09/04/15

In un certo senso sono morto. - Il muro e la musica.

Il cantante chiede aiuto, ma è un artificio, è tutto retorico: nessuno ti aiuterà. E di sicuro non puoi affidarti a quelli che cercano di salvarsi tentando di rimanere aggrappati ad una roccia, mentre con le unghie e con i denti, piano piano, creano piccoli solchi su questo grande sasso, io li vedo da lontano e mi chiedo a quale base fortissima debba essere attaccata la roccia. Nessuno la considera mai, neanche quelli a cui ha salvato la vita. Scappano via dal dirupo il più velocemente possibile. Prima di scivolare di nuovo.
Il cantante chiede aiuto e comunque ti fa emozionare perchè nel pubblico puoi vedere una marea di ragazzi, come me, come te, con gli occhi chiusi mentre cantano quella canzone che hanno ascoltato diecimila volte e che li ha aiutati ad andare avanti, in un milione di situazioni tutte tristemente uguali e ripetute, perchè ci sono solo due cose nella nostra vita: il muro e la musica.
Uno si prende i pugni fisici e l'altra le botte mentali.
Il cantante chiede aiuto, ma tu non lo fai. Perchè noi non chiediamo aiuto, noi diciamo agli altri "reach out": allunga la mano e qualcuno la afferrerà. E qualcuno la afferra sempre, per un motivo o per un altro, e prova a darti una mano, a cercare nuove medicine, quando ti serve solo compagnia e la compagnia dev'essere ogni volta nuova perchè accade sempre, sempre, sempre che qualcuno nel darti la mano tenti di avvicinarsi al tuo cuore, ma lì non c'è posto per nessuno e, da una parte, è meglio che sia così.
Reach out, ti dico mentre un mezzo uomo di merda cerca di ucciderti sottilmente pensando "meglio la mia ex morta che con un altro". Reach out, ti dico quando guardi in basso da altezze spropositate, io che mi tengo saldo alla ringhiera quando fumo sul balcone. Reach out, quando torni a casa ubriaca e sconsolata sperando che qualcuno dall'altra parte del mondo cambi idea. Reach out, dico a quel pazzo del grande gatsby, mentre sogno spiagge su cui non ci vedremo mai e nessuna luce verde si staglia all'orizzonte per me e nessuna luce nei tuoi occhi e nessun luccichio della tua collana nel buio.


Il mio maestro invece no. Prima mi guarda negli occhi e mi dice che dovrei essere onesto. Onesto. Onesto. E io mi sento in colpa.
Poi rievoca avvenimenti passati, ere fa, vite fa, in cui eravamo vicini ad affrontare la morte ed a lottare per la libertà mentre ognuno infondeva all'amico il coraggio.
Non il coraggio di chi crede di farcela, ma il coraggio di affrontare la morte.
E mi dice che posso scegliere. E mi dice:

Reach in.

27/03/15

Blue.

(Uno scritto non mio, ma nessuno lo leggerà mai e pochi lo leggeranno qui e mi piaceva.)




Non conosci me, nè la mia vita.
Nessuno li conosce e nessuno li conoscerà.

Hai chiesto, ho risposto.
Hai ascoltato, ho parlato.
Qui sei tu, e qui sono io.

Forse capisci, ma non capisci.
Forse senti, ma non senti.
Forse tocchi, ma non tocchi.

Cancella. Fuggi. Sii libero.

Graffiami la pelle. Con un coltello.
Fammi uscire. Rompimi. Lacerami. Strozzami.
Fammi sanguinare.

Sii la mia fortuna.
Sii la mia fine.

Sembra vivo. E non saprai mai cosa possano significare le paure.
Lasciami vivere. Non farmi respirare. Rompimi le ossa. Succhiami il sangue.
Resta vivo e fammi uscire. Respira la mia aria.
Strozzami.
Non importa nulla, fammi sanguinare. Svanisci. Scompari.
Sbiadisci. Non pulire.
Lasciami solo libera. Lasciami sanguinare.
Lasciami uscire.

Nessun sacrificio. Nessun orgoglio. Nessuna gioia.

Polvere. Sono libera.

15/03/15

Incubi.

Primo giorno.
Mi alzo, faccio colazione, mi sbatto sul divano e metto un cuscino sul tavolino per poggiarci i piedi sopra. Il professore sta lavorando al computer dall'altro lato del divano, in silenzio, con le cuffie nelle orecchie, pensieroso. Io sto scrivendo la lista della spesa e la lista di cose da fare in questa settimana. Mi vibra il cellulare.
Leggo ed esclamo "puttana, puttana, puttana, lurida zoccola".
"qualcosa non va, urno?"
"tutto perfetto."

Secondo giorno.
Serata di bagordi. Un mio amico è rimasto a dormire a casa, il posacenere è strapieno di cicche, la casa puzza di fumo, abbiamo passato tutta la serata a parlare di relazioni, musica, band, donne, tradimenti, idee geniali per il futuro. Siamo andati a letto alle quattro e ora sono le tre e dobbiamo ancora mettere qualcosa sotto i denti. Sono ancora nel letto quando
Mi vibra il cellulare.
Leggo, mi alzo, entro in salotto e trovo il mio amico già sul divano che si rimette le scarpe con una stanchezza e pacatezza che abbiamo solo noi. Lo guardo e gli dico "guarda, 'sta stronza, ma vedi se non si può stare tranquilli, 'sta puttana.".
Rolliamo un'altra canna mentre mangiamo noci.

Terzo giorno.
Sono a casa con uno dei miei migliori amici, beviamo una bottiglia di rosso, ne fumiamo un paio e parliamo del nostro futuro. Lavoro, curriculum, lingue da studiare, posti da visitare, viaggi, progetti, sogni. Ascoltiamo musica e per me la serata potrebbe finire qui, perchè non si può aggiungere molto di più e perchè il relax è importante e deve essere una componente sempre presente nella tua vita. E invece esco e varie ore dopo entro a casa di vittoria per restarci il più possibile e per entrarle tra le gambe. Facile la sua vita: vuole me e le basta avvicinarsi restringendo la distanza tra le nostre facce e chi sono io per rifiutare un'occasione così? Le dico "sdraiamoci sul letto" e lei di tutta risposta prende una specie di tappeto, lo butta per terra di fianco al letto e mi invita a piazzarmi lì. Non faccio troppa resistenza. Ci copriamo con un lenzuolo e incomincia una lotta sfiancante di ore in cui rimaniamo nudi a guardare l'alba illuminarci la faccia e ogni tanto a dirci cose carine e io ne esco sconfitto, perciò ad una certa ora devo alzarmi, vestirmi, raccogliere gli anelli che sono caduti per terra e andare via mezzo vuoto e un po' a pezzi perchè il pavimento non era comodo come il letto. La sera vado da solo ad un concerto a cui non voglio neanche assistere, di gente che non ascolterei mai di mia spontanea volontà, ma è giusto perchè ho bisogno di aria e il posto è pieno di gente e dietro di me c'è l'unica persona che conosco, ma con cui non voglio parlare, perciò rimango in silenzio cercando di distrarmi dai flash di vittoria seminuda sopra di me che mi stringe la mano per non farmela scendere giù e sembra quasi esserci aria nuova, ma
Mi vibra il cellulare.
Una bestemmia mi esce dal cuore e due ragazze si girano a guardarmi come se volessero rimproverarmi e io le guardo negli occhi con uno sguardo che dice "qualsiasi cosa possiate dire, non servirà a nulla, giratevi e non cagatemi i coglioni.", loro capiscono o semplicemente mi ignorano. Penso a quanto vorrei fumare ora, esco dal locale e torno a casa a piedi.
A fare incubi che sono i sogni di qualche stronzo sperduto chissà dove che non esce quasi mai di casa e desidera una ragazza qualsiasi che gli tenga la mano mentre camminano.
E nel mio incubo vedo una ragazza con i capelli lisci e pantaloni larghi colorati che è seduta ai bordi di una fontana insieme ad un'amica e io, in modo stupido, mi vado a sedere vicino a lei sapendo che avrebbe cominciato una conversazione che avrebbe portato solo a dolore, anedonia e depressione e lei vuole parlarmi, parlarmi, ma io non voglio, voglio solo scopare e ci ritroviamo sopra un letto, finalmente, e lei mi guarda sorridente fingendo di tenerci, di amarmi, come se il mondo non stesse per finire, o fosse già finito e il suo sorriso mi sega in due, mi apre fisicamente e io sono lì con il petto che sta per esplodere e dilaniarsi a chiederle "come fai a fingere così bene?", rendendomi conto che io non ne sarò mai capace, con una sottile invidia che mi perfora la testa e mi falcia le labbra ferite.



25/02/15

Lasciami morire in pace.

Potremmo andare in una di quelle belle feste di merda dove tutti i ragazzi hanno camicia e giacca e le ragazze hanno il vestito e gli orecchini abbinati e uno sguardo sobrio ad inizio serata, si fanno tutti le foto fighe e poi vanno a spaccarsi a merda e a limonare in anfratti nascosti. Ma io negli ultimi sei mesi ho messo una giacca una o due volte e una camicia meno di dieci. Quindi non ci andiamo. Anche perchè ho un euro e dieci in tasca e deve bastarmi per due giorni, ah sì sì, dovrei lavorare, fare un lavoretto del cazzo come fanno tutti, e invece no. Lo lascio fare a te.
Potrei andare in una discoteca pomeridiana a scoparmi quindicenni come fa quel mio grande amico, che tratta tutte le ragazze come numeri e come degli stracci ed ovviamente ha un successo terribile e deve solo decidere chi farsi, come farsela, dove farsela, ma lo lascio fare a lui perchè non ho discoteche pomeridiane nei paraggi.

Lasciami morire in pace.

Qua vogliono tutti ascoltare per non riflettere sui loro problemi. Tutti a piangersi addosso, a guardare immagini sulla solitudine. A dire che non c'è speranza e siete tutti depressi e che se qualche manna dal cielo vuole arrivare, arriverà, chissà, un giorno. Piove nero e fa freddo nei cuori dell'umanità. Ognuno ha un paio di soddisfazioni e dieci giornate di merda. Macchina, lavoro, macchina, casa. Macchina, lavoro, macchina, casa. Fino alla morte. Quattro ore per il tempo libero e almeno una se ne va via mangiando. Hai bisogno di dormire, ma hai gli occhi incollati e aperti e fissi su uno schermo aspettando l'ultima luce, l'ultimo messaggio.
Aveva ragione lui: per ammazzare una donna bisogna averla amata, e in molti non potranno provare quella sensazione. Io mi guardo dietro e vedo l'inferno nei tuoi occhi e sento ancora "felix, come hai potuto?", poi ti immagino a casa mia a conoscere i miei e viceversa con gli sguardi agonizzanti dei tuoi. E sono qui a vedere i tuoi sogni e i tuoi alti e bassi, a pensare ai prossimi anni dove chissà dove sarò e scoprirò un giorno, da lontano,che 3-4-5 anni saranno andati a puttane e i tuoi sogni con loro e sarà tutto finito.

Lasciami morire in pace.

Ci avete rotti tutti. E questo non vi basta, non vi basterà mai e non è neanche colpa vostra. Sono gli dei che ci hanno fatto così e noi rispondiamo a quegli stronzi interessati solo a vederci camminare indaffarati, tristi, spenti mentre sosteniamo che "tutto è merda". Ci avete rotti tutti con sogni di case, famiglia, perdizione, amore, alti e bassi e dolori e violazioni di convenzioni di ginevra e catene, catene, catene, ma ora so che è tutto un blablablablablablablablablablablablablablablabla e te lo ricordano sempre e tu non scordarlo mai. Quando ti dicono che sei dio, è un bla bla bla, quando ti dicono che sei l'ultimo degli stronzi, è un bla bla bla. Identico e uguale. Ciao, parliamo? Va bene, ascoltiamo i tuoi bla bla bla se sei ancora nel giardino di casa. Il mio consiglio per te è: tu ridi, ridi sempre. Che nulla possa scalfire la tua felicità, neanche quando ti prende quella sensazione di stretta al petto, di dolore, bruciore, morte precoce, tachicardia infame della notte. Ridi in faccia alla morte e urlagli:

LASCIAMI MORIRE IN PACE.





16/02/15

I libri che ho sullo scaffale sopra il mio letto, giusto per dimostrarvi che ho dei gusti migliori dei vostri.

(E questo non vuol dire che non ci siano altri scaffali pieni di libri nella stanza e che la biblioteca in salotto non sia strapiena.)

Il signore degli anelli, racconti ritrovati, racconti incompiuti, racconti perduti, il silmarillion, lo hobbit. Tutti di Tolkien. Letti tra i 12 e i 16 anni. Mi ricordano delle belle estati passate sul letto a leggere, cosa che ora non faccio più perchè studio un botto, anche se ancora per poco.
Certo, alcune descrizioni e alcuni canti o poesie durano una vita, ma l'universo creato è una cosa incredibile.

L'autobiografia di Slash, quella di Keith Richards, la biografia di Kurt Cobain (una delle tante), quella di Jim Morrison, quella di Syd Barrett.
Piccole chicche per voi che non li leggerete mai: Slash è morto per otto minuti, poi l'hanno riportato in vita. Beveva una bottiglia di jack in qualche ora ed ora ha due bypass e tecnicamente non può più bere. Keith si è drogato in modi non immaginabili ed una volta è stato sveglio per dieci giorni di fila grazie alla cocaina. Poi è caduto per terra e si è svegliato uno o due giorni dopo. Kurt in verità ci teneva tanto ad essere un bravo chitarrista ed era magrissimo, si metteva maglioni su maglioni e jeans su jeans. Jim ha rifiutato un'offerta di andy wharol che voleva filmarlo mentre scopava. Syd è probabilmente finito in malora (certo era già un po' pazzo di suo) perchè due coinquilini stronzi gli versavano gli acidi nel caffè.

Junky di Burroughs, in italiano mi pare si chiami "la scimmia sulla schiena".
E' stupendo. Si è fatto di qualsiasi droga e ha anche sviluppato una teoria per cui si spiega perchè è vissuto così tanto, 84 anni, nonostante tutto: sosteneva che il continuo ricambio tra cellule drogate e cellule disintossicate fosse una cosa buona.

Fight club di Palahniuk.
Che conoscete tutti perchè principalmente avete visto il film.

American psycho di Ellis.
Come sopra.

A clocwork orange di Burgess e anche la versione italiana.
Come sopra.

Controcorrente di Huysmans, forse l'unico libro che non ho mai finito di leggere dopo averlo cominciato.

Tempesta elettrica di Jim Morrison.

Trainspotting di Welsh.
Come sopra. Però dovreste leggere il libro perchè tra le tante storie intrecciate ce n'è una bellissima in cui un tipo viene torturato psicologicamente fino alla morte. E ad un funerale il fratello del defunto si scopa la moglie incinta del fratello. Poetico.

Acid House di Welsh.

Notes of a dirty old man di Bukowski.
"Non c'è niente di così noioso come la verità."
"Se non scommetti, non vincerai mai."
"Puoi ingabbiare una tigre, ma non potrai mai essere sicuro di averla spezzata. Con gli uomini è più facile."
"Scopare è prendere a calci in culo la morte mentre canti."

I sotterranei di Kerouac, il mio libro preferito del mio scrittore preferito.
Storia d'amore tra lui e una ragazza nera dei sotterranei, una punteggiatura che quasi non esiste, pause inserite solo grazie ai trattini tipo questo -, un fenomeno.
"Gli uomini son così buffi, cercano l'essenza, e la donna è l'essenza, ce l'hanno lì tra le mani, ma loro scappan via a metter su grosse costruzioni astratte."

Chronicles I di Bob Dylan, leggendario. (avevo anche Tarantula di Bob, ma è andato perso non so dove. Anzi, lo so.)
Ci racconta gli inizi della sua carriera quando faceva la gavetta in luoghi semimalfamati per un dollaro a sera e tutte le cose che leggeva e che faceva e qualche viaggio e come ha capito cosa suonare e come scrivere.
(parlando della moglie) "Di lei mi era sempre piaciuto il fatto che non era una di quelle persone convinte che qualcun altro è la risposta alla loro felicità. Nè io nè nessun altro. La sua felicità faceva parte di lei."

Lettero dello Yage, corrispondenze tra Burroughs e Ginsberg mentre andavano in sud america a cercare questa pianta, lo yage, che dava allucinazioni potentissime. Immaginatevi queste due menti già folli e aperte alla droga che vanno ad allucinarsi in questo luogo pazzo.

Il lercio di Welsh.
Un grandissimo personaggio.
"Bladesey merita di morire, di essere spinto a suicidarsi e morire. Come Clell. Esatto, se comandassi io gli toccherebbe a tutti quelli via di testa: come una specie di selezione naturale psichica. Prenderei in mano tutti i vari telefoni amici e quando chiama uno di questi disgraziati gli direi: credo che lei abbia ragionissima a sentirsi così disperato. Liberi il mondo togliendosi la sua miserabile vita. Se le occorre un aiuto fra qualche minuto sono lì."

Le notti bianche di Dostoevskij.

La notte del drive-in di Lansdale.
Noir abbastanza divertente e scorrevole.

Crome Yellow di Huxley.

Il mondo nuovo di Huxley.
E' un mondo utopico dove una società è pienamente controllata dai suoi governanti e le persone sono divise, già dalla nascita, in classi sociali in cui ognuno ha un compito. Tutti sono felici ed esiste una droga perfetta che non ha effetti collaterali. Libro del 1932. Non è poi andato troppo lontano dalla realtà.

L'arte della guerra di Sun tzu.
"Mostrati forte quando sei debole, mostrati debole quando sei forte".
Non si può essere preparati alla vita senza leggerlo.

Il dottor Sax di Kerouac.
Una mezza delusione, ma è pur sempre kerouac.

Le porte della percezione di Huxley.
Parla di come l'uomo abbia sempre cercato nella droga, o in altri rimedi, di vivere più la sua presenza che il mondo esterno.
C'è un bel racconto di un'esperienza dello scrittore con la mescalina. Da provare.
"Che l'umanità in genere sarà mai in grado di fare a meno dei Paradisi Artificiali, sembra molto improbabile. La maggior parte degli uomini e delle donne conduce una vita, nella peggiore delle ipotesi così penosa, nella migliore così monotona, povera e limitata, che il desiderio di evadere, la smania di trascendere se stessi, sia pure per qualche momento, è, ed è stato sempre, uno dei principali bisogni dell'anima."

Damned di Palahniuk.
Una ragazzina finisce all'inferno che non è poi troppo male come posto.

Invisible monsters di Palahniuk.
"Un'altra cosa è che non importa quanto tu possa amare una persona: ti tirerai indietro quando il suo sangue ti scorre troppo vicino."

Queer (checca) di Burroughs.
"Un tizio ha chiesto a un altro da accendere. Il secondo non ha un fiammifero e quindi il primo estrae un punteruolo da ghiaccio e lo ammazza. L'omicidio è la nevrosi nazionale del Messico."

"Allora c'è questa specie di santone e uno stronzo di cronista viene a intervistarlo. Lui sta lì a masticare il suo betel. Dopo un po' dice a uno degli accoliti:"vai al pozzo sacro e portami un mestolo di tintura d'oppio. Voglio darmi da fare con la saggezza dell'oriente. E datti una mossa con quel perizoma!". Allora beve la tintura d'oppio e va in una leggera trance e stabilisce il contatto cosmico - noi del giro lo chiamiamo essere strafatti. Il cronista dice: "mahatma, ci sarà la guerra con la russia? Il comunismo distruggerà il mondo civile? L'anima è immortale? Dio esiste?". Il Mahatma apre gli occhi e stringe le labbra e schizza due lunghi getti rossi di succo di betel dalle narici. Gli scorre giù sulla bocca, lui se lo rilecca con la lingua impastata e dice: "e che cazzo ne so?"."

Paura e delirio a las vegas di Thompson.
Questo è il libro che ha avuto la migliore trasposizione al cinema. Nel film ci sono ESATTAMENTE le stesse cose, le stesse frasi, gli stessi discorsi. Un capolavoro.

Il vagabondo delle stelle di London, se non lo conoscete leggetelo, è un capolavoro.
Un tizio che viene messo in carcere, è spesso costretto in una camicia di forza, ma la sua anima riesce ad evadere (ecco, se siete familiari con il concetto di out of body experience, capirete meglio) dal corpo e rivive tutte le sue vite passate.

Martin Eden di London, anche questo è un gran libro. Storia di un giovane marinaio che vuole fare lo scrittore e ovviamente per parecchio tempo non riesce a cavarne una lira, poi...

Big sur di Kerouac è sul comodino, dovrei cominciarlo a leggere entro la fine dell'anno.