03/02/15

Bateu uma onda forte.

Era un circolo sociale. Cioè un posto per fattoni principalmente. Avevo 17-18 anni quando lo frequentavo. La proprietaria era una pazza maledetta che ho scoperto solo in seguito aver rubato il locale ad altri tizi e li aveva pure messi in guai giudiziari niente male tanto che pare abbiano tuttora una causa pendente, ma loro si sono resi introvabili. Staranno da qualche parte al nord.
La birra costava un euro. Era una marca orribile, cominciava con la d, mi ricordo. Ma per noi poveracci andava benissimo così.
Era un posto intimo. Si entrava, c'era il bancone, qualche tavolino e poi si saliva una scala strettissima, appena arrivati su, sulla destra c'era un bagno minuscolo, ricordo che una volta trovammo dei residui di cocaina vicino allo specchio. Sulla sinistra c'era una stanza lunga con alla fine una specie di palco dove si poteva suonare e un po' tutti quelli che cercavano di diventare musicisti professionisti o semplicemente qualche pirla che voleva suonare ne approfittava. Abbiamo suonato varie volte, ci sono stati vari concerti, una volta venne anche vacca e il posto era strapieno, era qualcosa come luglio o agosto e la gente stava per morire soffocata dal caldo. Però a volte lo trovavi quasi vuoto e potevi stare buttato su uno dei divani o su una poltrona e poi potevi anche fumare dentro. Tecnicamente niente droga, ma la teoria è un'altra cosa. E allora andavo lì con i conoscenti di quel circolo a cazzeggiare e a rimanere lì ore senza far niente a parlare del nulla. Insomma la vita di tutti i giorni. Una volta che ho suonato ricordo di aver suonato malissimo ed ero anche lievemente incazzato perchè avevamo preparato il set in una settimana senza neanche provare con il batterista. Una cosa orribile. E il pomeriggio stesso un altro amico decise di voler suonare un paio di canzoni di syd barrett e io dovevo suonare la chitarra e lui cantare. Quello andò piuttosto bene. Prima o dopo il concerto scesi giù all'ingresso per vedere se c'era una mia amica e trovai una tipa bionda che guardava il cellulare, appena fuori dal locale, e i capelli le coprivano gli occhi e per un attimo pensai fosse proprio la mia amica e invece no. Comunque questa tipa per un po' la bollai come la più figa del mondo perchè aveva questi occhi azzurri brillanti e perchè aveva quindici anni e quindi era carne fresca. Non ci combinai mai nulla, ma mi ricordo un amico che se la limonava un giorno e poi nulla più neanche per lui. L'ho rivista qualche mese fa mentre camminava con un tipo brutto e grasso e che non condivide neanche una mezza passione per la musica come ci si aspetterebbe dai ragazzi di lei, ma poi vai a vedere le scelte e i cambiamenti che sono avvenuti in questi anni.
Ed era bello perchè anche se in maggior parte erano tutti dei cazzoni che mi stavano anche sulle palle, c'era gente simpatica e sembrava quasi come se potessimo essere tutti una grande famiglia. E infatti si scopavano e si prendevano e si lasciavano tutti dentro a quel circolo sociale ed io ero un mezzo outsider perchè vedevo le cose già un po' più seriamente.
La stanza di sopra aveva un'uscita su una specie di terrazzino coperto dove c'erano altre sedie e altri tavolini e qui si andava a giocare a carte o a fumare il bong. C'era un ragazzo della mia scuola di cui non ho mai saputo il nome, ma lo chiamavo "occhi da panda" perchè un giorno stava fumatissimo e aveva due occhiaie terribili. Una volta i carabinieri entrarono nel locale ed erano tutti impanicati, gli avventori, non i carabinieri. Un tipo che spacciava si è lanciato dalla finestra, è stato un bel volo, ma non si è fatto molto male. Dopotutto era un primo piano. E non l'hanno neanche beccato.
In un concerto il cugino di un amico cantava e suonava l'armonica per fare qualche canzone di bob dylan. Sentivo hurricane da fuori perchè o c'era troppa gente dentro o perchè ero fuori a parlare con qualcuno. C'era una piazzetta con due panchine fuori dal posto e prima era pieno di gente, il sabato era un casino e ci conoscevamo tutti di vista ed eravamo giovani, sbarbati e ubriachi. Ancora non c'era questa minchiata di essere tutti barbuti e hipster, andava parecchio lo stile emo o comunque alternativo. Io non ho mai cambiato modo di vestire da sempre. E mi chiedo quando lo farò, magari dopo la laurea. C'erano tutti gli intrecci amorosi e tutti sapevano tutto di tutti: e questa fa i bocchini, e questa ha lasciato quello per mettersi con quell'altro, e quest'altra se n'è scopati nove in una botta e poi si è scoperto che aveva tre pretendenti che l'hanno mandata a fanculo nella stessa sera. Un casino immane. Il ragazzo che torna barcollando dopo aver tentato di suicidarsi perchè era stato mollato dall'amore della sua vita. Era come se tutti i nostri problemi fossero importantissimi ed eravamo incazzati con il mondo e con la gente superficiale e nessuno capiva un cazzo. E questo penso non sia cambiato. Poi il posto ha chiuso e ognuno ha cambiato zona, per un po' si frequentava una piazza lontana famosissima per accogliere raduni di drogati e ora ognuno c'ha la macchina e qualcuno è andato all'università altrove e ci siamo persi di vista, ma ancora ci sono rimasugli di quei ricordi tra gli stati facebook di quella gente.
Incontrai un bambinello di quattordici anni che era già felicemente fidanzato, una storia che andò avanti qualcosa come tre anni, ed aveva già scopato. Che invidia! Poi la vita gli ha restituito tutto con gli interessi e non se la passa troppo bene. In questo preciso momento sta piangendo. Incontrai un tipo dal temperamento facilmente alterabile che era stato in galera perchè aveva fatto una rissa, in polonia, e poi ci ha raccontato di quando si è lanciato con il paracadute "che è stata una figata assurda". Ogni tanto qualche trentenne ci veniva a raccontare i fasti del suo tempo, come il centro sociale che c'era dieci o venti anni fa e noi pensavamo che fosse un mezzo sfigato, disoccupato, ma un buon diavolo. Persone a cui la vita ha fatto vedere una mezza luce e dopo un attimo sono ripiombati al buio con gli anni che passano e si appoggiano sulle spalle e pensano che si possa ancora recuperare qualcosa e invece è tutto finito, esattamente come quel locale.

Vaneggia, vaneggia, sento già le tue urla. quando parti? presto. presto quanto? how soon is now? e tutti sconvolti e cavolo perchè ci siamo ridotti a conoscerci all'ultimo secondo per poi salutarci subito? Torno a casa e chiaramente i miei coinquilini hanno fatto quel tipico party detto "e ora chi cazzo pulisce?", c'è un casino sul tavolino, bottiglie di vino per terra, chiazze d'alcool, sporcizia semplice e pura portata da dodici paia di scarpe, cenere, ragazzi, cenere e il posacenere pieno di cartine, tappi di sughero, cicche di sigarette. Mi butto in camera e se la vedono loro. Sono sul divano con la mia amica brasiliana, questa piccola mezza mulatta con gli occhiali che dimostra sedici anni e invece ne ha ventitrè, e battiamo il tempo a ritmo insieme con le dita perchè siamo bloccatissimi, il bong è sul tavolo e l'altro amico enorme e ciccione che ha ancora il cappotto sta dormendo e russando a mezzo metro da noi. Mi compiaccio di come stiamo tenendo il ritmo nello stesso modo, vorrei fare un milione di domande, chiedere "cosa ti fa felice?" e vedere lei che mi risponde in portoghese un po' perchè è fatta un po' perchè oramai mi ha accettato come uno di loro e io capisco più portoghese di chiunque altro senza aver mai studiato neanche lo spagnolo. E mentre mi rovescia addosso una storia, tutta nella sua lingua, io sorrido e annuisco cercando di capire qualche parola, ma lei è velocissima e un altro tipo le dice "guarda che stai parlando in portoghese" e io vedo al rallentatore la sua faccia che realizza, gli occhi che cambiano espressione e la sua risata, poi cerca di dire tutto di nuovo, ma si perde e dico che non fa niente, che me lo dirà un'altra volta.

2 commenti:

  1. Lo sanno tutti, bill: quello che si fa in erasmus, rimane in erasmus.

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