiamo c'è il gatto di casa, cucciolo, che scorrazza per la stanza attirato da ogni nostro piccolo movimento. Si attacca ad una mia scarpa, poi gli muovo una mano davanti e lui cerca di arpionarmela. Mi meraviglio dei miei riflessi più veloci dei suoi, ma magari è perchè è ancora un cucciolo. ha qualche mese. Dopo mezz'ora la ragazza chiama un taxi e va via. Conquisto la poltrona dov'era seduta e il gatto mi sale tra le gambe, ci si mette in mezzo e si addormenta lì mentre io lo accarezzo con la mano libera e sento di amarlo dal profondo del cuore. L'uomo del pc dice che deve studiare e sale di sopra. Rimango nella stanza con una chitarra e il gatto.
Mi sposto sul divano, gli suono tante canzone chiedendogli ogni volta quale debba essere la successiva, lui prima mi sale sulla gamba sinistra e mi guarda incuriosito mentre canto prima a bassa voce, per non disturbare nessuno, e poi via via con tonalità leggermente più alte. Dopo un po' si accoccola vicino al bracciolo del divano e comincia a dormire. Le mie ninne nanne funzionano. Suono un'ultima canzone e vado via.

Comincia tutto a girare ed è dura rimanere in me stesso ed è dura muoversi, perciò principalmente oscillo a ritmo di musica, finchè dal nulla arriva l'angelo del signore, che quindi è il mio, di angelo. Arriva e si presenta e per puro caso ha il nome di un mio vecchio nemico che, stranamente, non ho mai desiderato uccidere perchè l'avevo sconfitto in battaglia conquistando le sue canzoni ed i suoi ricordi, o almeno così mi sembrava. E l'avevo anche rivisto in un film questo tipo, come chiaro messaggio che lui era sempre stato nei paraggi a guardarmi morire piano piano. L'angelo del signore si presenta e mi dice che è qui per salvarmi e per farmi capire delle cose, io gli do una pacca sulla spalla e lo invito a bere. Mi perdo tra la folla, poca, e a quanto ricordo non abbiamo bevuto insieme. Lo ritrovo poco tempo dopo mentre parla con le mie paure.
"Felix, non devi avere paura, guarda la situazione è tranquilla e te lo voglio dimostrare". Io sbraito ubriaco "bravo! Queste paura sono fottutamente fighe da vedere, eh? Sono le mie migliori!" e lui mi guarda con un sorriso di comprensione come il grande gatsby e mi parla dentro la testa dicendo "sei ubriaco, vai a casa e riflettici sopra, qui ci penso io".
Prende le mie paure per mano e le allontana da me e le trasforma in gioia ed io capisco che non c'è nulla da temere, che lui merita, che lui ha ragione. Questa visione mi rompe dentro, mi spezza lo stomaco già abbruttito dall'alcol e mi fa venire in mente idee assurde di colpevolezza e redenzione e vorrei finalmente risolvere tutti i miei cazzi, ma la soluzione più vicina che trovo è di tornare a casa mentre lancio un ultimo sguardo all'angelo che è seduto sui divanetti, lui arrivato dal nulla in una sera di dicembre è lì a fare tutto quello che io sto evitando di fare perchè non riesco più a guardare i tuoi occhi lucidamente.
Torno a casa e penso di fare pace con me stesso, ma ho solo il tempo di abbracciare il cesso per risvegliarmi nuovo, conscio di non rivedere mai più l'angelo e che la sua apparizione sia stata un importante punto di svolta. Dormo contento.



04/12/14

In pasto ai maiali.

Sono in salotto e c'è un francese che sta sniffando cocaina, sta seduto sulla mia poltrona e sniffa cocaina sul tavolino. Ora, io sto col posacenere sulle gambe che ho sdraiate sul tavolino e sono sdravaccato sul divano e sto fumando e a ogni tiro c'è questa nebbia - questa nuvola - che mi attraversa il campo visivo. Intanto il francese sta lì. Poi si alza e mi guarda con gli occhi di uno spiritato e mi dice "cazzo, dovevo prenderli quelli ieri, dovevo ammazzarli". Ieri stavamo semplicemente camminando e c'erano due tizi che pisciavano in giro e lui sosteneva che bisognasse ammazzarli. Giusto o sbagliato che sia, io annuisco. Lui si calma in un secondo, così come si era eccitato. Una ragazza mi bussa sulla spalla, è ubriaca dopo solo due cocktail e comincia a parlarmi della sua vita passata, ma tutto ciò a bassa voce e nell'orecchio. Mi dice che è stata all'estero a lavorare come ballerina e che quando tornava nel camerino trovava tutte le sue amiche a sniffare e queste la prendevano anche per il culo perchè lei si calava solo le paste. Non sono cose che ti puoi inventare, penso io. "E' stupido!", urla adam mentre torna dalla cucina, "non c'è un cazzo da mangiare!", Che possiamo farci, adam, non so neanche dove mi trovo. La ragazza mi continua a parlare nell'orecchio, mi tocca una gamba, e mi racconta di quando tutta la discoteca ci ha provato con lei e lei ha saggiamente e moralmente rifiutato tutti perchè era fidanzata. Mi giro verso di lei e dico "non sto capendo nulla. Non ho idea di cosa stia accadendo.", ma lei l'italiano non lo sa, perciò mi ripeto in inglese, lei realizza, ride e si butta sul divano affondando la faccia in un cuscino. Neanche due secondi e uno spagnolo comincia a provarci con lei come se fosse l'unica donna al mondo e cosa più importante del secolo. O magari finge bene. Comunque dopo due ore di contrattazioni verbali il responso è che lei non è al punto di ubriacatura giusto per accettare le sue proposte. Son cose che vanno così. Non puoi fregarti da solo, sei venuto al mondo da solo. Arriva altra gente, varie ragazze attraversano la soglia della porta. Entra anche alex, un tipo perfettamente muscoloso quanto incredibilmente tenero - scusate il linguaggio homo - si avvicina immediatamente a me, quando mi nota, con una lattina di birra in mano, mi alza di peso, abbracciandomi, e mi presenta le sue amiche/conoscenti. Una, isabella, ha una camicia rossa e le converse, secondo me è qui per sbaglio, avrà 17 anni. L'altra è una ragazza in carne con un rossetto troppo vistoso e un vestito nero, ma il nero snellisce fino ad un certo punto. Ci sediamo e apro una bottiglia di limoncello, riempio tutti i bicchieri che mi capitano a tiro. Mi avvicino ad isabella e le chiedo da dove viene, che studia, se vuole fumare. Le prime due risposte le scordo dopo due minuti, per la terza chiedo al francese di prepararne una. C'è una strana connessione tra me e questo tipo. C'è una strana riconoscenza che deriva non so da cosa, forse dal fatto che gli offerto qualche panino, qualcosa da fumare, e lui mi ha fatto entrare in un giro di conoscenze interessanti. Insomma ci vogliamo bene ad un livello inconscio, ma non ce lo diremo mai, sicuro. Quando è pronta, la fumiamo in tre minuti e rimaniamo dieci minuti a incassare la botta mentre evitiamo di guardare i bicchieri pieni di alcol. Botta tremenda, io prendo il cellulare, vado su internet e trovo una cosa che mi fa ridere tantissimo, e rido per cinque minuti cercando di trattenere le risate perchè altrimenti tutti gli altri mi chiederebbero cosa mi faccia tanto ridere e io dovrei spiegare un inside joke, impossibile in condizioni normali. Isabella mi tocca la gamba come se la volesse uncinare, con l'indice come se fosse un uncino, dico. Mi dice che sono "faisi" o qualcosa del genere. Ci mette un quarto d'ora a spiegarmi che in portoghese faisi vuol dire sia "falce" sia "è andato/andata", come passato prossimo del verbo andare, e insomma il gioco di parole è che "è andato" vuol significare "è partito/è fatto" e quindi in questo momento sono "faisi". Aaaaaaaaaaaaaah, capito.
C'è musica e tutta questa gente fa un po' di casino, la cosa comincia quasi ad annoiarmi, perciò prendo isa per mano e la porto in camera, chiudo la porta e faccio un gran respiro godendomi quel pizzico di quiete che si è venuta a creare nella mia testa. Lei mi guarda incuriosita e io mi sdraio sul letto. Comincio a guardare il soffitto e le dico di fare lo stesso. Si sdraia vicino a me dopo essersi tolta le scarpe, ogni tanto vedo con la coda dell'occhio che mi guarda chiedendosi chiaramente cosa io voglia fare nei successivi istanti. Le chiedo come si sente e mi risponde che è fatta, a me non pare, mi sembra normalissima. Le prendo una mano e penso che se qualcuno ci riprendesse dall'alto sembrerebbe la scena di un qualche stupido film romantico filosofico.
E invece a me non frega un cazzo e penso "ti dovrei scopare massimo cinque volte e poi darti in pasto ai maiali". La forza di questo pensiero mi fa alzare dal letto e tornare in salotto, mi guardo intorno spaesato mentre un caos indistinto di gente beve, balla, fuma e ride. Vado in cucina e trovo due ragazze mulatte che si spalmano della marmellata sul pane, per un attimo mi sembrano delle massaie di inizio novecento, poi metto a fuoco un po' meglio e noto che una delle due non l'ho mai vista. Ha i capelli raccolti in testa ed una carnagione perfetta. Non ha quel solito brutto naso da negra, insomma. Vedi, questo basta. Che altro c'è da descrivere? I suoi occhi vecchi quanto il mondo? Le sue mani? Non c'è niente altro da dire, per me. Mi innamoro in circa quindici secondi e questo mi ferma. Non mi avvicino, non le parlo. La voglio lasciare lì, perfetta com'è. Aspettare, aspettare un'altra volta in cui ci incontreremo di nuovo, magari nel suo dormitorio, chissà. Domani, dopodomani o mai più.
Che differenza fa?


03/12/14

Urlo.

Ho appena finito di vedere Urlo.
Insomma, tu che mi leggi sicuramente sai di cosa parlo. Se, però, sei uno stronzo che ancora non ha letto una delle più grandi poesie dello scorso secolo, fa nulla. Cercala su google. Howl di Allen Ginsberg. E non fare lo stronzo, di nuovo, leggila in italiano e in inglese.

Ovviamente una visione simile mi fa riaffiorare tutta la voglia che ho di scrivere e il piacere per la lettura e mi ricorda di quanto ami Kerouac e Cassidy e Burroughs.
Tranquilli, passa subito.

Ma il film mi ha anche ricordato che circa 5 anni fa, o più, ho scritto una cosa che è chiaramente ispirato a questa poesia e per vostra sofferenza, eccola qui.



61)
La purezza del mondo è perduta
da quando ho visto cocaina
sniffata a dodici anni sul banco
circondata da carta argentata
e tagliata con un righello,
eroina iniettata a capodanno
per perdere peso sul tavolo
del privè bagnato di champagne,
oppio rubato dalle gobbe
di un dromedario in motorino
e fumato con la finanza,
marijuana cresciuta sul balcone
denunciata da un bagno in irlanda
e comprata da quindicenni,
lsd leccata da francobolli
in estate per girare un documentario
su fulmini e pistole barcollanti,
siringhe infette calpestate
alle sei di mattina da patentati
brilli tornati dalla discoteca,
biciclette con radio schiacciate
da autobus ciechi con fari spenti,
figli di borghesi arricchiti
che comprano acqua e alcool
e sottomarche di vodka e gin
a tre euro fortunati l'una,
bisex che vomitano nelle vasche
di case senza contatori
e annaffiano le piante
con limoncello scaduto.
ho visto fumare tabacco
e foglie di cespugli
a bambini di sette anni
che vomitavano durante crisi
di panico, ma proseguivano
ad aspirare cenere ossigenata,
neonati lanciarsi da finestre
del secondo piano per salvarsi
da scale di acciaio arrugginite,
centauri impennare ed entrare
sgommando in bar con i caschi
lavati di sangue sieropositivo,
tradimenti e vendetta, volontà
di omicidio e lanci di chiavi
che non aprono bauli di giochi,
crisi isteriche e pianti davanti
allo specchio della mia via
da parte della maga ossessionata,
il riflesso errato delle ossa
e il sorriso privato di innocue frasi,
urla immotivate dal teatro infuocato
dove le band amplificano i feedback,
tossicodipendenti a 17 anni
e cirrosi epatica da crociera a 20,
adolescenti cercano vene irrigidite
succhiasangue e aspettano due minuti
di rissa per un finto piacere,
pusher ricoperti di oppiacei,
hasish ed erbe mediche,
non finiranno la scuola,
ma spacciano a trentenni senza amante.
ho visto la paura della giustizia divina,
la speranza del paradiso
e la coscienza della dannazione
predicate da preti omosessuali.
minacce velate da pseudofascisti
che si coprono succhiotti con la kefiah,
amici infedeli tirarsi pugni mentre
litigano sull'altezza dei giganti,
incendi periodici e dolosi di campi
di grano e funghi e rifiuti nucleari,
truffe perpetrate in tribunali
circondati da bombe di ozono
con giudici che leccano leggi
dai vangeli apocrifi maledetti.
ho visto l'universo implodere
e diventare un buco nero senza motivo,
tutte le futilità a cui badavo
sono scomparse nel nulla eterno,
un attimo infinito ha negato il mondo.