Sono nato sei anni fa.
Non una adolescenza delle migliori, ma niente di grave. Odiavo tutti e avrei ucciso volentieri un milione di persone, personalmente. Ci ho messo un po' a capire che nessuno si meritava il mio odio nè il mio tempo. Mentivo spesso perchè non sapevo nè chi ero nè chi volevo essere.
L'alcol mi ha snebbiato i pensieri e ho visto tutto più chiaramente nei brevi momenti in cui riprendevo lucidità. Ho camminato e fatto esperienza. Sono caduto più e più volte bestemmiando il mondo. Ho rischiato di morire un paio di volte. Sono sicuramente morto una volta. Inferno e rinascita.
Sono sempre stato magro, ora ho un fisico dignitoso, sempre magro, ma definito e con qualche muscolo in più. Mai stato così bello e ogni giorno lo sono di più. Sono felice quando mi alleno e cerco di farmi il più male possibile mentre rimango con la lingua da fuori e non riesco neanche a bere acqua perchè il mio cuore non regge.
Ho fumato più e più volte fino a morire, prima per piacere poi per non pensare a nulla (to cope è il mio verbo preferito inglese), per diventare comfortably numb, ma il comfortably dura massimo qualche ora.
Quando sono sul balcone immagino di buttarmi solo per la curiosità della situazione. In verità amo la vita. Cerco di fare solo quello che mi va di fare e mi diverte. Vorrei scrivere come kerouac, ma vorrei essere come neal cassady e in quei brevi momenti in cui ci riesco, per ora, sono felice.
Credo nell'amore più di ogni altra cosa e so che può durare qualche anno o anche un'ora, che voi ci crediate o no.
E mi chiedo cosa ci vedono in me quando non faccio niente e cosa non ci vedono in me quando do il massimo. E' solo curiosità, non me ne frega nulla davvero.
Ti ascolto parlare e probabilmente sto pensando ad altro e rido perchè la situazione è ridicola e penso ad un'altra faccia quando sto con te, nella maggior parte dei casi. Avete facce tutte uguali e io non vi credo neanche un po'. Interpreto sempre in modo favorevole a me tutte le frasi che mi vengono dette e tutti i minimi gesti, sono fermamente convinto di queste mie interpretazioni e spingo sempre per cercare il tuo limite così se mi mandi a fanculo vuol dire che l'ho raggiunto e se non lo fai vuol dire che ho allargato i tuoi limiti. Non esiste per me il non portare nulla al massimo possibile nella direzione che voglio.
Ogni tanto mi capita di idealizzare le persone e di immaginarle migliori di quanto non siano. E' un piacere stilistico che mi concedo. Intanto sono cambiato e mi apro a chi mi sembra interessante perchè voglio nuove idee e nuove voci e nuovi volti, poi se a te non va bene chiudo la porta di soppiatto e vado in un altro luogo e, fidati, c'è sempre un altro luogo.
Ascolto musica il più possibile e potrei ricoprirti di canzoni da qui all'eternità e spiegarti a quale momento ho collegato quale canzone e ti racconto tutto di quel periodo e che significato ha per me. Sono anche vivo grazie a questo e ai testi di tutti questi cantanti.
E sinceramente mi dispiace per voi stronzi che non avete mai pianto davanti ad un film, ad un tramonto, ad una foto, ad una canzone o rileggendo vecchie frasi piene di dolore scritte da sconosciuti.
Parlo molto quando devo distrarti, parlo poco se non ce n'è più bisogno. Se c'è una minima intesa con te, preferisco rimanere in silenzio o ascoltare una canzone e ne sono contento. Però questo è vero anche se mi stai sul cazzo: per evitare di ascoltarti preferisco rimanere in silenzio o ascoltare una canzone, e sono contento che tu non stia parlando. Se lascio indizi in giro è solo perchè voglio segretamente essere fermato.
Sono felice quando mi prendo un due di picche perchè almeno ci ho provato, sono ancora più felice quando la cosa va bene e molto molto molto più felice quando ti entro nel cervello. A volte non ho tempo per stare dietro alle tue stronzate e vado troppo veloce. Mi piace farti cambiare idea e dirti sacrosante verità che non capirai mai perchè non ti serve capirle. Dopo anni mi verrai a dire che avevo ragione, ma questo non mi rende contento perchè so benissimo di avere ragione quando ti dico qualcosa. Anche questo non ha importanza.
Dimentico poche cose e ne ricordo parecchie senza motivo. Vorrei una vita di quelle dove non si lavora mai e ci si droga e si beve whiskey dalla mattina alla sera, liscio, con le labbra attaccate alla bottiglia con qualche amico pazzo e fidato con cui parlare dei massimi sistemi e di tutto ciò che c'è o con qualche ragazza che possa sostenere un periodo di questo tipo, ma so che il mio fisico e le mie finanze ne risentirebbero alla lunga, e che una ragazza adatta a queste cose sarebbe una di quelle intelligenti squilibrate, perciò faccio cose del genere solo una volta all'anno o anche meno.
Capisco e so molte più cose di quanto non voglia dire e non lo faccio non per quieto vivere (il quieto vivere te lo puoi ficcare nel culo), ma perchè non ne ho semplicemente voglia o non mi interessa o, in rari casi, sia io sia la persona a cui dovrei dirle sappiamo benissimo tutto e ce lo diciamo con gli occhi, con la telepatia e non serve altro, a noi va bene così.
23/07/15
18/07/15
E' l'effetto collaterale della cocaina.
Chiudo gli occhi, vedo le stelle. Nessuno mi ha picchiato, è che proprio vedo il cielo stellato chiudendo gli occhi. Curioso.
Cerco di immaginare dei volti, delle cose e non capisco dove esattamente si posizioni l'immagine nel mio cervello. O se l'immagine esista effettivamente. Vedo solo buio, eppure i ricordi li vedo in qualche modo. Dove li vedo? In alto a destra? In basso a sinistra? Al centro? Non riesco a capirlo, sto andando in paranoia e riapro gli occhi, il soffitto mi salva per un attimo. Sono sdraiato sul divano intento ad ascoltare la musica, distante da tutto e da tutti, ripensando alla notte prima.
E' l'effetto collaterale della cocaina.
Sono le nove e mezza, doc e mister sono arrivati e ci mettiamo a fumare sul balcone cercando di programmare delle vacanze che non si realizzeranno in gran parte. Poco male. Sono le undici e dobbiamo metterci in macchina. E' uno sforzo immane alzarsi dal letto, ma la notte chiama. Sono completamente in un altro mondo, sul sedile del passeggero, guardo fuori dal finestrino cercando di restare concentrato nella realtà.
Perso nell'infinito.
Faccio un viaggio lunghissimo e mi sembra di essere tornato bambino quando viaggiavamo per ore e ore in macchina e verso la fine pensavo "quasi arrivati, quasi arrivati" e qui invece avremo fatto sì e no un chilometro, ma la sensazione è la stessa. Sembra una strada infinita. In un momento di lucidità mi chiedo come stiano messi i miei compagni. Spero non come me. Se doc che guida sta messo come me, è finita. E' proprio finita.
Altro momento di lucidità e mi accorgo del silenzio.
Merda.
La macchina rallenta clamorosamente trecento metri prima del semaforo. Doc e mister sono con tutta probabilità ancora sul balcone di casa mia. Finalmente ci fermiamo.
Doc mi guarda un millisecondo e poi si mette le mani in faccia dicendo "porca puttana".
Scoppiamo a ridere per rilasciare la tensione e scopriamo di aver vissuto tutti lo stesso identico trip.
Il peggio è passato e proseguiamo. Quando parcheggiamo la macchina, noto un terrazzo di una casa, primo piano, dove ci sono una ventina di persone. La grande bellezza nella mia città. Con la differenza che nel film il terrazzo dava sul colosseo, qui su una piazza dove si spaccia poco e male e i giovani si radunano per bere.
E' l'effetto collaterale della cocaina.
Giorno: c'è.
Maglietta grigia: c'è.
Il locale dove voglio andare è inaspettatamente chiuso: c'è.
Birra: c'è.
Vestiti bagnati di birra: ci sono.
Laila: c'è.
Stavolta non mi ha portato un libro, mi ha portato ricordi. E restiamo a parlare per ore e ore e io non me ne andrei mai e lo so bene cosa dovrei fare con lei: girare un po', agguantarla, sollevarla e baciarla e sentire la musica in testa mentre tutto questo succede.
Invece no.
Parliamo per un'eternità e mi va bene così perché Laila ha dei sogni, ha delle idee e delle passioni e quando parla le si illuminano gli occhi e la pensiamo in modo simile e ha gli anni che io vorrei avere e che ogni tanto mi sento quando non mi ricordo il mio passato.
Allora non avevo niente, solo i miei sogni. Adesso ho tutto, ma non ho più i miei sogni.
Lei ha i capelli lunghissimi, mossi e ride spesso. E' stata un po' sballottata dalla vita e ha un sorriso grandissimo. Io rido di più e guardo il mondo piano piano e commentiamo tutto quello che passa davanti a noi.
Rimaniamo abbracciati per un po', lei si aggrappa al mio braccio, sono felice, ma è troppo tardi per baciarla. Rimando.
Non è l'effetto collaterale della cocaina.
02/07/15
Exulansis.
Stanno tutti preoccupati, tutti preoccupati perchè "il mio amico, il mio amico sta male!" e chi gliel'ha fatto fare, dico io? Fingendo, perchè in effetti è in parte colpa mia, ma cosa vogliamo farci? Allora mi si avvicina uno dei ragazzi, indica una mia amica e mi chiede "te la sei scopata?" "no" e poi parliamo di troie in genere, di quelle che la danno via facile e lì sì che ne è pieno, e quindi lui sta lì a pensare di raccontarmi la sua incredibile e variegata vita sessuale e solo dopo ho scoperto che in verità è innamorato come tutti gli altri di una pazza che non gliela darà mai - so che soffre, lui, per problemi fisici, ma non è questo il luogo per discuterne - torniamo a prendere da bere, da bere, da bere, ho finito i soldi e una ragazza con i capelli lisci si avvicina e io sono oramai mesi che penso che ci dovrei provare, ma niente, non faccio mai nulla perchè ogni volta che ci incontriamo sono in condizioni pietose e c'è troppa gente in giro e non mi va di muovermi e lo so che dovrei prenderla per mano, trascinarla in bagno e saltarle addosso come lei si aspetta da chiunque, ma non mi va e faccio un altro tiro, stiamo quasi morendo qui dentro e con la coda dell'occhio vedo tutti che ci provano con tutti e depressi veri depressi che cercano conforto da amici e depressi che fingono di stare bene e mi salutano e io vorrei anche dare un consiglio a queste persone, ma i consigli si danno solo se richiesti, chi sarò io per intromettermi nelle vite di questa gente che ha avuto prima un culo terribile e ora piange dalla mattina alla sera, senza muovere gli occhi, senza dispendio di lacrime perchè poi qualcuno se ne accorgerebbe, no, lui piange da solo in privato in silenzio come se non avesse importanza - e giustamente non ne ha - e io so che ci vorranno mesi e mesi e mesi e mesi, è inutile che fingi parlando con la tua amica bionda pensando "sìsì ora me la faccio subito subito", mica è così facile, bisogna prima morire per poi rinascere invece tu vuoi evitare questo passaggio e non è così che funziona - non è così che funziona, ripeto io mentre spiego che loro sono in verità sconnesse e scollegate: prima fanno una cosa e solo successivamente razionalizzano e danno una motivazione a cosa hanno fatto, perciò non ci devi vedere nulla di male in tutto ciò è così che va e basta, tu rinuncia e apprezza quando razionalizzano te. C'è del fumo all'orizzonte e anche tra le mani di questo ragazzo che parla molto molto velocemente perchè chiaramente pensa velocemente e mi ferma mentre annuisco e intervengo nel discorso perchè giustamente vuole prima essere ascoltato mentre io sono abituato agli inglesi che vogliono sentirsi dire "ah, davvero? mm mm mm. ah bello!" altrimenti sembra che non te ne sbatta un cazzo e invece a me sbatte qualcosa e il discorso è interessante, concludiamo che siamo d'accordo il che è molto notevole, ad esempio non mi succedeva dal tredicesimo secolo - ultima volta in cui mi sono innamorato - e allora lo saluto e so che mi ricorderò il suo nome, come se fosse importante perchè chissà se lui sa il mio. Busso alla spalla di una bionda - un'altra bionda - e le dico "beh dove sei finita? sarà un mese che non ti vedo e volevo vederti perchè, sai, sono anni che non mi faccio una bionda" questo in poche parole, in verità ci rifletto e ricordo che forse c'è stata una bionda, ma è sempre difficile capirlo, sai quel colore tra il biondo e il castano chiarissimo? Figurati se io so riconoscerlo, ma tanto quell'ultima su cui ho questo dubbio non è stata neanche granchè figurati non ci parliamo più e sta con un tizio mezzo negro, nulla di male ci mancherebbe, e sono contento anche si sia levata dalle palle. In tutto ciò lei mi risponde "ero impegnata, ma sei fortunato: nessuno dei miei pretendenti mi ha avuto e inoltre ho litigato con tutta la mia compagnia perciò ora cerco gente nuova con cui stare" "io non voglio stare con nessuno principalmente", dico veloce, "mi trovi al momento giusto, dammi il tuo numero che ti porto a vedere le stelle, a farti sognare e poi ti ributto giù a morire mentre ci provo con la tua amica che, per inciso, non ha ancora capito che tenterò di violentarla", non mi guarda stranita e risponde "hai ragione, è proprio quello che ci vuole per lei, ora scusami ma vado in una discoteca a tentare di farmelo appoggiare da ubriaca e poi negherò tutto il giorno dopo", la lascio andare e guardo la solita ubriaca oramai zimbello della piazza che tutti stimano e tutti vogliono e penso di essere il solo a essere più furbo di quelli che darebbero un dito per scoparsela - io invece ho dato solo due dita di scotch e ne è valsa la pena quando ha gridato "basta, non ce la faccio più" - ma capisco giustamente che un bel viso anche se ormai non più giovane e bellissimo come quando aveva sedici anni possa attirare tutti e infatti tutti attira, vallo a spiegare a tutti loro che non hanno nessuno diritto di giudicarla nè di reclamarla perchè ci hanno condiviso qualcosa...che vuoi siamo tutti egoisti e ci sembra anche di aver ragione. Ennesima donna, ennesima donna che si avvicina - voi penserete: che cazzo urno hai rotto i coglioni sembra che fai solo questo nella vita e scrivi sempre le stesse cazzate e io vi rispondo che è verissimo, il fatto dello scrivere - e chiede "perchè con me non ci provi? perchè non facciamo qualcosa di bello insieme tipo andare in spiaggia a passeggiare mano nella mano", ho quasi un rigurgito al solo pensiero e mica posso dirle francamente, perchè sono una brava persona, che mi fa schifo, mi fa veramente schifo e il solo fatto di essere lì a parlarle mi rattrista perchè non sono con un'altra in quel momento e vedo anche quell'altra, l'altra è lì dall'altra parte della piazza e ci guardiamo un attimo solo perchè abbiamo già intrallazzato in passato e lei ora ha molto altro da fare e io nella mia follia vorrei anche andare da lei e chiederle di fare una pazzia, di fuggire da soli per una settimana e comportarci da innamorati e abbandonarci di nuovo in un loop vorticoso e fulminante che non farebbe affatto bene alla mia psiche, ma non lo faccio perchè so che se non stiamo insieme c'è qualcosa sotto che ha impedito il tutto e so anche che per lei non sono altro che un fuoco fatuo, di quelle fiammelle di una candela mentre ti fai il bagno nella vasca e ascolti musica depressiva perchè la tua vita è quella, la tua vita è così folle e nessuno ci crede, ma non perchè non possano crederci, ma perchè a chi cazzo lo racconti? E alla fine come vuoi che finisca...queste cose le devi andare a scrivere su un blog.
26/06/15
Emma.
Le grandi cose sono l'amore e l'ingenuità di una bambina.
Quando ho conosciuto Emma, mi innamorai completamente e velocemente del suo viso e compresi tutto quello che c'era da comprendere in poco tempo e le dissi tutto quello che sapevo solo grazie al suo viso, la sua forma, i capelli, quello sguardo. Aveva passato anni contenti, qualcuno di più, qualcuno di meno, con un ragazzo e poi lui andò via e non volle rimanere dopo qualche settimana perché aveva trovato un'altra a cui dedicarsi. Tipico, direi. Lei pianse a lungo. Andava alle feste e beveva e tornava a casa tutta triste guardando la luce riflessa della luna. Incontrò me. Ero biondo, fulgido e con gli occhi splendenti. Decisi di andare subito a fondo e sparare tutte le cartucce perché non c'era bisogno di aspettare, temporeggiare e rischiare e rimase così colpita che ebbe visioni di rinascita e sosteneva che il suo cuore fosse stato mangiato dalle bestie e io pensavo ad una canzone che fa "nel mio cuore, dal mio cuore, c'è una donna che tace le parole di un altro uomo triste". Condivisi con lei canzoni che non volevo condividere con nessun altro perché lei era la persona giusta in quel momento e le feci capire che avevo routine che falciano gli occhi e bombe atomiche che ti spazzano via. E le feci esplodere. Sempre più sconvolta si chiedeva come facessi a sapere tutto e a sapere cosa dire e in quale momento dire e la canzone giusta e il film giusto. Parlammo a lungo, di notte, confessandoci in breve segreti che di solito sono centellinati per anni di una qualsiasi relazione. Tutto questo mentre imparavo le canzoni da suicidio che tanto ci piacevano e ascoltai quella canzone precisa per tutta quella settimana colma d'amore e di desiderio e quando ci guardavamo negli occhi e ascoltavamo la nostra voce era tutta una magia veloce e curiosa. Guardavo le sue foto irretito e pensavo alla nostra estate insieme e poi dormimmo insieme e lei si svegliava con quello sguardo mezzo addormentato, ma già felice di avermi lì e sorrideva e prese dal cassetto vecchi ricordi per indossarli di nuovo e sapevo benissimo che lo faceva solo per me, ma non lo ammise mai. Io sorridevo e aspettavo di andare al mare con lei, su lidi sabbiosi con i nostri asciugamani a spalmarci la crema sulla schiena e c'eravamo vicinissimi tanto che lei si stampò le mie foto e le appese in camera e non solo questo. Anche gli screen dei nostri messaggi finirono lì sul muro e spesso si ritrovava a toccarle con le dita, facendole scorrere lentamente come se io potessi essere lì, ma io ero relativamente lontano e non bisogna mai mai mai abbassare la guardia né temporeggiare perché poi accadde quello che pensavo, che sospettavo, che non volevo. Volevamo quasi vivere insieme, veloci come pazzi, ma un giorno ognuno uscì per fatti suoi e lei incontrò un vecchio ricordo e lui le disse "ti ho pensata sempre", bugiardo, "torniamo felici e giovani come prima, non me ne andrò più". Lei amava il ricordo, ancora e sempre e dimenticò in un soffio il nuovo innamorato sorridente, mi disse addio velocemente. Mi lasciò triste e una storia bellissima morì così. Eppure mesi dopo, come previsto, il ricordo svanì di nuovo. E stavolta per sempre. Emma pianse di nuovo e pensò al povero me, a cosa sarebbe stato se, e solo se, non avesse ceduto al ricordo, ma c'era poco da fare. Mi cercò, cercò il ragazzo biondo, ma non lo trovò mai più.
Quando ho conosciuto Emma, mi innamorai completamente e velocemente del suo viso e compresi tutto quello che c'era da comprendere in poco tempo e le dissi tutto quello che sapevo solo grazie al suo viso, la sua forma, i capelli, quello sguardo. Aveva passato anni contenti, qualcuno di più, qualcuno di meno, con un ragazzo e poi lui andò via e non volle rimanere dopo qualche settimana perché aveva trovato un'altra a cui dedicarsi. Tipico, direi. Lei pianse a lungo. Andava alle feste e beveva e tornava a casa tutta triste guardando la luce riflessa della luna. Incontrò me. Ero biondo, fulgido e con gli occhi splendenti. Decisi di andare subito a fondo e sparare tutte le cartucce perché non c'era bisogno di aspettare, temporeggiare e rischiare e rimase così colpita che ebbe visioni di rinascita e sosteneva che il suo cuore fosse stato mangiato dalle bestie e io pensavo ad una canzone che fa "nel mio cuore, dal mio cuore, c'è una donna che tace le parole di un altro uomo triste". Condivisi con lei canzoni che non volevo condividere con nessun altro perché lei era la persona giusta in quel momento e le feci capire che avevo routine che falciano gli occhi e bombe atomiche che ti spazzano via. E le feci esplodere. Sempre più sconvolta si chiedeva come facessi a sapere tutto e a sapere cosa dire e in quale momento dire e la canzone giusta e il film giusto. Parlammo a lungo, di notte, confessandoci in breve segreti che di solito sono centellinati per anni di una qualsiasi relazione. Tutto questo mentre imparavo le canzoni da suicidio che tanto ci piacevano e ascoltai quella canzone precisa per tutta quella settimana colma d'amore e di desiderio e quando ci guardavamo negli occhi e ascoltavamo la nostra voce era tutta una magia veloce e curiosa. Guardavo le sue foto irretito e pensavo alla nostra estate insieme e poi dormimmo insieme e lei si svegliava con quello sguardo mezzo addormentato, ma già felice di avermi lì e sorrideva e prese dal cassetto vecchi ricordi per indossarli di nuovo e sapevo benissimo che lo faceva solo per me, ma non lo ammise mai. Io sorridevo e aspettavo di andare al mare con lei, su lidi sabbiosi con i nostri asciugamani a spalmarci la crema sulla schiena e c'eravamo vicinissimi tanto che lei si stampò le mie foto e le appese in camera e non solo questo. Anche gli screen dei nostri messaggi finirono lì sul muro e spesso si ritrovava a toccarle con le dita, facendole scorrere lentamente come se io potessi essere lì, ma io ero relativamente lontano e non bisogna mai mai mai abbassare la guardia né temporeggiare perché poi accadde quello che pensavo, che sospettavo, che non volevo. Volevamo quasi vivere insieme, veloci come pazzi, ma un giorno ognuno uscì per fatti suoi e lei incontrò un vecchio ricordo e lui le disse "ti ho pensata sempre", bugiardo, "torniamo felici e giovani come prima, non me ne andrò più". Lei amava il ricordo, ancora e sempre e dimenticò in un soffio il nuovo innamorato sorridente, mi disse addio velocemente. Mi lasciò triste e una storia bellissima morì così. Eppure mesi dopo, come previsto, il ricordo svanì di nuovo. E stavolta per sempre. Emma pianse di nuovo e pensò al povero me, a cosa sarebbe stato se, e solo se, non avesse ceduto al ricordo, ma c'era poco da fare. Mi cercò, cercò il ragazzo biondo, ma non lo trovò mai più.
02/06/15
L'ultimo weekend.
Ci sediamo in cucina, io e lei, aspetto in silenzio quello che ha da dire e lei comincia a parlare, a descrivere cos'è successo di male, cosa non sarebbe dovuto succedere, perchè è finita così, a tratti piange, si asciuga le lacrime, si interrompe, io non so come aiutarla, non so cosa dire e la invito ad uscire, farsi un giro per calmarsi e poi tornare. Scopro solo dopo qualche ora, grazie ad una soffiata, che l'incontro era stato organizzato per farmi delle foto da utilizzare in uno strano progetto universitario e allora chiamo lei e le urlo "cazzo significa tutto questo, stronza? Torna qui, cancella tutto o ti ammazzo! Ti faccio del male, ti faccio malissimo!". Corro in salone dove ha lasciato due paia di scarpe e una borsa piena di milioni di cose: trucchi, chiavi, trucchi, ancora trucchi, una buccia di banana. Io infilo la mano dentro la borsa e cerco di trovare qualcosa che possa buttare con disprezzo dal balcone e alla fine preferisco lanciare tutto per terra e uscire sbattendo la porta.
Sono in un golfo e sto camminando sull'acqua e so che devo raggiungere la grecia (o la turchia?), ma sarebbe meglio trovare una barca o qualcosa del genere, vedo due uomini su una zattera che remano nella mia direzione, gli chiedo un passaggio, ma non vogliono saperne, allora mi butto sopra uno dei due e lo lancio in mare, affonda. L'altro capisce la situazione e mi passa un remo, cominciamo ad andare verso la costa. Alla nostra sinistra un battello ci sorpassa.
Mi sveglio realizzando il sogno appena fatto, che cazzo di cose assurde, lei, le foto e camminare sull'acqua. Guardo il cellulare e scopro di essere già in ritardo di due ore sulla tabella di marcia, maledette canne, mi preparo in mezz'ora senza fare colazione e mi avvio verso la stazione incrociando un vecchio conoscente con una ragazza magrissima, due gambe che sono stecche, e penso che quello potrei essere io se il mio computer supportasse videogiochi più potenti e mi fossi lasciato andare ad un'esistenza da rinchiuso in casa mentre penso tutti i giorni all'unica ragazza che mi piace, la tipa anoressica, e ci muoio dietro e lei non ricambierà mai, solite storie. Che sofferenza, potevo essere io. Vado avanti e compro i biglietti per il viaggio di domani.
Preparo una canna, la infilo dentro il comodo portacanne preso ad amsterdam e mi avvio verso il parco, ad aspettarmi c'è tom, ci sediamo al centro del parco, per fortuna la giornata ventosa ha evitato che il posto fosse pieno di bambini che urlano e giocano, o di semplici stronzi come noi. Gli racconto una lunga storia su come una ragazza di nostra conoscenza abbia soggiogato, umiliato, distrutto e privato dell'anima il suo ragazzo. Questo poveretto muore ogni giorno soffrendo anche fisicamente, somatizza, e lei con precisione chirurgica e inconscia lo distrugge e lo mette alla prova perennemente lasciando terra bruciata intorno a lui, che ha perso amici, amiche, senza contare il suo essere uomo. Quest'inferno ha vette inclassificabili e buchi profondi, pozzi bui di perdizione dove lei ti risucchia via l'anima e il povero sfortunato si ritrova storpio, monco, a respirare a fatica, a piangere senza sosta e a chiedere pietà. E' una cosa orribile che non augurerei quasi a nessuno, e pensare che potevo esserci io al suo posto, non avere più il controllo sulla propria mente, sui propri sogni, pensieri, opinioni, azioni. Nulla di nulla perchè è tutto fermamente e costantemente giudicato nel peggior modo possibile e, tra l'altro, in una maniera passiva-aggressiva che torcerebbe i capelli a satana in persona se lui non fosse impegnato a tirare i fili di questa grottesca situazione. Brindiamo a lui, idealmente, mentre fumiamo e riflettiamo su come non cadere in situazioni simili. "Tanto per cominciare, evitiamo le pazze", dice tom, "sopratutto tu, felix". Io gli racconto di un'altra cui sto andando dietro e lui replica ridendo "ogni volta c'è una nuova, ma da dove cazzo escono?", e io "con questa sto valutando, cioè, voglio farmela, ma non ho ancora cominciato nulla, non ho avuto molto tempo recentemente". "Comunque stasera c'è una festa in discoteca, sei dei nostri?", propongo. Tom fa una smorfia, si fa dare i dettagli e aggiunge "se proprio devo...però non guido neanche per il cazzo".
Alle undici di sera ci avviamo scapigliati verso la discoteca, siamo cinque in macchina e c'è una folla incredibile, mezz'ora e più per prendere un cocktail e noi ne abusiamo, ne prendiamo due a testa e beviamo, beviamo, beviamo, ma chi è questa gente e chi vuole frequentarla e chi vuole ballarci con queste tipe? I miei amici mi premono da dietro, c'è calca e qualcuno si incazza per un millimetro rubato nella fila verso il bancone e judy è lì nella mischia e ci salutiamo e allora prendo i drink e andiamo lontani da tutti a parlare di noi, per sapere come va la vita e finiamo fuori a fumare, a prendere freddo, a parlare apertamente del nostro passato tra un drink e l'altro e intanto io fumo sigarette su sigarette e passa un'ora, non vado dentro a ballare perchè non mi importa. Judy mi dice "vai dentro a limonare con qualcuna, non voglio farti perdere tempo" e io replico "come ben sai, faccio solo quello che voglio fare, se sono qui è perchè lo voglio" e poi apriamo il cuore al mondo professandoci un amore incommensurabile che in questo caso è un volersi bene indistinto e infinito che resterà per sempre e lo sappiamo. Certo, potrei entrare dentro e beccare la prima ragazza ubriaca e parlare, ma chi vuole parlare con certa gente così? E le avrei domandato quali fossero i suoi hobby e io avrei risposto "a me piace prendere le cannonate in bocca" e quella non avrebbe mai capito. Poi ritorno dai miei amici e balliamo con sconosciuti e continuiamo a bere, usciamo di nuovo a fumare e conosciamo gente, c'è una ragazza, silvia forse ha detto che si chiama? Io e tom e altri le parliamo, dice che si deve laureare a luglio e noi ci facciamo invitare poi la saluto baciandola e tento anche di baciarla, ma per principio, non per altro, non mi interessa e infatti "felix, che fai?". Mi allontano e vado verso le macchine e trovo Ed, da solo che fuma una sigaretta dopo l'altra senza fermarsi e me ne faccio dare una e lui è quasi disperato, malinconico perchè è innamorato di una ragazza che è lontana, molto lontana da qui e mi racconta "ero prima dentro e una tipa voleva venire in macchina, ma io non ci riesco, non so cosa succede, non ci riesco più, è che sono innamorato di Elisa e lei non mi caga di striscio e non scende più in città, non la vedrò più, cazzo devo fare felix?" e intanto mi fa vedere la foto dell'ex di Elisa commentando "ma guarda lei e guarda lui, dai cazzo c'entrano questi due insieme? Ci sono io! Io! Sono molto meglio" e in effetti Ed è molto meglio, è un bel ragazzo, ci sa fare, ma come gli spiego subito "appunto perchè a lei ci tieni tantissimo non riesci a calibrare bene la situazione e quindi ora ti trovi fregato, però fai una cosa buona, non sentirla per una settimana e poi se lei non viene, vai tu da lei" "ma l'ho già fatto, sono già salito da lei e non è servito perchè a lei non frega nulla" e io rincaro la dose: "devi andare, devi provarci, ultima volta. Bruciala tutta e bruciala completamente, non lasciare a nessun altro questa decisione, tu ci vai e poi almeno non vivrai con il rimorso. Non sono troppo più grande di te, ma ho avuto le mie esperienze e so che i rimorsi ti rodono l'anima per sempre". Torno dove sono tutti gli altri e ragazze vomitano un po' ovunque, odore di canne e ormai il buttafuori che mi conosce mi dice che non posso rientrare "la pacchia è finita", allora accompagno prima Judy verso la macchina e di nuovo ci preoccupiamo l'uno dell'altra come due divorziati felici, poi prendo gli amici e andiamo in macchina, sono le quattro e mezza e dico "beh, possiamo andare ognuno a casa sua oppure posso salire a casa, prendere del fumo e andiamo a farci una canna", la seconda scelta vince con una votazione unanime e alle sei sono nel letto.
Siamo appena usciti dalla festa e tanti non sono di qui, ma dei paesini vicini quindi ci chiedono un passaggio e vogliono anche litigare come se fossimo dei privilegiati bastardi, noi con pacatezza rispondiamo "prendetevela con gli organizzatori che non hanno messo a disposizione un bus e poi la nostra macchina è piena, cosa volete?", andiamo via e sta guidando alessia. Alessia che non ho neanche mai visto alla festa, ma dopotutto sono sempre stato fuori ed è ubriaca, non riesce a guidare, sale con due ruote su un marciapiede, per fortuna è tardi e non c'è nessuno in giro, e quasi si schianta contro un palo del divieto di sosta, allora ci fermiamo e scendiamo tutti dalla macchina per riflettere sul da farsi. So bene che se mi metto io alla guida arriviamo sani e salvi a casa, ma se mi beccano sono comunque ubriaco e la patente me la sogno per qualche mese, non saprei. Potrebbe guidare tom, ma lui è più ubriaco di me e allora va bene, guido io, non guido io, guido io, non guido io, guida tom e finiamo in un'altra festa, come cazzo è possibile? E fuori ci sono gli invitati che non desiderano imbucati e cominciamo a litigare, non voglio lo scontro, ma questi mi cominciano a spingere, sono in tre, badate bene, ma anche loro sono sfattissimi quindi do un calcio ad uno, un altro lo spingo contro la portiera e l'ultimo fesso, che nella sua lentezza mentale e fisica non ha fatto nulla per aiutare gli altri due, si prende un pugno verticale sotto il mento. "ragazzi, forse è meglio non entrare in questa festa, andiamo a casa" e sono tutti d'accordo.
Mi sveglio e ho mal di testa, sbornia, non ho assolutamente fame e non faccio colazione, resto a letto il più possibile e a mezzogiorno mi alzo, preparo lo zaino e volo in stazione, obiettivo di oggi: essere presente al compleanno di irene. Siamo io, veronica e serena nel treno e passiamo il viaggio a discutere dei peccati altrui e degli inferni negli occhi dei ragazzi fidanzati con donne pazze o semplicemente stupide. Un ragazzo pelato legge american psycho, ha la stessa edizione che ho a casa, probabilmente gli diamo fastidio con il nostro tono di voce non basso, perciò si infila le cuffie di un mp3 nelle orecchie e continua a leggere lanciandoci sguardi curiosi, e non di vendetta. Con buona probabilità semplicemente guardava le gambe delle mie amiche mentre io rido divertito ai nostri aneddoti su vecchie feste.
Quando finalmente la serata arriva e si scopre che silvio, il ragazzo di irene, nonchè mio carissimo amico, non è riuscito ad ottenere nessun tipo di droga e quindi dovremo ripiegare, da buoni cittadini, sull'alcool nonostante la sbornia sia ancora in circolo e non vorrei, ma ci sono otto bottiglie di vino e svariate lattine di birra e qualcuno dovrà pure pensarci. Abbiamo preparato il tavolo, è pieno di cibo che non mangeremo completamente se non la mattina dopo e arrivano tutti gli altri invitati, una coppia e alcune amiche e ovviamente le coinquiline della festeggiata. Tutti a fare un gran casino gentile, seduti in cucina mentre veronica fuma e tutti si vogliono bene nonostante si siano appena conosciuti. Fumo anch'io solo per non bere troppo, cerco di trattenermi e intanto squadro miriam, una di queste amiche, che mi ricorda una vecchia fiamma con cui sono uscito due anni fa solo per due volte, non riuscendo neanche a concludere completamente perchè non mi presi la briga di insistere fino in fondo e lei ha esattamente lo stesso viso e io ci penso e non ci penso a cosa potrei fare, e decido di non fare nulla perchè siamo tutti vicini e allora ci diamo a lunghi giochi di sguardi, a battute sommesse e nascoste fino a quando siamo tutti brilli e battiamo le mani mentre si soffia sulle candeline. Ci diamo ad una partita, lunghissima, di beer pong prima di buttarci tutti a letto e a me tocca dormire per terra e la cosa non mi dà assolutamente fastidio, anzi, sono curioso di sapere come andrà, come mi sveglierò il giorno dopo, se a pezzi o meno, se starò male per quello che ho bevuto e per il fatto che abbiamo prima assaporato vino e poi siamo scesi di gradazione con la birra, errori basilari da non commettere e tutti lo sapevamo bene, e dormo un sonno senza sogni, cosa veramente rara per me.
Si alzano quasi tutti prima di me, tranne silvio che è ormai un sano lavoratore e quindi sente il peso della settimana sul fisico, e ritrovo le ragazze in cucina a fare colazione con gli avanzi della sera prima e via di caffè, uno, due, tre, e le prime sigarette di veronica e serena, non facciamo assolutamente niente altro oltre a parlare tra di noi e guardarci negli occhi un po' disfatti dopo la serata, le ragazze sono lievemente meno belle senza il trucco, e ad ora di pranzo io, serena, irene, veronica e silvio prendiamo il bus per tornare in città e discutiamo su cosa fare la serata. Il mio primo progetto è volare a casa, farmi una cazzo di doccia che mi serve come il pane e infatti quando arrivo nell'ascensore mi rendo conto di avere uno straccio per faccia, la vita alcolica mi pesa addosso e io di tutta risposta prendo il computer, organizzo una playlist e lo metto sul cesso per poter ascoltare la musica mentre mi lavo, we can be heroes just for one day e i joy division: I've been waiting for a guide to come and take me by the hand, could this sensation make me feel the pleasure of a normal man? Mi vesto velocemente perchè dovrei beccare il mio uomo, arrivo in centro e purtroppo è sfornito e allora la cosa successiva da fare che è sulla lista è incontrare vera. La vado a prendere a casa e andiamo in un posto sperduto e sconosciuto così che io possa fumare in santa pace e pensare al fatto che oggi non bevo. Prendiamo il sole su una panchina e guardiamo i bambini schiamazzare da un po' tutte le parti, per quel tempo minimo che ci serve prima di andare in macchina.
Siamo sui sedili di dietro e io penso a quando morirò, giorno che vedo stranamente vicino. E con il cellulare metto della musica e ascoltiamo la musica in silenzio mentre lei è poggiata con la testa sulla mia spalla e l'aria qui dentro è quasi soffocante, perciò apro un finestrino con la gioia di chi può ancora usare la manovella e non è obbligato ad accendere la macchina, la serata passa facilmente e bene e ci distacchiamo qualche ora dopo. Passo in centro a raccattare silvio, ma prima di farlo parcheggio vicino casa sua e noto alcune conoscenze, saluto tutti e li vedo vicino ad una macchina con uno sportello aperto, quasi non ci faccio caso finchè non mi avvicino e scorgo veronica con una bottiglia di birra piena di vino, mi invita alla festa di stasera in un posto poco fuori città, io non ho voglia, il mio piano della serata è rilassarmi a casa con il mio amico e dirci un paio di cazzate. Arriva un'altra macchina vicino e scende carmen insieme a due ragazzi e il mio progetto vero e immaginifico era di beccare lei ubriaca verso le due o tre di notte, indicarla e farla venire a me con un gesto della mano e lei sarebbe venuta dicendomi "ciao", ma la avrei fermata replicando "con queste labbra non mi dici ciao", approfittando dei suoi, e miei, freni inibitori allentati le avrei messo una mano dietro la nuca e l'avrei baciata...tutto un sogno che sarà rimandato solo di giorni o massimo qualche settimana. Ora ci salutiamo e dico anche a lei che alla festa non ci sarò, sembra un pizzico delusa, intanto torno a parlare con veronica che si è intristita all'improvviso e l'abbraccio e le dico che se serve qualsiasi cosa, se c'è bisogno, io ci sono sempre e lei mi dice che lo sa e questa cosa mi riempie. Le dico di badare a se stessa e le rubo gentilmente la bottiglia anche se so che berrà lo stesso altri strani beveraggi e cocktail mischiati male.
Prendo silvio e andiamo a comprare una birra nel box di gente malfamata e criminale prima di buttarci a casa per vedere un film e intanto ci facciamo una canna sul balcone parlando del suo lavoro e dei suoi colleghi e di come se la passa e io replico lo stesso, siamo contenti e ridiamo, finisce il film e continuiamo a fumare mentre gli racconto aneddoti dei miei ultimi mesi finchè non siamo così fatti che la discussione è quasi inutile, ma sempre divertente. Intercetto il suo sguardo perso nel vuoto e chiedo "ci sei?" "sì...cioè no!" e scoppiamo a ridere decidendo poi di andare in centro a prendere un cornetto, la fame chimica morde lo stomaco, entriamo in ascensore e penso ad alta voce "la situazione è sfuggita di mano per l'ennesima volta". In centro c'è fin troppa gente per i nostri gusti e siamo dentro il solito videogioco che è la vita camminando con la schiena dritta e attenti a tutto quello che ci accade vicino, il cornetto è all'albicocca ed è la cosa più buona che abbia mai mangiato perchè il nostro senso del gusto è incredibilmente potenziato, per le tre siamo tutti a dormire.
Mia madre entra in camera aprendo il balcone sostenendo che "c'è puzza di fumo, hai portato qualcuna che fumava?" "Sì.", sto ancora dormendo con il cervello e infatti dopo tre minuti sto di nuovo sognando una vecchia amica che una volta incontrai quasi triste in un locale e mi parlò del fatto che si era appena lasciata dopo cinque anni con il suo tipo e ovviamente disse "ora mi faccio un po ' di vita da single, non voglio storie serie" e dopo una settimana, una fottuta settimana, era già fidanzata con un altro coglione, comunque nel sogno parliamo di relazioni e mi chiede perchè io la veda in modo diverso e mi dice che avrei potuto fare come tutti, vivere una vita normale come tutti e io penso che forse ha ragione, ma devo rifletterci bene, poi mi sveglio alle undici quando una minuscola luce intermittente celeste dal cellulare sul comodino mi annuncia che è arrivato un messaggio, non leggo ed evito l'aggeggio fino al pomeriggio, poi mi faccio una doccia lunghissima, mezz'ora o più, e mi lavo benissimo, ogni centimetro di pelle, ogni capello, perfettamente, esco, mi asciugo, mi taglio le unghie, mi vesto, scelgo accuratamente la maglietta e il jeans e vado davanti allo specchio.
Sorrido, guardo negli occhi il riflesso: "stai andando a morire, è un momento importante e bisogna andarci preparati, a testa alta. Decidi tu come e quando. Il tuo nome è Felix.".
Sono in un golfo e sto camminando sull'acqua e so che devo raggiungere la grecia (o la turchia?), ma sarebbe meglio trovare una barca o qualcosa del genere, vedo due uomini su una zattera che remano nella mia direzione, gli chiedo un passaggio, ma non vogliono saperne, allora mi butto sopra uno dei due e lo lancio in mare, affonda. L'altro capisce la situazione e mi passa un remo, cominciamo ad andare verso la costa. Alla nostra sinistra un battello ci sorpassa.
Mi sveglio realizzando il sogno appena fatto, che cazzo di cose assurde, lei, le foto e camminare sull'acqua. Guardo il cellulare e scopro di essere già in ritardo di due ore sulla tabella di marcia, maledette canne, mi preparo in mezz'ora senza fare colazione e mi avvio verso la stazione incrociando un vecchio conoscente con una ragazza magrissima, due gambe che sono stecche, e penso che quello potrei essere io se il mio computer supportasse videogiochi più potenti e mi fossi lasciato andare ad un'esistenza da rinchiuso in casa mentre penso tutti i giorni all'unica ragazza che mi piace, la tipa anoressica, e ci muoio dietro e lei non ricambierà mai, solite storie. Che sofferenza, potevo essere io. Vado avanti e compro i biglietti per il viaggio di domani.
Preparo una canna, la infilo dentro il comodo portacanne preso ad amsterdam e mi avvio verso il parco, ad aspettarmi c'è tom, ci sediamo al centro del parco, per fortuna la giornata ventosa ha evitato che il posto fosse pieno di bambini che urlano e giocano, o di semplici stronzi come noi. Gli racconto una lunga storia su come una ragazza di nostra conoscenza abbia soggiogato, umiliato, distrutto e privato dell'anima il suo ragazzo. Questo poveretto muore ogni giorno soffrendo anche fisicamente, somatizza, e lei con precisione chirurgica e inconscia lo distrugge e lo mette alla prova perennemente lasciando terra bruciata intorno a lui, che ha perso amici, amiche, senza contare il suo essere uomo. Quest'inferno ha vette inclassificabili e buchi profondi, pozzi bui di perdizione dove lei ti risucchia via l'anima e il povero sfortunato si ritrova storpio, monco, a respirare a fatica, a piangere senza sosta e a chiedere pietà. E' una cosa orribile che non augurerei quasi a nessuno, e pensare che potevo esserci io al suo posto, non avere più il controllo sulla propria mente, sui propri sogni, pensieri, opinioni, azioni. Nulla di nulla perchè è tutto fermamente e costantemente giudicato nel peggior modo possibile e, tra l'altro, in una maniera passiva-aggressiva che torcerebbe i capelli a satana in persona se lui non fosse impegnato a tirare i fili di questa grottesca situazione. Brindiamo a lui, idealmente, mentre fumiamo e riflettiamo su come non cadere in situazioni simili. "Tanto per cominciare, evitiamo le pazze", dice tom, "sopratutto tu, felix". Io gli racconto di un'altra cui sto andando dietro e lui replica ridendo "ogni volta c'è una nuova, ma da dove cazzo escono?", e io "con questa sto valutando, cioè, voglio farmela, ma non ho ancora cominciato nulla, non ho avuto molto tempo recentemente". "Comunque stasera c'è una festa in discoteca, sei dei nostri?", propongo. Tom fa una smorfia, si fa dare i dettagli e aggiunge "se proprio devo...però non guido neanche per il cazzo".
Alle undici di sera ci avviamo scapigliati verso la discoteca, siamo cinque in macchina e c'è una folla incredibile, mezz'ora e più per prendere un cocktail e noi ne abusiamo, ne prendiamo due a testa e beviamo, beviamo, beviamo, ma chi è questa gente e chi vuole frequentarla e chi vuole ballarci con queste tipe? I miei amici mi premono da dietro, c'è calca e qualcuno si incazza per un millimetro rubato nella fila verso il bancone e judy è lì nella mischia e ci salutiamo e allora prendo i drink e andiamo lontani da tutti a parlare di noi, per sapere come va la vita e finiamo fuori a fumare, a prendere freddo, a parlare apertamente del nostro passato tra un drink e l'altro e intanto io fumo sigarette su sigarette e passa un'ora, non vado dentro a ballare perchè non mi importa. Judy mi dice "vai dentro a limonare con qualcuna, non voglio farti perdere tempo" e io replico "come ben sai, faccio solo quello che voglio fare, se sono qui è perchè lo voglio" e poi apriamo il cuore al mondo professandoci un amore incommensurabile che in questo caso è un volersi bene indistinto e infinito che resterà per sempre e lo sappiamo. Certo, potrei entrare dentro e beccare la prima ragazza ubriaca e parlare, ma chi vuole parlare con certa gente così? E le avrei domandato quali fossero i suoi hobby e io avrei risposto "a me piace prendere le cannonate in bocca" e quella non avrebbe mai capito. Poi ritorno dai miei amici e balliamo con sconosciuti e continuiamo a bere, usciamo di nuovo a fumare e conosciamo gente, c'è una ragazza, silvia forse ha detto che si chiama? Io e tom e altri le parliamo, dice che si deve laureare a luglio e noi ci facciamo invitare poi la saluto baciandola e tento anche di baciarla, ma per principio, non per altro, non mi interessa e infatti "felix, che fai?". Mi allontano e vado verso le macchine e trovo Ed, da solo che fuma una sigaretta dopo l'altra senza fermarsi e me ne faccio dare una e lui è quasi disperato, malinconico perchè è innamorato di una ragazza che è lontana, molto lontana da qui e mi racconta "ero prima dentro e una tipa voleva venire in macchina, ma io non ci riesco, non so cosa succede, non ci riesco più, è che sono innamorato di Elisa e lei non mi caga di striscio e non scende più in città, non la vedrò più, cazzo devo fare felix?" e intanto mi fa vedere la foto dell'ex di Elisa commentando "ma guarda lei e guarda lui, dai cazzo c'entrano questi due insieme? Ci sono io! Io! Sono molto meglio" e in effetti Ed è molto meglio, è un bel ragazzo, ci sa fare, ma come gli spiego subito "appunto perchè a lei ci tieni tantissimo non riesci a calibrare bene la situazione e quindi ora ti trovi fregato, però fai una cosa buona, non sentirla per una settimana e poi se lei non viene, vai tu da lei" "ma l'ho già fatto, sono già salito da lei e non è servito perchè a lei non frega nulla" e io rincaro la dose: "devi andare, devi provarci, ultima volta. Bruciala tutta e bruciala completamente, non lasciare a nessun altro questa decisione, tu ci vai e poi almeno non vivrai con il rimorso. Non sono troppo più grande di te, ma ho avuto le mie esperienze e so che i rimorsi ti rodono l'anima per sempre". Torno dove sono tutti gli altri e ragazze vomitano un po' ovunque, odore di canne e ormai il buttafuori che mi conosce mi dice che non posso rientrare "la pacchia è finita", allora accompagno prima Judy verso la macchina e di nuovo ci preoccupiamo l'uno dell'altra come due divorziati felici, poi prendo gli amici e andiamo in macchina, sono le quattro e mezza e dico "beh, possiamo andare ognuno a casa sua oppure posso salire a casa, prendere del fumo e andiamo a farci una canna", la seconda scelta vince con una votazione unanime e alle sei sono nel letto.
Siamo appena usciti dalla festa e tanti non sono di qui, ma dei paesini vicini quindi ci chiedono un passaggio e vogliono anche litigare come se fossimo dei privilegiati bastardi, noi con pacatezza rispondiamo "prendetevela con gli organizzatori che non hanno messo a disposizione un bus e poi la nostra macchina è piena, cosa volete?", andiamo via e sta guidando alessia. Alessia che non ho neanche mai visto alla festa, ma dopotutto sono sempre stato fuori ed è ubriaca, non riesce a guidare, sale con due ruote su un marciapiede, per fortuna è tardi e non c'è nessuno in giro, e quasi si schianta contro un palo del divieto di sosta, allora ci fermiamo e scendiamo tutti dalla macchina per riflettere sul da farsi. So bene che se mi metto io alla guida arriviamo sani e salvi a casa, ma se mi beccano sono comunque ubriaco e la patente me la sogno per qualche mese, non saprei. Potrebbe guidare tom, ma lui è più ubriaco di me e allora va bene, guido io, non guido io, guido io, non guido io, guida tom e finiamo in un'altra festa, come cazzo è possibile? E fuori ci sono gli invitati che non desiderano imbucati e cominciamo a litigare, non voglio lo scontro, ma questi mi cominciano a spingere, sono in tre, badate bene, ma anche loro sono sfattissimi quindi do un calcio ad uno, un altro lo spingo contro la portiera e l'ultimo fesso, che nella sua lentezza mentale e fisica non ha fatto nulla per aiutare gli altri due, si prende un pugno verticale sotto il mento. "ragazzi, forse è meglio non entrare in questa festa, andiamo a casa" e sono tutti d'accordo.
Mi sveglio e ho mal di testa, sbornia, non ho assolutamente fame e non faccio colazione, resto a letto il più possibile e a mezzogiorno mi alzo, preparo lo zaino e volo in stazione, obiettivo di oggi: essere presente al compleanno di irene. Siamo io, veronica e serena nel treno e passiamo il viaggio a discutere dei peccati altrui e degli inferni negli occhi dei ragazzi fidanzati con donne pazze o semplicemente stupide. Un ragazzo pelato legge american psycho, ha la stessa edizione che ho a casa, probabilmente gli diamo fastidio con il nostro tono di voce non basso, perciò si infila le cuffie di un mp3 nelle orecchie e continua a leggere lanciandoci sguardi curiosi, e non di vendetta. Con buona probabilità semplicemente guardava le gambe delle mie amiche mentre io rido divertito ai nostri aneddoti su vecchie feste.
Quando finalmente la serata arriva e si scopre che silvio, il ragazzo di irene, nonchè mio carissimo amico, non è riuscito ad ottenere nessun tipo di droga e quindi dovremo ripiegare, da buoni cittadini, sull'alcool nonostante la sbornia sia ancora in circolo e non vorrei, ma ci sono otto bottiglie di vino e svariate lattine di birra e qualcuno dovrà pure pensarci. Abbiamo preparato il tavolo, è pieno di cibo che non mangeremo completamente se non la mattina dopo e arrivano tutti gli altri invitati, una coppia e alcune amiche e ovviamente le coinquiline della festeggiata. Tutti a fare un gran casino gentile, seduti in cucina mentre veronica fuma e tutti si vogliono bene nonostante si siano appena conosciuti. Fumo anch'io solo per non bere troppo, cerco di trattenermi e intanto squadro miriam, una di queste amiche, che mi ricorda una vecchia fiamma con cui sono uscito due anni fa solo per due volte, non riuscendo neanche a concludere completamente perchè non mi presi la briga di insistere fino in fondo e lei ha esattamente lo stesso viso e io ci penso e non ci penso a cosa potrei fare, e decido di non fare nulla perchè siamo tutti vicini e allora ci diamo a lunghi giochi di sguardi, a battute sommesse e nascoste fino a quando siamo tutti brilli e battiamo le mani mentre si soffia sulle candeline. Ci diamo ad una partita, lunghissima, di beer pong prima di buttarci tutti a letto e a me tocca dormire per terra e la cosa non mi dà assolutamente fastidio, anzi, sono curioso di sapere come andrà, come mi sveglierò il giorno dopo, se a pezzi o meno, se starò male per quello che ho bevuto e per il fatto che abbiamo prima assaporato vino e poi siamo scesi di gradazione con la birra, errori basilari da non commettere e tutti lo sapevamo bene, e dormo un sonno senza sogni, cosa veramente rara per me.
Si alzano quasi tutti prima di me, tranne silvio che è ormai un sano lavoratore e quindi sente il peso della settimana sul fisico, e ritrovo le ragazze in cucina a fare colazione con gli avanzi della sera prima e via di caffè, uno, due, tre, e le prime sigarette di veronica e serena, non facciamo assolutamente niente altro oltre a parlare tra di noi e guardarci negli occhi un po' disfatti dopo la serata, le ragazze sono lievemente meno belle senza il trucco, e ad ora di pranzo io, serena, irene, veronica e silvio prendiamo il bus per tornare in città e discutiamo su cosa fare la serata. Il mio primo progetto è volare a casa, farmi una cazzo di doccia che mi serve come il pane e infatti quando arrivo nell'ascensore mi rendo conto di avere uno straccio per faccia, la vita alcolica mi pesa addosso e io di tutta risposta prendo il computer, organizzo una playlist e lo metto sul cesso per poter ascoltare la musica mentre mi lavo, we can be heroes just for one day e i joy division: I've been waiting for a guide to come and take me by the hand, could this sensation make me feel the pleasure of a normal man? Mi vesto velocemente perchè dovrei beccare il mio uomo, arrivo in centro e purtroppo è sfornito e allora la cosa successiva da fare che è sulla lista è incontrare vera. La vado a prendere a casa e andiamo in un posto sperduto e sconosciuto così che io possa fumare in santa pace e pensare al fatto che oggi non bevo. Prendiamo il sole su una panchina e guardiamo i bambini schiamazzare da un po' tutte le parti, per quel tempo minimo che ci serve prima di andare in macchina.
Siamo sui sedili di dietro e io penso a quando morirò, giorno che vedo stranamente vicino. E con il cellulare metto della musica e ascoltiamo la musica in silenzio mentre lei è poggiata con la testa sulla mia spalla e l'aria qui dentro è quasi soffocante, perciò apro un finestrino con la gioia di chi può ancora usare la manovella e non è obbligato ad accendere la macchina, la serata passa facilmente e bene e ci distacchiamo qualche ora dopo. Passo in centro a raccattare silvio, ma prima di farlo parcheggio vicino casa sua e noto alcune conoscenze, saluto tutti e li vedo vicino ad una macchina con uno sportello aperto, quasi non ci faccio caso finchè non mi avvicino e scorgo veronica con una bottiglia di birra piena di vino, mi invita alla festa di stasera in un posto poco fuori città, io non ho voglia, il mio piano della serata è rilassarmi a casa con il mio amico e dirci un paio di cazzate. Arriva un'altra macchina vicino e scende carmen insieme a due ragazzi e il mio progetto vero e immaginifico era di beccare lei ubriaca verso le due o tre di notte, indicarla e farla venire a me con un gesto della mano e lei sarebbe venuta dicendomi "ciao", ma la avrei fermata replicando "con queste labbra non mi dici ciao", approfittando dei suoi, e miei, freni inibitori allentati le avrei messo una mano dietro la nuca e l'avrei baciata...tutto un sogno che sarà rimandato solo di giorni o massimo qualche settimana. Ora ci salutiamo e dico anche a lei che alla festa non ci sarò, sembra un pizzico delusa, intanto torno a parlare con veronica che si è intristita all'improvviso e l'abbraccio e le dico che se serve qualsiasi cosa, se c'è bisogno, io ci sono sempre e lei mi dice che lo sa e questa cosa mi riempie. Le dico di badare a se stessa e le rubo gentilmente la bottiglia anche se so che berrà lo stesso altri strani beveraggi e cocktail mischiati male.
Prendo silvio e andiamo a comprare una birra nel box di gente malfamata e criminale prima di buttarci a casa per vedere un film e intanto ci facciamo una canna sul balcone parlando del suo lavoro e dei suoi colleghi e di come se la passa e io replico lo stesso, siamo contenti e ridiamo, finisce il film e continuiamo a fumare mentre gli racconto aneddoti dei miei ultimi mesi finchè non siamo così fatti che la discussione è quasi inutile, ma sempre divertente. Intercetto il suo sguardo perso nel vuoto e chiedo "ci sei?" "sì...cioè no!" e scoppiamo a ridere decidendo poi di andare in centro a prendere un cornetto, la fame chimica morde lo stomaco, entriamo in ascensore e penso ad alta voce "la situazione è sfuggita di mano per l'ennesima volta". In centro c'è fin troppa gente per i nostri gusti e siamo dentro il solito videogioco che è la vita camminando con la schiena dritta e attenti a tutto quello che ci accade vicino, il cornetto è all'albicocca ed è la cosa più buona che abbia mai mangiato perchè il nostro senso del gusto è incredibilmente potenziato, per le tre siamo tutti a dormire.
Mia madre entra in camera aprendo il balcone sostenendo che "c'è puzza di fumo, hai portato qualcuna che fumava?" "Sì.", sto ancora dormendo con il cervello e infatti dopo tre minuti sto di nuovo sognando una vecchia amica che una volta incontrai quasi triste in un locale e mi parlò del fatto che si era appena lasciata dopo cinque anni con il suo tipo e ovviamente disse "ora mi faccio un po ' di vita da single, non voglio storie serie" e dopo una settimana, una fottuta settimana, era già fidanzata con un altro coglione, comunque nel sogno parliamo di relazioni e mi chiede perchè io la veda in modo diverso e mi dice che avrei potuto fare come tutti, vivere una vita normale come tutti e io penso che forse ha ragione, ma devo rifletterci bene, poi mi sveglio alle undici quando una minuscola luce intermittente celeste dal cellulare sul comodino mi annuncia che è arrivato un messaggio, non leggo ed evito l'aggeggio fino al pomeriggio, poi mi faccio una doccia lunghissima, mezz'ora o più, e mi lavo benissimo, ogni centimetro di pelle, ogni capello, perfettamente, esco, mi asciugo, mi taglio le unghie, mi vesto, scelgo accuratamente la maglietta e il jeans e vado davanti allo specchio.
Sorrido, guardo negli occhi il riflesso: "stai andando a morire, è un momento importante e bisogna andarci preparati, a testa alta. Decidi tu come e quando. Il tuo nome è Felix.".
Iscriviti a:
Post (Atom)

