04/05/13

I nemici sono vicini.

Questo è per te che leggi, proprio tu, proprio per te. Personale.
FUCK YOU.



Mi siedo sulla panchina, mi rilasso, apro la lattina di gordon. Il mio amico sta già bevendo una tennent's e resta in piedi, indeciso.
E' più basso di me e già questo dovrebbe dargli fuoco all'autostima, ma è non è un brutto ragazzo. Non volevo interazioni umane, ma avevo bisogno di uscire e bere e farlo da solo non mi ispira, piuttosto mi ascolto i problemi mentali e fattuali di altri coglioni come me.

"Urno, non sono innamorato, è un altro sentimento."
"Come no. Senti le farfalle nello stomaco?"
"E' diverso."
"Le dedichi canzoni? Ti masturbi immaginandotela nuda? Hai polluzioni notturne più frequenti del solito?"

Sono a volte insopportabile.
Lui tiene duro e butta giù due sorsi, per fortuna siamo attrezzati con altre tre birre ed una qualche sottomarca di whiskey e della coca.

"No, seriamente, questa mi piace. Non voglio bruciarmela subito, non so come muovermi."

Il posto non è affollato, ma passa una che mi ha dato un due di picche cinque o sei anni fa insieme alla sua orribile migliore amica che sembra un misto tra un palo ricoperto di piscio e un carlino. Lei è ancora una gran figa, ma ha sempre peccato di tette e ricordo sorridendo al fatto che avesse le braccia ricoperte di felici peli biondi. Cristo. Sorrido ancora di più e ingollo la birra.
Anche lui si gira a guardarle il culo ricoperto da un vestito celeste con dei brillantini o dio sa cazzo cosa.

"Bella eh?"
"Fattibile."
"Allora ti piacerà questa storia: Svariati anni fa andavo dietro a quella stronza, siamo usciti varie volte e mi ha presentato un milione di sue amiche, qualcuna era anche relativamente figa. Ricordo in particolare una con una quarta non indifferente che, però, mi venne sconsigliata, pare fosse pazza, oh, mi sto dilungando. Tornando a quell'epoca, avevo i capelli corti ed ero un mezzo coglione, più di quanto non lo sia oggi."
"Mm mh."
"Ero riuscito ad avere il suo numero di telefono, di casa, bada, non c'erano questi telefoni cellulari o facebook a facilitare le cose. La chiamai dal nulla più assoluto, ok, ci conoscevamo di vista già prima, e le dissi: ehi bla bla bla, sono io, ti ricordi, vuoi uscire con me? E lei accettò. Minchia. Che conquista. Per farla breve mi dichiarai dopo un mese di uscite e lei cominciò con la solita solfa del "è meglio se restiamo amici" , lì me ne andai in un nanosecondo."
"Morale della storia?"
"Morale della storia: ora quella è una troia che ha la figa scoperchiata come un vulcano ed io sono qui con le palle in mano e ogni tanto penso che mi sarebbe piaciuto scoparmela, perciò smettila con queste puttanate del sentimento, del rincoglionimento, del fatto che lei è, lei è. Lei è un cazzo. Guardami negli occhi quando parlo, frocetto e ripeti con me "lei è un cazzo". Piuttosto scopati quella gnocca con cui ti vedi sempre."
"Mannò, è un'amica."
"Meglio."
"No, quella è una situazione complicata."
"E' complicata un cazzo, fossi in te l'avrei stantuffata così forte che avrebbe perso i capelli, le sarei venuto in mezzo agli occhi e le avrei schiaffeggiato il culo fino a farle uscire i lividi."
"Ma non lo faresti mai!"
"Hai ragione, le sarei venuto sulle tette. Fatto sta che hai il dovere morale di scopartela."
"La fai sempli.."

"Urnoooooooooooooooooo!"

Il posto comincia a starmi sui coglioni, mi ha visto e si sta anche avvicinando un tizio che crede di essermi amico, ma a cui io vorrei amputare almeno la mano sinistra per ragioni che esulano dall'esistenza di questo blog, perciò reagisco nell'unico modo possibile.

"Non ti avvicinare o ti sego in due."

Ovviamente pensa che io stia scherzando e rallenta, ancora con un mezzo sorriso su quella bocca di merda e con le braccia a mezz'aria, come se gli avessi bloccato l'abbraccio che voleva darmi.

"Non scherzo, ti sego in due."

Ora è basito. Si ferma un millisecondo, riflette, raggiunge il pensierio che gli serve.

"Nooooooo, urno, io non ho fatto niente!"
"Meglio. Non sei contento così?"
"Noooooooo, ma davvero, non ho fatto niente. Non è come pensi."
"Io non penso, io fra cinque secondi ti prendo a calci e poi amici come prima."
"Ma io non c'entro niente!"

Sono tutti molto lenti a capire, saranno le pasticche che ti danno alla testa.

"PORCO CRISTO, ALLONTANATI SUBITO, NE RIPARLIAMO FRA UN ANNO, E' DIFFICILE DA CAPIRE, DIO CANE?"

Mi alzo per rendere il tutto più credibile, e funziona, amici, funziona. Finalmente si allontana e continua a blaterare sottovoce che lui non c'entra niente, che qualcuno deve avermi detto qualcosa di sbagliato, che sono voci che girano, che nulla è come sembra, che puttanate puttanate puttanate.

"Dicevamo?"
"Sei nervoso, urno?"
"Mai."

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