31/05/13

The KKK took my baby away.

Sei tornata.
Hai resistito per mesi e mesi, ma alla fine sei tornata.
Sei migliorata, hai meno bisogno di me, ma alla fine sei tornata.
Con tutti i tuoi cazzi, tutte le stronzate con cui ora desideri sciacquarmi la faccia. Ero così contento di non averti tra i coglioni, ma a quanto pare è inutile evitarti: sei sempre in agguato dietro ad un cespuglio, attendendo il momento propizio per saltarmi addosso e chiedermi aiuto.

Aiuto, aiuto, aiuto.
Qualcuno ci aiuti.
Qualcuno mi aiuti, aiuto!
Qualcuno salvi questa povera donna.
Qualcuno faccia qualcosa.
Qualcuno pensi ai bambini.

Dovevate pensarci voi ai bambini, stronzi, non tocca a me. Fa caldo qui dentro, non basta?
E invece sei tornata. Ti sei nascosta per un po' sotto una scorza dura da ragazza che ha imparato COSE dalla vita precedente, dai cinquecento anni precedenti, dall'origine della scrittura, dai primi graffiti di cazzi nelle caverne e poi sei riaffiorata in superficie come un marinaio che non riesce a suicidarsi in mare.
E il naufragar m'è dolce in questo cazzo.

Tanto è tutto uguale. Tu sei migliorata ed io mi sono allenato, so cosa fare con te. So cosa dirti e so che non mi ascolterai, perchè è così che funziona tra di noi. So tutte le puttanate che devo sentirmi, del tipo:

non è così
ti sbagli
cambierò
io non sono così
è successo
sono cose che capitano
è un periodo
mi riprenderò
con una videocamera
mi farò un bel video
nuda
così ti ci puoi masturbare sopra
quando ti senti solo
o possiamo farlo insieme


Direi che mi hai stancato, direi che preferisco aprirti la schiena con le unghie, e potrei scordarmi di farti male, ma ricordamelo.


Bentornata, amore mio.
E vaffanculo.

16/05/13

Uniscimi 'sto cazzo.

Guy ha milioni di libri da leggere, che elencheremo brevemente: lansdale, un paio di fantascienza, big sur di kerouac, tre o quattro noir.
E questi sono solo quelli ufficiali.
Vorrebbe anche prendere tra le mani i dialoghi di platone e nietzsche e tragedie greche e le commedie di aristofane, ma mica c'è tempo per fare tutte queste cose?
Guy si sveglia la mattina, fa finta, e guarda i venti gb di musica che ha scaricato di recente e cerca di ascoltare un album a caso.
Prende un album a caso come pornography dei cure. Ascolta le prime due canzoni tentando di concentrarsi sul testo, poi manda tutto a fanculo e mette album che ha ascoltato settanta milioni di volte come ad esempio atom heart mother.
Si piazza davanti al pc e passa da un sito all'altro senza discriminazioni di sorta, pensando che "questo sì che è un fottuto genio" e ridendo quando incontra la foto del cazzo di un tizio infilato in un polipo.
Poi riflette sul fatto che dovrebbe allargare i suoi circoli sociali e, che ne so, chiamare un amico e andarsi a fare una birra piuttosto che prendere a picconate negri virtualmente.
Ma socializzare non è mai stato uno dei suoi punti di forza, allora rilegge vecchi taccuini, mette in ordine i tiretti, si stende sul letto e manda un paio di messaggi a persone che non risponderanno.

La sera Guy esce e si incontra con Fanny che, per inciso, è la sua ragazza. E fanno tante belle cose come passeggiare, mangiare un gelato, andare al cinema, scopare, ascoltare musica, sostare sul letto, parlare della situazione politica attuale e degli ultimi avvenimenti sociali verificatisi nelle loro vite.
Si guardano negli occhi, anche.
Insomma fanno tutte queste belle cose che dovrebbero unire.
Il ragazzo torna a casa e, mezzo brillo, si sdraia sul divano e pensa che tutte queste cazzate che dovrebbero unirci, unirvi, unire tutti noi, sono grosse stronzate fini a se stesse.
Tutti pensano che si dovrebbe essere più felici dopo aver fatto questo e dopo aver fatto quello. CONDIVIDERE è la parola degli ultimi dieci anni.
Dobbiamo condividere quello che abbiamo con gli altri, condividere i momenti con la nostra famiglia, condividere esperienze con gli amanti, situazioni con gli amici, ho condiviso parecchio con Tom, ho condiviso il cesso con un giapponese, ho condiviso i banchi con una zoccola. Stiamo a condividere cose che non sono neanche nostre. Cosa ci frega di condividere, di unirci, per poi tornare ognuno a casa sua, negli stessi letti, sugli stessi divani, per guardare verso il nostro ultimo istante?
Lui non si vuole unire, non vuole che qualcuno di diverso entri a gamba tesa nelle sue giornate per dire cose che non vuole sentire, per costringerlo in circoli sociali dannosi per la salute mentale, per stare a contatto con gente che non merita di essere guardata negli occhi.

Si gira sul divano tentando di trovare una posizione comoda, fissa i ghirigori sul muro e si sente così solo come se potesse morire in quell'istante.
Il cuore gli bussa sul petto per farsi sentire: toc toc toc toc toc toc. Trenta secondi e smette.
E' passato anche questa volta.
Si avvolge nella coperta e comincia a divagare nel dormiveglia.

Così guadagno spazio. Noi sappiamo che si sente...sta male. Ma non è detto - adesso integralizziamo - adesso facciamo un prologo. Sentivo grande - le scie del viscido. Giocatori delle strade provano così ad esportare appositamente luoghi pubblici.
"Io sono cattivo, ma non "cattivo", sono proprio CATTIVO." dice un politico qualsiasi nella sua testa.
Domani mi sveglio presto e mi faccio la barba.

La mattina si sveglia dopo aver sognato l'apocalisse e la fine del mondo e non è contento di essere ancora vivo.
Chiama Fanny, sono le sei di mattina, e le chiede un favore.

"Dimmi, Guy, cosa?"
"Uniscimi 'sto cazzo."

04/05/13

I nemici sono vicini.

Questo è per te che leggi, proprio tu, proprio per te. Personale.
FUCK YOU.



Mi siedo sulla panchina, mi rilasso, apro la lattina di gordon. Il mio amico sta già bevendo una tennent's e resta in piedi, indeciso.
E' più basso di me e già questo dovrebbe dargli fuoco all'autostima, ma è non è un brutto ragazzo. Non volevo interazioni umane, ma avevo bisogno di uscire e bere e farlo da solo non mi ispira, piuttosto mi ascolto i problemi mentali e fattuali di altri coglioni come me.

"Urno, non sono innamorato, è un altro sentimento."
"Come no. Senti le farfalle nello stomaco?"
"E' diverso."
"Le dedichi canzoni? Ti masturbi immaginandotela nuda? Hai polluzioni notturne più frequenti del solito?"

Sono a volte insopportabile.
Lui tiene duro e butta giù due sorsi, per fortuna siamo attrezzati con altre tre birre ed una qualche sottomarca di whiskey e della coca.

"No, seriamente, questa mi piace. Non voglio bruciarmela subito, non so come muovermi."

Il posto non è affollato, ma passa una che mi ha dato un due di picche cinque o sei anni fa insieme alla sua orribile migliore amica che sembra un misto tra un palo ricoperto di piscio e un carlino. Lei è ancora una gran figa, ma ha sempre peccato di tette e ricordo sorridendo al fatto che avesse le braccia ricoperte di felici peli biondi. Cristo. Sorrido ancora di più e ingollo la birra.
Anche lui si gira a guardarle il culo ricoperto da un vestito celeste con dei brillantini o dio sa cazzo cosa.

"Bella eh?"
"Fattibile."
"Allora ti piacerà questa storia: Svariati anni fa andavo dietro a quella stronza, siamo usciti varie volte e mi ha presentato un milione di sue amiche, qualcuna era anche relativamente figa. Ricordo in particolare una con una quarta non indifferente che, però, mi venne sconsigliata, pare fosse pazza, oh, mi sto dilungando. Tornando a quell'epoca, avevo i capelli corti ed ero un mezzo coglione, più di quanto non lo sia oggi."
"Mm mh."
"Ero riuscito ad avere il suo numero di telefono, di casa, bada, non c'erano questi telefoni cellulari o facebook a facilitare le cose. La chiamai dal nulla più assoluto, ok, ci conoscevamo di vista già prima, e le dissi: ehi bla bla bla, sono io, ti ricordi, vuoi uscire con me? E lei accettò. Minchia. Che conquista. Per farla breve mi dichiarai dopo un mese di uscite e lei cominciò con la solita solfa del "è meglio se restiamo amici" , lì me ne andai in un nanosecondo."
"Morale della storia?"
"Morale della storia: ora quella è una troia che ha la figa scoperchiata come un vulcano ed io sono qui con le palle in mano e ogni tanto penso che mi sarebbe piaciuto scoparmela, perciò smettila con queste puttanate del sentimento, del rincoglionimento, del fatto che lei è, lei è. Lei è un cazzo. Guardami negli occhi quando parlo, frocetto e ripeti con me "lei è un cazzo". Piuttosto scopati quella gnocca con cui ti vedi sempre."
"Mannò, è un'amica."
"Meglio."
"No, quella è una situazione complicata."
"E' complicata un cazzo, fossi in te l'avrei stantuffata così forte che avrebbe perso i capelli, le sarei venuto in mezzo agli occhi e le avrei schiaffeggiato il culo fino a farle uscire i lividi."
"Ma non lo faresti mai!"
"Hai ragione, le sarei venuto sulle tette. Fatto sta che hai il dovere morale di scopartela."
"La fai sempli.."

"Urnoooooooooooooooooo!"

Il posto comincia a starmi sui coglioni, mi ha visto e si sta anche avvicinando un tizio che crede di essermi amico, ma a cui io vorrei amputare almeno la mano sinistra per ragioni che esulano dall'esistenza di questo blog, perciò reagisco nell'unico modo possibile.

"Non ti avvicinare o ti sego in due."

Ovviamente pensa che io stia scherzando e rallenta, ancora con un mezzo sorriso su quella bocca di merda e con le braccia a mezz'aria, come se gli avessi bloccato l'abbraccio che voleva darmi.

"Non scherzo, ti sego in due."

Ora è basito. Si ferma un millisecondo, riflette, raggiunge il pensierio che gli serve.

"Nooooooo, urno, io non ho fatto niente!"
"Meglio. Non sei contento così?"
"Noooooooo, ma davvero, non ho fatto niente. Non è come pensi."
"Io non penso, io fra cinque secondi ti prendo a calci e poi amici come prima."
"Ma io non c'entro niente!"

Sono tutti molto lenti a capire, saranno le pasticche che ti danno alla testa.

"PORCO CRISTO, ALLONTANATI SUBITO, NE RIPARLIAMO FRA UN ANNO, E' DIFFICILE DA CAPIRE, DIO CANE?"

Mi alzo per rendere il tutto più credibile, e funziona, amici, funziona. Finalmente si allontana e continua a blaterare sottovoce che lui non c'entra niente, che qualcuno deve avermi detto qualcosa di sbagliato, che sono voci che girano, che nulla è come sembra, che puttanate puttanate puttanate.

"Dicevamo?"
"Sei nervoso, urno?"
"Mai."

02/05/13

Musica sperimentale per cazzi circoncisi.

Ragazzi, regolate il vostro orologio biologico che già vi urla "SEI PIU' CINQUE ANNI PIU' VECCHIO DELLA TUA ETA' REALE!" e settatevi degli obiettivi da rispettare.

Non ce la farete. Non è per tutti.

Ora potreste piangere, potreste trovare conforto nelle droghe come fanno gli animali più intelligenti.






O potete trovare un lavoro di merda, applicarvi, smazzare per una paga di 400 euro al mese che magari forse, magari, forse, magari, forse forse forse e chissà, un giorno, magari diventerà un lavoro fiss..ahahhahhhah.
E tentando di ottenere un contratto a tempo indeterminato potreste scendere a biechi compromessi.





Magari schiattate. O finite in qualche centro di igiene mentale dove le infermiere si sfiziano a malmenarvi e a fottervi i due euri (accademia della crusca docet), vecchi balordi e scalcagnati che non siete altro.



Ma se non avete nulla da perdere, buttatevi nella musica sperimentale.
Il sogno di milioni di musicisti che finalmente, dopo anni di strimpellate in pub malridotti e anni di serate indie immotivate, decidono di superare il muro delle solite canzonette rock/pop/wave/metal/punk/folk e di darsi a suoni nuovi.

Suoni nuovi corredati da video eccentrici.

Fate piangere il fantasma di warhol (vorrei fare esempi migliori, ma è l'unico eccentrico che conoscete) e i baffi di dalì e cominciato a comporre, anche se "comporre" è una parola grossa: registrate.

Rumori di cazzi che sbattono tra di loro, tacchi che sbattono su un tavolo di marmo, pacche sul culo, negri che scatarrano, scambi di battute tra psicanalisti e trans normodotati.
Mischiate ogni suono con suoni che non c'entrano un cazzo come il clang di una fotocopiatrice e poi organizzate un video.
Un video superpsichedelico, roba che i pink floyd devono vomitare nella tomba, quelli che ci sono, e morire di colera, quelli ancora vivi.

Dissolvenze, donne che corrono in lontananza, subdole storie d'amore, frasi senza capo nè coda, il mondo visto dallo spazio, astronauti che nuotano negli oceani, cazzi circoncisi che volano l'uno contro l'altro, ma rigorosamente in slow motion.